giovedì 26 agosto 2021

Settimana scorsa ho fatto la 2^ dose di vaccino, un paio di giorni di ko tecnico con 38 e più di febbre, ma nulla di grave. Però mia mamma non mi ha dato tregua un momento poverina. Continuava a chiamarmi, voleva vedere come stavo ma mi ha fatto capire che se stessi male per qualche motivo, sarebbe davvero dura. Già ora non considera più il mio panico, come se lo avesse rimosso. ma io no e sto di schifo. Notti, giorno... poteva andare in 1000 modi, ma questo non lo avevo proprio messo in preventivo, ed è uno schifo. Oggi l'ho portata a fare la sua terapia per i piedi e di nuovo non riconosceva la strada di casa. Non so, alla fine dovrei farmene una ragione e nn stupirmi tutte le volte, ma non riesco. Ho paura di avere davanti un dolore che non sarò in grado di affrontare e mi dispiace anche per lei, che meritava qualcosa in più. Non per la malattia, che nessuno si merita niente, ma come persone capaci di seguirla. Oddio sono esausta e preoccupata da morire. 4 anni fa ricordo di aver avuto un crollo forte, non so perché, e per la prima volta, oltre al dispiacere di non poter condividere traguardi con i miei, come nipoti e successi lavorativi, ero terrorizzata dal fatto di non potermi mantenere. Mia mamma, sempre equilibrata, aveva concluso che no, non sarebbe stato piacevole o soddisfacente, ma che comunque al peggio potevo rassegnarmi al mio tran tran di quasi nulla e stare tranquilla perché sul fronte economico sarei stata comunque coperta. Le cose sono cambiate e tanto. Questa tranquillità non c'è più, e così non riesco a pensare ad una dimensione che mi dia calma, non riesco a vedere un orizzonte dove, superato il dolore, io possa davvero credere di poter stare bene, almeno relativamente parlando. Non so come andare avanti, a cosa aggrapparmi. E intanto tutto mi sfugge dalle mani. E non vedo soluzioni. Mio padre settimana scorsa ha perso la pazienza con mia mamma. Doveva succedere prima o poi, ma la reazione di mia mamma mi ha fatto capire quanto siamo tutti e 3 in bilico in questo momento. Non so davvero come potremo reggere. Non c'è speranza che lei possa stare meglio, sarà sempre più faticoso fino a che lei non ci sarà più. Il mio cervello non riesce proprio a elaborare questo; è troppo doloroso, troppo brutto. 

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