sabato 28 luglio 2018

Thegiornalisti - Riccione


???

wow… fine luglio…
allora, l'esperimento con il nuovo ansiolitico, dopo le prime 12 ore di semi illusione, si sta dimostrando un vero purgatorio. Il che è probabilmente la prova provata che ero arrivata al punto di prenderne davvero un filino troppe di queste goccette, quindi cercare di diminuire non  è un male. Ora, il problema è che il contraccolpo è tosto, sono davvero impanicata a mille senza poter fronteggiare la questione in modo chimico. Se a questo si aggiunge il fatto che fa un pelo più caldo di prima, il risultato è un prevedibile ko. Se si escludono pochissimi intervalli, sono tre giorni che faccio praticamente poco o nulla. E la cosa mi deprime parecchio, in effetti facendo ancora meno di quello che faccio di solito e con la mente sempre sul chi vive per l'ansia ma magari meno ottenebrata ( sì, faccio un po' la drammatica) dagli ansiolitici la realtà mi sembra ancora più di merda del solito. Cioè, semplicemente VUOTA. Il che potrebbe essere un bene, se mi spronasse… ma qui ho la sensazione che mi deprima e basta. Di certo, se era possibile, mi sta facendo vedere tutto MOLTO DI Più. Come finirà? Bo.
 

mercoledì 25 luglio 2018

nostalgia

E il primo giorno con il nuovo farmaco è passato. Come? Mah… per certi versi meglio di quanto pensassi ma verso le 11, le 17 e adesso ho avuto-sto avendo delle crisette di panico niente male e sicuramente le gocce in questo sono più versatili di una pastiglia, pur se a rilascio graduale. In ogni caso la giornata è stata orrenda. Direi che è stata un concentrato di emozioni tristi, solitudine e tanta nostalgia per un passato sereno, soddisfacente e che aveva ancora l'enorme vantaggio di avere davanti a sé tanto tempo. Tempo che sento di non aver più. Non con la mia famiglia, non per me. Questa cosa, pur se giustificata in parte dall'età avanzata dei miei, sta diventando una vera e propria ossessione. Un'ossessione magari in parte sensata, in parte dovuta solo al fatto che sono sola e non sto vivendo nulla di bello che possa compensare quello che non ho più.
E in questo momento vorrei avere qualcuno, un compagno capace di capirmi e accettarmi per quella che sono, come nemmeno io riesco a fare.
Fa caldo e si sente: tra l'enorme sovrappeso e i sintomi dell'ansia, il caldo è sempre un po' faticoso, eppure è come se provassi la tristezza che provavo a metà settembre, quando l'estate finiva e mi trovavo di nuovo sola. Sola…
Eppure, proprio oggi con l'andamento del panico un po' diverso dal solito, mi sono resa conto in più di un'occasione che, con un cambio di mentalità alla base, posso davvero fare qualcosa, posso davvero migliorare un po' le cose. E smetterla di avere paura di ogni persona che passa.

martedì 24 luglio 2018

e mi domando...

Non mi capita di rado di dirmi che non sono fatta per questi tempi ( ci sarebbe poi da affrontare tutta la questione su quali sarebbero i tempi 'adatti a me' ma evitiamo…). Me lo dico ogni volta che sento il racconto di quello che fanno la maggior parte delle persone, girando come trottole a mille all'ora, facendomi girare la testa al solo pensiero. Me lo dico quando sento di persone che si prendono e si mollano con un sacco di compagni nell'arco di pochi mesi e me lo dico in questo periodo ogni volta che faccio un giro sui social network e resto paralizzata dalla rabbia che trovo in giro. E non posso che chiedermi: ma cosa dà alle persone questa sicurezza di essere sempre nel giusto anche quando sparano a zero sugli altri in un modo violento, triviale, brutale?
Non mi piace l'ipocrisia, non servono leccate di culo ma un briciolo di sano e vecchio rispetto è proprio così fuori moda??? Perché in tal caso: viva i vecchi tempi.
Poi la parte più psicologica di me entra in gioco e non posso che chiedermi se tutta questa violenza sparata ai quattro venti non nasconda, almeno in una buona parte di casi, solo una sofferenza mai ascoltata.
E forse è ora di rispolverare dai cassetti un po' di buona educazione, e qualche gentilezza...

lunedì 23 luglio 2018

Paola Turci - Bambini


Buongiorno


diario di bordo- 23 luglio 2018

Questo lunedì mattina niente fotina della bilancia. Forse ho fatto male, perché anche l'ago della bilancia ancora fermo sul 133 meritava di essere immortalato. Di nuovo. Magari rimedierò domani mattina.
Questa mattina dovevo andare in posta e in farmacia per un paio di commissioni. Ci sono andata. Come è stato?
Be', ho preso gli ansiolitici e poi sono andata, e direi che è stato relativamente gestibile. Sì, in posta avevo paura di sbagliare le due cose che dovevo fare, ma il breve tragitto in auto e a piedi è stato ok. Anche perché sono riuscita a farlo senza musica nelle orecchie né quei braccialetti che metto sempre al polso per la nausea anche nei tragitti brevi. La musica mi aiutava a distrarmi dal panico, i braccialetti erano più che altro un gesto scaramantico credo, visto proprio la brevità del tragitto. Tragitto che però è sempre lo stesso, ma che, e posso dirlo con cognizione di causa, ora mi viene il 70% più facile. E qui, in questo genere di cose, posso dire con tutta sicurezza di aver fatto passi avanti.
Il problema è che, però, nonostante i passi avanti, sono lontanissima da una vita che potrebbe essere soddisfacente. Soprattutto dal punto di vista relazione. Perché sul fronte lavorativo, be' almeno in ipotesi potrebbero esserci modi diversi di guadagnarsi da vivere, anche in extremis, venendo a patti con il mio malessere.
Seconda tappa: farmacia, perché dopo la psicologa che mi 'molla' almeno per qualche tempo, anche la dottoressa ha deciso di cambiare i miei farmaci. E io che avrei voluto lavorare per mollare un po' anche quelli vecchi (con esiti incerti, lo ammetto), mi ritrovo a dover cominciare una cura da capo. E ovviamente la cosa mi preoccupa. Ma anche in questo caso, l'unica cosa che posso dire è: prendiamo un giorno alla volta.

sabato 21 luglio 2018

ricordi dei momenti che...

Comunque è piuttosto curioso quello che la mente ricorda a proposito dei primi momenti in cui ho capito che il panico avrebbe davvero cambiato la mia vita… ad esempio ricordo di un pomeriggio nell'estate tra la terza e la quarta liceo, avevo il panico da meno di un anno, ma ancora gli episodi sembravano vincolati a stress esterni, o forse a me piaceva credere che nel tempo libero me lo sarei evitata. Invece in quel pomeriggio le cose erano state diverse: dovevo riconsegnare un dvd in una videoteca che si trovava fuori dal centro della mia cittadina, anche io abitavo fuori dal centro, ma in un'altra direzione, per cui se prendendo il bus ci avrei messo un quarto d'ora, dieci minuti dei quali per raggiungere la pensilina, a piedi non meno di 45 minuti. Andata e ritorno quindi più di un'ora e mezza, perché all'andata si era in discesa ma al ritorno no, e non mi entusiasmava per nulla, per cui avevo optato per l'autobus. Ma optato o no, alla fine mi toccò andare a piedi, perché l'idea di finire sul bus, anche con poca gente, mi era impossibile per la forte ansia che era sbucata all'improvviso. Arrivai alla videoteca esausta, lasciai quello che dovevo e poi mi sedetti su un muretto li vicino. Mentre ero dentro, cercando di concentrarmi sui titoli dei dvd ebbi l'attacco di panico vero e proprio per cui, invece di prenderne un altro, consegnai solo quello che avevo già visto e uscii. Ferma sul muretto, annusando gocce essenziali dell'olio di finocchio, (poiché il grosso dei miei sintomi del dap erano a livello di stomaco, mi erano stati rifilati quelli come se soffrissi di una perenne indigestione), lasciai che il tempo passasse e alla fine, passata la crisi ed esausta, presi finalmente l'autobus. Stavo aggrappata alle sbarre di sostegno al punto che ricordo ancora la sensazione adesso del tubo tra le dita.
Non ricordo i momenti successivi, cioè il mio ritorno vero e proprio a casa, ma ricordo benissimo lo sgomento che avevo provato, quel rendermi conto che non ero più al sicuro da nessuna parte, nemmeno in una videoteca, luogo che per me all'epoca, insieme alla biblioteca, era una specie di paradiso in terra.

#tempo, #soldi e #panico

Sabato pomeriggio, piove, tanto per cambiare. Io penso, tanto per cambiare. Le giornate come quelle di ieri sono sempre molto pesanti, ma questa volta ho la sensazione che possa essere archiviata più alla svelta del solito, perché è come se fosse stata davvero uno sfogo, una pulizia, un potente temporale che lascia il cielo limpido e sgombro da nubi. Qualcosa è cambiato, ma forse nella direzione giusta ed è un bene perché nel frattempo mi sono resa conto di una cosa: nelle ultime settimane sto cominciando a provare nostalgia per le estati di 6/7 anni fa. Estati in cui stavo già malissimo, onestamente anche molto peggio di adesso, ma che mi concedevano un grande bonus che ora sento di non aver più: il tempo. Tempo inteso come possibilità di vivere esperienze, ma anche solo come possibilità che la mia salute migliorasse. Sì, in quello ci credevo un po' di più, anzi, non lo mettevo in dubbio, in un futuro magari non ben definito, ma certo, sarei stata meglio. Ora non è così, e la paura regna sovrana, tra incertezze di vario tipo. Non ultima quella economica. Sì, come dire, so che si vince facile puntando sui soldi come incertezza futura, ma ciò non la rende meno paurosa. Al punto che solo scrivere queste righe mi ha portata sull'orlo di una crisi di panico.
Credo siano momenti come questo che rendono sempre più vero il concetto che occorre muoversi, a piccoli passi, piccolissimi se serve, ma cercando ogni giorno di raggiungere qualche obiettivo tangibile.

venerdì 20 luglio 2018

The Greatest Show (from The Greatest Showman Soundtrack) [Official Audio]


magia di colori





LE FOTO FORSE NON SONO IL MASSIMO, MA DAL VIVO ERA BELLISSIMO E CHE DIRE, SPERIAMO SIA DI BUON AUSPICIO… NE ABBIAMO BISOGNO!

le parole a volte davvero riescono a descrivere il 10%

Sono ancora stravolta, e non poco. Mi ci vorrà un po' per riprendermi da questo pomeriggio quindi non so, magari sono proprio quei pensieri sciocchi e privi di fondamento ma... non posso fare a meno di chiedermi una cosa, domanda che tra l'altro mi fa anche paura… non è che i limiti della psicoterapia risiedono soprattutto nel fatto che chi la pratica in buona parte non ha sperimentato quello che succede al malato? Mi rendo conto che si potrebbe dire più o meno lo stesso di ogni professione medica, ma nelle cose 'fisiche' mi pare ci siano dei parametri oggettivi più evidenti. E' una considerazione che mi fa paura, perché aggrapparmi alla riuscita di una terapia è più o meno l'unico appiglio che sento di avere ora, ma qualcuno che non lo ha provato sulla sua pelle, può davvero capire cosa significa rimanere in piedi per ore davanti ad una porta senza riuscire ad uscire? O bloccata per delle mezz'ore in un parcheggio senza riuscire a partire? O peggio ancora, ai bordi di una strada, nel mezzo del traffico senza essere in grado di ripartire? Credo sia proprio dove il gap tra teoria ed esperienza si fa più largo che scattano le incomprensioni, perché le parole a volte davvero riescono a descrivere si e no il 10% di quello che uno sta vivendo.

piango da sola

Lo sentivo che stava andando tutto a ramengo, che la situazione in cui sono, ero, non sarebbe durata ancora per molto, ma non pensavo andasse così. Questa mattina ho dovuto accompagnare mia madre in paese, una fatica uscire di casa questa mattina che è inutile dire, talmente forte che era da ieri sera che ci pensavo, temendo di non farcela. Invece ti fai forza, qualche goccia e via… doveva andare dal dottore per qualche ricetta, alla fine credo abbiano parlato quasi solo di me. Il discorso è stato lungo, ma la sintesi a cui è giunta la dottoressa è:
1. io devo scendere tra i comuni mortali e fidarmi della gente. Certo, perché in effetti se non mi fido degli altri è proprio perché io mi considero chissà dove lassù in alto… non perché l'ho sempre presa in quel posto da tutti, non perché cresciuta con tre adulti da cui non ho mai avuto un sostegno perché mia madre piange, mio padre urla, mio zio non capisce e ride di fatto dall'inizio di tutta questa fantastica avventura. E prima? be' prima per un gioco di ruoli ero la seconda vera adulta a fianco di mia madre, anche se avevo 12 anni. Non mi fido perché da quando ho cominciato a stare male non ho sentito che sgridate e rimproveri, e guai a piangere davanti a loro perché, di nuovo, una piangeva l'alto urlava, il terzo non pervenuto. Non mi fido perché non ho mai avuto sostegno e alla fine non mi fido nemmeno di me stessa, altro che scendere tra i comuni mortali, e queste risposte, che dimostrano di non aver capito un tubo, mi fanno sentire ancora più impaurita e sola. In un momento in cui sono già terrorizzata di mio.
2.La questione della perdita di peso continua a tenere banco, sebbene nel giro di pochi giorni, le ipotesi continuino a cambiare, con sentenze poco lusinghiere nei confronti delle altre opzioni/ teorie (tutto detto da 'specialisti', il che, anche in questo caso mi porta a dire, fidarsi ma di chi??? e come?). Sembra diventata pressante all'improvviso, e ogni volta che se ne parla, chi lo fa, si dimentica che il mio vero problema è che per uscire di casa sono sull'orlo del collasso ogni volta.
3. cambiare ansiolitici, che di per sé ci potrebbe anche stare, se non che di nuovo tutti si dimenticano, stando all'alternativa che mi è stata proposta, come funzionano i miei attacchi di panico.
4. sì, si direbbe che questi 7 anni di psicoterapia non sia serviti ad un cazzo, se avrò circa una decina di attacchi di panico forte alla settimana più un'altra decina un po' meno forte. Può essere, di certo non esco da questi anni come avrei voluto, ma di certo non sono più nemmeno come ero. E ogni volta, e sono sempre, di più, che esco di casa, seppur traballante, per fare una commissione, me ne rendo conto pensando a quando uscivo di casa una media di 2 volte al mese.
PERò, E NON è PRESUNZIONE LA MIA MA UNA PRESA DI COSCIENZA, NESSUNO DI QUELLI CHE HO INTORNO CAPISCONO NEANCHE LONTANAMENTE COSA PROVO AD ESSERE SEGREGATA DA QUESTI PENSIERI DA 17 ANNi, pensieri che mi impediscono di vivere normalmente, con i quali combatto ogni cazzo di minuto, contro i quali ho vinto qualche battaglia, ma che annebbiano ancora tutto. Andare alla porta di casa e fare avanti e indietro 10 volte prima di capire che non ce la farò ad uscire, o uscire e stare di merda, ritornando a casa come se avessi compiuto una battaglia epocale, e la battaglia la sto combattendo davvero.  MA DA SOLA, e non può che essere così, perché non posso dire a nessuno cosa provo, perché una piange, uno urla, l'altro ride. Non posso dire di quante volte mi guardo allo specchio e mi sputerei in un occhio per quello che sono diventata, per la solitudine che sento e che mi viene confermata ogni giorno. E a chi posso dire di come mi sento quando magari per una volta vado e vengo senza essere sull'orlo del collasso, ma mi sento svuotata, perché mi sento vittoriosa su una cosa che dovrebbe essere banale? LA mia vittoria c'è, ed è che per fortuna, almeno per ora, sono riuscita ad evitare che tutto degenerasse in un'agorafobia che mi avrebbe tappata in casa senza eccezioni. Ma nessuno può capire davvero la mia guerra e la mia fatica dopo 17 anni di questa cosa. Nessuno capisce e io ho imparato a piangere da sola. Ho imparato perché prima cercavo un supporto, che non c'è stato.
E allora piango da sola, davanti ad una porta da cui non riesco ad uscire, davanti ad un semaforo che non riesco ad attraversare.
Piango da sola e lo so che mi sto perdendo la vita, lo so benissimo ogni volta che ci metto più di mezz'ora  a percorrere in auto meno di un chilometro. E piango da sola per evitare, dopo essermi sentita dire che mi sto rovinando la vita, che la sto rovinando anche ai miei. E piango da sola per le amiche che ho perso, per il ragazzo che non ho mai avuto, per tutto quello che ho perso. Piango fino a che ripenso alla forza che ho avuto per non mollare del tutto, sebbene nessuno abbia mai capito davvero e spero di averne ancora un po', per oggi, per domani… per riuscire almeno a credere che conquisterò un pezzettino di libertà in più.

giovedì 19 luglio 2018

1% di spinta

Sono le 21 e finalmente mi posso ritirare in camera, e mettere fine a questa giornata davanti ad un film, per annebbiarmi la mente e soprattutto il cuore. E' stata una giornata così pesante… di fatto grazie al comportamento di mio padre anche oggi sono terrorizzata, sento la paura che mi scorre nelle vene, e questo dimostra solo la mia estrema fragilità, perché non riesco a difendermi da un comportamento che alla fin fine, a parte forse un po' per l'autostima, non è poi pericoloso. Dio, che stanchezza… 19 luglio… più di un terzo dell'estate è già passata, e che ho fatto davvero di bello? Un bel niente direi. Sono a pezzi, tanto triste, ma con 1% di voglia di fare qualcosa di diverso, con 1% di spinta per riprendermi la vita. Sono in una bella depressione ma dovuta esattamente al mio comportamento evitante di ogni cosa. Solo che io voglio andare avanti.
Vorrei provare a fare finta di essere 'normalmente sana' per quattro settimane, per vedere se poi magari non salti fuori davvero qualche passo avanti. Credo sia un bene che una parte di me non voglia arrendersi, ma se non si passa ai fatti la depressione mi ingoierà, non resterà niente. Manca poco, me ne accorgo. Soprattutto se al mio stato si aggiunge qualche causa esterna, che poi magari tanto esterna non è...

campeggio e panico

Sarà solo perché siamo nel pieno dell'estate, altri collegamenti non ho trovati, ma ieri sera, prima di dormire, mi sono tornate in mente due vacanze che ho fatto, tra i 14 e i 15 anni, in camper con la mia migliore amica dell'epoca, e i suoi genitori. Posti splendidi e campeggi di lusso, e io mi ero trovata davvero bene. Mi ero davvero divertita un sacco, non posso che riassumere così le due esperienze. Con un gioco un po' inutile, ma che ultimamente non posso fare a meno di fare, mi sono messa a pensare a come vivrei ora una vacanza del genere. Sì, forse sarebbe comunque dura anche per una di 34 anni senza panico quella mancanza di privacy e di spazio, soprattutto la notte, ma non è quello il punto. Ogni azione, ogni parte della giornata era scandita dallo stare fuori il più possibile, tra spiaggia, piscine, e in mezzo ad una baraonda di gente. Sempre in mezzo al rumore (allegro se uno sta bene), senza zone franche, senza zone di decompressione. Senza appigli, senza un posto dove 'fuggire'.
Era un posto bellissimo, alcune foto nei cassetti me lo confermano ancora oggi. Eppure, oggi, non sarei in grado di vivere un'esperienza del genere. 20 anni dopo le mie possibilità si sono ridotte ad 1/10.
In mezzo alle giornate ultra tese che sto vivendo in casa, direi che ovviamente perdersi in ricordi del genere ha proprio poco senso, ma va così.

martedì 17 luglio 2018

sono giorni che...

In casa continuano ad essere giornate difficili. Mio padre continua imperterrito a comportarsi da stronzo, e non c'è nessun motivo. Onestamente ho paura. Ho paura. Non la paura di certi atteggiamenti violenti di cui si sente, per carità, ma un qualcosa che striscia, che si accumula anno dopo anno, che logora i nervi, che logora tutto. Non so se o come il mio status mi faccia avvertire di più queste paure, sono sicura invece che il suo comportamento abbia accentuato le mie crisi, abbia accentuato questo sentire, semplicemente mi abbia resa di anno in anno più insicura. Per cui, be' non posso fare a meno di chiedermi, anche se è-come si dice- un puro esercizio di stile, perché tanto non si può cambiare niente, come sarebbe stato il mio percorso con il panico senza un personaggio del genere nel mio scenario, intendendo un carattere diverso, non ovviamente essere senza padre. Me lo chiedo e potrei farne a meno, ma sento uno stato di tale stress e paura di fronte alle sue reazioni che ho davvero il timore di sentirmi male sul serio, cosa che lo farebbe incazzare ancora di più. A 34 anni aver paura del padre, bel risultato… sono giorni che il mio status di salute gira intorno alle sue reazioni, a come parla, a come si muove, a come sbatte le porte… ne sono stufa. Preoccupata e stufa.

BUON GIORNO!!!


 
OK, non è più esattamente l'alba qui, anche se da qualche parte lo è, ma direi che UN BUON GIORNO CI STA SEMPRE BENE, per cui
BUON GIORNO!!! :) :)

lunedì 16 luglio 2018

diario di bordo- 16 luglio 2018

Ammetto che la foto non sia un grande scatto; quando l'ho fatta mi era sembrata più nitida. Comunque segna 133 kg, che sono qualche chilo in meno rispetto a lunedì scorso, nulla di esaltante, è l'effetto ciclo, ma forse anche un po' il fatto che, senza arrivare a rinunciare a tutto, ho ridotto di un bel po' le porcherie mangiate. In realtà non vuole dire però molto. Vedremo lunedì prossimo se il trend di dimagrimento prosegue in qualche misura… questa settimana fatta così non è stata difficile. Bisognerà però vedere la prossima e per il momento una settimana alla volta è l'unico tempo a cui mi concedo di pensare rispetto alla questione obesità.
Questa mattina ho accompagnato mia madre in paese per alcune commissioni, quasi 2 ore e io di fatto le ho fatto da autista attraverso un piccolo quadrato di città. Una volta fuori devo dire che non è andata malaccio, ma prima di uscire… STAVO MALISSIMO. Un'ansia che mi ha scatenato un bel mal di pancia e l'unica cosa che mi ha permesso di non dare di matto, sebbene mi sia venuto da piangere mentre uscivo dal garage con l'auto, è che un 5% di me era cosciente di quanto tutto fosse la solita routine del cavolo, anche a livello di sintomi.
Ieri sera ho fatto venire le 2 guardando i miei soliti telefilm, solo che poco dopo essere andata a letto, ho perso un'altra mezz'ora per un fortissimo temporale con grandine che mi ha tenuta sveglia. Un temporale così intenso non era prevedibile e comunque era il meno, il problema è che sto sveglia fino alle 2 quasi ogni notte e questo mi leva un sacco di ore di sonno. Rinunciare al cibo spazzatura, a spendere in libri (mi sto dando una bella regolata anche in tal senso perché ho proprio bisogno di dimostrarmi di essere in grado di mettere via qualche 50euro), rendono limitare anche le ore di telefilm qualcosa di pesantissimo ma non mi sembra così strano pensare che qualche ora di sonno in più, rendendomi più riposata, possano farmi anche sentire più forte per far fronte all'ansia.
In ogni caso questa è la strada un po' per tutto per l'estate: uscire, anche se piango, e provare a mangiare un po' meno.

venerdì 13 luglio 2018

oggi ok, domani vedremo

Anche oggi capatina in farmacia per mia madre. Non essendo niente di serio, pure la farmacista oramai mi ha presa in simpatia. Sono andata sì, ma che FATICA!
Ci stavo pensando giusto oggi, oramai sono quasi 18 anni che ho il panico e in questi anni ho attraversato tutte le fasi dei vari sintomi del panico.
Fase mal di testa perenne, fase tachicardia a mille, fase mi scappa la pipì ogni 20 minuti, fase sensazione di dover correre in bagno per mal di pancia ogni 3x2, fase di nausea, fase di vertigini, fase di spersonalizzazione, fase mi sembra di camminare su un metro di cotone, fase gli altri parlano e io non ci capisco niente, fase gli altri parlano e io non riesco a seguirli né a parlare, più sicuramente altre che ora non mi sovvengono. Eppure, eppure ogni volta riesco ancora a sorprendermi perché questi sintomi mi sembrano cambiare ogni volta. Esempio oggi… dovevo uscire, erano più o meno le 18 e iniziavo ad avere fame, ma nel momento in cui ho deciso effettivamente di uscire, la fame si è trasformata in crampi e per un buon quarto d'ora mi sono ritrovata bloccata in camera mia, ma poi ce l'ho fatta e per convincermi mi sono detta che sarei potuta andare a comprare del cibo.
Alla fine non so come, sono uscita, sono andata in farmacia e poi sono rientrata in casa senza comprare niente. Un'ora davvero difficile per una commissione che si poteva fare in un quarto d'ora, ma almeno ci sono riuscita e senza incentivi dolciari. DI forza come quella che ho avuto oggi ho bisogno, non di cose strane.
Speriamo vada bene anche domani, nel frattempo non nego che quel poco movimento di oggi mi ha provocato un bel mal di gambe. Domani si ricomincia.

giovedì 12 luglio 2018

ricominciare

Immagino che tutti, se ripensiamo al nostro passato, tendiamo a riscriverlo in una versione un po' diversa da come sono andati realmente i fatti. In meglio, in peggio… ma la memoria ha un suo ruolo, le emozioni probabilmente, un altro.
Per questo nel mio immaginario, fino ad una certa età, di fatto fino all'insorgere del panico, pur stando bene anche nel resto dell'anno, l'estate per me era qualcosa di magico, mitico. Un tempo di divertimento, ma anche di tempo per me, di relax, di enorme benessere. Da un po' non è più così e quel che è peggio, sebbene maggio ne conservi intatte tutte le possibilità regalando momenti di speranza, non c'è nulla a segnare lo scorrere di questa stagione. Ma quest'anno, forse anche a causa del tempo atmosferico, è decisamente peggio del solito. Se poi ci si mette anche il casino in casa, l'unica cosa che avverto è una tensione/paura che non conosce stagioni. Di fatto mi sento come mi sento tutto il resto dell'anno, e questo mi mette ulteriore tristezza, ulteriore angoscia. Sto male, so che tocca a me cambiare ma non so come, del resto ho la sensazione che nessuno capisca più nulla di me, come se avessi mal di testa e in risposta mi venisse offerta una garza per uno strappo muscolare.
Mi chiedo sempre: se per qualche motivo dovessi trasferirmi lontano da qui, come farei a rimettere insieme una parvenza di vita? Lasciamo perdere panico e affini, solo un semplice trasferimento, da cosa comincerei per rimettere insieme i cocci?
Il non saper dare risposta alle mie necessità mi ha fatto ripiombare in uno stato depressivo. Del resto è da un po' che mi vado dicendo che ho miglioro o peggioro di brutto, evidentemente ho intrapreso la seconda strada. Mi sento fragile, il comportamento dei miei non mi aiuta, il fatto di non vedere mai anima viva nemmeno… non riesco a far fronte più a niente, meno che meno chi mi propone insistentemente strade per dimagrire. Non ho la forza nemmeno per leggere e mi annoia tutto. C'è solo una fascia oraria, dopo le 22 di sera che mi sento sciolta, davanti ad un telefilm, distratta dal niente che è la mia vita da immagini su uno schermo.
Come ci sono arrivata di nuovo a questo punto?

mercoledì 11 luglio 2018

e oggi

Sì, anche la giornata di oggi ha preso il via in un modo piuttosto complicato. Strada facendo però le cose sono andate meglio, tanto che su comunicazione improvvisa, dopo pranzo, sono riuscita ad andare in farmacia per delle cose di mia madre. Sono riuscita SENZA PANICO E SENZA COMPRARE NIENTE sebbene sia passata proprio di fianco alla pasticceria in cui sono andata spesso negli ultimi mesi. Ho lasciato la macchina un filo lontano per camminare almeno dieci minuti e al ritorno mi sono fermata quasi mezz'ora a chiacchierare con una ragazza che conosco. Insomma un'ora di vita normale che mi ha fatta stare bene, stanchissima per la breve camminata, ma serena. Poteva durare? Ovviamente no, mio padre con un giro che nemmeno ho capito si è incavolato di brutto con me asserendo che gli avevo rotto i coglioni, sbattendo porte a tutto andare. Così, alle 21.30 mi sono rintanata in camera a piangere.
So cosa è la violenza fisica, so anche cosa è quella psicologica, so che non è il mio caso né l'uno né l'altro, ma so anche che sono di una fragilità estrema e che uscite così da parte dei miei genitori mi devastano, sia perché senza motivo, sia perché sono le uniche persone che ho vicino, e comportamenti così mi fanno sentire di valere meno di niente. Ogni uscita del genere annulla i passi avanti fatti della mia autostima, così anche oggi non lo ricorderò per quella breve ora di normalità, ma per questa sera fatta di pianti e paura. Perché ho paura di lui. E il panico, ovviamente, è tornato.
Vorrei tanto avere qualcuno al mio fianco, qualcuno che mi desse coraggio. Qualcuno che non c'è.

martedì 10 luglio 2018

...

Le giornate possono diventare assurdamente complicate. Dopo la litigata per la storia del peso, poco fa c'è stato il bis con mia madre. Mi ha chiesto di mandare un messaggio, un messaggio più che legittimo e sensato vista una situazione che si è venuta a creare, solo che io non ci sono riuscita. Sì, mi rendo conto da sola di quanto da minorata mentale sia questa incapacità di mandare un messaggio e ci sto di merda di conseguenza; il fatto che mia madre si sia arrabbiata perché riteneva che le disubbidissi di proposito mi ha spiantata, uno perché dimostra per l'ennesima volta quanto non capisca niente di quello che provo, due perché aggiunge anche il senso di colpa. Sta precipitando tutto così in fretta… io non credo di poter resistere a lungo così, per cui vorrei sapere davvero cosa mi aspetta. E nel frattempo ansiolitici a gogo.  

che c'è di strano

Ennesima discussione in casa a causa dei miei limiti. Parole parole parole e alla fine mia madre che piange con me che resto imbambolata come una cretina. Parole che feriscono perché alla fine sono parole vere, ma quando vedi certe scene ripetersi all'infinito be'… l'unica cosa che resta è quella sensazione di fallimento che in fin dei conti è l'unica cosa che vedono anche gli altri. Sono poche le cose di cui vado fiera degli ultimi anni, e per lo più legati all'effetto che ho avuto su benessere di alcuni ragazzi che ho seguito, ma per il resto non c'è niente. Niente. E quello che oggi fa arrabbiare mia madre è il vuoto nella mia vita con cui convivo da 18 anni. Meglio, nello specifico il fatto che io non riesca a portare avanti percorsi per perdere peso, anche di fronte ad un'obesità grave che mi sta schiacciando. Il fatto è che è vero: non credo a niente che si proclami come miracoloso. credo che potrò avere risultati solo quando mi approccerò al cibo in un modo sano, senza abbuffate, tutto il resto per me possono essere  solo aiuti, coadiuvanti, persino palliativi. Ma è difficile essere sereni con il cibo quando non lo si è in generale, e io non lo sono da troppi anni. Continuo ad annaspare ma non trovo appiglio e questo genere di discussioni mi strappano ogni volta i pochi brandelli di sicurezza che da qualche parte ancora ho. Ma oramai sono rimasti pochissimi, più legati a ricordi passati che a motivi presenti. Ho visto mia madre piangere non so più quante volte e quasi sempre per colpa mia, io invece di fronte a lei mi sono sempre impedita di piangere per evitare che ci stesse male. Questa cosa alla lunga ha creato un qualcosa di strano e lascia passare solo il suo senso di delusione. Mai di soddisfazione.
Per cui, altra 'botta' da cui cercare di venir fuori, fondamentalmente senza che nessuno capisca una cippa di quello che provo.
Insomma, un'altra giornata quasi normale. Del resto se passo le serate spaventata da un venditore di aspirapolveri, che c'è di strano in una giornata come oggi...

lunedì 9 luglio 2018

ma...

Tadà… la giornata ha rivelato un imprevisto. Verso le 18.30 verrà un rappresentante di elettrodomestici per una dimostrazione di quello che abbiamo comprato.
Bene, e allora? E allora, poiché è richiesta la mia presenza, io mi metterei già a piangere adesso che sono le 14.40. Semplificando direi che ho paura. Dal momento che è evidente persino a me che non è una vera e propria paura, non resta che catalogarla come insicurezza/disagio. Onestamente è di fronte a questo genere di cose che finisco con il non vedere più un futuro per me, e come potrei? Ho paura di un tizio che viene a far vedere come funziona l'aspirapolvere! altro che temere di non raggiungere la laurea. Arriverò a questa sera con mille goccine di ansiolitici e potrò dirmi soddisfatta. Che pena…

riso amaro

 
 
Buon giorno eh… la bilancia questa mattina mi ha salutata con un bel 137 chili, cioè un +2. Stupita? No, in tutta coscienza non posso: so cosa ho mangiato in questi dopocena e so che non mi sono mossa quasi per niente.
In ogni caso posso affermare che il mio corpo denota questi chili in più, è come se si fosse superata una linea di confine per cui ogni aumento, sebbene a questo punto relativo, è accompagnato da disagi enormi, e una fatica tangibilmente crescente.
Fino a poco fa c'erano qui delle mie parenti, ovviamente non mi sono fatta vedere. Ovviamente... così continuo a tradire quelli che sono i miei obiettivi sulla breve e lunga distanza. E continuo a spostare sempre 'un po' più in là' il momento in cui fare qualcosa, perdendo tanti piccoli, grandi, pezzi di vita. Pezzi di me. Perché quando ci penso, mi rendo conto che non so come fare, non so come stare in mezzo alla gente, non so come smetterla di farmi del male ingozzandomi di cibo a tarda sera.
Per questo poi mi viene da ridere a chi mi propone l'ennesima strategia per perdere peso super innovativa. Perché non c'è analisi del capello che tenga di fronte al fatto che vivo come una reclusa, senza luce-aria-sole, non muovendomi mai e ingozzandomi di porcherie quando fa buio. Ho una vita assolutamente disordinata e no, in questo caso non basta ammetterlo. Occorre cambiare. 

domenica 8 luglio 2018

riuscire

Oggi pomeriggio ho fatto 35 minuti di ciclette e poi ho dovuto smettere perché non mi veniva più il fiato. Salire i circa 40 scalini che mi portano dal piano terra a dove sto di solito mi fa arrivare in cima con la lingua di fuori. Se penso che fino a, circa, un anno e mezzo fa riuscivo a portare a termine senza rischio infarto dei programmi di fitness su dvd da 45-55 minuti, non posso che ammettere quanto questi ultimi 10 chili presi mi abbiano definitivamente rovinata. 35 minuti di ciclette e 3 ore e mezzo dopo mi fanno ancora male le gambe.
Ieri sera ho saputo che una ragazza che io non conosco ma di cui avevo sentito parlare, che soffriva di un'obesità grave e che era riuscita a raggiungere il peso forma, poco più di un anno dopo ha già ripreso molto del suo peso. Mi sono sentita male per lei. Immagino la fatica per perdere ogni singolo etto e la possibilità di mantenere i risultati, stando agli studi medici, è quasi nulla. Conosco alcune persone con un'obesità più modesta fare un perpetuo tira e molla, altro che effetto yo-yo…
Quanto peserò tra 6 mesi? Tra un anno? Riuscirò ancora a guidare? A camminare? Già ora mi sembra che spostare queste gambe avanti di ogni passo sia un problema perché devo divaricarle in un modo innaturale.
Vorrei che dopo tanto tempo, il mio cervello ricominciasse a farmi remare dalla giusta direzione.

venerdì 6 luglio 2018

I need...

Sto rimuginando sull'incontro di ieri con la mia terapista da più di 24 ore ed è evidente che non sono in grado di dirle di sì. Non so bene cosa succederà d'ora in poi ma è evidente che mi sento un po' persa, soprattutto mi mette parecchio a disagio il fatto che proprio lei non capisca quanto io sia ancora legata dal panico e affini per potermi davvero buttare a capofitto in un percorso contro l'obesità in modo totalizzante.
Immagino però che ogni tanto i terapisti debbano provare a calcare un po' la mano per vedere se il paziente in qualche misura risponde.
Comunque, il primo dato certo è che le dirò di no, il secondo che anche stare in piedi 5 minuti per passare la scopa è stato difficile. E questo mi spaventa. Quindi quello che mi serve è un percorso fatto su misura e con il mio ritmo ma che porti ad un risultato. Un risultato tangibile settimana dopo settimana.
La cosa forse positiva è che per come sono conciata adesso non serviranno arrampicate sul k2 per i primi risultati, e quelle piccole camminate fuori casa sarebbero super adatte anche per affrontare il panico.
La cosa negativa è che, se combatto con il panico da quasi 18 anni, con l'obesità sono 15 circa, e con il sovrappeso da sempre, il che dovrebbe rendere più o meno comprensibile il mio scetticismo e quella sensazione molto forte di non farcela nemmeno questa volta. Ho bisogno di programmazione ma anche di prendere un giorno alla volta, ho bisogno di forza di volontà e anche di cose con cui distrarmi nei momenti critici, ho bisogno di fare un bel respiro e per una volta, credere in me.

giovedì 5 luglio 2018

out out

Oggi psicologa, in quello che potrebbe essere un incontro da out out perché oramai è abbastanza evidente, per me come per lei, che questi incontri così hanno poco senso, perché il fatto oramai non è più dire ma fare. Non è più pensare ma agire. Su ogni fronte. Giusto, del resto anche io oramai cominciavo a sentirmi a disagio in questa perenne chiacchiera un po' a vuoto. Serve cambiare il nostro tipo di rapporto, solo che quello che mi ha proposto lei, marciare a ritmo sostenuto verso la presa di petto di un problema o due, obesità e guida, può essere tanto lecito a parole, quanto impossibile con i fatti. Sono troppe le variabili che sono ancora fuori dal mio controllo, tra queste l'ansia che arriva e va sempre come vuole. Io non sono in grado di iniziare il percorso che vuole lei, ma la vera domanda è: cosa sono in grado di fare? Di iniziare e poi portare davvero avanti? C'è qualcosa almeno? La mia vita è tutta disordinata in mille modi diversi. In testa ho solo confusione e non riesco  a fare ordine.

mercoledì 4 luglio 2018

voglio ricominciare a sorridere

9-21... 11 ore appiccicata qui al tavolo del soggiorno tra dolori alla schiena, alle spalle, alle gambe, e persino al sedere. 11 ore seduta a fare niente, con le due pause pranzo-cena più qualche puntata alla toilette, con l'ansia che cresceva di ora in ora, insieme ad una pressione sul petto che mi sta portando ad un filo dall'urlare. E tutto intorno a me convivenze, bimbi, vacanze, lavori… sto esplodendo. Perché sono anni che mi lamento ma così non sono mai stata e sto aspettando da un momento all'altro l'istante in cui mi manderò a fanculo e riprenderò a vivere come vorrei.
E nel frattempo mi riempio di ansiolitici per anestetizzare quella noia/malessere che riconosco come sani ma che non so come affrontare. E' che quando si è così deboli e soli, è difficile ricominciare perché non si sa dove appigliarsi. Paradossalmente proprio noi, quasi incapaci di stare con gli altri, dovremmo riuscire a metterci in discussione creandoci nuovi giri, nuovi gruppi, nuovi interessi… non riusciamo a gestire quelli vecchi e dovremmo imparare a crearne di nuovi: FANTASCIENZA. Eppure ad un certo punto, se si vuole arrivare da qualche parte, occorre cambiare, ma cambiare sul serio.
E io so solo che voglio ricominciare a sorridere.

martedì 3 luglio 2018

una vita in vacanza...

esattamente 18 anni fa in questi giorni, l'inizio di luglio, ero alle prese con la tristezza, normale, post vacanze più tosta della mia breve vita da sedicenne. Questo perché l'idea della vita in vacanza funziona solo nei testi delle canzoni, ma nella realtà dopo 3 settimane di mare, ero da poco ritornata a casa. Ritornata a casa dopo una vacanza bellissima. Una vacanza che mi era mancata da subito… però, sebbene la nostalgia fosse moltissima, la vita mi riprese quasi immediatamente nel quotidiano, perché, appunto, una vita l'avevo. E anche abbastanza piacevole nel suo complesso. Certo, all'epoca probabilmente molte cose erano già in moto verso il panico, molte cose erano già sbagliate ma io c'ero. Godevo del mondo e credevo che il mondo fosse semplicemente lì anche per me, senza tante complicazioni. Probabilmente, anzi sicuramente, allora davo troppe cose per scontate, me ne sarei resa conto solo in seguito, quando di scontato e normale non sarebbe rimasto nulla, quando le vacanze erano il solo miraggio di una vita con qualcosa che poi veniva delusa, quando le vacanze non ci sono state più per anni, quando sono tornate ma svuotate di ogni significato. Nel frattempo sono passati 18 anni, una vita che mi ha traghettata dall'essere nella prima fase dell'adolescenza all'essere una donna di 34 anni, matura… o meglio, dovrei essere una donna. E invece sono solo una ragazza invecchiata, senza nessuna esperienza, di fatto per molte, quasi tutte, le cose sono rimasta ferma a quell'estate del 2000. Si aveva così paura per il millenium bug, ma direi che sono io che ho preso il bug… e ancora non ho trovato una cura.
E santo cielo, quanto mi pesa!!! Non riesco più a gestire la situazione. E' come se il tunnel nero in cui sono finita anni fa, avesse preso a collassare su se stesso ad un ritmo mille volte più veloce di quanto accaduto fino ad ora. Vedo il tempo passare sul calendario, ma per la prima volta l'estate ha un sapore enormemente diverso, qualcosa che forse per la prima volta nella mia vita, vorrei passasse in fretta…
anche se non so per lasciare poi il posto a cosa...

lunedì 2 luglio 2018

lunedì 2 luglio 2018- diario di bordo...

Ore 12... dopo la pausa al mare, definirei questa come la prima giornata del resto dell'estate. Curiosamente, sebbene siano passate solo 72 ore circa dal mio rientro, il mare be'… sembra una cosa molto lontana. Indubbiamente è un bene che non sia rimasta avviluppata nella malinconia post-vacanze a lungo. Immagino però sia importante anche il perché: in effetti questo sta succedendo perché le preoccupazioni che nutro sul mio presente/futuro sono talmente alte da non lasciare spazio ad altri pensieri.
La strada è sempre la stessa: procedere con decisione, anche se mezzo passo alla volta. Questa mattina peso 133 kg, ho  fatto 40 minuti di ciclette e ho le gambe in fiamme. Poi ho scritto un po', per cui, per certi versi questa mattina ha avuto un senso. Ma sono due ore sulle infinite che mi aspettano. Messa così davvero non credo di potercela fare, perché fatica, fatica, fatica senza che ci possano essere subito risultati.
Avere la capacità di prendere un'ora alla volta mi sembra fantascienza, per cui… che dire, per il momento mi sembra di navigare a vista.
Se arriverò da qualche parte lo sapremo con l'autunno.
E intanto l'ansia è ritornata presenza molto più assidua di quando ero al mare… evviva.