A causa di una capsula di un dente saltata, sono dovuta andare di nuovo dal dentista. Purtroppo il verdetto, capsula inutilizzabile con un nuovo impianto da fare, mi ha messa talmente ko che mi sono ritrovata a piangere per più di mezz'ora nel parcheggio, fregandomene di quelli che passavano. Perché? Perché con una cosa apparentemente estranea come una capsula, mi sono sentita implodere.
Mi sono sentita frantumata di fronte all'evidenza della vita del cazzo passata fino ad ora.
Perché con tutto il caos fatto negli ultimi 17 anni, a 34 anni non posso permettermi di pagare il dentista, perché a 34 anni sono terrorizzata da quello che dovrò fare come impianto, perché con i miei che sembrano invecchiati di 10 anni in un paio, l'idea di dovermi accollare ancora a loro mi fa sentire una nullità e l'idea che io dovrei occuparmi di mille cose non fa che mettere in evidenza come per vari motivi, io abbia fallito nella mia crescita personale. E non vedo molte alternative, almeno sul fronte economico, dal momento che non so cosa potrei fare con i titoli di scuola superiore. Se poi penso alla storia del guidare, ai mille problemi con le comunicazioni, messaggi/telefonate e segnali di fumo, be', non posso che sentirmi una vera merda.
E in questa situazione di emotività così precaria, persino il comportamento di mio padre nei miei confronti sembra più stronzo del solito.
SOno stanca del suo modo di fare, sono stanca del modo di fare anche di mio zio, sono stanca dei loro comportamenti che negli anni nn mi hanno mai dato sostegno, ma che ora mi chiedono più responsabilità. Io faccio pietà, ma non so se sono l'unica. e sì, capisco che sono un po' stronza ma è così che mi sento.
giovedì 31 maggio 2018
e anche oggi...
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mercoledì 30 maggio 2018
Solo un pochino...
Da sabato pomeriggio non sono più uscita di casa fino a oggi alle 17 per la mia solita lezione, da cui poi però sono tornata a casa subito, perché le attività serali con i ragazzi sono finite. Lezione andata bene ma che fatica uscire!
A parte il fatto che per alcuni motivi non sembra estate, be'… per altri sta già succedendo quello che succede di solito a me d'estate: sparisce anche quel po' di impegni di uscite e/o contatto con gli altri. Bello…
Comunque… la scusa di oggi? Il rimanere incollata a internet tutto il giorno seguendo gli sviluppi della crisi politica in corso. Ora… sono da sempre una persona curiosa, e appassionarmi di alcuni argomenti è nel mio dna, ma possibile che alla fine io riesca con il panico e affini, a intossicare qualsiasi cosa, peggiorandola alla grande??? Come ad esempio la volontà di informarmi che da positiva diventa un'ossessione. L'estate è alle porte. Riuscirò a godermela in modo sano almeno un pochino? Solo un pochino...
A parte il fatto che per alcuni motivi non sembra estate, be'… per altri sta già succedendo quello che succede di solito a me d'estate: sparisce anche quel po' di impegni di uscite e/o contatto con gli altri. Bello…
Comunque… la scusa di oggi? Il rimanere incollata a internet tutto il giorno seguendo gli sviluppi della crisi politica in corso. Ora… sono da sempre una persona curiosa, e appassionarmi di alcuni argomenti è nel mio dna, ma possibile che alla fine io riesca con il panico e affini, a intossicare qualsiasi cosa, peggiorandola alla grande??? Come ad esempio la volontà di informarmi che da positiva diventa un'ossessione. L'estate è alle porte. Riuscirò a godermela in modo sano almeno un pochino? Solo un pochino...
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martedì 29 maggio 2018
come si cambia?
Oggi pomeriggio avrei dovuto avere una lezione, la ragazza però mi ha avvisato che non sarebbe venuta ieri nel primo pomeriggio, per cui con ampio preavviso. Di fatto a lei non ho nulla da rimproverare. Ma a me sì. Perché?
Perché ho finto che la lezione non fosse stata annullata per non avere nessuno che mi 'disturbasse' mentre sono qui, seduta COME SEMPRE davanti al pc.
Per ogni cosa: peso, ansia, panico, relazioni, salute in senso più generico, casa pulita, lavoro… io devo cambiare le mie giornate. Anche se il peso mi spinge a mantenere il culo appiccicato ad una sedia, io devo cambiare le mie giornate. E non dico un po', ma completamente. SOLO CHE NON CI RIESCO. Mi fa malissimo il collo, male la schiena, posso dare la colpa all'aria, all'umidità… la verità è che e cause sono due: tensione e perenne immobilità. Non c'è un giorno, uno che sia uno, in cui io non risenta di sintomi fisici legati al mio modo di vivere. Non c'è un giorno che sia uno durante il quale io non mi chieda quasi sull'orlo delle lacrime che futuro posso immaginare di avere se non cambio. Non c'è giorno che non pensi a cambiare ma alla fine, non c'è giorno che io non passi totalmente qui, così, seduta, al tavolo davanti ad un pc/libro/ragazza a cui insegno. Saranno almeno 10 anni che va avanti questa solfa per cui, realisticamente una parte del mio cervello non vede come sia possibile cambiare. Ma se non lo faccio, se non cambio, sono spacciata. E allora la domanda: come si fa a cambiare su ogni fronte? A uscire, a non mangiare più di sera, a non stare sempre seduta, a non essere sempre in ansia, a non nascondermi dagli altri, a pulire in casa, a fare movimento…
come diavolo si fa a cambiare tutto insieme facendo la gincana tra un attacco di panico e l'altro senza temere di andare in pezzi? Come???
Perché ho finto che la lezione non fosse stata annullata per non avere nessuno che mi 'disturbasse' mentre sono qui, seduta COME SEMPRE davanti al pc.
Per ogni cosa: peso, ansia, panico, relazioni, salute in senso più generico, casa pulita, lavoro… io devo cambiare le mie giornate. Anche se il peso mi spinge a mantenere il culo appiccicato ad una sedia, io devo cambiare le mie giornate. E non dico un po', ma completamente. SOLO CHE NON CI RIESCO. Mi fa malissimo il collo, male la schiena, posso dare la colpa all'aria, all'umidità… la verità è che e cause sono due: tensione e perenne immobilità. Non c'è un giorno, uno che sia uno, in cui io non risenta di sintomi fisici legati al mio modo di vivere. Non c'è un giorno che sia uno durante il quale io non mi chieda quasi sull'orlo delle lacrime che futuro posso immaginare di avere se non cambio. Non c'è giorno che non pensi a cambiare ma alla fine, non c'è giorno che io non passi totalmente qui, così, seduta, al tavolo davanti ad un pc/libro/ragazza a cui insegno. Saranno almeno 10 anni che va avanti questa solfa per cui, realisticamente una parte del mio cervello non vede come sia possibile cambiare. Ma se non lo faccio, se non cambio, sono spacciata. E allora la domanda: come si fa a cambiare su ogni fronte? A uscire, a non mangiare più di sera, a non stare sempre seduta, a non essere sempre in ansia, a non nascondermi dagli altri, a pulire in casa, a fare movimento…
come diavolo si fa a cambiare tutto insieme facendo la gincana tra un attacco di panico e l'altro senza temere di andare in pezzi? Come???
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lunedì 28 maggio 2018
quelle sere in cui
Probabilmente come riposta alla fatica che faccio a elaborare le emozioni che provo riguardo a ciò che mi sta a cuore, cioè quasi tutto, per non esserne travolta, mi capita spesso di ripensare con una sorta di nostalgia alla leggerezza con cui vivevo un tempo. Una leggerezza , sia chiaro, che non era frutto di mancanza di impegno, ma di un sano equilibrio e forse anche, banalmente, della più giovane età. Comunque, sin da quando il panico ha fatto la sua comparsa questa leggerezza è svanita lasciando il segno in mille modi, ma questa sera mi sono tornati in mente gli ultimi, probabilmente, episodi regolari di quella sensazione, ovvero le sere delle due estati precedenti al panico durante le quali, spaparanzata sul divano, mi gustavo settimanalmente un film di quelli catastrofici, terremoti, tornado… finestre aperte, aria profumata che veniva da fuori, e quei film che mi rapivano completamente. Quando la tv(o il pc per essa) non era una fuga dalla realtà ma solo un passatempo, reso ancora più piacevole dalla frescura delle sere d'estate, da quella dolce pigrizia che ci si poteva permettere… quando la mia mente non era costretta a pensare, cercando una soluzione, a mille strategie per domare il panico, i problemi, le delusioni… ogni tanto mi capita di rivedere ancora quei film, non è più lo stesso, ovvio, eppure se chiudo gli occhi e mi concentro, la sento ancora, quella dolcezza che avvolgeva le mie serate.
Prima che tutto si sgretolasse.
Prima che tutto si sgretolasse.
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mi piacerebbe...
Mh… che l'arietta in Italia oggi sia stata un filo tesa pare piuttosto scontato… che lo sarà anche nei prossimi giorni anche. Che tutta questa storia abbia infervorato gli animi di molti ne è una diretta conseguenza.
Che tutto questo abbia inciso sul mio panico, semplicemente un minuscolo effetto collaterale mio. Perché?
Perché come ogni volta che succede qualcosa di grosso, mi rendo conto di quanto mi piacerebbe essere diventata quel tipo di persona adulta che ha le palle per dire cosa pensa delle questioni, che vive le proprie opinioni con passione, che non ha paura di esternarle, che ha il coraggio di sentirsi parte del mondo in cui vive.
Non è così, per cui queste giornate sicuramente complicate, finiscono con il farmi chiudere ancora di più in me stessa, frustrata da ciò che non è stato, da ciò che non sono.
Che tutto questo abbia inciso sul mio panico, semplicemente un minuscolo effetto collaterale mio. Perché?
Perché come ogni volta che succede qualcosa di grosso, mi rendo conto di quanto mi piacerebbe essere diventata quel tipo di persona adulta che ha le palle per dire cosa pensa delle questioni, che vive le proprie opinioni con passione, che non ha paura di esternarle, che ha il coraggio di sentirsi parte del mondo in cui vive.
Non è così, per cui queste giornate sicuramente complicate, finiscono con il farmi chiudere ancora di più in me stessa, frustrata da ciò che non è stato, da ciò che non sono.
sabato 26 maggio 2018
panico e sorpresa
Un po' mi faccio tenerezza in questo momento: dopo giorni passati con discorsi ad alto livello (futuro, lavoro, poter fare qualcosa per chi sta male…) oggi sono dovuta andare in farmacia a prendere le mie gocce. Una fatica allucinante, ma va be', mi sono tirata insieme e sono andata, convinta che il peggio sarebbe stato uscire, e invece no! mentre ero in farmacia ho avuto un mega attacco di panico, dal momento che poi, giustamente sottolineo e lo credo, chi c'era prima di me si è preso tutto il tempo di cui aveva bisogno prendendosela con la calma necessaria per spiegare i sintomi del bimbo, io avevo la sensazione che non si andasse avanti e questo non ha che peggiorato il mio stato. Non capivo più nulla, nausea, vertigini, una signora mi ha chiesto un'informazione e nemmeno ero in grado di spiccicare parola… in ogni caso alla fine è arrivato anche il mio turno e sono uscita. SOno salita in macchina e lì sono rimasta un bel po' perché attraversare semafori, incroci… MAMMA MIA: IMPOSSIBILE. Riuscire a tornare a casa è stata un'impresa e adesso che sono qui mi ritrovo con la testa che mi scoppia e le pive nel sacco direi, perché mi ha colta un po' di sorpresa.
Che poi… come fa a cogliere di sorpresa qualcosa che ho quasi quotidianamente da 17 anni? Ma...
Che poi… come fa a cogliere di sorpresa qualcosa che ho quasi quotidianamente da 17 anni? Ma...
Capirò cosa fare
A volte per riuscire a parlare di una cosa, occorre un minimo distacco, un po' di tempo, una pausa… ieri verso le 15.30 il solito papà ha annullato la solita lezione all'ultimo minuto. La rabbia che ho provato è stata devastante, ho temuto davvero di sentirmi male, e senza arrivare a dire che non ci vedevo letteralmente più dalla rabbia, ho però avuto per istanti la vista annebbiata. Ho sentito lo stomaco contrarsi così forte che anche ora, a distanza di tante ore, mi fa ancora male come dopo una seduta intensa di addominali.
Perché mi sono lasciata coinvolgere così? Be', ovviamente perché c'è di mezzo il tempo che mi fanno perdere e la mancanza di ogni parvenza di rispetto nei miei confronti. Forse non se ne renderanno nemmeno conto ma così stanno le cose. Poi, be' poi c'è il fatto che dopo averglielo detto con le buone, ora mi rendo conto che esistono solo le cattive, che vorrebbe dire troncare i rapporti e perdere i soldi. Loro non cambiano, queste sono le alternative da out out: o li accetto così o li perdo.
E la cosa meno nobile è che vorrei fargliela pagare, vorrei riuscire a zittirli, quasi a fargli male.
Poi faccio un respiro, e mi rendo conto che l'importante invece sarebbe riuscire a non coltivare questa rabbia, che ancora una volta ciò che conta è la salute.
Capirò cosa fare…
spero...
Perché mi sono lasciata coinvolgere così? Be', ovviamente perché c'è di mezzo il tempo che mi fanno perdere e la mancanza di ogni parvenza di rispetto nei miei confronti. Forse non se ne renderanno nemmeno conto ma così stanno le cose. Poi, be' poi c'è il fatto che dopo averglielo detto con le buone, ora mi rendo conto che esistono solo le cattive, che vorrebbe dire troncare i rapporti e perdere i soldi. Loro non cambiano, queste sono le alternative da out out: o li accetto così o li perdo.
E la cosa meno nobile è che vorrei fargliela pagare, vorrei riuscire a zittirli, quasi a fargli male.
Poi faccio un respiro, e mi rendo conto che l'importante invece sarebbe riuscire a non coltivare questa rabbia, che ancora una volta ciò che conta è la salute.
Capirò cosa fare…
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venerdì 25 maggio 2018
Devo affidarmi di più a lei.
OK, per fortuna per molte cose l'anno sta volgendo al termine. Anche per ciò che concerne le lezioni. Non serviva certo la notte scorsa che mi ha vista prendere sonno alle 4 per sottolineare la stanchezza che sto provando. Credo oggi sarà l'ultimo venerdì intensivo, forse resterà qualcosa ma non molto. Passi avanti fatti, molti, ma resta una necessità di fondo di dosare le energie e capire per cosa vale la pena combattere e cosa devo lasciare scorrere. Sono esausta. Poi basta aggiungere il dover fare una delle mille rampe di scale di casa mia per arrivare al fatto che non mi reggo in piedi: ansia+scale= ko. Non va bene. SI sta per aprire tutto un altro capitolo, io spero solo di avere la capacità di valutare su cosa conviene investire per primo.
Non so, fino a che quello che di bello succede alle mie amiche, coetanee o no, mi farà un po' male perché ne sento la mancanza forse avrò qualche speranza di cambiare rotta. Se non altro limitare un filo i potenziali danni.
Tra la seduta extra di ieri dalla psicologa e un libro fatto apposta per alcune questioni, mi sono appena resa conto di aver speso in due giorni qualcosa come 130 euro per una ragazza. Ok, cioè, ok mica tanto, ma il senso è: ha senso tutto questo? E la risposta può essere sì, solo nella misura in cui io impari a gestire il tutto in modo sano per me, capendo e valutando la questione costi/benefici, capendo in cosa devo impegnarmi e in cosa no. Serve maggiore salute.
Verrebbe da dire grazie al ca**o ma è così. Qualsiasi sia la strada di percorrenza del ragionamento, quello che occorre è una sana consapevolezza delle mie risorse e dei miei limiti. E sottolineo la parola SANA.
Insomma, è la mia salute che comunque la si metta, deve avere la precedenza. Perché in caso contrario rischia di collassare anche tutto il resto.
Ho degli attimi in cui mi riconosco, in cui vedo una donna capace di prendersi cura di se stessa. Devo affidarmi di più a lei.
Non so, fino a che quello che di bello succede alle mie amiche, coetanee o no, mi farà un po' male perché ne sento la mancanza forse avrò qualche speranza di cambiare rotta. Se non altro limitare un filo i potenziali danni.
Tra la seduta extra di ieri dalla psicologa e un libro fatto apposta per alcune questioni, mi sono appena resa conto di aver speso in due giorni qualcosa come 130 euro per una ragazza. Ok, cioè, ok mica tanto, ma il senso è: ha senso tutto questo? E la risposta può essere sì, solo nella misura in cui io impari a gestire il tutto in modo sano per me, capendo e valutando la questione costi/benefici, capendo in cosa devo impegnarmi e in cosa no. Serve maggiore salute.
Verrebbe da dire grazie al ca**o ma è così. Qualsiasi sia la strada di percorrenza del ragionamento, quello che occorre è una sana consapevolezza delle mie risorse e dei miei limiti. E sottolineo la parola SANA.
Insomma, è la mia salute che comunque la si metta, deve avere la precedenza. Perché in caso contrario rischia di collassare anche tutto il resto.
Ho degli attimi in cui mi riconosco, in cui vedo una donna capace di prendersi cura di se stessa. Devo affidarmi di più a lei.
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lontano...
Ok… più o meno da dove ho lasciato questa notte riprendo… la preoccupazione, tristezza, per essere sola. Già, credo che però abbia senso collegare a questo il fatto di essere riuscita a leggere quei famosi messaggi praticamente solo in circa 13 giorni e l'ultimo solo per sbaglio. Collegare la mia impossibilità di avere qualcuno al mio fianco alla paura che dei semplici messaggi di saluto mi hanno provocato per quasi 2 settimane. Mi piacerebbe poter asserire con convinzione che le cose cambieranno da un giorno all'altro, che in un attimo incontrerò qualcuno. Ma ammesso che questo succeda (e non è mai successo fino ad ora) come riuscirò a gestire quello tzunami di emozioni che mi invaderebbe? Che mi assale solo per un cavolo di sms?
E poi… ieri e l'altro ieri sono uscita due volte, mattina-mezzogiorno e sera… be', sono distrutta. Non lo so, ma con tutta la buona volontà non vedo margini di cambiamento. Anche se lo vorrei tanto. Ma per ora è davvero tutto troppo lontano…
E poi… ieri e l'altro ieri sono uscita due volte, mattina-mezzogiorno e sera… be', sono distrutta. Non lo so, ma con tutta la buona volontà non vedo margini di cambiamento. Anche se lo vorrei tanto. Ma per ora è davvero tutto troppo lontano…
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Un altro anno scolastico giunge al termine
Ieri, ma a questo punto vista l'ora dovrei dire l'altro ieri, sera è finito l'altro percorso di volontariato che faccio. Insomma… anche per quest'anno 2017/2018 siamo arrivati al limite. Un anno… un altro anno è passato. Fa paura dirlo perché è inevitabilmente tempo di bilanci. Ma per fortuna posso dire che in mezzo a questi bilanci, pur con alti e bassi-molto bassi-, ho visto consolidarsi in me la consapevolezza di aver intrapreso, lavorativamente, la strada giusta. Sì, c'è molto da limare ma la strada è quella. Però…
questa sera ho visto un'amica che non vedevo da tempo così innamorata e orgogliosa del suo bimbo, così fiera del suo compagno, della sua famiglia… mi sono sentita persa, e non è una questione d'età. Credo anche io che uno da un giorno all'altro possa trovare la persona giusta, ma a costo prima di aver trovato quelle sbagliate. Io non ho mai trovato nessuno e sono quasi certa che non potrò cambiare; ci si abitua a stare con gli altri, a vivere con loro. Io in 34 anni non l'ho mai fatto. Questa cosa non cambierà. E' troppo radicata in me. Ne sono certa, eppure lascia un enorme senso di vuoto dentro. Perché anche se ora non sono pronta, vorrei che un giorno le cose potessero essere diverse, ma il tempo passa e non so cosa potrebbe esserci domani che oggi nn c'è.
Un altro anno scolastico giunge al termine. Qualche successo, tante situazioni di stallo che generano in me sensazioni di vuoto.
Questa è la realtà.
questa sera ho visto un'amica che non vedevo da tempo così innamorata e orgogliosa del suo bimbo, così fiera del suo compagno, della sua famiglia… mi sono sentita persa, e non è una questione d'età. Credo anche io che uno da un giorno all'altro possa trovare la persona giusta, ma a costo prima di aver trovato quelle sbagliate. Io non ho mai trovato nessuno e sono quasi certa che non potrò cambiare; ci si abitua a stare con gli altri, a vivere con loro. Io in 34 anni non l'ho mai fatto. Questa cosa non cambierà. E' troppo radicata in me. Ne sono certa, eppure lascia un enorme senso di vuoto dentro. Perché anche se ora non sono pronta, vorrei che un giorno le cose potessero essere diverse, ma il tempo passa e non so cosa potrebbe esserci domani che oggi nn c'è.
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martedì 22 maggio 2018
#coraggio e #soldi
Già con la mia ansia/insicurezza/panico/quel non sentirsi mai a posto, prendere un'iniziativa 'coraggiosa' è dura. Anche se di mezzo c'è il benessere psicofisico di una ragazza di 16 anni. Già è dura ma se poi ci si aggiunge il bisogno di soldi, be' il mio margine di manovra si riduce molto per paura di perdere quegli introiti. Solo che non mi piace, vorrei essere più coraggiosa, più pronta a seguire ciò che il mio cuore e la mia mente reputano giusti…
Coraggio… forse arriverà, forse arriveranno anche i soldi. Soldi… se penso a quante cose si sono bloccate o sono state create per i soldi mi viene la nausea… ma questa è la realtà.
A me non rimane che la speranza che prima o poi la lealtà verso ciò che ritengo giusto. anche verso me stessa, abbia la meglio.
Coraggio… forse arriverà, forse arriveranno anche i soldi. Soldi… se penso a quante cose si sono bloccate o sono state create per i soldi mi viene la nausea… ma questa è la realtà.
A me non rimane che la speranza che prima o poi la lealtà verso ciò che ritengo giusto. anche verso me stessa, abbia la meglio.
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lunedì 21 maggio 2018
fa male...
Domani è giorno di raccolta della pattumiera, per cui ho preparato la mia, i resti cioè di tutte le mie incursioni serali nel mondo delle abbuffate. Cosa che sto vivendo anche io particolarmente male in questo periodo, ma mio padre si è arrabbiato tantissimo. Capisco che a volte, con il pretesto di una cosa, ci si sfoghi su altre, fatto sta che si è sfogato. Fa male sentire certe cose, soprattutto quando le ascolti quasi di straforo per sbaglio, ma la verità è che sono tutte cose che penso anche io: quel cibo mi fa male e non c'è certo bisogno di spendere soldi anche in quel modo. Però fa male... soprattutto quando si è già in bilico, incapaci di venirne a una, spaventati da un messaggio sul cellulare, da una conversazione, lezione, incontro... da qualsiasi cosa. Fa male perché sono consapevole che per quanto sbagliato, nn ce la faccio a far fronte a tutto il malessere banale con cui devo fare i conti ogni giorno E allo stesso tempo impedirmi anche di mangiare dolci la sera. Fa male perché mi sento già io una merda per questo senza bisogno di sentirlo in stereofonia.. e fa male nel pratico, perché quando ti metti a tremare dalla testa ai piedi si sa già in partenza che la guerra ai biscotti questa sera sarà una sonora sconfitta.
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domenica 20 maggio 2018
come???
Ogni volta che le mie giornate si colorano di tinte più emotivo/problematiche non parlo più del problema cibo/obesità. Non è mai un buon segno perché inevitabilmente sono i periodi in cui finisco con il perdere il controllo sulla cosa e mettere su chili, ma dal momento che nemmeno mi peso più, non so mai esattamente a quanto corrisponda il danno. Be', credo sia uno dei momenti in cui il danno c'è stato e bello grande, come lo so? Da come mi stanno i pantaloni e dalla fatica, sempre più grande che faccio a guidare, a schiacciare i pedali, a passare dall'acceleratore al freno, dal mal di gambe.
In questi due giorni ho avuto momenti emotivamente intensi, ma anche la bella sensazione di poter essere per una volta nel posto giusto, al momento giusto. Ottimo, allora perché ieri nel tardo pomeriggio ho sentito l'istinto di dover uscire a prendere del cibo? E poi l'ho fatto, spendendo 20 euro di dolci/patatine, e ritrovandomi alle 2 di questa notte a mangiare 2 krapfen alla crema con patatine annaffiati di cola. Perché? Perché??????
E poi di nuovo partono quei pensieri a raffica sulla mia vita: non esistono più piccole variazioni, qui serve un'inversione di 180 gradi almeno. Quindi serve qualcosa che mi aiuti a mantenere i propositi del fare per un po' di più di dieci minuti perché i potenziali fronti aperti su cui agire sono molti. e complicati. Mi rendo conto che se mi distraggo ancora un po', potrei ritrovarmi sull'orlo dei 150 chili senza quasi accorgermene. Non voglio.
Ma come si cambia? Come si trova una forza straordinaria per condurre finalmente una vita ordinaria?
In questi due giorni ho avuto momenti emotivamente intensi, ma anche la bella sensazione di poter essere per una volta nel posto giusto, al momento giusto. Ottimo, allora perché ieri nel tardo pomeriggio ho sentito l'istinto di dover uscire a prendere del cibo? E poi l'ho fatto, spendendo 20 euro di dolci/patatine, e ritrovandomi alle 2 di questa notte a mangiare 2 krapfen alla crema con patatine annaffiati di cola. Perché? Perché??????
E poi di nuovo partono quei pensieri a raffica sulla mia vita: non esistono più piccole variazioni, qui serve un'inversione di 180 gradi almeno. Quindi serve qualcosa che mi aiuti a mantenere i propositi del fare per un po' di più di dieci minuti perché i potenziali fronti aperti su cui agire sono molti. e complicati. Mi rendo conto che se mi distraggo ancora un po', potrei ritrovarmi sull'orlo dei 150 chili senza quasi accorgermene. Non voglio.
Ma come si cambia? Come si trova una forza straordinaria per condurre finalmente una vita ordinaria?
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sabato 19 maggio 2018
occasioni...
Non riesco a fare a meno di pensare a quanto successo ieri con la mia allieva. Non posso e allo stesso tempo questo mi rimanda ad altre situazioni forse meno gravi ma che mi sono capitate tra le mani. In effetti, a ben vedere, non ho titoli ufficiali per gestire cose gravi, eppure... eppure so di essere stata chiamata in causa varie volte e spesso ho mancato la chiamata. Non direi che ho fallito, non ero nelle condizioni esatte per poter dire di aver fallito... non avevo il titolo ufficiale... eppure di nuovo mi chiedo: se fossi stata più presente a me stessa, più coraggiosa (perché più stabile con le mie paure) avrei potuto fare qualcosa di buono?
In fondo è questo che mi chiedo: con il mio lavoro sempre più spesso si trascende, anche se non ufficialmente, l'aspetto scolastico per sfociare in altro; se fossi più decisa, coraggiosa, serena nelle mie scelte, potrei aiutare davvero qualcuno? Potrei rendere più piacevole il marasma interiore in cui sono alcuni ragazzi? In fondo far sì che stiano bene è il vero scopo ultimo, sia qui per le lezioni che nel volontariato in parrocchia.
In momenti come questo capisco chi sono, capisco che persona voglio essere. Capisco di voler fare tutto per poter abbandonare ogni mia paura per cercare di farcela davvero.
Capisco che in fondo oggi è un giorno perfetto per ricominciare.
In fondo è questo che mi chiedo: con il mio lavoro sempre più spesso si trascende, anche se non ufficialmente, l'aspetto scolastico per sfociare in altro; se fossi più decisa, coraggiosa, serena nelle mie scelte, potrei aiutare davvero qualcuno? Potrei rendere più piacevole il marasma interiore in cui sono alcuni ragazzi? In fondo far sì che stiano bene è il vero scopo ultimo, sia qui per le lezioni che nel volontariato in parrocchia.
In momenti come questo capisco chi sono, capisco che persona voglio essere. Capisco di voler fare tutto per poter abbandonare ogni mia paura per cercare di farcela davvero.
Capisco che in fondo oggi è un giorno perfetto per ricominciare.
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venerdì 18 maggio 2018
il mio lavoro è fatto di attimi
Oggi con una delle mie allieve è successa una cosa importante, si è aperta con me in un modo che non credevo possibile, mi ha raccontato la sua storia, una storia triste. Io non ho fatto molto, non si può fare molto più che ascoltare in questi casi ma ho avvertito una sensazione, quella di essere al posto giusto nel momento giusto. Di esserci, per lei.
E forse in fondo il mio lavoro è fatto di attimi come questo, di momenti che brillano di senso in un mare di rabbia. Chissà...
E forse in fondo il mio lavoro è fatto di attimi come questo, di momenti che brillano di senso in un mare di rabbia. Chissà...
mercoledì 16 maggio 2018
E capire come andare avanti è difficile.
Eccomi di ritorno dal solito pomeriggio/sera del mercoledì... uno degli ultimi però. Ed è sorprendente rendersi conto di quanto sia cambiato il mio modo di vivere questo momento nel corso dei nove mesi. Perché è cambiato, porca miseria se è cambiato! In meglio, occorre specificare, in meglio a tal punto che mi ha fatto desiderare in più di un'occasione di rendere queste mie uscite fuori casa più frequenti l'anno prossimo, magari con qualche altra lezione. Che poi ogni volta che era il momento di uscire io sia stata male resta un dato di fatto ma il malessere era sempre meno. Sempre sempre meno. Buono no?
Certo, eppure non posso fare a meno di pensare che ancora NON HO LETTO I MESSAGGI DI DOMENICA.
Questa mattina ho passati il tempo alterando la lettura di un libro, l'ennesimo, sul panico e un romanzo di quelli che OH MIO DIO!!!, mi fanno andare in brodo di giuggiole, perché pieni di tutte quelle romanticherie che io non vivo, che non riesco a vivere, che forse non reggerei nemmeno, ma che vorrei con tutto il cuore. Da una parte la descrizione di ciò che sono, dall'altra ciò che sogno ma che trovo irrealizzabile... da una parte la vita vera, con i messaggi che ancora non ho letto, dall'altra i sogni.
E capire come andare avanti è difficile.
Certo, eppure non posso fare a meno di pensare che ancora NON HO LETTO I MESSAGGI DI DOMENICA.
Questa mattina ho passati il tempo alterando la lettura di un libro, l'ennesimo, sul panico e un romanzo di quelli che OH MIO DIO!!!, mi fanno andare in brodo di giuggiole, perché pieni di tutte quelle romanticherie che io non vivo, che non riesco a vivere, che forse non reggerei nemmeno, ma che vorrei con tutto il cuore. Da una parte la descrizione di ciò che sono, dall'altra ciò che sogno ma che trovo irrealizzabile... da una parte la vita vera, con i messaggi che ancora non ho letto, dall'altra i sogni.
E capire come andare avanti è difficile.
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martedì 15 maggio 2018
mai avrei creduto possibile che io avrei finito con il diventare l'ostacolo più grande per me stessa.
Credo mi capiti dalle 5 alle 10 volte al giorno di avere attimi, minuti, durante i quali le emozioni sono così forti, e comunque per lo più sgradevoli, che mi ritrovo a pensare: se va avanti ancora per un po' mi viene un infarto. E onestamente non so quanto mi manchi davvero... gambe pesanti e molli allo stesso tempo, vista che quasi si oscura... e una paura che non lascia spazio a niente. Ieri sera guardavo una foto che ho sopra un armadio, una mia foto delle medie, di circa 20 anni fa. Sebbene pesi quasi il doppio di allora, be'... mi ci riconosco, i lineamenti si riconoscono... ma lo sguardo... lo sguardo ha perso quella leggerezza, quella spensieratezza, quella, serenità. Mi impegnavo tanto, e tante erano le cose spiacevoli anche allora, eppure mai avrei creduto possibile che io avrei finito con il diventare l'ostacolo più grande per me stessa. io, con quello che provo, quello che sento, quello di cui ho paura, le mie emozioni... ogni cosa è diventata una mia debolezza, qualcosa contro cui combattere costantemente. Continuo a macinare libri su libri e sì, mi rendo conto che di fatto sono alla ricerca di una specie di formula magica che non esiste. Ma non troverò niente nei libri che mi dica come smetterla di tremare e aprire questo cavolo di messaggio sul telefono...come smettere di saltare per aria ogni volta che qualcuno suona al campanello, che qualcuno vuole parlarmi... è come se non fossi più attrezzata a vivere nella realtà. E non parlo di una brutta realtà, parlo di una realtà normale, fatta di alti e bassi, di cose belle e di cose brutte, insomma... semplicemente fatta di cose e di persone. Quello che ho non mi basta, non può bastare, quello che non ho è troppo fuori portata, che strada resti non lo so. So che sto male. Tanto.
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fare di più per stancarsi di meno.
Se penso a come sono stata nelle ultime 72 ore mi metto le mani nei capelli. Non sono riuscita a fare ciò che avrei dovuto, non sono nemmeno riuscita a leggere i messaggi che mi sono arrivati, una comunicazione che è sì una scocciatura ma nulla di serio mi ha fatto tremare di paura... e quindi sono stanca. Oggi dovrei fare due ore e mezza di lezione, su argomenti abbastanza semplici ma mi sembrano fuori portata perché sono esausta.
E questo essere esausta prolungato nel tempo ha fatto sì che io rinunciassi a riempire le mie giornate con ciò che sarebbe lecito aspettarsi con la scusa che era "troppo".
Mossa prevedibile, quasi automatica, ma senza ombra di dubbio sbagliata. Perché ho un bisogno dell'accidenti di fare quante più cose normali. Ho bisogno che le mie giornate abbiano un ritmo, abbiano un senso, abbiamo l'alternanza impegno-relax, abbiano di più. Ho bisogno di fare una fatica che sia sana e non solo quella che viene dalla mia condizione di ansia perenne.
Non ho bisogno di levare cose da fare, per assurdo ho bisogno di aggiungerne. Solo così forse le mie giornate assumeranno i colori di una pseudo-normalità.
E questo essere esausta prolungato nel tempo ha fatto sì che io rinunciassi a riempire le mie giornate con ciò che sarebbe lecito aspettarsi con la scusa che era "troppo".
Mossa prevedibile, quasi automatica, ma senza ombra di dubbio sbagliata. Perché ho un bisogno dell'accidenti di fare quante più cose normali. Ho bisogno che le mie giornate abbiano un ritmo, abbiano un senso, abbiamo l'alternanza impegno-relax, abbiano di più. Ho bisogno di fare una fatica che sia sana e non solo quella che viene dalla mia condizione di ansia perenne.
Non ho bisogno di levare cose da fare, per assurdo ho bisogno di aggiungerne. Solo così forse le mie giornate assumeranno i colori di una pseudo-normalità.
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domenica 13 maggio 2018
momento.zero
Be', quella cosa a cui avrei dovuto partecipare oggi... oramai è chiaro che non ci andrò. Non so se in realtà ho davvero creduto possibile il contrario, forse per 5 minuti un giorno di settimana scorsa, forse nemmeno per quelli... in ogni caso eccomi qui, di fronte all'ennesima domenica che passerò leggendo, ma con un enorme senso di disagio addosso per tutto il carico emotivo che ci ho buttato sopra e per quella sensazione scema che ho che mi fa stare male più per poter deludere le persone da cui sarei dovuta andare che per l'ennesima dimostrazione a me stessa di come sono messa.
Vedo i passi avanti che sto facendo in alcuni ambiti, vedo che sul fronte spostamenti non ne sto facendo. Avrei bisogno di una scala di esercizi, come quando si ripassa un argomento di matematica si parte dalle basi, così dovrei fare, solo che non capisco a cosa corrispondano nella mia realtà, queste basi.
Ho deciso che maggio sarebbe stato una sorta di momento.zero per ricominciare. Ora, per qualcosa tutto sommato sta funzionando, e devo essere decisa nell'affermarlo- se penso solo a come stavo male quando andavo a far lezione fuori casa all'inizio verso ottobre e come è oggi-... per molto no. E da qui devo ripartire.
Vedo i passi avanti che sto facendo in alcuni ambiti, vedo che sul fronte spostamenti non ne sto facendo. Avrei bisogno di una scala di esercizi, come quando si ripassa un argomento di matematica si parte dalle basi, così dovrei fare, solo che non capisco a cosa corrispondano nella mia realtà, queste basi.
Ho deciso che maggio sarebbe stato una sorta di momento.zero per ricominciare. Ora, per qualcosa tutto sommato sta funzionando, e devo essere decisa nell'affermarlo- se penso solo a come stavo male quando andavo a far lezione fuori casa all'inizio verso ottobre e come è oggi-... per molto no. E da qui devo ripartire.
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sabato 12 maggio 2018
prendere una decisione
Domani pomeriggio avrei un impegno, dovrei partecipare ad una cosa, una cosa alla quale le persone di solito partecipano senza tanti problemi, magari non necessariamente con entusiasmo alle stelle, ma sicuramente senza problemi. Invece io è da quando l'ho saputo, cioè il giorno di pasqua, che temo questo giorno, ci sono un 90% di probabilità che non ci vada, ma anche se per miracolo ci andassi, be'... avrei comunque già perso visto come mi ha destabilizzata nei giorni precedenti. Non essere autonoma con la guida influisce, ma di fatto è come se stessi facendo lievitare nella mia testa questo fatto, facendolo diventare qualcosa di enorme. Di fuori controllo. Oggi ho fatto avanti e indietro casa paese per tre volte, con una fatica sotto la media, decisamente sotto i miei standard... ma è questo ciò che posso fare ora.
Il punto però è che, sia che io vada sia che non vada domani, dovrò prendere una decisione: voglio che domani sia l'ultima occasione del genere che mi ha fatto stare così di merda? Sì? Ottimo, allora dovrò allenarmi anche alla guida, alle uscite un po' più lontane, in caso contrario ogni prossima occasione finirà esattamente come questa, e non credo di volerlo.
Il punto però è che, sia che io vada sia che non vada domani, dovrò prendere una decisione: voglio che domani sia l'ultima occasione del genere che mi ha fatto stare così di merda? Sì? Ottimo, allora dovrò allenarmi anche alla guida, alle uscite un po' più lontane, in caso contrario ogni prossima occasione finirà esattamente come questa, e non credo di volerlo.
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venerdì 11 maggio 2018
le soluzioni oramai non sono più nella mia testa
Ho passato anni con la smania di scrivere ovunque ogni mezzo pensiero che mi veniva in testa, ma da qualche settimana faccio sempre più fatica. E non so se esattamente è un buon segno, fondamentalmente credo di essere semplicemente molto in imbarazzo nel ripetere sempre le stesse cose. La mia mente gira più o meno a vuoto perché è vero che i pensieri sono sempre gli stessi, e anche le soluzioni lo sono, in un modo quasi imbarazzante nella loro semplicità. Siamo arrivati al punto che i consigli del mio zio assolutamente inesperto di ansia, panico e affini, sono arrivati a combaciare con quelli della psicoterapeuta. In effetti è la prima volta che succede e credo sia significativo. Come a dire che le soluzioni oramai non sono più nella mia testa ma al di fuori, nel mondo. Nello sforzo di affrontare le cose senza se senza ma. Deve essere un tempo zero per forza. Ieri ho fatto un paio d'ore di faccende domestiche e quasi ci resto secca dalla fatica. Credo davvero che la testa oramai possa fare poco. Direi niente. Occorre mettere in moto le gambe e un passo dopo l'altro, andare.
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mercoledì 9 maggio 2018
Cambiamento come darmi una chance, perché è evidente che la voglio!!!
Ieri mattina dentista... ho preso tante di quelle gocce che tra gli ansiolitici e l'anestesia locale, alla fine sono rimasta rincitrullita tutto il giorno. Era una cosa breve, non è andata male ma ad un certo punto per qualche minuto è stato puro terrore. Mi sono aiutata, e parecchio, con respiri lunghi e profondi.
Oggi psicologa... anche in questo caso mille gocce per riuscire ad uscire di casa per poi parlare del discorso del telefono, di quanto mi faccia stare male e del mio problema con la guida.
Oggi poi lezione, tutto ok, se non fosse che poi nel parcheggio, prima di andare in oratorio ho avuto un quarto d'ora di panico assurdo.
Voglio cambiare, voglio guarire. La parola che ha usato oggi la dottoressa, quella più significativa, è stata libertà. Cambiare per guarire ed essere più libera.
ed è vero, anche se a me non piacciono è il momento dei cambiamenti. Come per le uscite in paese, la questione telefono e quella della guida vanno affrontate tentando ogni giorno di fare qualcosa di specifico.
CAmbiamenti... anche forse per avere il coraggio di ammettere che certi rapporti non mi interessano poi più. Che ho bisogno di cose nuove, di persone nuove. Cambiamenti... apertura mentale anche verso il lavoro che nel mio caso potrà sempre spaziare tra consulenze private, lavori nelle scuole, scrittura.
Cambiamento come sinonimo di guarigione.
Cambiamento come darmi una chance, perché è evidente che la voglio!!!
Oggi psicologa... anche in questo caso mille gocce per riuscire ad uscire di casa per poi parlare del discorso del telefono, di quanto mi faccia stare male e del mio problema con la guida.
Oggi poi lezione, tutto ok, se non fosse che poi nel parcheggio, prima di andare in oratorio ho avuto un quarto d'ora di panico assurdo.
Voglio cambiare, voglio guarire. La parola che ha usato oggi la dottoressa, quella più significativa, è stata libertà. Cambiare per guarire ed essere più libera.
ed è vero, anche se a me non piacciono è il momento dei cambiamenti. Come per le uscite in paese, la questione telefono e quella della guida vanno affrontate tentando ogni giorno di fare qualcosa di specifico.
CAmbiamenti... anche forse per avere il coraggio di ammettere che certi rapporti non mi interessano poi più. Che ho bisogno di cose nuove, di persone nuove. Cambiamenti... apertura mentale anche verso il lavoro che nel mio caso potrà sempre spaziare tra consulenze private, lavori nelle scuole, scrittura.
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martedì 8 maggio 2018
non è possibile
Tecnicamente ieri alla fine sono riuscita a riaccendere il cellulare. Per poi rispegnerlo alle 18 dopo una comunicazione con il papà di una mia allieva... ottimo davvero... così si arriva alla situazione ridicola di questa mattina in cui, di nuovo con il cellulare spento, sono in tilt anche perché sto per andare a far curare la carie sbucata anche questa volta. Come diavolo si fa a pensare di andare avanti così io non lo so. Voglio dire, al di là delle chiacchiere, con il mio peso e questa ansia perenne, l'infarto mi viene di sicuro, non è un'opzione lontana.
Questa mattina quando mi sono alzata stavo inciampando nelle borse piene di cibo che ho in camera. Avrei tanto voluto essere Hulk, cacciare un grido e buttare tutto per aria.
adesso mi rincoglionirò ancora un po' con le mie goccine e via...
passo e chiudo... per ora.
Questa mattina quando mi sono alzata stavo inciampando nelle borse piene di cibo che ho in camera. Avrei tanto voluto essere Hulk, cacciare un grido e buttare tutto per aria.
adesso mi rincoglionirò ancora un po' con le mie goccine e via...
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domenica 6 maggio 2018
non posso credere di essere questo
Cosa posso dire? Sono quasi 30 ore che ho il cellulare spento e NON RIESCO A RIACCENDERLO. Non perché non funzioni ovviamente, ma perché ho paura di quello che posso trovarci scritto sopra. Lo giuro, l'ho detto mille volte ma se mi avessero detto da ragazzina cosa sarei diventata, non ci avrei creduto. Come ogni giornata di festa, nella quale quindi non lavoro e mi ritrovo sola, è stata una schifezza emotivamente parlando e non riuscivo a fare a meno di pensare al mio passato, agli ultimi sprazzi di serenità prima che il cuore rischiasse di collassare per ogni stupidata, letteralmente. Io ho paura. Paura di non avere il coraggio, il buon senso, la forza per cambiare. Ho quasi 34 anni e ho l'autonomia sì e no di una ragazzina delle medie. Per ogni cosa che miglioro, mi sembra di retrocedere in altre due.
Dal punto di vista economico archiviata la questione tasse, con l'ennesimo intervento dei miei, con questo mede di maggio di fatto ho resettato tutto e spero di essere pronta ad essere un po' più responsabile ma per il resto... disastro totale, anche perché essendo emotivamente così stressata perennemente, alla fine mangio. Mangio per sentire un senso di calma, anche se effimero. E così anche lì si peggiora alla grandissima.
Io... non posso davvero credere di essere diventata questo.
Dal punto di vista economico archiviata la questione tasse, con l'ennesimo intervento dei miei, con questo mede di maggio di fatto ho resettato tutto e spero di essere pronta ad essere un po' più responsabile ma per il resto... disastro totale, anche perché essendo emotivamente così stressata perennemente, alla fine mangio. Mangio per sentire un senso di calma, anche se effimero. E così anche lì si peggiora alla grandissima.
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venerdì 4 maggio 2018
Gli assunti sono pochi e semplici
Oggi a tavola è emersa una conversazione su di me. Mentre mio zio parlava di tutto quello che dovrei fare per stare meglio a 360 gradi, era chiaro che, da persona mai sfiorata dal panico, non avesse idea di quanta fatica ci sia dietro ogni gesto banale, ma è anche vero che usando la sua prospettiva sembrerebbe tutto così facile... e a portata di mano! E pur nella sua quasi totale incomprensione dei miei problemi, ponendo l'accento sull'uscire ogni giorno per camminare rinforzandomi, credo abbia fatto centro. Il fatto è che, come sempre, spesso se non altro, anche a me la soluzione sembra semplice. Si basa su pochi e semplici assunti di base: uscire, stare fuori, fare un po' di movimento non eccessivo ma costante, stare con gli altri e di nuovo uscire, stare all'aria, camminare...
Gli assunti sono pochi e semplici, ma quando poi anche questa mattina uscendo di casa tra il cuore che batteva a mille, la nausea che andava e veniva ad ondate, mal di testa e di pancia, mi sono ritrovata ad aver voglia di piangere mettendo in moto l'auto, be', di semplice resta ben poco, soprattutto se poi vai talmente in confusione che per fare una cosa da niente, come mandare una raccomandata in posta, arrivi a sudare e balbettare.
Tutti i miei paradigmi sono fuori valori e non so davvero cosa aspettarmi di mesi che verranno.
Gli assunti sono pochi e semplici, ma quando poi anche questa mattina uscendo di casa tra il cuore che batteva a mille, la nausea che andava e veniva ad ondate, mal di testa e di pancia, mi sono ritrovata ad aver voglia di piangere mettendo in moto l'auto, be', di semplice resta ben poco, soprattutto se poi vai talmente in confusione che per fare una cosa da niente, come mandare una raccomandata in posta, arrivi a sudare e balbettare.
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giovedì 3 maggio 2018
tu chiamale se vuoi emozioni...
ok, ho appena scritto un messaggio stile ciao come va ad un'amica e sto tremando per la risposta. Questa mattina avrei dovuto avere un colloquio con la psicoterapeuta ma a causa di un disguido è stato annullato. Un disguido causato da lei con una sovrapposizione di appuntamenti. La cosa assurda è che il fatto non mi sconvolge affatto, un errore può capitare ma perché se fosse successo a me lo avrei vissuto malissimo? Il fatto è sempre questo...
In ogni caso le avrei parlato di questa emotività che mi spompa perché il dubbio più grande che ho è se in realtà esiste una strategia o no. Cioè... è possibile che l'allenamento porti a qualche beneficio, a qualche attenuazione del malessere o no? Perché pensare di fare un percorso faticoso per un po' va bene, cioè non va bene ma ce lo si fa andare bene se serve a stare meglio, ma l'idea che sarà sempre così mi sega le gambe e stritola il cuore, e non lo dico per dire perché sono proprio le sensazioni fisiche che provo.
Tu chiamale se vuoi emozioni... cantava Battisti... tu chiamale come ti pare, io le chiamo un ostacolo bello grosso!!!
In ogni caso le avrei parlato di questa emotività che mi spompa perché il dubbio più grande che ho è se in realtà esiste una strategia o no. Cioè... è possibile che l'allenamento porti a qualche beneficio, a qualche attenuazione del malessere o no? Perché pensare di fare un percorso faticoso per un po' va bene, cioè non va bene ma ce lo si fa andare bene se serve a stare meglio, ma l'idea che sarà sempre così mi sega le gambe e stritola il cuore, e non lo dico per dire perché sono proprio le sensazioni fisiche che provo.
Tu chiamale se vuoi emozioni... cantava Battisti... tu chiamale come ti pare, io le chiamo un ostacolo bello grosso!!!
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mercoledì 2 maggio 2018
Ieri sera ho scritto questo....
Ieri sera ho scritto questo....
1 maggio ’18
Oggi non è stata una gran giornata, anzi…
è stata proprio uno schifo. Ansia a fasi, ma soprattutto mi sono sentita vuota,
sola, inutile… sola, sola…
Non so cosa succederà con lo studio,
onestamente non lo so proprio, so che per ora lavoro con i ragazzi e potrei
sempre scrivere un po' di più. Ma in ogni caso il resto della mia vita va
riempito e organizzato, giorno dopo giorno.
Ho bisogno di stare tra la gente, ho
bisogno di fare cose fuori casa a contatto con gli altri, conoscere persone
nuove, frequentare di più quelle vecchie. Ho bisogno di compagnia. Mi sere
equilibrio. Ed è faticoso, soprattutto per via dell’ansia ancora altissima che
provo e che mi impedisce di pensare a fare chissà che cosa fuori casa. Ma qualcosa
deve cambiare per forza, magari ripartendo dai parenti, da altre attività in
oratorio… occorre che io ritorni nel mondo, anche se non so più nemmeno come
fare. È come dicevo tempo fa, per ogni 1% che guadagno in termini di ansia,
provo un 20% di bisogno di vita in più e so che questa proporzione non basta,
non è equa ed è difficilissima da gestire, ma è quello che ho, che provo, che
vivo. Devo sorvolare sull’ansia, combattere la troppa emotività e riprendermi
la mia vita.
oggi mi rendo conto che è tutto vero. Il fatto è che la strada che ho intrapreso non è sbagliata nella sostanza, ma nella forma. E' questo che rende difficile cambiare, serve un aggiustamento di rotta, ma è come se non ne conoscessi le coordinate.
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martedì 1 maggio 2018
è cominciato #maggio
Mi gira la testa e ho tanta voglia di piangere. Nessun motivo particolare, sono l'ennesima giornata della mia vita. Ogni tanto capita che io mi veda da di fuori. In quelle circostanze vedo tutto quello che potrei fare, le opportunità che potrei cogliere ogni giorno... e le vedo anche sfuggirmi. Non capisco perché. Non capisco cosa mi frulli in testa, forse non ci penso nemmeno in questi momenti, l'unica cosa a cui penso è che ho una nuova strada qui al mio fianco ma non riesco a prenderla. Cosa mi blocca? Abitudine, paura? E poi mi chiedo... sarebbe meglio se dessi un taglio netto a quel poco che è rimasto del passato, come le pseudo amicizie che mi sono rimaste? Sarebbe meglio resettare tutto e ricominciare da zero? Ma ricominciare come poi se non riesco nemmeno? Ogni giorno si fa fatica, una fatica assurda... che non capisco dove porti. Ho lo sguardo triste, me lo hanno appena fatto notare sia mio padre che mia madre nel giro di 5 minuti, mia mamma ha anche aggiunto che ho tutto in mano io. Tutto in mano io... ma il punto è proprio questo, immagino sia vero, ma non riesco ad uscire da questa nebbia costante che oramai è la mia vita da 17 anni. Oggi ci pensavo, per qualche secondo, quasi un minuto, è stato come se non ci vedessi più, tutto scuro e sfocato.
Domani si ricomincerà giusto? Ma si ricomincia da cosa? Come? Ho bisogno di passi piccoli ma decisi e continuati, solo che mi sfuggono e quando poi all'orizzonte si stagliano quegli impegni che mi segano le gambe, ogni cosa perde di senso. Ogni giorno è solo una sequenza di niente, di ansia, di paura... è cominciato maggio... cambierà qualcosa?
mi sono persa e io voglio avere la possibilità di esprimere di nuovo me stessa, di essere di nuovo me stessa, capace di affrontare la vita, capace di combattere per ciò in cui credo, capace di far fruttare il tempo, capace di far fruttare le mie capacità, capace di stare con gli altri e di godere per questo. Capace di vivere, non solo vegetare.
Domani si ricomincerà giusto? Ma si ricomincia da cosa? Come? Ho bisogno di passi piccoli ma decisi e continuati, solo che mi sfuggono e quando poi all'orizzonte si stagliano quegli impegni che mi segano le gambe, ogni cosa perde di senso. Ogni giorno è solo una sequenza di niente, di ansia, di paura... è cominciato maggio... cambierà qualcosa?
mi sono persa e io voglio avere la possibilità di esprimere di nuovo me stessa, di essere di nuovo me stessa, capace di affrontare la vita, capace di combattere per ciò in cui credo, capace di far fruttare il tempo, capace di far fruttare le mie capacità, capace di stare con gli altri e di godere per questo. Capace di vivere, non solo vegetare.
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