

... come non succedeva da qualche anno. Mi piace la neve, tantissimo, mi ha sempre messa di buon umore, poi a seconda di quanto fossi malinconica durante la nevicata me la gustavo e basta o rimpiangevo tutti i giochi sulla neve che non sono riuscita a fare nell'adolescenza o anche in età adulta. Oggi no, oggi è diverso. A parte che l'idea neve=strade incasinate=problemi di circolazione anche delle ambulanze+covid mi manda un filo in paranoia, tutto dipende soprattutto dall'atmosfera in casa. L'altro ieri ennesima sfuriata di mio padre facilmente riconducibile a qualcosa che riguarda mio zio. Io ero in poltrona (e dove se no) ma mi sono spaventata da matti. L'idea poi che non ci sia in tutta casa un angolo dove essere riparata da eventuali sclerate mi faceva impazzire: non sapere dove ripararsi. Poco fa è passato per strada un signore che vive con la compagna poco lontano da qui, un personaggio davvero sgradevole, che non fa che urlare con tutti. C'è in giro di tutto, per questo capisco che questo mio vivere male questa situazione è in parte un problema mio, qualcosa a cui non sono abituata io, ma in parte no, fa schifo a prescindere. Vorrei silenzio, pace, tranquillità. Per cui l'unica strada che riesco a percorrere, è buttare il pensiero più in là, magari tra un anno. E cosa mi auguro? La cosa triste e assurda è che mi basterebbe tornare a come stavo un anno fa. Mi basterebbe tornare a stare male come stavo male fino ad un po' di mesi fa; che aspirazioni… :/perché penso che poi finirà il freddo e si terranno più aperte le porte e non avrò nemmeno la protezione dei vetri per non sentire. Meriterei qualcosa di meglio, eh… va be'. Oggi nevica, guardo fuori e magari per 3 secondi provo qualcosa di bello.
lunedì 28 dicembre 2020
Nevica
venerdì 25 dicembre 2020
Buon Natale...
Ammiro davvero chi riesce a fare auguri sinceri per questo Natale, io non ci riesco perché non credo possa essere un buon periodo. Da tempo ogni anno è più difficile, ogni Natale meno sentito ma il disastro di oggi non l'ho mai provato. Sono stata malissimo. Il problema vero è la paura che mi attraversa ogni volta che mio padre e mio zio sono in casa contemporaneamente, cosa successa più in questa settimana che nei mesi passati. Un caso probabilmente ma di fatto sono stata malissimo, quella roba al cuore mi ha terrorizzata. Non può durare a lungo. Ci resto secca prima senza contare che io sono annullata dietro ore di televendite in tv. Io non esisto, lo dico da un po' ma questo malessere così profondo mi farà fuori letteralmente. Soprattutto perché sento di non meritarmi di stare bene. Sto lottando contro me stessa una gara che non credo di meritarmi di vincere mentre lotto con paure che mi "impongono" gli altri. Mi faranno così male da desiderare di essere sola (orribile lo so ma le emozioni non riesco a gestirle)? Perché non riesco a difendermi? È perché ho 20 anni mal vissuti alle spalle senza essere riuscita a costruirmi una vita o c'è altro? Sono stanca, esausta, sfibrata. Vorrei urlare e scappare ma per andare dove senza soldi né autonomia? La mia anima è sempre più nera.
martedì 22 dicembre 2020
sabato 19 dicembre 2020
sabato 12 dicembre 2020
Sono ormai alcuni giorni che mio padre è partito per la sua trasferta e sì, la situazione è piuttosto complicata per me. Più di quanto immaginavo e per vari motivi. Cominciamo dal più semplice: la fatica fisica; sono subentrata nelle cose che fa abitualmente mio padre (es accendere la stufa e il camino), è tutto un su e giù per 4 rampe di scale in ambienti che dopo la notte arrivano anche a 12 gradi. A volte mi sembra di trascinarmi attaccata ai muri, sono fuori forma, debole, troppo pesante. Mi sembra di avere delle tenaglie nelle gambe che pungono. Secondo: per così dire vivo mia madre un po' di più del solito e c'è poco da dire, sebbene la cosa non sia grave in assoluto né in relativo visto che ha 79 anni, mi fa male vedere come è invecchiata in 2 anni, le dimenticanze, le fragilità… ho paura di restare sola, mi manca come era. Bo, immagino sia così per ogni figlio. In ultimo: mio padre ha saputo di dover pagare un botto di soldi per delle tasse riguardanti la casa al mare. Mi ha lasciata perplessa per la cifra da pagare, mi ha spaventata per quando queste tasse dovrò pagarle io. Come diamine farò? Ieri pomeriggio dovevo accompagnare mia madre dalla parrucchiera, io nel frattempo sarei andata in posta. Dall'altro ieri sera ho iniziato ad aver paura di non farcela per un attacco di panico di quelli con i fiocchi, pericolo scampato ma il mio presente è questo, non ne vedo un altro, e il futuro mi sembra come un cappio che mi si stringe al collo, senza che io abbia possibilità di gestirlo. Giuro, due anni e mezzo fa a confronto sembrava un'allegra festa, e stavo di merda. Che poi in tutto questo non metto in mezzo il covid perché se no ciao, mi imbalsamo nel letto e non se ne parla più.
Dicono tutti che di panico non si muore, a parte che nemmeno si vive, ma oggi mi chiedevo se è proprio così. Pensavo ai sintomi più semplici che compaiono, almeno a me: mal di stomaco/pancia, mal di testa, cuore che sembra esplodere. Soffro di sta roba da 20 anni, siamo proprio proprio sicuri che gli organi interni non si logorino? No, perché basterebbe un 1% rispetto ai sintomi che accuso per ogni organo e starei fresca :/
Domani è Santa Lucia, quest'anno proprio atmosfera natalizia meno di zero e non ho nemmeno le energie per pensare al natale 2021...
martedì 8 dicembre 2020
Il mio babbo è partito da qualche ora. Dovrebbe essere quasi arrivato. Tra il viaggio e il covid, le preoccupazioni sono sempre alte, ma soprattutto sono preoccupata per un altro aspetto, quello di cui ho già parlato nello scorso post, quella sensazione di disagio perché sembra tutto sbagliato. Da ieri pomeriggio mi sono ritrovata a piagnucolare per il fatto che si allontanasse, dispiacere di non andare con lui, paura di restare qui con mia mamma e scoprire quanto è peggiorata, paura di rendermi conto che il passato è passato e il presente non mi offre nulla di buono, solo il deteriorarsi del prima. Non solo il mio cervello non reputa possibile che possa esserci ancora qualcosa di buono ora (come dicevo, anche la lite con mio zio mi fa sentire in colpa ogni volta che qualcosa mi fa un briciolo piacere), ma non prevede nemmeno il positivo futuro. Tra il 26/11 e ieri ho consumato 2 confezioni di gocce di ansiolitici, 12 giorni, onestamente mai capitato. Sto davvero male e sono vittima dell'ingarbugliamento dei miei stessi pensieri, così finisco con l'essere ulteriormente preoccupata per il presente/futuro e il cerchio ricomincia.
Alla fine ieri sera per smetterla di compatirmi, mi sono guardata la docu-fiction sui giudici popolari del maxiprocesso alla mafia che hanno trasmesso da poco sulla rai. Ecco, di fronte a quello il mio cervello è riuscito a rimettere un po' in prospettiva le cose. Ma è assurdo aver bisogno di tali stimoli. E un pensiero è andato al coraggio di tutte le persone normali che hanno vissuto sulla loro pelle il terrore di quel periodo andato avanti per anni e anni… il coraggio, quello vero.
giovedì 3 dicembre 2020
E nonostante tutto, domani è un altro giorno.
20.50 e sono esausta. Questa notte, mattina, mi sono svegliata alle 5 in punto, per alcuni secondi che sono sembrati lunghissimi non capivo dove mi trovavo. Bruttissimo, un filo di mal di pancia e poi via, tachicardia a mille, nausea per un bell'attacco di panico in piena regola. Sono rimasta più di un'ora seduta sul letto, non riuscivo nemmeno a sdraiarmi, poi verso le 7 mi sono addormentata di nuovo. Così, una volta alzata per la 3^ volta di fila ho dovuto rimandare l'uscita in posta che mi premeva. Ho passato la mattina da incubo, e mi si leggeva in faccia perché i miei non hanno fatto commenti su mancanza di volontà. Ma io ero a pezzi, caduta di fronte all'ennesima faccia del panico. Poi, in previsione del mal tempo di domani, su consiglio di mio padre, ho cercato di andare nel pomeriggio. Mi sono vestita, mio padre sembrava felice che stessi andando, che ce la stessi facendo. Sono entrata in auto e sono stata invasa da una nausea che davvero credevo avrei vomitato lì, condito dal mal di pancia. Una volta fuori dalla posta, ero preoccupata per il freddo ma per la prima parte allarmi rientrati, o meglio calati di intensità. Mezz'ora dopo, ancora lì fuori per via del distanziamento, temevo che non mi avrebbe aiutata comunque allo stomaco il freddo e quando stava quasi per toccare a me entrare, sono stata travolta da un'onda di paura, ansia, nausea, ero convinta che non ce l'avrei fatta ad entrare. C'è mancato poco che me ne andassi, a bloccarmi solo quello che avrebbero potuto pensare gli altri, non esattamente il motivo ideale ma tant'è. Poi sono entrata ed è stato quasi subito il mio turno, una volta dentro il picco di panico era di nuovo più basso, e poi una volta uscita, in macchina, fingendo di controllare i conti che avevo pagato ho rifiatato quel tanto che bastava per la tappa al supermercato. CI tenevo perché al di là di comprare cose che per ora non ho voglia di mangiare, riuscire ad andare quando me lo propongo è una specie di verifica, c'è un semaforo, si entra, ci sono possibili code, poi occorre attraversare la strada provinciale, il semaforo al rientro… è una piccola verifica per una cosa, fare la spesa, di normalità.
Una volta a casa ho tirato il fiato, i miei mi hanno accolto a festa, io ho fatto una doccia per scaldarmi un po' ed eccomi qua, più o meno ok, ansia sempre alta per il normale ma certo non come sta notte né oggi all'uscita. E mi ritrovo qui, a chiedermi se per cado non centrasse quel discorso di ieri sera su mio padre che se ne va, mia madre, poche righe ma pregne di paure. Oggi tornando a casa sono passata davanti a dove aveva la casa mia mamma prima di ristrutturare questa, dove ho vissuto un po' fino ai 6 anni. Ho provato nostalgia, mi sono vista ancora lì e ho immaginato a ritroso la mia storia tutta diversa. Ovvio, un'opzione non vissuta può essere perfetta, poi sono andata avanti per la strada per arrivare qui a casa mia: magone, per tutto quello che è andato male, in ultimo la lite con mio zio. Insomma, possibilità (intese in positivo) verso realtà.
I miei erano contenti che fossi riuscita ad andare, io sono sollevata di aver tolto un impegno ma contenta no: una fatica del genere per una commissione così banale! Sono stanca, quello sì, demoralizzata, confusa e preoccupata. E nonostante tutto, domani è un altro giorno.
mercoledì 2 dicembre 2020
Se tutto prosegue come deve, settimana prossima mio padre va in Liguria, avendo la residenza là, e dovendo andare dal suo medico di base, può spostarsi. Deve andare ed è giusto che vada, che io non sia tranquillissima è un altro discorso. A prescindere dalla particolarità della situazione, mi ha fatto ricordare quando gli anni passati andavo anche io con lui, quando lo accompagnavo allo studio medico, visite di controllo che si trasformavano in una passeggiata insieme. Di solito stavo sempre malissimo per l'ansia, eppure in questo momento ricordo quegli attimi con dolcezza. Avevo, e ho, bisogno di quei momenti passati con lui nelle sue zone. E così penso ancora: 1- al timore che mia mamma possa peggiorare così in fretta da non poter essere più lasciata da sola e che i miei viaggi con papà siano già finiti. Sarebbe tristissimo, per mia madre ovvio non parliamone nemmeno, ma anche proprio per quegli attimi con lui là che mi sembrano così necessari, forse non solo per me. 2- penso al dopo, a quando sarà sola, a come farò a conciliare, a trovare la sintesi tra questi due mondi, soprattutto da quando ho riscoperto che Alassio fa parte di me, che ne ho bisogno nella mia vita. Sono 2 giorni che dovrei uscire per andare in posta e non ce la faccio, come posso pensare di barcamenarmi tra due luoghi distanti 300 chilometri? Mi è impossibile trovare un modo per vivere ciò di cui sento di aver bisogno. Intanto il tempo passa sempre più veloce.
lunedì 30 novembre 2020
Questa mattina è passato il tecnico della caldaia per la revisione annuale, e io dove ero? Rintanata in camera con l'ansia che qualcuno potesse avere bisogno di me, perché sarei stata male se fossi dovuta entrare in scena. Alle 9.15 è andato e io sono salita in cucina per fare colazione, pensando al disagio appena vissuto. Poco dopo è suonato il telefono, c'ero solo io e un po' per rivalsa, un po' per paura di sentirle su, ho risposto. Dall'altra parte il proprietario di un'agenzia immobiliare che voleva sapere se qualcuno da queste parti era interessato a vendere/comprare. Ma non un proprietario a caso, si è presentato nome e cognome, e mi si è sciolto il cuore, era il ragazzo per cui sbavavo al liceo, uomo orami, quello che vedevo sempre in discoteca, che non mi si filava manco per ridere. Quando ho sentito la sua voce pronunciare il nome, è stato come se fosse esplosa una luce in testa. Dio, come rimpiango quei tempi. Certo a 16 anni non avrei mai creduto possibile che avrei lasciato andare in malora la mia vita fino a questo punto un pezzo alla volta. Al punto da nascondermi in casa mia, al punto di rimpiangere a ripetizione il passato. E ora per età e per la litigata, mi si sta portando via quel poco che ancora funzionava nella mia vita.
Le persone sono la somma delle loro esperienze, relazioni, amici, lavoro, amore… io ho 20 anni di buco. Cosa posso recuperare? E come?
Se quel ragazzo mi avesse dato retta? Se avessimo avuto una relazione, se avessi trovato qualcuno con cui condividere un pezzo di strada, se qualcuno mi avesse voluta anche solo per un po', per effetto di quella farfalla che sbatte le ali qui e provoca un uragano altrove, come sarei oggi? Avrei ancora così paura di tutto?
domenica 29 novembre 2020
sabato 28 novembre 2020
Apparentemente questa sera sto meglio di ieri, ma è uno stato d'essere fasullo, un po' drogato dal fatto di aver visto la televendita di quadri che seguo da qualche settimana. Cosa significa? Significa che apparentemente seguire quella trasmissione dalle 15 alle 19 da un minimo di senso al pomeriggio perché mi piace, mi piace vedere le opere confermate… mi coinvolge tanto da farmi dimenticare lo schifo che provo il resto del tempo, così con 4 ore più leggere, anche la sera lo è. Ma è solo un'illusione. Oggi pensavo a quando avevo 14/15 anni, prima che tutto andasse in malora, mi chiedo cosa mi fa così male del pensare al passato, non so, forse questa perenne malinconia è parte stessa della depressione.
Un'altra cosa a cui ho pensato oggi è il lavoro a maglia; negli ultimi 2 anni, ma direi meno, ho preso una macchina da cucire, un set di uncinetti e 3 libri: uno sul lavoro a maglia, uno sull'uncinetto e uno sulla macchina da cucire. Non ho usato nulla… (tanto per cambiare), ma mi chiedevo: può avere un qualche senso imparare? Potrebbe essermi utile? Anche economicamente per un futuro? La domanda non è solo fine a se stessa, perché davvero continuo a vivere con la sensazione di essere sull'orlo di perdere tutto ciò che mi resta, i miei per esempio. E da sola come farei? Non so, mi sembra di essere sull'orlo del precipizio. e Domani i quadri non ci sono…
venerdì 27 novembre 2020
giovedì 26 novembre 2020
Allora... oggi è stata, ed è, una giornata strana e complicata, tanto per cambiare. Complicata perché sono attraversata contemporaneamente da una forte ansia (ansiolitici a gogo') e da una noia che mi fa rasentare l'isteria. In tutta onestà non può che essere così visto che non riesco a fare niente se non qualche sporadico lavoro domestico che poi in realtà mi lascia totalmente distrutta ma non soddisfatta. In questo stato di cose, penso ai soldi, al fatto che non ne guadagno, alla delusione dei miei libri che non vendono. Mi chiedo se magari con un segnale positivo da quel fronte, sarei stimolata per scrivere ancora e quindi per tirare insieme qualcosa qualche ora al giorno. Al di là del Covid e al di là del mio panico ventennale, il mio stile di vita è mostruoso.
martedì 24 novembre 2020
Fino a poco tempo fa, arrivare alle 21 di sera e ritirarmi in camera mia, era sinonimo di una pausa di tranquillità dal caos del giorno. Non è più così e non solo perché mi spaventa sempre il nulla del giorno seguente, ma anche perché oramai pure le notti stanno diventando un garbuglio di incubi di tutti i tipi. Nello specifico sogno continuamente modi diversi di morire, ma morire male, l'altra notte con la lapidazione, bo... Unica nota anomala i sogni hard,molto hard. In realtà forse proprio questi ultimi sono un buon segno:Il segno di avere desideri, bisogni, di essere me stessa. Più che mai importante dal momento che continuo ad essere sempre più spaventata dall' andazzo qui in casa, tra pannoloni di mia madre, casini di mio padre, e gli anni che passano così in fretta... ho paura, non mi sento all' altezza dei bisogni che crescono in famiglia, allo stesso tempo mi sento sempre più inadeguata, e sola. Mi fa impazzire l'idea di non aver mai avuto una relazione, mi agita non aver delle entrate economiche mie, mi fa piangere il tempo non vissuto, il tempo perso... Il fatto che di nuovo come con mia nonna sono chiamata a fare i conti con i disagi della vecchiaia che avanza quando non riesco nemmeno ad essere una figlia 'funzionale'. Tutto sembra ripetersi come 22 anni fa... e l'angoscia la fa da padrona. Mah... sono persa.
venerdì 20 novembre 2020
mercoledì 18 novembre 2020
Quando mia nonna è morta, avevo 16 anni e mezzo; è stata dura, molto, sebbene in realtà io la stessi 'piangendo' già da un paio d'anni, da quando cioè, nel giro letteralmente di un paio di giorni, chissà perché, perse buona parte della sua lucidità e io mi ritrovai sola, senza una figura di riferimento fondamentale della mia quotidianità, sola faccia a faccia con un dolore nuovo, dovendola accudire io quando mia mamma lavorava. Può sembrare brutto da dire, ma dopo i primi 2 mesi dalla morte, entrai in un periodo diverso, nel quale io sembravo aver ritrovato la dimensione di figlia, e ragazzina giovane, insomma… stavo bene, stavo meglio. Era una dimensione che forse mi si confaceva di più, più in sintonia con la mia età. Non durò molto, nuovi equilibri e nuovi problemi, soprattutto legati a mio zio, cambiarono di nuovo ogni cosa. Penso questo perché ho l'impressione di vivere di nuovo una situazione similare. Sono terrorizzata dall'invecchiamento dei miei, terrorizzata all'inverosimile, per il dolore di perderli e per la paura devastante di non essere materialmente in grado di provvedere a me stessa, di pensare al mio sostentamento senza di loro. Eppure c'è una piccola, piccolissima parte di me che invece crede che ce la farò, e bene. Che rinascerò e vivrò la mia vita. Perché mi sento talmente schiacciata dalle dinamiche da esserne stanca, è come la rappresentazione di una stessa situazione che si ripete, ma continuando a peggiorare. Pensare a qualcosa di totalmente nuovo sembra l'unico modo di vedere miglioramenti. O forse è solo una questione di mera tutela di me stessa: devo poter credere di avere almeno una possibilità in futuro. Ieri sera ho visto un filmettino di quelli natalizi, dove la trama è super scontata, e il vissero felici e contenti è d'obbligo, gli attori però erano bravi e sono stata coinvolta nella storia. Quando il film è finito e mi sono guardata intorno, la reazione di fronte alla realtà è stata di disgusto. Ma è assurdo pensare di dover restare sola per andare avanti, per cambiare. Non riesco ad accettare quello che mi succede intorno, non riesco ad accettare l'invecchiamento dei miei, non riesco a venire a patti con il mio malessere, non accetto quella che è la mia (non)vita ma non riesco a cambiarla. Mi manca un passato che oramai è preistoria. Pensieri, ma senza una conclusione.
martedì 17 novembre 2020
Ieri sera alle 22 mi è venuto un mega attacco di panico, durato fino alle 23 ma comunque con strascichi potenti per tutta notte. E oggi pure. Il problema è che ieri è spuntato proprio dal niente. O forse perché non ho fatto niente. Attacchi sempre più forti e dal niente… dopo aver lavato i piatti ero seduta in cucina, guardavo mio padre che sonnecchiava e poi mi guardavo in giro. Tante cose da fare, tante. E tanto per cambiare mi sono sentita inutile e inadeguata. Tanto da fare, anche se cose normalissime per una casa grande, e che vado ko per un niente. Mi sono imposta di fare un po' ciclette, come se avessi scalato il monte bianco. Resta un dato di fatto: se voglio fare qualcosa devo ricominciare tutto da capo, come una specie di riabilitazione partendo da zero, tra panico ansie e bo.
domenica 15 novembre 2020
sabato 7 novembre 2020
In questi giorni ho seguito con molta costanza le elezioni USA2020. Le ho seguite in tv, e le ho seguite soprattutto con twitter. Sapevo che ne sarei stata coinvolta. In buona parte perché ho le mie idee politiche, e speravo in un certo risultato, che c'è stato, in parte perché è bello far parte di qualcosa. Mi rendo conto che in realtà ero solo una spettatrice, ma essere quanto meno interessata a qualcosa, un qualcosa poi così grande, mi ha tolta per qualche giorno da quella roba che è diventata la mia vita. Sembra assurdo ma, sebbene i prossimi giorni saranno ancora densi in merito alle elezioni, mi mancherà tutto questo. Perché mi sono isolata troppo. Ricordo bene la sensazione che provai nel 2006 con la vittoria dei mondiali di calcio, sebbene non sia una super patita, tendo all'Italia ed era bello aver vinto. Mi rivedo però anche sdraiata sul letto da sola in camera la sera, mentre dal paese si sentivano ragazzi far festa. Politica, calcio, gli esempi sono vari, ma in fondo il denominatore comune è credere in qualcosa, e poi riuscire a condividerlo con gli altri. In caso contrario ogni emozione, ogni pensiero è solo un qualcosa che rimbalza nella personale bolla, nella singola testa. Mondiali 2006, elezioni USA2020... 14 anni.
Mi rendo conto che continuo a peggiorare. Mi sveglio tardi, ansiolitici, qualche minimo lavoro di casa, pranzo, lavare i piatti e poi atri due lavoretti per arrivare verso le 15 quando mi metto in poltrona davanti alla tv e finalmente riesco a smettere di essere tesa come una corda di un violino per le tensioni in casa. Poi arriva la sera e intravedo già l'ombra del giorno che deve arrivare, di nuovo triste vuoto e pieno di paura. Non riesco ad invertire la rotta, ma è evidente che in una situazione così, ci saranno altri peggioramenti a breve. ( dopo una ennesima scenata di mio padre giovedì pomeriggio, sono stata fisicamente molto peggio, lo stomaco è uno straccio e mi sono resa conto di provare una paura folle ad un livello che ancora non mi era chiaro. Nel mezzo dell'exploit della scenata, ho avuto qualche secondo durante i quali ho come perso la connessione con l'esterno, mentre tremavo e non vedevo quasi quello che avevo intorno, nella mia testa sentivo solo me stessa dire : adesso basta, non ce la faccio più. Basta, a qualunque costo…)
Con il senno di poi so quali scelte mi sono state così deleterie in termini di salute psico-fisica, so cosa non rifarei, e cosa invece sì. Il problema è che non so assolutamente nulla in merito al presente. Già...
martedì 3 novembre 2020
Ieri sera sarei dovuta uscire per un impegno, quello di volontariato, l'unica cosa che faccio ormai. Be', alla fine non sono andata. La cosa triste è che sul momento mi è sembrato di aver raggiunto un risultato importante, povera scema… poi ho passato un'ora in preda all'ansia perché non sapevo se il messaggio con cui comunicavo che non sarei andata fosse arrivato. Non capisco dove sono precipitata, tra paura di covid, di terrorismo… non è un certo tipo d'ansia che mi suona strano, quanto il vivere come se avessi gettato la spugna su tutto perché non capisco più da che parte muovermi.
Circa un anno fa era il periodo durante il quale stavo facendo pubblicare il mio romanzetto da un'altra casa editrice, sempre auto pubblicazioni, ma un'altra. Risultati: zero. Mi chiedo se alla fine abbia pesato anche questo fallimento. Lo dico perché a volte provo a immaginare il mio presente attuale con la sola differenza di continuare a scrivere con un minimo di riscontro economico e onestamente, almeno a livello psicologico, mi sembrerebbe già tutta un'altra storia. Avere uno scopo, una definizione.
Così invece siamo al nulla totale. All'inutilità completa. Visti certi tweet dei giorni passati… sono totalmente improduttiva, di fatto non servo ad un tubo, né per me, né per i miei. Anzi, continuo solo a coltivare paure e i limiti sempre più evidenti. Oramai la mia settimana è scandita dall'alternarsi delle televendite. Madonna che angoscia scrivere ste cose, ma è la verità. Mi chiedo solo, quando si sta così, quanto manchi davvero al blackout definitivo e permanente.
lunedì 2 novembre 2020
Alcuni anni fa, mi resi conto che, se mi fosse successo qualcosa di simpatico, buffo, carino, divertente, piacevole...ma tutto sommato irrilevante, (cioè le cose che succedono quasi ogni giorno a chi fa qualsiasi cosa), non avrei avuto nessuno a cui raccontarlo. Questa consapevolezza mi fece stare male, la solitudine si stava impossessando di me, ma mi aggrappavo al fatto che per le cose importanti sarebbe stato diverso, e avrei comunque avuto la rocca forte della mia famiglia su cui contare, del resto le cose carine, piacevoli etc etc non mi succedevano per cui… Adesso che però anche la famiglia per così dire, si è spaccata, con mio zio che non vedo praticamente mai, mia madre che sembra invecchiata di 30 anni in 3, senza le battute, gli scambi di opinioni e le difficoltà di una dimensione tutta diversa, in peggio, be' adesso sì che la solitudine mi schiaccia. Soprattutto in momenti storici come questo, dove alla pandemia si affianca una divisione, una rabbia, un tutti contro tutti che rendono ancora più necessari e preziosi quei legami, quelle condivisioni di idee, di emozioni che permettono di avere una rete psicologica su cui contare, a cui fare ritorno. Non averle è dolorosissimo, mi rendo conto che ogni giorno accumulo tristezza e rabbia, assorbo tensioni da ogni parte del globo, da sotto casa come dall'altra parte del globo, mi arriva tutto addosso, ma quando mi richiudo, sono ancora io, sola, con in mano i miei ansiolitici, che sto male e non riesco a trovare energie positive, che non sto bene. Perché in questa bolla le emozioni negative passano e si accumulano, quelle positive non esistono più. Prova ne sono anche le mie notti, oramai costantemente teatro di incubi di disastri e brutture di ogni genere.
Penso a tutto questo e mi guardo da fuori e mi urlo: datti una svegliata. Ma il problema è come se fossi persa in mezzo al deserto: non so da che parte andare e non so cosa fare. Nella mia settimana ciò che faccio è: lavare la mia tazza della colazione, lavare i piatti dopo pranzo, occuparmi delle lavatrici e la mia igiene. Stop. Una tantum un'uscita posta/farmacia e spesso il terrore di dover gestire telefonate o impegni d'altro tipo. Non riesco a credere di essere questo. E la cosa è andata così oltre che non vedo come cambiarla. Non riesco a credere di essere questo, ma a dirla tutta, comincio a fare più fatica a credere di essere stata altro.
venerdì 30 ottobre 2020
Si sente la pressione che torna, è anche nell'aria, nei suoni, nelle vibrazioni. Io mi ritrovo a pensare alla morte quasi come un flusso continuo, mescolando paura di covid, terrorismo… paura della morte, pensieri sulla morte h24, anche nei sogni; non riesco più a concentrarmi su niente, alla sera invece di guardare un film o un telefilm, finisco per guardare 10 minuti di uno, 10 dell'altro, senza un vero interesse, finché sono stanca a sufficienza per dormire. Ma tra sogni e realtà, la morte è sempre presente: penso sempre a 1000 cose, ieri pensavo a come si organizza un funerale, se avrei in casa le foto dei miei da usare, unito al fatto che non riesco a parlare al telefono, che l'ansia mi mangia anche senza sti pensieri. Pensavo a tutto ciò che dovrei fare e che so essere assolutamente fuori dalla mia portata.
Ci pensavo ieri, guardando mia mamma che sembra essere peggiorata ancora. Ci pensavo ricordando come era una volta, e arrabbiandomi perché prima, quando era più giovane, difficilmente passavamo tempo insieme, perché aveva sempre altro a cui pensare, casini di altri da risolvere… Ci pensavo ieri perché il fatto che mio padre abbia la residenza in un'altra regione rende complicate anche le cose più semplici, come prenotare sto vaccino antiinfluenzale.
Ultimamente, nell'ultimo paio d'anni intendo, parlavo di nodi che venivano al pettine, ma erano più questioni psicologiche, relazionali, adesso invece sono pratiche, concrete, e per questo più essenziali. E che siano fuori dalla mia portata mi sembra quindi ancora più grave e preoccupante. Come farò?
E ieri sera, sbirciando come dicevo 10 minuti un film- emotivi anonimi-, mi sono chiesta se il mio problema è più un'insicurezza paralizzante verso tutti o un'emotività esasperata. Me lo chiedevo sempre nell'ottica che capire con cosa si ha a che fare dovrebbe aiutare ad affrontarlo con percorsi specifici. Ma poi, in altri momenti, mi sembra tutto sfumato, qualcosa del tipo è nato prima l'uovo o la gallina.
lunedì 26 ottobre 2020
L'altra sera ho visto il film -IL DIRITTO DI OPPORSI, JUST MERCY-. Ho capito solo in seguito che era basato su una storia vera, e devo dire che mi ha coinvolta da subito. Il discorso della pena di morte e delle disuguaglianze di giustizia in base alla 'razza' sono temi ancora sorprendentemente attuali per essere nel 2020. E la proporzione di condannati nel braccio della morte che poi risulta essere innocente è scioccante. 1 ogni 9. Ah quanto c'è da fare ancora per un mondo più decente. Non posso che ammirare chi mette la propria vita a servizio della giustizia, quella vera. Vorrei davvero poter fare la mia parte, spero che un giorno non molto lontano io riesca a capire come fare. Anche in piccolo, perché di sicuro ci sono miliardi di modi di vita più sensati rispetto al mio. Il coraggio di chi lotta conto grandi ingiustizie vs il mio essere impanicata e perennemente spaventata quasi dalla mia stessa ombra. puff.. che spreco.
credo di aver preso centinaia di migliaia di piccole scelte sbagliate per arrivare dopo 20 anni di panico a questo punto. Quali e quante giuste ne servirebbero per riuscire a guardarmi ancora allo specchio con un minimo di passione, entusiasmo e non solo delusione?
venerdì 23 ottobre 2020
mercoledì 21 ottobre 2020
Ieri subito dopo pranzo, ho avuto l'ennesimo attacco di panico forte. Gli strascichi me li porto dietro tutt'ora, e come sempre più spesso accade, gli attacchi stanno tornando ad essere più forti, e con forti sintomi legati al cuore, cosa che oltre certi livelli mi succedeva di rado in passato. Mi sono spaventata ieri, e lo sono anche adesso. Che ci sia un legame con quello che è successo in casa tra mio padre e mio zio è fuori di dubbio, di fatto sento sempre più l'esigenza di riuscire a 'staccarmi' da dinamiche altrui e concentrarmi su me stessa. L'altra sera pensavo che volendo, potrei ancora riprendere gli studi e prima dei 45 anni potrei aver finito tutto, avrei comunque qualche anno per sfruttare i risultati, ma questo potrebbe avere una possibilità solo se passassi i prossimi 2 anni (minimo) a rimettermi in salute. Non posso controllare quello che fanno gli altri, ma posso riprendere il controllo su qualcosa che riguarda me. La perdita di peso potrebbe essere la risposta a più domande e anche il cuore ne sarebbe avvantaggiato.
Ho un bisogno assoluto di riprendere il controllo su qualcosa. E direi che questa è la più urgente. Ci ho pensato un milione di volte, sulla carta potrebbe non esserci nulla di diverso dalle altre, io però spero di sì.
lunedì 19 ottobre 2020
L'altro giorno ero in bagno e su una mensola dove solitamente ci sono solo spazzole, si trovavano anche un paio di forbici. Un secondo per pensare a chi le avesse lasciate lì e poi l'immagine di me che me le ficco nel collo. Un'immagine improvvisa, decisa. E non è la prima volta in questi mesi. Non riesco a capire cosa sta succedendo, ma la 'facilità' con cui mi vengono certi pensieri mi inquieta. Ho troppa paura della morte per pensare davvero al suicidio, ma sono campanelli d'allarme che suonano sempre più forti. Sono esausta. Svegliarmi alla mattina è un purgatorio. E mi sento sempre più un fallimento, il fatto di non guadagnare nulla è doloroso, se avessi qualche soldo forse potrei far fronte a qualche spesa, senza che ogni cosa passi sotto il controllo di mio padre, soprattutto in merito a questioni legate a mio zio. Mi sembra di fare il mago, nel senso che devo giocare con ogni 10 euro per far sembrare di tamponare ogni cosa, ma anche se metto a disposizione tutti i miei soldi della paghetta (a 36 anni che vergogna…) sono sempre cifre troppo basse anche per pagare 2 bollette. Gli ultimi 5 anni in casa sono stati un peggioramento continuo, io non so più come fare.
venerdì 16 ottobre 2020
Subito dopo pranzo, Ieri, mio padre mi ha chiesto se questa mattina sarei potuta uscire per andare al supermercato a prendere 2 cose. dal momento che continuavo a pensarci, ho deciso di andare subito ieri pomeriggio prima che l'ansia anticipatoria degenerasse, aggiungendo anche una visita alla posta per una questione mia. Mi sono preparata e sono uscita, non stavo benissimo ma c'è stato parecchio di peggio. Un'ora e mezza dopo, o poco più, stavo rientrando dopo aver fatto una fatica quasi accettabile. Ad un certo punto tac, nel giro di meno di 5 secondi, è arrivato un attacco di panico così forte da costringermi a fermarmi in un parcheggio. Perché? Quando un'ora dopo ero sotto la doccia in lacrime, mi sono ritrovata a pensare a quanto più facile sarebbe vivere in un buco da sola. Verrebbe da dire, ma che c'entra con l'attacco di panico?
Oggi mio padre ha avuto una delle sue solite sfuriate contro mio zio. E mio zio rientrando in casa questa sera ha fatto un gesto che sa davvero di provocazione. Questa fase è così, ma se sono almeno 5 anni che vivo sulla mia pelle lo stress di questa specie di guerra fredda, temo che sia da sempre che respiro tensione, e paura e disagio. Quindi forse l'idea di vivere sola non è poi così scollegata dal panico, e magari chissà da quanto questa componente è determinante per il mio malessere.
Mi aspettano momenti dolorosi di perdita nel futuro, più o meno prossimo, avrei preferito un presente più sereno, anche perché, nel complesso la mia situazione va sempre peggio. Non ce la faccio più a vivere spaventandomi per ogni singolo rumore che sento. Non è giusto, non me lo merito.
mercoledì 14 ottobre 2020
ognuno festeggia ciò che può
In questo periodo ho ricevuto confetti dorati da parenti che hanno festeggiato le nozze d'oro. Io, in questa settimana, festeggio i 20 anni di ansia/panico. Ho scoperto che i 20 anni sono le nozze di cristallo. Due giorni fa scherzavo sul fatto che avrei potuto festeggiare anche io. Ma la voglia di scherzare mi è passata in fretta. Lunedì dovevo uscire, qualche problemino dovuto al ciclo mi ha bloccata in casa, perché ho perso il controllo. Ieri mi sono costretta ad uscire, che fatica… -.-' e di nuovo sale l'ansia per il covid, ho momenti durante i quali davvero mi sento invasa dal terrore e vorrei urlare. Durante questi giorni mi sono accorta che mi capita di tremare. Non so bene da cosa dipenda, forse solo ansia+ciclo. Comunque oggi ho fatto 15 minuti di ciclette… che fatica-- O.o mah… ci sarà da ridere nei prossimi giorni eh… :/ domenica 11 ottobre 2020
paura, sempre paura
Domani, dopo l primo avviso 5 anni fa, verranno stumulate, non so nemmeno come si dice, le tombe dei miei nonni. Di tutta la faccenda se ne occupano due miei zii, mia mamma ha preferito delegare già a suo tempo ed è meglio così. Il pensiero mi incupisce un po', sebbene sia una questione emotiva senza particolare senso oggettivo. Però mi ha fatta pensare, sono giorni che continuo a pensare al funerale dei miei. A chi mi potrà aiutare, a chi se ne andrà per primo… il punto è che, oltre al dolore enorme per la perdita, sto maturando una paura enorme del mio essere sola perché più passa il tempo, più mi sento incapace di affrontare la vita, di vivere, di gestire quello che è la normalità di una persona. Ho una paura da matti. Un'angoscia che davvero non riesco a mettere da parte. Ho la sensazione di stare per perdere ogni possibilità, ogni appiglio di farcela. Soldi, procedure varie per qualsiasi cosa… arrivo al ventesimo di vita così, con un accelerazione del malessere incredibile. Sempre più sola, sempre più stanca. Oramai passo le giornate davanti alle televendite in tv, come una bolla, qualcosa che dovrebbe proteggermi dal mondo. Ma il tempo passa e sto perdendo tutto.
giovedì 8 ottobre 2020
e in mezzo a tutte queste mille difficoltà, (ieri mentre ero fuori così esasperata nonostante il niente che dovevo fare, mi sono davvero spaventata all'idea di dover mandare avanti una casa da sola, non ce la farò mai e quindi come farò?), mi chiedo: cosa voglio fare da grande? e continuo a pensare con troppa nostalgia, e dolore, ad un passato oramai molto molto passato.
venerdì 2 ottobre 2020
mentre canto mi sento me stessa
Mentre canto mi sento in equilibrio. Alla faccia degli altri, anche se il bisogno di silenzio per sentire tutto è il mio, forse dovrei farlo più spesso.
Quanti piani falliti
Poi non devo certo stupirmi se mi immagino ad imparare a lavorare all'uncinetto, a cucire… ma ieri sera prima di andare a dormire, mi sono proprio resa conto che è tutto finito per davvero, che i miei piani/sogni/progetti devono essere lasciati andare per forza. Ovviamente poi non sono più riuscita a prendere sonno.
… è che diventa sempre più difficile affrontare e gestire il fallimento per ciò che non ho conseguito negli ultimi 20 anni unito alla paura per quello che sarà il mio futuro, come mi manterrò? Come potrò far fronte a emergenze, bisogni, malattie?
Tra pochi giorni saranno 20 anni dal primo attacco di panico. 20 stracazzo di anni.
Murata in una bolla. Non sto resistendo più.
martedì 29 settembre 2020
#baby
O la speranza di stare meglio.
Sono le 20 e esco adesso, almeno in parte, da 3 ore di panico a livelli altini, e stare male sapendo di essere qui sola oggi è stato più pesante del solito. Ho avuto paura di dover affrontare questo panico da sola. Sola… parola che è un po' la cifra di tutto, del passato e lo sarà anche del futuro.
Se penso alla serie tv penso solo che per quelle ragazze è stato davvero troppo facile farsi del male. Ma dove erano tutti? Sole anche loro. Con i soliti adulti che hanno abdicato al ruolo.
Sono esausta e ancora un po' in panico, lo sono oggi, lo sarò domani. Confusa, spaventata.
Lo erano anche loro.
C'è qualcosa di difficile da affrontare in questo mondo. Animi troppo sensibili, resi fragili da qualcosa che forse non ha funzionato come avrebbe dovuto.
C'è ancora tempo?
sabato 26 settembre 2020
corsi e ricorsi
Domani c'è la cerimonia, ma io non ci andrò. L'ho comunicato questa mattina, sebbene lo sapessi da ieri sera, e anzi, a onor del vero, già da martedì avrei fatto la firma che sarebbe finita così. Motivo? Perché la festa di domani nella mia testa si era trasformata in un'impresa impossibile, un qualcosa che davvero non avrei saputo come affrontare, un cumulo di procedure che non riesco a gestire. E non esagero: nella mia testa mi si è presentata proprio così. Quando ho chiamato i miei questa sera, mia madre non si è nemmeno ricordata della cosa, non mi ha chiesto se ero pronta, se avevo preparato i vestiti… corsi e ricorsi, la sto perdendo come nel 2000 ho perso mia nonna.
Ieri mio padre parlava di un'auto nuova, non ho i soldi per pagarla, non sarei in grado di guidarla. Corsi e ricorsi, perché non solo sono un'adulta per finta, incapace di vivere, ma le persone vicino a me, la sicurezza della famiglia, si sta sfaldando sotto il peso dell'età, del fatto che non ci si guarda più nemmeno in faccia… ed io negli ultimi anni ho subito un'involuzione anche di quei pochi passi avanti fatti.
Corsi e ricorsi di un tempo che collassa su stesso, ma questa volta non so davvero che troverò dopo.
giovedì 24 settembre 2020
mh mh
e l'arte del rimandare...
mercoledì 23 settembre 2020
per dire come sto...
lunedì 21 settembre 2020
Poi ci sono arrivata… nel frattempo ho visto le cose normali degli altri che mi hanno fatto rattristare ancora di più. Una famiglia genitori, figli e relativi compagni pranzare insieme sul terrazzo, una ragazza che mi ha raccontato della sua vita e che se l'avessi avuta sarei morta da pappamolle quale sono, e poi i soliti racconti di lavori, compagni… sono arrivata a casa in lacrime. Di nuovo. Poi mi sono rintanata per parecchie ore dentro un telefilm, fino a che sono stata stanca abbastanza per andare a dormire. E oggi si ricomincia… tv accesa, mal di stomaco, confusione a mille e paura di non farcela.
Ieri mi sono resa conto che non sono una brava persona, non sarò nemmeno cattiva, ma di certo non sono buona dal momento che non riesco a fare un cavolo.
Ora è ora dei miei ansiolitici e poi bo, arriverà di nuovo sera, così…
giovedì 17 settembre 2020
Il punto è sempre quello, non posso pensare oggi 17 settembre 2020, che l'anno prossimo di colpo sarò in grado di reggere la movida e sarò l'anima della festa (-.-) nei locali più 'in', devo pensare piuttosto a fare un passo, o anche mezzo, ma da subito. Il concetto però è proprio quello di partire da zero, o al massimo da 0,1 e poi proseguire anche di uno 0,1% al giorno.
Per come sono conciata adesso, credo che anche cercare di riprendere la routine di prima del covid e prima della lite in casa, sarebbe una buona cosa, cercando di leggere un po' ogni giorno e sforzandomi almeno per 30' di ciclette al giorno.
Sempre più spesso in tv sfornano serie dove esistono seconde vite, vite più o meno divertenti nell'aldilà (sto guardando THE GOOD PLACE ed è carinissimo), dove si può tornare indietro nel tempo, ricominciare… sono talmente tante che ho la sensazione che a breve verrà quasi spontaneo anche a noi pensare che 'tanto si può ricominciare in ogni momento'. Invece no, invece noi dobbiamo sfruttare al meglio il tempo che abbiamo ora. Chissà tra 5 anni, a 41, come sarò messa se vado avanti così… aiuto.
martedì 15 settembre 2020
Sto passando delle notti movimentate, dormo male, sogni assurdi e buona notte ai sognatori. Del resto sono mezza addormentata durante il giorno. Non riesco a smettere di pensare al passato, ma quello lontano lontano, quando stavo bene. Sarà sbagliato, ma non ne riesco a fare a meno e tra l'altro penso a quei tempi con uno sguardo curioso, come se nemmeno credessi di averli vissuti. Come se non fosse possibile essere passata da quella ragazza a questa. In modi forse non perfetti ( e chi è perfetto?) ero aperta al mondo a 360 gradi. Oggi sono chiusa in una stanza perennemente. Ieri sono uscita e al pensiero stavo male da domenica sera, che poi anche se ho fatto una fatica assurda, capisco che accorgermi del mondo fuori mi fa bene. A volte penso e se ricominciassi a studiare? Ma avrei risultati tra anni, io invece avrei bisogno di risultati a breve. Mi farebbe bene avere un lavoro. Per i soldi, per essere fuori casa, per stare con altri… ma chi mi prende senza qualifica, senza esperienza… e poi cosa sarei in grado di fare? Non posso dire di stare male come a maggio/giugno, ma ragazzi, che macello. La cosa tristissima è che pure pensare ad un paio di anni fa mi sembra fantascienza. Sono peggiorata costantemente, pur con l'uso di farmaci. Mamma… che fatica adesso rimettersi in piedi, senza punti d'appoggio. O meglio, uno in effetti c'è: durante l'estate ho parlato di questa cosa con altri miei parenti, nello specifico uno zio, che almeno in parte sa per esperienza di cosa parlo. Ci sta invitando spesso in una baita. Covid permettendo, aggrapparmi ad ogni opportunità di stare insieme a chi passa, anche se faccio una fatica enorme, anche se apparentemente non mi sembra che serva. Del resto quando ero ragazzina partecipavo sempre. Non so, a volte mi sembra che per stare bene dovrei solo seguire la corrente, a volte che dovrei inventare mille cose assurde. E il fatto di essere così a 36 anni mi spaventa. Mi sembra che non ci sia più tempo.. che non ci siano più possibilità. Sarà sbagliato, ma è così che mi sento, senza appigli. Mah… che caos…
sabato 12 settembre 2020
martedì 8 settembre 2020
domenica 6 settembre 2020
alla fine sono uscita lasciando il discorso a metà. Sono andata a fare ciò che dovevo e poi mi sono obbligata ad andare a fare la spesa ad un supermercato, mi sono proprio obbligata perché è una vita che non ci andavo (mesi) e non posso perdere anche quei 300 metri in più d'autonomia. Sono arrivata a casa alle 13.30, mi sono sistemata e quando ho iniziato a mangiare, ho quasi sputato il primo boccone perché avevo un groppo in gola, panico in corso e una stanchezza esasperante. Adesso mi metto in poltrona ma sono triste. Ero triste anche mentre tornavo a casa, sia per la stanchezza sia per quel senso di solitudine che provo per ciò che vivo in casa. Mi metto in poltrona e mi fa male tutto. Sono stravolta, il problema è che non c'è una motivazione che può reggere. E allora di nuovo mi chiedo se l'idea di passare 3 mesi al mare, dove riesco comunque a camminare un filo di più e con più costanza potrebbe essere una buona cosa.
Nel frattempo passo e chiudo, sperando di non collassare sulla tastiera.
giovedì 3 settembre 2020
La situazione in casa è stata un disastro, ma c'è ancora qualche possibilità di cambiare? Di migliorare? Di vedere le cose da una prospettiva diversa? Di uscire, un giorno e godermi dieci minuti senza l'angoscia di scappare, rientrare in casa (dove starei comunque a disagio) e rintanarmi davanti alla tv? Poi sì, c'è anche e ancora la paura per il covid. Non posso fare a meno di pensare con insistenza a come sarà la prossima estate. Alcune opzioni mi spaventano, ma si può sperare?
O, nonostante i precedenti, si può evitare di farlo?
martedì 1 settembre 2020

Non ho voglia di fare niente, in casa stanno perdendo tutti i pezzi, trovare un nuovo equilibrio è indispensabile. In fondo non è quando non si ha più niente da perdere che si può rischiare davvero?
venerdì 28 agosto 2020
a cosa penso?
A onor del vero non sono nemmeno mai stata capace di andare con i pattini, ma non sembra importante a livello di sogni e bisogni.
Questo pomeriggio ho messo in uno scatolone da dare via un bel po' dei miei vestiti che usavo anche 20 anni fa, prima di ingrassare così come oggi. Conservati nell'armadio sono ancora belli e in buonissimo stato. MI hanno messo una tristezza… forse per questo il cervello poi è corso verso immagini di libertà, mi hanno messo tristezza perché quel periodo, quasi un inizio da adulta, ha finito per essere anche la chiusura di tutto, per lo meno del ventennio successivo. Oggi sono stata male a corrente alternata, in alcuni momenti non molto, in altri il magone era tale da non riuscire a respirare, oggi pomeriggio ho avuto un paio di crisi di quella portata. Devo riprendere il controllo di qualcosa. C'è stato un mega temporale, durate quei momenti in cui c'è quasi paura fisica per un agente concreto esterno (il temporale appunto), mi sembra che sia possibile liberarsi dalle altre paure mie insite. Ma è un secondo, un decimo di secondo, un flash, qualcosa che mi fa assaporare un'alternativa ma poi svanisce, così…
giovedì 27 agosto 2020
L'altra sera sono andata alla riunione di catechismo, ho fatto una fatica assurda e non è una novità, quello che provavo erano 3 emozioni contrastanti: da una parte la voglia di dire di no, per dimostrare che sarei stata in grado di farlo, dall'altra perché sono stufa, ma poi la paura di restare senza niente. Così probabilmente ricomincerò.
Questa mattina sono incappata in un film, non l'ho visto ma ho capito che la vicenda era narrata su una nave da crociera, di colpo mi è venuto voglia di lavorarci sopra su una nave. Ridicolaggini a non finire, ma la sensazione di essere lontana da qui e impegnata e non da sola mi ha affascinato da matti. <riflessioni? Ho bisogno di lavorare, di tirare insieme qualcosa e tra la gente. MA NON SO DA CHE PARTE COMINCIARE, visti i miei attacchi di panico e i miei titoli di studio insufficienti. Ma perché la psiche è così complicata?
giovedì 20 agosto 2020
buco nero
Con il passare dei giorni ho la sensazione che i metri quadri di casa mia dove non mi sento a disagio continuino a diminuire, sto sempre peggio e non mi capacito di quello che è successo qui in casa. Non sto bene qui, non sto bene fuori e non saprei nemmeno come cambiare e su cosa far leva per stare meglio. Tutto è una sorta di buco nero che inghiotte ogni cosa e non mi fa stare bene. E come nei veri buchi neri nemmeno esce la luce di speranza.
Io non sono più capace di stare bene, di divertirmi. Ogni aspetto si sta richiudendo su se stesso cancellando possibilità e nuove opzioni. Ogni tanto riaffiorano i ricordi di tempi molto lontani, e fatico sempre più a riconoscere che quella ragazzina serena ero per davvero io. Io che l'unico lusso che posso concedermi durante il giorno non è stare bene, pura utopia, ma non sentire niente per qualche minuto intontita da ansiolitici e programmi tv ad oltranza. Ho così paura per quello che sarà il mio futuro… non ce la faccio più. Sto davvero diventando matta. Per questo ho questo strano desiderio di andarmene ad Alassio per tutto l'autunno, anche se poi non saprei nemmeno che fare là in concreto. Sto impazzendo.
domenica 16 agosto 2020
sabato 15 agosto 2020
panic panic panic
Cominciano a girare voci che il don del mio oratorio verrà trasferito. La cosa non mi sorprende, purtroppo con sto covid maledetto sono mancati molti preti dalle mie parti, ma spero ugualmente non succeda. E per vari motivi. Uno: avrei tanto voluto essere nelle condizioni di poter passare un po' di tempo seguendo le varie attività extra catechesi che fa, due: non credo di essere nelle condizioni di poter gestire un nuovo cambio/inizio, è una fase abbastanza stressante e non ce la farei, finirei probabilmente per mollare sul serio le attività e non so se sarebbe un bene senza alternative. Cavoli, dopo tutti i casini anche questo cambiamento no, uffa… :/
Ho bisogno di cambiamenti, questo è certo. Ma che siano positivi e che mi vedano parte attiva, voglio dire… sono ancora nella posizione di aver paura a rispondere ad un messaggio.
che pena…
mi sento totalmente allo sbaraglio. totalmente persa.
venerdì 14 agosto 2020
Mi fa male vedere come alcune amicizie che ritenevo essenziali si siano ridotte ad un paio di auguri all'anno, mi fa male ma non posso esserne stupita, anche se non sono l'unica ad essersi defilata, i rapporti vanno coltivati e io non sto coltivando proprio un bel niente. Mi scoppia la testa.
E' uno di quei momenti in cui pensare che tutto questo malessere io me lo sia fatto da sola, mi riesce davvero impossibile. Come se ci fosse del non detto, rimosso, scordato, qualcosa oltre me che darebbe più senso a tutto. 20 anni, 20 anni fino a qui… l'enormità di questi 20 anni mi si espande dentro, schiaccia cuore e polmoni e leva il respiro. Non può essere vero.
buon compleanno a me...
Un paio di settimane fa, guardando il solito show su real time, il salone delle meraviglie per l'esattezza, ho sentito una cliente del salone dire qualcosa tipo che bisogna divertirsi nella vita, bisogna cercare il divertimento. Non so ricostruire il discorso, ma il senso non era non fare un tubo h24, ma vivere bene, cogliendo le possibilità, scegliendo di vedere il bello. Più passano i giorni più quella frase mi rimbomba in testa. La trovo vera, giusta, sensata… eppure quando mi alzerò dal letto non saprò dove sbattere la testa.
Ricominciare, ok… ma di fatto non so come. Non ho competenze, non ho possibilità. L'unica cosa che ho è questa esperienza ormai ventennale con il panico, vedo il problema, e negli altri vedo anche le soluzioni, e vorrei poterne fare qualcosa. Ma non so come. Senza titoli tutto è più difficile. Sto passando mesi inutili, definibili solo con la parola dolore e paura. So che non può essere tutto qui, ma non so che passi fare.
lunedì 10 agosto 2020
Non riesco, e davvero non riesco, più a trovare equilibrio in casa. Ho paura, non mi sento a mio agio per niente per la storia papà/zio. E questo non fa che enfatizzare nella mia testa il fatto che non ho idea di cosa fare. Sento fortissima la pressione del non avere un lavoro. Psicologicamente avrebbe aiutato avere una valvola di sfogo, del resto l'importanza di un lavoro, e non strettamente in chiave economica, non la invento certo io. Qui stiamo veramente raggiungendo il fondo del fondo del fondo del fondo, come riuscirò a riprendermi non lo so.
Questa notte sognavo di gente che si ammazzava e comunque quando mi sono svegliata mi sono sentita angosciata per la mia realtà. Nei giorni passati ho avuto forte la percezione del mio futuro nerissimo: io sola, senza più i miei, sola in casa, enorme, senza denti e con la casa che cade a pezzi perché non riesco a prendermi cura di me né della casa. Sia per i soldi, sia proprio per l'incapacità di vivere. Che angoscia. E tutto mi sembra sempre più verosimile. Persa la bussola totalmente. Non sono proprio attrezzata per stare al mondo. Ho molta paura. Non riesco a usare la testa, non trovo sbocchi, non riesco a sopportare nessun impegno, un macello.
martedì 4 agosto 2020
Comunque mi sto consumando la mente, e sono stronza e una parte di me vorrebbe che mio zio facesse uno dei suoi soliti casini e tornasse con la cosa tra le gambe. Poi penso davvero a cosa vorrebbe dire per lui e mi sento un mostro. Non ho più ritegno per niente, né senso del limite.
Ma, tanto quanto questi pensieri sono orrendi e ingiusti, ingiusto è anche farmi condizionare così la vita da quello che fanno gli altri. Ovvio, sarebbe più facile gestire la questione non vivendo qui, ma cosa sono davvero in grado di fare per cambiare? Fin dove sarei disposta a spingermi? Perché ad oggi la risposta è niente e da nessuna parte.
Ci sono moltissime cose della casa che ho da sempre e che ora iniziano a rompersi, copriletti, tende, un tappeto… persino i bei ricordi di questa casa sembrano sfaldarsi. Questo malessere li cancellerà tutti?
lunedì 3 agosto 2020
Ieri sera ho pianto come una fontana mentre sentivo la tv di mio zio al piano di sotto. Ho pianto pensando alla situazione che stiamo vivendo, a come mi disturba e a quanto sia arrabbiata con lui e mio padre. Questa mattina ero più che altro arrabbiata e basta, poi di nuovo triste. Non è per questa situazione che vivo così, ma questa situazione ha reso ancora tutto più difficile. Il punto è che non so che fare. Vorrei cambiare, per forza. Ma non so da che parte cominciare. Sarà una cosa comoda, ma vorrei avere una specie di segno da parte del destino. O forse vorrei solo andare al mare, e starci parecchio.
domenica 2 agosto 2020
un po' sedazione, un po' cosciente
E invece...
venerdì 31 luglio 2020
E poi quando il dolore sarà troppo, che succederà?
giovedì 30 luglio 2020
Anche se oramai, forse, l'illusione è ciò che ero prima. Forse è quella versione di me che è una farsa. Oramai non so più cosa è vero e cosa no, cosa è stato vero e cosa no.
mercoledì 29 luglio 2020
depressione
E quanta paura. Per me, ma anche di mio padre, di mio zio, di mia madre… paura del tempo che passa, di quello che non passerà più. Paura di non ritrovare mai più un equilibrio. Paura di quel dolore che toglie il fiato. E se chiudo gli occhi, non vedo una via d'uscita, se chiudo gli occhi non vedo più niente.