Mi ricordo bene quando, durante il terzo anno di università, cominciavo a stare a casa molto spesso, perché stavo troppo male, anche se la spacciavo, almeno all'inizio, come una scelta per far rendere di più lo studio. Ricordo il senso di vergogna e di disagio nello stare qui seduta a questo tavolo senza in realtà fare niente di niente. Come sia diventata la prassi no, non lo ricordo di preciso, immagino sia successo solo lasciando passare un giorno alla volta. Un giorno dopo l'altro mentre i giorni diventavano sempre più complicati da gestire, da cambiare…
Anche oggi è andata così. Mi alzo e sono già esausta, i nervi sono a pezzi e quello che potrebbe aiutare perché da subito un risultato come i lavori domestici, mi sembra più una fatica di Ercole che una cosa fattibile.
Tensione, paura, paura, tensione… non c'è un nervo che non mi faccia male. E un'altra mattina se ne va così. In un modo totalmente inutile, sprecato.
Ho paura dell'ambiente che mi circonda, ho paurissima di quello che ho dentro.
Buongiorno mondo…
Nessun commento:
Posta un commento