domenica 31 dicembre 2017
ultimo dell'anno-primo dell'anno
Ore 11.30 dell'ultimo dell'anno. Se penso a venerdì mi rendo conto che, anche con fatica, sono riuscita a vivere qualche cosa di 'normale', uscita con un'amica, poi con mia mamma... nelle ultime 24 ore invece ho avuto non so quante crisi di panico... ieri sera non riuscivo a dormire con il cuore a mille, cuore a mille anche al risveglio... e nel frattempo mi rendo conto di quanto passi tutto veloce. Tra una settimana le feste saranno finite, non è che la cosa di per sé mi rattristi particolarmente, anzi... sento quasi la voglia di un nuovo inizio per tirare insieme qualcosa, ma fine delle vacanze significa ritorno alla regolarità, significa capire che cavolo fare e significa soprattutto impegnarsi per farlo. E questo sì che mi fa paura, è il rischio di altro tempo che passa invano a spaventarmi. Perché ne è già passato tanto e non so come potrei impedire che accada ancora. Un anno nuovo è la possibilità di un inizio diverso, o solo un numero nuovo sul calendario...
sabato 30 dicembre 2017
c'è posto anche per me.
L'ho detto tante di quelle volte che oramai dico queste parole con sospetto, ma oggi prima nel vedere un'amica e nell'essere onesta con lei e poi nel gestire alcune piccole commissioni con mia mamma nel pomeriggio, ho colto qualcosa che assomigliava ad un senso di normalità ed un senso di accettazione. Sentire l'ansia ma impedirle di bloccarmi, canalizzarla altrove... Io sono qui, e qui c'è posto anche per me. Per la mia vita, le mie scelte, i miei casini... e per le mie qualità. C'è stato un forte ribaltamento di punti di vista in questi giorni. C'è stato qualcosa che mi ha cambiata davvero. Cambiare prospettiva, crederci. Cambiare prospettiva, migliorarsi e stare bene. Stare già bene perché è giusto così. Potrebbe essere davvero un gran bel modo di cominciare l'anno nuovo... :)
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giovedì 28 dicembre 2017
diario alimentare giorno 11/100
Ok, probabilmente sarò l'unica che si mette a controllare la sua alimentazione a ridosso delle feste di natale... :/ eppure posso dire che da quel fronte le cose male male non vanno, anzi. E, per amore di cronaca, non è la prima volta che mi rendo conto che nei periodi più a rischio, per ciò che concerne l'alimentazione, riesco sempre a contenere i danni più del previsto. Forse perché c'è in giro di tutto alla luce del sole, ma il cibo come rifugio segreto in cui far convergere emozioni e frustrazioni, perde ogni potere, ogni attrattiva. Non che la cosa duri a lungo, perché altrimenti sarebbe quasi un fattore positivo avere la casa piena di roba da mangiare... ma a lungo o a corto, godiamoci questa cosa e prepariamoci per ciò che verrà dopo... sob sob
mercoledì 27 dicembre 2017
forse, forse, forse...
Riemergo da questi 2 giorni di festa più scombussolata che mai. La festa di ieri che mi "spaventava" così tanto, è andata molto bene. Certo, a breve dovrò fare i conti con due nuove convivenze ma quando il rapporto va avanti da anni, è davvero così strano? In fondo che alcune cugine abbiano relazioni durature da anni non è una novità. Per certi versi mi sono sentita parte di qualcosa, di un gruppo, di una famiglia. Forse è un po' una sensazione di contraltare rispetto alla delusione per la notizia che ho saputo 2 giorni fa. Mi ha davvero destabilizzato perché ha fatto crollare una delle poche certezze che avevo, ma forse una mia cugina ieri ha avuto ragione quando ha detto che il trucco potrebbe essere quello di guardare le cose da angolazioni diverse. Che è un po' quello che mi ha detto anche la psicologa. Forse le cose non sono proprio come le vedo io, forse da qualche parte c'è qualcosa di più, come la giornata di ieri. Cioè, forse C'è GIà QUALCOSA DI Più, se solo riuscissi a vederlo. Cambiare sguardo, cambiare prospettiva. Svuotare la mente dai soliti pensieri... in fondo non è quello che mi succedeva al mare?
Perché forse la soluzione è già a portata di mano, non credo di essere mai stata davvero bene o guarita, ma certo la sensazione che provo ultimamente è quella di stare perdendo ogni punto di sutura. Ma se non fosse un male? Se fosse perché le ferite stanno davvero guarendo?
Forse devo solo lasciare andare le cose come vanno, e mantenere una mente più libera, sgombra da pensieri. Aperta a più possibilità.
Forse si può fare.
Perché forse la soluzione è già a portata di mano, non credo di essere mai stata davvero bene o guarita, ma certo la sensazione che provo ultimamente è quella di stare perdendo ogni punto di sutura. Ma se non fosse un male? Se fosse perché le ferite stanno davvero guarendo?
Forse devo solo lasciare andare le cose come vanno, e mantenere una mente più libera, sgombra da pensieri. Aperta a più possibilità.
Forse si può fare.
lunedì 25 dicembre 2017
Natale, tempo di decisioni
Oggi sono davvero triste e arrabbiata e non importa se è Natale. Perché è con la mia vita che ce l'ho, con quello che è diventata grazie a sto panico del ca**o. Oggi ho saputo una notizia riguardo ad una di quelle che sono le persone più importanti per me ma che a causa del mio malessere, ho trascurato. Sì, ok, le cose cambiano, i rapporti evolvono ma è la fatica del mio stato pietoso che mi impedisce di fare ciò che dovrei e oggi, di fronte a questa notizia che va avanti da mesi e mesi, dopo essere rimasta malissimo, non posso che chiedermi urlando COSA VOGLIO FARE DELLA MIA VITA? Voglio rimanere in balia perenne della paura o voglio riprendere in mano la mia vita? Ma per davvero questa volta? Perché il tempo passa, le occasioni passano, la mia vita passa, la mia e quella di chi mi sta accanto, o che vorrei mi stesse accanto. Non si può più fingere che vada tutto bene così. E nemmeno lo voglio. Il tempo della paura è finito. O meglio, forse la paura non passa da un momento all'altro, voglio che però passi la libertà che do alla paura di bloccarmi.
aggiungerei un piccolo post scrittum sul fatto che sono settimane che ipotizzavo che ci fosse sotto qualcosa del genere, non la parte più drammatica ma me lo sentivo in realtà, e qui scatta l'altro dato di fatto: devo fidarmi del mio istinto. Perché ci becca, porca miseria se ci becca.
aggiungerei un piccolo post scrittum sul fatto che sono settimane che ipotizzavo che ci fosse sotto qualcosa del genere, non la parte più drammatica ma me lo sentivo in realtà, e qui scatta l'altro dato di fatto: devo fidarmi del mio istinto. Perché ci becca, porca miseria se ci becca.
Buon Natale...
...davvero di cuore, perché si possa sentire la magia nei nostri cuori, l'amore e l'umanità. Oggi, domani e oltre..
domenica 24 dicembre 2017
mi sento malissimo
La bilancia indica tutto quello che non va nella gestione della voglia di cibo, l'ansia non mi dà tregua, l'incontro con tutti i parenti mi terrorizza per il confronto che mi vede perdere su tutta la linea, per la diversità di idee che mi vede isolata davanti a tutti sul fronte politico-sociale, ma anche nell'importanza delle varie cose del quotidiano e così mi sento malissimo. So come si è arrivati a questo punto, i primi anni di panico tremendo, il non sentirsi capita, la scoperta di vedere le cose in modo così diverso... ma cazzo, possibile che 5 ore insieme riescano a rovinarmi giorni interi? A volte mi chiedo se della mia intelligenza non sia rimasto più un cavolo di niente. Tutto è solo paura, ansia, disagio, insicurezza, sentirsi fuori posto. Francamente: E CHE PALLE!!!
Diario Alimentare 6/100 + 7/100
Mh... bo. Come è andata ieri? meglio dei due giorni prima ma comunque non bene. Non mi capacito del fatto che nemmeno ora che ho appena cominciato, io riesca a fare ciò che devo. Sono SICURISSIMA CHE AVREI UN SACCO DI BENEFICI QUASI IMMEDIATI già nel perdere 10 kg, ma allora perché non riesco? Mi sento completamente senza controllo. Assolutamente senza controllo.
Oggi per ora va meglio, ma la parte difficile deve ancora arrivare per cui è inutile cantare vittoria...
Cielo, mi sento un filo disperata e mi manca l'aria. Per sentirsi così non sarebbe quasi più facile impegnarsi di più? Sforzarsi di più ma verso qualcosa?
Oggi per ora va meglio, ma la parte difficile deve ancora arrivare per cui è inutile cantare vittoria...
Cielo, mi sento un filo disperata e mi manca l'aria. Per sentirsi così non sarebbe quasi più facile impegnarsi di più? Sforzarsi di più ma verso qualcosa?
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AAA atmosfera natalizia cercasi
E' una bella giornata serena. Direi nemmeno troppo fredda. Potrebbe essere una giornata qualunque, di sicuro non la vigilia di Natale, perché io di atmosfere natalizie proprio non ne sento, ma proprio per niente. Non so, forse la neve avrebbe cambiato un po' le cose ma la realtà è che questo non sentire nulla mi rattrista. Da quando ho cominciato a stare male è sempre stato un periodo strano, se non altro negli ultimi anni non ci stavo male, non sentivo nulla ma nemmeno ci stavo male, ma poi sbuca il rimpianto di quello che non c'è, la mancanza delle emozioni che vorrei provare, e ci sto male. Tanto, troppo. Soprattutto mi fa male dover fingere a tutti i costi di non stare così. E invece le cose sono queste. Mi disturba non sentire il bello dell'atmosfera di natale, mi disturba ancora di più dover fingere con gli altri. SO che non può esserci vita se si sta sempre soli, ma so anche che in questo periodo stare con altri miei coetanei nel pieno della loro vita in evoluzione mi stronca.
Tra l'altro... credo di aver la sensazione, anche con la psicologa, di aver sempre sottostimato tutti i miei sintomi del panico e questo non ha molta importanza per il passato, ma ne ha di sicuro perché tutti i rimasugli che ho nel presente, sebbene molto più bassi di prima, sono ancora molto alti e molto limitanti per quel che riguarda condurre una vita da adulta. <per questo il confronto con gli altri mi stronca.
Tra l'altro... credo di aver la sensazione, anche con la psicologa, di aver sempre sottostimato tutti i miei sintomi del panico e questo non ha molta importanza per il passato, ma ne ha di sicuro perché tutti i rimasugli che ho nel presente, sebbene molto più bassi di prima, sono ancora molto alti e molto limitanti per quel che riguarda condurre una vita da adulta. <per questo il confronto con gli altri mi stronca.
sabato 23 dicembre 2017
diario alimentare giorno 5/100
Ieri sera mi sono spazzolata altri 7 pasticcini. Ovvio, con quel che li ho pagati non ce la farei proprio a buttarli. 16,90 di pasticceria... con quella cifra in un supermercato si prendono due borse piene di dolci. In pasticceria 20 pasticcini. Buonissimi e che non ti sogneresti mai di buttare, infatti li ho mangiati, buttando alle ortiche la seconda sera di fila su 6 totali di presunto impegno. Ma la domanda non è perché li ho mangiati ieri e l'altro ieri, aver lì davanti una cosa buona e per giunta caretta presuppone una buona volontà di ignorarla che ancora non ho, la vera domanda è: a fronte anche del costo, perché prenderne così tanti? Se proprio l'altro giorno non riuscivo a resistere, perché non prenderne 5 o 6, o una decina al massimo, come facevo le prime volte che approdavo in pasticceria? No, adesso viaggio sui 20 perché sono preoccupata di volerne ancora tanto da star male e di non riuscire ad uscire per il panico. Così faccio la scorta, è sempre stato così, il bisogno di dolci è sempre andato di pari con il panico e quindi, quando riuscivo ad uscire, con il bisogno di fare scorte belle consistenti. E le scorte le ho fatte, sul mio corpo.
E ora? Ora mi sento nauseata per l'ennesimo fuori programma, incavolata per i 17 euro buttati, e curiosa di capire come poter procedere sulla strada giusta per più di due sere di fila. Sarà un percorso da incubo.
E ora? Ora mi sento nauseata per l'ennesimo fuori programma, incavolata per i 17 euro buttati, e curiosa di capire come poter procedere sulla strada giusta per più di due sere di fila. Sarà un percorso da incubo.
venerdì 22 dicembre 2017
il ricordo di un bacio
Non so quale sia stato l'aggancio inconscio, ma tutto d'un tratto mi è tornato alla mente un pomeriggio di tanti anni fa, una domenica di 16 anni fa, quando in discoteca un ragazzo che più o meno conoscevo, aveva passato il pomeriggio avvicinandosi a me per darmi baci sulle labbra. Solo labbra, niente lingua, eppure mi sembra di ricordare ancora la morbidezza della sua bocca sulla mia. Forse perché quello si può dire essere stato il primo ma anche l'ultimo bacio che ho ricevuto. Mi fa star male pensarci, male per le esperienze non fatte, malissimo perché continuo a non farle, e mi terrorizza l'idea di non esserne nemmeno capace. Baciare, fare l'amore, amare... a 33 anni si può recuperare tutto ciò che non ho imparato nel tempo?
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festività e Co.
era bello quando bastava una tovaglia e un centrotavola per creare la giusta atmosfera. Forse perché si era piccoli, forse perché più ingenui, forse perché si stava bene ma c'era la speranza.
22-12-2017
Se non fosse che dipende tutto da me, direi che c'è qualcuno che si diverte a prendermi per il culo e non poco. Non ho fatto a tempo a dire mercoledì sera di essere stata quasi meglio che ieri e oggi è letteralmente un macello... :/ un'ansia assurda. Ma perché? Voglio dire, a rigor di logica riuscire a passare un'ora decente e quasi di relax dovrebbe aiutare anche a stare meglio dopo, non è che poi te la fa pagare. Invece sono 24 ore che sto di schifo. Troppe stimolazioni esterne? troppi pensieri del tipo vorrei ma non posso? Il continuo fallimento dei miei progetti? Come dire, certo, tutto fa brodo. Però, insomma... non mi piace. Punto. Anche perché così non riesco nemmeno a godermi un po' di tempo libero. E' solo tempo che passa, e male...
giovedì 21 dicembre 2017
diario alimentare 4/100 sera
E 7 pasticcini dopo... posso dire che questa sera non ci siamo per niente. Perché? Ho perso il controllo perché durante il pomeriggio sono andata in paese. un'uscita di un'ora e mezzo, relax sotto le lucette di Natale? mh, non proprio. Dove non arrivava l'ansia, c'era la paura. Paura di cosa poi nello specifico non lo so, ma paura. A onor del vero è da questa mattina che mi sento così, agitata e nervosa. Per questo mentre ero fuori ho ceduto alla spesa in pasticceria. e una volta fatta, be' buttarli non era un'opzione. 16 euro... non era un'opzione no. che dire... c'è tanto su cui lavorare.
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Diario alimentare 3/100 (in differita) + 4/100
Per forza maggiore il mercoledì sera la cena non può mai essere il massimo m direi che comunque la giornata è andata bene dal punto di vista alimentare. Ripensavo però a martedì sera, alla fatica per non mangiare nulla. Lo sforzo maggiore è stato convincermi che non concedermi porcherie non era una punizione, non era una privazione ma un fattore positivo perché in quel momento non la pensavo così per niente. Tanto è vero che, andando a dormire, non mi sono sentita soddisfatta per non aver ceduto, quanto disorientata dal fatto di provare un grande vuoto dentro, un vuoto che non avevo riempito nemmeno fisicamente riempiendomi lo stomaco. Immagino non sarà l'ultima volta che sentirò tali emozioni. Saranno da combattere, sera dopo sera. Ho bisogno davvero che sia la volta che arriverò in fondo alla faccenda.
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mercoledì 20 dicembre 2017
comunque una cosa la vorrei dire...
...anche se per scaramanzia la dico molto molto piano... complessivamente mi sembra di stare meglio, dal punto di vista del panico dico. Mi sembra di avere una reazione meno malata e un filo più sana alle cose. Sì, poi per carità... mi fa paura anche solo sfidare la sorte dicendo una frase del genere eppure... mi sembra che le cose scorrano di più... vedremo. :)
abbiamo la bocca, USIAMOLA!!!
Vivere perennemente asserragliati da ansie e attacchi di panico, tra insicurezze e disagio ha sempre reso difficile dire ciò che penso, eppure, nonostante la mia fatica, mi rendo conto che parlare è fondamentale. SUPER FONDAMENTALE se ci si vuole capire, e guardando la cosa dall'altro verso, è un vero casino non farlo. Delle volte mi ha spinto a parlare più il voler evitare il disagio che sarebbe scaturito non facendolo( tra mille problemi) che una vera e propria presa di posizione ma tant'è: le cose stanno così. Dobbiamo parlare o si fa solo una gran confusione... forse che alle volte ce lo si dimentichi???
vivere nel presente
Mh... guardo fuori dalla finestra e mi rendo conto che l'atmosfera natalizia non la sento per niente. Sarà che fa freddo ma c'è il sole, saranno le mille notizie che rimbombano nella mente senza lasciare tregua, o sarà il solito disagio farcito di panico che rovina le cose ma persino l'albero di natale che mi troneggia davanti non mi fa né caldo né freddo. è brutto quando si sta così... speriamo di recuperare settimana prossima... ma per assurdo sono qui a pensare all'estate, sperando di arrivare a giugno con qualche traguardo raggiunto. Come sempre non vivo nel presente, o sono nel passato o nel futuro.
martedì 19 dicembre 2017
diario alimentare 2/100 sera
Ore 22.30--- mannaggia a me, ci stavo già cascando, se sono riuscita a non aprire quella scatola di biscotti alla marmellata è perché mi sono concentrata sulla ricerca per aiutare gli adolescenti e l'argomento mi ha preso al punto da riuscire a passare oltre, ma temo che questa sera sarà piuttosto dura resistere, servirà guadagnare un minuto alla volta... ahhhhhhhhhh
ore 00.11... vado a dormire. Ce l'ho fatta anche questa sera a non sgarrare ma per 90 minuti non ho pensato che ai dolci... :/ uff... che fatica.
ore 00.11... vado a dormire. Ce l'ho fatta anche questa sera a non sgarrare ma per 90 minuti non ho pensato che ai dolci... :/ uff... che fatica.
Diario Alimentare giorno 2/100
Ore 14.30. Per certi versi a quest'ora, per quanto riguarda l'alimentazione, sono ancora in fascia protetta. Credo che parte del problema sia la fatica mentale, quella fatica ciò che mi impedisce di affrontare la cosa lottando ogni sera perché credo di non avere energie a sufficienza. Forse però comincio a sentirmi diversa a riguardo. Devo accogliere l'idea di far fatica, come quando combattevo con il panico più forte, ho dovuto imparare ad accoglierlo, non fare muro contro muro, e in parte ha funzionato. Forse può funzionare anche con questo problema.
Feste E Parenti
Tra poco dovrò uscire per andare dalla mia terapeuta. Che la cosa ultimamente non sia facilissima oramai si sa. Quello che non si sa è perché ma evidentemente se io non mi pongo una marea di domande inutili non sono contenta.
Comunque tra una settimana a questo punto sarà già passato Natale. Speravo ci sarebbe stata la neve perché se non altro avrebbe aiutato a creare quell'atmosfera natalizia che proprio non sento più nemmeno un po', e invece nada. Sarà anche il periodo di incontri con parenti, incontri che manco a dirlo, mi agitano da matti. Certo, verrebbe da dire: cosa non lo fa, ma in ogni caso succede perché mi fa male vedere la mia vita ferma al palo mentre le loro vanno avanti. Mi rendo anche conto però che se togliessi momenti come questi, be' non so cosa resterebbe di contatti sociali. Un bel niente mi sa.
IN effetti perdere anche loro non è ciò che voglio, sentirmi bene tra loro, avere qualcosa da dire, questo sì che sarebbe il massimo...
Comunque tra una settimana a questo punto sarà già passato Natale. Speravo ci sarebbe stata la neve perché se non altro avrebbe aiutato a creare quell'atmosfera natalizia che proprio non sento più nemmeno un po', e invece nada. Sarà anche il periodo di incontri con parenti, incontri che manco a dirlo, mi agitano da matti. Certo, verrebbe da dire: cosa non lo fa, ma in ogni caso succede perché mi fa male vedere la mia vita ferma al palo mentre le loro vanno avanti. Mi rendo anche conto però che se togliessi momenti come questi, be' non so cosa resterebbe di contatti sociali. Un bel niente mi sa.
IN effetti perdere anche loro non è ciò che voglio, sentirmi bene tra loro, avere qualcosa da dire, questo sì che sarebbe il massimo...
lunedì 18 dicembre 2017
Diario Alimentare giorno 1/100 sera
Ok... ore 22... fino a qui la giornata è andata bene. Ho fatto due ore di movimento leggero. Ora arrivano le due ore più complicate per le mie mini abbuffate. Ho lavato i denti e ho già messo un gel per ritardare le carie al fluoro che fa piuttosto schifo e che per ora non invoglia a mescolare il gusto con altri... vediamo se almeno per qualche sera funziona come trucco. Per il resto... 100 sere, non sembrano poi nemmeno così tante, il trucco credo sia semplicemente ammettere che avrò la voglia di mangiare ma non devo farlo, accettare il desiderio e combatterlo con le idee perché il cibo non è l'unico premio che posso concedermi ora. Non lo è affatto. A quest'ora e in queste modalità (e ripeto in queste modalità) è un nemico che va combattuto perché il mio fisico di 127 kg non ha bisogno di dolci alla marmellata o al cioccolato alle 22 di sera. Punto. Non è l'unico premio che ho, è solo farmi del male. Devo ragionare su questo. SPeriamo di non cedere...
Ore 00.50... sto per andare a dormire... be' almeno per la prima sera... MISSIONE COMPIUTA!!! niente porcherie... evviva ;)
Ore 00.50... sto per andare a dormire... be' almeno per la prima sera... MISSIONE COMPIUTA!!! niente porcherie... evviva ;)
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Ok, a volte mi piace fare esperimenti che poi mollo... ad esempio ho appena creato un account twitter ma seriamente... stare dietro a tutti sti portali è un lavoro a tempo pieno! Servisse poi a qualcosa... :) una sfilza di password, mail, username... giuro mi è venuto il panico solo a pensarci! E non scherzo... forse ero più adatta ai tempi dei segnali di fumo... perché mi sa che non solo molto social...
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diario alimentare 18-12-2017 giorno 1 su 100
Questa mattina incontro ravvicinato con la bilancia. Responso 127. Quindi il chilo e mezzo che ho perso al mare per ora non mi si è di nuovo incollato addosso, direi merito di questo raffreddore che mi ha levato un po' la voglia di mangiare schifezze dopo cena perché di movimento non ne ho fatto.
Sabato mio padre, passando fuori dalla mia camera e vedendo tre buste piene di cibo e o resti di esso (scatole/confezioni) si è davvero intristito. Per i miei genitori non è una questione estetica, per mia mamma forse lo era anche fino ad un po' di tempo fa, ora è solo preoccupazione per la mia salute. E il fatto è che lo sono pure io, preoccupata intendo... perché tutto ciò che paventavo per un futuro be', direi che è già qui. Non c'è più giorno che non mi svegli con un male al ginocchio o genericamente alle gambe.
ieri ho provato a fare la ciclette, sono riuscita a fare mezz'ora a stento...
Vorrei solo capire perché sembra che me ne dimentichi ogni singolo giorno, o meglio ogni singola sera. Come se, chiusa nella mia stanza, tutte le conseguenze di tutto quel cibo spazzatura fossero lontane, fossero una cosa che non mi riguarda, che non mi tocca. E invece mi riguardano eccome. Per questo anche se imbarazzata, frustrata e pessimista a riguardo, non posso rassegnarmi nemmeno questa volta. Per questo credo sia il caso di fare l'ennesimo tentativo. 100 giorni fino a Pasqua.
Qualcuno potrebbe dire: ma adesso? Davvero? circondati da pandori, torroni e vari...
Vorrei poter dire che aspettare avrebbe senso ma non ne ha, non ne ha perché tanto IO AVREI comunque in giro BORSE DI DOLCI. Che si presentino sotto una forma od un'altra, poco cambia. Ho bisogno di avere risultati in generale, di avere riscontri positivi, in particolare ho bisogno di perdere peso.
Ho bisogno di cose che mi aiutino a distrarre la mente per 100 sere di fila.
Ho bisogno che questa volta il risultato non sia il solito.
Sabato mio padre, passando fuori dalla mia camera e vedendo tre buste piene di cibo e o resti di esso (scatole/confezioni) si è davvero intristito. Per i miei genitori non è una questione estetica, per mia mamma forse lo era anche fino ad un po' di tempo fa, ora è solo preoccupazione per la mia salute. E il fatto è che lo sono pure io, preoccupata intendo... perché tutto ciò che paventavo per un futuro be', direi che è già qui. Non c'è più giorno che non mi svegli con un male al ginocchio o genericamente alle gambe.
ieri ho provato a fare la ciclette, sono riuscita a fare mezz'ora a stento...
Vorrei solo capire perché sembra che me ne dimentichi ogni singolo giorno, o meglio ogni singola sera. Come se, chiusa nella mia stanza, tutte le conseguenze di tutto quel cibo spazzatura fossero lontane, fossero una cosa che non mi riguarda, che non mi tocca. E invece mi riguardano eccome. Per questo anche se imbarazzata, frustrata e pessimista a riguardo, non posso rassegnarmi nemmeno questa volta. Per questo credo sia il caso di fare l'ennesimo tentativo. 100 giorni fino a Pasqua.
Qualcuno potrebbe dire: ma adesso? Davvero? circondati da pandori, torroni e vari...
Vorrei poter dire che aspettare avrebbe senso ma non ne ha, non ne ha perché tanto IO AVREI comunque in giro BORSE DI DOLCI. Che si presentino sotto una forma od un'altra, poco cambia. Ho bisogno di avere risultati in generale, di avere riscontri positivi, in particolare ho bisogno di perdere peso.
Ho bisogno di cose che mi aiutino a distrarre la mente per 100 sere di fila.
Ho bisogno che questa volta il risultato non sia il solito.
domenica 17 dicembre 2017
mille portali per un nulla di fatto
E' mezzogiorno, tra poco andrò a pranzo ma non posso fare a meno di notare come sono andate le ultime due ore: un click continuo per aggiornare vari portali, blog, la dashboard della pagina di vendita dei miei libri su amazon e in ultimo il portale del crowdfunding...
Due ore di aggiornamenti e click vari per un riscontro pari a zero. Letteralmente zero, perché non c'è stato nessun riscontro in nessun termine. Non so se a pesare di più è la frustrazione per il nulla di niente che sta succedendo o la paura che tutto questo diventi una specie di ossessione tra lievi attacchi di ansia e pure di nervoso.
Chissà...
Due ore di aggiornamenti e click vari per un riscontro pari a zero. Letteralmente zero, perché non c'è stato nessun riscontro in nessun termine. Non so se a pesare di più è la frustrazione per il nulla di niente che sta succedendo o la paura che tutto questo diventi una specie di ossessione tra lievi attacchi di ansia e pure di nervoso.
Chissà...
sabato 16 dicembre 2017
voglio trovare un senso a questa storia...
Sono le 14.30 di sabato pomeriggio. Tutto sommato non mi dispiacerebbe uscire più tardi ma non so... è che dopo tutti questi anni mi sono resa conto che il panico riesce ancora a sorprendermi. Questa mattina mi sono svegliata verso le 8.30, ho fatto colazione e stavo più o meno bene. L'idea era quella di uscire di casa verso le 10 per passare in cartoleria e comprare dei cartoncini da usare con i ragazzi della catechesi. dieci minuti per andare, dieci per tornare ed essere dove avrei dovuto, per le 10.30.
Ok... verso le 9.20 ho cominciato a stare malissimo. Panico. Ovvio. Panico correlato da tutti quei sintomi che ti fanno sentire come se stessi per perdere il controllo del tuo corpo da un momento all'altro: nausea e mal di pancia. FRancamente ad un certo punto ero davvero disperata. La sensazione di non controllare niente, di finire con il farsela addosso... ma perché??? Poi sono uscita lo stesso, non sono andata a comprare i fogli, ne ho portati alcuni da casa sperando che non servissero a tutti e sono andata là. Ok, tempo 3 minuti, o meno, e stavo benissimo e non ho più pensato a niente. Ne sono ovviamente felice, meglio che stare male ancora ma non posso fare a meno di chiedermi: perché?????????
Perché deve continuamente essere così? Francamente, ma che cavolo di senso ha?
Ok... verso le 9.20 ho cominciato a stare malissimo. Panico. Ovvio. Panico correlato da tutti quei sintomi che ti fanno sentire come se stessi per perdere il controllo del tuo corpo da un momento all'altro: nausea e mal di pancia. FRancamente ad un certo punto ero davvero disperata. La sensazione di non controllare niente, di finire con il farsela addosso... ma perché??? Poi sono uscita lo stesso, non sono andata a comprare i fogli, ne ho portati alcuni da casa sperando che non servissero a tutti e sono andata là. Ok, tempo 3 minuti, o meno, e stavo benissimo e non ho più pensato a niente. Ne sono ovviamente felice, meglio che stare male ancora ma non posso fare a meno di chiedermi: perché?????????
Perché deve continuamente essere così? Francamente, ma che cavolo di senso ha?
venerdì 15 dicembre 2017
sob sob
Ok... manca poco all'inizio delle lezioni e sono TERRORIZZATA. E' talmente emotiva la ragazza che aspetto, che se di luna storta, oggi mi distrugge con la sua carica di irruenza e maleducazione e insolenza. Sì, poi si scusa ma non mi sento forte abbastanza per gestire questa guerriglia emotiva... speriamo sia di luna buona... e io devo farla semplice: è lavoro non divertimento. Punto.
soldi soldi soldi...
La novità di questa mattina è che la stufa a pellet si è rotta, così senza dire nulla i miei, dopo aver fatto una visita medica, sono andati a comprarne una nuova. Ho la sensazione che i soldi ultimamente se ne vadano via come il pane in una sfilza di cose non previste e scelte impulsive da parte di mio padre che non capisco. Cioè, si sono fatti lavori di ristrutturazione importanti due anni fa, economicamente sostanziosissimi, questo ovviamente non significa che non si possa spendere ancora per cose che servono, e il riscaldamento, potendo, non è esattamente un optional, ma ha mio padre sta assumendo un atteggiamento curioso, per uno che non vuole cambiare cellulare nemmeno con uno da 50 euro, sta spendendo un sacco in altro... non capisco questo atteggiamento e non capisco cosa voglia dire davvero dal momento che poi è tutto un far pesare quello che paga, con soldi che però, occorre dirlo, non sono solo suoi. In ogni caso... che li spenda lui, mia madre o entrambi... devo dire che io comincio ad essere un po' preoccupata. Vedo perfettamente quanto servirebbe anche il mio stipendio. Vedo quanto sia sbagliato spendere quel poco che guadagno solo in libri, psicologa, ansiolitici e cibo spazzatura. Lo vedo, eccome se lo vedo... qui davanti agli occhi ho un boccettino da 30 ml delle gocce che prendo: 11.50 euro a pezzo... ne uso quasi uno alla settimana... due sedute dalla psicoterapeuta minimo al mese, cibo che fa male anche solo a guardarlo, non mangiarlo... già solo guardando come spendo i soldi si capisce che la mia vita è un impiastro.
Comunque resta il fatto che sono preoccupata perché c'è un flusso di soldi che non capisco, che non riesco a prevedere, non dico inutile ma il modo, la rapidità con cui vengono prese le decisioni da parte di mio padre mi confonde.
Credo che siamo davvero tutti preoccupati dai soldi. Perennemente. E credo che i problemi economici con il panico, come con tutte le malattie, non vadano davvero d'accordo. Per niente.
Comunque resta il fatto che sono preoccupata perché c'è un flusso di soldi che non capisco, che non riesco a prevedere, non dico inutile ma il modo, la rapidità con cui vengono prese le decisioni da parte di mio padre mi confonde.
Credo che siamo davvero tutti preoccupati dai soldi. Perennemente. E credo che i problemi economici con il panico, come con tutte le malattie, non vadano davvero d'accordo. Per niente.
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giovedì 14 dicembre 2017
???
Mh... in tono molto perplesso dico che da qualche ora sono finita in un sito di crowdfunding, in italiano finanziamento collettivo; l'idea sarebbe quella di finanziare eventuali traduzioni delle mie storie in inglese, di fatto però sono basita. Posto che realisticamente non tirerò su nemmeno un euro... c'è qualcosa di affascinante e terrorizzante allo stesso tempo in possibilità del genere. Voglio dire, immagino vengano finanziati progetti validissimi e utili ciò non toglie che bo...
Cioè, forse sono un po' della vecchia scuola, in fondo la ricerca di fondi c'è sempre stata, ma fatico a mettere sullo stesso piano questo e mio zio che si alza ogni mattina a quasi 70 anni alle 5.30 per andare a dar da mangiare agli animali, o di vari miei parenti che si alzano anche prima per andare a lavorare come muratore, cassiera... etc etc
Be'... che dire..sarà la mia anima un po' old style che parla Perché quella più new ci si è iscritta... mah...
Cioè, forse sono un po' della vecchia scuola, in fondo la ricerca di fondi c'è sempre stata, ma fatico a mettere sullo stesso piano questo e mio zio che si alza ogni mattina a quasi 70 anni alle 5.30 per andare a dar da mangiare agli animali, o di vari miei parenti che si alzano anche prima per andare a lavorare come muratore, cassiera... etc etc
Be'... che dire..sarà la mia anima un po' old style che parla Perché quella più new ci si è iscritta... mah...
mercoledì 13 dicembre 2017
serata ok per nuove abitudini
Ok, rientrata da poco dal mio solito mercoledì ad alta tensione. Be', con le idee più chiare su quello che posso e voglio pretendere da ore così, cioè qualcosa di remunerativo, divertente ma non risolutivo per la mia vita intera, be', posso dire che tra le 17.15 e le 22 ho avuto solo dieci minuti un po' ansiogeni verso le 20 quando mi stavo spostando da un impegno all'altro. E' ovviamente un gran risultato ma più ancora il fatto di aver affrontato tutto questo nella giusta ottica almeno per questa volta. Certo, la domanda fondamentale resta: la prossima volta mi farò prendere ancora dall'ansia a 1000 o magari ricordando oggi, l'ansia si fermerà a 999? No, capisco che è un'osservazione sciocca ma se è vero che varie esperienze negative sul panico mi hanno spinta a vivere pensando di non poter fare altrimenti, perché le controprove positive non possono generare ricordi positivi e quindi contrari? Che in sostanza mi spingano a cominciare a credere che una vita senza panico e ansia alle stelle è possibile? Forse servirà vederla così d'ora in poi, puoi cambiare e lo sta già facendo, e forse questo creerà nuove abitudini.
Comunque per ora diciamo solo che la serata è andata benissimo!!! :)
Comunque per ora diciamo solo che la serata è andata benissimo!!! :)
a qualcuno manco... :) :)
😃😃😃 E 'più o meno un mese e mezzo che sto cercando di contenere le spese on line, la mazzata di quello che ho dovuto pagare per il dentista mi ha piuttosto aiutata... ma è bello vedere che ad alcuni negozi on line che frequento di solito sono mancata, infatti mi hanno mandato mail dicendo se era già finita tra noi.. :)
Che dire... a qualcuno almeno manco... ahahah... 😂😂😂
Che dire... a qualcuno almeno manco... ahahah... 😂😂😂
ansia, domande, insicurezza, altre domande.
Il mercoledì da quando ho cominciato a seguire quella ragazza fuori casa e sono iniziati gli incontri in oratorio, è una giornata pesante. Indubbiamente ansiosa a mille. Per questo in un certo senso, l'ansia che provo ora, anche se mancano più di 3 ore a quando dovrò uscire, mi è più 'comprensibile' di quella dei giorni passati. Ciò non toglie che ne sono comunque infastidita. Mi è tornato in mente il lunedì pomeriggio, due settimane fa, che ero al mare, e che ho accompagnato mio padre in giro per commissioni. Anche in quell'occasione l'ansia ha fatto la sua puntatina, per abitudine direi, ma la sensazione di non dover rendere conto a nessuno di quei giorni... mamma mia che goduria! E allora mi chiedo: in questa fase ho più bisogno di momenti come quello o è vero il contrario e cioè che dovrei lavorare sodo per gestire momenti più complicati? Ho bisogno di una tregua o dovrei darci dentro e basta? Perché è chiaro che in prospettiva è meglio la seconda ipotesi ma se si impazzisce del tutto dall'ansia e dal disagio cercando di arrivarci, be'... forse andrebbe rivalutata anche la prima. Anche perché mi sembra, rispetto al mio fisico, all'ansia e a tutte le conseguenze, di aver tirato già troppo la corda con il mio corpo e la mia anima. Non vorrei finire per romperla per cose stupide.
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martedì 12 dicembre 2017
e ci risiamo, più forti che mai...
Ok, inspira... espira...
Sono le 16.10, tra 20 minuti cominciano le lezioni del pomeriggio e io mi sento uno schifo, tanto per cambiare! Attacco di panico in corso... evviva! Seriamente, ste lezioni non possono conciarmi così! Seguo più o meno regolarmente 4 ragazze, una di 13 anni, due di 15 e una di 16... non esiste che mi facciano stare così! nemmeno dovessi fare rapporto a chissà che organo internazionale. Seriamente, non esiste! a ben vedere dovrebbero essere se mai loro a sentirsi così, cioè io mi ci sentivo quando alla loro età andavo a lezione, anche se a dirla tutta ero comunque più sicura e tranquilla di adesso, certo come sto adesso è il frutto di 17 anni di panico ma per la miseria, che palle! Sono qui a tremolare per 2 ore e mezza di lezione... come dicevo nel post precedente forse è perché ho investito troppo in questo lavoro, ma starei meglio a fare altro? A fare le pulizie? O in un negozio... o è proprio il mio modo di fare che deve cambiare una volta per tutte? E che palle cavoli! Mi sento uno straccio e una parte di me davvero non ne può più perché è assurdo stare così. E se sto così per ste baggianate, è chiaro che mi vedo bloccate ogni altre opzioni. Cioè sono fuori di testa per lezioni di argomenti che riesco a gestire, a casa mia con ragazze molto carine e educate, di fatto non ho chance per un fico secco di niente! e quindi di nuovo: CHE PALLE!
Ma poi messa da parte la rabbia, occorre capire perché sto così. Prevedo che il prossimo incontro con la psicologa sarà davvero interessante... da schiattare dal ridere.
Ok... ispira, espira... si inizia...
Sono le 16.10, tra 20 minuti cominciano le lezioni del pomeriggio e io mi sento uno schifo, tanto per cambiare! Attacco di panico in corso... evviva! Seriamente, ste lezioni non possono conciarmi così! Seguo più o meno regolarmente 4 ragazze, una di 13 anni, due di 15 e una di 16... non esiste che mi facciano stare così! nemmeno dovessi fare rapporto a chissà che organo internazionale. Seriamente, non esiste! a ben vedere dovrebbero essere se mai loro a sentirsi così, cioè io mi ci sentivo quando alla loro età andavo a lezione, anche se a dirla tutta ero comunque più sicura e tranquilla di adesso, certo come sto adesso è il frutto di 17 anni di panico ma per la miseria, che palle! Sono qui a tremolare per 2 ore e mezza di lezione... come dicevo nel post precedente forse è perché ho investito troppo in questo lavoro, ma starei meglio a fare altro? A fare le pulizie? O in un negozio... o è proprio il mio modo di fare che deve cambiare una volta per tutte? E che palle cavoli! Mi sento uno straccio e una parte di me davvero non ne può più perché è assurdo stare così. E se sto così per ste baggianate, è chiaro che mi vedo bloccate ogni altre opzioni. Cioè sono fuori di testa per lezioni di argomenti che riesco a gestire, a casa mia con ragazze molto carine e educate, di fatto non ho chance per un fico secco di niente! e quindi di nuovo: CHE PALLE!
Ma poi messa da parte la rabbia, occorre capire perché sto così. Prevedo che il prossimo incontro con la psicologa sarà davvero interessante... da schiattare dal ridere.
Ok... ispira, espira... si inizia...
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però oggi...
Oggi, fisicamente parlando mi pare vada meglio, non posso però evitare di pensare all'effetto che un piccolo intoppo, come un raffreddore o poco più, ha avuto su di me, a come abbia praticamente sbrindellato ogni parvenza di normalità. Oggi mi sento emotivamente peggio di ieri, ancora più debole perché ancora più confusa. Cosa è che mi rende così spaventata e insicura? Mi rendo conto che oramai sono anni che sostanzialmente giro a vuoto, comincio una cosa convinta che possa farmi bene e o si rivela un fallimento o non riesco nemmeno a portarla avanti. Le settimane passano veloci traghettandomi da una stagione all'altra senza che nemmeno capisca cosa succede e quindi, nel momento in cui ci penso, facendomi sentire uno schifo perché il tempo passa ma io non arrivo da nessuna parte.
E molte cose mi sono così faticose forse perché, anche, attribuisco loro un significato diverso. Le lezioni e gli incontri con i ragazzi ad esempio. Se mi ostino a vederli come qualcosa che deve soddisfare ogni mia singola aspirazione sociale, saranno per forza un disastro perché l'investimento emotivo speso in esse sarà uno sproposito rispetto ai risultati, sia veri che potenziali. Se le prendo per quello che sono, forse potrei anche rendermi conto che c'è di peggio, sia per guadagnare qualche euro che per passare qualche ora. Perché comunque qualcosa devo fare, a maggior ragione ora che mi sembra di non capire nemmeno ciò che voglio.
Per essere una che ha passato la vita a ragionare su di sé, sono parecchio scollegata dai miei desideri! O forse li conosco in realtà, ma non mi azzardo a portarli avanti. E posso davvero passare tutta una vita facendo questo pensiero senza cambiare davvero qualcosa. E allora torniamo sempre alla solita domanda: perché, in attesa della rivelazione mistica sul mio futuro, non riesco a fare almeno ciò che so per certo di volere? ad esempio impegnarmi davvero per perdere peso? Perché ci penso tutto il giorno tutti i giorni ma male, quasi rimandando sempre di settimana in settimana invece di prendere davvero per le corna il problema, cercare di affrontarlo, cosciente che sarà difficile ma anche che almeno parte di me vorrebbe risolverlo perché so quanto è sbagliato e dannoso portare avanti questa obesità che se cambia peggiora.
Insomma... perché non riesco almeno a partire da una cosa certa, sistemare un angolo intanto che penso al resto?
per ora so solo che è tutto un gran casino. E non vedo l'ora che arrivino le vacanze per non avere nessuno a cui pensare per qualche giorno, solo io e qualche libro o film. Cosa che tra l'altro, è bene sottolinearlo, dopo il secondo giorno farà scattare in me tre paranoie diverse: la prima che vorrei che potesse essere sempre così, la seconda che invece mi farà sentire in colpa, la terza che mi farà sentire invidiosa di ogni persona anche di film/romanzi. E tutto ricomincerà da capo e invece vorrei davvero che almeno qualcosa si sistemasse.
E molte cose mi sono così faticose forse perché, anche, attribuisco loro un significato diverso. Le lezioni e gli incontri con i ragazzi ad esempio. Se mi ostino a vederli come qualcosa che deve soddisfare ogni mia singola aspirazione sociale, saranno per forza un disastro perché l'investimento emotivo speso in esse sarà uno sproposito rispetto ai risultati, sia veri che potenziali. Se le prendo per quello che sono, forse potrei anche rendermi conto che c'è di peggio, sia per guadagnare qualche euro che per passare qualche ora. Perché comunque qualcosa devo fare, a maggior ragione ora che mi sembra di non capire nemmeno ciò che voglio.
Per essere una che ha passato la vita a ragionare su di sé, sono parecchio scollegata dai miei desideri! O forse li conosco in realtà, ma non mi azzardo a portarli avanti. E posso davvero passare tutta una vita facendo questo pensiero senza cambiare davvero qualcosa. E allora torniamo sempre alla solita domanda: perché, in attesa della rivelazione mistica sul mio futuro, non riesco a fare almeno ciò che so per certo di volere? ad esempio impegnarmi davvero per perdere peso? Perché ci penso tutto il giorno tutti i giorni ma male, quasi rimandando sempre di settimana in settimana invece di prendere davvero per le corna il problema, cercare di affrontarlo, cosciente che sarà difficile ma anche che almeno parte di me vorrebbe risolverlo perché so quanto è sbagliato e dannoso portare avanti questa obesità che se cambia peggiora.
Insomma... perché non riesco almeno a partire da una cosa certa, sistemare un angolo intanto che penso al resto?
per ora so solo che è tutto un gran casino. E non vedo l'ora che arrivino le vacanze per non avere nessuno a cui pensare per qualche giorno, solo io e qualche libro o film. Cosa che tra l'altro, è bene sottolinearlo, dopo il secondo giorno farà scattare in me tre paranoie diverse: la prima che vorrei che potesse essere sempre così, la seconda che invece mi farà sentire in colpa, la terza che mi farà sentire invidiosa di ogni persona anche di film/romanzi. E tutto ricomincerà da capo e invece vorrei davvero che almeno qualcosa si sistemasse.
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lunedì 11 dicembre 2017
disagio disagio disagio perenne.
Oggi mi sono svegliata non proprio in forma, un po' di raffreddore, un paio di linee di febbre, nulla di che per carità, ma non sono al top. Tra poco devo fare lezione e non mi va per niente. Può essere che questa pseudo influenzina non faciliti le cose ma il punto è un altro, e anche se stessi bene non cambierebbe nulla perché sono DI NUOVO TOTALMENTE A DISAGIO. Io non capisco, mi sento inadeguata e non capisco perché. Ieri sera, quando ho pensato che avrei ricominciato con le lezioni dopo 4 giorni di stop mi sarei messa a piangere. Faccio una tale fatica che vorrei solo poter lasciar perdere ma poi? Ho paura perché non so come posso pensare di andare avanti, e intendo in qualsiasi strada.
... prima ho dovuto interrompere perché la ragazzina è arrivata con 5 minuti d'anticipo. LA lezione di per sé è andata bene, ma onestamente non ne dubitavo nemmeno prima, la paura che provo è irrazionale e francamente basata anche su presupposti sbagliati, nel senso che raramente si verificano, ma comunque è così che mi sento ogni volta. Ed è pesante gestire questo tipo di emozioni ogni volta, ogni giorno... ne farei a meno, mollerei tutto.. ma poi? come si può credere di vivere così? Spaventata da ogni cosa, senza possibilità di fare, di guadagnare... perché anche per mangiare servono soldi, e per i soldi serve guadagnare, serve agire, serve fare... In momenti come questo davvero non mi è possibile vedere un futuro, solo un presente per niente alla mia portata. Ma perché devo stare così? Perché tutti mi sembrano migliori di me, tutto mi sembra come fuori dalla mia portata... Sono così confusa...
... prima ho dovuto interrompere perché la ragazzina è arrivata con 5 minuti d'anticipo. LA lezione di per sé è andata bene, ma onestamente non ne dubitavo nemmeno prima, la paura che provo è irrazionale e francamente basata anche su presupposti sbagliati, nel senso che raramente si verificano, ma comunque è così che mi sento ogni volta. Ed è pesante gestire questo tipo di emozioni ogni volta, ogni giorno... ne farei a meno, mollerei tutto.. ma poi? come si può credere di vivere così? Spaventata da ogni cosa, senza possibilità di fare, di guadagnare... perché anche per mangiare servono soldi, e per i soldi serve guadagnare, serve agire, serve fare... In momenti come questo davvero non mi è possibile vedere un futuro, solo un presente per niente alla mia portata. Ma perché devo stare così? Perché tutti mi sembrano migliori di me, tutto mi sembra come fuori dalla mia portata... Sono così confusa...
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domenica 10 dicembre 2017
atmosfera...
Neve... l'ho sempre amata. Mi è sempre piaciuto lo spettacolo che si viene a creare nelle colline qui intorno, ma la neve è una cosa che mi fa pensare ad altre situazioni: cioè tutte quelle che un tempo, anni fa, erano più facili, semplici. La neve mi piaceva punto. Ora la neve può piacere ma bisogna tenere conto di tutti i disagi che crea. Sembra che la semplicità di pensiero sia un lusso che da adulti non ci si può più permettere sommersi dalle mille sfumature diverse di ogni singolo problema. E si sa che il maltempo di problemi ne crea tantissimi, nessuno lo può negare.
Ma per questa sera, almeno per un po' mi concedo il lusso di guardare fuori e godermi lo spettacolo.
Ma per questa sera, almeno per un po' mi concedo il lusso di guardare fuori e godermi lo spettacolo.
sabato 9 dicembre 2017
panico a tradimento
Ore 14... ko tecnico. Ieri sera non riuscivo a dormire, mi sono addormentata alle 3 passate e con la tachicardia, questa mattina alle 7.50 mi sono svegliata con lo stomaco sottosopra, ma con quella tensione tipica dell'ansia forte, tipo panico. Il mio impegno con i ragazzi non è andato male, ma poi anche là gli ultimi dieci minuti sono stata investita da una nausea assurda. Ansia alle stelle? Motivo? Bo. Quello che so è che non me lo aspettavo e quindi ci sono rimasta male. Non so, è che per qualche ora ti sembra quasi di dimenticartelo e poi...ti ripiomba addosso. Certo, non è nulla di grave nel complesso. Questo lo so anche io, però lascia l'amaro in bocca perché speri sempre che in una giornata, almeno una, il panico non rompa le balle, soprattutto quando fai qualcosa che tutto sommato è molto piacevole. Ci sono mille situazioni in cui il panico è il messaggio che qualcosa non va ma oggi? Oggi non c'era davvero nulla che non andasse. Ma è andata così. E forse proprio a causa di questo ulteriore smacco, ancora la questione della scrittura che non porta a nulla mi rattrista di più. Be', oggi è così. Speriamo poi vada meglio.
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venerdì 8 dicembre 2017
sentimenti e co.
Oggi, dopo aver sistemato l'albero, con le considerazioni del caso, ho dovuto preparare alcune cose per l'incontro di domani con i ragazzi che seguo e durante il quale faremo un piccolo lavoretto. Niente di che, intendiamoci, ma qualcosa che comunque mi ha dato entusiasmo, almeno per un po', entusiasmo e una spinta a darmi da fare. Forse avrò bisogno di cambiare formula, ma è essenziale che io sia attiva con i ragazzi e all'interno della comunità. Per me è fondamentale. Inoltre almeno per oggi ha compensato un altro sentimento che sto provando: la delusione per ciò che ho scritto, ho composto molte storie, leggere, super leggerissime. Erano solo qualcosa in più che uno svago, eppure, non potendo fare a meno di scrivere, be' pensavo avrei potuto avere qualche risultato. Invece nulla. E onestamente questo fallimento mi pesa. Perché speravo in qualcosa. Non in chissà che di straordinario, ma in qualcosa...
Magari più avanti?
Magari più avanti?
mancanza d'aria... da ansia e da mille chili in più.
Questo pomeriggio ho fatto l'albero di Natale. Curioso come anche quell'operazione negli ultimi anni mi risulti complicata. Mi sono sempre chiesta perché, onestamente è una cosa che arriva addirittura a farmi venire l'ansia, quasi un attacco di panico. Anno dopo anno. Immagino in parte possa dipendere dal fatto che le festività natalizie, quando si sta poco bene psicologicamente, non sono un bel periodo e anche io in passato ho vissuto feste veramente con un alto tasso di depressione. Ora sono più neutrale il merito, mi godo le lucette e l'atmosfera, non più con quella gioia pura di quando si è bambini, ma come un'adulta sola che però per qualche settimana si rilassa, per modo di dire, in un limbo colorato.
In realtà, ed è ridicolo, credo che il vero problema, sia legato alla fatica FISICA che faccio. Dal momento che però sembra quasi assurdo dire di stancarsi facendo l'albero, nemmeno avessi 80 anni- dico 80 anni perché mia nonna quando aveva 80anni si rifiutava di farlo-, non ho mai preso in considerazione la cosa, eppure oggi mi sono resa conto che l'avversione verso questa attività è proprio dovuta al mio peso. E così mi sono accorta che sono molte le cose nelle quali l'ansia, e quindi la mancanza di fiato dovuta da essa, viene ad essere amplificata dallo sforzo fisico. Insomma, in conclusione mi sono accorta che spesso, in situazioni già ansiose, lo sforzo nei movimenti dovuti al mio peso, fa sì che mi machi ancora di più l'aria, accentuando quella sensazione di soffocamento che però non è per l'ansia ma per i chili in più... quello che si dice una pessima collaborazione! ed è assurdo ma non avevo mai riflettuto su questo aspetto del problema... come a dire... si impara sempre qualcosa???
In realtà, ed è ridicolo, credo che il vero problema, sia legato alla fatica FISICA che faccio. Dal momento che però sembra quasi assurdo dire di stancarsi facendo l'albero, nemmeno avessi 80 anni- dico 80 anni perché mia nonna quando aveva 80anni si rifiutava di farlo-, non ho mai preso in considerazione la cosa, eppure oggi mi sono resa conto che l'avversione verso questa attività è proprio dovuta al mio peso. E così mi sono accorta che sono molte le cose nelle quali l'ansia, e quindi la mancanza di fiato dovuta da essa, viene ad essere amplificata dallo sforzo fisico. Insomma, in conclusione mi sono accorta che spesso, in situazioni già ansiose, lo sforzo nei movimenti dovuti al mio peso, fa sì che mi machi ancora di più l'aria, accentuando quella sensazione di soffocamento che però non è per l'ansia ma per i chili in più... quello che si dice una pessima collaborazione! ed è assurdo ma non avevo mai riflettuto su questo aspetto del problema... come a dire... si impara sempre qualcosa???
ricordi di ieri per cose di oggi
Questa mattina, non so bene perché, mi è tornato in mente un fatto di quando ero in 3^ elementare. A quell'epoca, come un po' di anni prima e un bel po' di anni dopo, facevo la chierichetta in una chiesina vicino a casa mia, chiesetta che era gestita, sia come pulizie sia come organizzazione, da tre signore qui nei paraggi. Così, quando c'erano alcune comunicazioni da fare si andava da loro. E proprio da una di loro ricordo di essere andata, una domenica per avvisare che quella successiva non ci sarei stata perché avrei avuto la mia prima comunione in parrocchia. Mi ricordo che ero mortificata, se avessi potuto sdoppiarmi in due l'avrei fatto. La signora fece una battuta, come a dire che avevo dato poco preavviso, ma era appunto solo una battuta perché in quella piccola chiesina eravamo solo in due ragazzine a farlo, se c'eravamo bene se no ci pensavano gli adulti. Con il senno di poi so quanto fosse fuori luogo quel mio sentirmi a disagio eppure all'epoca lo vissi davvero male. E' un episodio, ma credo sia molto significativo di tanti altri, e di un modo di essere che mi accompagna ancora: sentirsi sempre un po' a disagio, in difetto, anche quando non ce ne sarebbe davvero motivo. Ma proprio per niente.
Credo che ricordi come questo siano qui a dirmi che è ora di voltare pagina e cercare di andare avanti, credendo di più in me stessa.
Credo che ricordi come questo siano qui a dirmi che è ora di voltare pagina e cercare di andare avanti, credendo di più in me stessa.
giovedì 7 dicembre 2017
una marcia in più
Questa mattina sono andata dal dentista, ed ero più o meno soddisfatta di come era andata la faccenda. Ansia uscendo da casa alle stelle ma poi durante la cura, tutto sotto controllo. Una piccola soddisfazione, solo che poi la quotidianità di mette a confronto con alcune informazioni e allora non posso fare a meno di chiedermi: ma alcune persone come fanno ad andare avanti nonostante tutto? Nonostante la vita gli sbatta addosso dolore su dolore? Una donna come fa a resistere senza andare in pezzi nonostante la gravità di alcune situazioni? Me lo chiedo perché io mi sento una cacca, sì, lo so egoisticamente ribalto ancora il discorso su di me, ma io che non riesco a gestire un cazzo senza andare in tilt mi chiedo come si fa. Dove la si trova la forza... forse per amore dei figli, forse è quella la molla. Resta il fatto che, per scelta o per caso, alcune persone hanno davvero una marcia in più.
mercoledì 6 dicembre 2017
cambio di rotta
Ok... chi mi capisce è bravo, io forse non mi capisco ma per un momento mi piaccio un po' di più. Perché oggi, di fronte a quella questione nella quale mi sentivo "bistrattata" e non rispettata, be' mi sono resa conto che sono io a dover dare il rispetto a me stessa. Una volta posta questa pietra miliare, si può tranquillamente andare avanti su una strada consapevole che per certi versi non cambierà nulla ma che per altri è lavoro, i soldi servono e non è davvero la mia dignità ad essere messa in discussione. Il punto di svolta a cui sono arrivata non cambierà il modo di fare loro nei miei confronti, ma il mio nei loro per cui, pur senza cambiare le mie idee ma consapevole che il lavoro serve anche per i soldi, farà sì che, detto allegramente, io me ne sbatta le balle di come sono loro. Certo, dovessero arrivare ad essere maleducati e sfacciatamente ostili per dire, si fa presto a dire ciao ciao, ma per ora, anche se non mi piacciono loro, con la ragazza lavoro bene, i soldi non mi fanno schifo per cui credo che il vero rispetto che devo dare a me stessa sia dare il giusto peso alle cose. Essere chiari, dire ciò che penso ma poi anche se nn è tutto rose e fiori, pensare allo scopo per cui lo di fa. Punto.
Una sorta di rivoluzione 2.0.
Una sorta di rivoluzione 2.0.
a volte...
Sono tornata da 48 ore circa e il senso di estraniamento non è ancora passato del tutto. Forse è normale, forse non tanto... ma è così. Ma immagino passerà, quello che persiste è quel senso di disagio verso il mondo, direi così. Ansia, fobia sociale, insicurezza cronica... mille modi per definire cose anche diverse ma per certi versi affini... fatto è che tra questo pomeriggio e domani a mezzogiorno devo fare 3 incontri che mi agitano tantissimo. Allora penso a domani pomeriggio quando apparentemente poi sarà tutto passato. E cosa vedo? Un bel niente direi. Perché se tolgo ciò che faccio con fatica spropositata, quello che resta è niente. E niente è un po' poco. Ogni cambiamento comincia da un primo passo, per cui la domanda è: di quello che mi pesa da morire dover fare oggi, c'è un aspetto che, se ben gestito, potrebbe farmi avanzare almeno di un centimetro nella direzione giusta? Tra poco arrivano le feste, che per me significano incontri con parenti che vedo di rado e con i quali confronto ogni cosa, uscendone a pezzetti, c'è qualche cosa che oggettivamente potrebbe portarmi alle feste del 2018 in un modo un po' diverso?
A volte quando mi guardo dritta negli occhi vedo qualcosa, una forza che mi dice: ci sei ancora, ce la puoi fare. Ecco, servirebbe dar retta a quella voce più spesso. Invece ogni singolo istante mi sento come se fossi in debito con tutti, inadeguata... e a volte, be' semplicemente ci si stufa di sentirsi così.
A volte quando mi guardo dritta negli occhi vedo qualcosa, una forza che mi dice: ci sei ancora, ce la puoi fare. Ecco, servirebbe dar retta a quella voce più spesso. Invece ogni singolo istante mi sento come se fossi in debito con tutti, inadeguata... e a volte, be' semplicemente ci si stufa di sentirsi così.
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martedì 5 dicembre 2017
Ho paura che sia davvero arrivato il momento... il vero punto di svolta.
Questa mattina dalla terapista mi sono sentita a quello che si dice il classico punto. Perché, onestamente, che altro c'è da dire? Quello che vorrei fare davvero "da grande" è scrivere, farlo in un modo che vada anche oltre il semplice romanzo, ma che abbia qualche componente psicologica che evidenzi anche i miei interessi. Ora, sebbene io possa continuare a provarci costantemente, i risultati non dipendono solo da me ed in ogni caso sono ben lontani dall'essere garantiti. Ciò detto però, nulla mi vieta di continuare a provarci. E infatti è ciò che faccio. Tra il lavoro dei sogni, però, e la realtà esistono le seconde scelte, insegnare è una di queste, ma qui sta la novità: il grande privilegio che mi do d'ora in poi di essere più selettiva sui ragazzi che seguo. Porterò a termine gli studi per poi aprire qualcosa in privato o comunque per poter dire di aver finito il percorso? Be', onestamente spero proprio di sì. Ma nel frattempo quello che faccio lo devo fare per me, per guarire, per stare meglio.
E forse è vero: è dura definirsi senza qualifiche precise, senza la laurea, senza essere definita come fidanzata, sposata, mamma... senza lavoro... E' difficile e non ci siamo abituati. Ma io questo sono: ciò che sono lo sono completamente al di fuori delle definizioni. E forse è proprio per questo che ho il bisogno estremo di capire davvero ciò che c'è sotto queste definizioni, e da qui il bisogno di prendermi tempo per me, solo ed esclusivamente per me. Non fare le cose per gli altri cercando di farle andare bene anche per me. Ad esempio: ho accettato di andare io a casa di un'alunna il mercoledì pomeriggio per andare incontro a loro consapevole che l'uscita avrebbe fatto bene a me. Giusto? SBagliatissimo, perché loro nel frattempo se ne approfittano e io non esco davvero per rafforzare me, ma solo per adeguarmi a loro, e così facendo non mi aiuto affatto. Se devo uscire lo devo fare per me, non come effetto collaterale di altri impegni.
Sì, mi rendo conto di quanto sembri egoista questo discorso, magari in linea con i tempi durante i quali l'unica persona a cui si pensa è l'io. Anche io lo sono? Forse, ma fino ad ora l'ho fatto nel modo sbagliato, per cui se egoista devo essere, che quanto meno lo possa essere nel modo giusto, quello che mi può fare stare bene.
Anche le attività di volontariato rispecchiano questo, e l'idea è: si esce perché intanto fa bene anche a me. Però vale solo fino ad un certo punto, perché è volontariato, ergo qualcosa di non obbligatorio, ergo o lo si fa con un po' di entusiasmo o è un disastro!
Voglio scrivere e lo faccio ma per il resto, per i soldi, per la vita... be' occorre essere più chiari, più definitivi, più onesti ed egoisti. Posso raggiungere vari obiettivi se li metto bene a fuoco, se per un po' dico stop a tutte le finzioni e dico: ok, sono senza etichette, senza definizioni e voglio lavorare per stare bene. Punto. Poi però devo avere le palle per portare avanti tale obiettivo.
Potrà sembrare solo un discorso senza senso, ma cazzo se non lo è! è da quando ho 17 anni che la mia vita è un caos infinito. Anni passati anche a cercare di incasellarmi dentro definizioni prestabilite. Ora queste definizioni mi stanno strette, voglio scrivere di amore, di paure, di passione, aiutare gli altri, concretamente, mentalmente. Esiste una definizione per tutto questo? Non so. e se non esistesse potrei sempre inventarlo io... Un personal trainer dell'anima con il pallino della scrittura? Ciò che conta è andare avanti, per me.
Ho paura che sia davvero arrivato il momento... il vero punto di svolta. Il punto in cui non serve più girare intorno alle cose. E ci tengo a precisare che sto scrivendo quasi sull'orlo di un attacco di panico, ma questa è la realtà. così stanno le cose.
E SE FORSE IL MIO VERO PROBLEMA SIA SEMPRE STATO QUELLO DI VOLERMI INQUADRARE IN ETICHETTE PER CONVENZIONE MA CHE NON HO MAI SENTITO MIE? E CHE INFATTI NON SONO RIUSCITA A RAGGIUNGERE? invece LA SCRITTURA, PUR IL FORMA E IN MODI DIVERSI, HA SEMPRE E DICO SEMPRE FATTO PARTE DELLA MIA VITA, SEMPRE. E FORSE è DAVVERO LEI LA CHIAVE DI SVOLTA DI TUTTO IL MIO ESSERE, L'UNICA "ETICHETTA" CHE SENTO DAVVERO MIA.
E forse è vero: è dura definirsi senza qualifiche precise, senza la laurea, senza essere definita come fidanzata, sposata, mamma... senza lavoro... E' difficile e non ci siamo abituati. Ma io questo sono: ciò che sono lo sono completamente al di fuori delle definizioni. E forse è proprio per questo che ho il bisogno estremo di capire davvero ciò che c'è sotto queste definizioni, e da qui il bisogno di prendermi tempo per me, solo ed esclusivamente per me. Non fare le cose per gli altri cercando di farle andare bene anche per me. Ad esempio: ho accettato di andare io a casa di un'alunna il mercoledì pomeriggio per andare incontro a loro consapevole che l'uscita avrebbe fatto bene a me. Giusto? SBagliatissimo, perché loro nel frattempo se ne approfittano e io non esco davvero per rafforzare me, ma solo per adeguarmi a loro, e così facendo non mi aiuto affatto. Se devo uscire lo devo fare per me, non come effetto collaterale di altri impegni.
Sì, mi rendo conto di quanto sembri egoista questo discorso, magari in linea con i tempi durante i quali l'unica persona a cui si pensa è l'io. Anche io lo sono? Forse, ma fino ad ora l'ho fatto nel modo sbagliato, per cui se egoista devo essere, che quanto meno lo possa essere nel modo giusto, quello che mi può fare stare bene.
Anche le attività di volontariato rispecchiano questo, e l'idea è: si esce perché intanto fa bene anche a me. Però vale solo fino ad un certo punto, perché è volontariato, ergo qualcosa di non obbligatorio, ergo o lo si fa con un po' di entusiasmo o è un disastro!
Voglio scrivere e lo faccio ma per il resto, per i soldi, per la vita... be' occorre essere più chiari, più definitivi, più onesti ed egoisti. Posso raggiungere vari obiettivi se li metto bene a fuoco, se per un po' dico stop a tutte le finzioni e dico: ok, sono senza etichette, senza definizioni e voglio lavorare per stare bene. Punto. Poi però devo avere le palle per portare avanti tale obiettivo.
Potrà sembrare solo un discorso senza senso, ma cazzo se non lo è! è da quando ho 17 anni che la mia vita è un caos infinito. Anni passati anche a cercare di incasellarmi dentro definizioni prestabilite. Ora queste definizioni mi stanno strette, voglio scrivere di amore, di paure, di passione, aiutare gli altri, concretamente, mentalmente. Esiste una definizione per tutto questo? Non so. e se non esistesse potrei sempre inventarlo io... Un personal trainer dell'anima con il pallino della scrittura? Ciò che conta è andare avanti, per me.
Ho paura che sia davvero arrivato il momento... il vero punto di svolta. Il punto in cui non serve più girare intorno alle cose. E ci tengo a precisare che sto scrivendo quasi sull'orlo di un attacco di panico, ma questa è la realtà. così stanno le cose.
E SE FORSE IL MIO VERO PROBLEMA SIA SEMPRE STATO QUELLO DI VOLERMI INQUADRARE IN ETICHETTE PER CONVENZIONE MA CHE NON HO MAI SENTITO MIE? E CHE INFATTI NON SONO RIUSCITA A RAGGIUNGERE? invece LA SCRITTURA, PUR IL FORMA E IN MODI DIVERSI, HA SEMPRE E DICO SEMPRE FATTO PARTE DELLA MIA VITA, SEMPRE. E FORSE è DAVVERO LEI LA CHIAVE DI SVOLTA DI TUTTO IL MIO ESSERE, L'UNICA "ETICHETTA" CHE SENTO DAVVERO MIA.
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non mi piace...
Tra poco esco per andare al colloquio con la terapeuta. Agitata? Sì, tanto per cambiare ma non è solo per l'uscita in sé, quanto piuttosto per quello che dovrò dirle, cercando di dare un senso alle mille emozioni provate al mare. Dare un senso al fatto che da una parte so che quello che sto facendo è la mia strada ed è la strada giusta ma dall'altra sento di odiarlo in questo momento. Non mi piace come vengo trattata, non mi piace questa perenne confusione con le lezioni, non mi piace l'impegno in oratorio, non mi piace che non mi piaccia nulla di ciò che faccio e che non riesca a trovare un modo per cambiare. Non mi piace che ciò che vorrei davvero, scrivere in varie forme, sia un lavoro che probabilmente non mi permetterà di guadagnare nulla. E non mi piace che ieri sera io abbia già mangiato in proporzione più porcherie di quanto non abbia fatto in 10 giorni.
Non mi piace ed ho paura di quanto succederà, o non succederà, da qui in poi.
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lunedì 4 dicembre 2017
il coraggio di pensare
Ed eccomi di nuovo a casa... stanca. Triste? molto. Mi sento anche un scombussolata. Intendiamoci, non è che non mi senta a mio agio qui in senso assoluto. Quello che mi spaventa è quello che ho provato laggiù, quella sensazione di libertà che mi impone di mettere tutto in discussione. Tutto il tanto o poco che faccio qui ma che sembra tanto sbagliato, lontano da ciò che vorrei fosse la mia vita. Domani si ricomincia, terapia, lezioni, poi catechesi, dentista... la vita riprende con il suo girare. Solo che è un girare che non voglio, non più e in ogni caso non così. Devo trovare il coraggio di cambiare. Di lottare per la mia salute adesso e per crearmi quel futuro che ancora non so quale debba essere. Il fatto è che al mare, lontano da qui, dai soliti schemi, dalla solita routine, ho il coraggio di farmi domande, di andare oltre almeno con il pensiero. Questo coraggio va perseguito perché diventi consapevolezza di cosa voglio fare.
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domenica 3 dicembre 2017
A te luna...
E così, con questa luna a vegliare su di me, anche questa vacanza è giunta al termine carica di pensieri, spunti... voglia di stare bene... spero davvero di farcela a ricordare che la mia salute viene prima e il resto arriverà solo se sarò in grado di affrontarlo e stando così non lo sono. Pensare alla salute e scrivere per alleggerire i pensieri.. questo mi aspetta. Questo spero che questa luna mi regali... in attesa di vederla sorgere sul mare un'altra volta...
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Love is in the air. Ma per chi?
E ci terrei a fare anche un' altra considerazione: sono giorni che passeggiando trovo coppiette che si scambiano abbracci e soprattutto baci. Li invidio? Da morire. Ma oggi mentre ero su una panchina e un ragazzo passando mi ha fissata mi sono sentita male e mi sono accorta che se si fosse fermato sarei andata io perché sono talmente insicura che non riuscirei mai ad affrontare uno scambio di battute interessato. E questo è quanto. Sarà dura cambiare e trovare qualcuno con queste premesse.
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Semplice
Quello che mi preoccupa di più in merito al post precedente non è capire che devo cambiare strada. Non è nemmeno la preoccupazione di non sapere quale strada vorrei percorrere... almeno in teoria la risposta a quelle domande la conosco. La mia paura più grande è la sensazione di non farcela, di non essere in grado di fare i cambiamenti di cui ho bisogno, che vorrei e che nessuno può fare al posto mio. Esempio: dovendo dare una definizione per il mio lavoro dei sogni direi scrittrice e assistente sociale. Ottimo, non è che sono su una strada tutta diversa però non riesco a percorrerla per cui rincorro definizioni per ciò che faccio per avvicinare le ripetizioni del doposcuola a qualcosa che si avvicina al mio lavoro dei sogni. Ora, in qualche caso può esserci molta affinità, in altri per nulla ma può essere soddisfacente lo stesso come introito, in altri casi ancora sarà un macello perché è ovvio succeda così. Idem per il peso. Se so cosa voglio e quello che servirebbe per arrivarci, o lo faccio o il resto semplicemente non è la strada. Ora per arrivare all' obiettivo del mio lavoro serve che io stia meglio. Senza se senza ma. Per stare meglio serve che io mi prenda tempo per me. Tanto tempo. Nel concreto occorre valutare ogni cosa che faccio e se mi costa fatica, se questa ha un senso. Lavorare un minimo per guadagnare qualcosa? Si. Farsi venire i nervi? No. Stare all' aria aperta per camminare, per l'aria... si. Uscire solo per comprare dolci? No. E così via per ogni cosa. Semplice
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Quello che il cuore sa
Vorrei scrivere cose interessanti, brillanti... la verità è che sento il cuore a pezzi. Domani a quest'ora saremo in viaggio e prima, mentre stavo prendendo un po' di sole sulla passeggiata, ammirando la semplicità del ritmo delle onde, quel loro rassicurante avanti e indietro... quella loro natura... be' quello che so è che alla fine mi veniva da piangere perché di fronte alla semplicità non posso che rendermi conto di tutti gli errori fatti fino a qua e l'enorme paura che mi impedisce di fare la cosa giusta per la mia vita. Tornerò a casa con la consapevolezza di aver moltissimo da cambiare e poco coraggio per farlo. Anche se so quali sono le direttrici che dovrei seguire. Il cuore sa ma non riesce a cambiare...
sabato 2 dicembre 2017
Sogni e desideri
Certo che però il mondo è curioso... passo ore a pensare agli obiettivi, al lavoro, a cosa voglio fare e alla fine passo la notte a sognare flirt, cotte e ragazzi con cui pomiciare. Nello specifico un tale Marco... può essere estate autunno inverno ma qui finisco sempre con il pensare a lui... ;)
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venerdì 1 dicembre 2017
Pensieri pesanti, aria leggera
Oggi, dopo un semi temporale, il mio babbo mi ha esortato con enfasi, diciamo così, ad uscire per fare un giro. Erano quasi le 17, era già quasi buio e l'aria era bella frizzantina . Io ero un po' restia anche a causa di un mal di testa ma sono uscita e ho fatto bene. È servita l'aria fresca per alleggerire pensieri troppo pesanti. È che qui, lontana da doveri più o meno fasulli, io sento il bisogno di essere onesta con me stessa. Di dare giusto ordine alle priorità. E al primissimo posto c'è la salute senza se senza ma. Poi però c'è la voglia di capire che fare da grande. Come il bisogno di aiutare gli altri possa diventare lavoro coerente con il mio bislacco percorso di studio. Ho bisogno di chiarezza. È come se la brezza di qui mi entrasse in testa per sgombrare anni di caos... ci vorrà tempo? Immagini di sì e nel frattempo voglio pensare alla salute, alla perdita di peso, a scrivere al blog e a gestire le lezioni senza farmi divorare dal nervoso. Programma impegnativo direi... ;)
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Serve tempo
Sono qui in soggiorno a contemplare un mare un po' arrabbiato e bellissimo nei suoi colori. Però lo ammiro da dentro perché di uscire questa mattina non se ne parla proprio. I motivi sono due. 1^: banalmente non sono abituata a camminare per tutte queste ore al giorno. Movimento, aria e i miei chili pesano. Ogni tanto serve uno stop. Sopratutto se, punto 2^, sono reduce da una crisi forte come quella di ieri. Ma qui, ora, ci può stare. Se però oggi fosse un venerdì qualunque dovrei affrontare molte ore di lezione. E non so come reagirei... e non posso fare a meno di chiedermi, anche con rabbia, perché in passato, quando la pressione per l'età era comunque meno, io non mi sia mai concessa del tempo solo per pensare alla salute. Lo stesso tempo che mi servirebbe anche ora ma che ancora fatico a concedermi. Al di là di tutto, catechismo lezioni studio, al di là e prima di tutto serve la salute. Servono tempo ed energia per pensare a quello. Per perdere peso, per allenarmi ad uscire... serve tempo... se finalmente decido di concedermelo...
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giovedì 30 novembre 2017
Crollo
Ok... la stangata è arrivata... questo pomeriggio mi sento uno straccio con solo voglia di piangere e di mettermi sdraiata. Perché? Perché sono in contemporanea così esausta da aver bisogno di una damigiana di caffè e così tesa che solo la parola caffè mi aumenta la tachicardia già presente. Sorpresa che sia arrivato questo crollo? Onestamente no. Speravo per una volta di cavarmela? Si. E l'idea che tra pochi giorni dovrò nuovamente ricominciare con la mia solita e solitaria e stressante senza un vero motivo routine mi fa mancare l'aria e non riesco a respirare. Devo cambiare... tutto.
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mercoledì 29 novembre 2017
La mia parte nel mondo
Ho 33 anni e da più di 16 non riesco a ricordare un solo giorno in cui io sia stata bene dall' inizio alla fine. Ciò nonostante, o forse proprio per questo, riconosco anche il valore di tutto ciò che ho avuto. Mi fa male, e pure parecchio incazzare, pensare a tutta la sofferenza che c'è e che trova il suo spazio nella più totale e completa indifferenza di parte della gente. Vorrei avere il coraggio di poter fare qualcosa di davvero utile. Trovare il coraggio di cominciare un percorso, di ricominciare da capo per trovare una strada che possa davvero essere utile agli altri, a qualcuno. Vorrei davvero trovare il coraggio e la rotta per fare la mia parte nel mondo.
Mi rendo conto che queste camminate in riva al mare hanno effetti strani sui miei pensieri. Per certi versi riescono a farmi vedere in modo più semplice la realtà di certe mie cose quotidiane, per altre sottolineano, mettono in evidenza, in modo forte questioni alle quali tendo a non pensare di solito. Ad esempio... oggi pensavo ai figli. Pensiero strano a 33 anni? Non direi ma ovviamente molto lontano, lontanissimo dalla mia realtà fatta di panico a gogo... il punto è che per la prima volta mi sono resa conto che per me i figli non solo sono un discorso fuori portata ora, e nei mesi a venire, ma che a questo punto lo saranno sempre. Riuscire ad occuparmi di me sarà già tanto francamente. E non è nemmeno così scontato come risultato. La maternità proprio è oltre qualsiasi senso di realtà. E rendersene conto mi ha fatto male, parecchio. Ma a sto punto illudersi a che serve? Forse fare i conti con la realtà, mi darà la possibilità di godere di altro... di ciò che mi sarà possibile...
martedì 28 novembre 2017
Troppe emozioni
Mh... Ok, dopo il quarto giorno la giornata di schifo è arrivata. Motivo? Ignoto... forse solo una questione di casistica, o forse perché manca il sole... fatto sta che tra ansia e un forte senso di essere fuori posto, non riesco a rilassarmi. Credo sia successo anche a giugno, quando la sensazione che questo posto per me è più di un semplice luogo di vacanza ma meno di una casa, si fa sentire chiedendo però anche una soluzione. Di fatto non è ansia vera e propria quanto una forte emotività. Forse mal gestita.perché forse una vera soluzione non c'è mancando di fatto un vero problema. Per me questo posto ha questa Valenza. Punto. Le emozioni si provano, il pensare magari può tenerle un po' sotto controllo.
lunedì 27 novembre 2017
Che dire di più?
Oggi come passeggiata pomeridiana, ho accompagnato mio padre dalla sua dottoressa per una visita di routine. Essendo la seconda volta che torno qui dopo una marea di anni, non avevo ovviamente ancora visto il centro medico polifunzionale dove va lui. Sono rimasta di sasso: è bellissimo. Compatibilmente a ciò per cui serve è proprio bello, mille attività per la salute, molte anche intorno alla salute alimentare e ad una buona forma fisica. Fa veramente venire voglia di prendersi cura di se stessi. È un lato della città non vacanziero ma quotidiano. Ed è un bene perché questo posto mi rilassa ma mi fa anche riflettere NEL MODO GIUSTO. E un piccolo ps... 3 giorni che sono qui, 1 viaggio, 5 altre uscite e NESSUNA crisi di panico degna di nota... che posso dire di più?
Magia...
Forse la Vera magia è questa: avere un luogo in cui saper di poter tornare per alleggerire i pensieri e la mente... *-*
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domenica 26 novembre 2017
...mare...
Rientro ora da una passeggiata i oltre un'ora in riva al mare... *-* qualcosa di indescrivibile. Davvero...a parte l'ovvia fatica fisica per il mio peso, è stato liberatorio. L'unica domanda che continua a ronzarmi in testa è come mai alla fine dei conti, io continui ad agire in un modo che mi intossica la vita, lasciando agli altri un potere su di me che non si meritano. Il mare libera la mente ma mi sprona anche a liberarmi la vita da tutti quegli atteggiamenti super tossici. Buon lavoro a me...
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sabato 25 novembre 2017
È strano...
È strano scrivere qui, di nuovo ad Alassio. È strano perché da una parte non mi capacito del fatto che siano già passati sei mesi dall' altra volta. Sei mesi durante i quali purtroppo so di non aver fatto molto passi avanti. Sì, la giornata di oggi tra operazioni in posta, catechismo, viaggio e poi la prima splendida passeggiata... insomma tutto questo vissuto con l'ansia sotto controllo, può forse voler dire che qualcosa va meglio... ma la strada è ancora così lunga... ammetto che fino all' ultimo credevo che avrei trovato il modo di tirarmi indietro invece sono qui ma gli obiettivi, quelli tangibili, sono ancora fuori portata.
Oltre a questo... anche fuori stagione questo mare mi incanta. E proprio perché fuori stagione lo fa nella sua essenza più vera. Il bisogno che faccia sempre più parte della mia realtà diventa sempre più pressante.ma la domanda resta: come si fa? Come posso fare a rimettere questo posto nella mia vita in modo "regolare"? Non so, forse per ora non pensandoci troppo? Come se mi fosse possibile :/ ma almeno tentiamo. La mia vita è tutta da ricostruire. Forse trovare posto per questo luogo sarà più facile del previsto. **
E in ogni caso ho bisogno di staccare un pochino perché, per come le vivo, le lezioni mi prosciugato. Qualche cosa andrà rivista. Per forza.
Oltre a questo... anche fuori stagione questo mare mi incanta. E proprio perché fuori stagione lo fa nella sua essenza più vera. Il bisogno che faccia sempre più parte della mia realtà diventa sempre più pressante.ma la domanda resta: come si fa? Come posso fare a rimettere questo posto nella mia vita in modo "regolare"? Non so, forse per ora non pensandoci troppo? Come se mi fosse possibile :/ ma almeno tentiamo. La mia vita è tutta da ricostruire. Forse trovare posto per questo luogo sarà più facile del previsto. **
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venerdì 24 novembre 2017
tempo di decisioni
Mi avvicino alla partenza in uno stato pietoso, prima di essa, domani verso l'ora di pranzo, devo fare anche altre commissioni, nel frattempo spero di calmarmi un po'. Le lezioni del venerdì sono state un macello. Una ragazza non si è presentata senza avvisare, l'altra ha avuto una mezza crisi di nervi... per cui io riesco ad essere contemporaneamente 1- sollevata di andare per lasciarmi alle spalle ste stronzate per qualche giorno, 2. in colpa per mollarle in mezzo a verifiche varie ed anche per gli impegni in oratorio che lascio, 3. terrorizzata per la mia forma di panico. Credo che se mi mettessi una lampadina in mano la accenderei per tanto che sono tesa. Strano? In effetti no, solita routine che però comincia a stufarmi. E non poco. Tralasciando momentaneamente il viaggio... ho bisogno di assumere un ruolo più deciso e definito nei confronti dei ragazzi che seguo. Non posso essere sempre così in balia degli eventi.
Credo sia ora di compiere un salto di qualità.
Anche perché odio il fatto che in mezzo a tutto lo schifo che succede nel mondo, io sia terrorizzata da quello e pure da ste cazzate che mi capitano. Odio essere così egoista. Serve essere più decisi, più coerenti e più forti. Non è più tempo di mezze misure o blande decisioni. Occorre tirare fuori le palle!!!
Credo sia ora di compiere un salto di qualità.
Anche perché odio il fatto che in mezzo a tutto lo schifo che succede nel mondo, io sia terrorizzata da quello e pure da ste cazzate che mi capitano. Odio essere così egoista. Serve essere più decisi, più coerenti e più forti. Non è più tempo di mezze misure o blande decisioni. Occorre tirare fuori le palle!!!
e l'ansia continua
A distanza di quasi 20 ore dall'attacco di panico di ieri pomeriggio posso dire in tutta onestà di non essermi ancora ripresa, ho dormito male e mi sono svegliata con il cuore che batteva a 1000 all'ora. Di fatto penso al viaggio, se da una parte sono un filo più tranquilla dello scorso viaggio a fine maggio, dall'altra sto quasi peggio perché ho paura che non essendoci più l'effetto novità, quello che comunque volevo rivedere dopo tanti anni, farò più fatica a trovare un appiglio. E poi era estate, ora è novembre, magari con gli alberghi ancora chiusi, mi chiedo se sarà un po' triste. Sicuro non ci sarà il 'mio' bagnino su cui fantasticare...
Poi però il mio pensiero cambia rotta: vedo per strada una signora che avrà circa 60 anni, lei e il marito ogni anno, almeno un paio di volte, partono per una vacanza. Non so perché penso a lei di fatto lo fanno quasi tutti, ma ora vedo lei e penso che forse, e dico forse, potrei essere in grado anche io di farlo, senza stare malissimo ogni volta. E' chiaro quali sono i miei sogni, è chiaro come vorrei poter stare, come vorrei poter vivere, e se viaggiare per il mondo è un po' un'utopia, riappropriarmi almeno della mia casa al mare è il minimo, la mia salute passa anche da lì, perché è l'unificazione di ogni parte di me. Il contrario non è proprio possibile. Ma per nulla.
e speriamo che questo cambio d'aria mi aiuti a capire come muovermi da qui in poi. Anche per l'obesità.
Poi però il mio pensiero cambia rotta: vedo per strada una signora che avrà circa 60 anni, lei e il marito ogni anno, almeno un paio di volte, partono per una vacanza. Non so perché penso a lei di fatto lo fanno quasi tutti, ma ora vedo lei e penso che forse, e dico forse, potrei essere in grado anche io di farlo, senza stare malissimo ogni volta. E' chiaro quali sono i miei sogni, è chiaro come vorrei poter stare, come vorrei poter vivere, e se viaggiare per il mondo è un po' un'utopia, riappropriarmi almeno della mia casa al mare è il minimo, la mia salute passa anche da lì, perché è l'unificazione di ogni parte di me. Il contrario non è proprio possibile. Ma per nulla.
e speriamo che questo cambio d'aria mi aiuti a capire come muovermi da qui in poi. Anche per l'obesità.
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a letto con... l'ansia.
Oramai è quasi mezzanotte ma dubito che riuscirò a dormire tanto presto: sono tesa come una corda di violino e non riesco a smettere di pensare alla partenza. Allora mi è tornato in mente il passato, anche quando stavo bene ero sempre più agitata che no, ma era una sensazione diversa, un'emozione anche positiva per l'attesa, per ciò che sarebbe successo, per le aspettative belle. Insomma, la timidezza a volte rompeva le scatole ma credevo nella possibilità di cose belle. Ora non faccio che aspettarmi il peggio in ogni senso, con la costante sensazione di non essere all'altezza di nulla. E pure l'idea che per una settimana sarò senza internet, se non quello sul cellulare, mi terrorizza. Me lo sono chiesta spesso: esisto offline? NOn che online faccia chissà che, ma fuori? Ma, lo scopriremo e nel frattempo il cuore mi esplode nel petto dall'ansia.
Evviva... :/
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giovedì 23 novembre 2017
e ci rimango male perchè...
Oggi è stata una giornata un po' impegnativa ma tranquilla, essendo impegnata domani e sabato mattina, oggi ho fatto un po' di pulizie e ho preparato i bagagli. Tutto bene più o meno, nel senso che sono un po', parecchio, agitata per questa vacanza. Ho paura possa succedere di tutto ma per il momento riesco ad archiviare l'idea.
Ma verso le 17.30 SBAM! mi è caduto addosso un attacco di panico che mi ha disfatta. A distanza di ore sento ancora i nervi a pezzi. Tutto questo mi spaventa. La crisi è durata all'incirca un quarto d'ora nella fase più acuta e un'oretta nel totale ma poi mi sono ritrovata distrutta. Il fatto poi di come sia arrivato all'improvviso lo ha reso ancora più tremendo. Sarei un po' stufa... un po' tanto.
Ma verso le 17.30 SBAM! mi è caduto addosso un attacco di panico che mi ha disfatta. A distanza di ore sento ancora i nervi a pezzi. Tutto questo mi spaventa. La crisi è durata all'incirca un quarto d'ora nella fase più acuta e un'oretta nel totale ma poi mi sono ritrovata distrutta. Il fatto poi di come sia arrivato all'improvviso lo ha reso ancora più tremendo. Sarei un po' stufa... un po' tanto.
scrittura 2.0
Mi sento stanca. Per un giovedì mattina direi che è quasi la regola. E mi sento strana. Come dicevo ieri sembra che alcune cose in cui sono immersa stiano portando a molte opportunità nuove. Che qualcosa insomma si stia muovendo e la verità è che voglio coglierle. Questa mattina mi sento ancora convinta che la scrittura, anche se in forme diverse, potrebbe essere la mia strada ma per farlo ho bisogno che folate di vita entrino in me, per farlo devo conoscere cose nuove che non siano più la malattia. Il mare ha sempre fatto parte della mia realtà, per molti anni, gli anni migliori oserei dire. è ora che le cose procedano. E io mi auguro di cuore che si possa aprire uno spiraglio sulla mia vita sociale, affettiva, e lavorativa. Scrivere, blog, chat... sono tutti nuovi modi di usare le parole per comunicare qualcosa, per essere utili anche agli altri, per trasmettere emozioni, condividere paure, speranze... questo voglio sia il mio lavoro: una scrittura unita ad una sorta di terapia emozionale, una scrittura 2.0
Affinché questo avvenga c'è bisogno di mettersi in gioco. Su ogni fronte. E quando sarò un più forte e sicura di me stessa, arriveranno anche le lauree. NE sono sicura.
Affinché questo avvenga c'è bisogno di mettersi in gioco. Su ogni fronte. E quando sarò un più forte e sicura di me stessa, arriveranno anche le lauree. NE sono sicura.
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mercoledì 22 novembre 2017
#Unerroresplendido #Rebekka F.
UN ERRORE
SPLENDIDO
Di Rebekka F.
©diritti riservati By Rebekka F.
Questa è un’opera
di fantasia, persone e fatti sono inventati.
-MELANIA-
Non c’è niente in questo ufficio che
parli della mia vita di prima. Non una foto, un ritaglio di giornale, una
medaglia, un trofeo. Le note delle quattro stagioni di Vivaldi aleggiano
nell’aria. Sembra che ultimamente io non riesca ad ascoltare altro.
Musica eccelsa, non c’è che dire, ma
non posso fare a meno di chiedermi se io sia così monotematica in tutto oramai.
Monotona e prevedibile.
L’ e-mail fa bella mostra di sé sulla
scrivania. Giorgia me l’ha consegnata da qualche ora. Continuo a fissarla mentre
bevo l’ennesimo caffè della giornata.
“E’ arrivata sul sito della scuola ma
è chiaramente indirizzata a te…”, ha aggiunto la mia collega dopo averne
stampata una copia.
“Fossi in te almeno la prenderei in
considerazione. Sai che non insisto mai ma… Melania forse è ora che tu… sì,
insomma, che tu riprenda in mano la tua vita.”
Ad essere onesti in questo momento non
trovo assolutamente nulla che non vada nella mia vita, anzi… farei di tutto per
rimanere in mezzo a questo confortante niente che mi circonda.
Giorgia probabilmente deve avermi
letto nel pensiero perché prosegue: “Fallo per la scuola ok? Non andiamo male
ma sai che basta un niente per cambiare le carte in tavola. Un po' di
pubblicità farebbe comodo e anche un lavoro pagato in più… Oppure potrei sempre
andarci io.”
Ma aggiunge l’ultima parte con un tono
poco convinto perché sa che non sarebbe affatto la stessa cosa per chi ci ha
contattate, quell’albergo non vuole lei per tenere il corso di ballo, in realtà
non vuole nemmeno me, o meglio non la me del presente. Vuole la campionessa,
quella che ha preso parte, e nella maggior parte dei casi vinto, a competizioni
internazionali. È come se nessuno creda davvero che quella vecchia versione di
me stessa sia finita in soffitta per sempre, insieme ad uno scatolone con le
medaglie, i premi, le foto e gli articoli di giornale che in quegli anni ho
collezionato e di cui non c’è traccia in ufficio. E che probabilmente non mi
azzarderò più a riaprire per nessun motivo.
Rimiro quel foglio ancora per un po'
prima di chiuderlo nel primo cassetto della mia scrivania.
A volte la mia vita mi sembra questo:
un’infinità di cose chiuse sul fondo di qualche cassetto.
Forse è a questo che si riferiva
Giorgia prima.
“Mel? Mel?”
“Sì Giorgia? Sono nel mio ufficio, che
c’è?”
Giorgia entra e si mette a fissarmi un
po' incuriosita. Spero davvero che per il momento non tiri fuori nuovamente la
storia della lettera perché non ci ho più nemmeno pensato.
“Come che c’è? Non vedi che ore sono?
Sta per cominciare il corso dei principianti e tu stai ancora così?”
La lezione, cielo me ne sono
dimenticata! Credo sia la prima volta che mi succede, come è possibile?
Siamo a settembre e stanno per
riprendere i corsi di tutti i livelli. Di solito quello dei principianti è il
mio preferito, insegnare a delle bimbette allegre mi riavvicina alla passione
per la danza nel modo più puro.
Anche perché, a parte qualche mamma
che spera in una carriera brillante per la propria progenie, quasi nessuno
viene da noi per il mio passato; ci vengono più che altro perché è la scuola
più vicina a casa, o perché siamo brave insegnanti ma nulla più e questo è
tranquillizzante.
Di solito mi piace… In questo caso
però mi sembra di non averne voglia e la cosa mi sorprende non poco.
“Non stai bene? Non hai una bella
cera. Se te la senti fatti almeno vedere due secondi e poi alla lezione ci
penso io…”
“No, no, tranquilla. È tutto apposto,
credo di aver solo perso la cognizione del tempo. Comincia pure a farli entrare
nella sala. Mi cambio e arrivo.”
In fondo i patti non scritti, e
nemmeno detti, ma condivisi sono più o meno questi: sebbene lavoriamo quasi
sempre insieme, i corsi di danza classica sono prevalentemente di mia
competenza.
Giorgia sta più su quelli
latino-americani e di coppia.
Almeno all’inizio la cosa era sembrata
sensata: essendo mia la scuola e essendo spesso occupata con questioni
amministrative, sembrava ovvio che potessi dedicare meno tempo di lei alla
danza vera e propria. Cioè… a me sembrava sensato, a lei non molto, non perché
si lamentasse di avere troppo da fare, anzi.
“Io però proprio non ti capisco: hai
messo in questo progetto tutti i soldi che avevi da parte e sembra quasi che in
realtà della danza non te ne freghi più nulla…”, aveva sbuffato una sera.
Poi aveva aggiunto solo che la mia era
una fuga e che sperava mi svegliassi prima che fosse troppo tardi.
Non ero riuscita a capire cosa volesse
dire di preciso, quello che interessava a me era semplicemente stare
tranquilla. Un diritto sacrosanto.
Mentre mi sistemo i capelli in una
treccia strettissima ripenso allo sguardo di Giorgia nel consegnarmi quella
mail. Era strano, un mix di nervosismo e preoccupazione.
Mi chiedo se per caso l’ho infastidita
in qualche modo.
“Be’, credo me lo avrebbe detto…”,
dico ad alta voce cercando di tranquillizzarmi.
Pochi minuti dopo mi ritrovo nella
sala, una decina di bimbe e un paio di maschietti sono pronti sull’attenti. Si
guardano intorno incuriositi, sembrano felici anche se per esperienza so che
forse un paio di loro si trovano davvero nel posto giusto mentre per gli altri
è più un tentativo che si rivelerà molto diverso dalle aspettative.
Ma in fondo è giusto così: nel provare
non c’è davvero nulla di male. È non tentare mai nulla per paura ad essere
pericoloso all’inverosimile e non mi sfugge certo l’ironia di essere proprio io
a pensarlo.
Mi dimentico totalmente della mail
fino a che alcuni giorni dopo sento Giorgia al telefono.
“Oh, salve…” la vedevo camminare
avanti indietro come una tarantola.
…
“Certo, lo capisco. No, è che abbiamo
appena ricominciato i corsi e abbiamo avuto moltissime questioni da organizzare
in poco tempo, ma sono sicura che vi contatterà quanto prima.”
…
“Sì, certo, glielo ricordo. Domani al
massimo avrete una risposta.”
…
“Grazie a voi…”
Entra nel mio ufficio un po' seccata.
“Melania, devi prendere una decisione
per il corso in quell’albergo, in realtà pensavo avessi già chiamato, se non
altro per dire di no.”
“Va bene, chiamerò subito.” Però non
lo faccio nemmeno in questa occasione. In realtà non è da me comportarmi così.
Di solito sul lavoro sono molto precisa per cui, quando il giorno dopo Giorgia
mi chiede nuovamente informazioni in merito, saputo che non ho ancora
contattato nessuno, si fa molto seria.
“Melania? Ma che succede?”
“Nulla.”
“Ok, allora coraggio, nessuno ti
obbliga a fare ciò che non vuoi però devi comunicare la tua decisione, devi
dare loro tempo di prendere altri accordi, sai perfettamente quanto è poco
professionale un atteggiamento del genere.”, poi si ferma e mi fissa a lungo e
intensamente, “A meno che invece tu non voglia dire sì ma ti senta bloccata.
Vuoi accettare Mel?”
E capisco che il mio tentennamento
deriva proprio da quello, in caso contrario avrei già detto ‘no, grazie e tanti
saluti’.
“Non lo so.”, rispondo finalmente
sincera.
“Be’ allora Mel segui il mio consiglio
e per una volta buttati. Per la miseria: è un corso per persone di terza età,
di che hai paura? Che un arzillo vecchietto di settant’anni ti faccia la
corte?”
Il pensiero mi fa ridere di gusto,
immagino che farò a tempo a pentirmene un centinaio di volte ma…
“Ok, allora che corso sia!”
Prendo in mano il telefono e sotto lo
sguardo attento della mia amica e socia chiamo l’hotel.
Alcuni minuti dopo mi ritrovo a
stampare un programma.
“Allora, dal momento che è una
struttura nuova, avrebbero piacere che tutto lo staff, maestra di ballo
compresa a questo punto, si ritrovasse una settimana prima dell’apertura per
coordinare le attività.”
“Suppongo che abbia senso. Non che
bazzichi spesso in posti del genere ma con mille intrattenimenti ogni singolo
giorno immagino che senza un po' di coordinazione si rischi un vero caos.
Quindi di che periodo si parla di preciso?”
“Prime due settimane di dicembre.”
Giorgia fissa il calendario, “Direi
che è perfetto, in fondo a fine novembre quasi tutti i corsi saranno terminati,
proseguiranno solo quelli più avanzati ma per quelli basterò io.”
“Mh, speriamo di non aver incasinato
le cose.”
“Tesoro rilassati. Non stiamo cercando
la cura per la fame nel mondo, puoi allontanarti da qui per qualche giorno senza
sentirti in colpa.”
Ma non mi sento in colpa, quanto
piuttosto spaventata.
“Non è quello…”
“Cosa?”
“Non è senso di colpa.”
“Cosa è allora?”
“Paura, sai perfettamente che non ho
fatto nulla a parte gestire questa scuola da… be’ da allora. Non mi sono più
nemmeno mossa da qui.”
“Motivo di più per andare. Non è una
settimana su un’isola caraibica durante le vacanze scolastiche ma una pausa in
un albergo nato soprattutto per le persone anziane in un posto quasi
dimenticato da Dio, ti aiuterà a cambiare aria e basta.”
“Ok.”
“Bene, adesso la decisione è presa.
Promettimi che non ti tormenterai per tutti i tre mesi che mancano.”
“Prometto che ci proverò. Può
bastare?”
“Non proprio, ma ce ne faremo una
ragione. E ora su che magari tra i dieci cuccioli là fuori c’è una futura
étoile!”
Scoppio a ridere, “Mi sa che dovremo
cercare ancora ma mai dire mai!”
Un’oretta dopo quando Giorgia fila a
farsi la doccia dopo che una delle piccole stelline le ha vomitato addosso non
posso fare a meno di resistere.
“Scommetto che sarà lei la futura
regina delle scene.”
Giorgia si sta tamponando i capelli
neri con una salvietta, “Spiritosa. Io però vorrei capire perché queste cose
capitano sempre a me.”
Come se la risposta non sia ovvia:
capita a lei perché lei è l’unica che le prende in braccio e ci gioca. Io sono
diventata rigida come un pezzo di ghiaccio persino con i piccoli, non riesco a
dar loro nemmeno una carezza il più delle volte, figuriamoci mettermeli al
collo.
Credo che lo sappia anche lei ma ha la
delicatezza di non dirlo. A volte mi sembra di essere una trentatreenne con la
maturità emotiva di un neonato.
Mentre Giorgia si cambia e io pulisco
il pavimento ho una strana sensazione di disagio ma che non riesco a decifrare
in modo più specifico.
Fuori la via brulica di passanti ma mi
sembra tutto così sorprendentemente vuoto…
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