martedì 31 dicembre 2019

happy new year

Tra twitter, whatsup e balle varie, ritirarmi qua sopra per scrivere mi sembra quasi un gesto intimo, solo mio. Tra poche ore, meno di due in realtà arriverà il 2020. Mi piace come anno, sembra un anno pieno, completo. E per la prima volta dopo anni, mi piace l'idea di credere ancora che l'anno nuovo, con il mio impegno, possa diventare qualcosa di diverso. Qualcosa di migliore. Questa mattina sono dovuta uscire all'improvviso, un minimo di ansia, poca voglia ma poi è andato tutto bene. Per carità, 30 minuti in tutto per andare a fare un paio di velocissime commissioni in paese, ma credo che il punto sia: quante velocissime commissioni ho rifiutato negli anni?
Non ho sentito molto le feste quest'anno, un eufemismo per dire che non le ho sentite quasi per niente, ma credo di aver afferrato nuove parti di me e di ciò che sono. Ho davanti molto, come potrei non aver davanti nulla, tutto dipende da come mi pongo di fronte alle cose. Che voglio fare? Voglio fare qualcosa? Qualcosa che mi riporti nel mondo con una salute accettabile? Credo di sì e domani è qui per permettermi di dimostrarlo.
Per cui, per questa volta, di nuovo…
Buon anno…
credendo in noi, nella nostra forza, nel nostro impegno.

lunedì 30 dicembre 2019

Crederci ancora

Questa settimana è volata. Se penso a come ero agitata lunedì scorso per il 26... e tutto sommato a ragione visto come sono stata a disagio, di fatto il tempo è comunque volato… sto prendendo le gocce di ansiolitici per la terza volta in giornata, e visto che sono solo le 18:30, non escludo ce ne possa essere anche una quarta prima del sonno. Durante questi ultimi due giorni sto pensando molto al libro che ho pubblicato un mese fa. Non riesco nemmeno a crederci troppo, a sperarci, per il timore di restare delusa. Eppure vorrei davvero che andasse bene, che mi facesse guadagnare. Mi sento in un limbo. Ho bisogno di risultati concreti e non so dove andare a recuperarli perché la tensione è ancora troppo troppo alta. Vorrei che quello che faccio avesse un certo valore, una certa possibilità di riuscita. Mamma mia, quanti anni che sto scrivendo sempre le stesse cose! Siamo alle porte di un nuovo anno e per una volta vorrei credere ancora che sia un segno il fatto di cominciare tutto da capo,, una nuova agenda fatta di pagine bianche da riempire con i progetti utili al mio benessere, utili al mio diventare chi voglio essere. Ogni giornata sarà una guerra, la domanda è solo quante guerre riuscirò non tanto a vincere, ma almeno a combattere. Ho sempre meno punti di contatto con il mondo fuori dalla mia porta, non posso permettermi di perderne altri, sebbene le difficoltà si manifestino sempre e sempre in modi diversi. Crederci ancora per una volta, che male potrebbe fare?
E ho messo questa foto che non c'entra con il mio panorama attuale, ma mi piace, mi sa di relax, di dolcezza di un pigra serata.

giovedì 26 dicembre 2019

26 dicembre

19.10 del 26. La parte più difficile di queste vacanze per me è passata con la giornata di oggi. Sì, devo dire che si parla proprio di difficoltà. E oggi è stata davvero dura, dopo un paio di anni decenti, questa volta è stata dura. Solo chi vive cose come la mia può forse trovare un senso a quello che sto dicendo, ma non c'è niente di più svilente dell'essere di fronte a persone che vivo bene, ma in modo normale, niente eroi insomma, per sentirmi una merda. 5 giovani tra i 26 e i 40 anni circa che parlavano di lavoro, vacanze, impegni familiari, viaggi, corsi di sci per i bimbi, impegni quotidiani. Un'ora dei loro discorsi ed ero sull'orlo delle lacrime, letteralmente non avevo niente da dire, non conoscevo i luoghi di cui parlavano. Non riuscivo a stare dietro nemmeno ai discorsi, altro che vivere così. Si può sbagliare, si può perdere la rotta, ma a me inquieta la costanza di questi ultimi 20 anni. Dolorosi, sbagliati. Non c'è stato un punto in cui io mi sia sentita simile a loro. Posso dire che vorrei cambiare, è ovvio. Il punto è che non so come poterlo fare. Non lo so. Ogni tanto qualcuno mi lancia una proposta, non vedendo le difficoltà che stanno proprio alla base, ancora prima. Oggi mi sono sentita dire di non vivere come una pensionata. A parte che moltissimi pensionati del giorno d'oggi mi passano avanti alla grande, come si fa a spiegare quanto si sta male in ogni gesto? Come si spiega la fatica del guidare 3 km, del parlare con qualcuno…
tra l'altro noto ogni tanto il moto di stizza di chi conversa con me, qualcosa che alla fine emerge come un 'ma dai! Muoviti!'.
NON CI RIESCO!
Mi ci vorranno un paio di giorni solo per riprendermi da oggi. Ma intanto oggi è andata, l'anno sta per finire e stop.

mercoledì 25 dicembre 2019

buon Natale

Natale 2019, eccolo qua… come  da molti anni a questa parte è solo una parola per me, o meglio una parola carica di tensione e agitazione per la fatica che porta con sé anche in vista dell'incontro con i parenti di domani. Ogni anno in questi 2 giorni ogni mia inadeguatezza sembra esprimersi ai massimi livelli, come se essa sia di fatto l'unico collante della mia vita, che per il resto mi sembra sempre più sfilacciata e inconsistente. Ho perso tanti treni negli anni, e la sensazione è che abbia dimenticato persino dove sta la fermata. Cosa devo fare ogni giorno perché le cose migliorino? Cosa ogni settimana e mese? Quando sono ad Alassio mi sento libera, non realizzata forse ma libera. Il che, diciamolo, è un enorme passo avanti. Cosa c'è di così sbagliato in quello che faccio? A volte mi chiedo se sarebbe il caso di cominciare un nuovo percorso di psicoterapia. Poi mi dico: se dovessi consigliare qualcuno nella tua situazione, che gli diresti? Cosa programmeresti per la sua vita? E messa così ho quasi la sensazione di avere la risposta, non esattamente pronta ma qualcosa su cui posso lavorare. E di cui le parole chiave sono passi adeguati e basta procrastinare.
Servono piani, progetti di difficoltà adeguata e crescente. Serve onestà da parte mia. Serve dare senso ad ogni ora. Serve coraggio e forza. E magari sì, a questo punto serve anche un simbolo a cui aggrapparmi per definire la volontà di svolta.
Servono liste e volontà. E la passione di credere ancora.
Questo è il mio augurio di NAtale per me, e per tutti coloro che hanno bisogno di ricominciare a credere in se stessi.

martedì 24 dicembre 2019

Mh, questa mattina ho accompagnato mia madre dal parrucchiere, mentre la aspettavo sono andata al supermarket per due spese. Ecco, lì dentro in mezzo alla gente e con le musiche di Natale diffuse in tutto il supermercato, ho provato l'unico momento di vera atmosfera natalizia di quest'anno. Un po' pochino eh… so che sono in tanti ora a provare questa esperienza, che il vero spirito di natale è una rarità, ma magari un po' più di così? Questo mi ha fatto pensare per l'ennesima volta quanto vuota sia la mia vita. Se io dovessi vivere al mare, cambierebbe qualcosa? Non stando così le cose, cambierebbero solo se riuscissi a fare qualcosa delle mie giornate, del mio tempo. Si cambia, si cambia, si cambia… ma come? Anche mia mamma nelle ultime 24 ore me lo ha fatto notare più di una volta, sono troppo sola, e troppo allo sbaraglio, nel senso che non ho una prospettiva. Adesso che il panico mi concede qualche, seppur breve, tregua, l'impegno per l'anno nuovo credo sia proprio trovare un mio perché nelle cose. Non parlo esclusivamente di lavoro (spero sempre che i libri facciano la loro parte) ma di socialità. Mi sembra abbastanza ovvio che io pensi sarebbe tutto più bello al mare, ma è evidentemente un pensiero ingenuo e non supportato da fatti. Devo riappropriarmi della mia vita qui. Partendo da alcuni presupposti: non tutto è difficile uguale, non tutto vale uguale, ed è nella quotidianità, più che nei periodi un po' speciali come questo, che posso pensare di cominciare la risalita, perché questi periodi speciali hanno già una carica emotiva esagerata rispetto alle mie possibilità.

lunedì 23 dicembre 2019

Questa notte il pensiero che mi ha tenuta sveglia è stato il rischio diabete. Non è un caso eh, perché ieri sera mi sono di nuovo ingozzata con un pacchetto di biscotti. 150 gr di biscotti senza motivo, più altri cioccolatini mangiati durante il giorno. Fortunatamente mi sono regolata un po' di più con i pasti principali, ma ci vorrà altro se voglio dei risultati.
Vediamo qui di fianco quanti zuccheri che ho ingurgitato inutilmente. Non ci siamo. A volte spero che dove non arriva il buon senso, possa arrivare la paura per delle malattie.

Il problema è capire quanto li voglio, e quanto sono disposta a mettere in gioco. Oggi sono stanca, ma va?, e di nuovo ho quel senso di oppressione. Ma fino a quando posso dare la colpa a ciò che ho intorno? Anche ieri sono successe un paio di cose che mi hanno davvero rattristata: vedo mia mamma fragile e confusa e vado totalmente nel pallone, il punto è che giustifico il fatto di sentirmi così, ma non credo che debba fermarmi a questa paura. O che questa paura fermi me, sono emozioni normali, ma andrebbero superate. O più semplicemente andrebbero messe in conto e poi arginate, non serve dire che il futuro mi spaventa, è ovvio. Ciò che conta sarebbe capire come fare, perché sto passo alla volta mi sfugge sempre. E il confronto con gli altri… aiuto. il 26 tutti i parenti, matrimoni, fidanzamenti, lavoro… e io sono sempre più obesa e grigia di faccia. MA che meraviglia! :/

sabato 21 dicembre 2019

sabato sera così

Sto per prendere gli ansiolitici per la terza volta oggi, non ne capisco il motivo, forse solo un riflesso delle giornate precedenti, ma oggi sono ansiosa a mille. Gli unici momenti in cui non lo sono stata ero, prevedibilmente, sull'orlo di un abbiocco istantaneo. Una stanchezza viscerale. In mezzo a tutto ciò nervoso alle stelle. Così per tutto il pomeriggio mi sono trattenuta dal mangiare biscotti in quantità industriale, come? Riempiendomi di rondelle alla liquirizia e di gran golia. Ora, a parte il fatto che le rondelle sono strapiene di zuccheri, questo riempirmi compulsivamente di qualcosa più simile alla gomma che altro, alla lunga mi ha fatto sentire gonfia come un tacchino ripieno senza per altro aver risolto la smania di qualcosa da mangiare. Ansia, tensione nervosa, tensione emotiva, tutto questo mi sta facendo percepire il cuore come mai prima, e ovviamente la cosa mi spaventa, soprattutto visto il problema peso. Ho paura di non concludere niente. Anzi, di finire male.
Per oggi questa ventata di buon umore si chiude qui. Alla prossima.
Sono uscita di casa ieri mattina furibonda. Avevo ansia? No, (*-*) ma ero arrabbiata di dover uscire per sbrigare commissioni che non mi riguardavano manco di striscio. Poi mi è passata, per carità, ma sto mettendo, e sprecando, energie tutte dalla parte sbagliata. Questa mattina sono salita di nuovo sulla bilancia. 136 kg. Mi sono vergognata, mi sto vergognando ora che scrivo. Ho ripreso ad aumentare, ho male alle gambe, faccio fatica a fare qualsiasi movimento. Non cambierà mai se non metto a disposizione di questo problema le forze che ho.
Quello che è certo è che è assurdo non riuscire a godersi la maggior facilità delle uscite con un briciolo di ansia in meno perché nascoste dalla fatica di portarmi dietro questo scafandro di ciccia enorme. In diverse occasioni quando esco per delle commissioni vedo i metri da fare camminando come un'impresa titanica. Faccio una fatica… Non ho più voglia neanche di dare colpe ad altri, qui ci sono solo io che devo trovare il modo di preservare le energie che mi servono ed incanalarle su di me. Non è scritto da nessuna parte che devo continuare così tutta la vita, ho perso per strada parecchia ansia in questi mesi, posso perdere anche un po' di chili, ma l'impegno deve essere mirato, serio e immediato.

venerdì 20 dicembre 2019

come quando tutto è cominciato

Poco fa pensavo alle ripetizioni che do, o meglio dire, che davo. Il fatto che una ragazza che seguivo da 2 anni e mezzo, in quest'anno scolastico non sia più tornata, dopo mesi di 'tutto sommato è meglio così perché non saprei come gestire gli impegni', mi è improvvisamente apparso per ciò che è: l'ennesimo fallimento. Non ce l'ho fatta con lei.
Che poi fosse anche emotivamente molto difficile da gestire è vero, che finissi per esserne schiacciata, anche.
Solo che sono comunque schiacciata da altro. Domani devo portare mia madre per valutare delle possibili opzioni di prestito per mio zio. Perché lui non ha tempo. E' un esempio stupidissimo, ma il mio cervello lo legge in una chiave diversa, si sta ripresentando la solita dinamica che c'è sempre stata in questa casa, con l'aggiunta dell'età che è salita. Io sono di nuovo in mezzo a questioni che non mi riguardano, perché lui non ha tempo, perché lei non ce la fa, e mi ritrovo a mezzanotte passata con il cervello stretto in una morsa di disagio. Non so se è ancora la mia malattia che mi fa vedere così le cose, ma la mia vita mi sembra solo qualcosa in funzione di quella degli altri. Ho poche energie, e non riesco ad usarle per me. Vado di nuovo avanti ad ansiolitici, non capisco quanto questo malessere sia giustificato, ma so che intanto un ennesimo anno sta arrivando alla fine, e la vera me sta qui sopra, tra le pagine di un blog, tra la speranza che il libro mi faccia guadagnare, ma fuori da qui non mi trovo, vengo dopo. Dopo mia madre, dopo mio zio.
DI nuovo, come quando tutto è cominciato.

martedì 17 dicembre 2019

rimanere male...

Rientrata alla base l'altro ieri. Sono ancora in fase di assestamento, ma è abbastanza prevedibile. L'ansia è già tornata a picchi molto alti. Motivi? Sempre gli stessi del periodo, primo su tutti il senso di forte disagio che provo verso mio zio, che a volte sfocia apertamente in paura, paura di come si può comportare, paura che mandi all'aria tutto l'equilibrio. 
Detto ciò, io ero così felice di come avevo passato queste settimane, consapevole di passi avanti, e invece salta fuori che per mio padre non ho fatto nessunissimo progresso. Ottimo. Sono rimasta di merda quando l'ho saputo. Seguendo il suo ragionamento, quello che mi è parso di capire è che passi avanti non ce ne sono perché non ci sono passi avanti apprezzabili su alcuni fronti, tra cui il guadagnare. Se questi sono gli standard, ciao ciao; è una vita che cerco di venire a patti con il fatto che non posso permettermi il lusso di confrontarmi attraverso alcuni parametri, come il lavoro e la famiglia, è una vita che sto tentando di convincermi che devo valutare strade alternative, e quando mi sembrava di avercela quasi fatta, ecco una stroncatura del genere. Se aspetta che io sia economicamente indipendente, chissà quando potrà succedere. Ma fa così male sentirselo rinfacciare mentre sono di nuovo invasa dall'ansia che l'unica cosa che posso pensare di fare è di non chiedergli più soldi. 35 anni ed elemosinare la mancia non era certo il mio obiettivo primario, ma mi impegnerò per farne a meno.  Nemmeno 50 euro. Non so come potrebbe essere fattibile, ma cercherò di impegnarmi in tal senso. Sono rimasta male, perché ero veramente convinta che si fossero visti i passi avanti. Va be… non è la prima volta che i miei mi fanno restare male, non sarà nemmeno l'ultima. Cercare di non spendere niente o molto poco, passata questa fase in cui ho speso per cartucce, antivirus, potrebbe essere difficile, ma fattibile. Evitare anche di spenderli in dolci, anche salutare.
Se poi il mio libro vendesse qualcosa, sarebbe bello per più di un motivo, il problema è che non riesco più nemmeno a sperare. La realtà mi sembra troppo presente e pressante con questioni oggettive, sembra non avanzare più tempo nemmeno per i sogni. Dopo 19 anni di panico, ci voleva giusto questa virata in famiglia.
Ok. Facciamo un respiro e andiamo avanti. Un'ora alla volta.

mercoledì 11 dicembre 2019

11 dicembre 2019

C'è  un farmaco che prendo giornalmente e che, una tantum devo interrompere per qualche giorno. Non ricordo di preciso la definizione, è un incrocio tra antidepressivo e ansiolitico. Comunque mi fa impressione quanto il mio umore peggiori quando non lo prendo per due giorni di fila, era successo a settembre, sta succedendo ora… male! Questo credo dimostri anche quanto si debba stare attenti con i farmaci. Questa mattina, un po' per l'umore un po' perché ero stanchissima, non sono uscita, nel pomeriggio sì. Nessun giro in capo al mondo, ma una boccata d'aria che ci voleva. Non sono serena per niente. Tra pochi giorni torno a casa e mettendo insieme la stanchezza fisica con la preoccupazione psicologica, mi sembra davvero di diventare matta. Non ho le forze per far fronte a niente. Né i miei impegni, né la tensione in casa con mio zio, né le maratone con i parenti per le feste. E se forse l'umore migliorerà un po' quanto tornerò a prendere la pastiglia, la stanchezza mi resterà addosso. Questa mattina avrei pianto. Dulcis in fundo anche mille commenti sulla politica mi hanno fatto sentire ancora più sola. Per un po' farei bene a stare lontana dai social.
Ma stare lontana da casa è più difficile. 3 giorni e mezzo e si torna, e sento una pinza sui polmoni, tutta la situazione mi sta stretta e devo trovare soluzioni che non mi facciano dare di matto. Dovrei poter pensare solo a me. E mi fa paura dirlo perché succederà quando i miei non ci saranno più, ma con il mio trascorso adesso non posso essere quella che tampona ogni rogna emotiva, è ridicolo che tocchi a me questo compito, io che non ho nemmeno l'equilibrio per gestire la mia di emotività. Ok, attacco di panico partito… ansiolitici e poi mi rimbambisco davanti ad un film natalizio.
Uffa.

martedì 10 dicembre 2019

girovagare a zonzo per la città

Girovagare a zonzo per la città non è il mio forte, come si può immaginare. Per chi soffre di panico a questi livelli, già è un incubo uscire di casa se c'è un motivo, figurarsi se uno lo fa così tanto per fare. Tanto è vero che anche a casa mia molto spesso è solo la molla di andare a comprare del cibo a farmi scattare… Qui ad Alassio però il discorso uscite solo per uscire gioco forza a preso piede, non foss'altro perché non avrebbe avuto nessun senso fare 300 km per starmene in appartamento sempre, in quel caso sarei potuta rimanere tranquillamente a casa mia. Vengo qua più o meno ogni 6 mesi e, fatta esclusione per il caldo assurdo dello scorso giugno che mi ha fatta stare in casa 5 gg perché proprio non ce la facevo ad uscire, ho visto miglioramenti in queste mie vacanze, soprattutto questa volta. E soprattutto rispetto alle prime volte, sebbene pensi ancora, in realtà stare in riva al mare è come avere letteralmente dell'aria che mi entra in testa e spazza via i pensieri che si arrotolano su stessi. Questo è bello davvero. Oggi per esempio verso l'ora di pranzo ho avuto una specie di attacco di panico pensando a mio zio. L'idea di quell'atmosfera che c'è sempre in casa mi ha stretto i polmoni, la preoccupazione è salita alle stelle. Uscire è stato davvero come aprire una finestra nel mio cervello. Non avrò risolto nulla, ma nemmeno starci a pensare tutto il pomeriggio avrebbe fatto qualcosa. IN questo modo invece sono riuscita a staccare un po' la spina, e forse ad allentare uno 0,0001% la tensione, se si sommano ogni volta, prima o poi magari sentirò una certa differenza.

Piccola postilla un po' dolente: la gente oggettivamente mi fissa. Non so perché prima non lo notavo, forse perché tendevo a guardare molto più in terra, ma veramente mi fissano, e se lo fanno, presumo lo facciano per la mia mole. In questi 10 giorni di giri non ho mai visto nessuno nemmeno paragonabile a me, per cui ci può anche stare, ma quando incrocio il loro sguardo una, due, tre volte… be' alla fine fa un pochino male. Tanto più che questa questione sta diventando sempre più delicata anche in casa. Mio padre continua a farmelo notare a parole, mio zio con certi atteggiamenti. Risultato? Comincio a sentirmi in imbarazzo anche nei loro confronti. Bella conquista eh? In merito a questo dovrò pensarci ancora perché rischia di diventare una questione molto delicata.

domenica 8 dicembre 2019

Sono qui da 8 giorni, domenica prossima dovrei rientrare a casa. Non è che non voglia in assoluto, però al di là di tutta la questione responsabilità, stando qui mi rendo conto di quanto mi pesi quella tensione perenne che c'è in casa mia tra mio padre e mio zio. Soprattutto visti i cambiamenti di quest'ultimo. Ogni giorno all'ora di pranzo mi sento come una specie di muro che funge da assorbi vibrazioni, ogni volta che un discorso vira verso qualcosa di potenzialmente pericoloso, me ne esco con qualche stupidata, e mi pesa avere questo ruolo, e fare questa parte. Del resto però se non sono in grado di reggere a conflittualità di qualche genere, ci posso fare poco. Non so come dirlo senza sembrare ingrata, ma negli ultimi anni invece di staccarmi dai miei, mi sono sentita ancora più invischiata anche nelle cose di mio zio. E mi sento soffocare. Questa notte alle 2 ero sveglissima pensando a me, mio zio, la casa… e ci sono rimasta fino alle 3. Le dinamiche nella mia famiglia sono sempre state un po' anomale, ma adesso si stanno intorcinando ancora di più, e io sono sempre più in mezzo. Vorrei solo avere la forza per fare ci che devo, ma riuscendo a mantenere la giusta distanza. Che non è una cosa da poco.
Credo che molte persone che soffrono di attacchi di panico debilitante come il mio, tendano a restare schiacciate di più dalle dinamiche famigliari. Per carità, non che per i famigliari sia semplice avere a che fare con i nostri problemi, ma ovviamente io ho la mia prospettiva...

sabato 7 dicembre 2019

A volte mi chiedo quanto ci sia di vero nella teoria che sostiene che certi disturbi psicologici siano legati al rifiuto di crescere e di prendersi responsabilità. Me lo chiedo perché non mi sfugge che il mio stile di vita ben lontano dal classico di una 35enne sia più vicino a quello dei 15 anni piuttosto che nemmeno  a quello di 25. O forse quella è la conseguenza finale, ma non la causa. Ieri quando è stato il momento di uscire stavo male, manco a dirlo. Vedevo la passeggiata lungo il mare come un obiettivo, ma per arrivarci sarei dovuta passare su un attraversamento pedonale. Ne ero spaventata, perché nel mio cervellino un conto è lasciarsi andare su una zona di solo passaggio pedonale, e ben altra in mezzo alla strada, e visto che mi sembrava di stare in piedi a stento, dire che non è stato facile è un po' un eufemismo. Sono andata nel negozio per prendere due cose (e due dolci sì…), e anche lì, ferma davanti agli scaffali mi sembrava di andare per terra, come se stessi in equilibrio solo camminando. Mi sono chiesta se potesse essere qualcosa di fisico, ma viste le modalità, direi proprio di no: è sempre e 'solo' la mia ansia che si fa sentire. Poi sono rimasta un po' seduta sulla passeggiata davanti al mare. Che bello, che promessa di tranquillità.
Questa mattina sono uscita, ansia zero ma un caldo dell'accidente. Insomma tutto come da copione. E poi sono tornata al pensiero delle responsabilità, la lingua batte dove il dente duole e in questi giorni ci penso come mai prima, soprattutto quando vedo dove i miei cominciano a perdere un po' i colpi, e non riesco a impedirmi di iniziare a sudare, di fermare la tachicardia che arriva al galoppo, né di pensare a come diavolo farò quando toccherà ancor più a me, se anche un passaggio pedonale mi blocca, altro che guidare…
Non dico per dire quando ammetto di non riuscire a vedere il mio futuro. Davvero, non ci riesco. Riesco al massimo a vedere qualcosa tra 6 mesi, e mi spaventano anche quelle. Essere sola incapace di provvedere a me stessa: terrore puro.

E allora tanto vale non pensare. Oggi pomeriggio mi sono concessa un pomeriggio di lettura, ho letto LA CASA DELLE VOCI di Carrisi. Bello, bello bello. Sono libri che davvero devi leggere quando sai di poter andare dall'inizio alla fine. Solo così te li puoi gustare davvero. E per almeno 4 ore il cervello è andato dietro ad altre storie. Bene così. Tanto le mie saranno lì anche domani.

giovedì 5 dicembre 2019

https://www.libreriauniversitaria.it/errore-splendido-rebekka-direct-publishing/libro/9788899156473


Un errore splendido: Melania ha una scuola di ballo dove insegna con la sua migliore amica. Tutto scorre da anni con il solito tran-tran, fino a quando, quasi improvvisamente, la ragazza si rende conto che niente di quello che fa l'appassiona più. Qualcosa successo anni prima continua a impedirle di andare avanti e la tiene prigioniera in un mondo senza colori né emozioni. Davide è un cuoco alla ricerca di qualche idea per il suo ristorante, ma non solo. Poi c'è Alessandra, sorella di Davide e proprietaria di un albergo, che ha bisogno di una maestra di ballo e di un sostituto cuoco. Così, complice un banale scambio di date, Melania e Davide si ritrovano soli, in quell'hotel in mezzo allo scenario magico di un paesino di montagna impreziosito dalla neve. Basteranno il candore e la purezza di quel luogo a costringere entrambi a fare i conti con le vecchie ferite e a condurli dolcemente verso nuove emozioni?

Un errore splendido

Un errore splendido


di Rebekka F


  • Editore: Direct Publishing
  • Data di Pubblicazione: novembre 2019
  • EAN: 9788899156473
  • ISBN: 8899156476
  • Pagine: 124
  • Formato: brossura

https://www.libreriauniversitaria.it/errore-splendido-rebekka-direct-publishing/libro/9788899156473

Che ho fatto ieri sera dopo aver scritto il post sull'obesità? Ho scritto una lista di quello che sarei voluta andare a comprare da mangiare… :/ aiuto!
Per oggi non ci sono andata, ma domani dovrò per una spesa generica, e chissà a cosa riuscirò a resistere??? :(
Poco fa mi ha telefonato mia madre dalla posta, a 300 km di distanza, perché non ricordava più il pin della tessera per prelevare. La prima volta ha telefonato con il fisso della posta, e non ho risposto, la seconda con il suo cell, e riconosciuto il numero ho risposto.
Questo mi porta a due considerazioni.
La 1^- più passa il tempo e più non posso permettermi oltre questo mio problema con il telefono. Essere reperibile diventa sempre più necessario. Altra battaglia ansiogena quotidiana verso cui combattere… aiuto…
la 2^- le fragilità sempre più evidenti di mia madre. Che mi portano a rimpiangere tempi passati, tempi non vissuti, e che impongono perenni riaggiustamenti del mio ruolo all'interno della famiglia.
Ho bisogno di stare sempre meglio e sempre più velocemente.
Questo mi preoccupa e non poco, perché i miei tempi di risposta non sono esattamente così rapidi. Però ci sono, e su questo devo fare leva per farmi forza.
Oggi mi verranno spedite le mie 50 copie del romanzo UN ERRORE SPLENDIDO. Spero davvero possa essere fonte di soddisfazioni, e perché no, di qualche soldino. La mia vita è un po' una trottola, e serve qualcosa di bello che ne faccia da perno.
Speriamo…

https://www.libreriauniversitaria.it/errore-splendido-rebekka-direct-publishing/libro/9788899156473

mercoledì 4 dicembre 2019

eh... buona sera.
Ieri è stata una giornata impegnativa. Per uscire di casa ieri pomeriggio, ho fatto una faticaccia. Ansia, panico, e una strana sensazione di caldo e fastidio sulla pelle, unite ad bel po' di vertigini e tremori. In realtà quando poi mi sono ritrovata per strada, dopo i primi 5 minuti stavo davvero meglio ma è subentrato altro. Un paio di sguardi, un paio di riflessi in una vetrina e improvvisamente avrei voluto sprofondare per il disagio per la mia stazza. Forse perché era già da tutto il giorno che riflettevo sulla stanchezza fisica che avevo addosso e di come questa, nonostante tutto, non possa non essere legata al mio peso. Fatto sta che quando una signora mia ha guardata, mi sono sentita così a disagio. Ed ogni qualvolta che ho incrociato lo sguardo di qualcuno, ieri, mi sentivo sotto osservazione, giudicata, mortificata. Ieri, prima di uscire, tutta la questione obesità mi ha davvero messa in allerta. Gli sguardi fuori mi hanno mortificata, e la fatica di un'ora di passeggiata mi ha messa ko. Probabilmente per avere una chance di dimagrire davvero, dovrò attraversare queste emozioni più e più volte. Ci sarà sempre qualcuno che mi fisserà così, la fatica sarà enorme. Boh, forse dopo 19 anni di panico a livelli super, posso dire di aver già passato di peggio.
Vedremo.  

lunedì 2 dicembre 2019

Sabato  così entusiasta, ieri non lo sono stata per niente. Questo tipo di sbalzi d'umore in effetti è abbastanza tipico, per quanto mi riguarda, soprattutto nell'ultimo periodo. Spero di riuscire a stabilizzare un filo l'umore, per quando mi senta spesso sommersa da 1000 pensieri diversi. Non ultimo il fatto che vorrei fare qualcosa per gli altri in un modo viscerale, ma di fatto non capisco cosa.
Oggi mi sono mossa prima e dopo pranzo, l'ansia c'era, eccome, ma ho comunque sentito una maggiore  libertà di movimento. Però, è come se, avendo cominciato a fare effettivi passi avanti, veda molto meglio la distanza da percorrere, rispetto a quando speravo sarei riuscita a cambiare tutto in un baleno.
Va be'… oggi mi sono fatta un giro per il centro. Tanti negozi sono chiusi, altri no. Ho visto una borsa e una collana davvero belle. Nemmeno molto costose. 40 euro in tutto. Il fatto di non avere nemmeno quella cifra a disposizione mi ha demoralizzata di nuovo. E me ne vergogno, come sempre quando mi viene da lamentarmi sul fronte economico.
Ma non aver quei soldi è stato un po' l'ennesimo mettere sotto un riflettore la strada della mia vita. E come per molte altre cose, anche con i soldi, vorrei avere maggiore libertà.
Be', che dire… di cose ne vorrei parecchie. Vorrei avere qualche linea guida, qualche punto fermo, qualche successo. Credo però sarebbe irrispettoso verso me stessa non dare il giusto peso al fatto di poter uscire senza così tante forme diverse di malessere alla fine impossibili da gestire. Oggi ce la sto facendo!!!