venerdì 29 gennaio 2021

Ieri pomeriggio mi sono ritrovata davanti ad una chiesa della mia cittadina, faceva freddo, c'era un po' di sole. Mentre guardavo le persone (poche) che andavano avanti e indietro mi sono sentita guasta, rotta.

Poco prima nel momento di uscire di casa, la mia auto aveva fatto ancora cilecca, con l'ennesima scenata di mio padre. Io dovevo andare in posta e in farmacia, mia madre dalla parrucchiera, ci ha portato lui. Forse qualcuno ha notato che piangevo, forse no, camminavo per le vie del paese e vedevo i ragazzi che uscivano da scuola, poi alcuni più grandicelli andare in tabaccheria, poi qualcuno ancora più grande al rientro dal lavoro. Flusso di vita. Degli altri. Ad un certo punto la mia ha smesso di scorrere, se si escludono i capelli bianchi. L'altro ieri confronto esasperante con mio zio. Che per l'ennesima volta ha ascoltato la storia della sua vita, dei suoi errori, dei nostri interventi, come se li sentisse per la prima volta. Le parole non rendono la fatica di quel confronto, le sue pretese, le sue mancanze, il suo non capire. Le parole non rendono la paura che ho provato ieri quando la macchina non è partita di nuovo. Non rendono il senso di niente che credo di me stessa. Le parole non rendono il vuoto che mi fagocitava mentre vedevo tutte le esperienze perse, le persone perse, la solitudine…

Mi guardo intorno alla ricerca di qualcosa, uno squarcio di panorama, un oggetto, qualcosa che mi dia un vago senso di serenità, di protezione e casa. Stanno svanendo tutti. Non so più immaginare un futuro. Ogni cosa ormai è compressa nel presente, nel cercare di evitare situazioni di ulteriore tensione e crisi. Oramai scappo e basta da qualsiasi cosa mi circondi. In primis da quelle persone che avrebbero dovuto aiutarmi, farmi sentire protetta. Mi sento rotta, guasta. Incapace di affrontare qualsiasi cosa. Non riesco più nemmeno a credere a quella ragazzina che ero un tempo, tanto tempo fa. Sta sbiadendo anche nei ricordi, alla luce di oggi non è più verosimile nemmeno lei, deve essere un'illusione, uno scherzo della mente. Flussi di illusioni.

domenica 24 gennaio 2021

Sono ancora qui a fissare il cellulare in modalità off-line. Ho una paura di sbloccarlo. Ma è follia pura. Fatto, sbloccato… e sto ancora tremando. Tenuto acceso una mezz'ora per un messaggio arrivato, e poi spento di nuovo mentre andavo a pranzo. Quindi ora tocca di nuovo accenderlo. Non ci si crede al disastro che c'è nella mia testa. Questa fobia sociale è peggiorata tantissimo.

Nel frattempo ho fatto fare alcune pagine di un libro per anziani con alcuni deficit cognitivi a mia mamma, aiuto… peggio di quello che credevo. Il mio mondo si sta disintegrando. Ho paura.

Tra l'altro… mi isolo dagli altri per paura e poi penso che gli altri ce l'abbiano con me perché mi girano alla larga. Sono arrabbiata e penso che una patologia più stupida di questa fobia sociale non poteva saltar fuori. Mi chiedo se tornerò a sentire ancora una parvenza di normalità nella mia vita. Ho paura.

sabato 23 gennaio 2021

Rintanata ancora nella mia poltrona davanti alla solita televendita in tv. Posso dire almeno di star facendomi una cultura sull' arte dell' 1800. Ieri e l'altro ieri di nuovo in giro per casa tremando come una foglia. Cuore all' impazzata e tensione. Questa mattina mi sono svegliata con un mal di stomaco che ti raccomando. Da ieri mattina giro per casa con del cotone nelle orecchie sperando che ogni suono mi arrivi attutito o che non mi arrivi affatto. Sono scesa a pranzo e come ogni giorno ho paura passi mio zio, per cui scendo, mangio, lavo i piatti e poi mi invento una scusa per tornare di fretta qui di sopra. E dire che un po' di tempo fa mi sembrava di stare meglio. Sto cercando di capire che futuro penso di vivere, quanto penso di andare avanti così. Sta andando tutto a scatafascio, e non riesco a pensare che le cose possano migliorare. Sono così stanca... 

martedì 19 gennaio 2021

Mia mamma domani ha una visita di controllo cardiologico, è da maggio che causa covid viene rimandata e domani si fa. Ieri sera ripensandoci è andata in una confusione bestiale di date e ore, un po' in linea con le difficoltà che sta accusando negli ultimi mesi ma molto peggio. Mi sono spaventata tantissimo. Oggi va meglio ma ho paura davvero che sia significativo di quello che le sta succedendo. E io non sono pronta. Non posso essere pronta. Sta cambiando tutto, sto perdendo tutto quello che mi era rimasto. Sono sola e non in grado di far fronte a queste situazioni. Altri 10 giorni con telefono spento perché ho paura delle persone, paura per il futuro. Rimpiango momenti passati perché qualche momenti di serenità saltava fuori, ora no, ma proprio niente. Non riesco a pensare positivo, neanche per il futuro. L'unico modo per sentire leggerezza è immaginarmi via da qui in un appartamento carino, sola senza il peso dei problemi famigliari; è una cosa assurda essere arrivata a tanto, ma così stanno le cose. Voglio solo essere di nuovo serena. Dio, sembra fantascienza, la serenità… fantascienza.

sabato 16 gennaio 2021

Quasi l'una di notte, stavo cercando di guardare un filmetto ancora natalizio, ma un mega attacco di panico mi ha interrotta e non riesco a guardarlo, mi disturba. Come Lombardia siamo di nuovo in zona rossa, ma a me non cambia nulla. Mi rendo però conto che il protrarsi di questa pandemia da quasi un anno lascia segni emotivi non indifferenti. Ma quello che lascia più segni è la situazione che sto vivendo in casa, l'altro ieri zio ha fatto un discorso che mi ha lasciata di sale, robe tipo portare via la chiave da una stanza così che mio padre non potesse entrarci… è impazzito. Considerando che a suo tempo abbiamo abbondantemente pagato le sue quote di casa, io non so a che si appiglia per sparare cazzate del genere. Non ha il senso della realtà, e infatti ogni discorso con lui risulta inutile, da sempre. Ma io ne sono stanca. Tutta la vita aiutato da mia madre e questo è il suo grazie. Sono state 48 ore ancora più di merda del solito, è una specie di sfida: ogni mese peggioriamo un po'. Sono sfinita  e terrorizzata che la cosa degeneri, sono sfibrata da questa guerra fredda perenne. Arriverà il momento che mi abituerò a tutto questo senza rischiare un colpo ogni giorno? STo davvero malissimo. Con il pensiero continuo a rincorrere un passato che non c'è più. e il presente mi impedisce di credere che andrà tutto bene, ho bisogno di rilassarmi e che la paura non sia più la cifra di ogni mia giornata. Succederà?

domenica 10 gennaio 2021

Siamo al 10 di gennaio e sto 2021 mi ha già rotto le palle. Giovedì sarei dovuta uscire, non ci sono riuscita; ho rimandato a venerdì ma ancora nulla di fatto. Pensare di farcela domani mattina mi sembra utopia. Nel frattempo ho una paura perenne di quello che succede qui in casa. Non ce la faccio più. Tutti i giorni. Tutti i giorni tutto il giorno. A parte tutti i sintomi del panico che esplodono in mille modi, questa paura mi sta fagocitando ogni giornata. Non riesco a fare nemmeno quel poco che facevo fino all'anno scorso ( e purtroppo a me il covid non ha cambiato quasi niente). So che sto perdendo ogni aggancio con la realtà, perché per paura ho bisogno di chiudermi come in un bozzo. Questa casa mi sta seppellendo. Se qualcuno me lo avesse detto 5 anni fa, non avrei mai creduto di finire conciata così, e venivo già da 15 anni di panico forte, non credevo agli unicorni rosa. Il natale è ormai dietro alle spalle. Dio, cosa sarà l'anno prossimo? Sono completamente persa, e quello che mi inchioda è che non so come potranno cambiare le cose. Non vedo possibilità di cambiamento. Ma nel frattempo il fisico mi sta lanciando sempre più segnali di sofferenza. E sento una rabbia enorme verso tutti perché li invidio. Invidio la loro capacità di vivere. Di farsi una vita, invidio loro di non essere finiti in mezzo ad una pressa di rogne famigliari. Non ne posso più. A volte penso di avere due soli sbocchi, o do di matto verso gli altri, o mi butto dalla finestra. Sono così arrabbiata per essere arrivata a questo punto… vado a dormire e mi sveglio giù terrorizzata, saltando in aria per ogni rumore che sento.  Non ce la faccio più. Non so come fare. Non so come fare.

martedì 5 gennaio 2021

ieri mattina sono andata in posta, per sbrigare due commissioni. Ho fatto fatica, tanta, ero molto agitata all'idea di uscire, ma non è una novità. La cosa particolare è stata al rientro, verso un quarto a mezzogiorno. Gente poca ovviamente per più motivi, non ultimo l'ora, la neve accumulata ai bordi delle strade sporca, come è ovvio per lo smog delle auto, decorazioni natalizie spente. Insomma atmosfera un po' triste… sapeva di solitudine. Mi sono chiesta se quando sarò sola, sarà la cifra di ogni mio attimo. Può essere. Eppure era una sensazione più tranquilla di quella che provavo. LA situazione in casa, almeno nella mia testa, si è talmente ingarbugliata che ho perennemente paura. Le feste oramai giungono al termine, l'anno è ricominciato e mi sembra tutta una strada in salita. Ho paura per ciò che succederà, ho paura di non farcela. Il mondo fuori mi mette molto a disagio, quello dentro mi fa paura. Diventa difficile pensare di affrontare qualcosa che non sia il mio angolo poltrona+televendita. Eppure devo farmi spazio, infilandomi nelle pieghe di questa vita di merda. Scardinandola un millimetro alla volta. Prima che cominci a credere davvero che starò meglio quando sarò rimasta sola. (che brutto pensiero)

E come sempre quando è quasi ora di sbaraccare albero e lucine varie, mi chiedo come sarò conciata quando verrà il momento di tirarle fuori di nuovo tra 11 mesi circa.