martedì 29 settembre 2020

#baby

Ho guardato alcuni episodi della serie tv BABY, basata su fatti realmente accaduti nel 2013 di uno scandalo che ha coinvolto lo sfruttamento di ragazzine nell'ambito della prostituzione minorile a Roma. La serie forse è un po' romanzata, o forse no, forse l'accesso ad un certo mondo per quelle ragazze è stato davvero così casuale. Il dolore fa fare le cose più strane. Poiché io non riesco oramai a scindere nulla dal mio percorso, ho immaginato come il dolore mi abbia spinto in una direzione direi opposta, quelle ragazze si sono letteralmente date ad un mondo estraneo parandosi dietro l'illusione del controllo dato dal sesso, io mi sono isolata persino dal mio. Non voglio paragonarmi a loro, quanto notare come il cuore spinga ad affrontare le cose in modi così diversi! Il cuore o la paura.
O la speranza di stare meglio.
Sono le 20 e esco adesso, almeno in parte, da 3 ore di panico a livelli altini, e stare male sapendo di essere qui sola oggi è stato più pesante del solito. Ho avuto paura di dover affrontare questo panico da sola. Sola… parola che è un po' la cifra di tutto, del passato e lo sarà anche del futuro.
Se penso alla serie tv penso solo che per quelle ragazze è stato davvero troppo facile farsi del male. Ma dove erano tutti? Sole anche loro. Con i soliti adulti che hanno abdicato al ruolo.
Sono esausta e ancora un po' in panico, lo sono oggi, lo sarò domani. Confusa, spaventata.
Lo erano anche loro.
C'è qualcosa di difficile da affrontare in questo mondo. Animi troppo sensibili, resi fragili da qualcosa che forse non ha funzionato come avrebbe dovuto.
C'è ancora tempo?

sabato 26 settembre 2020

corsi e ricorsi

Siamo quasi alla metà di ottobre, la data che più o meno con precisione indica l'anniversario del primo attacco di panico, l'inizio di un incubo. E forse sarà che sto guardando troppi telefilm su corsi e ricorsi del tempo, ma quest'anno, anno 2020, è il 20^ anniversario di questo schifo. 20^ anniversario nel 2020, con inizio nel 2000... un po' simbolico suona, o no? Corsi e ricorsi del tempo, che nei telefilm sembra collassare su se stesso per poi ricominciare da capo.
Domani c'è la cerimonia, ma io non ci andrò. L'ho comunicato questa mattina, sebbene lo sapessi da ieri sera, e anzi, a onor del vero, già da martedì avrei fatto la firma che sarebbe finita così. Motivo? Perché la festa di domani nella mia testa si era trasformata in un'impresa impossibile, un qualcosa che davvero non avrei saputo come affrontare, un cumulo di procedure che non riesco a gestire. E non esagero: nella mia testa mi si è presentata proprio così. Quando ho chiamato i miei questa sera, mia madre non si è nemmeno ricordata della cosa, non mi ha chiesto se ero pronta, se avevo preparato i vestiti… corsi e ricorsi, la sto perdendo come nel 2000 ho perso mia nonna.
Ieri mio padre parlava di un'auto nuova, non ho i soldi per pagarla, non sarei in grado di guidarla. Corsi e ricorsi, perché non solo sono un'adulta per finta, incapace di vivere, ma le persone vicino a me, la sicurezza della famiglia, si sta sfaldando sotto il peso dell'età, del fatto che non ci si guarda più nemmeno in faccia… ed io negli ultimi anni ho subito un'involuzione anche di quei pochi passi avanti fatti.
Corsi e ricorsi di un tempo che collassa su stesso, ma questa volta non so davvero che troverò dopo.

giovedì 24 settembre 2020

mh mh

Mh mh… non dovrei essere a casa adesso, ma ci sono… mh mh… perché? Perché dovrei essere all'oratorio per un'attività extra. Onestamente sono molto a disagio, perché sono uscita un'ora fa, per fare un salto in posta per poi andare dove dovevo e invece sono rientrata a casa. Motivo? Dovevo andare in bagno, e in chiesa avevo paura di non poter andare. Ma una volta a casa, indovina un po', il bisogno impellente era sparito. Per cui sono molto molto a disagio, non avevo garantito nulla, è pomeriggio e le scusanti/le giustificazioni per non potere potrebbero essere mille, per non parlare del fatto che non è l'ora solita dell'impegno. Ma il disagio credo sia per lo più nei MIEI confronti, per questa situazione del piffero. Domenica si conclude questo ciclo, che è stato un extra per quello che abbiamo perso in primavera causa covid. Poi si dovrebbe ricominciare il nuovo anno. Sono in grado? Non lo so. La percezione di aver perso molto è tanta, la paura di non essere all'altezza anche. Ma la delusione nel cedere non so se sarebbe meno… mah… dubbi, tanti tani dubbi.

e l'arte del rimandare...

con l'arte del rimandare io credo di poterci fare un master. Nella mia vita ho rimandato tante di quelle cose alla settimana dopo, al mese dopo, alla stagione dopo… che alla fine non so più nemmeno cosa stavo rimandando. O come fare per cambiare modo di vivere. L'unica certezza è che anche ammesso io decida di cambiare qualcosa, dovrò fare passi talmente minuscoli da passare quasi inosservati all'esterno, ma che a me costeranno una fatica assurda. Ieri sera mi ha chiamata una mia vicina di 81 anni per sapere come stavo con i miei via. Mi ha fatto piacere e tenerezza, ma senza sapere che fosse lei al telefono sono stata a tanto così dal non rispondere per paura. Ho ingarbugliato talmente tanto le cose che bo…

mercoledì 23 settembre 2020

per dire come sto...

Come vado dicendo da un po', mi sono riconvertita alle televendite. Ne vedo un po' di tutti i tipi ma in particolare mi sono fissata su due canali. Una televendita in particolare dove si vendono vestiti e che ha due conduttrici simpaticissime. Ora, una di queste due conduttrici dal 18 agosto è stata un ferie per circa due settimane. La cosa curiosa è che io ho la sensazione che, dal suo ritorno, si senta un po' spaesata. Cioè, come se assentandosi gli altri dello staff (centralinisti…) abbiano fatto più gruppo e la escludano, e scherzino di più con l'altra. Ora… chissà che cosa vedo, ma il punto è: possibile che io pensi a ste robe? -.- Ok proiettare su ogni situazione le mie paure, di essere esclusa ad esempio, ma stare quasi male io perché avverto un certo disagio, che magari mi immagino al 110% da sola?! Credo sia significativa dello stato in cui sono… mah…

lunedì 21 settembre 2020

Ieri i miei sono partiti. Un magone che non ti dico, più passa il tempo e più, invece che sentirmi a mio agio, non sono felice per niente. Io avevo il mio impegno domenicale, prima di uscire ho avuto un mini attacco di panico, niente di fortissimo, così ho fatto finta di niente e sono andata per non far preoccupare i miei che sarebbero poi partiti poco dopo. Dopo sono andata al supermercato, anche se oramai non mi sembra più una gran cosa nemmeno quello. Dentro, ho avuto un attacco di panico misto a nausea fortissimo, sono uscita alla svelta saltando metà delle corsie e per dieci minuti non vedevo l'ora di rientrare a casa.
Poi ci sono arrivata… nel frattempo ho visto le cose normali degli altri che mi hanno fatto rattristare ancora di più. Una famiglia genitori, figli e relativi compagni pranzare insieme sul terrazzo, una ragazza che mi ha raccontato della sua vita e che se l'avessi avuta sarei morta da pappamolle quale sono, e poi i soliti racconti di lavori, compagni… sono arrivata a casa in lacrime. Di nuovo. Poi mi sono rintanata per parecchie ore dentro un telefilm, fino a che sono stata stanca abbastanza per andare a dormire. E oggi si ricomincia… tv accesa, mal di stomaco, confusione a mille e paura di non farcela.
Ieri mi sono resa conto che non sono una brava persona, non sarò nemmeno cattiva, ma di certo non sono buona dal momento che non riesco a fare un cavolo.
Ora è ora dei miei ansiolitici e poi bo, arriverà di nuovo sera, così…

giovedì 17 settembre 2020

aggiunta al post di prima… ha appena chiamato una mia cugina per salutare mia mamma, questa cugina è al mare ma torna sabato e a differenza degli anni scorsi, non si troverà con i miei. Mi ha fatto riflettere su un punto, davvero ogni settimana nella mia famiglia (intesa in senso di parenti vari) ci sono occasioni per socializzare, per stare insieme. Sono occasioni di vario tipo, quindi anche di varia difficoltà per tutti i miei problemi. Credo che se mi impegnassi a seguirne un paio alla settimana, anche quando passa qualcuno qui a casa dargli retta una mezz'ora per dire, in capo a qualche mese avrei già dei miglioramenti, soprattutto dal punto di vista dell'umore.
Il punto è sempre quello, non posso pensare oggi 17 settembre 2020, che l'anno prossimo di colpo sarò in grado di reggere la movida e sarò l'anima della festa (-.-) nei locali più 'in', devo pensare piuttosto a fare un passo, o anche mezzo, ma da subito. Il concetto però è proprio quello di partire da zero, o al massimo da 0,1 e poi proseguire anche di uno 0,1% al giorno.
Per come sono conciata adesso, credo che anche cercare di riprendere la routine di prima del covid e prima della lite in casa, sarebbe una buona cosa, cercando di leggere un po' ogni giorno e sforzandomi almeno per 30' di ciclette al giorno.

Sempre più spesso in tv sfornano serie dove esistono seconde vite, vite più o meno divertenti nell'aldilà (sto guardando THE GOOD PLACE ed è carinissimo), dove si può tornare indietro nel tempo, ricominciare… sono talmente tante che ho la sensazione che a breve verrà quasi spontaneo anche a noi pensare che 'tanto si può ricominciare in ogni momento'. Invece no, invece noi dobbiamo sfruttare al meglio il tempo che abbiamo ora. Chissà tra 5 anni, a 41, come sarò messa se vado avanti così… aiuto.
Potrei definire la giornata di ieri 'a turni'. Dovevo uscire per le solite commissioni e portare mia mamma dal parrucchiere. Uscita prevista alle 9.20. 1^ turno dalle 7.45 ansia tremenda. 2^ turno mentre ero fuori, un mix tra ansia, caldo, fatica di muovermi sia a piedi che con l'auto (c'era un casino assurdo) e allo stesso tempo la tristezza di pensare che anche rientrare a casa non mi avrebbe aiutato perché psicologicamente qui in casa siamo ancora in alto mare, che si sono fuse in una rabbia fortissima. Sono rientrata a casa e mi sono dovuta fiondare sotto la doccia. Ho pranzato e fase 3^ ero esausta. Ma una cosa fuori dal mondo, anche sdraiata in poltrona mi faceva male tutto (ho provato anche la febbre per sicurezza…), una stanchezza che pure alzarmi per andare in bagno era un'impresa. Fase 4^: verso le 18 mi è scoppiato un mal di testa… che poi alle 21 ha ceduto il posto a mal di pancia. Verso mezzanotte sono riuscita ad addormentarmi  e quando mi sono svegliata un paio d'ore fa, prevedibilmente, ero, e sono, disfatta. Non è normale. Ma proprio per niente. Questa sera ho una riunione, chissà che fatica tirarmi fuori casa. Domenica i miei partono per 15 gg e l'idea anche solo di farmi da mangiare da sola mi fa piangere. Tutto può essere nella vita, ma è abbastanza probabile che il peso giochi un ruolo essenziale in questa mia situazione, ma come nel classico cane che si morde la coda, sono troppo fuori fase per fare qualcosa in tal senso. E quindi eccomi qua, ogni giorno messa peggio, brava! Ma proprio brava!!! :/ :/

martedì 15 settembre 2020

Sto passando delle notti movimentate, dormo male, sogni assurdi e buona notte ai sognatori.  Del resto sono mezza addormentata durante il giorno. Non riesco a smettere di pensare al passato, ma quello lontano lontano, quando stavo bene. Sarà sbagliato, ma non ne riesco a fare a meno e tra l'altro penso a quei tempi con uno sguardo curioso, come se nemmeno credessi di averli vissuti. Come se non fosse possibile essere passata da quella ragazza a questa. In modi forse non perfetti ( e chi è perfetto?) ero aperta al mondo a 360 gradi. Oggi sono chiusa in una stanza perennemente. Ieri sono uscita e al pensiero stavo male da domenica sera, che poi anche se ho fatto una fatica assurda, capisco che accorgermi del mondo fuori mi fa bene. A volte penso e se ricominciassi a studiare? Ma avrei risultati tra anni, io invece avrei bisogno di risultati a breve. Mi farebbe bene avere un lavoro. Per i soldi, per essere fuori casa, per stare con altri… ma chi mi prende senza qualifica, senza esperienza… e poi cosa sarei in grado di fare? Non posso dire di stare male come a maggio/giugno, ma ragazzi, che macello. La cosa tristissima è che pure pensare ad un paio di anni fa mi sembra fantascienza. Sono peggiorata costantemente, pur con l'uso di farmaci. Mamma… che fatica adesso rimettersi in piedi, senza punti d'appoggio. O meglio, uno in effetti c'è: durante l'estate ho parlato di questa cosa con altri miei parenti, nello specifico uno zio, che almeno in parte sa per esperienza di cosa parlo. Ci sta invitando spesso in una baita. Covid permettendo, aggrapparmi ad ogni opportunità di stare insieme a chi passa, anche se faccio una fatica enorme, anche se apparentemente non mi sembra che serva. Del resto quando ero ragazzina partecipavo sempre. Non so, a volte mi sembra che per stare bene dovrei solo seguire la corrente, a volte che dovrei inventare mille cose assurde. E il fatto di essere così a 36 anni mi spaventa. Mi sembra che non ci sia più tempo.. che non ci siano più possibilità. Sarà sbagliato, ma è così che mi sento, senza appigli. Mah… che caos…

sabato 12 settembre 2020

Mi sto appena riprendendo da un attacco di panico fortissimo e improvviso come raramente mi sono capitati. Niente preavviso, solo un picco arrivato in nemmeno mezzo minuto. Non che ne sia sorpresa in realtà. Mia mamma negli ultimi giorni sembra essere peggiorata ancora. Non riesco a capire, voglio dire l'età c'è ok, ma possibile che ci si renda conto dei peggioramenti a una settimana, e anche meno, all'altra? Ho già vissuto tutto questo con mia nonna 20 anni fa e sono andata in pezzi, adesso anche mia mamma… + il virus, + la storia di mio zio, + la costante dei miei fallimenti. Io avrei bisogno di altro, mia mamma avrebbe bisogno di altro, mio padre… avremmo tutti bisogno di altro. Io non sono capace di affrontare tutto ciò che sarà. Vado avanti a dosi di ansiolitici sempre più alte, vegeto per ore sulla poltrona perdendomi in infinite televendite perché qualsiasi cosa è troppo complicata. Il futuro che tanto mi spaventava oramai è già qui, e io non sono pronta per gestirlo. E sentire di non aver nessuno su cui contare, con cui potersi sfogare… ho paura. Sempre di più.

martedì 8 settembre 2020

Ho appena fatto la doccia e come premio ho rimandato gli ansiolitici a quando avrei finito, lavata e asciugata. Questa mattina mi sono resa conto che parecchi vicini dopo il lockdown hanno iniziato a frequentarsi di più. Per carità, non è che ora sono tutti amici trallallero trallallà, però quando si incontrano anche solo per strada parlano di più di prima. Io no. Ed era prevedibile, io in effetti sto parecchio peggio di prima, ma oramai sono ad un passo da qualcosa da cui non saprei come uscire. Mia mamma continua a perdere colpi, e la cosa che mi spaventa di più è che ai miei occhi sembra peggiorare visibilmente di settimana in settimana. Prima un po' per rabbia un po' per tristezza pensavo che quando era più giovane non abbiamo mai fatto qualcosa insieme solo noi, perché aveva sempre da fare, e al 90% per risolvere i casini di mio zio. E adesso mi sento totalmente allo sbando, ci sarebbe bisogno della sua versione migliore per gestire mio zio e mio padre, ma quella versione non c'è più. Ho così paura… mi sento sola, e non so con chi parlarne. Mi sento totalmente in balia della tristezza, della solitudine e della paura. Non so cosa succederà, ma sarà dura… molto dura. 

domenica 6 settembre 2020

Tra circa 40 minuti devo uscire per il mio impegno. In realtà è perché ho deciso di saltare la 1^ parte, ma questa mattina non ce la facevo proprio. Ieri è stata una brutta giornata dal punto di vista dell'ansia e dalle 6 di questa mattina sono di nuovo ko, per cui spero che con un vagone di ansiolitici io riesca a gestire l'uscita perché già domenica prossima salterò, dal momento che c'è in programma una camminata che è fuori dalle mie possibilità, a meno che non parta oggi… :(  Mi sembrava strano venerdì essere uscita quasi 'senza' ansia… e infatti è durata molto poco. Sono già esausta e sono le 10 di mattina. I miei vanno via a pranzo e la cosa mi agita ulteriormente. Che stufata….
alla fine sono uscita lasciando il discorso a metà. Sono andata a fare ciò che dovevo e poi mi sono obbligata ad andare a fare la spesa ad un supermercato, mi sono proprio obbligata perché è una vita che non ci andavo (mesi) e non posso perdere anche quei 300 metri in più d'autonomia. Sono arrivata a casa alle 13.30, mi sono sistemata e quando ho iniziato a mangiare, ho quasi sputato il primo boccone perché avevo un groppo in gola, panico in corso e una stanchezza esasperante. Adesso mi metto in poltrona ma sono triste. Ero triste anche mentre tornavo a casa, sia per la stanchezza sia per quel senso di solitudine che provo per ciò che vivo in casa. Mi metto in poltrona e mi fa male tutto. Sono stravolta, il problema è che non c'è una motivazione che può reggere. E allora di nuovo mi chiedo se l'idea di passare 3 mesi al mare, dove riesco comunque a camminare un filo di più e con più costanza potrebbe essere una buona cosa.
Nel frattempo passo e chiudo, sperando di non collassare sulla tastiera.

giovedì 3 settembre 2020

Domani mattina devo uscire ancora per la solita coppia posta e farmacia. L'altra mattina, mentre cercavo di tornare il prima possibile, ripensavo a quando uscire era una cosa bella di per sé. Potrei fingere che sia colpa del covid ma non è così. Ogni uscita è solo una corsa contro il tempo, non c'è mai il piacere dello stare fuori, del passeggiare… il paese continua a cambiarmi sotto gli occhi, la gente è cambiata, invecchiata e io per prima. Continuo a scappare, senza mai godermi quello in cui vivo. Alla fine è sempre la stessa sensazione, come se tutti avessero la chiave per saper vivere. Tutti hanno problemi, eppure sanno vedere qualcosa che io non vedo più da circa un ventennio.
La situazione in casa è stata un disastro, ma c'è ancora qualche possibilità di cambiare? Di migliorare? Di vedere le cose da una prospettiva diversa? Di uscire, un giorno e godermi dieci minuti senza l'angoscia di scappare, rientrare in casa (dove starei comunque a disagio) e rintanarmi davanti alla tv?
Poi sì, c'è anche e ancora la paura per il covid. Non posso fare a meno di pensare con insistenza a come sarà la prossima estate. Alcune opzioni mi spaventano, ma si può sperare?
O, nonostante i precedenti, si può evitare di farlo?

martedì 1 settembre 2020

Domenica ho ripreso l'attività in oratorio. Basti dire che tra sabato e domenica notte alle 2 ho avuto un attacco di panico da manuale, così se c'erano dubbi su come stavo. Comunque ho ripreso e pure un mese e mezzo prima del solito. Va be'… nel frattempo è cominciato pure settembre. Mamma mia che estate di emme che ho passato. In questi giorni ho sempre più forte la sensazione che non riesco a fidarmi delle persone che ho intorno, nel senso che nessuno mi ispira più sicurezza, mi sento vulnerabile, per questo ho spesso paura anche in casa. Ma forse è proprio in questo momento di scoramento totale nei confronti degli altri che posso puntare su di me, verrebbe da dire che cosa ho da perdere? Sarà che in questi giorni sto facendo incetta di televendite, dove tutti sono allegri e felici, ma di nuovo mi sono chiesta perché devo campare così male.

Non ho voglia di fare niente, in casa stanno perdendo tutti i pezzi, trovare un nuovo equilibrio è indispensabile. In fondo non è quando non si ha più niente da perdere che si può rischiare davvero?