venerdì 31 maggio 2019

Noemi - La borsa di una donna - Lyric video - Sanremo 2016





Ho sempre trovato questa canzone particolarmente significativa e vera: quello che ci portiamo appresso dice davvero molto di noi. Oggi ho visto una mia vicina che riportava l'auto dei suoi genitori a casa dei suoi appunto. Quando è venuta via aveva solo il telefonino in mano e non ho potuto che confrontare il suo modo di fare con il mio. Nella mia borsa c'è di tutto, soprattutto legato al panico. Ansiolitici, un certo numero di farmaci, da quello per il mal di testa a quello per il mal di pancia. Fazzoletti, caramelle per gestire l'alito, deodoranti per gestire altri odori, i braccialetti contro la nausea, pezzi di liquirizia e borse di plastica per lo stesso motivo. Un antistress a forma di auto, lettore mp3 per distrarmi in caso sia prossima a dare i numeri… il termometro… più quello che è quasi normale, portafoglio, telefono... e mi porto dietro tutto ogni volta. Pesa un quintale e da perfettamente il senso di ansia che provo ogni volta che esco di casa. Uscire senza niente è una libertà che ancora non riesco a concedermi.

ciao ciao maggio...

Oggi, con l'ultimo incontro, è finito il mio impegno per l'anno scolastico 2018/2019 sul fronte ripetizioni. Bilancio? Non un granché, poche ore pochi soldi, veramente pochi. E qualche soddisfazione, ma soprattutto la convinzione che con questi ragazzi c'è da dare davvero sempre di più. Hanno bisogno di esempi positivi e vorrei esserlo.
Vorrei tante cose, e devo imparare.
Questa mattina verso le 9 stavo pensando alle cose che avrei dovuto fare per i miei prima del pranzo, cose diverse tra loro, magari non difficili ma tante e varie; improvvisamente ho avvertito un giramento di testa fortissimo e la sensazione di un pugno nello stomaco. Devo davvero imparare a gestire questa girandola di impegni. Impegni forse non esattamente convenzionali, ma che mi vengono richiesti dalla situazione. Solo le 17.35 e mi accingo a prendere gli ansiolitici per la terza volta oggi, ieri li ho presi solo una volta, simbolo che in effetti non tutti i giorni sono ancora tutti uguali tra loro. Segno che qualcosa sta procedendo e in meglio. Segno che non devo mollare sebbene alcuni giorni, come oggi, siano particolarmente complicati. Ma ci sta, è un percorso e io sto imparando. Sto imparando da capo. Per me, per i miei genitori, per i ragazzi che spero seguirò anche nei prossimi mesi. Sto imparando per tutto quello che mi aspetta e per capire come raggiungere anche ciò che ora sembra lontano. Imparare va bene. Sempre.

giovedì 30 maggio 2019

Questa mattina sono uscita un paio d'ore per accompagnare mia madre in paese, dalle 8 alle 10. Posto che dopo essermi addormentata dopo l'una e svegliata alle 6, ero abbastanza rintronata, di degno di nota c'è che non ho avuto ansia. Niente. Niente di niente, e non avevo preso nemmeno gli ansiolitici. Di nuovo quella sensazione che la vita può essere più leggera, anche per me. Di nuovo quella sensazione che ci possono essere opzioni diverse anche per chi non fa una vita super canonica. Che per ora posso dedicarmi a rimettermi in sesto, aiutare in casa sempre di più e posso comunque trovare il modo di guadagnare, aspetto decisamente essenziale. Magari con la scrittura, magari con le lezioni? Magari ce la posso fare :)
Magari poi è meglio che prenda solo un giorno alla volta, anzi un pezzo di giorno alla volta.
Ieri ripensavo a quella storia della firma del notaio lunedì e all'altra questione burocratica che mi ha fatto dare i numeri lunedì sera. E la domanda che mi sono posta è: mi viene il panico perché non mi sento in grado di affrontare certe, quasi tutte, situazioni o non sono in grado di affrontarle perché è impossibile gestire qualunque affare con il panico?  Per esempio guidare, che è alla base di quasi tutto il resto…
Cioè, ho due tipi di malessere, fisico e psicologico. Quale arriva prima? In realtà non sono sicura al 100% che abbia ancora senso ora porsi questa domanda, ma vista la fatica ad affrontare tutto, forse tentare di capire ancora un po', non sarebbe proprio inutile. Soprattutto perché di 'cose' di  questo tipo da affrontare ce ne saranno sempre di più. Ma molte di più, dal momento che, sebbene ne sia spaventata, sto subentrando in molti aspetti ai miei. Sto sempre aspettando di dare definitivamente i numeri ma intanto vado avanti un passo alla volta e quindi è normale chiedersi cosa posso fare per rendere tutto più semplice. O meglio, meno impossibile.
 Al di là di modi di dire, oramai certe dinamiche in casa sono cambiate al 90%, e se non crollo, ogni giorno mi vede necessariamente più protagonista. Ho paura di non essere in grado, e anche se poi dovessi avere delle belle sorprese, ho davanti mesi non difficili, di più (visto anche l'aspetto della perdita di peso), ma l'unica cosa che posso fare è andare avanti e vedere che succederà…
Speriamo in bene.

lunedì 27 maggio 2019

Se avessi scritto qualche ora fa immagino che questo post sarebbe stato diverso. Avrei scritto della fatica che ho fatto ieri per uscire a votare, avrei scritto di quanto oggi, uscire per una semplice firma da un notaio mi ha fatta stare così male da dover prendere gli ansiolitici 3 volte, due prima di uscire di casa, una al mio rientro. Avrei scritto che ieri sera l'idea di dover uscire oggi mi rendeva così nervosa da non riuscire/volere mangiare nulla per non farmi stare male e di come però questa strategia mi sia sembrata così sbagliata da convincermi a mangiare un pezzo enorme di focaccia e un krafen alla crema verso mezzanotte. Avrei scritto delle mie solite carenze. Solo che poi questa sera è successa una cosa che riguarda alcune questioni di gestione famigliare, per così dire, che ha aperto un nuovo grande problema. Di fronte ad alcuni, parecchi, cambiamenti per alcune procedure, mio padre è caduto in una delle sue solite scenate. Non è che non lo capisca, tutt'altro. Ma il punto è proprio questo: lui dice che rinuncerà perché sono troppe le pratiche da seguire e che non se la sente più. Che tocca a me, che dovrei assumermi le mie responsabilità.
Cosa posso dire? Ha ragione.
La verità è che con due genitori un po' su di età, e con questioni da gestire in due regioni diverse, altro che una pippa come me, ci vorrebbe una figlia super in gamba nel districare mille problemi tutti diversi.
Solo che se rinuncia, sono soldi in meno che entreranno. E sarà così, perché se confronto il caos burocratico di questa novità rispetto alla cagata della firma dal notaio non c'è proprio paragone, ma è bastata la firma dal notaio a farmi stare malissimo, persino il cuore mi ha fatto male come stretto in una morsa. Io continuo a sperare in chissà cosa, ma la verità è che non sono in grado di fare nulla. Giusto lavare qualche piatto… Ciò che sono diventata è qualcosa di surreale, ma in mezzo a 3 persone anziane sarà già un casino ora, non solo poi…
Era ovvio andasse così, ma a fronte dei miei non miglioramenti, sta succedendo tutto troppo in fretta. O forse qualsiasi cosa sarebbe troppo in fretta. Ma qui certi passaggi sono casini veri e la consapevolezza di essere così incapace, inchioda davvero lo stomaco.

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domenica 26 maggio 2019

Ieri ho letto in un romanzo, che un bimbo che cresce con almeno un vero amico può essere un bimbo sereno. La frase andrebbe interpretata nel contesto della trama, ma in parte la faccio mia: avere almeno un amico è un davvero avere un tesoro. Io ho delle persone vicine che probabilmente correrebbero se avessi bisogno. Ho delle persone che posso annoverare sicuramente come conoscenti, un paio di persone con cui ogni tanto passo momenti decenti. Ma una vera amica non l'ho più. Qualcuno a cui raccontare di qualche stupidata che sogni la notte, o di qualche pensiero scemo. O di qualche paura seria. Se riesco ancora ancora a tollerare il più delle volte di essere single (forse perché non ho mai conosciuto l'alternativa) non avere amici veri diventa sempre più triste.
Questa sera sono andata a quell'impegno e sono anche tornata più tardi del previsto, alle 23. Bilancio? Positivo. E' stata una serata divertente. Momenti difficili? Alcuni, in primis per gli spazi della cena, incastrati come sardine senza quasi potersi muovere è stato un incubo. Temevo di dover scattare per un attacco di panico e di non riuscire ad uscire dai tavoli, invece mi sono lasciata prendere dalla conversazione e non c'è stato male. Altro momento durante la presentazione di alcune foto fatte nelle varie attività dell'anno. Io non c'ero in nessuna, e questo è il punto… sono sempre fuori dalla scena perché non mi sento mai abbastanza a mio agio da farne parte. O non partecipo all'evento o resto sempre un po' in disparte, sempre un po' in un angolo anche nelle 4 cose in croce che faccio. Sempre con un disagio troppo troppo forte. Immagino ci sia una correlazione tra questo essere sempre fuori dall'inquadratura delle foto e il fatto di non avere amici intimi, (per quanto sia consapevole che qualcuno che ci tiene a me, anche se in vario modo c'è).
Una volta appurato questo però come si fa? Come si fa a trovare la soluzione? Faccio ancora troppa fatica a lasciarmi andare e senza questo passaggio non solo è impossibile prendere parte a situazioni belle e pronte, ma lo è ancora di più creare/cercare ex novo quello che risponderebbe davvero alle mie aspirazioni.
E' il colmo: quando non riesci a fare niente, anche solo ipotizzare di avere varie opzioni sembra un problema; come a dire se devo fare qualcosa  con una fatica assurda, perlomeno che sia quello che voglio davvero. Solo che dopo una vita passata a non fare più niente, non sai nemmeno più quello che vuoi.
Così torniamo alla considerazione di prima: io nelle foto non compaio, ma in quali vorrei davvero comparire se riuscissi a lasciarmi andare? E con chi?
E mentre arriva la domenica, questa domanda resta a farmi compagnia.
Anche se in fondo forse la risposta è poi semplice: in tutte quelle che riesco e così facendo troverei anche con chi farle.






sabato 25 maggio 2019

Questa sera, circa tra le 18 e le 22, ho un impegno. Una serata che almeno sulla carta, si preannuncia come qualcosa di piacevole, di sicuro non impegnativo: una cena conclusiva dell'anno di volontariato con i ragazzi. Si tiene a 5 minuti di auto da qui, per cui alla peggio, posso venir via quando voglio. Non dobbiamo fare nulla se non presenziare. Quindi in pratica dovrebbe essere qualcosa ad ansia quasi zero, invece sono circa due ore che il mio cervello sta cercando una scusa qualsiasi per saltare almeno la seconda parte, facendomi desiderare l'ennesima sera a letto davanti al pc, come tutte le mie sere in pratica. Francamente se usassi 1/10 delle energie che sto spendendo per cercare una scusa a riflettere sul fatto che non c'è nulla di complicato nel partecipare, che alla più disperata posso venir via quando voglio, che se la prendo per il verso giusto potrei anche divertirmi, be'… potrei anche godermela. Invece ho già mal di testa.
Questa è l'essenza dell'espressione 'priva di qualsiasi sicurezza'. Evviva, si può proprio far festa.
In ogni caso… buon sabato!!!



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venerdì 24 maggio 2019

A occhio e croce oggi mi sembra di stare meglio, quella cosa che ho avuto l'altro giorno, di qualsiasi cosa si sia trattato, sembrerebbe passata. 
In compenso l'ansia non mi da tregua. Osservo i miei genitori e davvero non mi capacito di quanto siano cambiati in meno di un anno. Poi penso che anche su di me l'atmosfera di merda che c'era in casa ha avuto effetti disastrosi e che quindi, anche se in modo diverso, potrebbe aver avuto effetti anche su di loro. Quindi bo, magari ci sarà qualche miglioramento, ma non sono più giovani, per usare un eufemismo, e temo che il futuro non sia in discesa, soprattutto visti gli accenni sempre più marcati di qualche sorta di sindrome depressiva anche in mio padre. E io me la faccio addosso per la paura.
In queste notti sto continuando a sognare il tempo passato con le amiche, sto continuando a sognare una me che non esiste più, anche solo per questioni anagrafiche. Razionalmente so che a 35 anni non sono spacciata. Che possono esistere mille strade diverse, che posso vivere ancora qualcosa di magnifico, anche qualcosa di spensierato e divertente. Ma devo accettare la realtà, quello che è e lasciare andare quello che non è più e non può più essere.
Devo lasciare andare le idee su quella che speravo sarebbe stata la mia vita.
L'ansia galoppa, galoppa sempre. In questo momento (in senso ampio, anni) serve che io mi curi sempre di più e che subentri sempre più in casa. Poi sarà quel che dovrà essere.
Ma c'è sempre il problema soldi.
Io posso fare le veci dei miei fin dove posso ma senza il mio introito economico non va.
Per questo mi sento persa.
Occorre credere che posso avere un futuro, e ci riuscirò solo quando lascerò andare quello che mi ero costruita nei sogni, quando lascerò andare il passato.
Ma è dura. Devo contare su di me. Ma 19 anni di panico mi hanno fatto dimenticare come si fa.
Intanto respiro, un respiro alla volta…

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giovedì 23 maggio 2019

Fino ad ora, oggi con me l'ansia ha avuto vita molto facile. Mi rendo conto che basta davvero un piccolo malessere per mettermi in ko tecnico. Ho un paio di impegni nei prossimi giorni, uno sabato e uno lunedì e sono già in crisi perché mi sembra di essere totalmente fuori controllo. Negli ultimi 2 mesi, tra quel mega attacco di panico, la mandibola bloccata, la schiena dolorante e ora questa febbriciattola ho avuto un po' di fastidi, di per sé non gravi eppure nell'insieme bastano per farmi avere la sensazione di totale perdita di controllo sul mio corpo. Quindi altra ansia… quindi sto peggio e non riesco a fare alcune cose che avrei dovuto per mia madre… quindi poi mi sento pure in colpa.
Nel frattempo continuo ad alternare momenti in cui sono gelata ad altri in cui sudo come se fossi in una sauna. Ma... qualcosa mi dice che ci sarà da ridere nelle prossime settimane…
mi immagino che beatitudine deve essere la sensazione di stare bene, per davvero.
Forse, e dico forse perché oramai con la mia salute non ci capisco più niente, la raffreddata di ieri è passata. Speriamo, perché già questa notte svegliandomi ancora così così ho finito con l'avere un attacco di ansia…
E anche adesso il respiro è parecchio accelerato. Forse anche perché, dovendo preparare un bilancio per una ragazza  di 17 anni che ho seguito tutto l'anno e saluto oggi, ho ripensato a quando avevo la sua età, agli anni successivi. Alle mille esperienze che ho perso, ai rapporti umani che ho perso, e come sempre non sono pensieri felici. Anzi, mi hanno fatto proprio male ma non sono riuscita a bloccarli. Ho sempre la sensazione che se almeno il presente funzionasse a dovere, il passato avrebbe meno presa su di me. Invece in questi momenti vedo solo ciò che non ho, che non ho più, che non ho avuto… che palle…
Ieri poi mi sono accorta di una cosa, magari stupida, sicuramente inutile: per uscire di casa io devo fare due cose particolari, 1^ passare attraverso una specie di strettoia nel posto dove 50 anni fa c'era la scala che portava in soffitta e che poi è stata trasformata in una mansarda e che obbliga ad inchinarsi (ciao vertigini), 2^ uscire da un garage che molti guidatori  anche più esperti di me, hanno sempre trovato particolarmente faticoso perché stretto ed in pendenza. Magari il fatto di dover sempre compiere questi due gesti un po' faticosi non ha fatto altro che rendere più evidente la tremarella legata all'uscita, rendendo quasi obbligato il binomio uscita=attacco di panico.
Bo, mi è venuto in mente ieri, così… e visto che non mi va che resti nel mio cervello a girare a vuoto, l'ho scritto qua sopra, per diffonderlo un po' in giro… :)


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mercoledì 22 maggio 2019

???...???...???...???

Dunque… questa mattina uscita per la visita alla dottoressa. Ho dormito bene, mi sono svegliata ok, non ero entusiasta di andare dal dottore ovviamente, ma L'ANSIA ERA SOTTO CONTROLLO, tanto è vero che non ho avuto bisogno nemmeno di prendere i miei soliti ansiolitici. Trovo parcheggio subito, lei mi riceve subito, mi prescrive esami di controllo, parliamo di come sto e di come intende proseguire la cura… ciao ciao. Vado in farmacia, altri 50 euro ---e un leggero colpo al cuore, poi te credo che viene ansia--- Esco, siccome sto bene non ho voglia di tornare subito a casa, faccio due passi, (ok, vado in pasticceria, male male male…) gironzolo un'oretta, respiro, sono felice e beata che non ho l'ansia. Non mi sembra vero. Non mi frega se faccio aspettare qualcuno mentre faccio le mie mille manovre per parcheggiare e uscire dal parcheggio...Torno a casa e mi viene mal di testa, penso: sarà che dopo i lavori fatti nei giorni passati sto lasciando uscire un po' di stress. Mia madre è d'accordo. Non mi passa e mi viene freddo, e mi fanno male tutte le ossa.  Risultato: ho la febbre… :/  Premesso che probabilmente era già in corso prima, è proprio bello entrare ok dal medico e uscirne ko.
Ma uffa!!! Per una volta che va bene per l'ansia, mi prendo la febbre… mah… che giocherellone il fato… E quindi, visto che oggi posso, mi sono infilata a letto e ciao ciao!!! :D
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martedì 21 maggio 2019

Allora… 22.20 di una giornata un filo movimentata.
Questa mattina un'ora di pedicure a mia madre, poi dopo pranzo quasi 3 ore per cucinare un piatto di carne a mio zio… alla fine due ore di ciclette. Giornata piena e varia. Non brutta, ma interessante,  di sicuro non noiosa, di sicuro con il sedere staccato dalla sedia del tavolo della sala, di sicuro mi è piaciuto vivere un po' più la casa nella sua interezza però…
Però siamo alle solite: ad un certo punto di fronte all'evidenza di quanto stiano cambiando le cose qui in casa, di quanto stia arrivando sulle mie spalle, mi è preso il panico. Dopo mia madre, ora sembra mio padre invecchiato di 20 anni in una stagione.
Panico, ansia… ciò che è giusto che faccia in casa, il fatto che però sebbene io possa lavorare parecchie ore non riesco a guadagnare un euro… non so, evidentemente devo metabolizzare un bel po' di cose. 
Quanto vorrei stare bene di nuovo, quanto vorrei di nuovo equilibrio... 
 
 
 
 
 
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Negrita - Ho imparato a sognare


Ieri pomeriggio, anche se è stato fortunatamente solo un fraintendimento da parte mia, per qualche ora ho creduto che a mio zio servissero  altri 1000 euro in modo urgente, e improvviso. Mia madre l'ha presa male, stava quasi per piangere; io ho reagito meglio al momento e ho cercato di supportarla. Fortunatamente verso sera la questione è stata spiegata meglio, con più calma, e ho capito che erano quelli che aveva già speso, non che gli servivano ancora.
Questa mattina mia madre sotto la doccia, mi chiama allarmata che non veniva l'acqua calda. Ho smanettato un po' e poi è arrivata. Per il momento la caldaia ha ripreso a funzionare.
Lì per lì non ho reagito male, né ieri pomeriggio né oggi, è un minimo miglioramento.
Adesso però, due ore dopo, sono in preda ad una crisi che non accenna a passare. Sti soldi stanno diventando un incubo. Perché sebbene gli ultimi due siano stati, almeno per ora, falsi allarmi, servono soldi continuamente, e il fatto di non riuscire a contribuire per niente mi distrugge. Mi rendo conto in questo momento che, per come sono cresciuta, con l'esempio di mia nonna e di mia madre, l'indipendenza economica mi è sempre stata presentata come un traguardo importante, certo non il solo e certo non il principale, ma importante sì. E credo di aver introiettato questo principio molto più di quanto non pensassi, per questo mi pesa non riuscire a contribuire in tale senso, soprattutto quando le spese arrivano da ogni dove. E ok, è evidente che sto facendo molto di più in casa, anche ieri ho girato come una trottola tra i vari mestieri, e poco alla volta sto entrando in gioco per sostituire i miei quando non riescono più a fare qualcosa, sebbene non sia per nulla facile tra un attacco di panico e l'altro, ma comunque non basta. Servono soldi e io non so più come fare.


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lunedì 20 maggio 2019

#pensieri e doccia

Ieri ho comprato un pupazzetto da regalare ad una mia 'allieva' perché è una specie di simbolo che spero capirà, e che, in ogni caso, accennerò magari in un bigliettino. Un gesto simbolico. Spero le faccia piacere. Curiosamente, per quanto mi ci affidi spesso, oggi facendo la doccia, mi sono resa conto che fondamentalmente a me i gesti simbolici, i simboli per dirla in breve, non hanno mai fatto un grande effetto. Seriamente; nel corso degli anni ne ho cercati e trovati parecchi, ma direi che il più delle volte hanno fatto cilecca. Non so, forse pretendevo un filo troppo da loro. Ovviamente ci sono oggetti che sono ricordi importanti di persone e luoghi, ma le 'cose simboliche' per me sono altro.
Speriamo che invece per quella ragazza abbiano più senso che per me... :)

E sempre durante la stessa doccia, che evidentemente mi ha ispirata, mi sono resa conto anche di un'altra cosa: ogni volta che sono a ridosso del ciclo, la voglia di guadagnare soldi aumenta esponenzialmente! Sì, be'… guadagnare non è che mi fa schifo il resto del mese, ma nella fase pre-mestruale diventa quasi una specie di chiodo fisso anche angosciante che mi spinge a pensare a mille modi per poter guadagnare, senza riuscire a metterne in pratica però nessuno...  :P
Chissà nel cervello che strane associazioni mi si faranno… Mah…



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domenica 19 maggio 2019

Questa mattina si è svolta la solita attività di volontariato che seguo. Anzi, oggi si è svolta per l'ultima domenica. Settimana prossima sarà di sabato e poi stop… buone vacanze. Non so, fare dei bilanci su cosa abbiamo concluso è fuori portata, abbiamo fatto talmente niente che non saprei proprio che dire da quel punto di vista. Per ciò che concerne l'ansia invece ne avrei eccome… uscire alla domenica mattina è stato difficile, non so bene il motivo ma forse più che in altri momenti della giornata. L'anno scorso uscire di sera era forse più impegnativo per la mia pigrizia, ma uscire di mattina, di mattina verso le 9.30, relativamente presto, mi è sempre molto più complicato rispetto magari alle 11. Come se non fossi ancora a pieno ritmo.
Quindi questa mattina è stata dura. Come al solito.
Capita…
E capita, come oggi, che io sia lì nella sala, piena dei mie complessi/ansie e senta parlare di un uomo che a 20 anni ha deciso di mollare tutto per dedicarsi a costruire una scuola dall'altra parte del mondo per assistere 500 bambini di strada che non hanno nulla. La storia di questo ragazzo è significativa, perché negli anni precedenti a quella scelta drastica aveva tentato mille strade anche molto diverse tra loro. Come a dire: era davvero in ricerca di qualcosa e l'ha trovata con il coraggio di cambiare davvero tutto. Insomma, per qualcuno funziona davvero così. Mi chiedo se questa cosa che ha intossicato gli ultimi miei 20 anni non sia un po' simile, se non stia cioè cercando qualcosa che non sono ancora riuscita, per coraggio, ad ammettere almeno a me stessa. Ammiro tantissimo quel ragazzo. Lo ammiro ancora di più in questo periodo in cui la cattiveria e l'egoismo sono diventati la cifra di lettura di comportamenti inqualificabili verso gli altri.
Vorrei avere il coraggio di non essere come tutti, vorrei avere il coraggio di seguire una strada che reputo giusta, anche se forse non molto battuta.
Vorrei fare qualcosa per gli altri. Vorrei essere in grado di farne la mia vita.
...vorrei...

venerdì 17 maggio 2019

Eh… me ne sto qui al tavolo ascoltando la nuova canzone di Ivana Spagna, Cartagena, che fa moooolto estate, mentre sorseggio il mio drink preferito: acqua e ansiolitici… ;P
Eh già… ennesimo attacchino di panico in corso… pace… questa notte ennesimo sogno molto hard su una persona che sarebbe meglio evitare. Una giornata come sempre insomma.
L'altro giorno uscita dalla farmacia, mi sono fermata vicino all'entrata per controllare di avere tutto, una spesa rilevante, mentre facevo la check list, un bel po' di persone sono passate lì nei paraggi. Quando ho finito, fatti due metri, ho notato una ricetta medica per terra. L'ho raccolta e l'ho portata in farmacia, pochi minuti dopo è arrivata al suo proprietario che la stava cercando. Il signore, un anziano molto compito, mi ha ringraziata di cuore.  I farmacisti anche. A me sembrava di non aver fatto nulla di eccezionale, ma allora perché prima non si è fermato nessuno? Perché se ne sono fregati tutti? Non mi piace questa piega che si sta diffondendo, dove un normale atto di cortesia diventa una specie di impresa eroica… non mi piace e mi preoccupa anche. La quotidianità sta perdendo il sapore della cortesia.
In ogni caso… non so più quante volte mi sono ritrovata a pensare di voler fare molto di più per gli altri. Ma come? 50 euro di farmacia esauriscono il mio totale di soldi disponibile e gli attacchi di panico limitano ogni mia azione al 200%... Così poi mi sento in egoista, e poi in colpa e poi il cerchio riparte. La mia malattia ha cambiato i miei piani e lo so. Ma vorrei credere nel piano b, vorrei credere di poter riuscire ad aiutare davvero qualcuno. Perché è giusto, perché c'è chi soffre davvero troppo. Serve fare di più.
Vorrei essere nelle condizioni tra un po' di poter far qualcosa. 
Anche se nel frattempo quella che ha bisogno di una mano sono io… 

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giovedì 16 maggio 2019

Alcune giornate passano veloci. Dopo ieri che mi è sembrata infinita, oggi è volata. Questa mattina ho dovuto accompagnare ancora mia mamma per circa due ore per varie commissioni. Uff… sono uscita di casa che avevo una faccia… e probabilmente sopra vi si leggeva un mix di paura e rabbia. Mio padre ha la tosse, per questo da circa una settimana non mette piede fuori casa lasciando a me i tragitti. FIn qui nulla di male, solo che io sono sempre io, quella che vive di panico ma i miei sembrano cambiati di 10 anni in 10 mesi. Non sono pronta a gestire questo 'passaggio di consegne', non sono pronta e ne sono terrorizzata. Perché mi cade addosso troppo in fretta.
 Eppure mi rendo conto che, anche se tutto va bene, sarà sempre peggio perché i loro anni vanno su, ma io sono ancora imbrigliata in una ragnatela di ansia e panico costanti. E i soldi, Gesù con sti soldi… nel giro di pochi giorni ho speso più di 100 euro solo di farmacia…
A volte mi ritrovo ancora a sperare che arrivi quell'evento uguale e contrario a quello di tanti anni fa che, pur in mezzo ad altre cause, ha fatto da detonatore per l'avvento del panico, così che una volta arrivato, sopra anni di terapia e farmaci, possa fare da detonatore in senso contrario e me lo faccia sparire.


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mercoledì 15 maggio 2019

Sono quasi le 18 di una giornata pesante. Da ore ormai sono in preda ad un mix disastroso, noia+agitazione+ansia… non riesco a rilassarmi, non riesco ad uscire, così sento ribollire sotto la pelle un'agitazione sempre più forte. E divento sempre più nervosa e irritabile. Questo è un lato del problema che si presenta sempre più spesso: la noia. E a ben vedere è anche ovvio sia così. Solo che non so che fare. Lavorativamente parlando non posso fare molto, né per la salute, né per il titolo di studio, ma qualcosa servirebbe. Certo, anche solo ipotizzarlo fuori casa è assurdo. Però ho bisogno di fare qualcosa. Solo che non riesco a capire cosa… né come.
Siamo a metà maggio e nell'aria, pur ancora fredda, si comincia a sentire il fermento per le vacanze scolastiche e di viaggio imminenti. Io che dovrei fare? Prendermi le vacanze dal non fare niente? Sì, forse vacanze dallo star male sarebbero gradite, ma la mia quotidianità ha sempre più bisogno di un qualcosa che dia senso al trascorrere del tempo.
Era da tantissimo che non passavo più la giornata tutto giorno davanti al pc sul tavolo della sala, immagino sia un bene che non lo sopporti più. Solo che capire cosa non riesco a fare non è  esattamente la stessa cosa che capire cosa potrei fare.
vediamo che succederà. E nel frattempo urgono ansiolitici.

#buonagiornata #15maggio, #goodday

Parecchi anni fa, a questo punto direi almeno una decina, girovagando su Facebook ero incappata in una pagina su ansia, depressione e panico. Una bella pagina, gestita da persone che evidentemente sapevano il fatto loro. Per un po' di mesi l'ho seguita con costanza, leggevo spesso i vari interventi e le varie risposte, ma per timidezza/paura del giudizio e vari… ho scritto solo un paio di interventi in tutto il periodo. In ogni caso ciò che balzava subito agli occhi, era che i commenti più frequenti erano di poche persone e che i contenuti erano all'incirca sempre gli stessi. Gli amministratori della pagina erano delicatissimi su questo e non ci sono mai stati commenti a riguardo, nemmeno quando magari in una giornata lo stesso commento si ripeteva infinite volte. Io leggevo e mi dicevo che era proprio quello che mi impediva di scrivere più spesso: il fatto cioè che avrei finito con il ripetere mille volte sempre le medesime cose, i medesimi problemi, i medesimi sintomi. Ironia della sorte, è però ciò che faccio ora: ripetere ogni momento sempre lo stesso concetto. L'unica differenza è che ora, qui su internet, credo di aver anche acquisito il diritto di farlo. Il panico è una malattia che sembra spesso senza senso. Se buttando fuori più spesso i disagi c'è una qualche speranza, tanto vale provarci!!!.
BUONA GIORNATA!!!

martedì 14 maggio 2019

Sto raccogliendo fondi per in lotta con il panico. Clicca per donare:  https://www.gofundme.com/in-lotta-con-il-panico&rcid=r01-1557848018,41-15107ca1076f43c3&pc=tw_co_campmgmt_w via @gofundme
C'è un negozio nel centro del mio paese che questa estate cesserà l'attività. Un negozio che vendeva profumi, trucchi, borse, e un assortimento di tutti quegli oggettini che un po' di anni fa andavano per la maggiore come regalini tra amiche. Sebbene siano tantissimi anni che non ci metto più piede, vedere che chiude mi ha messo tristezza. E' un altro pezzo della mia vita pre panico che sparisce. Un altro luogo pieno di bei ricordi che non c'è più. Ci sto pensando in questi giorni, e ci ho pensato parecchio questa mattina, perché a quell'epoca andavo e venivo anche a piedi, senza paura di dover fare 30 minuti all'andata in discesa e qualcosa di più al ritorno in salita. Mentre oggi anche uscire di casa in auto per sbrigare 2 commissioni veloci, mi è costato più di un'ora di autoconvincimento per vincere una paura insensata che mi prendeva alla bocca dello stomaco e mi bloccava ferma in casa.
Non è che sia particolarmente stupita di quello che è successo questa mattina, solo che oggi ho saputo che la mia famiglia dovrà rimborsare 6000 euro per un danno. Non riguarda me direttamente nel senso che io non centro con il danno, ma mi riguarda come nucleo da cui comunque questi soldi dovranno uscire. Ed è il massimo della frustrazione sapere che non potrei contribuire nemmeno volendo perché di soldi non ne ho. 35 anni senza un soldo, senza nemmeno la possibilità di guadagnarli. Senza niente da offrire in cambio.
Con le lezioni ho sempre guadagnato cifre molto basse, sicuramente insufficienti a mantenermi, e ne ho sempre spesi i 2/3 tra medicine e psicoterapia, ma forse se mi fossi impegnata di più, se mi fossi imposta di mettere via anche solo un 10% al mese… certo non potrei  andare lontano, ma in qualcosa potrei contribuire anche io adesso.
Sono momenti come questo che fanno davvero capire quanto la mia salute stia incidendo su ogni sfera della mia vita da quasi 19 anni, generando una miriade di conseguenze.
Uffa…

lunedì 13 maggio 2019

Ieri pomeriggio, dopo tantissimo tempo, mi sono dilettata di nuovo con un romanzo rosa. Posto che negli ultimi mesi ho letto pochissimo, mi sono sempre buttata sui gialli/ thriller, qualcosa insomma che non mi faceva venir voglia di essere al posto dei protagonisti. Ieri ho ceduto, e devo dire che è stata davvero una lettura piacevole e carina. Ci voleva e fortunatamente non ha avuto particolari effetti collaterali di malinconia. Forse perché la giornata almeno fino alle 20 è stata discreta. Ieri mattina sono riuscita ad uscire senza stare male, ho fatto quello che dovevo, nel pomeriggio ho fatto due ore di ciclette, divise a metà dallo svago della lettura… insomma quel che dovevo fare l'ho fatto e senza stare troppo male. Poi certo, alle 20 sono crollata, un'ansia che mi ha tenuta vicina vicina fino circa alle 22. Una nausea… :/ e allora sì, allora ho ceduto perché è vero: quello che DOVEVO fare l'ho fatto, ma lo svago? La compagnia? Non pervenuti nemmeno ieri. Certo, è già un grande passo avanti riuscire a fare qualcosa che mi serve, non lo nego, e anche con tutta questa ginnastica, per i miei standard, quando smetto sono così stanca che non riesco nemmeno a formulare un pensiero, e in parte è un bene. Spero di arrivare a qualche risultato per il peso, ma non posso fingere di illudermi: la vita non è solo questo. E il bisogno di recuperare anche altre dimensioni si farà sempre più largo ogni volta che guadagnerò un punto percentuale in più di benessere fisico con un punto percentuale in meno di ansia/panico…
Del resto però oggi sento che è scattato il campanello d'allarme dolci/abbuffate/mangioancheiltavolo… per cui le energie fisiche e mentali dovranno rimanere ben concentrate sull'obiettivo. E sarà una bella impresa. :P

venerdì 10 maggio 2019

#buonanotte e #sognidoro

Buona notte amici, sogni d'oro…
che la notte porti tanta serenità…













 Sto raccogliendo fondi per in lotta con il panico. Clicca per donare:  https://www.gofundme.com/in-lotta-con-il-panico&rcid=r01-1557848018,41-15107ca1076f43c3&pc=tw_co_campmgmt_w via @gofundme
Credo di averlo detto in più di una occasione: a volte la quotidianità mi sembra un qualcosa che si può vivere solo con una chiave, con una mappa che io non ho e che mi sembra mi lasci sprovvista di una facile interpretazione di quello che ho intorno. Ieri sono riuscita per miracolo a far fronte ad alcune problematiche, sono subentrata a mio padre, ho accompagnato mia madre per delle commissioni, ho arginato scenate… oggi sto malissimo. Sono solo le 15.10 e mi è toccato ricorrere agli ansiolitici già 3 volte da che mi sono alzata. Tra poco ho una lezione e tremo così forte che pure la voce esce incrinata. Intendiamoci, non sono qui a dire: "Che strano", so che è una cosa piuttosto ovvia, un giorno va, il giorno dopo crollo. No, più che altro la mia domanda è più del tipo: c'è modo di crollare un filo meno? Già ieri sera ho sbagliato perché sono andata a letto dopo l'1, anzi verso l'1 e 30, essendomi svegliata verso le 7.30 ovviamente sento la mancanza delle due ore di sonno perse. Ma non è un caso, già ieri sera la tensione era troppo alta per farmi dormire presto e bene, e del resto sono anche crollata di fronte ad un pacchetto di biscotti al cioccolato, che mangiati dopo mezzanotte non hanno aiutato di certo. Insomma… la solita tossica modalità ansiogeno/patologica delle serate era già in funzione, anche se ero cosciente avrebbe provocato problemi anche oggi. Mh, è che tutto mi sembra proprio troppo complicato. Spero solo che l'allarme rientri presto.
Nel frattempo godiamoci le montagne russe tra tachicardia, vampate, vertigini, sia mai ne senta la mancanza… :P

giovedì 9 maggio 2019

Oggi mi è sembrato di essere una specie di trottola impazzita. Sembra abbastanza assurdo detto da me, però di fatto ho corso tra un impegno e l'altro per tutto il giorno. Uscita in paese, una lezione, ciclette, mestieri, cercare di disinnescare una probabile sclerata di mio padre… E ce l'ho fatta. Ce l'ho fatta.
Sono rimasta seduta al mio solito tavolo più o meno due ore, che rispetto alle 14 di base dei periodi soliti fino a poche settimane fa, anni, tanti anni, è un'anomalia di quelle belle grosse.
Alla fine il mio contapassi segnava 13455 passi. Ottimo direi. :)
Picchi d'ansia? Eccome, più d'uno a dire il vero. Ansiolitici presi e disegno antistress da colorare fatto… :)
 Eppure, porca miseria, e lo dico quasi in punta di piedi, mi sembra di vedere uno spiraglio, una differenza. E mi fa paura dirlo perché crederci è pericoloso se poi tutto va in malora, ma che ci posso fare? Non ho nemmeno 35 anni, non crederci più forse sarebbe un disastro.
E allora facciamo che dico solo che oggi è stata una bella giornata per me.
Vediamo domani che succederà.
Buona serata…

mercoledì 8 maggio 2019

Sono stanca, parecchio. Probabilmente perché è stata una giornata strana, di quelle giornate non strane in senso assoluto ma strane per me. Quelle giornate in cui ogni cosa mi piomba addosso come fosse una catastrofe, anche se catastrofe non è. Sono io che perdo la bussola e percepisco qualcosa che ha una serietà-gravità 6 come se avesse gravità8, o9... e oggi di quelle cose ce ne sono state 3. Problemi di famiglia. Ben inteso, i problemi ci sono, e non solo nella mia testa, ma questo modo che ho di allarmarmi così è davvero controproducente. Verso le 16 mi sono ritrovata nella doccia praticamente in apnea mentre tutto intorno diventava sempre più sfocato. ieri pomeriggio ho avuto un forte attacco di panico che ha lasciato strascichi, poi oggi ci sono delle novità e io vado in tilt. Solo per paura. E allora penso… c'è il tipo di persona che vorrei essere, c'è quella che sono davvero. Ci sono questioni che necessitano di qualcuno che le risolva e ci sono io che vado ko per ogni scemata.
C'è un modo per avvicinare un filo di più la persona che sono con quella che vorrei essere?
Me lo chiedo adesso, me lo chiederò ancora più spesso in futuro perché la mia famiglia avrebbe bisogno di me, ma io continuo ad andare ko.

martedì 7 maggio 2019

Questa mattina incontro ravvicinato con la bilancia. Responso 124 kg, cioè uno in meno rispetto a settimana scorsa, e 13 in meno rispetto al mio massimo avuto la scorsa estate. Un passo per volta, un giorno per volta. Vorrei essere stata più attiva nella perdita di peso invece due questioni, prima la mandibola quasi bloccata e poi il farmaco che mi fa venire sonno prima la sera, togliendomi la maggior parte delle sere la possibilità di ingozzarmi, hanno fatto una buona parte del lavoro. Ma va bene, tutto quello che aiuta va bene. Anche perché, parliamoci chiaro, i numeri lo dicono da soli: prima di arrivare anche solo al sovrappeso abbandonando l'obesità, ne avrò di momenti in cui la forza di volontà e la capacità di usare il cervello saranno i soli capaci di farmi andare avanti!
Nel frattempo prendo quello che viene, anche se ovviamente ho paura di non riuscire a mantenere il controllo nel momento in cui toccherà esclusivamente a me gestire l'impegno,  senza 'aiutini' esterni.
In ogni caso… ho rispolverato un contapassi, e devo dire che arrivare ai famosi 10000 passi al giorno (contando anche quelli sulla ciclette) aiuta.
Ho perso 13 chili sui 70 che dovrei… messa così 13/70 sembra quasi fattibile… in ogni caso di più che dire me ne mancano ancora 57. Ma comunque è tantissimo. Devo continuare a fare mini obiettivi intermedi. Il prossimo? 120, anzi 119,9.
Speriamo di farcela e possibilmente senza perdere la ragione, perché con il mio panico sempre di mezzo, trovare un equilibrio per gestire una perdita di peso del genere senza dare del tutto i numeri, è puro equilibrismo.
Ai prossimi aggiornamenti :)

lunedì 6 maggio 2019

vivere il momento per poi portarselo sempre nel cuore.

Ok, film/telefilm/romanzi non sono la realtà, ma entro certi limiti e con i dovuti paragoni, la rappresentano davvero. Così capita che spesso in ogni film, romanzo, in ogni storia insomma, ci sia un momento che chiamerei bolla. Un momento durante il quale i protagonisti vivono del tempo cucito su misura per loro, tempo d'amore, di passione, tempo in cui tutto il resto del mondo è escluso, separato dalla bolla mentre loro si concedono la magia di essere davvero se stessi. Un momento che poi è doloroso far finire, ma necessario. Spesso mi sono chiesta se non fossero anche le descrizioni di quei momenti ad allontanare drasticamente le storie, scritte o rappresentate, dalla realtà, quei momenti a sottolineare l'incompatibilità tra finzione e mondo vero. In fondo nella vita vera come possono capitare questi momenti in cui il mondo fuori è veramente fuori? Lontano, separato… un problema di lavoro, un disguido qualsiasi, un malore di un parente, di un amico, una lite… c'è sempre qualcosa di questa lista che entra a far parte della quotidianità. Però oggi mi sono resa conto che forse invece è possibile ritagliarsi qualche momento bolla. Che sia una settimana o anche solo un fine settimana, forse si può vivere per un po' un piccolo sogno. Senza l'irrealistica ambizione che sia sempre così, ma solo per vivere il momento per poi portarselo sempre nel cuore.
Anche quando sei in fila per andare a pagare una bolletta, o quando hai una ruota a terra.

domenica 5 maggio 2019

ripartiamo da due ore

Mh… per oggi voglio concentrami su un paio d'ore, tra le 15 e le 17, durante le quali ho fatto qualcosa che non facevo da tantissimo tempo: ho cantato, parecchio, di gusto, mentre coloravo l'ennesimo disegno antistress. Se ho potuto farlo, se ho avuto voglia di cantare, è perché per la prima volta dopo tantissimo tempo sono riuscita a starmene con le cuffie in testa, sono riuscita a isolarmi dal mondo, nella fattispecie casa mia, senza paura che nel frattempo mi scoppiasse in casa la terza guerra mondiale. Per due ore sono stata bene, rilassata, divertita. Poi ok, sia prima in mattinata che dopo verso le 18-19 l'ansia, il panico, sono tornati, ma ci sta, fa e farà parte dei giochi ancora per un po'. Ma non importa poi molto, perché per due bellissime ore c'ero solo io e lo stare bene. E ok, saranno i farmaci che fanno effetto, ma mi piace pensare che facciano effetto su ciò che la psicoterapia ha macinato negli anni. Ma se anche così non fosse… se davvero dovessi stare bene forse, forse, riuscirei anche a dire: ma chissenefrega del perché e del per come… STO BENE e davvero, questo basterebbe. Per ora l'unica cosa che posso fare è ripartire da queste due ore e sperare che forse ce ne saranno due anche domani… :)

sabato 4 maggio 2019

giusto un filo

Ecco qui l'ultimo arrivo… l'enciclopedia della maglia, ovvero l'ultima idea bislacca che mi è venuta in mente. Ho dato un'occhiata alle prime pagine dove si illustra come mettere i punti sui ferri… mi sembra scritto in una lingua sconosciuta… va bè, tra un disegno da colorare e l'altro cercherò di capirci qualcosa. A quanto pare questa, come altre attività manuali, vedi colorare appunto, svolge un po' un'azione calmante, per cui perché non provare. Tutto bene quindi se non fosse che nel mentre ci pensavo, io che riesco a fare a mala pena qualche giro con il diritto e con mia madre che mi prepara i punti- che quindi andrei giusto bene per fare una sciarpa infinita, ho iniziato a fantasticare di poter guadagnare con questo. 
😒 Sì, mi dicono che ha proprio senso… per carità, va bene non perdere la speranza, ipotizzare piani B, C, ...Z se le cose non vanno come immaginato, e con il panico qui nulla va come immaginato, ma cercare di tenere un minimo i piedi a terra? Non tanto eh, giusto un filo… per rimanere in tema ;)

venerdì 3 maggio 2019

Se in alcuni periodi è stato il ricordo/rimpianto del passato a invadere il mio presente, in questa fase è il futuro che entra nella mia vita di tutti i giorni prepotentemente, soprattutto facendomi provare ansia. Ma se provo a vedere la cosa da un'altra prospettiva, mi rendo conto che è difficilissimo immaginare davvero come sarà il futuro. Cioè… 20 anni fa chi avrebbe detto come sarebbe concretamente cambiata la nostra vita con tutti i dispositivi tecnologici, chi avrebbe detto quanto avrebbero reso più 'popolari' i popolari e più soli i soli… chi avrebbe detto l'impatto enorme che avrebbe avuto l'ansia nella nostra società. E anche le tante cose in positivo che tanto o poco, hanno cambiato la vita fin nelle più piccole pieghe della quotidianità. C'è chi dice che negli ultimi decenni sia cambiato tutto troppo e troppo in fretta perché il cervello umano vi si sia potuto adeguare. La penso anche io così. Ma in ogni caso, resta il fatto che però è difficile anche solo immaginare quali saranno i cambiamenti più significativi del prossimo ventennio e come stravolgeranno di nuovo le nostre abitudini.
E forse, tutto sommato, pur tenendo un occhio su ciò che sarà specialmente per i grandi temi, conviene riportare l'attenzione su ciò che possiamo cambiare e gestire davvero: il presente.
Che cosa c'è di meglio di ritrovarsi alle 9.30 con alle spalle già quasi due ore di ansia, agitazione e paura? :/ Questa mattina mio padre doveva andare a prendere il pane, ha fatto una fatica che quasi mi sentivo male per lui. Ma una volta andato la realtà dei fatti mi è caduta addosso ancora: i miei non sono più giovani, e questi ultimi 2/3 anni sono stati parecchio incisivi, e il buon senso vorrebbe che fossi io a subentrare loro in un sacco di cose. Eh… facile proprio :( ma questa è la realtà dei fatti e sarò costretta a farci i conti sempre più spesso, cercando di venire a patti con panico, paura, ansia, vertigini e compagnia. Ho l'impressione che mi si stia riversando addosso qualcosa che non sono pronta a gestire, ma che devo fare comunque e questo spaventa. Adesso riesco a focalizzare i miei sentimenti, quando a 15 anni dovevo seguire mia nonna, cambiarle il pannolone, andare a vederla nel cuore della notte mentre girovagava per la stanza ribaltando tutto dai cassetti mentre eravamo sole in casa… allora facevo troppa fatica a esprimere il vero disagio che provavo, non riuscivo ad andare oltre una generica sensazione di fare qualcosa che non mi andava. Oggi non è così, ma oggi non ho 15 anni, ne ho quasi 20 in più. All'epoca certe cose erano strane per una ragazzina, adesso quello che mi compete rientra in pieno nei compiti minimi di una della mia età.
Solo che allora ce l'ho fatta perché riuscivo a contare almeno su me stessa, adesso non lo so.
E oltre a deludere me, temo anche di deludere i miei genitori a cui tengo talmente tanto che non riesco nemmeno a dire.
Così va il mondo… tra l'altro quando va bene...

mercoledì 1 maggio 2019

1° maggio… è cominciato già un altro mese. Assurdo… dal momento che però non sono particolarmente in forma per discorsi sui massimi sistemi, o quelli minimi del mio cervello sconclusionato, l'unica cosa che riesco a pensare è che è finito un altro mese durante il quale speravo di avere risultati sul fronte peso. Qualcuno c'è anche stato, ma la strada è lunga assai. Non posso non pensare a come ho detto arrivederci all'estate con l'autunno scorso: con la speranza-desiderio-auspicio che con l'estate 2019 il mio fisico avrebbe avuto una metamorfosi tale da permettermi la libertà di passare mesi in spiaggia libera di sperimentare avventure bollenti, quelle esperienze mai avute fino ad ora. Sì, certo, c'era un che di ingenuo e anche superficiale in quel desiderio. Eppure, ed è, una speranza sana. Oramai so che non può essere solo il peso la causa di tutti i miei problemi ansiogeni e di conseguenza relazionali, ma dal momento che so che fino a che l'ansia non sarà passata, difficilmente riuscirò ad intervenire in modo significativo sul peso, immaginarmi con un fisico sano è solo un espediente per immaginarmi sana in toto.
Maggio è cominciato  e so oramai che non sarà questa l'estate della rinascita, cominciare a pensare a quella del 2020 è un po' eccessivo, per cui tanto vale pensare solo a maggio e basta…