Una tra le tante cose che invidio ai personaggi dei romanzi è la costanza, la capacità di portare avanti un percorso una volta deciso.
Quando, come nel mio caso, ci ritrova con una vita tutta da ribaltare, farebbe davvero comodo avere quella forza per seguire i piani, i programmi. Un giorno dopo l'altro fino ad avere risultati. Per quanto mi riguarda ho diari e agende pieni di schemi, scalette, pianificazioni ma ogni giorno salta sempre fuori una scusa e allora salta tutto.
Già, vittima del tutto o niente, non riesco mai a cogliere le potenzialità del fare almeno qualcosa! Lo dico a parole ma poi al dunque saltare un impegno è spesso la scusa perfetta per non affrontare gli altri e dire, cercando di crederci, "Ci penserò domani."
Pensare a quanto tempo ho perso in questo modo mi stritola i polmoni in una morsa che mi lascia senza fiato. Sarebbe ora di cambiare, o no?
venerdì 31 marzo 2017
giovedì 30 marzo 2017
io, io e ancora io!
Mattinata dal dentista... bilancio non particolarmente positivo: ho fatto davvero fatica e se ne è accorta anche la dottoressa. Cioè, a parte i soliti sintomi di ogni attacco di panico, tremavo dalla testa ai piedi. Mandibola compresa, che non è proprio il massimo quando hai in bocca un trapano... :/
Ok. Pace, del resto può sembrare assurdo ma furono proprio delle cure dentistiche che nel 2011 mi diedero il colpo di grazia prima di cominciare un percorso per stare (forse) meglio.
Ora, mattinata negativa ma di positivo c'è che una volta uscita dallo studio, ero subito più tranquilla, cioè l'ansia non mi è rimasta addosso. e sono riuscita a gestire alcune commissioni. Questo è sicuramente un passo avanti. Il problema però è lo stress sottocutaneo, per dire, quello che non se ne va subito, che non se ne va nemmeno dopo lo 'sfogo' di un attacco di panico, ma che ti indebolisce per giorni e giorni e giorni... Magari un po' d'aria e un po' di sole potrebbero servire allo scopo. Magari...
Quello che mi dà più fastidio, eticamente e socialmente, del panico è che ha la capacità di rendermi totalmente concentrata su me stessa, anche le brutte notizie riguardo agli altri le ribalto su di me, su quello che finisco con il provare io. Non mi piace. Non è ciò che vorrei essere. Mi piacerebbe che l'egocentrismo non finisse con il diventare un tratto dominante del mio carattere. Del resto, mi piacerebbe essere in grado anche di fare concretamente quando occorre, a chi occorre, e non andare nel pallone diventando totalmente inutile per tutti.
c'è ancora tanta strada da fare.
Ok. Pace, del resto può sembrare assurdo ma furono proprio delle cure dentistiche che nel 2011 mi diedero il colpo di grazia prima di cominciare un percorso per stare (forse) meglio.
Ora, mattinata negativa ma di positivo c'è che una volta uscita dallo studio, ero subito più tranquilla, cioè l'ansia non mi è rimasta addosso. e sono riuscita a gestire alcune commissioni. Questo è sicuramente un passo avanti. Il problema però è lo stress sottocutaneo, per dire, quello che non se ne va subito, che non se ne va nemmeno dopo lo 'sfogo' di un attacco di panico, ma che ti indebolisce per giorni e giorni e giorni... Magari un po' d'aria e un po' di sole potrebbero servire allo scopo. Magari...
Quello che mi dà più fastidio, eticamente e socialmente, del panico è che ha la capacità di rendermi totalmente concentrata su me stessa, anche le brutte notizie riguardo agli altri le ribalto su di me, su quello che finisco con il provare io. Non mi piace. Non è ciò che vorrei essere. Mi piacerebbe che l'egocentrismo non finisse con il diventare un tratto dominante del mio carattere. Del resto, mi piacerebbe essere in grado anche di fare concretamente quando occorre, a chi occorre, e non andare nel pallone diventando totalmente inutile per tutti.
c'è ancora tanta strada da fare.
mercoledì 29 marzo 2017
C’è qualcosa che...
Rientro ora da catechismo. Un disastro. I ragazzi
riescono a farmi venire un nervoso che non so nemmeno dire. A livello fisico
sento quasi una pressione in testa che rischia di esplodere e quando mi sento
così quasi mi spavento. Non li sopporto più, non sopporto più la loro insolenza,
indolenza. Non li sopporto e credo loro lo sentano e questo peggiora la
situazione.
Una delle tre situazioni successe oggi.
Tre situazioni che hanno un oggettivo dato di fastidio
di partenza, non reggo più l’ipocrisia, la maleducazione, maschere, non
sopporto più di non essermi fatta valer prima, di non aver stabilito regole,
limiti, (anche con i ragazzi delle lezioni). C’è un dato che è oggettivo. HO il
DIRITTO DI DIRE COME LA PENSO, DI FARMI RISPETTARE.
Ma… non può essere solo questo. C’è qualcosa che passa
attraverso questo dato oggettivo e lo sfrutta. E credo sia l’insoddisfazione
per la mia vita. Un qualcosa di così profondo che sta corrodendo tutto. Qualcosa
che fa il paio con quanto detto prima creando un mix esplosivo. Non posso stare
bene con gli altri, essere tollerante, ma anche giusta e non farmi prendere per
il culo se non decido che la mia vita vale e deve essere riempita con ogni
cosa. Perché in caso contrario ogni situazione sarà solo una potenziale scusa
per sputare veleno.
Se è vero che occorre più fermezza nei rapporti con
gli altri per evitare di esserne sopraffatta, è vero anche che solo dando un
senso alla mia vita, potrò essere stabile abbastanza da gestirlo.
Domani dentista, questo malessere potentissimo che
provo ora potrebbe risolversi in due modi: o con un’ansia da tortura o con la
convinzione che la normalità passa anche da quello, che devo gestirlo e non
posso permettere ad un gruppo di ragazzetti petulanti di rovinare le mie
giornate.
Fermezza, qualche no ( e vaffa mentale) con loro.
Fermezza e più sì per riempire di nuovo quel che resta della mia vita. Sono una
specie di pentola a pressione, o uso come si deve la valvola o saranno cazzi
amari.alla fine... è brutto essere in balia di questa rabbia.
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così non va
Tra circa mezz'ora dovrei uscire e sono stanca. Stanca di essere sempre stanca senza mai far nulla, stanca di passare da un attacco di panico all'altro. L'ultimo meno di un quarto d'ora fa. Non so, ho come l'impressione che da quando ho deciso di parlare chiaro, il fatto di non essere migliorata poi molto in questi anni sta mostrando tutta la sua verità.
Ma io voglio di più. non voglio avere paura per ogni singolo attimo che devo vivere, per ogni singolo gesto che devo compiere. Dentista, esami, uscita per un qualsiasi motivo... ho sempre e solo paura. Così non va.
Non va.
Voglio solo stare bene. Bene.
Ma io voglio di più. non voglio avere paura per ogni singolo attimo che devo vivere, per ogni singolo gesto che devo compiere. Dentista, esami, uscita per un qualsiasi motivo... ho sempre e solo paura. Così non va.
Non va.
Voglio solo stare bene. Bene.
è oggi?
Ho appena finito di scrivere ad un amico per spigargli come mai non sono stata in grado di mantenere i rapporti con lui in questi mesi, perché ero stufa di fingere con lui, con me stessa, di stare bene. è stato molto faticoso e lui si è mostrato molto comprensivo. Ma io? c'è qualche possibilità che tutto il trambusto che provo si traduca in una vita vera? O, passato il disagio di queste ore, tutto tornerà alla solita routine? Perché l'idea che tutto questo malessere passi di nuovo invano mi stronca. Quando ho cominciato a scrivere qua sopra non credevo che avrebbe fatto la differenza, scrivere in modo più o meno patinato quello che provo, mantenendo le distanze come se fosse qualcosa di qualcun altro, come avrebbe potuto cambiare davvero il mio mondo? per certi versi nemmeno lo volevo ma speravo che ad un certo punto qualcosa sarebbe cambiato, che scrivere fingendo di voler stare meglio potesse spingermi a desiderarlo (agendo di conseguenza cioè) davvero. Ci siamo? è questo il momento? Può essere oggi il giorno in cui il vero cammino verrà intrapreso?
Ho paura.
Ho paura.
D A giorno 6
Le riflessioni che sono sgorgate ieri dopo quel 'stai bene', mi hanno davvero buttata a terra.
Del resto... quando mai non succede? ho la sensazione che qualsiasi cosa mi butti a terra.
Fortunatamente le lezioni del pomeriggio mi hanno aiutata un po' ma ieri sera ho ceduto: pane e nutella. Ok, il pane era quello della cena ma perché mangiarlo quasi a mezzanotte? Se dovessi definire il più possibile quello che ho provato direi che avevo bisogno di conforto. Non per compensare ma proprio per un momento quasi di calore. Di compagnia.
Cielo, cercare compagnia nel cibo... non è facile fare i conti con questo modo di ragionare. Nemmeno per chi vive sulla sua pelle le emozioni.
Per bypassare queste emozioni ho bisogno di più impegno, nella direzione giusta, direzione su cui devo ragionare un po' meglio.
In questo momento mi verrebbe da dire che la giornata di ieri ha significato qualcosa, che è stata un punto importante. Per capire se non sto sopravvalutando tutto come al solito ci sarà bisogno di tempo.
Nel frattempo: forza!!!
Del resto... quando mai non succede? ho la sensazione che qualsiasi cosa mi butti a terra.
Fortunatamente le lezioni del pomeriggio mi hanno aiutata un po' ma ieri sera ho ceduto: pane e nutella. Ok, il pane era quello della cena ma perché mangiarlo quasi a mezzanotte? Se dovessi definire il più possibile quello che ho provato direi che avevo bisogno di conforto. Non per compensare ma proprio per un momento quasi di calore. Di compagnia.
Cielo, cercare compagnia nel cibo... non è facile fare i conti con questo modo di ragionare. Nemmeno per chi vive sulla sua pelle le emozioni.
Per bypassare queste emozioni ho bisogno di più impegno, nella direzione giusta, direzione su cui devo ragionare un po' meglio.
In questo momento mi verrebbe da dire che la giornata di ieri ha significato qualcosa, che è stata un punto importante. Per capire se non sto sopravvalutando tutto come al solito ci sarà bisogno di tempo.
Nel frattempo: forza!!!
martedì 28 marzo 2017
stai bene? no
Pochi minuti fa un mio amico, conosciuto da piccola e che da anni sento via telefono ma che non sento da mesi per colpa mia perché non rispondevo più ai suoi messaggi, mi ha scritto facendomi questa semplice domanda.
"Ciao, ma stai bene?"
E io istintivamente ho detto un NO secco a me stessa. Senza possibilità di appello.
Ieri sera mi sono ritrovata a stare fino alle 3 di notte a guardare telefilm. Non riuscivo a smettere, niente cibo ma mi sono ingozzata di telefilm. Perché mi sembra di non avere niente altro. Inutile dire come mi senta oggi...
Ma il punto è solo uno, NON STO BENE E FINO A CHE LA MIA VITA NON Avrà RIPRESO A SCORRERE IN MODO DECENTE NON LO STARò MAI.
Non so ripercorrere i vari passaggi della depressione, dalla sua comparsa ad oggi, in poche, righe e francamente nemmeno mi va. Resta il fatto che NON STO BENE e che probabilmente se non mi darò delle regole, non cambierà mai niente. A quasi 33 anni però non posso più riempire la mia vita, le mie aspettative, solo con dei surrogati pensando di farla liscia.
ma poi cercare di farla liscia perché? Devo mentire a chi se l'unica che ci va di mezzo sono io?
Sono mesi che non rispondo a questo mio amico perché ad un certo punto, mi sono sentita in trappola, la versione di una me che migliorava sempre, con cui riempivo le nostre conversazioni, illudendomi, ha cozzato con quella vera. Sì, forse la malattia più acuta è passata, ma non quella che ha impantanato la mia vita in una specie di sabbia mobile infinita.
Non ho più scritto a lui, fatico a frequentare le mie amiche solite... ovvio, perché quando parlo con loro, la realtà cozza con il mio equilibrio fasullo.
Solo che non lo voglio più un equilibrio fasullo.
Voglio qualcosa di vero.
Voglio essere in grado di vivere, per poter fare ciò che voglio, non solo sperando di farlo un domani non meglio precisato, ma da ora.
Come per l'obesità, facciamola semplice: NON STO BENE ed è tutto da cambiare.
tutto.
Veramente tutto!
"Ciao, ma stai bene?"
E io istintivamente ho detto un NO secco a me stessa. Senza possibilità di appello.
Ieri sera mi sono ritrovata a stare fino alle 3 di notte a guardare telefilm. Non riuscivo a smettere, niente cibo ma mi sono ingozzata di telefilm. Perché mi sembra di non avere niente altro. Inutile dire come mi senta oggi...
Ma il punto è solo uno, NON STO BENE E FINO A CHE LA MIA VITA NON Avrà RIPRESO A SCORRERE IN MODO DECENTE NON LO STARò MAI.
Non so ripercorrere i vari passaggi della depressione, dalla sua comparsa ad oggi, in poche, righe e francamente nemmeno mi va. Resta il fatto che NON STO BENE e che probabilmente se non mi darò delle regole, non cambierà mai niente. A quasi 33 anni però non posso più riempire la mia vita, le mie aspettative, solo con dei surrogati pensando di farla liscia.
ma poi cercare di farla liscia perché? Devo mentire a chi se l'unica che ci va di mezzo sono io?
Sono mesi che non rispondo a questo mio amico perché ad un certo punto, mi sono sentita in trappola, la versione di una me che migliorava sempre, con cui riempivo le nostre conversazioni, illudendomi, ha cozzato con quella vera. Sì, forse la malattia più acuta è passata, ma non quella che ha impantanato la mia vita in una specie di sabbia mobile infinita.
Non ho più scritto a lui, fatico a frequentare le mie amiche solite... ovvio, perché quando parlo con loro, la realtà cozza con il mio equilibrio fasullo.
Solo che non lo voglio più un equilibrio fasullo.
Voglio qualcosa di vero.
Voglio essere in grado di vivere, per poter fare ciò che voglio, non solo sperando di farlo un domani non meglio precisato, ma da ora.
Come per l'obesità, facciamola semplice: NON STO BENE ed è tutto da cambiare.
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lunedì 27 marzo 2017
D A giorno 4 (ma pensieri sul 3)
Ieri la giornata è andata bene fino verso le 23. A quel punto ho ceduto con due brioches e alcune patatine. In realtà non ne avevo voglia ma mi serviva qualcosa di consolatorio per compensare alcune brutte notizie che ho saputo.
Quindi... cibo non perché ne avevo voglia ma per riempirmi, per combattere il senso di dolore provato.
Sarebbe stato meglio non succedesse...
Speriamo in oggi.
Quindi... cibo non perché ne avevo voglia ma per riempirmi, per combattere il senso di dolore provato.
Sarebbe stato meglio non succedesse...
Speriamo in oggi.
domenica 26 marzo 2017
D A giorno 3
Cosa volevo dire con farla semplice con l'obesità?
Ho sempre letto tanto di tutto, ma in questi mesi sto leggendo moltissimo sull'obesità, disturbi alimentari di ogni tipo... per ogni somiglianza che trovo, vedo almeno tre cose che non corrispondono.
Sì, credo di avere un rapporto con il peso un po' a rischio e per una serie di fattori molti diversi tra loro, -sono pigra, ho hobbies sedentari, ho molti casi di obesità in famiglia, mi piacciono i dolci, e sì sono ansiosa e il panico mi ha levato molto per cui sì, sposto molte emozioni sul cibo, se sono tesa, agitata, o semplicemente se dopo una giornata vuota voglio consolarmi con un dolce.
Tanti aspetti un po' al limite ma nulla di più. Il problema è che a volte invece vorrei trovare qualcosa in quei libri, qualcosa che funzioni come una formula magica, del tipo_ una volta compreso quello, ce la farò ogni giorno. No, non c'è nessuna formula magica, né tormenti irrisolti. C'è da impegnarsi per raggiungere un obiettivo, consapevole che non sarà un percorso lineare, che ci saranno cadute o più semplicemente giorni in cui mangerò una fetta di torta. >E andrà bene lo stesso, perché assumere 200 calore in più non è come assumerne 2000 in un'abbuffata. Insomma, attribuirmi anche malattie e problemi che non ho, dubito serva a qualcosa. Del resto, per certi versi, è come non ci fossero più scuse, e invece faccio fatica ad essere onesta. Con me stessa, con la psicologa. Ma non c'è più nulla da capire, solo procedere lungo un percorso.
Percorso che tra l'altro ha forse più bisogno di parecchio movimento che del calcolo ossessivo delle calorie. Non mi muovo mai, con me il concetto di sedentario ha raggiunto livelli mai raggiunti prima, ed è questo soprattutto che non va!
Quindi serve COSTANZA, ONESTà, MOVIMENTO, UNA DIETA OVVIAMENTE ADEGUATA, AL MASSIMO MANGIARE QUALCHE EXTRA SE NE HO VOGLIA E NON VOLER AVERNE VOGLIA PER PENSARE DI POTER CONSOLARMI ALMENO IN QUELLO Perché NON HO NIENTE ALTRO (QUINDI DI CONSEGUENZA LAVORARE SULLA VITA IN GENERE PER RENDERLA UN Po' Più PIENA NON SAREBBE CMQ UN ERRORE...), OVVIAMENTE NON ECCEDERE NEMMENO CON LE CONCESSIONI EXTRA PER CUI SERVE UN PIANO PER DISTRARMI, PER SPOSTARE L'ATTENZIONE SU ALTRO, un piano serio e ben costruito.
un'altra cosa che leggo recentemente è che spesso si perde peso e si è comunque delusi perché si pensa che perdere peso risolva magicamente tutti i problemi di autostima e non è così. Verissimo e ne sono profondamente convinta, ma vorrei comunque correre il rischio.. :) nel senso che magari l'autostima non andrà cmq alle stelle ma intanto un po' di peso è stato perso e la salute in generale ringrazierebbe!
EH!
QUanti pensieri... spero non siano troppi tutti insieme.
in ogni caso, anche la giornata di ieri si è conclusa nel migliore dei modi.
Ho fatto la ginnastica con i pesi.( oggi sono dolorante... xD ), non ho mangiato nulla di extra, ma ci tengo a precisare non per grandi meriti miei ma perché non ho sentito voglia di nulla. Ed è il discorso che facevo prima, non sempre ho voglia di strafogarmi... credo dovrei seguire gli impulsi del mio stomaco più di frequente e avrei già risultati.
E per oggi, fino a qui tutto ok... staremo a vedere... ;)
Ho sempre letto tanto di tutto, ma in questi mesi sto leggendo moltissimo sull'obesità, disturbi alimentari di ogni tipo... per ogni somiglianza che trovo, vedo almeno tre cose che non corrispondono.
Sì, credo di avere un rapporto con il peso un po' a rischio e per una serie di fattori molti diversi tra loro, -sono pigra, ho hobbies sedentari, ho molti casi di obesità in famiglia, mi piacciono i dolci, e sì sono ansiosa e il panico mi ha levato molto per cui sì, sposto molte emozioni sul cibo, se sono tesa, agitata, o semplicemente se dopo una giornata vuota voglio consolarmi con un dolce.
Tanti aspetti un po' al limite ma nulla di più. Il problema è che a volte invece vorrei trovare qualcosa in quei libri, qualcosa che funzioni come una formula magica, del tipo_ una volta compreso quello, ce la farò ogni giorno. No, non c'è nessuna formula magica, né tormenti irrisolti. C'è da impegnarsi per raggiungere un obiettivo, consapevole che non sarà un percorso lineare, che ci saranno cadute o più semplicemente giorni in cui mangerò una fetta di torta. >E andrà bene lo stesso, perché assumere 200 calore in più non è come assumerne 2000 in un'abbuffata. Insomma, attribuirmi anche malattie e problemi che non ho, dubito serva a qualcosa. Del resto, per certi versi, è come non ci fossero più scuse, e invece faccio fatica ad essere onesta. Con me stessa, con la psicologa. Ma non c'è più nulla da capire, solo procedere lungo un percorso.
Percorso che tra l'altro ha forse più bisogno di parecchio movimento che del calcolo ossessivo delle calorie. Non mi muovo mai, con me il concetto di sedentario ha raggiunto livelli mai raggiunti prima, ed è questo soprattutto che non va!
Quindi serve COSTANZA, ONESTà, MOVIMENTO, UNA DIETA OVVIAMENTE ADEGUATA, AL MASSIMO MANGIARE QUALCHE EXTRA SE NE HO VOGLIA E NON VOLER AVERNE VOGLIA PER PENSARE DI POTER CONSOLARMI ALMENO IN QUELLO Perché NON HO NIENTE ALTRO (QUINDI DI CONSEGUENZA LAVORARE SULLA VITA IN GENERE PER RENDERLA UN Po' Più PIENA NON SAREBBE CMQ UN ERRORE...), OVVIAMENTE NON ECCEDERE NEMMENO CON LE CONCESSIONI EXTRA PER CUI SERVE UN PIANO PER DISTRARMI, PER SPOSTARE L'ATTENZIONE SU ALTRO, un piano serio e ben costruito.
un'altra cosa che leggo recentemente è che spesso si perde peso e si è comunque delusi perché si pensa che perdere peso risolva magicamente tutti i problemi di autostima e non è così. Verissimo e ne sono profondamente convinta, ma vorrei comunque correre il rischio.. :) nel senso che magari l'autostima non andrà cmq alle stelle ma intanto un po' di peso è stato perso e la salute in generale ringrazierebbe!
EH!
QUanti pensieri... spero non siano troppi tutti insieme.
in ogni caso, anche la giornata di ieri si è conclusa nel migliore dei modi.
Ho fatto la ginnastica con i pesi.( oggi sono dolorante... xD ), non ho mangiato nulla di extra, ma ci tengo a precisare non per grandi meriti miei ma perché non ho sentito voglia di nulla. Ed è il discorso che facevo prima, non sempre ho voglia di strafogarmi... credo dovrei seguire gli impulsi del mio stomaco più di frequente e avrei già risultati.
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sabato 25 marzo 2017
D A giorno 2
Alla fine ieri sera ce l'ho fatta a non mangiare niente ma non per merito di chissà che strategie, semplicemente perché il panico mi ha resa ko.
Questa mattina sono 2 le cose su cui vorrei focalizzarmi.
1- dopo un solo giorno ho già avuto la conferma del tempo che serve per completare bene questo diario alimentare( e la versione cartacea) e mi chiedo se tutto questo tempo passato pensando al cibo non rischi di essere controproducente.
2- un concetto su cui i libri che sto leggendo ora si focalizzano molto è l'idea di PESO RAGIONEVOLE, cioè qualcosa che realisticamente è più probabile riuscire a raggiungere, e che si aggira sul 10% in meno del peso iniziale. Ora, non ho competenze mediche per smentire nessuno per cui dico semplicemente che la cosa non mi piace. Io peso 121 kg, circa, il 10% sono 12 kg, arriverei a 109. Ancora uno sproposito per la mia altezza e che mi manterrebbe ancora nella fascia di obesità più alta. So che suono ridicola dicendo che perdere 12 kg non mi basterebbe ma in effetti non mi basterebbe! Per cui, per unire capra e cavoli facciamo che userò questo 10% come tappa, come primo obiettivo. Una volta arrivata lì, se mai ci arriverò, vedremo che fare!
Buona giornata :)
postilla aggiunta qualche ora dopo... che i problemi alimentari nascondano problemi psicologici è un dato di fatto ma... fatti tutti i passaggi del caso, sarebbe così sbagliato isolarli nuovamente dal resto? Tornare a vederli solo come un qualcosa di più meccanico? Voglio dire, combatto da un decennio con l'obesità, so cosa c'è dietro, ma se ad un certo punto quel dietro si risolvesse, non sarebbe bello vedere l'obesità come qualcosa di più semplice e curabile? senza pensare a pesi ragionevoli ma ad obiettivi sani da raggiungere e possibilmente nel minor tempo possibile? senza compromettere la salute ovviamente.
Cioè, sarebbe così grave tornare a farla un po' più semplice?
Questa mattina sono 2 le cose su cui vorrei focalizzarmi.
1- dopo un solo giorno ho già avuto la conferma del tempo che serve per completare bene questo diario alimentare( e la versione cartacea) e mi chiedo se tutto questo tempo passato pensando al cibo non rischi di essere controproducente.
2- un concetto su cui i libri che sto leggendo ora si focalizzano molto è l'idea di PESO RAGIONEVOLE, cioè qualcosa che realisticamente è più probabile riuscire a raggiungere, e che si aggira sul 10% in meno del peso iniziale. Ora, non ho competenze mediche per smentire nessuno per cui dico semplicemente che la cosa non mi piace. Io peso 121 kg, circa, il 10% sono 12 kg, arriverei a 109. Ancora uno sproposito per la mia altezza e che mi manterrebbe ancora nella fascia di obesità più alta. So che suono ridicola dicendo che perdere 12 kg non mi basterebbe ma in effetti non mi basterebbe! Per cui, per unire capra e cavoli facciamo che userò questo 10% come tappa, come primo obiettivo. Una volta arrivata lì, se mai ci arriverò, vedremo che fare!
Buona giornata :)
postilla aggiunta qualche ora dopo... che i problemi alimentari nascondano problemi psicologici è un dato di fatto ma... fatti tutti i passaggi del caso, sarebbe così sbagliato isolarli nuovamente dal resto? Tornare a vederli solo come un qualcosa di più meccanico? Voglio dire, combatto da un decennio con l'obesità, so cosa c'è dietro, ma se ad un certo punto quel dietro si risolvesse, non sarebbe bello vedere l'obesità come qualcosa di più semplice e curabile? senza pensare a pesi ragionevoli ma ad obiettivi sani da raggiungere e possibilmente nel minor tempo possibile? senza compromettere la salute ovviamente.
Cioè, sarebbe così grave tornare a farla un po' più semplice?
venerdì 24 marzo 2017
diario alimentare (D A ) giorno 1 parte 2
Ok, se voglio che questo affare mi aiuti, probabilmente dovrò compilarlo più volte al giorno... La versione cartacea l'ho presa in mano 4 volte oggi...
Adesso sono le 21.13 e ho cenato da poco.
Pranzo ok, giornata senza sgarrare, ciclette fatta. Verso le 14 avevo un desiderio di dolci esagerato, per abitudine, per CONFORTO. Ho resistito, è bastato spostare l'attenzione con della musica per una decina di minuti e tutto è tornato sotto controllo e le lezioni del pomeriggio mi hanno distratta definitivamente. Verso le 18 mi è arrivato un attacco di panico che è durato a lungo, mettendo a tacere la voglia di dolci. Ho cenato con fatica e questo ha messo in secondo, secondissimo piano la mia preoccupazione di non gestire la voglia di dolci. cena leggera, andata di traverso, un paio di biscottini con un po' di cioccolato hanno chiuso ogni desiderio. Per ora.
MA la serata è ancora lunga e con lo scemare dell'ansia non so che succederà.
Mi chiedo: un attacco di panico così forte proprio oggi può essere legato al tentativo che voglio mettere in atto davvero? Alla consapevolezza di quello che mi aspetta? Perché giuro tremavo.
Se così fosse non so davvero dove posso andare a prendere la forza.
ANCHE Perché è COME SE UNA PARTE DI ME CREDESSE DI PUNIRSI RINUCIANDO AL CIBO, CONSOLATORIO, E QUINDI IN Realtà è COME SE BOICOTTASSE SUBITO IL PIANO, DELLA SERIE TANTO ALLA FINE CEDERò Perché NON POSSO LEVARMI ANCHE QUESTA CONSOLAZIONE.
Postilla: un sonno adeguato mi pare essenziale, al di là del fatto che ha benefici sul metabolismo, devo essere riposata abbastanza per far fronte ogni giorno a questa malefica battaglia
Ps, non ho svuotato la camera dai dolci e questo è sicuramente un passo falso.
per ora, passo e chiudo.
ps 2: sto leggendo un libro sull'obesità, in questo si dice che essere insoddisfatti del proprio corpo deriva dall'essere insoddisfatti da come si è dentro. Vero, ne sono convinta anche io ma quando una persona come me pesa 120 kg ed essendo alta 1,60 pesa in pratica per due, non può essere insoddisfatta proprio del suo corpo e basta? Ora, sappiamo i mille motivi psicologici dietro all'obesità, eppure se li blocchiamo un secondo in un recinto, credo non ci sia nulla di male dell'asserire che no, il mio corpo non mi piace, non è sano, e francamente questo non credo vada a scomodare nessuna insicurezza interna. Perché, ok, l'apparenza non deve essere tutto, ci mancherebbe!, ma ciò detto non credo sia un tabù riconoscere di non avere un bel fisico.
Adesso sono le 21.13 e ho cenato da poco.
Pranzo ok, giornata senza sgarrare, ciclette fatta. Verso le 14 avevo un desiderio di dolci esagerato, per abitudine, per CONFORTO. Ho resistito, è bastato spostare l'attenzione con della musica per una decina di minuti e tutto è tornato sotto controllo e le lezioni del pomeriggio mi hanno distratta definitivamente. Verso le 18 mi è arrivato un attacco di panico che è durato a lungo, mettendo a tacere la voglia di dolci. Ho cenato con fatica e questo ha messo in secondo, secondissimo piano la mia preoccupazione di non gestire la voglia di dolci. cena leggera, andata di traverso, un paio di biscottini con un po' di cioccolato hanno chiuso ogni desiderio. Per ora.
MA la serata è ancora lunga e con lo scemare dell'ansia non so che succederà.
Mi chiedo: un attacco di panico così forte proprio oggi può essere legato al tentativo che voglio mettere in atto davvero? Alla consapevolezza di quello che mi aspetta? Perché giuro tremavo.
Se così fosse non so davvero dove posso andare a prendere la forza.
ANCHE Perché è COME SE UNA PARTE DI ME CREDESSE DI PUNIRSI RINUCIANDO AL CIBO, CONSOLATORIO, E QUINDI IN Realtà è COME SE BOICOTTASSE SUBITO IL PIANO, DELLA SERIE TANTO ALLA FINE CEDERò Perché NON POSSO LEVARMI ANCHE QUESTA CONSOLAZIONE.
Postilla: un sonno adeguato mi pare essenziale, al di là del fatto che ha benefici sul metabolismo, devo essere riposata abbastanza per far fronte ogni giorno a questa malefica battaglia
Ps, non ho svuotato la camera dai dolci e questo è sicuramente un passo falso.
per ora, passo e chiudo.
ps 2: sto leggendo un libro sull'obesità, in questo si dice che essere insoddisfatti del proprio corpo deriva dall'essere insoddisfatti da come si è dentro. Vero, ne sono convinta anche io ma quando una persona come me pesa 120 kg ed essendo alta 1,60 pesa in pratica per due, non può essere insoddisfatta proprio del suo corpo e basta? Ora, sappiamo i mille motivi psicologici dietro all'obesità, eppure se li blocchiamo un secondo in un recinto, credo non ci sia nulla di male dell'asserire che no, il mio corpo non mi piace, non è sano, e francamente questo non credo vada a scomodare nessuna insicurezza interna. Perché, ok, l'apparenza non deve essere tutto, ci mancherebbe!, ma ciò detto non credo sia un tabù riconoscere di non avere un bel fisico.
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diario del peso- giorno 1- let's start again
Seguendo le indicazioni della mia psicoterapeuta, questo dovrebbe essere ancora una nuova strategia. Un nuovo inizio... solo che a me spaventano i nuovi inizi perché ne ho bisogno un po' troppo spesso, segno che non riesco mai a portare a compimento ciò che mi propongo.
La bilancia questa mattina segnava qualcosa in più dei 120 kg.
Diciamo pure 121.
Sono in preda al panico da un'oretta, mi fa male lo stomaco e l'idea di dover ricominciare tutto da capo è una specie di mazzata nei denti. Quanti fallimenti...
Comunque sono qui e onestà per onestà, devo cominciare con l'ammettere che le sere sto di nuovo perdendo il controllo, nutella, biscotti, caramelle... non riesco nemmeno a capire perché le mangi, in effetti sono poche le volte che no ho davvero voglia, il più delle volte lo faccio quasi più perché vorrei averne voglia, vorrei avere un desiderio che posso soddisfare. Non è la prima volta che mi soffermo su questo particolare aspetto della questione ma ogni volta mi fa sentire stupida. Vorrei aver voglia di qualcosa che mi farebbe male solo perché, a differenza di altri desideri, potrei soddisfarlo. Già, ma a che prezzo?
Troppe volte ho la sensazione di essere così tirata e stressata da non avere le forze di levarmi anche il cibo consolatorio.
Forse è così, ma cosa c'è di consolatorio in qualcosa che apparentemente ti fa stare bene per qualche minuto e poi peggiora solo la situazione?
In questi mesi sto leggendo molti libri sull'argomento. Sotto sotto è come se cercassi la formula magica per risolvere ogni cosa. Non lo ammetto, fingo di volermi solo informare sull'argomento, così come fingo di non mangiare più nulla la sera. Ma la realtà è un'altra: cerco il miracolo.
Il primo step sarebbe quello di togliere ogni dolce da camera mia. Ovviamente.
Solo che esito perché qualcosa dentro di me non crede che ci sia nulla di diverso nemmeno questa volta: li tolgo oggi per rimetterceli domani, sai che novità.
Purtroppo però se voglio almeno tentare, devo di nuovo passare da questa strada già battuta. Anche se non credo minimamente di farcela.
Strada che prevede:
-1 sola pesata alla settimana ma tutte le settimane,
- un ragionevole movimento fisico alternato tra lavoro più aerobico e quello con qualche pesetto per preservare la massa magra, i muscoli (Ad averne...)
- alimentazione durante i pasti adatta all'introito calorico che mi spetta.
- NON MANDARE TUTTO A PUTTANE IN UNA MEZZ'ORA PRIMA DI DORMIRE CON UNA MAREA DI PORCHERIE INGURGITATE COME UN LAVANDINO.
-sforzarmi di tenere ogni giorno questo diario: vedere scritto nero su bianco tutte le mie scemenze potrebbe aiutare.
- crederci. Pensare di non farcela alla fine è solo una scusa per non provarci seriamente nemmeno un po'.
questo è quanto.
Almeno per ora.
sono solo parole, vorrei diventassero fatti.
La bilancia questa mattina segnava qualcosa in più dei 120 kg.
Diciamo pure 121.
Sono in preda al panico da un'oretta, mi fa male lo stomaco e l'idea di dover ricominciare tutto da capo è una specie di mazzata nei denti. Quanti fallimenti...
Comunque sono qui e onestà per onestà, devo cominciare con l'ammettere che le sere sto di nuovo perdendo il controllo, nutella, biscotti, caramelle... non riesco nemmeno a capire perché le mangi, in effetti sono poche le volte che no ho davvero voglia, il più delle volte lo faccio quasi più perché vorrei averne voglia, vorrei avere un desiderio che posso soddisfare. Non è la prima volta che mi soffermo su questo particolare aspetto della questione ma ogni volta mi fa sentire stupida. Vorrei aver voglia di qualcosa che mi farebbe male solo perché, a differenza di altri desideri, potrei soddisfarlo. Già, ma a che prezzo?
Troppe volte ho la sensazione di essere così tirata e stressata da non avere le forze di levarmi anche il cibo consolatorio.
Forse è così, ma cosa c'è di consolatorio in qualcosa che apparentemente ti fa stare bene per qualche minuto e poi peggiora solo la situazione?
In questi mesi sto leggendo molti libri sull'argomento. Sotto sotto è come se cercassi la formula magica per risolvere ogni cosa. Non lo ammetto, fingo di volermi solo informare sull'argomento, così come fingo di non mangiare più nulla la sera. Ma la realtà è un'altra: cerco il miracolo.
Il primo step sarebbe quello di togliere ogni dolce da camera mia. Ovviamente.
Solo che esito perché qualcosa dentro di me non crede che ci sia nulla di diverso nemmeno questa volta: li tolgo oggi per rimetterceli domani, sai che novità.
Purtroppo però se voglio almeno tentare, devo di nuovo passare da questa strada già battuta. Anche se non credo minimamente di farcela.
Strada che prevede:
-1 sola pesata alla settimana ma tutte le settimane,
- un ragionevole movimento fisico alternato tra lavoro più aerobico e quello con qualche pesetto per preservare la massa magra, i muscoli (Ad averne...)
- alimentazione durante i pasti adatta all'introito calorico che mi spetta.
- NON MANDARE TUTTO A PUTTANE IN UNA MEZZ'ORA PRIMA DI DORMIRE CON UNA MAREA DI PORCHERIE INGURGITATE COME UN LAVANDINO.
-sforzarmi di tenere ogni giorno questo diario: vedere scritto nero su bianco tutte le mie scemenze potrebbe aiutare.
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giovedì 23 marzo 2017
soliti pensieri che si rincorrono
Questa mattina psicoterapia. Vorrei dire che fortunatamente l'andata e il ritorno non mi hanno causato problemi ma devo ammettere che da che è rientrato in campo il dentista, muovermi verso altre destinazioni è un filo più facile. Sarà la teoria del meno peggio...
Comunque come al solito ho parlato di mille cose insieme. Ogni volta mi stupisco di quanto riesca a parlare veloce. In quanto a chiacchiere davvero non mi batte nessuno!
Tra le mille cose le ho detto che sono fresca dell'acquisto di 7 libri sul problema obesità, non si è stupita: sa che il mio modo di affrontare i problemi spesso parte da un approccio teorico ma sa che non bastano e sa che, a dispetto di non risultati al presente, il problema lo sento e lo voglio risolvere, per cui mi ha consigliato, mentre procedo con la lettura di questi libri più o meno scientifico/sociologici sull'argomento, di aggiungere anche i miei pensieri, in modo più sistematico e coerente rispetto a ciò che già faccio.
E quindi ok... credo che aggiungere ogni giorno un pensiero in merito non mi sia così d'impiccio, anzi...
credo che, senza momenti particolari forse andrebbe meglio la sera, in caso contrario vedremo giorno per giorno.
Per il resto che dire... sono reduce da una nottata non facile. Ieri sera ho avuto l'ennesimo aggiornamento di quella storia di violenza domestica che conosco e sono andata nel pallone. Ho paura perché ho la sensazione che si stia arrivando, passo dopo passo, ad un punto sempre più critico. Che succederà? Ho come la sensazione che ci si avvicini alla resa dei conti, che in questo frangente, porca miseria, sa di definitivo e non in senso buono. E avresti voglia di fare qualcosa ma in questi casi, qualcuno senza strumenti come me che diavolo può fare?
Boh.
Comunque come al solito ho parlato di mille cose insieme. Ogni volta mi stupisco di quanto riesca a parlare veloce. In quanto a chiacchiere davvero non mi batte nessuno!
Tra le mille cose le ho detto che sono fresca dell'acquisto di 7 libri sul problema obesità, non si è stupita: sa che il mio modo di affrontare i problemi spesso parte da un approccio teorico ma sa che non bastano e sa che, a dispetto di non risultati al presente, il problema lo sento e lo voglio risolvere, per cui mi ha consigliato, mentre procedo con la lettura di questi libri più o meno scientifico/sociologici sull'argomento, di aggiungere anche i miei pensieri, in modo più sistematico e coerente rispetto a ciò che già faccio.
E quindi ok... credo che aggiungere ogni giorno un pensiero in merito non mi sia così d'impiccio, anzi...
credo che, senza momenti particolari forse andrebbe meglio la sera, in caso contrario vedremo giorno per giorno.
Per il resto che dire... sono reduce da una nottata non facile. Ieri sera ho avuto l'ennesimo aggiornamento di quella storia di violenza domestica che conosco e sono andata nel pallone. Ho paura perché ho la sensazione che si stia arrivando, passo dopo passo, ad un punto sempre più critico. Che succederà? Ho come la sensazione che ci si avvicini alla resa dei conti, che in questo frangente, porca miseria, sa di definitivo e non in senso buono. E avresti voglia di fare qualcosa ma in questi casi, qualcuno senza strumenti come me che diavolo può fare?
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mercoledì 22 marzo 2017
mercoledì di pensieri
QUESTA MATTINA MI SENTO COME SE AVESSI FATTO 100 ADDOMINALI: HO I NERVI DELLO STOMACO ACCARTOCCIATI. Per forza, dopo la tensione di ieri, il mal di stomaco, non poteva che finire così.
Prima, mentre facevo colazione, ho avuto un flash del mio passato, quando ero piccola e stavo bene. Ma come è possibile che IO MI SIA RIDOTTA COSì? come è possibile che tutt'ora non riesca a comportarmi come dovrei per stare bene? non per pensare allo studio, né per i soldi, ma per il fatto semplice di stare bene!
Invece continuo a girare a vuoto, a propormi programmi che non funzioneranno mai per tentare di recuperare tempo? fiducia in me? Non so, intanto però continuo a perdere di vista l'essenziale: la salute.
continuo a valutare quanto sarei indietro finendo a 33, 34, 35 anni... ma finire cosa? Indietro rispetto a che? Perché onestamente sono i giorni in cui non riesco a essere serena il vero problema, non quello che altri fanno alla mia età.
Facciamo che resettiamo tutto, che si ricomincia da capo. Facciamo che alla mia età posso davvero dire che potrei vivere come voglio, facciamo che da oggi è la salute al centro dei miei piani? Facciamo che la smetto di comprare mille libri di auto aiuto e l'aiuto me lo do in concreto facendo qualcosa di diverso e non leggendo di quello che dovrei fare di diverso?
Facciamo che guardo negli occhi quella ragazzina che ero una volta e le do di nuovo una possibilità?
e non serve agitarsi, non vuole dire dormire tutto il giorno, anzi! MA IMPARARE UNA BUONA VOLTA A DARE LE GIUSTE PRIORITà A QUELLO CHE MI SUCCEDE INTORNO, CHE MI SUCCEDE DENTRO.
Prima, mentre facevo colazione, ho avuto un flash del mio passato, quando ero piccola e stavo bene. Ma come è possibile che IO MI SIA RIDOTTA COSì? come è possibile che tutt'ora non riesca a comportarmi come dovrei per stare bene? non per pensare allo studio, né per i soldi, ma per il fatto semplice di stare bene!
Invece continuo a girare a vuoto, a propormi programmi che non funzioneranno mai per tentare di recuperare tempo? fiducia in me? Non so, intanto però continuo a perdere di vista l'essenziale: la salute.
continuo a valutare quanto sarei indietro finendo a 33, 34, 35 anni... ma finire cosa? Indietro rispetto a che? Perché onestamente sono i giorni in cui non riesco a essere serena il vero problema, non quello che altri fanno alla mia età.
Facciamo che resettiamo tutto, che si ricomincia da capo. Facciamo che alla mia età posso davvero dire che potrei vivere come voglio, facciamo che da oggi è la salute al centro dei miei piani? Facciamo che la smetto di comprare mille libri di auto aiuto e l'aiuto me lo do in concreto facendo qualcosa di diverso e non leggendo di quello che dovrei fare di diverso?
Facciamo che guardo negli occhi quella ragazzina che ero una volta e le do di nuovo una possibilità?
e non serve agitarsi, non vuole dire dormire tutto il giorno, anzi! MA IMPARARE UNA BUONA VOLTA A DARE LE GIUSTE PRIORITà A QUELLO CHE MI SUCCEDE INTORNO, CHE MI SUCCEDE DENTRO.
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martedì 21 marzo 2017
Presente? Futuro? Paura!!!
Lo so, lo ripeto spesso, ma da quando il panico si è impossessato della mia vita, riuscire a capire quali sono i miei limiti effettivi, quali quelli dettati dall'insicurezza, quali dal panico, è diventato un problema enorme. Il punto è che dopo tutti questi anni davvero non capisco più nulla. Una cosa non mi esce perché è fuori dalla mia portata, e sarà sempre così, perché l'insicurezza mi leva le basi, perché l'ansia me la fa affrontare dalla parte sbagliata? Sono domande le cui risposte sono importanti, per capire fino a che punto è lecito sbattere la testa su una certa cosa.
Anno dopo anno però questo modo di vedere la realtà ha invaso tutto e ora a 33 anni mi sento come un'eterna adolescente incapace di crescere. Non ho punti di riferimento e a quanto pare, non riesco, o non ho il coraggio, di pormi le domande giuste.
e ho paura, perché questa vita mi sta stretta, ma non la so aggiustare. poi gli anni diventeranno 34, 35... 40...sempre così?
non mi spaventa l'idea di avere davanti ancora qualche anno di confusione, travagliati o di lavori in corso, purché però ne esca qualcosa!
Ma se così non fosse?
Che resta della mia vita? Un numero esorbitante di vasetti vuoti di ansiolitici e di nutella?
Anno dopo anno però questo modo di vedere la realtà ha invaso tutto e ora a 33 anni mi sento come un'eterna adolescente incapace di crescere. Non ho punti di riferimento e a quanto pare, non riesco, o non ho il coraggio, di pormi le domande giuste.
e ho paura, perché questa vita mi sta stretta, ma non la so aggiustare. poi gli anni diventeranno 34, 35... 40...sempre così?
non mi spaventa l'idea di avere davanti ancora qualche anno di confusione, travagliati o di lavori in corso, purché però ne esca qualcosa!
Ma se così non fosse?
Che resta della mia vita? Un numero esorbitante di vasetti vuoti di ansiolitici e di nutella?
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domenica 19 marzo 2017
perchè essere sereni non è un optional
Ci sono alcuni libri che, romanzi o storie vere, sono un vero pugno nello stomaco. Proprio per questo vanno letti, per non chiudere sempre gli occhi, per imparare a vedere anche cose che non vorremmo vedere.
Poi ci sono quei romanzi, o pure film, che sembrano stupidi, stupidissimi, fatui persino.
Eppure secondo me servono anche quelli: per rifiatare, per scollegare il cervello, per ricaricare le pile. Per ricordarsi che possono esserci anche aspetti leggeri nella vita, frangenti da godere, e in cui prendere le forze per combattere gli altri di momenti, quelli che di fatuo non hanno nulla.
Tutto serve, la leggerezza è più seria di quanto si creda a volte.
Poi ci sono quei romanzi, o pure film, che sembrano stupidi, stupidissimi, fatui persino.
Eppure secondo me servono anche quelli: per rifiatare, per scollegare il cervello, per ricaricare le pile. Per ricordarsi che possono esserci anche aspetti leggeri nella vita, frangenti da godere, e in cui prendere le forze per combattere gli altri di momenti, quelli che di fatuo non hanno nulla.
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l'amore...
Ci sono delle giornate in cui vorrei solo avere qualcuno al mio fianco. Qualcuno con cui condividere AMORE, qualcuno che c'è, qualcuno su cui contare, qualcuno con cui essere...
Qualcuno che ti trasmetta calore, colore, vita.
Qualcuno che trasformi tutto.
So che la sicurezza non deve venire da altri ma tanto per cambiare, sarebbe bello per una volta essere in due...
Qualcuno che ti trasmetta calore, colore, vita.
Qualcuno che trasformi tutto.
So che la sicurezza non deve venire da altri ma tanto per cambiare, sarebbe bello per una volta essere in due...
venerdì 17 marzo 2017
super impegno? ok, ma senza esagerare!!!
e alla fine anche questa giornata è arrivata alla fine. Mi piace dirlo: meglio, molto meglio, del previsto.
Mentre camminavo ripensavo a quello che ho scritto prima, che è tutto un gioco di equilibrio di energie, ma mi sono anche resa conto che passo la vita facendo liste con le cose più importanti da fare, sono che apparentemente tutte lo sembrerebbero per cui... se tutto ha la priorità, alla fine cosa l'ha davvero? e questo mi ha fatto riflettere su una cosa, sì, sto ancora studiando, cosa forse più consona ai 23 anni che ai 33 ma le cose stanno così. Ho avuto 15 anni difficili ed è giusto voler stare meglio, e anche andare avanti con i propri obiettivi MA
- NON SI Può FARE TUTTO INSIEME.
- SE è VERO CHE IL TEMPO PASSATO NON TORNA, è PUR VERO CHE HO TANTO BISOGNO DI VIVERE COME AVREI VISSUTO A 20 ANNI SE FOSSI STATA BENE, CIOè CON LEGGEREZZA, e poiché gli anni sono 33 e non 23 forse non sarà possibile vivere in tutto con leggerezza ma QUALCOSA Sì, è allora che leggerezza sia! In mezzo alle tante cose da fare ogni tanto, quando anche il panico lo concede, scegliamo di vivere un po' come se avessimo 10 anni di meno. NOn è nascondere la testa sotto la sabbia, non è evitare la realtà, è solo cercare di godere quello che idealmente sarebbe dovuto succedere.
almeno ogni tanto, almeno in qualche frangente...
Mentre camminavo ripensavo a quello che ho scritto prima, che è tutto un gioco di equilibrio di energie, ma mi sono anche resa conto che passo la vita facendo liste con le cose più importanti da fare, sono che apparentemente tutte lo sembrerebbero per cui... se tutto ha la priorità, alla fine cosa l'ha davvero? e questo mi ha fatto riflettere su una cosa, sì, sto ancora studiando, cosa forse più consona ai 23 anni che ai 33 ma le cose stanno così. Ho avuto 15 anni difficili ed è giusto voler stare meglio, e anche andare avanti con i propri obiettivi MA
- NON SI Può FARE TUTTO INSIEME.
- SE è VERO CHE IL TEMPO PASSATO NON TORNA, è PUR VERO CHE HO TANTO BISOGNO DI VIVERE COME AVREI VISSUTO A 20 ANNI SE FOSSI STATA BENE, CIOè CON LEGGEREZZA, e poiché gli anni sono 33 e non 23 forse non sarà possibile vivere in tutto con leggerezza ma QUALCOSA Sì, è allora che leggerezza sia! In mezzo alle tante cose da fare ogni tanto, quando anche il panico lo concede, scegliamo di vivere un po' come se avessimo 10 anni di meno. NOn è nascondere la testa sotto la sabbia, non è evitare la realtà, è solo cercare di godere quello che idealmente sarebbe dovuto succedere.
almeno ogni tanto, almeno in qualche frangente...
che stanchezza..
Tra tutti i regali che il panico mi ha lasciato, c'è anche la stanchezza. Certo, tra tutti i mille problemi e disagi e malesseri questo sembra quasi irrilevante ma quando ti ritrovi a vederci doppio da tanto che sei stanca e con ancora varie ore di impegno davanti, be' tanto irrilevante non sembra più. Indubbiamente una vita più sana e all'aria aperta potrebbe dare benefici in tal senso, se non altro sulla lunga distanza perché ora come ora, l'aria aperta mi stronca. E questo perché sono davvero debilitata. A volte credo che per uscire da tutto questo servirebbe muoversi quasi come in un balletto, un passo in una direzione, un passo in un'altra. MA è difficile riuscire a dosare le energie nel modo giusto, è come dover usare un bilancino per calibrare ogni piccola e minima mossa. non so, mi auguro sempre che si possa migliorare.
Nel frattempo inspira, espira, inspira, espira... e vediamo come va.
Nel frattempo inspira, espira, inspira, espira... e vediamo come va.
giovedì 16 marzo 2017
ma che davvero????
Dopo il secondo round dal dentista, sono un po' dolorante. <sebbene la situazione non sia stata tra le più divertenti, mi sono resa conto di una cosa: sono stata sulla poltrona 1 ora e 15 minuti tra anestesie, trapani, e compagnia bella. IN un paio di volte ho avuto la sensazione che mi stessero staccando mezza testa, non facendo una curetta di una carie, e in alcuni frangenti ho avuto secondi di panico, non riuscire a respirare e simili... Ma sono stati il meno rispetto alla maggior parte del tempo e qui entra persino in gioco qualcosa che non mi sarei mai aspettata: mentre guardavo il cielo fuori dalla finestra, per alcuni minuti, più di una volta, mi sono sentita RILASSATA. Cioè, spaparanzata lì a guardare fuori senza adolescenti nevrotici che mi mandano al diavolo, né genitori arroganti e supponenti...
E la cosa mi ha lasciata davvero di stucco, cioè ma davvero sono a sti punti? No, perché la cosa mi pare faccia riflettere, ECCOME!
E allora, via... riflettiamo.
Mah, robe da matti!
Chissà alla prossima seduta che rivelazioni avrò.. ;)
E la cosa mi ha lasciata davvero di stucco, cioè ma davvero sono a sti punti? No, perché la cosa mi pare faccia riflettere, ECCOME!
E allora, via... riflettiamo.
Mah, robe da matti!
Chissà alla prossima seduta che rivelazioni avrò.. ;)
mercoledì 15 marzo 2017
e il diritto di dire no
Questa mattina ho il collo che mi fa vedere le stelle: sento una tensione allucinante. Male ma per certi versi non sono stupita della cosa. Ieri sera ho accettato un appuntamento per una lezione oggi che in coscienza so non avrei dovuto accettare. Siamo sempre alle solite: se è vero che il rispetto per il mio lavoro a volte sembra un optional dalla maggior parte delle persone, è anche vero che, pur senza essere maleducata o stronza, i paletti devo fissarli io e impedire alla gente di approfittarsene, anche se in buona fede. Il lavoro è lavoro e ovviamente non bisogna perdere di vista il fatto che viene fatto con uno scopo diverso dal divertimento, nonostante questo però se voglio evitare di implodere, occorre che io per prima metta delle restrizioni.
Se prima non l'ho mai fatto perché non credevo di valere abbastanza per avere pure delle pretese, ebbene sì era per questo, ora è tempo di cambiare un po'!!!!!!
Se prima non l'ho mai fatto perché non credevo di valere abbastanza per avere pure delle pretese, ebbene sì era per questo, ora è tempo di cambiare un po'!!!!!!
martedì 14 marzo 2017
non è che si stava meglio quando si stava peggio, giusto?!? Per cui ogni passo è quello giusto
Questa mattina sapevo di dover andare in città per un paio di commissioni. Diciamo che ero quasi obbligata per cui quando si avvicinava l'ora, piano piano il pizzicorino del panico ha iniziato a farsi strada. Ansia, stomaco chiuso, respiro corto, battito accelerato... insomma, non mancava nulla. Del resto non andare non era un'opzione possibile. Alla fine sono uscita, sono stata bene e mi sono anche goduta (quasi, come può essere per una con il mio peso) la passeggiata al sole. Quindi che c'è di strano?
Nulla, se non che da che sto un po' meglio (meno male) e mi rendo conto che sono in grado di gestire queste mini-uscite, so che la mia aspettativa nei confronti di me stessa sta salendo. Non alle stelle, sarebbe ridicolo dire così, quanto piuttosto un paio di scalini alla volta.
Non assecondare questo genere di aspettative non è solo non fare l'uscita, è deludermi in un modo pesante. Intendiamoci, non è che non sono pronta alle ricadute, so che bastano 2 cose che si incrociano e vado in tilt, e ci può stare( circa), ma nell'insieme no, non ci può stare non combattere per le cose che servono davvero alla mia salute.
SU questo sto diventando sempre più intransigente e sono convinta sia un buon segno.
Nulla, se non che da che sto un po' meglio (meno male) e mi rendo conto che sono in grado di gestire queste mini-uscite, so che la mia aspettativa nei confronti di me stessa sta salendo. Non alle stelle, sarebbe ridicolo dire così, quanto piuttosto un paio di scalini alla volta.
Non assecondare questo genere di aspettative non è solo non fare l'uscita, è deludermi in un modo pesante. Intendiamoci, non è che non sono pronta alle ricadute, so che bastano 2 cose che si incrociano e vado in tilt, e ci può stare( circa), ma nell'insieme no, non ci può stare non combattere per le cose che servono davvero alla mia salute.
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domenica 12 marzo 2017
con il pensiero alla prossima settimana
Tra le mille riflessioni che ho fatto oggi mi sono accorta che moltissimi libri parlano di come sia importante organizzare il proprio tempo, dell'importanza di stilare mille liste di cose a cui dare la precedenza.
Ora, sto imparando che vivere la vita come fosse un'eterna e infinita scaletta non è probabilmente la soluzione migliore, anzi, è quella che porta proprio all'andare in tilt, sopraffatti dai mille impegni a cui si pensa di poter far fronte.
Ma, c'è un ma... a piccole dosi probabilmente invece queste liste, queste organizzazioni sono l'unica strada per uscire dal piattume a cui il panico, poco alla volta, mi ha costretta. All'inizio non ne volevo sapere perché, mi dicevo già sto di merda, quando non sto male vorrei essere libera di fare ciò che voglio.
pensiero in parte legittimo se non fosse che spesso quel 'voglio' era solo sinonimo di non fare nulla, non quel relax in grado di rigenerare, ma quelle sabbie mobili di indolenza che mi portavano a stare ancora peggio.
Recuperare l'importanza dei mille quarti d'ora persi è essenziale per ridare ritmo alla giornata.
Per dimostrarsi che si può ricominciare a vivere, anche tra un attacco di panico e l'altro.
Per rendersi conto che il tempo tra un attacco e l'altro si fa sempre più lungo...
per ricordare che occorre combattere per riavere indietro la vita.
Ora, sto imparando che vivere la vita come fosse un'eterna e infinita scaletta non è probabilmente la soluzione migliore, anzi, è quella che porta proprio all'andare in tilt, sopraffatti dai mille impegni a cui si pensa di poter far fronte.
Ma, c'è un ma... a piccole dosi probabilmente invece queste liste, queste organizzazioni sono l'unica strada per uscire dal piattume a cui il panico, poco alla volta, mi ha costretta. All'inizio non ne volevo sapere perché, mi dicevo già sto di merda, quando non sto male vorrei essere libera di fare ciò che voglio.
pensiero in parte legittimo se non fosse che spesso quel 'voglio' era solo sinonimo di non fare nulla, non quel relax in grado di rigenerare, ma quelle sabbie mobili di indolenza che mi portavano a stare ancora peggio.
Recuperare l'importanza dei mille quarti d'ora persi è essenziale per ridare ritmo alla giornata.
Per dimostrarsi che si può ricominciare a vivere, anche tra un attacco di panico e l'altro.
Per rendersi conto che il tempo tra un attacco e l'altro si fa sempre più lungo...
per ricordare che occorre combattere per riavere indietro la vita.
sabato 11 marzo 2017
????
Come mi capita spesso di pensare, anche ora mi sto rendendo conto che nei fine settimana la parvenza di vita che mi sono creata fa davvero acqua da tutte le parti, in un certo senso sembra quasi una battuta perché è semplicemente vuota. Fuori dalle ore di lavoro o dai piccoli altri impegni non ho nulla.
In realtà forse posso anche capire quali sono stati i passaggi iniziali ma... cosa mi ha spianta a DECIDERE di rimanere su questa rotta? perché sono piuttosto sicura che in qualcosa avrei potuto avere spazio di manovra. Il peso? La vita sociale? Hobby? Sono sicura che avrei potuto fare scelte diverse.
MA IL PUNTO è:
Perché NON FARLE ORA QUESTE SCELTE DIVERSE? è DAVVERO COSì IMPOSSIBILE 'RICOMINCIARE' A 33 ANNI, con il panico che ancora fa parte della mia quotidianità?
O è solo una perversa forma di comodità?
In realtà forse posso anche capire quali sono stati i passaggi iniziali ma... cosa mi ha spianta a DECIDERE di rimanere su questa rotta? perché sono piuttosto sicura che in qualcosa avrei potuto avere spazio di manovra. Il peso? La vita sociale? Hobby? Sono sicura che avrei potuto fare scelte diverse.
MA IL PUNTO è:
Perché NON FARLE ORA QUESTE SCELTE DIVERSE? è DAVVERO COSì IMPOSSIBILE 'RICOMINCIARE' A 33 ANNI, con il panico che ancora fa parte della mia quotidianità?
O è solo una perversa forma di comodità?
e quelle abbuffate serali...
Dopo la scorsa settimana in cui pensavo veramente di impazzire, questa direi che è stata comunque più tranquilla. In linea di massima sia l'ansia che il nervoso sono stati più sotto controllo.
Eppure... eppure ho mangiato in un modo assurdo. e come sempre, non tanto nei pasti principali, ma in quelle 'merende' serali tanto deleterie per la salute.
E non si è trattato di un biscotto o due, ma di vere e proprie scorpacciate di cibo spazzatura.
Perché?
Sono bastate due settimane così e ho ripreso in pratica tutti i chili persi dall'inizio dell'anno. Questo mi spaventa di più: questa perenne altalena che sembra non avere mai fine.
Mai un risultato vero e perennemente con il pensiero di dover perdere peso in testa.
Che palle!
Mi auguro sempre di trovare un modo per andare oltre, per farcela davvero. Sia per la salute ovviamente, sia perché è qualcosa di assurdo passare tutta la vita con un pensiero fisso in testa, stare attenta al cibo, e non farcela mai. Ti fa sentire un filo demente...
Eppure... eppure ho mangiato in un modo assurdo. e come sempre, non tanto nei pasti principali, ma in quelle 'merende' serali tanto deleterie per la salute.
E non si è trattato di un biscotto o due, ma di vere e proprie scorpacciate di cibo spazzatura.
Perché?
Sono bastate due settimane così e ho ripreso in pratica tutti i chili persi dall'inizio dell'anno. Questo mi spaventa di più: questa perenne altalena che sembra non avere mai fine.
Mai un risultato vero e perennemente con il pensiero di dover perdere peso in testa.
Che palle!
Mi auguro sempre di trovare un modo per andare oltre, per farcela davvero. Sia per la salute ovviamente, sia perché è qualcosa di assurdo passare tutta la vita con un pensiero fisso in testa, stare attenta al cibo, e non farcela mai. Ti fa sentire un filo demente...
venerdì 10 marzo 2017
dare un senso alle cose...
Uscita da una settimana la delusione per come il mio lavoro veniva totalmente non-considerato, oggi una lezione con una ragazzina ha ridato momentaneamente senso a quello che faccio.
Una ragazzina che vive dentro una corazza di perfezione assoluta ma fragile e insicura.
Questo voler essere diversi a tutti i costi raggiunge esiti esasperati.
Ma qui noi adulti possiamo fare la differenza per ridare un minimo di serenità a questi ragazzi così impauriti e soli. Possiamo e dobbiamo fare qualcosa.
E torniamo sempre allo stesso punto, da qualsiasi angolazione si guardino le cose, la teoria non basta, occorre AGIRE.
E far capire ai ragazzi che il mondo non ha bisogno di persone falsamente perfette, ma di persone realmente imperfette ma vere e felici.
Una ragazzina che vive dentro una corazza di perfezione assoluta ma fragile e insicura.
Questo voler essere diversi a tutti i costi raggiunge esiti esasperati.
Ma qui noi adulti possiamo fare la differenza per ridare un minimo di serenità a questi ragazzi così impauriti e soli. Possiamo e dobbiamo fare qualcosa.
E torniamo sempre allo stesso punto, da qualsiasi angolazione si guardino le cose, la teoria non basta, occorre AGIRE.
E far capire ai ragazzi che il mondo non ha bisogno di persone falsamente perfette, ma di persone realmente imperfette ma vere e felici.
giovedì 9 marzo 2017
Tutto o niente? O forse...
Archiviato il primo dei tre incontri con il dentista in modo decente, evviva, mi ritrovo alle 15 stravolta. Tra anestesie, gocce per l'ansia sono piuttosto ko. Quindi difficilmente riuscirò a fare tutto quello che dovrei.
Ed è un problema? Forse no.
Credo che troppo spesso finiamo vittime della logica perfida del TUTTO O NIENTE e, dal momento che, difficilmente siamo in grado di gestire il tutto, anche chi non ha panico e simili, scatta la disillusione del niente.
Male. Che ne è del UN PASSO ALLA VOLTA che comunque fa arrivare lontano?
Dobbiamo davvero pretendere da noi così tanto per evitare di finire con il non pretendere nulla?
A chi, come me, il panico ha tolto letteralmente ogni consapevolezza dei propri limiti, risulta difficile rimettersi in gioco. Ancora di più se davanti abbiamo questo mito del fare mille cose e tutte insieme. MA dove sta scritto che deve essere così per forza? ( e tra l'altro, molto spesso chi agisce così poi compie errori clamorosi).
Quindi al diavolo IL TUTTO O NIENTE! E impegniamoci al massimo per fare ogni giorno del nostro meglio! Non sarà tutto ma garantito che i risultati ci saranno, ci saranno eccome!!!!
Ed è un problema? Forse no.
Credo che troppo spesso finiamo vittime della logica perfida del TUTTO O NIENTE e, dal momento che, difficilmente siamo in grado di gestire il tutto, anche chi non ha panico e simili, scatta la disillusione del niente.
Male. Che ne è del UN PASSO ALLA VOLTA che comunque fa arrivare lontano?
Dobbiamo davvero pretendere da noi così tanto per evitare di finire con il non pretendere nulla?
A chi, come me, il panico ha tolto letteralmente ogni consapevolezza dei propri limiti, risulta difficile rimettersi in gioco. Ancora di più se davanti abbiamo questo mito del fare mille cose e tutte insieme. MA dove sta scritto che deve essere così per forza? ( e tra l'altro, molto spesso chi agisce così poi compie errori clamorosi).
Quindi al diavolo IL TUTTO O NIENTE! E impegniamoci al massimo per fare ogni giorno del nostro meglio! Non sarà tutto ma garantito che i risultati ci saranno, ci saranno eccome!!!!
mercoledì 8 marzo 2017
pensare fa bene ma...
Usiamo tanto il cervello, il pensiero, la razionalità... E va bene, è giusto. In fondo però credo che in questo modo finiamo troppo spesso per non ascoltare la voce del cuore. Voce che forse, in molti casi, è l'unica a suggerirci davvero come stanno le cose.
Cuore... E istinto. L'altro aspetto di noi che sa, sa ancora prima che la testa si sia messa in funzione. Schiacciati da ragionamenti a non finire, in alcuni casi abbiamo perso contatto con la parte più istintiva di noi stessi, quella che per natura ci vuole felici, al di sopra di tutto. Che ci vuole sereni e sani. Probabilmente non sarebbe un male ridare un filo di fiato a queste due voci.
martedì 7 marzo 2017
caro dentista... vorrei incontrarti tra cent'anni... :(
😧😧😧😧😧😧
Ok, tra un'oretta dovrò mettermi in marcia verso il dentista... :(
Credo che mi metterei a urlare volentieri. Ho già l'ansia a mille. In questi casi sarebbe utile riuscire ad usare il metodo di far volare la mente in un posto speciale e tranquillo. Solo che bo, non sempre con me funziona, anzi! l'idea di perdere contatto con quello che sta succedendo a volte mi agita ancora di più. Mamma mia che stress...
E pensare che fino alla comparsa del panico (ma va?!?) andare dal dentista non mi creava nessunissimo problema, ma proprio nessuno!
L'ennesima cosa che il panico ha complicato alla grandissima. Uffa.. :/
un mondo in vetrina
Non credo di avere nulla contro i social network. Sarebbe forse un po' ironico e anacronistico da parte mia, come da parte della maggior parte delle persone. Sono utili, se usati con un po' di buon senso coniugano praticità a divertimento. Nonostante questo, ho l'impressione che fondamentalmente siano una grande illusione. Forse perché è tutto facile, forse perché è tutto veloce, ma c'è qualcosa di intrinsecamente fasullo persino nelle immagini plastificate da copertina e da felicità al 100% che invadono la rete. Tutto deve essere sempre SUPER, su di giri, fuori dagli schemi... se non che, negli schemi ci ricade in pieno.
Buttiamo nei social network l'immagine vincente, quella che secondo chissà che standard dovrebbe rappresentarci.
E se un giorno decidessimo di non credere più all'illusione? Se un giorno scoprissimo che non dobbiamo per forza essere sempre su di giri? Se un giorno, forse ci rendessimo conto che tutto sommato questa perenne visibilità a tutti i costi non è poi così essenziale ?
Tra notifiche, spunte blu, spunte grigie siamo perennemente ossessionati dal restare in contatto.
Magari pure a scapito dall'avere sul serio qualcosa da dire.
Chissà...
Certo, nostalgica o poetica, una lettera scritta a mano, solo per te e non per una bacheca di non so quante persone, portava per forza un messaggio più autentico.
O almeno così è per me.
lunedì 6 marzo 2017
#sospiri...
Lisa, prigioniera di una routine un po' claustrofobica, sfrutta alcune ferie per una vacanza. Lì conoscerà qualcuno capace di cambiare il suo mondo... ma una volta che le vacanze saranno finite che succederà?
normalità
Se c'è una parola che negli ultimi anni è stata schifata come la peste è NORMALITà. Sembrava portasse in sé ogni traccia di male. Guai!!!
Be' personalmente non sono d'accordo. Sarà che quando passi quasi 15 di vita cercando di uscire di casa senza sentirti male non puoi che invidiare chi lo fa con una certa dose di normalità. Perché in fondo nel concetto di normalità non c'è secondo me, l'idea di omologazione, quanto piuttosto riuscire a svolgere alcuni compiti senza rimetterci dieci anni di vita ogni volta. Normalità per me è riuscire a dare il giusto peso agli impegni, non farsi travolgere per ogni cosa.
Ad esempio domani dentista. Sono già impanicata ora. Per l'amor del cielo, nessuno ci va volentieri. Ma un conto è non andare volentieri, un conto è pensare di restarci, su quella poltrona, tra ansia e panico. Sempre ammesso di riuscire ad arrivarci guidando.
Per cui, dal canto mio, darei un gran benvenuto alla normalità nella mia vita.
Be' personalmente non sono d'accordo. Sarà che quando passi quasi 15 di vita cercando di uscire di casa senza sentirti male non puoi che invidiare chi lo fa con una certa dose di normalità. Perché in fondo nel concetto di normalità non c'è secondo me, l'idea di omologazione, quanto piuttosto riuscire a svolgere alcuni compiti senza rimetterci dieci anni di vita ogni volta. Normalità per me è riuscire a dare il giusto peso agli impegni, non farsi travolgere per ogni cosa.
Ad esempio domani dentista. Sono già impanicata ora. Per l'amor del cielo, nessuno ci va volentieri. Ma un conto è non andare volentieri, un conto è pensare di restarci, su quella poltrona, tra ansia e panico. Sempre ammesso di riuscire ad arrivarci guidando.
Per cui, dal canto mio, darei un gran benvenuto alla normalità nella mia vita.
sabato 4 marzo 2017
l'aria frizzante del sabato sera...
Sarà l'aria del fine settimana ma questa sera gli ormoni sono un po' impazziti.
O forse, converrebbe dire, sono solo normali. Perché penso ad una cosa nello specifico che ho perso in tutti questi anni di panico: il sesso.
In effetti se molto spesso è l'amore quello che manca da morire, in altri momenti è il sesso.
Sesso che oramai non è più solo sesso, essere ancora vergini a trentatré anni senza motivazioni particolari, tipo convinzioni religiose, lo ha reso una questione enorme per me.
Diventa difficile giustificare questa situazione, o meglio lo sarebbe se avessi mai un contatto con un ragazzo. cosa che non c'è.
Ma in ogni caso, io lo so. Non l'ho mai fatto.
A volte faccio fatica persino a farci i conti. E' da quando ho 14 anni che ci penso, sognando, aspettando, trepidando per l'attesa, sempre convinta che non sarebbe mancato molto.
E invece...
E invece eccomi qui, quasi 20 anni dopo e ancora nella medesima situazione. Mai a mio agio abbastanza da farmi avvicinare da qualcuno nei tempi meno bui, assolutamente inattuabile ora. Eppure, eppure...
Eppure lo vorrei... Lo vorrei in modo viscerale.
A volte provo ad immaginare come potrebbe essere la mia prima volta a più di 30 anni. Non ci riesco, non tanto per l'età, ma perché come in mille altre cose, non averlo fatto fino ad ora non mi fa sperare che le cose possano cambiare almeno a breve.
E questo mi fa male.
Fa male perché secondo me il sesso, tra persone adulte e consenzienti. è una delle cose più naturali che ci sono. Un piacere da vivere, di cui godere, letteralmente.
E così a volte mi perdo ad immaginare... preferirei una prima volta in sordina, senza nemmeno dirlo, quasi una sveltina giusto per togliermi il pensiero? Non nego che a volte la cosa sembrerebbe eccitante da morire...
Oppure, visto che ho aspettato tanto, se il panico e il suo corollario di sintomi mi dessero tregua, sarebbe più sensato aspettare qualcuno di davvero speciale?
Non so...
Ci penso... perché se non faccio almeno immagino...
Chissà...
Magari, così tanto per dire, l'estate 2017 sarà un'estate finalmente un po' a luci rosse... ;)
O forse, converrebbe dire, sono solo normali. Perché penso ad una cosa nello specifico che ho perso in tutti questi anni di panico: il sesso.
In effetti se molto spesso è l'amore quello che manca da morire, in altri momenti è il sesso.
Sesso che oramai non è più solo sesso, essere ancora vergini a trentatré anni senza motivazioni particolari, tipo convinzioni religiose, lo ha reso una questione enorme per me.
Diventa difficile giustificare questa situazione, o meglio lo sarebbe se avessi mai un contatto con un ragazzo. cosa che non c'è.
Ma in ogni caso, io lo so. Non l'ho mai fatto.
A volte faccio fatica persino a farci i conti. E' da quando ho 14 anni che ci penso, sognando, aspettando, trepidando per l'attesa, sempre convinta che non sarebbe mancato molto.
E invece...
E invece eccomi qui, quasi 20 anni dopo e ancora nella medesima situazione. Mai a mio agio abbastanza da farmi avvicinare da qualcuno nei tempi meno bui, assolutamente inattuabile ora. Eppure, eppure...
Eppure lo vorrei... Lo vorrei in modo viscerale.
A volte provo ad immaginare come potrebbe essere la mia prima volta a più di 30 anni. Non ci riesco, non tanto per l'età, ma perché come in mille altre cose, non averlo fatto fino ad ora non mi fa sperare che le cose possano cambiare almeno a breve.
E questo mi fa male.
Fa male perché secondo me il sesso, tra persone adulte e consenzienti. è una delle cose più naturali che ci sono. Un piacere da vivere, di cui godere, letteralmente.
E così a volte mi perdo ad immaginare... preferirei una prima volta in sordina, senza nemmeno dirlo, quasi una sveltina giusto per togliermi il pensiero? Non nego che a volte la cosa sembrerebbe eccitante da morire...
Oppure, visto che ho aspettato tanto, se il panico e il suo corollario di sintomi mi dessero tregua, sarebbe più sensato aspettare qualcuno di davvero speciale?
Non so...
Ci penso... perché se non faccio almeno immagino...
Chissà...
Magari, così tanto per dire, l'estate 2017 sarà un'estate finalmente un po' a luci rosse... ;)
giovedì 2 marzo 2017
la violenza chiede.
Scrivere racconti, romanzi, storie, è un modo come un altro per esorcizzare le paure. Dietro ogni singola riga che scrivi, dietro ogni parola, c'è la storia che stai inventando tu, tu che sei in grado di tenerne le redini, di portare i personaggi verso il loro destino. Magari di mandare pure al diavolo il cattivo.
Ma la realtà sfugge alle regole del lieto fine quasi per forza, la realtà sfugge ad essere incasellata. del resto, dove arriva il capitolo? Quando arrivano i buoni?
Me lo chiedo perché come spesso mi succede, il mercoledì sera torno a casa carica di dubbi e paure. Dubbi perché non posso fare a meno di chiedermi in che razza di mondo viviamo se una comunità non può aiutare una persona vittima di abusi psicologici in famiglia, e paura di svegliarmi una mattina scoprendo che è troppo tardi per fare qualcosa.
I personaggi di un libro forse saprebbero come fare. Saprebbero da che parte cominciare. IO no.
Ho passato il pomeriggio in preda ad una rabbia infinita per come sono stata trattata da un ragazzo di 18 anni beatamente inconsapevole che anche il mio tempo ha un valore e ora mi ritrovo in balia di un'irrequietezza che mi sconvolge. Che fare quando sai che dovresti agire ma non hai gli strumenti? che fare per non complicare situazioni già delicate? che fare perché anche nella realtà trionfino i buoni?
Sono stufa di impegnarmi in guerre con ragazzetti ingrati e presuntuosi, vorrei fare di più, fare altro per chi davvero ne ha bisogno. Ma non so cosa, non so come.
E ho la sensazione che tutto questo riguardi molto anche il mio futuro.
Voglio essere una persona capace di agire quando qualcuno ha bisogno.
Vorrei essere migliore per gli altri, perché a parti invertite, io vorrei qualcuno vicino.
La violenza nella realtà ti chiede di essere guardata in faccia. affrontata. sconfitta.
DI sicuro cambia tutti quelli che entrano in questo gioco di merda.
Di sicuro cambia anche le priorità, cambia l'ottica con cui guardare il mondo, separa ciò che conta da ciò che non merita nemmeno di essere preso in considerazione.
Ti chiede che persona vuoi essere.
Ti chiede che mondo vuoi creare.
Ti chiede che comunità vuoi costruire.
Ti guarda dritto negli occhi e ti chiede se è il momento che tu ti metta davvero in gioco per le cose importanti.
Quelle che fanno davvero la differenza.
Per tutti.
Ma la realtà sfugge alle regole del lieto fine quasi per forza, la realtà sfugge ad essere incasellata. del resto, dove arriva il capitolo? Quando arrivano i buoni?
Me lo chiedo perché come spesso mi succede, il mercoledì sera torno a casa carica di dubbi e paure. Dubbi perché non posso fare a meno di chiedermi in che razza di mondo viviamo se una comunità non può aiutare una persona vittima di abusi psicologici in famiglia, e paura di svegliarmi una mattina scoprendo che è troppo tardi per fare qualcosa.
I personaggi di un libro forse saprebbero come fare. Saprebbero da che parte cominciare. IO no.
Ho passato il pomeriggio in preda ad una rabbia infinita per come sono stata trattata da un ragazzo di 18 anni beatamente inconsapevole che anche il mio tempo ha un valore e ora mi ritrovo in balia di un'irrequietezza che mi sconvolge. Che fare quando sai che dovresti agire ma non hai gli strumenti? che fare per non complicare situazioni già delicate? che fare perché anche nella realtà trionfino i buoni?
Sono stufa di impegnarmi in guerre con ragazzetti ingrati e presuntuosi, vorrei fare di più, fare altro per chi davvero ne ha bisogno. Ma non so cosa, non so come.
E ho la sensazione che tutto questo riguardi molto anche il mio futuro.
Voglio essere una persona capace di agire quando qualcuno ha bisogno.
Vorrei essere migliore per gli altri, perché a parti invertite, io vorrei qualcuno vicino.
La violenza nella realtà ti chiede di essere guardata in faccia. affrontata. sconfitta.
DI sicuro cambia tutti quelli che entrano in questo gioco di merda.
Di sicuro cambia anche le priorità, cambia l'ottica con cui guardare il mondo, separa ciò che conta da ciò che non merita nemmeno di essere preso in considerazione.
Ti chiede che persona vuoi essere.
Ti chiede che mondo vuoi creare.
Ti chiede che comunità vuoi costruire.
Ti guarda dritto negli occhi e ti chiede se è il momento che tu ti metta davvero in gioco per le cose importanti.
Quelle che fanno davvero la differenza.
Per tutti.
Etichette:
#chi vuoi essere?,
#incertezza,
#insieme,
#nonvoltarsidall'altra parte,
#violenza,
che mondo vogliamo,
coraggio,
da soli è più difficile.,
gruppo,
paura,
violenza psicologica
mercoledì 1 marzo 2017
e quell'ennesima buca...
Oggi alle 15 avrei dovuto tenere una lezione. Il ragazzo non si è presentato, non ha avvisato... L'ennesima buca da ordinaria, oramai, amministrazione.
Sale il nervoso, tantissimo, per il rispetto che sempre più spesso viene a mancare per il mio tempo, il mio impegno, gli accordi presi.
Ma oggi salgono anche i dubbi: ogni volta che capita una cosa del genere, comunque troppo spesso, il nervoso e la delusione verso un certo tipo di atteggiamenti diventa sempre più grande. Mi chiedo se riusciranno a rendermi odioso questo lavoro fino a farmene allontanare in toto.
Il coronamento dei miei obiettivi lavorativi deve combattere ogni santo giorno con il panico e i mille effetti. Non mi stupisco di provarne sempre di più in alcuni ambiti ma mi chiedo se, dove non arriverà il panico, ci penserà la maleducazione e il menefreghismo imperante a farmi desistere.
Perché sono stufa marcia di fare la parte di quella che capisce e ho paura che potrei finire davvero con il buttare tutto all'aria.
e dedicare un sonoro V A F F A N C U L O a chi se lo merita.
Sale il nervoso, tantissimo, per il rispetto che sempre più spesso viene a mancare per il mio tempo, il mio impegno, gli accordi presi.
Ma oggi salgono anche i dubbi: ogni volta che capita una cosa del genere, comunque troppo spesso, il nervoso e la delusione verso un certo tipo di atteggiamenti diventa sempre più grande. Mi chiedo se riusciranno a rendermi odioso questo lavoro fino a farmene allontanare in toto.
Il coronamento dei miei obiettivi lavorativi deve combattere ogni santo giorno con il panico e i mille effetti. Non mi stupisco di provarne sempre di più in alcuni ambiti ma mi chiedo se, dove non arriverà il panico, ci penserà la maleducazione e il menefreghismo imperante a farmi desistere.
Perché sono stufa marcia di fare la parte di quella che capisce e ho paura che potrei finire davvero con il buttare tutto all'aria.
e dedicare un sonoro V A F F A N C U L O a chi se lo merita.
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musica per noi...
Ricordo ancora quando eravamo ragazzine la gioia che si provava quando per caso, ascoltando la radio, incappavamo in qualche brano che ci piaceva. Magari legato a qualche serata speciale, o forse solo la hit del momento. La musica è sempre stata uno strumento potente.
E lo è tutt'ora. Solo che il più delle volte ha cambiato segno.
Ed in mezzo all'era delle play list interminabili, c'è sempre quella canzone che in una frazione di secondo di sbatte a terra, come un pugno nello stomaco.
La musica... l'eterna portavoce delle emozioni passate.
Dolore e piacere che scorrono senza sosta.
Note, ricordi, sensazioni, brani, ritornelli... Profumi di un tempo che non è più.
E lo è tutt'ora. Solo che il più delle volte ha cambiato segno.
Ed in mezzo all'era delle play list interminabili, c'è sempre quella canzone che in una frazione di secondo di sbatte a terra, come un pugno nello stomaco.
La musica... l'eterna portavoce delle emozioni passate.
Dolore e piacere che scorrono senza sosta.
Note, ricordi, sensazioni, brani, ritornelli... Profumi di un tempo che non è più.
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