lunedì 31 dicembre 2018

della mia vita CODICE AMAZON Codice ASIN: B01N0Q20X6

Samantha ha superato da un po' la soglia dei trent'anni. Insieme alla sua migliore amica, gestisce un negozio di articoli da regalo che nel corso degli anni l'ha resa sempre più orgogliosa del suo lavoro. Ha dei vicini di casa simpatici che la fanno sentire un po' come la loro figlia. Tutto scorre sui soliti binari fino a quando, di punto in bianco, una mattina tutta la sua vita le appare vuota e incolore. Ogni sua scelta, ogni sua convinzione si sbriciola di fronte all'evidenza di quella solitudine profonda.  Così, complici i tubi dell'acqua del suo bagno che fanno i capricci e alcuni prodotti hot che vende in negozio, Samantha si ritrova in un mondo che non le appartiene e si concede una notte di passione, di piacere e di divertimento. Quel tipo di avventura che forse una volta nella vita ci si può anche regalare con la consapevolezza di doverla mettere da parte la mattina dopo.
Ma se dimenticare non fosse un'opzione?
Perché quella notte soltanto le stravolge la vita. Che fare allora? Cercare di ritornare al punto di partenza? Ma se non volesse? E, se ben più importante, non le fosse possibile?
Forse alla fine per Sam l'unica scelta da fare è andare avanti, un passo alla volta, alla scoperta del suo futuro.



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BUON ANNO

 
A TUTTI NOI CHE ANCHE OGGI ABBIAMO COMBATTUTO CONTRO IL PANICO E NON SI SA BENE CHI HA VINTO, A NOI CHE ANCHE QUESTA SERA PASSIAMO IL VEGLIONE A CASA Perché UN FUORI CASA NON è PROPRIO POSSIBILE, A CHI INVECE è FUORI MA SI è PORTATO L'ANSIA DIETRO…
A TUTTI NOI BUON ANNO
e chissà che magari questo 2019 riesca a darci un po' di serenità vera in più.


Sono molti anni che non affido più al cambio data sul calendario la speranza per qualcosa di nuovo. Magari al cambio di stagioni, ma non al cambio anno. Be', forse è ora di ritentare.
Questa mattina ho fatto colazione alle 10.30, di nuovo. Non è più una novità, e non è più una novità il motivo: voglio alzarmi tardi, perché così almeno parte della mattina è già andata e io non resto per ore vagando tra ansia e disagio per tutto quello che non ho, non faccio, non riesco a fare e via di seguito… certo che però dire apertamente che non voglio alzarmi presto perché così parte del giorno è già andato fa uno strano effetto. E allo stesso tempo però carica anche di responsabilità, la necessità di affrontare questa cosa che è sempre più simile alla depressione.
Ma in effetti che cosa potrei fare? Tra attacchi di panico, mancanza di titoli di studio e di lavoro, come si riaggancia il filo del vivere? Mi serve una routine che dia senso. Senso… salute.
Vorrei ritornare a divertirmi.
Lo vorrei davvero.
Vorrei ancora vivere un giorno con la serenità. Senza angosce, senza senso di fallimento. Vorrei trovare una strada anche oltre quello che non ho. Stare tra la gente, uscire. Perché poi in fondo torniamo sempre lì: il senso potrà esserci nel momento in cui avrò un minimo di controllo in più sulle mie giornate, o magari, non mi fregherà di non averne, di controllo, ma comunque vivrò.
E' assurdo come mi stiano mancando quest'anno quei mercoledì verso le 20 tra le lezioni e il gruppo con i ragazzi che ho fatto l'anno scorso. L'unica lezione fuori e il corso con i ragazzi e in mezzo quel giro al supermercato, dove stavo comunque spesso da cani (ferma magari a qualche semaforo rosso) ma che sapeva di un avercela fatta, in piccolo, sempre in divenire, ma tangibile. Mi mancano di quelle cose assurde, ed è proprio in quella nostalgia assurda che sta il bisogno di rimettere le cose apposto. Solo che sono troppe, troppo grandi, e allora occorre volare basso.
Ripartendo dalle basi… solo che… quali cavolo sono ste basi?????
Ultimo giorno dell'anno, mi sa che il bisogno di fare bilanci è quasi scontato. Certo, probabilmente ci sarà chi è nel pieno dei preparativi per i festeggiamenti. Io invece penso. Cioè, ma avrò avuto un giorno durante il quale sono davvero riuscita a non pensare? Non credo.
Comunque… a cosa penso? Ai soldi.
In effetti un cambiamento degli ultimi 2 anni circa è proprio quello: prima il futuro legato all'ansia mi spaventava come mancanza di possibilità di realizzazione personale, più legato al concetto vago dell'essere o meno felice, ora mi spaventa perché temo di non essere in grado di provvedere a me stessa, nei termini piatti piatti di soldi e salute.
Ah… soldi… è che davvero non capisco come posso mantenermi. Passo le giornate a prendere goccine. Mi sembra di essere diventata un cliché ambulante di quelle donne dei romanzi di epoche passate che sono ritratte sempre malaticce/indisposte.
Come guadagnare? Come?????? Qualche anno fa vedevo aprirsi alcuni spiragli, anche non convenzionali, ma oggi si stanno richiudendo. Oggi che il mio futuro non è più roba del futuro, ma è quasi piombata nel presente.

venerdì 28 dicembre 2018

negli anni mi è capitato spesso di pensare ai gruppi di sostegno e di autoaiuto, come quelli tra gli AA, so che esistono anche per l'ansia, devo ammettere che il pensiero mi ha sempre un po' lasciata perplessa, conoscendo la mia capacità di assorbire qualsiasi cosa, ho sempre avuto la sensazione che in un gruppo del genere avrei finito con lo stare male per i miei disturbi E in modo significativo pure per i sintomi degli altri. Forse però la consapevolezza ricordata ogni tanto, che ci sono altri che provano tutto questo genere di emozioni come dire, senza senso, potrebbe far sentire meno soli. Non so.
Se dovessi trovarmi di fronte qualcuno che soffre di panico avrei voglia di chiedere: quale è il sintomo che è più difficile da gestire, quello più invalidante.
E, quale è stato uno, o alcuni, tra gli attacchi di panico più forti che hai provato?

18 anni, 18 mesi, 18 settimane...

A volte mi viene un po' l'input per un progetto: 18 unità di tempo da definire per recuperare, uno alla volta, i 18 anni persi. 18 mesi potrebbe essere la mossa più sensata, ma a livello emotivo un anno e mezzo mi sembra troppo… quindi 18 settimane? o 18 blocchi da dieci giorni l'uno?
Per ogni blocco la missione è recuperare qualcosa che ho perso nell'anno reale corrispondente. Ad esempio il primo blocco corrisponde al mio 3 anno di liceo, a 16 anni. Che ho perso all'epoca?
Ricontattare amici, uscite, primi baci, prime volte, prima escursione seria con l'auto… sembra tutto molto carino, ma fuori portata al 99,9% per cui? A che posso mirare?
In teoria potrebbe anche essere un progetto carino, ma in pratica mi pare poco gestibile; stare lì a ripercorrere solo i ricordi di ogni anno mi sembra solo inutile. Occorre agire. E certo, nel primo anno la vera grande rinuncia è stata proprio quella di uscire di casa, scuola a parte, in modo sistematico, perché sistematico cominciava a diventare il panico per me. Ho perso mia nonna e la mia migliore amica, anche se per motivi diversi. E il panico, o meglio i suoi sintomi hanno iniziato ad influire sul mio rapporto con il cibo. Quindi queste cose importanti successe nel primo anno di malattia, come potrebbero essere 'recuperate-rielaborate' oggi?
Non so, forse il progetto potrebbe essere meno bislacco di quanto sembri, ma andrebbe studiato molto bene, con attenzione, sicuro non va iniziato tanto per… e anche gli obiettivi dovrebbero essere ben calibrati.
Pensiamoci su (non troppo) ma con attenzione.

la realtà che mi aspetta

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Miriam ha lasciato tutto per seguire il suo ragazzo in una nuova città, pochi mesi dopo però, lui le dice addio e parte con una nuova compagna. Miriam si ritrova così sola, in una città che non conosce. Che fare? Ritornare a casa? O dare un'altra possibilità al suo futuro?

Guardami amore Renga


ogni giorno.

Ci sono quelle notizie brutte, ma brutte brutte di fronte alle quali è perfettamente normale reagire male, stare male, piangere, rendersi conto che niente sarà più come prima. La morte improvvisa di un ragazzo giovane che conosci è una di queste. C'è qualcosa che sfugge alla comprensione, come è giusto che sia.
Qualcosa che però, come sempre mi invita a riflettere.
Qualcosa che ti dice: dai valore alla tua vita, fanne ciò che vuoi ma che sia qualcosa di bello.
Di fronte a certe notizie non sono in grado di reggere, ma forse nessuno se lo aspetta.
Sono io che mi dico: ma che combini? Per forza che a certe non reggo, non reggo a niente! E allora? E allora cambia!
Le brutte notizie non ti risparmiano mai, mai; davvero, puoi isolarti dove vuoi ma ti trovano sempre, in fondo spetta a noi cercare di agguantare quelle belle. Non possiamo fare altro.
18 anni persi non so bene in cosa.
18 anni persi mi autorizzano a gettare la spugna anche per i prossimi?
Credo di no.
Trovare il modo è il mio compito. Ogni giorno.
Perché, per ora, i giorni li ho ancora.

martedì 25 dicembre 2018

Natale… in fondo sì, credo proprio che il Natale sia soprattutto uno stato mentale. Da bambini è facile, colori, luci, regali… da grandi se si hanno dei figli è un po' una riproposizione di tutto per loro, se no è un giorno strano. Un giorno che dovrebbe essere diverso in positivo ma non lo è, così per aspettative deluse finisce per diventare diverso in negativo.
Per lo meno, questa è la mia esperienza. Ma stando alle statistiche so di essere in numerosa compagnia. Ed è curioso, perché in linea di massima sento molto e in senso buono le vacanze di natale, ma non il giorno di natale, che anzi, da anni, troppi, mi sembra diventato un concentrato di ansia. E non c'è davvero nulla di razionale in questo, però è così. Gli anni passano, passano sempre più veloci e mi chiedo se a breve proverò nostalgia anche di questi momenti di ansia natalizia.
E' che il trucco sarebbe sempre lo stesso: senza aspettative enormi, cercare di stare bene, per lo meno tranquilli.
Ma per chi soffre di ansia il " per lo meno tranquilli" proprio non esiste…
e allora, se aiuta a contenere l'ansia, tanto vale pensare che è un giorno come un altro… non si sa mai… ;)

buon natale

 
Perché TUTTI NOI ABBIAMO BISOGNO DI CREDERE, E DI VIVERE, UN MAGICO NATALE!

AUGURI!!!

lunedì 24 dicembre 2018

una domanda

Le luci e il maggior via vai natalizio, hanno smorzato l'effetto più triste del mio rientro, lasciando però tante riflessioni che troveranno modo anche nei prossimi giorni di emergere in tutta la loro potenza. Per ora so che c'è meno malinconia del previsto e, per così dire, mi godo questa cosa un po' diversa da quanto messo in preventivo.
Una cosa però mi fa ridere, per non piangere. In mezzo a tutte le considerazioni, il bisogno di uscire più spesso, di andare, di stare fuori è davvero diventato l'obiettivo primario e questa mattina ne avevo già l'occasione. E sì, sono uscita, e sì ho più o meno fatto quello che dovevo ma sono ormai 10 ore che combatto con un'ansia da pazzi… c'è da ridere, c'è da piangere… io non lo so. So che ho davanti un percorso che definire in salita è un eufemismo.
Per questo quella città di mare dove sono stata ha qualcosa di adatto a chi soffre di panico come me, perché non toglie la crisi di ansia, ma ti facilita nell'affrontarla, ti dice: "Esci di casa, respira l'aria e lasciati andare…". E una volta e due… e mille, magari cambierebbe qualcosa, quando invece qui, la struttura della città fatta tutta di salite e discese e lontananza da casa mia, ti fa passare la voglia anche quando male non stai. (del resto è successo mille volte che io non uscissi perché la fatica di gestire la lontananza era troppa.)
comunque io sono qui… e so cosa devo fare.
resta solo una domanda: fatica a parte, lo farò???

sabato 22 dicembre 2018


La luna sarà sempre la stessa, ma la magia che trasmette forse no. 
Domani si torna a casa e non ci vuole un genio per capire che sono un pochino giù di morale... 
Sempre la solita storia: sarei giù probabilmente a prescindere, ma come sempre la consapevolezza di tornare al  niente che è la mia vita non aiuta. 
Ogni volta mi dico che dovrebbe essere un monito per il mio rientro a casa, ogni volta spero di farcela. Fino ad ora direi che non ci siamo. Eppure la magia, la possibilità, è sempre qui, a portata di ogni mio gesto. Non è strana la tristezza che provo ora, è triste piuttosto che non riesca a cambiare mai. 

Un cassiere carino

Rientro ora dall' ennesimo, ma a questo punto credo penultimo, giro al supermercato. Un po' stanca ma soprattutto confusa. La verità? Sono stata capace di essermi presa una "cotta" per un ragazzo che ci lavora. E se guardo la cosa con il distacco necessario so che non è per niente la prima volta. Un ragazzo molto carino, probabilmente sui 25 anni circa. Io sono fatta così:Non ho storie vere, non nemmeno la possibilità di conoscere qualcuno a tal punto da provare sentimenti veri, per cui mi rifugio in cotte così, vuote. Insensate. Del resto tutto potrebbe far brodo, come si dice, in fondo i flirt credo nascano proprio così: da un sorriso e uno sguardo. Ma non per me, io sono così bloccata da non rispondere nemmeno ad un saluto,mentre che meno sfruttare la possibilità che c'è stata anche oggi di scambiare un paio di battute, presa da insicurezze e vergogne, non contemplo nemmeno che un cassiere possa essere gentile fosse anche solo per educazione. Credo solo sia pronto a giudicare. E allora altro che cotta... il problema è che forse anche una relazione potrebbe nascere da un sorriso, non solo un flirt, ma se non mi do mai l'occasione di sperimentare, di credere... sarò sempre sola a prendermi cotte immaginarie per il primo che mi sorride, sapendo che però tanto non succederà mai niente. 
Questa notte tra l'1.30 e le 2, come in un film, ho ripercorso tutta la strada della mia vita dal primo attacco di panico, anno dopo anno come tutto è diventato vuoto, sterile eppure faticoso. Non riuscivo a smettere di pensare a tutti gli anni. Sono tanti, troppi, alla fine mi sembrava persino che le pareti della stanza si schiacciassero addosso a me, perché mi sembrava impensabile che per 18 anni la mia vita fosse stata solo questo. Ma è andata proprio così fino al punto che persino il sorriso di non cassiere carino mi manda in crisi. Forse sarà meno grave del non riuscire ad uscire per una crisi di panico ma rende triste la vita. Perché non sarà il grande amore né la possibilità di un flirt ma è un bel ragazzo, o ancora meglio una persona e sarebbe più bello se non avessi paura di chiunque. Anche di un cassiere carino. 

giovedì 20 dicembre 2018

Panico vince facile con me

Mi piacerebbe molto scrivere qualcosa di diverso, ma la verità è che anche oggi il panico con me ha vinto facile, molto facile. Ieri non sono uscita perché pioveva, ero stanca e ho pensato di usare la pioggia come scusa. In realtà non ci sarebbe voluto un genio per capire che era un errore madornale, infatti oggi, pure senza pioggia non sono andata da nessuna parte perché avevo dentro una paura folle di uscire di casa. E due briciole di energia rimaste da un giorno così mi sono servite per una doccia. E pure questa sera, al momento della puntura a mio padre, operazione che richiede circa 3 minuti, ho avuto davvero paura di non farcela perché di nuovo, al momento di fare, ho avuto un picco di ansia bestiale. 
Domani ho un mucchio di cose da fare, in parte anche quelle non fatte oggi. Tremo al solo pensiero. 
Tremo al pensiero che la mia vita sia poi tutta qui. Che peggiorerà anche. Tremo perché non sono capace di affrontare niente. 
Anche oggi il panico ha vinto, è io vedo ancora più lontana una minima normalità. 
 I blog che incontro spulciando qua e là sono, più o meno professionalmente, dedicati a qualcosa di specifico, che siano per ricette di cucina, recensioni di libri, musica o film, lavori a maglia o giardinaggio, danno idee in merito a qualcosa, o sono divertenti racconti di spaccati di vita. 
A me invece pare di ruotare perennemente intorno al niente, perché forse sono un pochino esperta di panico ma questo mi porta ad una vita vuota. 
A causa di forza maggiore Non sono ancora tornata alla mia solita casa, non so quando ci tornerò e questo (tanto per cambiare),mi destabilizza, come se fossi chissà dove è con chissà chi, e non con mio padre cmq in casa nostra. Per cui non so, a volte ho l'impressione che La mia 'specialità ' sia quella di non essere fatta per gestire questo mondo... magari sarei stata più a mio agio nella vita del secolo scorso? No, in realtà non ci credo nemmeno io ma di fronte a questo perenne stato di disagio forse è quasi lecito sparare stupidate... 

mercoledì 19 dicembre 2018

Ieri sera ho visto un film all' interno del quale si parlava di una rimpatriata di compagni delle superiori. In molti film compare questo elemento e molto spesso una costante è che i super fighi ai tempi della scuola siano diventate persone non proprio realizzate nella vita mentre i cosiddetti sfigati abbiano fatto faville. Ci penso perché se io dovessi andare ad una rimpatriata potrei solo ammettere di non aver concluso nulla, né ai tempi della scuola né poi. Così stanno le cose. La bellezza del tutto però è che quello che è stato, quello che è, potrebbe però cambiare un domani. 
Mentre rientravo a casa ieri pomeriggio sul tardi, alcuni ragazzi che stavano pescando, stavano ritirando le loro cose, uno di loro camminava nella mia direzione e per mezzo secondo ho provato a pensare a come sarebbe stato se fosse venuto a parlare con me. Ho subito guardato altrove. E so che lo avrei scansato, perché non avrei mai creduto ad un suo interesse nei miei confronti. Succedeva anche un tempo. Non so esattamente come funzioni, ma so di aver scansato migliaia di sguardi temendo prese in giro, temendo di non essere all'altezza... Non so cosa sarebbe potuto succedere altrimenti ma qualcosa di sicuro sì. Se ci si chiude sempre a riccio, difficilmente qualcuno si potrà avvicinare. È così che invece funziona per alcuni, ci si apre al mondo, agli altri e si gode di quello che si trova. A volte farà magari male ma a volte ci si potrebbe anche divertire... 

martedì 18 dicembre 2018

Mattina molto complicata... fuori è una splendida giornata di sole e avrei voluto uscire per respirare un po' d'aria fresca, purtroppo non riesco a schiodarmi dalla stanza. Sono esausta, chiamiamola depressione, panico, essere fuori allenamento... il risultato non cambia,  sono ko. So che questo pomeriggio dovrei uscire per altre commissioni e so che mi manca il fiato già da adesso. Si sentiva nell' aria che questo autunno mi avrebbe sbattuto sul muso tutto il fallimento della mia vita, è sta succedendo. Eccome se sta succedendo. In mezzo a tutto questo mi è tornato in mente prepotentemente il problema soldi. La raccolta su gofoundme.com in lotta con il panico, non sta dando nessunissimo risultato è tra poco i soldi cominceranno a servire, poi ci sarà anche il dentista e io non so più che fare. Mi sento frustrata e inadeguata come non so. E  allora sale la rabbia, rabbia perché quando ho iniziato a stare male nessuno c'ha capito un Cazzola e questo è il risultato. Ma è solo uno sfogo di rabbia ,perché avrei potuto correggere il tiro mille Volte in questi anni, è solo io non ci sono riuscita. Mi serve salute, soldi, sorrisi, sesso... Ho giocato con le s, ovvio, ma mi serve davvero una vita tutta diversa.  

lunedì 17 dicembre 2018

Mh, devo dire che più passa il tempo, più il bisogno di avere definizioni chiare per ciò che è verità o finzione, per me si fa sempre più impellente. Capisco che su certe questioni non può essere o tutto bianco o tutto nero, ma su altre le sfumature proprio non sono contemplate. Immagino sia un modo per avere dei punti fermi in mezzo a emozioni perennemente alla deriva. Per questo quando leggo di certe notizie mi va il sangue al cervello. Ultimamente si ritrovano spesso in rete i convinti sostenitori del fatto che la terra è piatta... È  piatta... giuro, mi viene mal di testa di fronte a cose così perché come combatti certe idee/pregiudizi psicologico etico sociali se nemmeno un fatto provato da mille fonti, non ultimo le foto dallo spazio, riesce ad essere ritenuto vero in assoluto ? Ok, lo spirito critico è importante, pensare con la propria testa ancora di più, ma ci saranno pure dei limiti altrimenti non vedo come si possa combattere l'ignoranza se tutti quelli che sono esperti di qualcosa invece che persone competenti,  vengono ritenute solo persone credulone o che ingannano gli altri per interesse di non so che cavolo di poteri forti. Che poteri forti ci dovrebbero essere dietro la terra che è quasi rotonda? Cioè siamo arrivati dell'assurdo che ha più credibilità chi non sa un cazzo di niente delle cose! 
NON MI PIACE PER NIENTE!!!!!! 
Di ritorno dell'ennesima commissione per mio padre. Certo è una bella giornata quindi, probabilmente, sarei uscita lo stesso. Tralasciando un secondo il panico che a parte un momento sulla via del ritorno, è stato sotto controllo... Sono comunque a terra. Ieri sera parlavo con mia madre dello stato  ansioso a mille della sera precedente e lei mi ha detto senza mezzi termini che non sto facendo poi niente di che... per carità lo so anche io ma stare così male per un 'niente di che ' demolisce l'umore. Questa mattina mio padre sembrava star peggio di ieri e mi è venuta paura di restare bloccata qui... mentre poi andavo in negozio oggi, mi sono resa conto che la mia permanenza prolungata qui non verrà fondamentalmente notata da nessuno, a parte una lezione da annullare non cambia niente per nessuno... credo sia la definizione più coerente della solitudine: esserci o meno non cambia ...
Forse mia madre ha ragione nel dire che non sto facendo poi niente di che... ma ho 34 anni, è la mia vita non so dove sia finita... È ovvio che non sono pronta ad occuparmi di quella degli altri. Sono stanca, mi fa di nuovo male la schiena e se dovessi bloccarli di nuovo saremmo nella merda totale... 
A volte non ci credo di aver permesso al 'panico' di farmi questo... È lo metto tra virgolette perché in fondo so  che il panico sono io... ma come ho fatto a rendere la mia vita una tale distesa di niente? Come si fa per 18 anni a lasciare le redini a questa cosa? Come... 

domenica 16 dicembre 2018

Questa mattina pioviggina, non serve nulla per cui me ne sono rimasta a casa. Tanto meglio perché devo smaltire la botta di ieri... Non di alcool ovviamente ma da una giornata cominciata con l'ansia a 100, finita con l'ansia a 1000. Ieri mattina ennesimo giro in farmacia e supermercato. Un'ora e mezza di camminata con borse e borsine al massimo delle possibilità essendo a piedi. Entro in farmacia e nel negozio età voilà: vedevo le pareti inclinarsi... più che parlare balbettavo, cuore a mille, nausea e tutto il solito pacchetto. Sono arrivata in casa e per qualcosa tipo 40 minuti sono rimasta seduta sul divano a guardare fuori dalla finestra in silenzio senza nemmeno la forza di pensare. La soluzione sarebbe stata uscire di nuovo un po' nel pomeriggio, lo so, è il modo migliore per riprendersi, ma non ci sono riuscita, così verso le 18 ecco un mal di testa micidiale passato solo dopo le 21, l'ansia non se ne andava e l' Ho alta anche oggi. D'altronde non avrò mica davvero pensato che di fronte ad una mini emergenza sto panico mi avrebbe lasciata momentaneamente stare?!? 
È che questa situazione di mio padre, noiosa e dolorosa ma facendo le corna, non grave, conferma al 1000 % quello che di cui mi sto accorgendo sempre più: al di là della vita migliore per me, sono le persone che ho intorno ad aver sempre più bisogno di una me funzionale ma io non so come fare... Non so affrontare la realtà. Vorrei poterlo fare, vorrei migliore, uscire, guidare. Ma riesco a malapena a camminare...
In mezzo a tutto questo.. sogni erotici a gogo ogni notte, desideri ogni giorno, ma come è sta storia?!? Voglia di vivere appieno? 
Boh, nel frattempo passo e chiudo e buona domenica 

venerdì 14 dicembre 2018

Questa mattina uscire di casa per fare le commissioni per mio padre, è stato, tanto per cambiare, difficile.  Sono uscita di casa in preda ad un attacco di panico carica di tutto il disagio emotivo di ieri, consapevole di tutti i miei limiti culminati poi nella serata di ieri quando in attesa della visita della dottoressa, mi sono rintanata in camera al buio affinché non si notasse la mia presenza. Inoltre ho saputo di un fatto grave che riguarda un ragazzo che conosco, un po' più giovane di me, un fatto che se confermato chiuderebbe in modo tristissimo uno degli ultimi agganci che ho con quel passato che dopo anni di malessere, mi sembra ormai quasi mitico. A mille di queste cose pensavo tristemente oggi, con la tensione che si accumulata fino alle lacrime nascoste agli altri passanti da sciarpa e berretto d'ordinanza visto il clima. Il dolore mi arriva addosso da più parti e in forme diverse, eppure, ed è assurdo, questa sera, di nuovo, ciò che sento di più è una voglia matta di sesso. Sono matta io  o il cervello si difende come può da un sovraccarico emotivo negativo? Mah... 

giovedì 13 dicembre 2018

Il colore del mare

Prima ero fuori per una passeggiata. Ad un certo punto mi stavo per perdere nell' ammirare i bellissimi colori del mare un po' arrabbiato ma poi ho lasciato perdere. Sono uscita di casa tardi per non incontrare la dottoressa che dovrebbe venire a visitare mio padre, ho avuto paura di guardare il telefono per tutto il tempo è non sarei in grado di guidare per portarlo alla Asl del posto a 5 minuti di macchina da qui. In tutta onestà vorrei capire cosa me ne può fregare di che colore è il mare oggi.  In quello che sta succedendo adesso c'e tutto ciò che sto temendo da un po': Non sono in grado di gestire la mia età né quella dei miei, di conseguenza non sono in grado di gestire niente. Paura di rispondere al telefono... ma dove diavolo penso di andare?!? 

mercoledì 12 dicembre 2018

Un altro pensiero che mi ha tenuto compagnia oggi è stata la voglia di sesso. Tutto è iniziato questa notte con un sogno erotico che però come spesso succede non va a buon fine. Cioè sento forte l'eccitazione ma non riesco a soddisfarla. Probabilmente perché l'eccitazione è reale e dunque il sogno non può placararla. O forse perché nella realtà io non so come è  fare sesso, se non con me stessa. Non l'ho mai fatto ma mi manca e del resto sono perfettamente consapevole di essere lontanissima dal poterlo fare, fosse anche solo come una sveltina e via. Sono troppo intimorita e insicura per concedermi la vicinanza necessaria con qualcuno fosse anche solo per sesso occasionale. E allora sogno, anche se i sogni non bastano. E allora gioco da sola, e sa  il cielo quanto è stato bello oggi ma quanto è comunque insufficiente... e allora tutto resta lì, tutto nel mucchio delle mille cose che vorrei per me ma non riesco. 
Vorrei svegliarmi una mattina e iniziare a fare tutto quello che ho perso.  Vorrei poterlo fare senza troppa fatica... Un altro sogno che non andrà a buon fine...
Oggi è stata una giornata dalle mille sfaccettature. Ovviamente in prima linea nella mia testa c'è l'ennesimo attentato ma come spesso accade con le cose troppo più grandi di me, resta sospesa nella mia testa come una nuvola dentro la quale spaziano altri mille pensieri. 
Mio padre oggi non è stato molto bene, dei dolori gli hanno impedito di muoversi. Io ho fatto un salto in farmacia ma senza ricetta medica non hanno potuto fare molto. Non credo sia nulla di serio ma è l'ennesima riprova di quanto ci sia bisogno di una me funzionale. Invece non sarei nemmeno in grado di prendere la sua auto e accompagnarlo da un medico. Ho 34 anni, cosa cazzo ho fatto della mia vita? Oggi sono uscita due volte per un totale di più di 3 ore, aiutata dagli ansiolitici, non è andata male ma NON PUÒ ESSERE PIÙ SUFFICIENTE, nemmeno lontanamente SUFFICIENTE. Io ho bisogno di altro, la mia famiglia ha bisogno di altro, anche economicamente ma non solo, proprio a livello di fare-uscire-guidare. È sempre più frustrante fare i conti con tutti i miei fallimenti, anche se li chiamo limiti. Guarire, cambiare davvero... ma come si fa? 

martedì 11 dicembre 2018

Oggi ho all'attivo quasi 4 ore di passeggiata, non sempre allo stesso ritmo ma cmq, visto anche il mio peso, direi che posso anche permettermi di essere stanca. Nel complesso la giornata è stata buona e l'ansia relativamente sotto controllo, (cioè c'era ma senza mandarmi al manicomio). I pensieri però sono stati ancora tanti, Su 3 filoni diversi.
1- qui i lavori spesso non seguono esattamente il classico orario d'ufficio e la cosa mi piace. Ho bisogno di impegni che siano anche strutturati in modo non convenzionale perché nemmeno io lo sono troppo.
2- ancora nostalgia per i tempi andati durante i quali stavo bene, è difficile scrollarsi di dosso il rimpianto per tutto ciò che non è stato ma sappiamo che non fa affatto bene. 
3- la considerazione sempre più urgente del fatto che io ho paura prima il mio futuro, ma che prima di un ipotetico futuro non determinabile nel tempo, potrebbe essere la mia famiglia ad aver bisogno di me. Solo che io sono ancora in alto mare... 
Tanti pensieri. Tanta paura. 
Posso solo dire: speriamo di farcela!!! 

lunedì 10 dicembre 2018

Da ieri sono ancora qui al mare... 4^ volta in 18 mesi... chi l'avrebbe detto... Ovviamente la partenza è stata in forse fino all' ultimo ma non mi aspettavo nulla di diverso. Il fatto è che sia i motivi che mi spingevano a venire che quelli che spingevano per farmi stare a casa sono probabilmente visioni troppo parziali di quella che dovrebbe essere la mia vita. Per venire premeva il volermi allontanare dalla tensione tra mio padre e mio zio almeno per un po', per restare l'idea di non volermi isolare anche dalle 3frequentazioni sociali che ho. Tutto giusto tutto vero... ma tutto parziale. Sono qui e sono felice di esserci perché camminare cambiando aria mi fa bene. Per il resto ieri mi sono resa conto di una cosa: questo posto è magico perché nella sua normalità mi allontana quel tanto che basta dal mio modo distorto di vivere per ricordarmi che le cose possono e devono essere più semplici. Questo posto è anche casa mia e mi vuole più sana.
Per ora l'ansia è relativamente sotto controllo ma il futuro mi spaventa. Perché temo di non essere in grado di gestirlo.
Ma sono qui anche per questo, per respirare e ricordare che ci può essere altro per me oltre all' ansia e alla paura perenne.

giovedì 6 dicembre 2018

per farla breve...

In questi giorni sto trafficando con le decorazioni natalizie e questa mattina, mettendo le lucine esterne, mi sono venuti in mente alcuni film soprattutto americani dove si vedono i ragazzi decorare le loro stanze con delle lucine in modo permanente durante l'anno. Ho pensato che è bello, ho pensato che mi sarebbe piaciuto all'epoca e poi ovviamente ho pensato a quante cose sono andate diversamente da come avrei voluto dalla mia adolescenza in poi. A conti fatti qualsiasi scusa è buona per arrivare a quel pensiero.
Per farla breve ho idea di non aver ancora fatto e chiuso i conti con il mio passato.
Per farla breve questo è un male…

Le giornate appena trascorse sono state strane, non posso che definirle così perché a fronte di un andamento quasi funzionale, ho avuto due crisi di panico fortissime. Una tra sabato e domenica notte e una martedì verso le 18. Davvero forti come non avevo da un po', martedì sono stata male fino a tarda sera, sono andata a letto senza cena, insomma, un'intensità che da parecchio non sperimentavo. Non so, da una parte sto facendo di più a livello fisico, quindi il mio corpo magari più stanco, poiché debole manifesta il malessere con il panico, dall'altra non sono soddisfatta. Però è pesante.
Riesco a prendere meno ansiolitici durante il giorno per poi recuperare (quasi) nel giro di una mezz'ora tutto. Tra poco ci sono le vacanze. A me non cambia molto sul fronte impegni però spero che lo spirito natalizio mi rassereni un po', perché l'andazzo è davvero duro. E il mal di stomaco+testa semi perenne lo conferma.
e, per farla breve, ne sono stufa.

domenica 2 dicembre 2018

Mi verrebbe da chiedere…
qual è stato il momento più difficile oggi? Dove eri e con chi quando ti ha preso il panico, quello che leva il fiato?

attacco di panico notturno

Ieri sera ero preoccupata per questa mattina… di per sé la mattinata non è andata male, in compenso questa notte verso le 3 ho avuto un attacco tremendo, fortissimo, come sono sempre quelli notturni. Non posso dire che non me lo aspettassi, già ieri sera mi rendevo conto di essere molto carica dal punto di vista ansiogeno, però è stata una batosta. Poi mi sono alzata ad un'ora decente, mi sono preparata, ho fatto colazione e ho cercato di vivere la mattina meglio che ho potuto. E male non è andata, ma mi sono sentita così sola. Sola, sola in mezzo alla vita degli altri senza una mia. Decidere di interrompere questo modo di pensare, di stare, potrebbe essere anche una mia scelta, già, ma puntando su cosa? Ogni tanto mi sembra di avere qualche idea, qualche spunto che poco dopo però naufragano in alto mare.
Eppure domani è un nuovo lunedì. Un giorno nuovo da plasmare. Io spero, quanto meno, di non sprecarlo… già già.
… buona serata...

sabato 1 dicembre 2018

domani...

Allora… sabato sera e la situazione è questa: ho passato mezza giornata a disperarmi per i soldi che non ho, e poi verso le 18 mi sono 'ricordata' del solito impegno della domenica mattina e sono andata in paranoia. Per una serie di motivi (impegni con i lavori della mia camera e il mal di schiena) è da martedì 20 novembre che non esco di casa, più di 10 giorni e il risultato è che al pensiero di uscire domani mi scatta un bell'attacchino di panico a cui poi si somma una sorta di disagio generale preventivo. Un capolavoro insomma… 10 giorni che non esco di casa, onestamente detto così sembra incredibile. Cioè, anche escludendo scuola e lavoro, ma chi è che non esce di casa per un giorno, non per dieci! Eppure eccomi qua… domani mattina speriamo l'ansia sia gestibile, se no ciao!
Ok, il mal di schiena è stato un evento non previsto, ma è proprio questo genere di cose che dovrei evitare. Non posso permettermi pause perché per ogni passo avanti, ne rischio 3 indietro quando mi fermo.
Per ora, inspira… espira… e speriamo in bene!