Sono qui... alla fine sono arrivata a destinazione. Che posso dire? che dopo un'ora di viaggio avevo già le lacrime agli occhi perché capivo cosa mi sono sempre preclusa? Che una volta a destinazione mi è sembrato tutto meno magico, più reale e proprio per questo più significativo per quella vita che ho perso per strada? Ho fatto una passeggiata di un paio d'ore circa. Non è estate piena e si vede, non è nemmeno estate se per questo e si vede anche quello. Ma è un posto che pullula di vita per questo mi sconquassa sempre l'anima. Ma ora forse è anche il caso che succeda.
SPeriamo.
e che il mare mi dia il suo benvenuto...
ah... per ora panico sotto controllo. Le lacrime un po' meno... ;)
mercoledì 31 maggio 2017
martedì 30 maggio 2017
rottura di equilibrio
Tra poco andrò a dormire e al mio risveglio mancherà poco alla partenza. Oggi ho cercato di non pensarci, alterando momenti in cui grazie a lezioni e commissioni, ero impegnata ad altri in cui l'ansia per la partenza mi ha reso uno straccio. Stavo malissimo. Mi sento persa. senza barriere. E poi? POi che succederà? Non è una vacanza in senso di follie di festeggiamenti, non è la vita normale. E' rottura di equilibrio. Per questo spaventa. Per questo è il primo passo verso qualcosa di nuovo. La partenza verso una vita migliore. Più completa che mi regali di nuovo il mondo. Arriverà di nuovo il momento in cui tutto questo tornerà ad essere facile? Perché il mio terrore è che questa vacanza finisca solo per evidenziare ciò che mi manca senza darmi la forza di riprendermelo.
... a domani...
... a domani...
lunedì 29 maggio 2017
48 ore alla partenza
Mancano circa 48 ore alla partenza e mi sento uno straccio. Diciamo che per certi versi lo avevo messo in preventivo ma non così tanto e non con un carico emotivo così alto.
Il fatto è che il mio cervello è come entrato in loop: sono agitatissima di questo viaggio che però d'altro canto mi sembra un passaggio obbligato se voglio tentare di riappropriarmi della mia vita e godere di qualcosa. Non ho più 18 anni e non posso recuperare tutto il tempo perso da quando ho iniziato a stare male, avevo 16 anni, ora quasi 33, è tutto troppo diverso. Eppure "qualcosa" potrei ancora viverla, e metto le virgolette apposta perché altro che qualcosa! In un'epoca in cui a 40 anni quasi si è ancora ragazzi (o così dicono), figuriamoci se non c'è possibilità di divertirsi a 33! Ma se ancora tutto è fuori portata, continuerò a non vivere un accidenti di niente. Per cui sto male per quello che non ho vissuto, sto male per quello che potrei vivere. Il passato non torna, il presente non riesco a viverlo...
>Aver perso gli anni dell'adolescenza mi sembra mi abbia lasciato un enorme buco che non riesco a colmare, più che gli anni dai 25 ai 30.
A volte credo avrei bisogno di regalarmi un periodo in cui regredire davvero a comportamenti di ragazzina.
Quindi è come se avessi il cervello governato da mille paure diverse. Paura di non riuscire ad essere adulta, paura di non riuscire a superare di non aver vissuto la fase dell'adolescenza.
Paura di non riuscire più a prendere in mano la mia vita e farne qualcosa.
Nell'ultimo mese so per la prima volta da anni di aver fatto qualcosa di concreto, di diverso, è un passo avanti di sicuro ma...
persa in confronto con le mie coetanee e ciò che stanno raggiungendo, disperata per gli anni, e le esperienze, perse e non vissute in passato, mi sento bloccata ora. Senza direzione, senza traiettoria.
Come fosse tardi per tutto. Le prime esperienze sentimentali importanti ma giocose, i primi passi per costruire il futuro scolastico-lavorativo...
Ho perso 17 anni della mia vita. mi chiedo se esista un modo sano, sensato e appagante per recuperarli magari in due e tre anni per poi riuscire finalmente a voltare pagina e andare avanti... perché questa angoscia mi distrugge.
Il fatto è che il mio cervello è come entrato in loop: sono agitatissima di questo viaggio che però d'altro canto mi sembra un passaggio obbligato se voglio tentare di riappropriarmi della mia vita e godere di qualcosa. Non ho più 18 anni e non posso recuperare tutto il tempo perso da quando ho iniziato a stare male, avevo 16 anni, ora quasi 33, è tutto troppo diverso. Eppure "qualcosa" potrei ancora viverla, e metto le virgolette apposta perché altro che qualcosa! In un'epoca in cui a 40 anni quasi si è ancora ragazzi (o così dicono), figuriamoci se non c'è possibilità di divertirsi a 33! Ma se ancora tutto è fuori portata, continuerò a non vivere un accidenti di niente. Per cui sto male per quello che non ho vissuto, sto male per quello che potrei vivere. Il passato non torna, il presente non riesco a viverlo...
>Aver perso gli anni dell'adolescenza mi sembra mi abbia lasciato un enorme buco che non riesco a colmare, più che gli anni dai 25 ai 30.
A volte credo avrei bisogno di regalarmi un periodo in cui regredire davvero a comportamenti di ragazzina.
Quindi è come se avessi il cervello governato da mille paure diverse. Paura di non riuscire ad essere adulta, paura di non riuscire a superare di non aver vissuto la fase dell'adolescenza.
Paura di non riuscire più a prendere in mano la mia vita e farne qualcosa.
Nell'ultimo mese so per la prima volta da anni di aver fatto qualcosa di concreto, di diverso, è un passo avanti di sicuro ma...
persa in confronto con le mie coetanee e ciò che stanno raggiungendo, disperata per gli anni, e le esperienze, perse e non vissute in passato, mi sento bloccata ora. Senza direzione, senza traiettoria.
Come fosse tardi per tutto. Le prime esperienze sentimentali importanti ma giocose, i primi passi per costruire il futuro scolastico-lavorativo...
Ho perso 17 anni della mia vita. mi chiedo se esista un modo sano, sensato e appagante per recuperarli magari in due e tre anni per poi riuscire finalmente a voltare pagina e andare avanti... perché questa angoscia mi distrugge.
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domenica 28 maggio 2017
solo una domanda...
Ho solo una domanda nella testa ora: come posso credere di vivere, di affrontare davvero la vita, se ho paura anche delle cose belle? Come?
3 giorni alla partenza
Sì, vengo da una settimana piuttosto impegnativa (per i miei standard ovviamente) superata non dico bene ma nemmeno malissimo. Oggi invece è un disastro: la partenza di mercoledì per le vacanze mi sta letteralmente terrorizzando. Pazzesco come mi senta. Arriva a mancarmi il respiro persino seduta davanti al pc. Tachicardia, vertigini, fastidi alla pancia... direi che oggi il panico mi sta dando tutto il suo campionario completo. Sono stanca e l'unica cosa che vorrei, almeno una parte di me, è rintanarmi sul terrazzo per 10 giorni tra sole, musica e libri. Poi c'è l'altra parte che invece è arrabbiata con la prima perché in fondo vuole andare al mare, cambiare aria, e comunque leggere e ascoltare la musica, ma camminare tra la gente in riva al mare.
poi lo sguardo si allontana un po' e non posso fare a meno di chiedermi: come ho fatto ad arrivare fino a questo punto, quanti sbagli...e il tempo perso mi fa tremare di angoscia e rabbia e tristezza e mille altre cose.
poi lo sguardo si allontana un po' e non posso fare a meno di chiedermi: come ho fatto ad arrivare fino a questo punto, quanti sbagli...e il tempo perso mi fa tremare di angoscia e rabbia e tristezza e mille altre cose.
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sabato 27 maggio 2017
diamo il via alle danze
Questa mattina ho accompagnato mia mamma ad una visita dal cardiologo. Prime impressioni sempre le stesse: al di là della fatica, andare avanti e indietro tutti i giorni è un impiego di tempo non indifferente. Impressioni successive: ero in un ospedale, che non fosse il luogo più divertente del mondo era piuttosto scontato. Eppure in mezzo alla gente mi sono proprio resa conto di quanto io sia isolata dal mondo. Non è un discorso nuovo, per forza, eppure ogni tanto ne percepisco la vera portata. Quale dovrà essere la priorità questa estate non è una novità. Anche perché mi sono accorta di una cosa: chiusa nel mio mondo o no, le notizie brutte, quelle brutte e cattive, arrivano lo stesso. Le uniche che rimangono fuori, di cui mi privo vivendo così, sono quelle belle. Curiosa rivelazione ma le cose stanno esattamente così. Punto.
E allora tanto vale dare il via alle danze, e ogni cosa, con il giusto impegno, andrà apposto.
Ps. devo però sforzarmi di scrivere un po' di più perché mi manca in questo periodo sebbene non ne abbia nemmeno le forze...
E allora tanto vale dare il via alle danze, e ogni cosa, con il giusto impegno, andrà apposto.
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venerdì 26 maggio 2017
Diario alimentare settimanale e etc etc...
La bilancia questa mattina segnava 123. Se non altro in 2 settimane mi sono sbarazzata di quei 4 chili piovuti dal cielo ( e dai mille dolci). Come ho fatto? qualche ora di ciclette e un andirivieni praticamente quotidiano... correlato da una stanchezza che mi faceva piangere. Ma... forse, e dico forse, con un 1% di ansia in meno. Sembra quasi incredibile.
Il problema resta sempre lo stesso: non riesco a fare assolutamente altro. Certo, è per ora e le cose cambieranno e sto cercando di fare i conti con la questione ma mi fa paura, che devo dire... paura che non cambi mai. SO CHE QUESTO ORA HA LA PRIORITà, e pure la psicoterapeuta concorda, MA QUESTO 'ORA' QUANTO DURERà?
Nel frattempo ieri mattina ho avuto l'ultima sessione con il dentista. Pensavo non arrivasse mai quel punto... e cosa mi è rimasto? Un ultimo sguardo a quel dentista carinissimo che tempo fa mi ha dato lo spunto per un nuovo romanzetto... Come si dice? Vediamo il buono in ogni situazione... e se posso... quel tizio bono lo è davvero... :) :) :)
Il problema resta sempre lo stesso: non riesco a fare assolutamente altro. Certo, è per ora e le cose cambieranno e sto cercando di fare i conti con la questione ma mi fa paura, che devo dire... paura che non cambi mai. SO CHE QUESTO ORA HA LA PRIORITà, e pure la psicoterapeuta concorda, MA QUESTO 'ORA' QUANTO DURERà?
Nel frattempo ieri mattina ho avuto l'ultima sessione con il dentista. Pensavo non arrivasse mai quel punto... e cosa mi è rimasto? Un ultimo sguardo a quel dentista carinissimo che tempo fa mi ha dato lo spunto per un nuovo romanzetto... Come si dice? Vediamo il buono in ogni situazione... e se posso... quel tizio bono lo è davvero... :) :) :)
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giovedì 25 maggio 2017
E se ci volesse il mare?
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Una storia per sognare e per ricominciare con il sapore dell'estate
lady purple & Rebekka F.
In molte circostanze negli anni prima, si era ritrovata a pensare che scappare non fosse mai la risposta ai problemi. Adesso pensava che forse, in alcuni casi, potesse essere la soluzione quando le risposte trovate facevano acqua da tutte le parti.
Certo, se non avesse conosciuto Matteo, se non fosse rimasta in contatto con lui, se insomma non ci fosse stato qualcuno a proporle un’alternativa concreta, non avrebbe mai avuto il coraggio di dare un taglio netto e ricominciare da capo. Probabilmente sarebbe riuscita a venirne comunque fuori ma Matteo c’era e la sua vita aveva preso quella direzione; in una settimana scarsa aveva capito che quella scelta era stata la migliore che avesse mai fatto per la sua vita.
Cullata dall’incessante sciabordio delle onde in sottofondo la sua anima sembrava aver trovato pace.
Come già detto, il suo cuore non ancora. Le mancavano i suoi ogni giorno e l’amore che provava per quel ragazzo era bel lontano dallo scemare eppure le bastavano pochi minuti in riva al mare per vedere ogni volta un po’ più di luce in fondo al tunnel.
E stare meglio, ed essere pronta ad affrontare una nuova giornata.
Che, come sempre da quelle parti, prometteva di essere piena di possibilità e meravigliose opportunità.
Certo, se non avesse conosciuto Matteo, se non fosse rimasta in contatto con lui, se insomma non ci fosse stato qualcuno a proporle un’alternativa concreta, non avrebbe mai avuto il coraggio di dare un taglio netto e ricominciare da capo. Probabilmente sarebbe riuscita a venirne comunque fuori ma Matteo c’era e la sua vita aveva preso quella direzione; in una settimana scarsa aveva capito che quella scelta era stata la migliore che avesse mai fatto per la sua vita.
Cullata dall’incessante sciabordio delle onde in sottofondo la sua anima sembrava aver trovato pace.
Come già detto, il suo cuore non ancora. Le mancavano i suoi ogni giorno e l’amore che provava per quel ragazzo era bel lontano dallo scemare eppure le bastavano pochi minuti in riva al mare per vedere ogni volta un po’ più di luce in fondo al tunnel.
E stare meglio, ed essere pronta ad affrontare una nuova giornata.
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mercoledì 24 maggio 2017
e se il passato che ritorna non tornasse più?
Qualche giorno fa mi lamentavo perché una signora del mio passato veniva in visita e io mi sentivo in difficoltà perché di passi avanti non ne ho fatti. Oggi ho saputo che quella signora non sta bene. Deve essere operata per quel male odioso che è il cancro. Mi sento uno schifo. Non riesco nemmeno a pensare alla paura che si deve provare in quelle circostante. Ma so che ho voglia di piangere e che egoisticamente riporto tutto a me. Lei fa parte di un periodo della mia vita speciale. Un periodo che non ha avuto più eguali. Un periodo di cui però non mi restano che ricordi, e poche persone che ne facevano parte. Sto perdendo tutti i pezzi. Non voglio perdere anche lei. MI mancherebbe e sarebbe come perdere un enorme pezzi di me. Mi sento persa. E pensare che fino alla notizia, verso le 15, era stata una giornata positiva. Ma in effetti non c'è più spazio per la positività.
Mi sento sola. Mi sento persa.
Mi sento sola. Mi sento persa.
martedì 23 maggio 2017
Vivere per la luce
Ogni volta che dal mondo arrivano notizie così drammatiche, la rabbia e il dolore per quello che succede fa diventare il mio mondo, i miei problemi, qualcosa di così irrilevante... e allo stesso tempo hai voglia di darti da fare di più. Far anche tu la tua parte perché il dolore e il terrore non l'abbiano vinta. E vivere con passione sembra davvero l'unica strada perché il buio non trionfi.
Anche oggi, in un giorno così importante per il nostro passato. Soprattutto oggi.
Anche oggi, in un giorno così importante per il nostro passato. Soprattutto oggi.
lunedì 22 maggio 2017
Uscire di casa
Sempre più spesso mi capita di accorgermi che di un libro o di un film quello che mi colpisce è la facilità con cui la gente esce di casa e si muove. Strano... o forse no. Come dicevo ieri, ci sono moltissime esperienze che pur rientrando tra i miei desideri, mi sembrano così emotivamente cariche da farmi paura, solitamente situazioni legate alle persone. Uscire di casa invece, nella sua semplicità, mi sembra proprio il livello zero da cui partire e la facilità con cui lo vedo dipinto, in parole e immagini, mi affascina.
Tornerà possibile anche per me?
Tornerà possibile anche per me?
è come ci fossero due strade
Oramai la mia vita mi sembra composta da due binari che corrono paralleli e non si incontrano mai. Su uno c'è l'immagine di una vita sana, possibile, senza più complicazioni di quelle standard, sull'altro c'è il film che più spesso mi gira in testa ovvero una dimensione in cui TUTTO, tutto, è DIFFICILISSIMO al punto da risultare IMPOSSIBILE. Rapporti con gli altri, uscite, piccoli impegni, grandi impegni, cose noiose, cose divertenti, momenti di lavoro, momenti di relax. Tutto è ugualmente, ingiustificabilmente, complicato.
Sono due immagini, due modi di vedere la vita, solo che il secondo, quello negativo, fa molta più presa nella realtà, ti stravolge, incide molto di più nella quotidianità. L'altro è solo un sogno che ogni tanto mi viene in mente come a dire "Sì, ci potrei essere anche io ma in realtà non succederà."
E alla fine non succede per davvero.
Sono due immagini, due modi di vedere la vita, solo che il secondo, quello negativo, fa molta più presa nella realtà, ti stravolge, incide molto di più nella quotidianità. L'altro è solo un sogno che ogni tanto mi viene in mente come a dire "Sì, ci potrei essere anche io ma in realtà non succederà."
E alla fine non succede per davvero.
domenica 21 maggio 2017
Mi aspettano mesi difficili e con tanta confusione in testa. 😕 😕 😕
Ovviamente la gente che è passata questa mattina da qui per 'salire' è passata anche ora per 'scendere'. A differenza di questa mattina però, in cui le persone sono passate ad orari diversi, ora stanno più o meno scendendo tutti insieme. Tanta gente, tantissima che ha colto l'occasione di passare una bella giornata all'aperto. Me le ricordo anche io le belle giornate così, solo che ero davvero piccola... una vita fa.
E mi chiedo: posso recuperare? E penso che la risposta sia sì. Ci sono tante attività che potrei fare per conoscere nuove persone con cui condividere momenti ed esperienze. Solo che torniamo sempre allo stesso punto: cosa credo di poter fare se ancora, anche oggi volevo uscire ed invece non sono riuscita a schiodarmi da questo tavolo?
Ho tanta strada da fare, tantissima, prima di rientrare nel giro. Questa estate dovrà servire da allenamento, poi se ce la faccio a mantenere il ritmo, quest'autunno potrei cercare qualche nuovo interesse. Ma senza l'allenamento al basilare USCIRE DI CASA non è possibile un fico secco!!!
Dopo alcune giornate positive, oggi mi sento molto più indietro sul percorso. Con lo studio che diventa ancora meno importante. Tra tutte le persone passate oggi, tantissime davvero, quante saranno laureate? pochissime, statisticamente è così, eppure almeno per questo momento erano felici. Se gli obiettivi miei non sono cambiati, l'urgenza con cui raggiungerli allontana lo studio sempre più dalla salute. Oramai non c'è proprio storia. Salute batte laurea 1000 a zero. Amici, amore, relazione batte studio 999 a zero.
Mi aspettano mesi difficili e con tanta confusione in testa.
E mi chiedo: posso recuperare? E penso che la risposta sia sì. Ci sono tante attività che potrei fare per conoscere nuove persone con cui condividere momenti ed esperienze. Solo che torniamo sempre allo stesso punto: cosa credo di poter fare se ancora, anche oggi volevo uscire ed invece non sono riuscita a schiodarmi da questo tavolo?
Ho tanta strada da fare, tantissima, prima di rientrare nel giro. Questa estate dovrà servire da allenamento, poi se ce la faccio a mantenere il ritmo, quest'autunno potrei cercare qualche nuovo interesse. Ma senza l'allenamento al basilare USCIRE DI CASA non è possibile un fico secco!!!
Dopo alcune giornate positive, oggi mi sento molto più indietro sul percorso. Con lo studio che diventa ancora meno importante. Tra tutte le persone passate oggi, tantissime davvero, quante saranno laureate? pochissime, statisticamente è così, eppure almeno per questo momento erano felici. Se gli obiettivi miei non sono cambiati, l'urgenza con cui raggiungerli allontana lo studio sempre più dalla salute. Oramai non c'è proprio storia. Salute batte laurea 1000 a zero. Amici, amore, relazione batte studio 999 a zero.
Mi aspettano mesi difficili e con tanta confusione in testa.
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facile no?!? 😉 😉 😉
Ipotizziamo che uno durante la sua vita ad un certo punto si debba trasferire per lavoro o altro ma che comunque debba andare in un posto nuovo... potrebbe essere faticoso all'inizio ma poi verrebbe normale crearsi un nuovo giro no? Amici, persone, interessi... Be', io credo di essere nella stessa situazione: non mi sono trasferita ma mi sono isolata per anni. Ora si deve ricominciare ma non è impossibile anche se in questo momento mi pare di non sapere più come si fa. Credo basterebbe lasciarsi andare... facile no?!? 😉 😉 😉
CIOè, SI Può CAMBIARE GIUSTO? SI Può RIPRENDERE CONTATTO CON LE PERSONE GIUSTOOOO????
CIOè, SI Può CAMBIARE GIUSTO? SI Può RIPRENDERE CONTATTO CON LE PERSONE GIUSTOOOO????
Un giorno alla volta, un'ora alla volta?
Oggi la giornata è un po' più difficile, è domenica, c'è un bel sole... da queste parti, verso il sentiero che costeggia casa mia, saranno passate centinaia di persone. Probabilmente una comitiva di bimbi e relative famigliole. Io sono piuttosto tesa e il contrasto tra ciò che provo dentro e ciò che c'è fuori mi agita ancora di più perché mi allontana ancora di più dalla realtà. Come fossi qualcosa di totalmente estraneo. Se ci penso un secondo però, prima di prendere le mie goccine, so che è normale. In fondo la realtà non potrà cambiare in un baleno. Sono agitata anche per la partenza del 31. Mi sembra ci sia in gioco troppo, emotivamente parlando. Sia che riesca ad andare, sia che alla fine desista.
Un giorno alla volta, un'ora alla volta?
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è difficile programmare un futuro quando non si ha il minimo controllo sul presente
Ieri ho detto che uscire mi era sembrato un filo più facile. Oggi non sono riuscita ad andare. Credo che qui stia lo scarto maggiore rispetto agli obiettivi più grandi, perché è difficile programmare un futuro quando non si ha il minimo controllo sul presente. Come puoi pensare di sapere che domani riuscirai a fare quella determinata cosa se oggi, ora, nel giro di un paio di minuti non sei in grado di fare più nulla? E ancora peggio, come riesci a stilare un programma verosimile se non hai più coscienza delle tue possibilità?
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sabato 20 maggio 2017
deve essere una fase per forza... ;)
Nei 4 giorni passati sono uscita 6 volte. Sembra ridicolo da dire ma per me è quasi una specie di record... sì, sono arrivata a sto punto... sono sempre stanca morta ma, anche se lo dico con la paura di essere subito smentita, ieri mi è sembrato quasi meno difficile... vediamo che succede.
Certo questa può essere solo una fase perché, come sto dicendo più volte, non riesco a fare davvero nulla di più. Per cui deve essere una fase per forza...
Certo questa può essere solo una fase perché, come sto dicendo più volte, non riesco a fare davvero nulla di più. Per cui deve essere una fase per forza...
giovedì 18 maggio 2017
STARE BENE CON ME STESSA 💖 💖 💖
💖Il post che ho scritto ieri sera, sarà forse stato un po' sull'onda dell'emotività ma indubbiamente era sentito: è ovvio che ogni cosa ha più colore, ed è più bella, se condivisa con qualcuno, anche l'estate. Ma questa mattina, andando per l'ennesima volta dal dentista- spero ne manchi una sola per questo tour di soldi e di pazienza-, mi sono focalizzata più sul resto dell'equazione. OK, sarebbe meglio non essere sola ma... nel frattempo? Devo privarmi anche di ciò che potrei godere perché in compagnia sarebbe meglio? Compagnia che, non dimentichiamolo, non so nemmeno se sarei in grado di gestire ora come ora. Per cui: insieme è meglio indubbiamente ma ORA SI FA QUEL CHE SI Può. DEVO RIPRENDERE CONFIDENZA CON IL MONDO, DEL RESTO è BASILARE: SE STO SEMPRE IN CASA DOVE CREDO DI INCONTRARE LA GENTE? Non sarà subito l'obiettivo finale ma quante volte devo ripetermelo? è un percorso, e per certi versi DEVO DAVVERO RICOMINCIARE DA ZERO. PER CUI RICOMINCIAMO A STARE FUORI, A STARE BENE CON ME STESSA E PRIMA DI QUANTO NON CREDA, NON SARò Più SOLA!!!
Insomma, sono 15 anni che navigo a vista facendo errori su errori e/o non facendo niente. Va bene non voler più perdere tempo ma PENSARE CHE SI RISOLVA TUTTO CON LA BACCHETTA MAGICA DALL'OGGI AL DOMANI E' PAZZIA!!! Ed è sbagliato. SBagliatissimo.
Insomma, sono 15 anni che navigo a vista facendo errori su errori e/o non facendo niente. Va bene non voler più perdere tempo ma PENSARE CHE SI RISOLVA TUTTO CON LA BACCHETTA MAGICA DALL'OGGI AL DOMANI E' PAZZIA!!! Ed è sbagliato. SBagliatissimo.
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mercoledì 17 maggio 2017
non ero così...
Ci sono alcune conversazioni che per la loro apparente semplicità, fatte di argomenti semplici e lineari, hanno la capacità di sconvolgermi. Sentire parlare di uno che va sulla luna per dire è poco rilevante, è qualcosa di eccezionale e lontano da ogni mio parametro. Sentire una ragazza dire che ha trovato un ragazzo, che ha trovato un lavoro, che sta bene ed è serena è normalità. Per questo mi spianta.
Io non riesco a capire come mai tutto quello che per 15 anni mi dava fastidio non so, al 70%, sempre tanto lo so, ora mi fa stare male al 1000%. Basta dire che la misura è colma? Perché dubito ci siano voluti 15 anni affinché si riempisse... Non capisco come mai il dolore che provo verso tutti i miei fallimenti ora sia così amplificato.
Mi sento sola, sono su un percorso lavorativo/scolastico che se va bene è ancora lungo tre anni, sto male ogni volta che tento di uscire e/o frequentare qualcuno, del resto mi fa un male cane anche la solitudine e comunque so di non essere in grado di gestire un rapporto. Peso più del doppio di quello che dovrei, non è solo un problema estetico perché anche fare due passi mi costa una fatica del diavolo. Non ho mai avuto un ragazzo, non l'ho mai baciato, figuriamoci farci sesso. Non sarei in grado di affrontarlo nemmeno ora. E il tempo passa. Torna l'estate, bella, colorata ma io sono ancora sola e questo fa male. Del resto non esco mai, come potrei incontrare qualcuno? Del resto sto male ogni cazzo di volta che esco dalla porta...
Sento il cuore esplodere dal dolore.
Se penso a tutte le volte che in questi anni credevo di essere arrivata al punto di svolta... in realtà non ho mai provato nulla di nemmeno paragonabile a ciò che provo ora. Questi mille tentativi hanno già tolto magia e innocenza all'estate. A cosa toccherà ora? E poi... non credo più nemmeno di saper cambiare, dopo tutti questi anni... solo il dolore aumenta in modo esponenziale.
Io non ero così... non ero così.
E non voglio più esserlo.
Basta.
Io non riesco a capire come mai tutto quello che per 15 anni mi dava fastidio non so, al 70%, sempre tanto lo so, ora mi fa stare male al 1000%. Basta dire che la misura è colma? Perché dubito ci siano voluti 15 anni affinché si riempisse... Non capisco come mai il dolore che provo verso tutti i miei fallimenti ora sia così amplificato.
Mi sento sola, sono su un percorso lavorativo/scolastico che se va bene è ancora lungo tre anni, sto male ogni volta che tento di uscire e/o frequentare qualcuno, del resto mi fa un male cane anche la solitudine e comunque so di non essere in grado di gestire un rapporto. Peso più del doppio di quello che dovrei, non è solo un problema estetico perché anche fare due passi mi costa una fatica del diavolo. Non ho mai avuto un ragazzo, non l'ho mai baciato, figuriamoci farci sesso. Non sarei in grado di affrontarlo nemmeno ora. E il tempo passa. Torna l'estate, bella, colorata ma io sono ancora sola e questo fa male. Del resto non esco mai, come potrei incontrare qualcuno? Del resto sto male ogni cazzo di volta che esco dalla porta...
Sento il cuore esplodere dal dolore.
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💖 siamo fatti per amare...👭 💖 💑 💖 👬
Ok, evidentemente in questi giorni nello specifico, sono i sentimenti che governano i miei pensieri. Ho detto spesso che il panico alla lunga ha come effetto collaterale quello di complicare ogni rapporto. Anche di amicizia. All'inizio perché non ci sente all'altezza in generale, poi perché ogni uscita sembra fuori portata. Ad un certo punto ci si dice che in fondo va bene lo stesso. Falso. Non va bene per niente perché anche con queste bellissime giornate... be' passandole sempre da soli, saranno pure belle in senso lato ma sono comunque vuote.
So che il passato non tornerà ma mi chiedo se almeno per il futuro si può immaginare un cambio di scenario, o no.
So che il passato non tornerà ma mi chiedo se almeno per il futuro si può immaginare un cambio di scenario, o no.
😢 😢 😢 giorno normale in quel di casa mia...
Ovviamente è impossibile per un genitore non soffrire davanti alla sofferenza dei figli, probabilmente sarebbe qualcosa di contro natura. Per questo sono consapevole che la mia situazione non può rendere felici i miei genitori. Evidentemente avrebbero sperato altro per la loro unica figlia che tremare dovendo percorrere 2 chilometri in auto.
Detto questo, anche se per disperazione, sentirmi sempre rinfacciare ciò che non riesco a fare non credo aiuti molto la causa. Mia madre ha sempre aiutato tutti, soprattutto un mio zio da sempre impelagato in mille problemi economici, e io da piccola visti anche i problemi nel seguire le nonne anziane, ho sempre creduto di dover essere perfetta solo per essere accettabile. Fino ad un certo punto era un modo come un altro per dare il meglio di me, poi ha cominciato ad assumere connotati diversi, cioè quelli di non essere mai abbastanza. Un po' era un'esagerazione, un po' era vero perché da me mia mamma si aspettava tantissimo.
Chiaramente gli ultimi 17 anni, cioè in pratica metà della mia vita, hanno profondamente disatteso le aspettative di tutti. Sono stata una completa delusione. Non passa un singolo giorno senza che io ci pensi almeno una decina di volte.
La mia vita tutta da rifare ne è una dimostrazione pratica in ogni settore. Non mi stupisco del fatto che i miei siano preoccupati, delusi, stanchi anche...
Solo che per me non è facile, è la mia vita ad essersi persa, ci devo fare i conti ogni giorno, insieme alla costante consapevolezza di averli delusi. E fa male.
Per una volta vorrei sentirli dire che va comunque bene così almeno per loro.
E invece è da poco andata in onda l'ennesima scenata con mia mamma in lacrime, io che mi trattengo perché se no farei stare peggio lei (!)... scaturita dal fatto che mi è arrivato un pacco, che non avrei dovuto spendere perché non guadagno, che potrei pagare una bolletta, che non si può vivere 20 anni così, che lei non l'avrebbe accettato e si sarebbe data da fare prima...
Io mi sento molto confusa perché prima dell'arrivo del pacco rideva, è bastato un niente per scatenare il manicomio. Per farmi sentire una fallita.
E pensare che io ero contenta come una pasqua perché ero riuscita a non prendere ansiolitici.
Bo...
Detto questo, anche se per disperazione, sentirmi sempre rinfacciare ciò che non riesco a fare non credo aiuti molto la causa. Mia madre ha sempre aiutato tutti, soprattutto un mio zio da sempre impelagato in mille problemi economici, e io da piccola visti anche i problemi nel seguire le nonne anziane, ho sempre creduto di dover essere perfetta solo per essere accettabile. Fino ad un certo punto era un modo come un altro per dare il meglio di me, poi ha cominciato ad assumere connotati diversi, cioè quelli di non essere mai abbastanza. Un po' era un'esagerazione, un po' era vero perché da me mia mamma si aspettava tantissimo.
Chiaramente gli ultimi 17 anni, cioè in pratica metà della mia vita, hanno profondamente disatteso le aspettative di tutti. Sono stata una completa delusione. Non passa un singolo giorno senza che io ci pensi almeno una decina di volte.
La mia vita tutta da rifare ne è una dimostrazione pratica in ogni settore. Non mi stupisco del fatto che i miei siano preoccupati, delusi, stanchi anche...
Solo che per me non è facile, è la mia vita ad essersi persa, ci devo fare i conti ogni giorno, insieme alla costante consapevolezza di averli delusi. E fa male.
Per una volta vorrei sentirli dire che va comunque bene così almeno per loro.
E invece è da poco andata in onda l'ennesima scenata con mia mamma in lacrime, io che mi trattengo perché se no farei stare peggio lei (!)... scaturita dal fatto che mi è arrivato un pacco, che non avrei dovuto spendere perché non guadagno, che potrei pagare una bolletta, che non si può vivere 20 anni così, che lei non l'avrebbe accettato e si sarebbe data da fare prima...
Io mi sento molto confusa perché prima dell'arrivo del pacco rideva, è bastato un niente per scatenare il manicomio. Per farmi sentire una fallita.
E pensare che io ero contenta come una pasqua perché ero riuscita a non prendere ansiolitici.
Bo...
martedì 16 maggio 2017
e quindi bo!!! 💭 💭 💭
Alle 20 sarei dovuta uscire per un impegno con i ragazzi, dopo la lezione del pomeriggio, alle 18, mi sono resa conto che se non fossi uscita a costo di farmi venire un mega attacco di panico, subito, alle 20 non ce l'avrei fatta. Non so come spiegare ma sono sensazioni che il mio corpo recepisce. Occorreva disinnescare subito il rischio. Quindi immaginando di andare a comprare dei pasticcini, sono uscita. Dalle 18 alle 19 sono stata fuori, ho comprato 9 pasticcini e mi sono goduta l'ora d'aria. Un'ora scandita in non so quante fasi: ansia prima di uscire, poi momento di relativa calma, poi di nuovo ansia e così via. Alle 19 e qualche minuto ero a casa. Giusto il tempo di rilassarmi, nascondere i pasticcini, ed era ora di uscire di nuovo. E tanto per cambiare stavo di merda, avrei urlato mentre andavo dove dovevo. Primi 10 minuti di agonia e poi per il resto del tempo, un'ora scarsa, tutto ok. Ero morta di fame perché non ero riuscita a cenare prima ma tutto ok. Alla fine torno a casa. SOno le 22.30 circa, mangiati due toast, 5 pasticcini e il bilancio del giorno?
Due uscite da manicomio, pasticcini senza i quali non sarei uscita ma che si appiccicheranno alle mie chiappe, una lezione ok, e poi? Bo.
Questo piano di battaglia mi spaventa, non riesco a fare più nemmeno quel poco che facevo prima, esco e faccio una fatica disperata, esco con la spinta di comprare dolci che mi fanno male... e quindi bo!!! Per affrontare un problema spero di non complicarne dieci.
Due uscite da manicomio, pasticcini senza i quali non sarei uscita ma che si appiccicheranno alle mie chiappe, una lezione ok, e poi? Bo.
Questo piano di battaglia mi spaventa, non riesco a fare più nemmeno quel poco che facevo prima, esco e faccio una fatica disperata, esco con la spinta di comprare dolci che mi fanno male... e quindi bo!!! Per affrontare un problema spero di non complicarne dieci.
verrebbe da dire... SOLE 💖 CUORE 💖 AMORE 💖
Spesso mi capita di pensare che questo mio panico, impedendomi di vivere davvero, mi impedisca anche di incontrare qualcuno con cui condividere la vita. Non solo... se dovessi, non so dove né come visto che sono sempre in casa, trovare per miracolo qualcuno, che rapporto potrei condividere? Questo panico mi rende, se non altro, concentrata esclusivamente su me stessa perennemente. Ma chissà, con un po' di impegno (quello che mi aspetto da me stessa in questo periodo) potrei riuscire davvero a cambiare le cose... e allora, magari, sarei pronta anche per una relazione.
Una coppia di miei vicini di casa, e più o meno miei coetanei, in questi giorni stanno facendo lavori nel giardino, ma mentre lei è sempre al lavoro fuori casa, lui si è occupato di gestire questi lavori stando a casa. Sì, lui può farlo, lavorando in proprio, lei no ma non è quello il punto. Il punto è che mi sono sembrati carini da morire. Mi è sembrato bellissimo che lui si sia dedicato a questa cosa e non come ideale del fatto che il maschio deve occuparsi di tutto perché noi donne siamo impedite, ma come il fatto che lui si è occupato di questo perché lei probabilmente fa altro, mi è piaciuto da morire che lui abbia fatto questo semplicemente perché entrambi danno all'altra ciò che possono. Due persone perfettamente in grado di agire da sole ma che insieme si danno quel qualcosa in più...
Ok, non so come mai un fatto così semplice come piantare un albero in giardino abbia scatenato in me tutte queste congetture... ma questa idea di due persone che insieme collaborano per qualcosa di più grande... mi piace un casino.
Forse perché nella mia famiglia non è mai andata proprio così. Prima era mia nonna a portare i pantaloni, come si dice, e poi mia mamma a risolvere un sacco di casini (altro che sesso debole...) ma questa collaborazione tra due persone che stanno insieme mi sembra magica!
e la voglio anche per me!!!!!!!!!!!!!!!!!
Una coppia di miei vicini di casa, e più o meno miei coetanei, in questi giorni stanno facendo lavori nel giardino, ma mentre lei è sempre al lavoro fuori casa, lui si è occupato di gestire questi lavori stando a casa. Sì, lui può farlo, lavorando in proprio, lei no ma non è quello il punto. Il punto è che mi sono sembrati carini da morire. Mi è sembrato bellissimo che lui si sia dedicato a questa cosa e non come ideale del fatto che il maschio deve occuparsi di tutto perché noi donne siamo impedite, ma come il fatto che lui si è occupato di questo perché lei probabilmente fa altro, mi è piaciuto da morire che lui abbia fatto questo semplicemente perché entrambi danno all'altra ciò che possono. Due persone perfettamente in grado di agire da sole ma che insieme si danno quel qualcosa in più...
Ok, non so come mai un fatto così semplice come piantare un albero in giardino abbia scatenato in me tutte queste congetture... ma questa idea di due persone che insieme collaborano per qualcosa di più grande... mi piace un casino.
Forse perché nella mia famiglia non è mai andata proprio così. Prima era mia nonna a portare i pantaloni, come si dice, e poi mia mamma a risolvere un sacco di casini (altro che sesso debole...) ma questa collaborazione tra due persone che stanno insieme mi sembra magica!
e la voglio anche per me!!!!!!!!!!!!!!!!!
Alla fine ieri non sono più uscita. Ma va?!?
Alla fine ieri non sono più uscita. Ok, in parte non è dipeso da me: dover aspettare fin dopo le 17 non ha aiutato alla causa, ma fondamentalmente non sono andata perché ero immersa nel panico fino al collo. Può essere perché mi ero stancata troppo prima, cosa che comunque non gioca a mio favore: davvero ci si può conciare così per un'ora, o anche due se proprio, di lavori domestici? Ma se succede evidentemente si può... per cui... oggi comincio già la giornata tesissima, chissà fino a che punto arriverò.
Di "positivo" c'è stato che, male come stavo, non ho mangiato schifezze dopo cena...
In ogni caso mi sto rendendo conto che non ho più nemmeno voglia (forza) né di scrivere né di leggere. Sto mettendo in piedi uno sforzo enorme, spero di avere almeno il buonsenso di arrivare in fondo, per evitare di aver sprecato altro tempo e un milione di energie in un nulla di fatto.
Insomma, spero vivamente che prima o poi questo diario possa cominciare ad avere al suo interno annotazioni un po' diverse. Più allegre.
Di "positivo" c'è stato che, male come stavo, non ho mangiato schifezze dopo cena...
In ogni caso mi sto rendendo conto che non ho più nemmeno voglia (forza) né di scrivere né di leggere. Sto mettendo in piedi uno sforzo enorme, spero di avere almeno il buonsenso di arrivare in fondo, per evitare di aver sprecato altro tempo e un milione di energie in un nulla di fatto.
Insomma, spero vivamente che prima o poi questo diario possa cominciare ad avere al suo interno annotazioni un po' diverse. Più allegre.
lunedì 15 maggio 2017
muoversi, che fatica!
In attesa dell'uscita, che ammesso io riesca a farla, potrà esserci solo dopo le 17, ho fatto alcune faccende domestiche, nulla di trascendentale in realtà, normale routine letti/lenzuola/coperte...
AIUTO!!! Una fatica assurda anche solo muovermi. In effetti quei chili in più che ho preso, si fanno sentire eccome! Già prima, ma ora mi sembra mi si spezzi la schiena ogni volta che faccio due movimenti.
Ho buttato via una borsa piena di involucri di dolci... non saranno abbuffate ma resta comunque un disastro. Ogni tanto riesco a staccare il problema obesità da tutto il resto e mi spavento. Se non perdo un po' di peso mi aspettano dolori ovunque... :(
AIUTO!!! Una fatica assurda anche solo muovermi. In effetti quei chili in più che ho preso, si fanno sentire eccome! Già prima, ma ora mi sembra mi si spezzi la schiena ogni volta che faccio due movimenti.
Ho buttato via una borsa piena di involucri di dolci... non saranno abbuffate ma resta comunque un disastro. Ogni tanto riesco a staccare il problema obesità da tutto il resto e mi spavento. Se non perdo un po' di peso mi aspettano dolori ovunque... :(
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domenica 14 maggio 2017
mi chiedo solo...
... saprò ancora essere felice?
cosa è che fa così paura del passato?
Alla fine la visita di quella nostra ex vicina di casa è stata meno difficile del previsto, sì ero un po' in tensione e questo mi ha regalato un po' di mal di testa a metà pomeriggio ma tutto sommato è andato bene. Però mi sono chiesta: cosa è che fa così paura del passato? DI quel passato che mi vedeva una ragazzina allegra e felice?
Il fatto che io abbia disatteso obiettivi, scadenze, tappe? Indubbiamente sì ma non solo.
Il fatto che senta semplicemente nostalgia per tempi più facili? Come sopra, sì ma non solo.
Credo che il vero nocciolo della questione, quello che davvero fa più male di tutto è ricordarmi di un tempo in cui vivere per me era davvero una cosa istintiva, e lo facevo bene con un sano equilibrio tra mille cose, e soprattutto con la giusta serenità. Sapevo vivere e poi ho smesso di saperlo fare, questo è quello che fa più male.
Dicono che bisogna lasciarsi il passato alle spalle per andare avanti. Be', nel mio caso posso dire che devo lasciarmi il passato più recente alle spalle e andare alla ricerca di quella me che, pur giovane, sapeva come stare al mondo molto meglio della me trentenne. Questi dieci anni mi hanno proprio segato le gambe per ciò che riguarda il saper vivere.
Serve ricominciare tutto da capo.
Mirando all'essenziale: STARE BENE.
Buon lavoro.
Il fatto che io abbia disatteso obiettivi, scadenze, tappe? Indubbiamente sì ma non solo.
Il fatto che senta semplicemente nostalgia per tempi più facili? Come sopra, sì ma non solo.
Credo che il vero nocciolo della questione, quello che davvero fa più male di tutto è ricordarmi di un tempo in cui vivere per me era davvero una cosa istintiva, e lo facevo bene con un sano equilibrio tra mille cose, e soprattutto con la giusta serenità. Sapevo vivere e poi ho smesso di saperlo fare, questo è quello che fa più male.
Dicono che bisogna lasciarsi il passato alle spalle per andare avanti. Be', nel mio caso posso dire che devo lasciarmi il passato più recente alle spalle e andare alla ricerca di quella me che, pur giovane, sapeva come stare al mondo molto meglio della me trentenne. Questi dieci anni mi hanno proprio segato le gambe per ciò che riguarda il saper vivere.
Serve ricominciare tutto da capo.
Mirando all'essenziale: STARE BENE.
Buon lavoro.
sabato 13 maggio 2017
il passato che ritorna e mi fa stare da schifo
Da che ho saputo della visita di quella signora domani, sto da schifo. Dubito che riuscirò ad uscire oggi, tanto per cambiare.
Giuro, questo senso di inadeguatezza perenne prima o poi finirà per farmi impazzire del tutto.
Giuro, questo senso di inadeguatezza perenne prima o poi finirà per farmi impazzire del tutto.
il passato che ritorna
Domani a pranzo viene una signora che conosciamo da anni, una ex vicina di casa. Questo tipo di visite mi mandano più in crisi di altre. Molto più in crisi. L'ultima volta che l'ho vista è stato più o meno 2 anni fa. E cosa è cambiato in questi 2 anni? Nulla.
Con le persone che vedo più di frequente, mi sembra di avere qualcosa da dire, le piccole cose quotidiane che mi succedono... sì, spesso sono più lamentele che altro ma almeno succede qualcosa. Ma se devo fare il riassunto per sintetizzare 2 anni, be' semplicemente non è successo niente di cui valga la pena parlare. Niente. Anche allora cercavo di perdere peso, anche allora combattevo per uscire, anche allora ero impantanata in uno schifo per lo studio.
E fa male rendersene conto soprattutto perché non sono considerazioni che possono dare la forza per cambiare. Sottolineano solo il tempo perso.
Tra l'altro questa signora è una che c'era quando stavo davvero bene, quando da ragazzina mi sembrava di avere il mondo in mano e mi fa un male cane confrontare ogni volta la situazione di allora con quella presente.
Non ho mai creduto di essere chissà chi o di meritarmi chissà cosa ma di certo non pensavo che questi anni sarebbero andati così, tra malessere, fallimenti, solitudine, e un niente che costella ogni cosa.
Per questo a volte anche la scrittura nella mia testa potrebbe diventare un faro, una luce in questo buio, ma anche lì, nulla di fatto. Nulla di niente.
Con le persone che vedo più di frequente, mi sembra di avere qualcosa da dire, le piccole cose quotidiane che mi succedono... sì, spesso sono più lamentele che altro ma almeno succede qualcosa. Ma se devo fare il riassunto per sintetizzare 2 anni, be' semplicemente non è successo niente di cui valga la pena parlare. Niente. Anche allora cercavo di perdere peso, anche allora combattevo per uscire, anche allora ero impantanata in uno schifo per lo studio.
E fa male rendersene conto soprattutto perché non sono considerazioni che possono dare la forza per cambiare. Sottolineano solo il tempo perso.
Tra l'altro questa signora è una che c'era quando stavo davvero bene, quando da ragazzina mi sembrava di avere il mondo in mano e mi fa un male cane confrontare ogni volta la situazione di allora con quella presente.
Non ho mai creduto di essere chissà chi o di meritarmi chissà cosa ma di certo non pensavo che questi anni sarebbero andati così, tra malessere, fallimenti, solitudine, e un niente che costella ogni cosa.
Per questo a volte anche la scrittura nella mia testa potrebbe diventare un faro, una luce in questo buio, ma anche lì, nulla di fatto. Nulla di niente.
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diario alimentare settimanale... un giorno dopo...
... rispetto all'aumento di peso recente... devo anche ammettere se sono onesta, e se non lo sono peggio per me, che ho già avuto delle conseguenze spiacevoli. Intanto tutta la ciccia sulla pancia fa l'effetto gravidanza al termine: preme sulla vescica e mi sembra di dover far pipì ogni 2 per 3, inoltre le gambe mi fanno male. Ed è la cattiva circolazione.
Insomma, mia nonna quando aveva 90 anni aveva meno fastidi di me di questo tipo... anche perché per le ossa non è che sia una bellezza avere il doppio del peso da portare di quello che dovrebbero.
è una mattina strana, non in senso negativo ma nel senso che ho voglia, sento il bisogno di fare qualcosa. di migliorare la mia situazione. Sento più energia, forse l'effetto delle uscite comincia a farsi sentire... sarebbe bellissimo.
Per cui oggi pomeriggio uscirò di nuovo e magari evitiamo di comprare porcherie eh! O almeno tentiamoci...
Insomma, mia nonna quando aveva 90 anni aveva meno fastidi di me di questo tipo... anche perché per le ossa non è che sia una bellezza avere il doppio del peso da portare di quello che dovrebbero.
è una mattina strana, non in senso negativo ma nel senso che ho voglia, sento il bisogno di fare qualcosa. di migliorare la mia situazione. Sento più energia, forse l'effetto delle uscite comincia a farsi sentire... sarebbe bellissimo.
Per cui oggi pomeriggio uscirò di nuovo e magari evitiamo di comprare porcherie eh! O almeno tentiamoci...
venerdì 12 maggio 2017
computer, internet e shoppng on line
Alcuni anni fa c'è stato un periodo in cui avevo perennemente voglia di giocare al pc. Dal momento che sembrava l'unica cosa che destava in me un certo interesse, assecondavo questo desiderio. In fondo mi sembrava l'unica cosa che mi tenesse sveglia, attiva in un certo qual senso. Poi la cosa si è attenuata, eppure ho come l'impressione che in questi anni di clausura forzata il computer e internet abbiano avuto un ruolo determinante. A volte mi dico che mi hanno salvata dall'apatia più totale, a volte che mi abbiano rovinata del tutto, cioè senza questi interessi magari avrei avvertito prima l'urgenza di uscire? E poi, ovviamente lo shopping on-line è comodissimo, trovi molte più cose e tutte insieme ma di fatto anche il semplice andare il libreria per un libro sparisce dietro una consegna, star male per uscire a comprare qualcosa quando puoi averlo direttamente a casa? non c'è confronto, o no? Probabilmente per settimane il fattorino delle consegne era la persona che vedevo più di frequente.
Per certi versi, internet mi ha permesso di adagiarmi ancora. Mi ha aiutata da un lato e affossata dall'altro. L'ennesima medaglia con le sue due facce.
Per certi versi, internet mi ha permesso di adagiarmi ancora. Mi ha aiutata da un lato e affossata dall'altro. L'ennesima medaglia con le sue due facce.
incompronsione & co.
A prescindere da tutto, credo che comunque quello che mi aspetta è molta incomprensione, anche da chi mi sta più vicino, detto senza biasimo, solo come lettura dei dati. Già il panico è una malattia poco compresa in senso astratto, stare male solo perché si tenta di condurre una vita 'normale' è un concetto che ai più sfugge. Va bene, prendiamone atto e andiamo avanti. In fondo tutti avranno qualcosa per i quali non vengono capiti.
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Diario Alimentare settimamale
Anche questa mattina, come ieri, pago la botta del panico del giorno prima. Dormo anche bene ma mi sveglio completamente intontita, dolorante e frastornata. In più oggi è il giorno della bilancia che impietosa mi dice 127 kg. Ero abbastanza consapevole che il calo della settimana scorsa doveva essere una fluttuazione piuttosto casuale e inesatta.
E torniamo al problema principale: posso sacrificare più o meno tutto sull'altare delle uscite in questa fase, davvero. Ma quasi tutto, non tutto! E aumentare ancora di peso no! Il problema è che quando rientro sono troppo stanca anche solo per la ciclette e/o tapis roulant e in giro, a parte casi come ieri e l'ora di camminata, è più il tempo e lo stress del muoversi in auto (Di cui comunque ho bisogno perché devo essere in grado di farlo) che il tempo del vero movimento fisico. In compenso ogni giorno compro qualcosa da mangiare. Dolci per intenderci che poi mangio. L'idea di andare a comprare qualcosa da mangiare è l'obiettivo, l'input per uscire di casa, ma così è troppo. Per cui anche qui occorre una strategia. Una via di mezzo accettabile sarebbe almeno alternare, per cui sulle 5/6 uscite settimanali, in 1 va bene qualcosa al supermercato, ma qualcosa non un carrello pieno, in 1 anche qualcosa dalla pasticceria, poi una terza magari un paio di orecchini di bigiotteria, una provo a non comprare nulla, 1 qualcosa in cartoleria (Altro negozio per cui vado matta) e via così. In un altro contesto pensavo alla spesa troppo alta per altre cose che non fosse il cibo ma a dirla tutta meno di 10-15 euro per i dolci non li spendo e con quella cifra ci sta anche un libro, o gli orecchini... Insomma sarà più impegnativo ma posso trovare una strada diversa, se mi sforzo di cercarla però.
Inoltre... Uno degli aspetti di queste uscite è che arrivo a sera, tra panico e stress, stremata. Fatico a tenere gli occhi aperti anche solo fino alle 23. Ma perché sforzarsi? Il grosso del cibo in più lo mangio proprio dopo quell'ora, se verso le 21 mi dessi il colpo di grazia con una tisana di quelle rilassanti, e crollassi, eviterei di mangiare.
Sì, il punto è quella sensazione stronza per cui mi sembra di punirmi se mi levo anche quella consolazione ma non è così cavoli. E il mal di gambe che ho questa mattina dovrebbe esserne la prova.
Per la prima volta da anni posso davvero dire che sto facendo qualcosa di concreto e di diverso per la mia salute. Evidentemente è perché sono pronta, allora chi lo sa che sia più facile del previsto, o meglio, meno impossibile di quanto credo, provare a correggere il tiro anche in questo frangente? Comunque conviene provare.
10000 passi al giorno.
uscite il più possibile.
dolci solo 2 volte alla settimana.
Proviamo...
E torniamo al problema principale: posso sacrificare più o meno tutto sull'altare delle uscite in questa fase, davvero. Ma quasi tutto, non tutto! E aumentare ancora di peso no! Il problema è che quando rientro sono troppo stanca anche solo per la ciclette e/o tapis roulant e in giro, a parte casi come ieri e l'ora di camminata, è più il tempo e lo stress del muoversi in auto (Di cui comunque ho bisogno perché devo essere in grado di farlo) che il tempo del vero movimento fisico. In compenso ogni giorno compro qualcosa da mangiare. Dolci per intenderci che poi mangio. L'idea di andare a comprare qualcosa da mangiare è l'obiettivo, l'input per uscire di casa, ma così è troppo. Per cui anche qui occorre una strategia. Una via di mezzo accettabile sarebbe almeno alternare, per cui sulle 5/6 uscite settimanali, in 1 va bene qualcosa al supermercato, ma qualcosa non un carrello pieno, in 1 anche qualcosa dalla pasticceria, poi una terza magari un paio di orecchini di bigiotteria, una provo a non comprare nulla, 1 qualcosa in cartoleria (Altro negozio per cui vado matta) e via così. In un altro contesto pensavo alla spesa troppo alta per altre cose che non fosse il cibo ma a dirla tutta meno di 10-15 euro per i dolci non li spendo e con quella cifra ci sta anche un libro, o gli orecchini... Insomma sarà più impegnativo ma posso trovare una strada diversa, se mi sforzo di cercarla però.
Inoltre... Uno degli aspetti di queste uscite è che arrivo a sera, tra panico e stress, stremata. Fatico a tenere gli occhi aperti anche solo fino alle 23. Ma perché sforzarsi? Il grosso del cibo in più lo mangio proprio dopo quell'ora, se verso le 21 mi dessi il colpo di grazia con una tisana di quelle rilassanti, e crollassi, eviterei di mangiare.
Sì, il punto è quella sensazione stronza per cui mi sembra di punirmi se mi levo anche quella consolazione ma non è così cavoli. E il mal di gambe che ho questa mattina dovrebbe esserne la prova.
Per la prima volta da anni posso davvero dire che sto facendo qualcosa di concreto e di diverso per la mia salute. Evidentemente è perché sono pronta, allora chi lo sa che sia più facile del previsto, o meglio, meno impossibile di quanto credo, provare a correggere il tiro anche in questo frangente? Comunque conviene provare.
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giovedì 11 maggio 2017
Rebekka F
Rebekka F. & Lady Purple
·
Una vacanza per ricominciare a sognare.
- temporale d'agostola realtà che mi aspetta
·
Un errore splendido.
·
E se ci volesse il mare?
·
Sospiri nell’anima
·
Tutto il tempo del mondo- le mille note di un
amore.
·
Non serve tempo! Quando lo sai, lo sai!
·
Perché la vita mi ha portato fino a te!
·
Cara Azzurra…
·
E adesso? Adesso… NOI!!!
·
Primavera… la rinascita del cuore
·
Una rosa petali di piacere
·
Della mia vita.
·
“Scrivo perché…”
·
Una casa, tre piani da vivere, tre piani
d’amore.
leparoledirebekkaf.blogspot.com
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amo quello che faccio
Una cosa positiva di questo periodo, perché in effetti alcune cose positive ci sono, è che mi stanno venendo in mente alcune trame per futuri libri. Non so, forse l'aria fresca aiuta, poi non sempre ho le energie per metterli in cantiere ma per ora meglio di niente.
Come ho detto più di una volta, il mio sogno più grande sarebbe potermi mantenere economicamente così. Certo, forse non sarà con gli e-book che diventerò ricca ma questo è ciò che sogno. Del resto non riuscirei a smettere nemmeno volendo.
E non voglio.
Credo che il mio peggior difetto a questo punto è la fretta. Progetto magari un libro di 250 pagine, arrivo a malapena a 170. Perché? Per un motivo banalissimo, vorrei guadagnare qualcosa e così mi butto. Non sarà nobile farlo solo per soldi, e infatti non è così, o avrei già smesso, ma i soldi servono e questo è il mio sogno lavorativo.
Bo', speriamo di riuscire a trovare una strada che funzioni perché io amo quello che faccio e potermi mantenere così, be' sarebbe un sogno!!!
Rebekka F.
Come ho detto più di una volta, il mio sogno più grande sarebbe potermi mantenere economicamente così. Certo, forse non sarà con gli e-book che diventerò ricca ma questo è ciò che sogno. Del resto non riuscirei a smettere nemmeno volendo.
E non voglio.
Credo che il mio peggior difetto a questo punto è la fretta. Progetto magari un libro di 250 pagine, arrivo a malapena a 170. Perché? Per un motivo banalissimo, vorrei guadagnare qualcosa e così mi butto. Non sarà nobile farlo solo per soldi, e infatti non è così, o avrei già smesso, ma i soldi servono e questo è il mio sogno lavorativo.
Bo', speriamo di riuscire a trovare una strada che funzioni perché io amo quello che faccio e potermi mantenere così, be' sarebbe un sogno!!!
Rebekka F.
un fiume in piena di emozioni
Alla fine questa mattina non sono riuscita ad andare ma, potendo per le lezioni, sono uscita oggi. Mio zio aveva bisogno di un passaggio e così, come si dice, ho preso due piccioni con una fava. Sono uscita di casa alle 14-40 per rientrare più o meno sconvolta alle 17.20.
Ho preso un dolce(sob) ma è talmente dolce che credo se lo mangeranno mia mamma e mio zio. ( meglio per me)
Allora... note positive? ho camminato per un'ora e questo fa bene.
Note negative? sono stata malissimo.
Allora, punto 1- tralasciamo il perenne livello base di panico... in un paio di occasioni mi sono ritrovata ferma al semaforo rosso bloccata, non potevo andare avanti, non potevo andare indietro... istanti di puro terrore, pensavo di impazzire. In effetti sul tempo totale passato fuori, sono questi momenti che ti segano le gambe, momenti brevi ma che ti stravolgono.
Punto 2- mi sono ritrovata per un po' in un parcheggio di fronte ad un asilo nido. Arrivavo da uno dei momenti più critici per il panico, vedevo le famiglie, i bimbi... senza accorgermene stavo piangendo. Perché? Perché ho avuto la percezione che non sarò mai in grado di avere dei figli. Sono troppi gli anni in cui ho perso il controllo su me stessa per pensare che le cose miglioreranno al punto da permettermi di avere un figlio. Un compagno forse, un figlio no. E mi sono sentita vuota, oltre che esausta.
Mi chiedo se sarà sempre così: ogni volta che esco, sarò sommersa da un'infinità di emozioni potentissime e in linea di massima spiacevoli?
Vedremo...
Ho preso un dolce(sob) ma è talmente dolce che credo se lo mangeranno mia mamma e mio zio. ( meglio per me)
Allora... note positive? ho camminato per un'ora e questo fa bene.
Note negative? sono stata malissimo.
Allora, punto 1- tralasciamo il perenne livello base di panico... in un paio di occasioni mi sono ritrovata ferma al semaforo rosso bloccata, non potevo andare avanti, non potevo andare indietro... istanti di puro terrore, pensavo di impazzire. In effetti sul tempo totale passato fuori, sono questi momenti che ti segano le gambe, momenti brevi ma che ti stravolgono.
Punto 2- mi sono ritrovata per un po' in un parcheggio di fronte ad un asilo nido. Arrivavo da uno dei momenti più critici per il panico, vedevo le famiglie, i bimbi... senza accorgermene stavo piangendo. Perché? Perché ho avuto la percezione che non sarò mai in grado di avere dei figli. Sono troppi gli anni in cui ho perso il controllo su me stessa per pensare che le cose miglioreranno al punto da permettermi di avere un figlio. Un compagno forse, un figlio no. E mi sono sentita vuota, oltre che esausta.
Mi chiedo se sarà sempre così: ogni volta che esco, sarò sommersa da un'infinità di emozioni potentissime e in linea di massima spiacevoli?
Vedremo...
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e i misteri delle galassie
Ovviamente le mattinate successive a giornate ad alto tasso di panico come ieri sono arricchite da un bel mal di testa. Passerà... sto cercando di sforzarmi per uscire tra una mezz'ora al massimo. Vedremo.
Nel frattempo mi sono persa per qualche minuto a leggere alcuni articoli su universi, buchi neri, galassie che si scontrano... Ecco, francamente tra le mille cose che mi fanno mancare il fiato dalla paura c'è anche questo aspetto dell'universo. Buchi neri che inghiottono tutto... Tutto! E che va a finire dove poi? Sono domande tanto più grandi del mio piccolo cervellino che davvero mi inquietano fin nel profondo. DI fronte a tali fenomeni poi è tutto così relativo, così piccolo, così ininfluente... Chissà, magari senza farsene un'ossessione, sono anche pensieri che aiutano a ristabilire un po' d'ordine e di priorità nelle paure quotidiane.
Forse...
Nel frattempo mi sono persa per qualche minuto a leggere alcuni articoli su universi, buchi neri, galassie che si scontrano... Ecco, francamente tra le mille cose che mi fanno mancare il fiato dalla paura c'è anche questo aspetto dell'universo. Buchi neri che inghiottono tutto... Tutto! E che va a finire dove poi? Sono domande tanto più grandi del mio piccolo cervellino che davvero mi inquietano fin nel profondo. DI fronte a tali fenomeni poi è tutto così relativo, così piccolo, così ininfluente... Chissà, magari senza farsene un'ossessione, sono anche pensieri che aiutano a ristabilire un po' d'ordine e di priorità nelle paure quotidiane.
Forse...
mercoledì 10 maggio 2017
tuffo nel passato
... e mi ritrovo a guardare il film 'tesoro mi si sono ristretti i ragazzi' :)
Non ricordo in che anno sia uscito, ma di certo la prima volta che l'ho visto ero piccina piccina e che avventura avevo vissuto con i protagonisti del film... <3 <3 <3
Era tutto più semplice allora, giustamente e che nostalgia...
Non ricordo in che anno sia uscito, ma di certo la prima volta che l'ho visto ero piccina piccina e che avventura avevo vissuto con i protagonisti del film... <3 <3 <3
Era tutto più semplice allora, giustamente e che nostalgia...
terzo pensiero del giorno
Sono quasi le 23 e questa giornata volge al suo termine. Per molti versi è stata istruttiva. Positiva. Ma anche questa sera andando all'incontro con i ragazzi il panico è venuto a farmi visita, e, tra l'altro, cosa molto insolita, anche quando me ne sono tornata a casa. Ora mi guarderò un film/telefilm per rilassarmi un po'. Domani mattina spero di riuscire ad uscire ancora, ma resta il fatto che è dura, e mi chiedo: almeno in questa fase iniziale, devo aspettarmi un aumento significativo del panico? Manco a dirlo, sono spaventata.
... e imparare cose nuove
Quindi, come detto nel post precedente, il mio lavoro con gli adolescenti andrà implementato, motivo per cui ho appena ordinato una certa quantità di libri che saranno il mio impegno estivo. Tutti libri sugli adolescenti e le loro dinamiche, così che possa avere alcuni strumenti teorici da affiancare a quelli pratici per poter andare avanti e poterlo fare sempre meglio. Con impegno, con passione e la giusta strategia. Per farli stare meglio, perché a volte un 4 in matematica è solo il sintomo di una lacuna prettamente didattica, a volte è la porta verso un disagio interiore e io voglio imparare a capirlo, imparare ad entrare e fare la differenza. Voglio che la mia esperienza serva a qualcosa.
Serva a qualcuno.
💖💖💖💖
Serva a qualcuno.
💖💖💖💖
Andare oltre ....
Me ne esco ora da due ore di prove per tentare di mettere insieme un potenziale gruppo di abiti per la mia incursione vacanziera. Cosa che quando si pesa più di 120 kg è ad alto rischio ma invece, grazie a qualche acquisto fatto nei mesi passati, posso dire di avere già la valigia pronta... ;) Poi magari non riuscirò cmq ad andare ma per lo meno sono già attrezzata <3
In ogni caso... questa mattina psicologa, onestamente ero preoccupata di non riuscire a dirle come mi sono sentita dopo l'ultimo colloquio, e sarebbe stato sbagliato e grave. Invece ce l'ho fatta e in conclusione ci avevo visto giusto: quello che lei voleva da me era solo una conferma della mia convinzione di fare la strada giusta. E così è. Stando così le cose, il suo consiglio è quello di osare di più con i ragazzi che seguo. Andare oltre la semplice lezioncina, avvicinarli sempre di più anche a livello introspettivo, e soprattutto inventarsi nuove formule per coinvolgerli con lezioni non solo singole ma a piccoli gruppi. Inoltre essere super diretta con i genitori. Secondo lei ho tutto il diritto per farlo.
Detto questo... io spero di riuscire ad affiancare i titoli universitari alla cosa, ma se non dovessi farcela, potrei comunque pensare di andare avanti così. Potrei davvero.
Anche per lei però, le uscite, proprio fini a se stesse, sono essenziali. Poi si può accompagnare qualcuno, andare a fare una commissione dal ferramenta, passeggiare o leggere in auto. Ciò che conta è uscire di casa il più possibile. Cioè comportarsi poi in modo normale, tra la gente. Uscire dal mio mondo per entrare in uno più autentico. E faccio fatica, ma mi fa bene. E direi mi fa bene anche in modo immediato, il mio umore ne è una prova.
Le strade sono qui pronte per essere percorse.
E chissà che questo non dia un colore completamente nuovo anche al mio modo di scrivere, e di guadagnare... ;)
In ogni caso... questa mattina psicologa, onestamente ero preoccupata di non riuscire a dirle come mi sono sentita dopo l'ultimo colloquio, e sarebbe stato sbagliato e grave. Invece ce l'ho fatta e in conclusione ci avevo visto giusto: quello che lei voleva da me era solo una conferma della mia convinzione di fare la strada giusta. E così è. Stando così le cose, il suo consiglio è quello di osare di più con i ragazzi che seguo. Andare oltre la semplice lezioncina, avvicinarli sempre di più anche a livello introspettivo, e soprattutto inventarsi nuove formule per coinvolgerli con lezioni non solo singole ma a piccoli gruppi. Inoltre essere super diretta con i genitori. Secondo lei ho tutto il diritto per farlo.
Detto questo... io spero di riuscire ad affiancare i titoli universitari alla cosa, ma se non dovessi farcela, potrei comunque pensare di andare avanti così. Potrei davvero.
Anche per lei però, le uscite, proprio fini a se stesse, sono essenziali. Poi si può accompagnare qualcuno, andare a fare una commissione dal ferramenta, passeggiare o leggere in auto. Ciò che conta è uscire di casa il più possibile. Cioè comportarsi poi in modo normale, tra la gente. Uscire dal mio mondo per entrare in uno più autentico. E faccio fatica, ma mi fa bene. E direi mi fa bene anche in modo immediato, il mio umore ne è una prova.
Le strade sono qui pronte per essere percorse.
E chissà che questo non dia un colore completamente nuovo anche al mio modo di scrivere, e di guadagnare... ;)
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c'è un tempo per pensare e uno per agire
Alle 11 avrò l'incontro con la psicoterapeuta, curiosamente dopo l'ultimo incontro in cui mi sembrava mi avesse fatto a pezzi, per certi versi mi sento più compatta e decisa che mai nelle mie scelte. In effetti credo sia la prima volta che vado con la sensazione di non aver nulla da dirle.
Poi la realtà dei fatti è un enorme cantiere aperto, prova ne è quanto sono stata male solo per essere uscita e la paura che mi fa una vacanza, con tutti i riflettori che accenderà su mille aspetti di una vita, questa che vivo, completamente vuota.
Eppure questo non mi sembra più il campo di una psicoterapeuta, questo mi pare il campo di una persona, io, che si deve impegnare ogni giorno per portare a casa un pezzettino di libertà in più. Non c'è più da pensare, c'è da agire. Non che sia facile, ma continuare a cercare teorie che non servono, mi distoglie dalla pratica, l'unica cosa che conta.
E la pratica deve essere proprio la gestione quotidiana nel tempo nelle sue molteplici sfaccettature. All'inizio sarà un disastro, mi stanco troppo e troppo in fretta, ma poi le cose cambieranno. Si tratta in pratica di un allenamento oramai, punto.
E se la prima fase è un 'mero' impegno ad uscire tanto per... la seconda, superati gli ostacoli della prima, sarà divisa in vari frangenti: impegno con lo studio e frequentare persone saranno i due più importanti, e con frequentare persone intendo cominciare a ipotizzare interessi e hobby da aggiungere a quelli vecchi, passo che però mi risulta impossibile per ora, se ogni volta che esco, mi sembra di diventare matta.
Il fatto è anche che in moltissimi scenari sul mio futuro professionale, anche quello più bello di me che scrivo, immagino un lavoro da consulente che mi porta in pratica ad essere spesso sola. Da qui, imprescindibile per il mio carattere anche se trascurato per tantissimi anni, il bisogno di avere altri sbocchi, altre opportunità di frequentare persone, magari anche all'incirca della mia età, ma non solo.
Insomma... occorre più che altro qualcuno che mi aiuti a sviluppare la mia forza di volontà a prescindere da quanto mi senta male, ma a questo punto è più una cosa meccanica che psichica. Certo, l'obesità e la mia situazione scolastico-lavorativa a 33 anni sono fattori che nel confronto con gli altri non mi fanno sentire a mio agio. Ma direi che non è una reazione patologica!!! Direi invece piuttosto sana, che si risolverà man mano che rientrerò nel mondo, e che mi farà sentire meglio in ogni caso, sia che perda peso e mi laurei, sia che non lo faccia (anche se sarebbe un gran peccato per me).
La strada è in salita, ma è una strada da percorrere un passo alla volta e proprio con i piedi, non con mille ricerche introspettive. E parlo di ora, non del fatto che non siano servite in passato, anzi!
Poi la realtà dei fatti è un enorme cantiere aperto, prova ne è quanto sono stata male solo per essere uscita e la paura che mi fa una vacanza, con tutti i riflettori che accenderà su mille aspetti di una vita, questa che vivo, completamente vuota.
Eppure questo non mi sembra più il campo di una psicoterapeuta, questo mi pare il campo di una persona, io, che si deve impegnare ogni giorno per portare a casa un pezzettino di libertà in più. Non c'è più da pensare, c'è da agire. Non che sia facile, ma continuare a cercare teorie che non servono, mi distoglie dalla pratica, l'unica cosa che conta.
E la pratica deve essere proprio la gestione quotidiana nel tempo nelle sue molteplici sfaccettature. All'inizio sarà un disastro, mi stanco troppo e troppo in fretta, ma poi le cose cambieranno. Si tratta in pratica di un allenamento oramai, punto.
E se la prima fase è un 'mero' impegno ad uscire tanto per... la seconda, superati gli ostacoli della prima, sarà divisa in vari frangenti: impegno con lo studio e frequentare persone saranno i due più importanti, e con frequentare persone intendo cominciare a ipotizzare interessi e hobby da aggiungere a quelli vecchi, passo che però mi risulta impossibile per ora, se ogni volta che esco, mi sembra di diventare matta.
Il fatto è anche che in moltissimi scenari sul mio futuro professionale, anche quello più bello di me che scrivo, immagino un lavoro da consulente che mi porta in pratica ad essere spesso sola. Da qui, imprescindibile per il mio carattere anche se trascurato per tantissimi anni, il bisogno di avere altri sbocchi, altre opportunità di frequentare persone, magari anche all'incirca della mia età, ma non solo.
Insomma... occorre più che altro qualcuno che mi aiuti a sviluppare la mia forza di volontà a prescindere da quanto mi senta male, ma a questo punto è più una cosa meccanica che psichica. Certo, l'obesità e la mia situazione scolastico-lavorativa a 33 anni sono fattori che nel confronto con gli altri non mi fanno sentire a mio agio. Ma direi che non è una reazione patologica!!! Direi invece piuttosto sana, che si risolverà man mano che rientrerò nel mondo, e che mi farà sentire meglio in ogni caso, sia che perda peso e mi laurei, sia che non lo faccia (anche se sarebbe un gran peccato per me).
La strada è in salita, ma è una strada da percorrere un passo alla volta e proprio con i piedi, non con mille ricerche introspettive. E parlo di ora, non del fatto che non siano servite in passato, anzi!
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martedì 9 maggio 2017
panico in uscita, o uscita nel panico.
Sono le 18.30 e io sono molto stanca. Verso mezzogiorno mi sono imposta di uscire, non è stata una cosa lunga, circa 45 minuti. Ma sono stata parecchio male e l'ennesimo attacco di panico per strada mi ha portato a piangere in auto. Vedevo le persone muoversi, in modo più o meno rilassato, e pensavo. Pensavo che non esiste una vita in cui non ci si debba muovere. Ogni giorni è fatto da mille impegni, dai più banali, come la spesa ad esempio, da quelli meno regolari, come il rinnovo della carta di identità o della patente. Per ogni oggetto che si usa, c'è probabilmente un motivo per uscire. Revisioni auto, il computer che non va, il cellulare, la tv... mille cose che esigono tu esca di casa. Pensavo a questo mentre i brividi mi avvolgevano. Non ho idea della strada che mi aspetta. No davvero. L'unica cosa che so è che sarà lunga e difficile. Oggi ho avuto due ore di lezione, sono andate bene ma per assurdo risentivo ancora dell'attacco di panico avuto fuori. Come ora, che a distanza di ore sono ancora stanca.
Poi non so, quando un mio libro venduto, uno dei pochi, viene rimborsato, provo un'amarezza assurda. Una grande tristezza perché vorrei funzionasse e invece no. Anche quello rientra nell'infinito elenco di quello che non va.
Peccato, davvero un grande peccato.
Poi non so, quando un mio libro venduto, uno dei pochi, viene rimborsato, provo un'amarezza assurda. Una grande tristezza perché vorrei funzionasse e invece no. Anche quello rientra nell'infinito elenco di quello che non va.
Peccato, davvero un grande peccato.
un'estate al mare... forse
Il 31 maggio dovrei partire per il mare. O forse sarebbe meglio cominciare a dire PARTIRò PER IL MARE, il tono più assoluto, perché lasciare spazio ai tentennamenti qui è deleterio. Il fatto è che ne sono terrorizzata e qui si manifesta l'ennesima follia del panico. Davvero, si può avere tanta paura per andare in vacanza? Che poi, non è una vacanza stile notti brave, è semplicemente un salutare cambio di aria per un po'. Certo, visto il mio problema dell'obesità anche mettersi in costume può essere un grosso disagio, ma non mi ci metterò. Ho giornate solo per camminare, prendere aria, cambiare un po' prospettiva, vista, profumi, suoni...
Perché è così terribile? A volte credo sia perché mi verrebbero a mancare i punti di riferimento della non-vita che faccio qui, altre ho la certezza che dipenda anche dal fatto che vedere quel luogo, anche se vissuto non in maniera proprio esagerata come una vacanza con gli amici, sia solo uno specchio che mi fa vedere il niente in cui si è trasformata la mia vita qui da più di 10 anni, ed è quindi molto doloroso...
Che tristezza... essere spaventata da una vacanza, bo... è qualcosa che proprio va oltre ogni minima comprensione, anche da parte mia...
La cosa comica è che a volte immagino di passare davvero tutta l'estate via, tre mesi là, passati a leggere, scrivere... e mi sembra bellissimo. Poi 10 giorni diventano impossibili, forse perché i secondi sono realtà, la prima opzione solo una fantasia lontana?
Perché è così terribile? A volte credo sia perché mi verrebbero a mancare i punti di riferimento della non-vita che faccio qui, altre ho la certezza che dipenda anche dal fatto che vedere quel luogo, anche se vissuto non in maniera proprio esagerata come una vacanza con gli amici, sia solo uno specchio che mi fa vedere il niente in cui si è trasformata la mia vita qui da più di 10 anni, ed è quindi molto doloroso...
Che tristezza... essere spaventata da una vacanza, bo... è qualcosa che proprio va oltre ogni minima comprensione, anche da parte mia...
La cosa comica è che a volte immagino di passare davvero tutta l'estate via, tre mesi là, passati a leggere, scrivere... e mi sembra bellissimo. Poi 10 giorni diventano impossibili, forse perché i secondi sono realtà, la prima opzione solo una fantasia lontana?
lunedì 8 maggio 2017
E un'altra settimana ha preso il via...
E un'altra settimana ha preso il via... e c'è bisogno di dirlo? è cominciata malissimo. Mi sono svegliata in preda ad un bell'attacco di panico e sono quasi tre ore che girovago cercando di tranquillizzarmi e di cercare di capire che fare. Non sono uscita ieri, non so se riuscirò oggi, magari vedrò di sforzarmi dopo verso le 18 dopo l'ultima lezione del giorno. Credo mi serva.
In ogni caso... primo passo: uscite, secondo su cui lavorare: il tempo e come lo uso, nel senso che non posso permettermi di perderne così tanto, passare lunghe pause così non fa che aumentare la mia irrequietezza, mi serve avere un programma deciso e schematico per cui, da domani, si ricomincia a studiare, almeno un paio di materie. Se mettiamo nel calderone tutto, un'ora/un'ora e mezza di uscita, idem di ginnastica, quelle delle lezioni, qualcosa per la scrittura, credo che un paio d'ore al giorno di studio saltino fuori, e forse sarebbe la quantità giusta per cercare di riprendere in mano la questione in un modo sensato. In ogni caso è imperativo smetterla di passare il tempo a non fare un tubo così, lo faccio perché ho il panico ma questo modo di fare non fa che peggiorare il mio malessere. Punto.
Vediamo se sono pronta ad aggiungere anche questo passo.
speriamo.
In ogni caso... primo passo: uscite, secondo su cui lavorare: il tempo e come lo uso, nel senso che non posso permettermi di perderne così tanto, passare lunghe pause così non fa che aumentare la mia irrequietezza, mi serve avere un programma deciso e schematico per cui, da domani, si ricomincia a studiare, almeno un paio di materie. Se mettiamo nel calderone tutto, un'ora/un'ora e mezza di uscita, idem di ginnastica, quelle delle lezioni, qualcosa per la scrittura, credo che un paio d'ore al giorno di studio saltino fuori, e forse sarebbe la quantità giusta per cercare di riprendere in mano la questione in un modo sensato. In ogni caso è imperativo smetterla di passare il tempo a non fare un tubo così, lo faccio perché ho il panico ma questo modo di fare non fa che peggiorare il mio malessere. Punto.
Vediamo se sono pronta ad aggiungere anche questo passo.
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domenica 7 maggio 2017
domenica di nulla
Come spesso accade, la domenica si dimostra molto più complessa degli altri giorni. Ci sta non avere lezioni, riposarsi, rilassarsi. Ci sta anche, a fronte dell'impegno e della fatica degli altri giorni settimanali, non imporsi dei doveri. Ci starebbe tutto insomma, solo che poi qualcosa non va. Domenica scorsa, per esempio, mi ritrovavo a sera, soddisfatta e riposata per aver passato la giornata leggendo. Oggi non sono riuscita a fare nemmeno quello. Sono nervosa, e forse, la situazione è arrivata ad un punto tale per cui, anche oggi sarebbe stato più sensato arrivare a sera stanca e provata per essere uscita, piuttosto che questo stato di noia/ansia che mi attanaglia lo stomaco.
Non so, forse dovrei inventarmi qualcosa... ad esempio chattare un po'. Perché ci può stare che abbia bisogno di un giorno per rifiatare, ma non mi serve passarlo così nel nulla! Anzi, mi fa stare anche peggio.
Tra l'altro, la scuola sta per arrivare al suo termine, tra un mese le lezioni saranno finite, e al netto di qualche ora per qualche debito da recuperare, devo per forza trovare un'alternativa. Dovrò uscire di casa più che posso, ma per i giorni di pausa: occorre una strategia!!!
Vediamo di trovarla!!! Del resto è da un po' che lo vado dicendo: il panico mi ha tolto la capacità di vivere, proprio ho perso l'abc.
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come si impara a confrontarsi davvero?
Cosa occorre per essere pronti per un confronto? Io non lo so, ma non sono sicura di esserlo. Mi pesano i giudizi negativi, mi danno fastidio molti atteggiamenti arroganti che ora vanno per la maggiore per i quali basta urlare e chissenefrega di cosa si dice... eppure il confronto con gli altri dovrebbe essere alla base, pur senza pensare di cambiare poi la propria opinione. Dovrebbe. Ma come si impara? C'entra l'insicurezza? è intolleranza? bo!
ho fatto dei concreti passi avanti
Devo ammettere che in questi giorni sta succedendo qualcosa. Da che ho scritto quell'articolo sull'essere solo un bluff, be' sta succedendo che piano piano io stia scoprendo le carte con me stessa e quello che vedo è: non sono arrivata dove vorrei essere, ok, ma sono assolutamente sulla strada giusta. Mi spiego meglio: sono lontana anni luce dai vari obiettivi e questo anche a causa di scelte operative sbagliate, ma il percorso che voglio fare è quello iniziato. Non è che in realtà vorrei essere una biologa, una matematica, etc...voglio diventare proprio quello che il mio percorso intrapreso mi porterà ad essere. Solo che ci sarà da lavorare ancora molto, perché ho sbagliato forse i modi di affrontare la strada. Quello che so è che vorrei essere più avanti nel percorso ma non su un'altra strada. Credo sia confortante avere almeno questa sicurezza.
poi...
Come già detto ieri, credo di essere uscita più in questi 10 giorni che in tre stagioni intere. è importante perché ce la sto facendo. Vorrei essere laureata, vorrei mantenermi economicamente con la scrittura, magari anche con dei saggi su come affrontare alcune questioni, e fare qualche ora alla settimana di lavoro psicopedagogico mirato. Vorrei godere della vita e delle persone.
Se non riesco ad uscire di casa tutto mi sarà precluso, quindi direi che in questi giorni posso sono soddisfatta di me stessa perché ho fatto dei concreti passi avanti.
Questo è un punto.
Da qui si va avanti ma questi passi avanti sono un dato di fatto oggettivo. E ne sono felice.
E curiosamente per la prima volta mi sento di non avere nulla da dire alla psicologa.
poi...
Come già detto ieri, credo di essere uscita più in questi 10 giorni che in tre stagioni intere. è importante perché ce la sto facendo. Vorrei essere laureata, vorrei mantenermi economicamente con la scrittura, magari anche con dei saggi su come affrontare alcune questioni, e fare qualche ora alla settimana di lavoro psicopedagogico mirato. Vorrei godere della vita e delle persone.
Se non riesco ad uscire di casa tutto mi sarà precluso, quindi direi che in questi giorni posso sono soddisfatta di me stessa perché ho fatto dei concreti passi avanti.
Questo è un punto.
Da qui si va avanti ma questi passi avanti sono un dato di fatto oggettivo. E ne sono felice.
E curiosamente per la prima volta mi sento di non avere nulla da dire alla psicologa.
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sabato 6 maggio 2017
considerazioni di un sabato parte 2...
Ok, alla fine sono uscita. 10.40-10-50 10 minuti di puro terrore ma poi sono stata bene, sono stata fuori un'ora camminando 40 minuti e stando bene!!!
Forse è presto per dirlo, ma a differenza di prima, quando credevo che forse un giorno le cose si sarebbero sistemate da sole, ora so che devo passare attraverso questo allenamento a tutti i costi.
Perché non è facile e alla fine, dopo un'ora d'aria sono ESAUSTA!!! Di fatto non sono più abituata a stare fuori, a permettere all'aria pura di interagire con il mio corpo. Di fatto portarsi dietro un corpo così pesante non aiuta.
Certo, resta il problema stimolo di cui parlavo prima perché ho ceduto e ho comprato 10 pasticcini, per 6 euro... poi un paio di ciabattine per 12 che mi servivano da un po'. Totale spesa 18 euro. Cosa problematica per due motivi 1- i dolci, mannaggia a me!!! se non altro mi sono limitata, un paio li darò a mia mamma e via, 2- non posso permettermi di spendere 20 euro ogni giorno che esco! non posso proprio! eppure gironzolare senza fare niente mi mette anche più ansia perché senza uno scopo, valido o meno valido, il panico è quasi più forte.
POtrei sempre andare a leggere in un parco, o scrivere in biblioteca.. qualcosa mi inventerò ma non posso cambiare strada. Devo andare il più possibile, punto e stop.
Forse è presto per dirlo, ma a differenza di prima, quando credevo che forse un giorno le cose si sarebbero sistemate da sole, ora so che devo passare attraverso questo allenamento a tutti i costi.
Perché non è facile e alla fine, dopo un'ora d'aria sono ESAUSTA!!! Di fatto non sono più abituata a stare fuori, a permettere all'aria pura di interagire con il mio corpo. Di fatto portarsi dietro un corpo così pesante non aiuta.
Certo, resta il problema stimolo di cui parlavo prima perché ho ceduto e ho comprato 10 pasticcini, per 6 euro... poi un paio di ciabattine per 12 che mi servivano da un po'. Totale spesa 18 euro. Cosa problematica per due motivi 1- i dolci, mannaggia a me!!! se non altro mi sono limitata, un paio li darò a mia mamma e via, 2- non posso permettermi di spendere 20 euro ogni giorno che esco! non posso proprio! eppure gironzolare senza fare niente mi mette anche più ansia perché senza uno scopo, valido o meno valido, il panico è quasi più forte.
POtrei sempre andare a leggere in un parco, o scrivere in biblioteca.. qualcosa mi inventerò ma non posso cambiare strada. Devo andare il più possibile, punto e stop.
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considerazioni di un sabato mattina di nuvole
Mh, dunque... prima di pranzo dovrei uscire. Non l'ho fatto ieri e credo che se non si riprende subito, difficilmente si avrà una sorta di allenamento. Dopo 3 giorni e uno di pausa, ci risiamo.
Non ne ho voglia, inteso nel senso che sto già male a riguardo, e l'unica cosa che mi spingerebbe è la possibilità di acquistare dolci. Ebbene sì. Dolci in pasticceria.
Ora, sono già venuta a patti con me stessa ammettendo che in questo momento l'uscita è prioritaria anche sul controllo del cibo però qui c'è il rischio di esagerare alla grande.
Insomma, non vorrei trovarmi a breve a pesare 140 kg. Intanto perché la mia bilancia nemmeno ci arriva a 140, e poi perché sarebbe deleterio per la mia salute ma non così difficile. Credo sarebbero sufficienti 6/8 settimane senza nessun controllo e mi ci ritroverei vicinissima.
Del resto non ho soldi da poter spendere per cui associare ogni uscita a un paio di orecchini, di scarpe o qualsiasi cosa costi più di un paio di pasticcini. Quindi serve uno stimolo che non trovo. Non ora.
Tra l'altro... 'ora' che per me è piuttosto singolare perché dopo anni di psicoterapia fatta con interesse, ora mi sento stufa marcia anche di quella. Forse è solo fisiologico volere una pausa, anche per la spesa economica, però la cosa mi stranisce un po'. Quindi in questo momento di novità... mi rendo conto che sarebbe facile virare sui soliti dolcetti. Ma l'alternativa, lo stimolo-alternativa ci sarà io credo. Occorre solo trovarlo.
Non ne ho voglia, inteso nel senso che sto già male a riguardo, e l'unica cosa che mi spingerebbe è la possibilità di acquistare dolci. Ebbene sì. Dolci in pasticceria.
Ora, sono già venuta a patti con me stessa ammettendo che in questo momento l'uscita è prioritaria anche sul controllo del cibo però qui c'è il rischio di esagerare alla grande.
Insomma, non vorrei trovarmi a breve a pesare 140 kg. Intanto perché la mia bilancia nemmeno ci arriva a 140, e poi perché sarebbe deleterio per la mia salute ma non così difficile. Credo sarebbero sufficienti 6/8 settimane senza nessun controllo e mi ci ritroverei vicinissima.
Del resto non ho soldi da poter spendere per cui associare ogni uscita a un paio di orecchini, di scarpe o qualsiasi cosa costi più di un paio di pasticcini. Quindi serve uno stimolo che non trovo. Non ora.
Tra l'altro... 'ora' che per me è piuttosto singolare perché dopo anni di psicoterapia fatta con interesse, ora mi sento stufa marcia anche di quella. Forse è solo fisiologico volere una pausa, anche per la spesa economica, però la cosa mi stranisce un po'. Quindi in questo momento di novità... mi rendo conto che sarebbe facile virare sui soliti dolcetti. Ma l'alternativa, lo stimolo-alternativa ci sarà io credo. Occorre solo trovarlo.
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venerdì 5 maggio 2017
D A settimanale
Senza quasi rendermene conto, il diario alimentare da giornaliero è diventato settimanale. Non è stato intenzionale semplicemente mi sono ritrovata a non saper che scrivere.
Ora, rispetto all'aggiornamento del 30/4 parrebbe che io abbia perso 3 chili, ora sono circa 123. Dico parrebbe perché con fluttuazioni così in pochi giorni chiaramente non può essere peso effettivo ma qualche variazione legata magari ad una minor ritenzione idrica.
Indubbiamente so di essermi mossa di più, sono uscita spesso (per i miei standard) e questo mi stancava parecchio, per cui magari centra.
In ogni caso il punto è che sto mangiando tanti di quei dolci, e patatine, che è assurdo. Ho perso letteralmente in controllo e senza le uscite non so dove sarei arrivata, a 130?
Non posso dire che prima io avessi il controllo ma è certo che da che sto cercando di gestirlo meglio, con accuratezza tra minuti di movimento, cibo extra segnato ogni giorno sull'agenda cartacea, be'... direi che sto perdendo sempre più contatto con il mio modo di gestire il cibo. Come sia possibile che informarsi in un senso spinga a comportarsi in senso opposto non mi è dato da sapere ma questa è la realtà.
Speriamo sia solo una fase passeggera, perché non vorrei migliorare la questione dell'uscire di casa per poi peggiorare quello del peso.
Aiuto... :/
Ora, rispetto all'aggiornamento del 30/4 parrebbe che io abbia perso 3 chili, ora sono circa 123. Dico parrebbe perché con fluttuazioni così in pochi giorni chiaramente non può essere peso effettivo ma qualche variazione legata magari ad una minor ritenzione idrica.
Indubbiamente so di essermi mossa di più, sono uscita spesso (per i miei standard) e questo mi stancava parecchio, per cui magari centra.
In ogni caso il punto è che sto mangiando tanti di quei dolci, e patatine, che è assurdo. Ho perso letteralmente in controllo e senza le uscite non so dove sarei arrivata, a 130?
Non posso dire che prima io avessi il controllo ma è certo che da che sto cercando di gestirlo meglio, con accuratezza tra minuti di movimento, cibo extra segnato ogni giorno sull'agenda cartacea, be'... direi che sto perdendo sempre più contatto con il mio modo di gestire il cibo. Come sia possibile che informarsi in un senso spinga a comportarsi in senso opposto non mi è dato da sapere ma questa è la realtà.
Speriamo sia solo una fase passeggera, perché non vorrei migliorare la questione dell'uscire di casa per poi peggiorare quello del peso.
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affrontare la realtà
Affrontare la realtà credo sia il mio grandissimo problema.
Ieri sono uscita due volte per 4 ore. Mi sono ritrovata a sera stanca in un modo che nemmeno riesco a dire, che non ha senso, che non può avere senso. Tutto questo rende ancora più sensata la mia volontà di affrontare il percorso un problema alla volta, ora ricominciare ad uscire, poi perdere peso (cioè le cose più attinenti alla salute), poi lo studio e quindi il lavoro.
A livello razionale so che è giusto.
A livello emozionale la cosa mi dà fastidio perché mi urta aspettare ancora.
Ma qui non si tratta di capire cosa voglio fare da grande o che ci vogliano anni per capirlo. Quello lo so, lo so eccome! Qui si tratta di ammettere che con la salute così, non sarò in grado di fare un bel niente. Sarebbe assurda una psicopedagogista che vuole aiutare i ragazzi a crescere sani senza nemmeno essere in grado lei stessa di uscire di casa!
Poi si potrà discutere di quanto vorrei farlo in privato, nel pubblico, nelle scuole, nelle asl...
Ma l'impianto è questo. E questo resta.
Ma se ogni volta che devo uscire sto male... ma che cazzo di credibilità posso avere?
Forse non è strano che proprio chi affronta certi problemi senta poi la volontà di adoperarsi per gli altri e proprio in quei frangenti, ma DIVENTA RIDICOLO SE UNO CI è ANCORA DENTRO CON TUTTE LE SCARPE.
Nel frattempo posso scrivere, magari anche meno romanzi e più saggi, se così vogliamo chiamarli... ma resta il fatto che non posso pensare ad un vero futuro con un presente così.
Dovevo arrivare a quasi 33 anni per capirlo? Immagino di no ma è andata così. Posso sprecare altro tempo fingendo che la situazione non sia questa o posso semplicemente accettarla per AFFRONTARLA!
Se avessi avuto un problema così invasivo da bloccarmi su tutti i fronti per anni, un problema riconosciuto, legittimato... non vedrei semplicemente l'ora di rimettermi in piedi, ma forse non mi sentirei disturbata dal tempo che ci vorrebbe.
La mia malattia è stata esattamente questo: un problema che ha invaso ogni cosa e dal quale ora posso liberarmi solo affrontando un capitolo per volta.
Maggio è il capitolo dell'uscire e so già da ora che non basterà maggio.
Ma per ora pensiamo a maggio.
E sa il cielo quanto voglio finalmente farmene una ragione.
Ieri sono uscita due volte per 4 ore. Mi sono ritrovata a sera stanca in un modo che nemmeno riesco a dire, che non ha senso, che non può avere senso. Tutto questo rende ancora più sensata la mia volontà di affrontare il percorso un problema alla volta, ora ricominciare ad uscire, poi perdere peso (cioè le cose più attinenti alla salute), poi lo studio e quindi il lavoro.
A livello razionale so che è giusto.
A livello emozionale la cosa mi dà fastidio perché mi urta aspettare ancora.
Ma qui non si tratta di capire cosa voglio fare da grande o che ci vogliano anni per capirlo. Quello lo so, lo so eccome! Qui si tratta di ammettere che con la salute così, non sarò in grado di fare un bel niente. Sarebbe assurda una psicopedagogista che vuole aiutare i ragazzi a crescere sani senza nemmeno essere in grado lei stessa di uscire di casa!
Poi si potrà discutere di quanto vorrei farlo in privato, nel pubblico, nelle scuole, nelle asl...
Ma l'impianto è questo. E questo resta.
Ma se ogni volta che devo uscire sto male... ma che cazzo di credibilità posso avere?
Forse non è strano che proprio chi affronta certi problemi senta poi la volontà di adoperarsi per gli altri e proprio in quei frangenti, ma DIVENTA RIDICOLO SE UNO CI è ANCORA DENTRO CON TUTTE LE SCARPE.
Nel frattempo posso scrivere, magari anche meno romanzi e più saggi, se così vogliamo chiamarli... ma resta il fatto che non posso pensare ad un vero futuro con un presente così.
Dovevo arrivare a quasi 33 anni per capirlo? Immagino di no ma è andata così. Posso sprecare altro tempo fingendo che la situazione non sia questa o posso semplicemente accettarla per AFFRONTARLA!
Se avessi avuto un problema così invasivo da bloccarmi su tutti i fronti per anni, un problema riconosciuto, legittimato... non vedrei semplicemente l'ora di rimettermi in piedi, ma forse non mi sentirei disturbata dal tempo che ci vorrebbe.
La mia malattia è stata esattamente questo: un problema che ha invaso ogni cosa e dal quale ora posso liberarmi solo affrontando un capitolo per volta.
Maggio è il capitolo dell'uscire e so già da ora che non basterà maggio.
Ma per ora pensiamo a maggio.
E sa il cielo quanto voglio finalmente farmene una ragione.
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giovedì 4 maggio 2017
... mi vien la tremarella ballando il surf...
Credo che il panico per sua natura, sia una patologia molto soggettiva. Ha talmente tanti sintomi che si possono combinare tra loro in così tanti modi che, al di là di un comune disagio di fondo, ognuno può probabilmente percepirlo in modo diverso.
Persino una stessa persona può viverlo in modi diversi a seconda del periodo. Può capitare magari che per un po' uno persino si illuda di non averlo. Se ne dimentichi... salvo poi pagarla cara il girono dopo.
A me a volte capita di vivere spezzoni 'normali', seguiti subito dopo dal caos più totale.
Ieri non è stata una brutta giornata, affatto...
Oggi, dovendo uscire, ho la tremarella da 2 ore. L'unica cosa che si può sperare è che questo allenamento serva a qualcosa. Se riesco a fare un tentativo per tutto maggio, a giungo potrò fare un bilancio dell'esperienza e capire come muovermi.
Nel frattempo... mi vien la tremarella...
Persino una stessa persona può viverlo in modi diversi a seconda del periodo. Può capitare magari che per un po' uno persino si illuda di non averlo. Se ne dimentichi... salvo poi pagarla cara il girono dopo.
A me a volte capita di vivere spezzoni 'normali', seguiti subito dopo dal caos più totale.
Ieri non è stata una brutta giornata, affatto...
Oggi, dovendo uscire, ho la tremarella da 2 ore. L'unica cosa che si può sperare è che questo allenamento serva a qualcosa. Se riesco a fare un tentativo per tutto maggio, a giungo potrò fare un bilancio dell'esperienza e capire come muovermi.
Nel frattempo... mi vien la tremarella...
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mercoledì 3 maggio 2017
e quei sogni che... :)
Ahhhhh... ovviamente questa notte ho fatto sogni un po' birichini sul dentista... e mi immaginavo che lui trovasse il mio numero nei contatti e iniziasse una chat erotico-spiritosa tra noi... ah sogna, bella mia, sogna... che almeno questo è gratis...
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occorre scegliere
Me ne sto qui al tavolo, sorseggiando le mie due dita di acqua e ansiolitici nemmeno fossero un cocktail...
Questa mattina sono uscita ancora, oggi lezione e adesso sono esausta, ma va?!?
Eppure devo dire che mi sto muovendo di più in questo mese che in 2 o tre stagioni intere. Patetico? Forse ma è la realtà. Ieri sono stata bene, tutto sommato, questa mattina anche... poi mi sembra di pagarla un po' in differita ma forse ci sta in una fase di 'riabilitazione', anche se si potrebbe tranquillamente scrivere senza le '.
La strada è lunga ma serve qualche cosa di alternativo. Qualche passo diverso.
Il problema è che purtroppo per me lo studio è sempre finito in fondo, non in termini di priorità ma di risultati, del modo cioè in cui gestendolo, lo affrontavo e ne ricavavo qualcosa per cui dire: allo studio penserò in un secondo momento per certi versi mi sembra solo l'ennesima scusa per rimandare qualcosa che non affronto da una vita.
Eppure è così: servono priorità e uscire di casa senza stare male è la prima. Poi tutto il resto. Quindi serve il coraggio di una scelta che per ora non cambierà la sostanza in un frangente ma dovrebbe cambiarla molto in altri! Cosa che a sua volta dovrebbe creare un effetto domino.
Insomma... serve che io scelga consapevolmente ciò che non ho mai scelto prima.
Direi che si può provare almeno nel mese di maggio poi ho comunque tempo per qualsiasi cosa.
Ma occorre scegliere.
Ora.
Questa mattina sono uscita ancora, oggi lezione e adesso sono esausta, ma va?!?
Eppure devo dire che mi sto muovendo di più in questo mese che in 2 o tre stagioni intere. Patetico? Forse ma è la realtà. Ieri sono stata bene, tutto sommato, questa mattina anche... poi mi sembra di pagarla un po' in differita ma forse ci sta in una fase di 'riabilitazione', anche se si potrebbe tranquillamente scrivere senza le '.
La strada è lunga ma serve qualche cosa di alternativo. Qualche passo diverso.
Il problema è che purtroppo per me lo studio è sempre finito in fondo, non in termini di priorità ma di risultati, del modo cioè in cui gestendolo, lo affrontavo e ne ricavavo qualcosa per cui dire: allo studio penserò in un secondo momento per certi versi mi sembra solo l'ennesima scusa per rimandare qualcosa che non affronto da una vita.
Eppure è così: servono priorità e uscire di casa senza stare male è la prima. Poi tutto il resto. Quindi serve il coraggio di una scelta che per ora non cambierà la sostanza in un frangente ma dovrebbe cambiarla molto in altri! Cosa che a sua volta dovrebbe creare un effetto domino.
Insomma... serve che io scelga consapevolmente ciò che non ho mai scelto prima.
Direi che si può provare almeno nel mese di maggio poi ho comunque tempo per qualsiasi cosa.
Ma occorre scegliere.
Ora.
martedì 2 maggio 2017
... BUONASERA DOTTORE!!!
Questa mattina dentista, o meglio... per esattezza oggi era solo una seduta di igiene ma dal momento che sempre di dentista si tratta, dal momento che sempre di me si tratta e dal momento che aver a che fare con un dentista nuovo che non conosce tutti i miei problemi non è semplice, be'... manco a dirlo erano due giorni che ero nel panico più totale per questo. Sono addirittura arrivata a ipotizzare di non andare.
Invece sono andata e fortunatamente è andato tutto benissimo.
Cioè a dire la verità sono successe 2 cose...
la 1^... appurato che la seduta non avrebbe avuto veramente nulla a che fare con le solite di terapia, mi sono rilassata e non solo... dentista giovane, carino, con un profumo buonissimo... mi sono eccitata da morire!!! Certo, quello che scorreva nella mia testa sarebbe potuto passare come qualche spezzone di un film porno dei più classici ma hei... WOW!!! Insomma, sarò pure un po' sui generis ma sono una donna e qualche ormone ogni tanto funzione pure a me... :)
la 2^... uscita da lì, non avevo voglia di tornare subito a casa. Cioè, ripeto, IO NON AVEVO VOGLIA DI TORNARE SUBITO A CASA, per cui me ne sono stata in giro un'altra ora e mezza a gironzolare, godendomi il sole e il tempo. Cielo, passare ore in giro senza ansia... per me sembra fantascienza!
e questo mi ha portato a pensare a qualcosa inerente a ciò che sono io in toto, ciò di cui ho bisogno.
HO BISOGNO DI PASSARE QUALCHE MESE COSì! Riappropriarmi del mio tempo che il panico mi ha rubato! Solo dopo posso pensare ad altro, studio compreso.
Questa mattina per riuscire ad uscire di casa ho preso qualcosa come 30 gocce di ansiolitici, questo per dire che sebbene poi sia andato tutto bene, ora sono uno straccio, ma sono serena e so che questa è la strada. uscire, uscire e uscire, a costo di tralasciare tutto il resto. Per qualche mese si più fare. LO DEVO FARE.
Una volta recuperata qualche capacità basilare: del tipo uscire di casa senza stare malissimo ed essere distrutta ogni volta, poi posso pensare al futuro.
Ora devo solo pensare al presente.
Inoltre...
Sempre questa mattina, e con il potere di un po' di sole, ho capito che quello che faccio, le lezioni con i ragazzi, intendo, mi piace, mi piace molto. Se riuscirò ad aggiungere qualche competenza psicologica in più meglio ma quello che faccio mi piace. Ci sono ampi margini di miglioramento accademico che possono tenermi occupata per anni, dai 2 ai 4, ma oramai mi è chiaro che senza una spinta a riuscire a riprendermi in mano il presente, mi sarà IMPOSSIBILE pensare al futuro. A qualsiasi livello.
E nel frattempo spero sempre che i miei e-book mi facciano guadagnare qualcosa.
MA se non altro, avrò riguadagnato la salute!!!
Quindi, sì, per ora è davvero una gran bella giornata!!! :)
E sì, mi piace stare con la gente.
Invece sono andata e fortunatamente è andato tutto benissimo.
Cioè a dire la verità sono successe 2 cose...
la 1^... appurato che la seduta non avrebbe avuto veramente nulla a che fare con le solite di terapia, mi sono rilassata e non solo... dentista giovane, carino, con un profumo buonissimo... mi sono eccitata da morire!!! Certo, quello che scorreva nella mia testa sarebbe potuto passare come qualche spezzone di un film porno dei più classici ma hei... WOW!!! Insomma, sarò pure un po' sui generis ma sono una donna e qualche ormone ogni tanto funzione pure a me... :)
la 2^... uscita da lì, non avevo voglia di tornare subito a casa. Cioè, ripeto, IO NON AVEVO VOGLIA DI TORNARE SUBITO A CASA, per cui me ne sono stata in giro un'altra ora e mezza a gironzolare, godendomi il sole e il tempo. Cielo, passare ore in giro senza ansia... per me sembra fantascienza!
e questo mi ha portato a pensare a qualcosa inerente a ciò che sono io in toto, ciò di cui ho bisogno.
HO BISOGNO DI PASSARE QUALCHE MESE COSì! Riappropriarmi del mio tempo che il panico mi ha rubato! Solo dopo posso pensare ad altro, studio compreso.
Questa mattina per riuscire ad uscire di casa ho preso qualcosa come 30 gocce di ansiolitici, questo per dire che sebbene poi sia andato tutto bene, ora sono uno straccio, ma sono serena e so che questa è la strada. uscire, uscire e uscire, a costo di tralasciare tutto il resto. Per qualche mese si più fare. LO DEVO FARE.
Una volta recuperata qualche capacità basilare: del tipo uscire di casa senza stare malissimo ed essere distrutta ogni volta, poi posso pensare al futuro.
Ora devo solo pensare al presente.
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Sempre questa mattina, e con il potere di un po' di sole, ho capito che quello che faccio, le lezioni con i ragazzi, intendo, mi piace, mi piace molto. Se riuscirò ad aggiungere qualche competenza psicologica in più meglio ma quello che faccio mi piace. Ci sono ampi margini di miglioramento accademico che possono tenermi occupata per anni, dai 2 ai 4, ma oramai mi è chiaro che senza una spinta a riuscire a riprendermi in mano il presente, mi sarà IMPOSSIBILE pensare al futuro. A qualsiasi livello.
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lunedì 1 maggio 2017
Perché la vita mi ha portato fino a te
Debora non sogna più. Da quando ha perso Marco, la vita è solo una sequenza di notti senza luce. A tenerla aggrappata alla realtà ci sono Alice, la sua migliore amica che la adora, e il suo lavoro, una pasticceria dove sforna dolci e coltiva l'ultimo filo di speranza. Alessandro non sogna ancora, non riesce. Vive la sua vita fuggendo dall'amore. Ma a volte la vita si mette in mezzo, cambia le carte in tavola, e un messaggio in chat può cambiare il corso degli eventi.
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da grandi poteri...
Sono sempre stata una persona piuttosto empatica, anche da piccola. Poi da adolescente... non sapevo perché questo succedeva, ma mi rendevo conto che sapevo capire le persone, i loro pensieri, i loro bisogni...
Mi succede anche adesso, anzi ancora di più perché ora vedo anche le sfumature, nello sguardo, nella voce, nei gesti. La mia esperienza con il panico, qualcosa che prima non avrei ritenuto possibile, mi ha dato anche la capacità di vedere nel meno ovvio, nel meno immediato.
Non mi dispiace, certo, come mi viene detto spesso, assorbo tutto come una spugna e finisco per stare male anche per questioni che non mi riguardano direttamente ma preferisco così piuttosto che non capire nulla. Il necessario ora è darsi una sorta di manuale da seguire, un prontuario per imparare come fare di fronte alle situazioni.
Soprattutto con i ragazzi. Leggo nei loro occhi il disagio e vorrei tanto fare del mio meglio per poter essere utile, anche magari mentre ripassiamo le disequazioni. Una frase, un commento, un suggerimento... tutte le occasioni possono essere buone per cercare di far star meglio quelli che abbiamo vicino.
Ci proviamo?
Io direi di sì... 💖💖💖
Per questo, spesso anche nei racconti che scrivo, ci sono personaggi che si occupano degli altri, che sanno impegnarsi per loro, che sanno capirli; un modo come un altro per insegnare anche a me la strada da percorrere.
Mi succede anche adesso, anzi ancora di più perché ora vedo anche le sfumature, nello sguardo, nella voce, nei gesti. La mia esperienza con il panico, qualcosa che prima non avrei ritenuto possibile, mi ha dato anche la capacità di vedere nel meno ovvio, nel meno immediato.
Non mi dispiace, certo, come mi viene detto spesso, assorbo tutto come una spugna e finisco per stare male anche per questioni che non mi riguardano direttamente ma preferisco così piuttosto che non capire nulla. Il necessario ora è darsi una sorta di manuale da seguire, un prontuario per imparare come fare di fronte alle situazioni.
Soprattutto con i ragazzi. Leggo nei loro occhi il disagio e vorrei tanto fare del mio meglio per poter essere utile, anche magari mentre ripassiamo le disequazioni. Una frase, un commento, un suggerimento... tutte le occasioni possono essere buone per cercare di far star meglio quelli che abbiamo vicino.
Ci proviamo?
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Per questo, spesso anche nei racconti che scrivo, ci sono personaggi che si occupano degli altri, che sanno impegnarsi per loro, che sanno capirli; un modo come un altro per insegnare anche a me la strada da percorrere.
non vedo un futuro
Giovedì scorso l'ho detto: è come se io ora vedessi di essere un grande bluff. Facciamo che per qualche mese penso solo alla salute, imparo ad uscire di nuovo da casa, perdo qualche decina di chili, mi riprendo, mi stabilizzo e mi rendo pronta per ripartire con la scuola, lo studio e ce la faccio... non finisco a 25 anni ma non mi fregherebbe niente.
Ora facciamo invece che io non ce la faccia proprio anche stando meglio: si può sapere che cavolo potrei andare a fare? 35 anni, solo con un diploma, senza esperienza ufficiale... che faccio?
Nel mio mondo ideale sarei una psicopedagogista che lavora da sola, con qualche consulenza in qualche scuola e strutture varie, guadagnerei scrivendo... e starei bene...
MA se nella realtà non riuscissi in niente di questo? se fossi sola e senza titoli per guadagnarmi uno stipendio e darmi una definizione? Sta cosa mi fa impazzire perché non so come ne potrei uscire. Due miliardi di anni di studio, un mucchio di soldi spesi, mille illusioni e poi niente... bello schifo davvero.
E questa cosa mi sta facendo dare di matto, non c'è occasione in cui io ci pensi senza essere investita da un mal di testa con i fiocchi e un attacco di panico.
Ho paura di non riuscire a dare una prospettiva al mio futuro.
Ok, forse se dovessi stare meglio, riuscirei a vedere le cose più in prospettiva, più nella giusta distanza e troverei una soluzione ma è il non farcela che mi terrorizza, l'idea di non trovare una strategia, un piano b, una soluzione alternativa.
Sono terrorizzata e non riesco più a dissimulare la cosa e non va bene, perché mi fa perdere ancora di più il controllo.
NON VEDO UN FUTURO E SONO TERRORIZZATA DALLA COSA. LETTERALMENTE.
Ora facciamo invece che io non ce la faccia proprio anche stando meglio: si può sapere che cavolo potrei andare a fare? 35 anni, solo con un diploma, senza esperienza ufficiale... che faccio?
Nel mio mondo ideale sarei una psicopedagogista che lavora da sola, con qualche consulenza in qualche scuola e strutture varie, guadagnerei scrivendo... e starei bene...
MA se nella realtà non riuscissi in niente di questo? se fossi sola e senza titoli per guadagnarmi uno stipendio e darmi una definizione? Sta cosa mi fa impazzire perché non so come ne potrei uscire. Due miliardi di anni di studio, un mucchio di soldi spesi, mille illusioni e poi niente... bello schifo davvero.
E questa cosa mi sta facendo dare di matto, non c'è occasione in cui io ci pensi senza essere investita da un mal di testa con i fiocchi e un attacco di panico.
Ho paura di non riuscire a dare una prospettiva al mio futuro.
Ok, forse se dovessi stare meglio, riuscirei a vedere le cose più in prospettiva, più nella giusta distanza e troverei una soluzione ma è il non farcela che mi terrorizza, l'idea di non trovare una strategia, un piano b, una soluzione alternativa.
Sono terrorizzata e non riesco più a dissimulare la cosa e non va bene, perché mi fa perdere ancora di più il controllo.
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