Questa mattina, alle 6.15 un attacco di panico meno è venuto a trovarmi; dico 'meno' perché direi che gli mancava una tacca o due per essere uno vero ma ci siamo andati parecchio vicino e, come sempre, quando mi capita di svegliarmi così è dura, sono gli attacchi solitamente più forti. Non sono più riuscita a stare a letto e il problema non è ovviamente che per una volta io mi sia alzata presto ma il motivo.
Mi chiedo se in parte centri la frustrazione di non essere riuscita a mantenere i propositi sul cibo nemmeno un giorno, ieri sera infatti ho ceduto già con alcuni biscotti.
Forse il punto è che almeno in una cosa riuscissi ad avere qualche risultato, forse mi sentirei meglio in generale, come a dire almeno questo non me lo leva nessuno. Perché con le lezioni sto facendo molta fatica e non dico di non avere risultati ma non sento che le cose vadano bene, troppe età diverse e non mi sento il controllo di ciò che faccio, male, malissimo. Alla catechesi idem, due classi e mi sembra di non essere più in grado di gestirne nemmeno una... forse mi metterò in gioco un 10% in più, ma se non ottengo riscontri positivi, non ci vorrà molto prima che le cose peggiorino, almeno nella mia testa.
Forse è tutta questa delusione ad aver contribuito, non so... ma oggi va così... in piedi dalle 6.15 e 8 ore di ansia quasi ininterrotta... ciao ciao ottobre... :(
martedì 31 ottobre 2017
oggi va così
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lunedì 30 ottobre 2017
diario alimentare del lunedì 30-10-2017
La bilancia segnerebbe, rispetto a lunedì scorso, 1 kg in meno... 127. Evviva... :/ il punto è che, come sempre, ho la sensazione che sti numeri siano un po' a caso perché non sento di avere il controllo sulla questione, ma proprio per niente. Potrei passare un anno avanti e indietro su sto chilo in più e chilo in meno senza riuscire a cambiare qualcosa. LA storia della mia vita applicata al peso. Comunque, ogni 2 o tre mesi, mi rendo conto che la questione mi angoscia sempre di più, in modo progressivo, forse perché è parecchio trasversale sia alla salute che all'estetica ma oramai le cose stanno così.
Il fatto è che con i miei problemi di panico, gestire due cose così importanti, e invasive, come le lauree e perdere quasi metà del mio peso attuale, è praticamente impossibile in contemporanea. E, ora come ora, dove non arriva l'estetica arriva la salute a farmi dire che perdere peso deve essere la priorità numero 1.
Questo significa pensarci costantemente, impostare la giornata su quell'obiettivo.
Le prossime settimane saranno improntate su quello, sperando che dopo ciò che mi ha bloccata questa estate, il caldo assurdo che ora non c'è, io non trovi altre scuse.
A cominciare da oggi, l'attività fisica passa da 90 a 120 minuti ( 2ore) al giorno e NON SOLO ciclette.
Mangiare meno e meglio a pranzo e cena, difficile ma fattibile.
E soprattutto niente dolci alla sera, abitudine pessima in cui invece sono ricaduta con tutte le scarpe. E questo sarà la vera missione impossibile perché mi farà scattare la voglia di cibo in ogni frangente, ma deve essere no e basta, per cui di nuovo pensieri per distrarmi, profumi, vestiti carini, voglia di sesso...
E già che ci siamo... senza stravolgere nulla, ma magari converrebbe dare una limitatina anche agli zuccheri complessi.
Ogni settimana sento dolori diversi imputabili alla mia forma fisica. Sembrerebbe così normale impegnarsi per cambiare le cose, no?
Il fatto è che con i miei problemi di panico, gestire due cose così importanti, e invasive, come le lauree e perdere quasi metà del mio peso attuale, è praticamente impossibile in contemporanea. E, ora come ora, dove non arriva l'estetica arriva la salute a farmi dire che perdere peso deve essere la priorità numero 1.
Questo significa pensarci costantemente, impostare la giornata su quell'obiettivo.
Le prossime settimane saranno improntate su quello, sperando che dopo ciò che mi ha bloccata questa estate, il caldo assurdo che ora non c'è, io non trovi altre scuse.
A cominciare da oggi, l'attività fisica passa da 90 a 120 minuti ( 2ore) al giorno e NON SOLO ciclette.
Mangiare meno e meglio a pranzo e cena, difficile ma fattibile.
E soprattutto niente dolci alla sera, abitudine pessima in cui invece sono ricaduta con tutte le scarpe. E questo sarà la vera missione impossibile perché mi farà scattare la voglia di cibo in ogni frangente, ma deve essere no e basta, per cui di nuovo pensieri per distrarmi, profumi, vestiti carini, voglia di sesso...
E già che ci siamo... senza stravolgere nulla, ma magari converrebbe dare una limitatina anche agli zuccheri complessi.
Ogni settimana sento dolori diversi imputabili alla mia forma fisica. Sembrerebbe così normale impegnarsi per cambiare le cose, no?
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domenica 29 ottobre 2017
come si fa a conoscere persone nuove?
Ad un certo punto le cose per me sono cambiate; ad un certo punto però cambieranno ancora. Ci sto pensando spesso in questo periodo a quello che è rimasto della versione 1 di me, di quella versione pre-panico e pre-insicurezza per tutto. Ci sto pensando molto e mi chiedo quanto sia difficile rendersi davvero conto di tutto ciò che ho perso, di tutto ciò che è cambiato in me. E la risposta è: molto. Ma non tutto. E anche se la fatica a causa del panico è tanta, alcune cose sono ancora qui, dentro di me che chiedono di essere ascoltate.
Una su tutte: HO BISOGNO DELLA COMPAGNIA DI ALTRE PERSONE. Non sono fatta davvero per restare sola. Certo mi costa una fatica assurda perché ho perso l'abitudine agli altri, ma la realtà è questa. Per cui...
voglio amici,
voglio un compagno,
voglio amore,
e voglio pure un lavoro che mi porti in mezzo agli altri, non isolata da tutto.
Le difficoltà sono ancora molte e lo so, ma il bisogno che certi aspetti tornino ad essere considerati è sempre più forte. Solo che non so più come si fa.
Vorrei avere un'amica speciale, sincera, presente.
MA come si fa a conoscere persone nuove? A legarsi a loro? Non lo so più.
Una su tutte: HO BISOGNO DELLA COMPAGNIA DI ALTRE PERSONE. Non sono fatta davvero per restare sola. Certo mi costa una fatica assurda perché ho perso l'abitudine agli altri, ma la realtà è questa. Per cui...
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e voglio pure un lavoro che mi porti in mezzo agli altri, non isolata da tutto.
Le difficoltà sono ancora molte e lo so, ma il bisogno che certi aspetti tornino ad essere considerati è sempre più forte. Solo che non so più come si fa.
Vorrei avere un'amica speciale, sincera, presente.
MA come si fa a conoscere persone nuove? A legarsi a loro? Non lo so più.
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sabato 28 ottobre 2017
oggi
sabato sera... tra poco mi concederò il lusso di un bel film.
Sabato sera, è sabato sera e sto bene! A fronte di una giornata potenzialmente super ansiogena e all'insegna di panico, sono stata benissimo! Tanto è vero che verso le 18 sono uscita quasi un'oretta solo per il gusto di uscire. Senza necessità.
Credo che il sabato verso le 17-19 sia in assoluto il momento della settimana che preferisco, sensazione che è così da che ho memoria. Sabato sera... il pregustare la serata fuori, la domenica di festa, passate ad adocchiare ragazzi e sognare... ma anche prima, quando ero più piccola, era comunque il momento del relax. Amo quell'ora di ogni giorno, ma del sabato sera in particolare. E questa sera, fuori, con gli ultimi raggi del sole che coloravano di rosa il cielo, mi sono sentita investita da emozioni. Avendo da sempre adorato questo momento non è stato difficile ritornare indietro nel tempo, in quei primi anni di uscite, di sogni, di speranze, di cotte, quando ancora stavo bene. Non è difficile fare un salto nel tempo ma poi è ancora più facile vedere tutto quello che non ho avuto in seguito. Tutti i sogni di ragazza persi, le amicizie perse, amori mai nati... obiettivi non raggiunti. Ma soprattutto questa sera erano i sentimenti che pesavano, amori in primis. Mi sento sola. E sono convinta che ogni miglioramento, anche minimo, anche dell'1%, amplificherà questa solitudine. Sono sempre stata sola. Sarà difficile cambiare ma quello che è certo è che questo vuoto enorme si fa sempre più grande. Perché sarà difficile cambiare, ma lo vorrei.
Sabato sera, è sabato sera e sto bene! A fronte di una giornata potenzialmente super ansiogena e all'insegna di panico, sono stata benissimo! Tanto è vero che verso le 18 sono uscita quasi un'oretta solo per il gusto di uscire. Senza necessità.
Credo che il sabato verso le 17-19 sia in assoluto il momento della settimana che preferisco, sensazione che è così da che ho memoria. Sabato sera... il pregustare la serata fuori, la domenica di festa, passate ad adocchiare ragazzi e sognare... ma anche prima, quando ero più piccola, era comunque il momento del relax. Amo quell'ora di ogni giorno, ma del sabato sera in particolare. E questa sera, fuori, con gli ultimi raggi del sole che coloravano di rosa il cielo, mi sono sentita investita da emozioni. Avendo da sempre adorato questo momento non è stato difficile ritornare indietro nel tempo, in quei primi anni di uscite, di sogni, di speranze, di cotte, quando ancora stavo bene. Non è difficile fare un salto nel tempo ma poi è ancora più facile vedere tutto quello che non ho avuto in seguito. Tutti i sogni di ragazza persi, le amicizie perse, amori mai nati... obiettivi non raggiunti. Ma soprattutto questa sera erano i sentimenti che pesavano, amori in primis. Mi sento sola. E sono convinta che ogni miglioramento, anche minimo, anche dell'1%, amplificherà questa solitudine. Sono sempre stata sola. Sarà difficile cambiare ma quello che è certo è che questo vuoto enorme si fa sempre più grande. Perché sarà difficile cambiare, ma lo vorrei.
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tempo per un puzzle
Qui negli scaffali del soggiorno ho un puzzle. Un puzzle che mi piace molto di 3000 pezzi, uno di quelli che non puoi iniziare in un momento qualsiasi ma quando sai di poterci dedicare un po' di tempo. Saranno almeno 6 anni che sta lì, chiuso, sigillato. In questi anni sicuro che il tempo l'avrei trovato ma è un po' la metafora della mia vita: dopo l'impatto forte con la terapia di 6/7 anni fa, c'è stato un fermo, una stasi... tutto è come bloccato, passi avanti ci sono certo, ma lenti, forse troppo, perché non mi sono mai presa la briga di darmi davvero una mossa. E lo dico questa mattina, quando ora, alle 9, ho già passato un paio d'ore in preda ad un'ansia fortissima. Forse è ora di trovare tempo per quel puzzle, forse è ora di trovare energia per me.
venerdì 27 ottobre 2017
originali e ...
Dopo 17 anni di questa me alternativa, sarà rimasto ancora qualcosa dell'originale? E sì, è ovvio che in parte è stata l'originale ha creare questo caos ma non era necessario, non era obbligatorio, sarebbe potuto essere diverso. E ora è in quell'originale che cerco forza... sperando ne sia rimasta.
venerdi sera e co.
Credo che nel momento in cui io uscirò da pomeriggi come questo senza essere distrutta, allora potrò dire di stare DAVVERO MEGLIO. Non è la stanchezza il problema, quella ci sta tutta, è la tensione che ammazza, soprattutto quando, come oggi, occorre fare da tampone a ragazzine in preda a crisi isteriche perché non hanno capito la lezione. Di fatto è come se dovessi assorbire io tutta la tensione e la rabbia per evitare che continui a fluttuare nella stanza e non è facile dover gestire pure la tensione degli altri!!!
e poi non posso fare a meno di chiedermi ogni volta se sono all'altezza del compito. Mah...
Tenere duro, assertività e allenamento... più di questo non so in cosa sperare. Ed ora, se ci riesco senza che il panico mi travolga, relax.
e poi non posso fare a meno di chiedermi ogni volta se sono all'altezza del compito. Mah...
Tenere duro, assertività e allenamento... più di questo non so in cosa sperare. Ed ora, se ci riesco senza che il panico mi travolga, relax.
pensieri e diari
Tenere un diario viene oramai ritenuto un passaggio importante nel trattamento di numerosi problemi. Ansia, disagio, fobia sociale, abbuffate di cibo... in ogni situazione l'idea è che mettere nero su bianco ciò che si è provato, analizzandolo e ragionandoci sopra, aiuti a monitorare le crisi per renderle più facili e gestibili. Ora, io tengo un diario praticamente da quando sono stata in grado di mettere insieme due parole e ultimamente più che diari, i miei scritti sembrano trattati, e se non esattamente nei contenuti, almeno nelle dimensioni e nella quantità di parole. Scrivo, scrivo, scrivo... e analizzo un sacco. Ma a che serve se poi non sto meglio? Una volta la mia terapista mi disse che era fantastico lavorare con me perché bastava darmi un piccolo input e il mio cervello avrebbe continuato ad elaborare per tutto il tempo tra una seduta e l'altra. Lo so e me ne rendo conto. Ma ciò nonostante il mio disagio, il mio senso di inadeguatezza è ancora qui. E direi sempre più forte, trascinandosi dietro una stanchezza che rende tutto così difficile che è impossibile pensare possa durare ancora a lungo. Tra dieci minuti inizierà il mio pomeriggio di lezioni e sono così agitata! Come se non fossi all'altezza di niente, come se le ragazze che incontrerò possano mangiarmi a colazione. Non si può andare avanti così. E la cosa ridicola di questa situazione è che c'è un pensiero che almeno in ipotesi mi aiuta: pensare alla masturbazione, al sesso, ( che posso solo immaginare), ai filmati hard. MI chiedo se la motivazione sia insita nel lasciarsi totalmente andare al piacere fisico, contrapposto a tutti i miei dubbi e paure mentali.
ma poi alla fine, non so nemmeno io cosa pensare... non più, o per lo meno, non generando cose nuove, soluzioni nuove... è tutto un già detto, già scritto e già pensato. Solo il malessere, in qualche modo, riesce ad essere, pur essendo lo stesso, sempre nuovo. evviva...
ma poi alla fine, non so nemmeno io cosa pensare... non più, o per lo meno, non generando cose nuove, soluzioni nuove... è tutto un già detto, già scritto e già pensato. Solo il malessere, in qualche modo, riesce ad essere, pur essendo lo stesso, sempre nuovo. evviva...
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CONTROLLO
che posso dire? E' più o meno l'una di notte e sono reduce da una scorpacciata di 10 pasticcini.. 10 pasticcini tra le 23 e l'1. Cielo... ma come penso di perdere peso se non riesco a controllarmi oramai più nemmeno una sera? Se questa è la risposta alla mia ansia, e se l'ansia per ora è sempre peggio, come posso risolvere il problema? Seriamente dico. La percezione è sempre la stessa: non avere il controllo su niente! NIENTE!
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mercoledì 25 ottobre 2017
che succederà quando una bella mattina mi sveglierò e urlerà BASTA???
Diventa sempre più difficile dare un senso a quello che vivo. Ansie, paure, disagi verso le reazioni degli altri che poi esplodono come bolle di sapone perché non c'è nulla, NULLA, di cui avrei dovuto preoccuparmi, nel senso che il più delle volte, gli altri nemmeno notano che qualcosa non va. Nemmeno si pongono il problema, nemmeno notano che c'è un qualcosa su cui soffermarsi.
Oggi lezione, dovevo uscire alle 17. Alle 16,30 ho cominciato a stare d'un male... un'ansia con una nausea pazzesca. Poi sono arrivata al parcheggio e sentivo le lacrime farsi strada. Vedevo le persone che magari già staccavano dal lavoro, o dirigersi verso qualche attività e avevo solo voglia di piangere. Un quarto d'ora dopo, dopo aver attraversato la via a piedi, avendo ancora 7 minuti, mi sono seduta su una panchina a prendere gli ultimi raggi di sole. Crisi di panico passata, restavo però esausta. Avrei dato non so cosa per poter stare lì, semplicemente lì seduta. Con il tempo solo per me. Tempo solo per me... per la mia salute. E di nuovo quella sensazione di aver rincorso cose sbagliare, cose secondarie rispetto al mio benessere. Poi via all'incontro con i ragazzi della catechesi. Un disastro. Ho l'impressione di non saperli più prendere, ammesso di esserci mai riuscita. Altro spunto per sentirmi una fallita. Come se servisse. Poi arrivo a casa e bum! Stanchezza o che so io, ecco di nuovo quest'ansia che mi divora.
Io mi chiedo: che succederà quando una bella mattina mi sveglierò e urlerà BASTA???
Oggi lezione, dovevo uscire alle 17. Alle 16,30 ho cominciato a stare d'un male... un'ansia con una nausea pazzesca. Poi sono arrivata al parcheggio e sentivo le lacrime farsi strada. Vedevo le persone che magari già staccavano dal lavoro, o dirigersi verso qualche attività e avevo solo voglia di piangere. Un quarto d'ora dopo, dopo aver attraversato la via a piedi, avendo ancora 7 minuti, mi sono seduta su una panchina a prendere gli ultimi raggi di sole. Crisi di panico passata, restavo però esausta. Avrei dato non so cosa per poter stare lì, semplicemente lì seduta. Con il tempo solo per me. Tempo solo per me... per la mia salute. E di nuovo quella sensazione di aver rincorso cose sbagliare, cose secondarie rispetto al mio benessere. Poi via all'incontro con i ragazzi della catechesi. Un disastro. Ho l'impressione di non saperli più prendere, ammesso di esserci mai riuscita. Altro spunto per sentirmi una fallita. Come se servisse. Poi arrivo a casa e bum! Stanchezza o che so io, ecco di nuovo quest'ansia che mi divora.
Io mi chiedo: che succederà quando una bella mattina mi sveglierò e urlerà BASTA???
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insicurezza 2.0 o 1000.0 ... sob
E volte ho persino il coraggio di chiedermi come mai non riesco a portare a termini i programmi che pianifico...
Sono le 11.20 e sono esausta. Motivo? Per due ore sono stata in balia di un'agitazione assurda solo perché dovevo contattare un genitore per sapere se la lezione di oggi era confermata. Due ore a diventare matta per chissà quali risposte avrebbe potuto darmi su chissà quali mie ipotetiche mancanze. Per cui ansia, per cui gocce... per cui due ore dopo, con un minuto e mezzo di sms nel quale tranquillamente mi ha confermato l'impegno per oggi, sono ridotta una pezza.
Davvero è come se io avessi la percezione di valere sotto zero, che tutti vedano in me solo difetti. Questa insicurezza sono anni che è alimentata e ora è di proporzioni tali da rendere ogni cosa un incubo. Non si può andare avanti così. Davvero. E tra l'altro è difficile far coesistere queste emozioni così debilitanti con l'idea che in effetti sto meglio. Ma meglio de che???
Sono le 11.20 e sono esausta. Motivo? Per due ore sono stata in balia di un'agitazione assurda solo perché dovevo contattare un genitore per sapere se la lezione di oggi era confermata. Due ore a diventare matta per chissà quali risposte avrebbe potuto darmi su chissà quali mie ipotetiche mancanze. Per cui ansia, per cui gocce... per cui due ore dopo, con un minuto e mezzo di sms nel quale tranquillamente mi ha confermato l'impegno per oggi, sono ridotta una pezza.
Davvero è come se io avessi la percezione di valere sotto zero, che tutti vedano in me solo difetti. Questa insicurezza sono anni che è alimentata e ora è di proporzioni tali da rendere ogni cosa un incubo. Non si può andare avanti così. Davvero. E tra l'altro è difficile far coesistere queste emozioni così debilitanti con l'idea che in effetti sto meglio. Ma meglio de che???
martedì 24 ottobre 2017
io
A volte mi capita di avere brevi momenti di forte lucidità e calma. Momenti nei quali, come se guardassi dal di fuori, vedo la realtà in cui sono. E mi rendo conto che tutto sarebbe a portata di mano, stare bene intendo, se seguissi davvero il mio cuore, se mi svincolassi da obiettivi che forse non sono i miei. Devo concedermi il lusso di essere me stessa. In fondo gli anni in cui sono stata meglio, in cui sono stata felice, erano proprio gli anni in cui ero solo e semplicemente me stessa, prima che il tarlo dell'insicurezza minasse ogni gesto, ogni scelta.
Basta, devo esserci io, io e ancora solo io.
Basta, devo esserci io, io e ancora solo io.
scrivere per...
La scrittura per me è essenziale. Da che ho memoria è sempre stata una parte di me imprescindibile. Scrivere per ricordare, scrivere per superare, scrivere per sognare e poi scrivere per guarire, scrivere per vivere un'altra vita, scrivere per sfuggire alla realtà e nel contempo per cercare la forza di viverci in mezzo. Scrivere... lo faccio, lo amo. Anche con i racconti che scrivo è così: scrivo per buttare fuori il dolore vissuto e nello stesso tempo per concedermi, almeno su carta, un'alternativa. Però non è facile, a volte ho la sensazione che nemmeno riesco più a immaginare una vita diversa, una vita sana, scrivere di chi sta bene è qualcosa che mi risulta innaturale, perchè non ci sono più abituata, perchè forse non so più nemmeno da che parte si comincia...
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lunedì 23 ottobre 2017
scrivere per lei, per me
Anche se ultimamente cerco di evitare, capita ancora a volte che io discuta con mia madre di tutto quello che ho passato. Cerco di evitarlo perchè anche per lei è doloroso... e del resto, nel corso degli anni, è come se lei avesse un pò riscritto i ricordi, e alla fine riscritto l'intera storia della mia malattia. Però vorrei darle una soddisfazione, almeno una... in realtà speravo che questa soddisfazione potesse venirmi proprio dalla scrittura. Invece no, ci sono rimasta male io, e lei anche. Non so se e quando potrò darle soddisfazioni di altro genere per questo contavo su quella, un qualcosa che potesse essere passione, ma anche denaro, soddisfazione e lavoro. Per lei, per me... qualcosa che è diventato ulteriore fonte di delusione, per lei, per me...
ripartire dalla base
Che bella giornata di sole... non sono sicura che climaticamente parlando sia proprio come dovrebbe essere al 23 di ottobre ma non resta che godersela per certi aspetti.
Però so che è tutto così luminoso e pulito nell'aria che sembra di avvertire questa pulizia anche dentro , nei pensieri. E in effetti ordine, purezza e luminosità sono le cose che mi servono per poter andare avanti. Ieri sera ho visto un film che prende spunto da una storia vera, di una ragazza tenuta segretata in una stanza per quasi 7 anni. Davanti a storie del genere nemmeno si capisce come sia possibile che il cervello di una persona decida di boicottarsi a tal punto da diventare carceriere di se stesso.
Non capisco come ho potuto farmi questo per 17 anni. Perché? Per paura di chi? Però è così, la mia realtà è stata ed è questa. Creare un percorso per poterne uscire credo necessiti di 2 punti fondamentali, rigore e semplicità. Cioè costanza e cose fattibili. Lo dico spesso, me ne rendo conto, ma fondamentalmente perché sono lontana anni luce dall'averle fatte mie. So cosa dovrei fare, probabilmente anche come farlo, ma poi mi areno perché complico le cose. Creo percorsi alternativi, scappatoie, scorciatoie, ghirigori vari che però mi allontanano dall'obiettivo. Metto in piedi programmi che sono troppo intensi e di fatto, poi, nemmeno mi stupisco di non riuscire a gestirli. Il punto è CHE AL MOMENTO gestire in contemporanea l'impegno dello STUDIO, del RICOMINCIARE A USCIRE DI CASA DI FREQUENTE, della PERDITA DI PESO e del LAVORO CON I RAGAZZI non mi è possibile. Fa male, e paura, ammetterlo, ma non farlo che benefici potrebbe portarmi? Vivere perennemente nell'illusione? Illusioni a fronte di uno stare perennemente male. No, così non va. E per mille motivi il peso e le uscite devono essere la priorità numero 1, perché ogni anno passato con una tale obesità potrebbe compromettere enormemente la mia salute in mille modi diversi, e rischiare di rimanere confinata in casa è un rischio sempre molto concreto per le mie ansie.
Invece un anno in più senza laurea, magari comunque lavorando di più, non è la fine del mondo. Costanza e chiarezza.
Ripartire dalle cose più elementari perché legate alla salute.
Anche perché mi auguro sempre che questo mi possa portare quella capacità in più di gestire le emozioni, di capirle... per trasferirle sulla carta e cercare di fare davvero dello scrivere il mio lavoro, perché in realtà ancora non ho smesso di crederci.
COSTANZA E CHIAREZZA...
PERò MI CHIEDO SE QUESTO DISAGIO HA QUALCOSA A CHE FARE CON UN PERENNE SENSO DI COLPA... IN TAL CASO CREDO SIA ORA DI PERDONARMI. SUL SERIO.
Però so che è tutto così luminoso e pulito nell'aria che sembra di avvertire questa pulizia anche dentro , nei pensieri. E in effetti ordine, purezza e luminosità sono le cose che mi servono per poter andare avanti. Ieri sera ho visto un film che prende spunto da una storia vera, di una ragazza tenuta segretata in una stanza per quasi 7 anni. Davanti a storie del genere nemmeno si capisce come sia possibile che il cervello di una persona decida di boicottarsi a tal punto da diventare carceriere di se stesso.
Non capisco come ho potuto farmi questo per 17 anni. Perché? Per paura di chi? Però è così, la mia realtà è stata ed è questa. Creare un percorso per poterne uscire credo necessiti di 2 punti fondamentali, rigore e semplicità. Cioè costanza e cose fattibili. Lo dico spesso, me ne rendo conto, ma fondamentalmente perché sono lontana anni luce dall'averle fatte mie. So cosa dovrei fare, probabilmente anche come farlo, ma poi mi areno perché complico le cose. Creo percorsi alternativi, scappatoie, scorciatoie, ghirigori vari che però mi allontanano dall'obiettivo. Metto in piedi programmi che sono troppo intensi e di fatto, poi, nemmeno mi stupisco di non riuscire a gestirli. Il punto è CHE AL MOMENTO gestire in contemporanea l'impegno dello STUDIO, del RICOMINCIARE A USCIRE DI CASA DI FREQUENTE, della PERDITA DI PESO e del LAVORO CON I RAGAZZI non mi è possibile. Fa male, e paura, ammetterlo, ma non farlo che benefici potrebbe portarmi? Vivere perennemente nell'illusione? Illusioni a fronte di uno stare perennemente male. No, così non va. E per mille motivi il peso e le uscite devono essere la priorità numero 1, perché ogni anno passato con una tale obesità potrebbe compromettere enormemente la mia salute in mille modi diversi, e rischiare di rimanere confinata in casa è un rischio sempre molto concreto per le mie ansie.
Invece un anno in più senza laurea, magari comunque lavorando di più, non è la fine del mondo. Costanza e chiarezza.
Ripartire dalle cose più elementari perché legate alla salute.
Anche perché mi auguro sempre che questo mi possa portare quella capacità in più di gestire le emozioni, di capirle... per trasferirle sulla carta e cercare di fare davvero dello scrivere il mio lavoro, perché in realtà ancora non ho smesso di crederci.
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PERò MI CHIEDO SE QUESTO DISAGIO HA QUALCOSA A CHE FARE CON UN PERENNE SENSO DI COLPA... IN TAL CASO CREDO SIA ORA DI PERDONARMI. SUL SERIO.
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domenica 22 ottobre 2017
ma...
La domenica è arrivata alla fine, ora mi dedicherò a qualche telefilm... a differenza di ieri, oggi non è stata una grande giornata. Direi che è stata governata dalla tristezza. Mai come quest'anno sono impegnata con ragazzi di circa 15-17 anni, cioè di quell'età in cui la mia vita ha cominciato a ingarbugliarsi su se stessa. Sono 17 anni che sto male, l'idea è assurda. Non mi capacito di tutto questo. Davvero... come è possibile restare impelagata in questa vita per 17 anni? Sembra assurdo, così assurdo da sentire i polmoni che si stringono. Sembra assurdo perché apparentemente è 'solo' la mia mente che mi impedisce di vivere. Sto male per un qualcosa che io stessa creo. Il mio passato mi fa male per come ha cambiato colore a questi anni, e io vorrei solo sentirmi libera. Capace di arrivare a fine giornata senza aver preso più di 60 gocce di ansiolitici, 60 gocce in un giorno in cui non mi sono mossa da casa. 60 gocce per calmare quell'ansia che insieme alla tristezza, mi stritola il cuore e la mente. Nei discorsi che sto facendo in questi giorni, a fronte di un'innegabile maggior riuscita di alcune attività, le mie emozioni sono contrastanti, perché ho l'impressione che ci siano tante cose che non funzionano, paura di non gestire gli impegni, paura di non capire cosa voglio, paura di non sapere come arrivarci. Voglio vivere, voglio stare bene e non voglio più essere schiava della mia testa. E francamente l'idea di essere vittima di questi pensieri sempre uguali e di una vita sempre vuota da 17 anni mi manda letteralmente fuori di testa.
VORREI SOLO LA CHIAVE PER SCARDINARE QUESTO LUCCHETTO SU CUORE, ANIMA E VITA.
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A volte mi sembra solo di non avere scampo.
Ci sono giornate che nella loro essenza rappresentano esattamente ciò che sono, come sto. Oggi per esempio, sono le 17 e non uscirò di casa. Probabilmente prima di sera avrò preso più gocce di ansiolitici oggi dei giorni scorsi. Perché? Perché... lo stress a la tensione, la fatica, dei giorni passati si fa sentire e un giorno di niente mi serve, ma poi? Poi mi sento sola, triste e frustrata perché, di nuovo, mi dico che non può essere tutto qui. Certo, posso sempre sperare che sia una fase di passaggio, che quando mi sarò rinforzata di più, esisterà il tempo del piacere vero, condiviso. Posso dirmelo e sperarci, ma la verità è che una parte enorme di me ha una paura fottuta che se non c'è ora, questo tempo di condivisione, non ci sarà mai. Perché troppi anni sono passati e troppo spesso mi chiedo se sia davvero migliorato qualcosa. E posto che la risposta sia sì, mi sembra comunque troppo poco. Per cui prendo calmanti per attutire questi bisogni di vita che sento ma che pure mi sembrano lontani e difficili da raggiungere. E così sono triste e nauseata da me stessa per questi discorsi che sono sempre uguali. 33 anni... 17 di panico. A volte mi sembra solo di non avere scampo.
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sabato 21 ottobre 2017
oggi ok :)
Questa mattina uscita, ok :) questo pomeriggio relax completo con i miei adorati libri... sembrerà strano ma direi quasi di essere stata bene oggi. Certo, alla fin fine mi rendo conto che se magari l'orgasmo avuto non fosse stato per opera del fai da me ma grazie a qualcuno, che se questa sera non fossi sola, se qualcuno oggi mi avesse tenuta stretta tra le braccia... be', forse sarebbe stato anche meglio ma in fin dei conti è stata una buona giornata e di questo sono lieta.
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sarebbe possibile...
Alla fine il pomeriggio di ieri è stato MOLTO più facile di quello che mi sarei aspettata verso le 14. In fondo non è quello che sta succedendo più o meno quasi sempre? Le cose vanno meglio di quello che mi immagino. Tra mezz'ora devo uscire per il secondo incontro settimanale con i ragazzi e ovviamente sono agitata, ma sogno in modo dolce il momento in cui andare avanti e indietro da casa sarà la normalità. Del resto ricordo quando ero piccola, pur con il disagio della lontananza dal centro città, andavo avanti e indietro a piedi da sola senza problemi.
Cioè, in fondo, senza dimenticare ciò che è stato, sarebbe così impossibile voltare pagina? Cominciare un percorso più sereno? In cui sto meglio? Con la consapevolezza di oggi ma con la serenità dei miei anni migliori...
Cioè, in fondo, senza dimenticare ciò che è stato, sarebbe così impossibile voltare pagina? Cominciare un percorso più sereno? In cui sto meglio? Con la consapevolezza di oggi ma con la serenità dei miei anni migliori...
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venerdì 20 ottobre 2017
giro in tondo
Non saprei nemmeno dire quante volte ho pensato quello che sto per scrivere ora ma... è brutto quando si ha la sensazione che, anche con una gran fatica, la vita continui a girare a vuoto. Travolta da una fatica assurda, malesseri vari, ansia, stress... resta comunque l'idea di vivere un circuito autoreferenziale in cui ogni attività, dallo studio, al movimento fisico, al lavoro sia in realtà solo la copertura di un 'almeno mi impegno', perché seriamente non capisco dove questo impegno mi porti. Il peso non scende, dal lavoro non guadagno che qualche cento euro che non bastano nemmeno per le tasse universitarie, lo studio c'è ma con una tale ansia e malessere che fino ad ora non ha portato all'obiettivo. Sono sempre stanca, nervosa e stressata, non riesco a godermi il tempo libero da sola, figuriamoci in compagnia, per cui mi sento sempre più sola e staccata dal contesto in cui vivo. Così, anche quando all'apparenza 'faccio', non so cosa 'faccio a fare', cioè a che passi avanti posso mirare. Potrei pensare ad un allenamento ma dubito che una tale frustrazione possa portare davvero a passi avanti, immagino sia più facile porti ad una perdita di tempo ulteriore. L'allenamento a vivere mi manca, ed è vero, ma se entro un tempo ragionevole non ottengo nessuna novità, be', credo che sarà il caso di ripensare seriamente a quello che mi aspetta. A cosa voglio, e cosa posso avere. La vita è una e passare altri anni in questo cerchio infinito senza 'sugo', be'... è molto triste..
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e il telefono bis...
Lo avevo già scritto alcune settimane fa e ripreso il discorso in varie occasioni, ma la questione telefono per me è davvero una questione telefono. Odio parlare al telefono, i messaggi vanno bene entro certi limiti, WhatsApp tra spunte e orari di lettura/consegna mi snerva...
Il punto è che spesso evito di rispondere subito ad un messaggio arrivando persino a spegnere il telefono, riaccendendolo magari parecchie ore dopo, così oltre all'ansia di dover gestire la comunicazione principale, c'è anche quella di dover gestire eventuali conseguenze dei ritardi della lettura di messaggi magari importanti. Negli ultimi 10 giorni mi è capitato almeno 3 volte, una cugina, un'amica, il Don... ma perché devo essere così in ansia per quello? E in ogni caso... il messaggio alla fine lo leggo lo stesso, perché aggiungere anche l'ansia per eventuali problemi derivati da una lettura tardiva? Cosa è che mi mette così a disagio rispetto a questa storia? Come mai con tutta la fatica che faccio per uscire, 99 volte su 100 preferirei un incontro faccia a faccia che una telefonata? Non capisco cosa mi urti del telefono. Paura di brutte notizie? DI problemi? DI fare confusione? Di non gestire le regole della comunicazione?
Il punto è che spesso evito di rispondere subito ad un messaggio arrivando persino a spegnere il telefono, riaccendendolo magari parecchie ore dopo, così oltre all'ansia di dover gestire la comunicazione principale, c'è anche quella di dover gestire eventuali conseguenze dei ritardi della lettura di messaggi magari importanti. Negli ultimi 10 giorni mi è capitato almeno 3 volte, una cugina, un'amica, il Don... ma perché devo essere così in ansia per quello? E in ogni caso... il messaggio alla fine lo leggo lo stesso, perché aggiungere anche l'ansia per eventuali problemi derivati da una lettura tardiva? Cosa è che mi mette così a disagio rispetto a questa storia? Come mai con tutta la fatica che faccio per uscire, 99 volte su 100 preferirei un incontro faccia a faccia che una telefonata? Non capisco cosa mi urti del telefono. Paura di brutte notizie? DI problemi? DI fare confusione? Di non gestire le regole della comunicazione?
giovedì 19 ottobre 2017
e i postumi continuano
Che posso dire? Questa mattina sono uscita, ho fatto ciò che dovevo e poi ne ho approfittato per stare fuori una mezz'oretta in più anche se con molta fatica. Davvero, avevo lo stomaco che sembrava uno straccio strizzato. Ma va be', ciò che contava era fare ciò che dovevo. Ora mi ritrovo qui alle 15.45, in attesa di una mia cugina per una specie di riunione e l'unica cosa che vorrei fare è sdraiarmi e nemmeno leggere, solo guardare qualche telefilm perché sono esausta. In effetti tra la quantità di gocce di calmanti prese e lo stress di ieri da smaltire, il giovedì mi sembra di essere una pseudo mummia in coma. E mi dispiace, perché dovremmo organizzare le cose per i ragazzi e nemmeno mi sembra di avere la forza per leggere due pagine di fila. E non mi piace lavorare così. Perché davvero vorrei avere la possibilità di dare a loro tutta l'attenzione che si meritano, ma servirà qualche compromesso. Almeno per un po' ancora...
il giorno dopo...
Come anche lo scorso giovedì, pure oggi, sebbene abbia dormito bene, mi sono svegliata con lo stomaco attorcigliato, postumi della tensione di ieri. Tra un'ora devo uscire di nuovo e spero che non sia una missione impossibile. Eppure è come se, nella tensione di oggi, sentendo la fatica fatta, io vedessi anche il passo avanti fatto, come fossero i segni di un allenamento. Speriamo, perché ho davvero voglia di un nuovo capitolo della mia vita, una vita in cui le cose siano più semplici.
mercoledì 18 ottobre 2017
e ci risiamo. due punti.
Rientrata da questa giornata mi sento un po' stanca ma tutti i passaggi sono andati bene. Ma perché prima di uscire di casa sono stata così male? Cosa che poi si è prolungata con quel bisogno assurdo di fare pipì ogni due minuti, cosa che francamente quando si è fuori casa è un po' un problema... in ogni caso uscita da lezione, alle 19.35, mi sono ritrovata in una zona della città più viva che mai. E mentre aspettavo mio padre, mi sono fermata a guardare il cielo, la notte, le stelle... l'aria fresca della sera che puliva i pensieri, e mi sono sentita felice, perché fino a un po' di tempo fa mi sarebbe stato impossibile vivere una giornata cos, sarei stata troppo male, e lo pensavo ben sapendo come ero stata 3 ore prima, ma il prima era prima e in quel momento stavo bene. E la cosa, io che stavo bene tra la gente, be', era qualcosa di splendido. Ci saranno tanti momenti difficili, ma questi mercoledì saranno elementi preziosi per la mia guarigione. Stare bene per riprendermi anche altro. Essere stanca ora per stare meglio poi. Per riempire di nuovo la mia vita.
Guardare le stelle, e stare bene nella loro immensità.
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e ci risiamo. punto.
Ok, tra meno di mezz'ora dovrei uscire per andare a lezione e, tanto per cambiare, STO DI MERDA. Cioè, sono arrivata fino ad una mezz'ora fa più o meno ok, poi il disastro. Avrei voglia di piangere, di urlare, di mandare al diavolo i genitori della ragazza da cui vado oggi, come fosse colpa loro. Di mandare al diavolo me stessa per essermi infilata in questo casino. Arrabbiata con me per non aver saputo dire NO. Un no che forse non è utile in realtà sulla lunga distanza perché enfatizza le situazioni di evitamento ma un no che in certi frangenti sembra molto allettante. Ho paura e mi sento sola. Senza andare troppo in là, sarà un autunno difficilissimo. e per ora vai di ansiolitici!
abitudine?
mi piace leggere, ma non è solo il leggere in sé. Quando lo faccio è perché ho tempo, tempo anche per pensare. Quando per alcuni giorni mi sembra di non avere tempo nemmeno di farmi delle domande, il mio cervello manda un allarme, ho paura, paura che senza prendermi il tempo di valutare le situazioni io possa solo finire con il perdere tempo in cose di cui poi, alla fine, nemmeno mi importa poi molto. Consumare tempo e vita in questioni che non ritengo importanti. Del resto, ovviamente, non è pensabile passare la vita 'pensando' e mai 'facendo'... forse si tratta solo di riabituarsi alla vita 'normale'.
martedì 17 ottobre 2017
e quindi...
Da mercoledì a domenica posso dire che le cose sono andate complessivamente meglio del previsto, ci sono stati intoppi ma fondamentalmente, e direi REALISTICAMENTE, non potevo aspettarmi di più. In compenso sono ancora a terra e non va bene. Ieri, grazie a non so che, sono riuscita a fare tutto ciò che dovevo ma oggi la vedo dura. Troppo dura. C'è appena stato il tecnico della caldaia per il controllo e ok, non sono scappata prima che arrivasse ma mi sono eclissata poco dopo averlo salutato perché mi sarei sentita a disagio a restare al tavolo in sala mentre lui trafficava in cucina. Sono le 11 e l'unica cosa che ho fatto fino ad ora sono state un po' di pulizie prima che arrivasse il tecnico.
Se per fare andare bene 5 giorni me ne servono più di 2 per riprendermi, be'... sorge un problema perché la settimana ne ha solo 7... per cui sono un po' a terra. E quando sto così mi sembra di vedere solo quello che non funziona, il peso, lo studio, i libri che non vendono... per cui tanta fatica esattamente per raggiungere cosa?
Se per fare andare bene 5 giorni me ne servono più di 2 per riprendermi, be'... sorge un problema perché la settimana ne ha solo 7... per cui sono un po' a terra. E quando sto così mi sembra di vedere solo quello che non funziona, il peso, lo studio, i libri che non vendono... per cui tanta fatica esattamente per raggiungere cosa?
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lunedì 16 ottobre 2017
oh sìììì
Credo non sia nemmeno un caso che io abbia ammirato oltre misura la comparsa di un massiccio quantitativo di libri erotici sul mercato, il fatto è che trovo giusto che anche per le donne ci sia la possibilità di leggere, parlare, scrivere, di sesso. E perché no, stuzzicare l'immaginazione per quando si fa da sole. Del resto direi che anche nel mondo video dell'intrattenimento per adulti, la creazione di filoni adatti ad un pubblico più femminile ha ampiamente preso piede.
Ed è giusto così. Cioè, fondamentalmente mi chiedo più che altro: perché non dovrebbe essere così?
Che male c'è nel coccolarsi quando se ne ha voglia? E soprattutto dove sta scritto che solo gli uomini debbano averne il monopolio?
e quindi, be'... BUON DIVERTIMENTO.... :)
Ed è giusto così. Cioè, fondamentalmente mi chiedo più che altro: perché non dovrebbe essere così?
Che male c'è nel coccolarsi quando se ne ha voglia? E soprattutto dove sta scritto che solo gli uomini debbano averne il monopolio?
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parole di sogno
Rebekka F.
·
Una vacanza per ricominciare a sognare.
·
Un errore splendido.
·
E se ci volesse il mare?
·
Sospiri nell’anima
·
Tutto il tempo del mondo- le mille note di un
amore.
·
Non serve tempo! Quando lo sai, lo sai!
·
Perché la vita mi ha portato fino a te!
·
Cara Azzurra…
·
E adesso? Adesso… NOI!!!
·
Primavera… la rinascita del cuore
·
Una rosa petali di piacere
·
Della mia vita.
·
“Scrivo perché…”
·
Una casa, tre piani da vivere, tre piani
d’amore.
·
Progetto: un’estate al mare.
·
Sorrisi a colazione
e il bilancio sulla bilancia
Questa mattina peso... sono salita sulla bilancia con entusiasmo ma aimè il risultato dice +1Kg rispetto a lunedì scorso. Non me lo aspettavo, perché se è vero che sono stata molto impegnata in altre cose, è pur vero che non ho mai saltato l'attività fisica e credevo che comunque muoversi di più in termini di uscite, avrebbe aiutato nella causa, non messo i bastoni tra le ruote. Per cui peso 128. Mangiato male? Non credo, forse però troppo.
Perdere il controllo sul fronte peso però mi spaventa, anche se solo per un chilo, perché è una scena vista e rivista mille volte nei miei 30 anni e anche dirmi: ok, serriamo i ranghi e andiamo avanti non basta. Non mi assicura nulla. Ho bisogno di vedere alcuni risultati. Solo allora credo comincerò a credere di potercela fare davvero.
Perdere il controllo sul fronte peso però mi spaventa, anche se solo per un chilo, perché è una scena vista e rivista mille volte nei miei 30 anni e anche dirmi: ok, serriamo i ranghi e andiamo avanti non basta. Non mi assicura nulla. Ho bisogno di vedere alcuni risultati. Solo allora credo comincerò a credere di potercela fare davvero.
domenica 15 ottobre 2017
perchè oggi...
Dal punto di vista impegni, la giornata di oggi può dirsi
conclusa. Come è andata? Credo di poter dire bene. La fase ansiogena è stata
senza dubbio meno invasiva, ho fatto ciò che dovevo e senza che il panico mi
tormentasse. Però…
1-
Questa mattina mi sono trovata bene ma
francamente mentre fissavo il ragazzo per cui mi ero presa una cotta due anni
fa, sentendo un po' di dispiacere, mi rendo conto che c’è una persona nuova che
mi piace, ma che è ASSOLUTAMENTE OFF LIMITS. Spero di non infatuarmi anche di
lui se no sono nella cacca…
2-
La giornata poi è andata bene anche con i
parenti, ciò nonostante la stanchezza che provo è ridicola. Può essere che
davvero dopo anni passati isolandosi da tutti, io faccia fatica proprio a
sostenere anche una conversazione per tempi prolungati? Senza scomodare
maschere e finzioni, ma proprio perché sono fuori allenamento…
3-
Mi sono sentita sola. Tra compagni e fidanzati
più o meno ufficiali, io e le mie cotte mai corrisposte a volte sono pesanti da
sopportare. Ho come l’impressione che più ci saranno miglioramenti, più starò
meglio, più questa solitudine si farà difficile da sopportare.
4-
Sebbene sia andato tutto ok, l’idea di infilarmi
a letto davanti ad un film è super allettante. Di fatto la parte migliore della giornata resta quella in cui sono sola. La strada da fare è lunga assai…
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anche se...
Ore 9.06, non ho molto tempo perché tra 35 minuti devo uscire di nuovo. Quando ho messo i piedi fuori dal letto avrei cacciato un urlo. Sono ESAUSTA! e ansiosa a mille al punto che ho persino le gambe che tremano. Ho paura di come sto, ho paura di come potrei stare, ho paura di non reggere... ho paura.
Poi però guardo fuori dalla finestra. C'è un bellissimo sole. Come se ci fosse speranza. Come se valesse davvero la pena tentare. Provare, insistere, anche se si sta male. Perché le cose non è detto saranno sempre così.
Poi però guardo fuori dalla finestra. C'è un bellissimo sole. Come se ci fosse speranza. Come se valesse davvero la pena tentare. Provare, insistere, anche se si sta male. Perché le cose non è detto saranno sempre così.
sabato 14 ottobre 2017
facciamo un bel respiro
Uscire per andare all'incontro del sabato mattina con i bimbi della catechesi è bello. Vedi le famiglie che partecipano e soprattutto con queste belle giornate di inizio autunno se ne ricava proprio un'atmosfera di festa.
Fortunatamente l'uscita si è chiusa con questo segno positivo, perché cominciata be', è cominciata malissimo. Sarei dovuta uscire di casa verso le 9.45 così da poter fare anche una passeggiata di mezz'ora per arrivare a destinazione, prima doccia e poi via. Be' verso le 9.20 le cose hanno iniziato ad andare male. Molto. Panico galoppante sotto forma nello specifico di mal di pancia. Per venti minuti è stato come girare a vuoto, come se nulla rispondesse alla mia volontà, così poi è venuto tardi e mi sono fatta accompagnare in auto delusa dal repentino cambio di programmi. Una volta arrivata là, tutto bene, di fatto da subito. Perché?
Certo, ora, alle 13.45 sono esausta e guai a chi mi tocca il pomeriggio di relax, ma che è successo questa mattina? Francamente ci sono quasi rimasta male e non me lo aspettavo. Tutto bene alle 9.15, tutto bene alle 9.19, in tilt alle 9,20. Come da copione: improvviso e violento.
Forse però, a questo punto, la chiave è non pensarci troppo. Sono debole e qualche scompenso ci può essere soprattutto in questa fase di avvio di mille cose. Ci saranno giornate storte. Ma passeranno.
Fortunatamente l'uscita si è chiusa con questo segno positivo, perché cominciata be', è cominciata malissimo. Sarei dovuta uscire di casa verso le 9.45 così da poter fare anche una passeggiata di mezz'ora per arrivare a destinazione, prima doccia e poi via. Be' verso le 9.20 le cose hanno iniziato ad andare male. Molto. Panico galoppante sotto forma nello specifico di mal di pancia. Per venti minuti è stato come girare a vuoto, come se nulla rispondesse alla mia volontà, così poi è venuto tardi e mi sono fatta accompagnare in auto delusa dal repentino cambio di programmi. Una volta arrivata là, tutto bene, di fatto da subito. Perché?
Certo, ora, alle 13.45 sono esausta e guai a chi mi tocca il pomeriggio di relax, ma che è successo questa mattina? Francamente ci sono quasi rimasta male e non me lo aspettavo. Tutto bene alle 9.15, tutto bene alle 9.19, in tilt alle 9,20. Come da copione: improvviso e violento.
Forse però, a questo punto, la chiave è non pensarci troppo. Sono debole e qualche scompenso ci può essere soprattutto in questa fase di avvio di mille cose. Ci saranno giornate storte. Ma passeranno.
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venerdì 13 ottobre 2017
sono stupida?
Questa mattina l'uscita era finalizzata a portare l'auto dal meccanico. Il tutto è durato si e no mezz'ora, ma la fatica fatta è stata assurda. Ansia alle stelle ma anche proprio una fatica fisica. La botta che ho sentito ieri sera è stata forte e non sono riuscita a smaltirla con la notte di sonno, ma in fondo credo sia questo che mi aspetta: fatica per il movimento, ansia, forse niente panico ma ansia alta. Altissima. Ma così devono andare le cose, non c'è alternativa. Quello che mi spaventa di più è la resistenza fisica, ho paura di crollare. Ho paura di fare qualcosa che possa compromettere tutto. Le notti di sonno devono essere la condizione essenziale, questo è ovvio, eppure non riesco a mettermelo nella testa. Che rabbia quando so cosa devo fare e non lo faccio. Sono stupida?
giovedì 12 ottobre 2017
è solo un momento
A dispetto di come è andata ieri, di come è andata questa mattina, l'impegno di questa sera è stato per me molto più difficile. Uscire di nuovo alle 20.15, rientrare alle 22.30... prima parte tutto ok, ma poi ho iniziato a tremare e non riuscivo a smettere, mal di testa, ansia... pacchetto completo direi. Non ero così ingenua da pensare che fosse cambiato tutto, e non è una parte su 4 andata male ad invalidare tutto il resto ma, ma... questa sera va così. C'è un gruppo con cui collaboro che mi piace, c'è un progetto che mi sta a cuore, ci sono molte variabili positive ma a volte credo che dove non arrivi il cervello e le sue fisse con il panico, ci pensi il mio fisico a mandarmi in tilt. Anche questa sera pochi metri in salita mi hanno fatta restare senza fiato e con il cuore a mille per un tempo assurdo. La fatica di portarmi dietro questo scafandro è enorme. Devo fare qualcosa che produca risultati per la perdita di peso, tra le altre motivazioni perché a volte è proprio la stanchezza fisica per il peso a fare scattare qualcosa dentro di me che attraverso vari passaggi porta al panico. E di nuovo mi sorprendo a rendermi conto che ho tutti gli strumenti, perché so cosa devo fare. So anche quali passaggi, quali step percorrere. Uno dopo l'altro, mi si chiede salute. Devo rincorrere la salute da ogni parte possibile.
Ora so di poterlo fare.
Quindi facciamolo.
Perché voglio vivere bene quello che mi aspetta.
Ora so di poterlo fare.
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Nuovi passi da fare nella giusta direzione.
Fresca fresca dalla seduta con la psicoterapeuta, oggi mi sento meglio dell'ultima volta, perché di fatto, al di là di tutto, limare quella sorta di disagio residuo è ancora il nocciolo che anche lei vede da risolvere. Di fatto per lei potrei concludere anche qui, ma c'è possibilità di fare qualcosa ancora, e io voglio coglierla. Dopo tutti questi anni credo di dovermelo, perché potrebbe essere il passo che, dopo averla trasformata da malata in sana, può renderla più piacevole, meno difficile. E lo voglio.
Nuovi passi da fare nella giusta direzione.
Nuovi passi da fare nella giusta direzione.
mercoledì 11 ottobre 2017
una giornata emblema della vita
Oggi sono uscita di casa alle 17, lezione, poi incontro di catechesi con i ragazzi senza tempo di tornare a casa. Rientro avvenuto alle 22.15. non è stato facile ma nemmeno tanto difficile e da questo si vede l'enorme passo avanti fatto. Ma mi sono sentita a disagio in un paio di occasioni, e non serviva. MA questo disagio c'è, forte, retaggio di qualcosa che ancora non va e che voglio cambiare a tutti i costi. Ma come? è perché non riesco ad esprimersi? è perché mi sento sempre giudicata? Non mi sento all'altezza, perché????
MA CI TENGO A SOTTOLINEARE COME TUTTO SIA STATO ALLA MIA PORTATA. e qui i cambiamenti sono enormi!
Al di là di queste considerazioni devo dire che la parte più difficile è stato spostarmi, a piedi!!! UN po' perché ero di fretta ma è stato davvero davvero pesante! Non ho scioltezza nei movimenti, zero. Male.
Inoltre ho avuto modo di pensare ad alcune questioni su quello che la comunità fa o non fa, in questo caso non fa, per i ragazzi. C'è voglia di cambiare. C'è bisogno di cambiare. E questo vale per tutti. Sempre.
Credo che il mercoledì sia l'emblema di quello che è la mia vita, di quello che è migliorato, della strada che ancora c'è da fare.
MA CI TENGO A SOTTOLINEARE COME TUTTO SIA STATO ALLA MIA PORTATA. e qui i cambiamenti sono enormi!
Al di là di queste considerazioni devo dire che la parte più difficile è stato spostarmi, a piedi!!! UN po' perché ero di fretta ma è stato davvero davvero pesante! Non ho scioltezza nei movimenti, zero. Male.
Inoltre ho avuto modo di pensare ad alcune questioni su quello che la comunità fa o non fa, in questo caso non fa, per i ragazzi. C'è voglia di cambiare. C'è bisogno di cambiare. E questo vale per tutti. Sempre.
Credo che il mercoledì sia l'emblema di quello che è la mia vita, di quello che è migliorato, della strada che ancora c'è da fare.
lunedì 9 ottobre 2017
panico e amore
Uscita fatta, con enorme difficoltà. Ritrovarmi in mezzo alla ressa di una fiera non è stato facile. In realtà la gente era meno di quello che mi aspettavo per cui questo aiutava ma... fa capire che i passi avanti non bastano. Serve di più, e ancora l'idea di essere da tutt'altra parte (Alassio) ha la luce di qualcosa di magico, qualcosa che fa ben sperare, qualcosa che davvero potrebbe essere altro... e intriga.
Passeggiando e incontrando persone di età diverse, ragazzini, adolescenti, giovani è come essermi trovata davanti a tutta la mia vita, a tutte quelle parti di strada perse. A tutto quello a cui ho rinunciato.
Anche perché in mezzo ai residui del panico, oggi ho intravisto il ragazzo per cui mi ero presa una mega cotta un paio di anni fa. Era con sua moglie. E' stato davvero doloroso. A volte io credo di non riuscire ad immaginarmi con qualcuno, a volte penso che nemmeno gli altri mi vedano 'in coppia'. Sono sempre stata sola, lo sarò sempre.
E invece no. Non è detto, dipende da me, e io vorrei qualcuno. Forse per i motivi sbagliati, cioè per non essere sempre sola, ma per qualsiasi motivo... è così strano sognare l'amore anche quando si ha la certezza di non essere in grado di gestire un rapporto di coppia? E' così strano lasciare che i sogni abbiano la meglio sulla realtà? Il disagio mi blocca in concreto, ma con i sogni sono sempre andata alla grande.
Passeggiando e incontrando persone di età diverse, ragazzini, adolescenti, giovani è come essermi trovata davanti a tutta la mia vita, a tutte quelle parti di strada perse. A tutto quello a cui ho rinunciato.
Anche perché in mezzo ai residui del panico, oggi ho intravisto il ragazzo per cui mi ero presa una mega cotta un paio di anni fa. Era con sua moglie. E' stato davvero doloroso. A volte io credo di non riuscire ad immaginarmi con qualcuno, a volte penso che nemmeno gli altri mi vedano 'in coppia'. Sono sempre stata sola, lo sarò sempre.
E invece no. Non è detto, dipende da me, e io vorrei qualcuno. Forse per i motivi sbagliati, cioè per non essere sempre sola, ma per qualsiasi motivo... è così strano sognare l'amore anche quando si ha la certezza di non essere in grado di gestire un rapporto di coppia? E' così strano lasciare che i sogni abbiano la meglio sulla realtà? Il disagio mi blocca in concreto, ma con i sogni sono sempre andata alla grande.
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Questa mattina la bilancia segna 127 kg: 2 in meno rispetto a lunedì scorso. Un primo scalino fatto. Ma fatto tante di quelle volte che non solo non mi sembra un riscontro positivo, ma non mi sembra qualcosa nemmeno di degno di nota. In realtà forse potrebbe esserlo, nella misura in cui è il risultato di una settimana fatta di più movimento, anche fuori casa, e meno pastrugnate di cibo. Immagino la chiave siano state le uscite perché seriamente faccio una fatica a muovermi che è impressionante. Mal di gambe, fiato corto anche in percorsi quasi completamente piani... è enormemente limitante. Cosa devo dire? A volte non è esattamente la questione salute a balzare all'occhio, ma anche il disagio verso la gente. Speriamo questa volta ci sia una conclusione diversa.
Per il resto... settimana già cominciata sotto il segno dell'ansia, oggi dovrei andare ad una fiera... mi immagino come sarà facile farlo.. sob!!!
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domenica 8 ottobre 2017
Quando canto sono io. Sono solo io.
Cantare... c'è qualcosa di speciale nel lasciarsi andare a cantare canzone dopo canzone. Mi sento libera, e non solo. Sale la consapevolezza di me in un modo pulito, libero da mille pippe mentali. Cantare alleggerisce il cuore e soprattutto la mente. Forse non è un caso che nei momenti più difficili non riesco a cantare. L'ho sempre fatto ma negli ultimi anni diventa sempre più raro, più difficile. Non riesco a lasciarmi andare. Ieri l'ho fatto, oggi l'ho fatto. E si sta meglio. Qualcosa che riesce ad arrivare fino nel profondo.
Quando canto sono io. Sono solo io.
Senza dubbi, ma sicura e viva.
Quando canto sono io. Sono solo io.
Senza dubbi, ma sicura e viva.
schiava del passato
Secondo un libro che sto leggendo, il rischio anche durante le sedute terapeutiche, è che il momento presente venga totalmente assorbito dal passato o sparisca in funzione del futuro, insomma che si pensi a qualsiasi dimensione temporale tranne quella dell'ORA.
Capisco il punto di vista e in effetti la frase di apertura con cui si apriva un paragrafo parlava proprio del presente schiavo del passato, schiavo di ripetizioni infinite di quello che è stato, che continua solo perché è già stato appunto. Ecco, che barba! Credo si colleghi bene al discorso di ieri sul voler essere libera. Senza un passato che ti costringe sulla stessa strada, che, poiché sei stata male ieri, ti spinge a dare per scontato che sarà così anche oggi.
Non mi piace.
Anche perché allora, passato per passato, perché non ripescare un passato (nel mio caso quello della preadolescenza) in cui ero perfettamente funzionale in termini psicoterapeutici e per dirla più semplice: stavo bene ed ero serena? Passato per passato, perché non scegliere quello che piace di più?
Non voglio più essere a disagio con mezzo mondo. Trovare il modo e ricordare che la strada NON è già segnata.
E basta.
Capisco il punto di vista e in effetti la frase di apertura con cui si apriva un paragrafo parlava proprio del presente schiavo del passato, schiavo di ripetizioni infinite di quello che è stato, che continua solo perché è già stato appunto. Ecco, che barba! Credo si colleghi bene al discorso di ieri sul voler essere libera. Senza un passato che ti costringe sulla stessa strada, che, poiché sei stata male ieri, ti spinge a dare per scontato che sarà così anche oggi.
Non mi piace.
Anche perché allora, passato per passato, perché non ripescare un passato (nel mio caso quello della preadolescenza) in cui ero perfettamente funzionale in termini psicoterapeutici e per dirla più semplice: stavo bene ed ero serena? Passato per passato, perché non scegliere quello che piace di più?
Non voglio più essere a disagio con mezzo mondo. Trovare il modo e ricordare che la strada NON è già segnata.
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notti
Sono un paio di notti che la mia mente mi manda in loop una sequenza di sogni in cui alla fine della fiera mi sembra di essere sempre a disagio, sogni brevi non spaventosi ma fastidiosi durante i quali attraverso un po' tutta la gamma delle sensazioni che mi creano più problemi. Verifiche, esami andati male, genitori con cui non riesco a capirmi e relative lezioni ai loro figli che sono un disastro, tempo perso, mosse inutili, io che non sono pronta per quello che devo fare, qualsiasi cosa sia...
Nulla di strano in fondo, no? Solo ciò che provo di giorno che in qualche modo prosegue anche la notte...
Nulla di strano in fondo, no? Solo ciò che provo di giorno che in qualche modo prosegue anche la notte...
sabato 7 ottobre 2017
libera da me stessa
In qualche modo le parole della psicoterapeuta sull'intraprendere un percorso di analisi continuano a ronzarmi in testa. In realtà per certi versi mi affascina l'idea. Ma per altri, più concreti, so che non posso. Il punto però è che questo suggerimento parecchio inaspettato mi fa capire che siamo comunque ad un punto di svolta e anche oggi non posso che chiedermi se in fondo succeda perché il percorso terapeutico che sto facendo non ha più nulla da darmi. Per certi versi, i più importanti immagino, non ci sono traumi speciali da risolvere.
Eppure sono ben lontana dallo stare davvero bene, solo che tutto si può riassumere in un concetto: voglio essere libera, sentirmi libera, non essere più schiava delle mie insicurezze verso il mondo intero, che sia il dentista, la vicina di casa o il cassiere di un supermercato. Libera, perché non ho nessun motivo fuori dalla mia testa per non sentirmici, e quelli nella mia testa sono viziati da una insicurezza che non ha motivo d'essere. Forse qui si gioca la partita della riprogrammazione neurolinguistica, la forza assertiva di quell' IO VALGO.
Perché le cose stanno proprio così, io valgo e non c'è un motivo solo per cui non possa sentirmi a mio agio con le persone che ho intorno, qualsiasi sia il loro ruolo.
Solo che devo convincermene. E credo che questo sia l'ultimo-unico step da fare.
Come? Non saprei. Forse cominciando da cose piccole piccole... credo che ora come ora la chiave sia proprio nelle cose della mia quotidianità.
Indossa l'abito per il lavoro che vuoi, indossa la parte di quella che ce la fa, credici e alla fine ce la farai davvero.
Non negare il disagio ma cercare di dargli meno senso, di toglierli poco alla volta importanza.
Dovrebbe funzionare così, o no?
bah...
Eppure sono ben lontana dallo stare davvero bene, solo che tutto si può riassumere in un concetto: voglio essere libera, sentirmi libera, non essere più schiava delle mie insicurezze verso il mondo intero, che sia il dentista, la vicina di casa o il cassiere di un supermercato. Libera, perché non ho nessun motivo fuori dalla mia testa per non sentirmici, e quelli nella mia testa sono viziati da una insicurezza che non ha motivo d'essere. Forse qui si gioca la partita della riprogrammazione neurolinguistica, la forza assertiva di quell' IO VALGO.
Perché le cose stanno proprio così, io valgo e non c'è un motivo solo per cui non possa sentirmi a mio agio con le persone che ho intorno, qualsiasi sia il loro ruolo.
Solo che devo convincermene. E credo che questo sia l'ultimo-unico step da fare.
Come? Non saprei. Forse cominciando da cose piccole piccole... credo che ora come ora la chiave sia proprio nelle cose della mia quotidianità.
Indossa l'abito per il lavoro che vuoi, indossa la parte di quella che ce la fa, credici e alla fine ce la farai davvero.
Non negare il disagio ma cercare di dargli meno senso, di toglierli poco alla volta importanza.
Dovrebbe funzionare così, o no?
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venerdì 6 ottobre 2017
A.A.A. buonsenso cercasi!!!
Giornata davvero strana. Cominciata sotto uno stranissimo segno... è che dopo che la psicoterapeuta mi ha parlato di analisi, io non riesco a smettere di chiedermi: ma allora a che diavolo serve quello che sto facendo? E in seconda battuta, ma mi è servita a qualcosa sta psicoterapia per anni?
Se anche poco fa tremavo mentre riaccendevo il telefono forse, e dico forse, direi poco per non dire nulla. Il disagio che provo è figlio dell'insicurezza, del non sentirsi all'altezza delle cose, in generale della vita. Non dico di essere esattamente messa come sei anni fa, ma non sono nemmeno messa bene. Quindi? Cosa è che mi sono persa in questa strada verso la sicurezza? Perché in fondo quello che a me pesa (obesità e lauree) è il frutto di un non essere in grado di affrontare la vita ogni giorno, in ogni sfumatura, in ogni impegno, in ogni obiettivo. E' frutto di non sentirsi in grado di rispondere al telefono, ad una mail, di non sentirsi in grado di affrontare un incontro, un colloquio, un esame, una camminata per strada. E forse il passato non c'entra niente ma ci sarà un motivo se sono conciata così, o no? E io questo sto cercando, un motivo per questa insicurezza bestiale.
Tempo fa, guardando un serie di ragazzi che perdevano un mucchio di peso diete e ginnastica, ricordo che una ragazza disse: "Ora so di cosa sono capace, perché se sono riuscita in questo so di poter fare di tutto."
Ovviamente era una bella frase ad effetto per chiudere una puntata ma c'è del vero. Immagino siano i risultati a fare la differenza, gli obiettivi raggiunti invece di quelli persi. Ma se questo può essere, diventare, un circolo virtuoso, da dove cavolo si comincia? Il punto è sempre quello.
Quale può essere la mia leva per sollevare il mondo?
Quale può essere quella cosa che può scardinare quella gabbia di insicurezza in cui sono immersa???Che rende tutto difficile, pesante... impossibile.
Se anche poco fa tremavo mentre riaccendevo il telefono forse, e dico forse, direi poco per non dire nulla. Il disagio che provo è figlio dell'insicurezza, del non sentirsi all'altezza delle cose, in generale della vita. Non dico di essere esattamente messa come sei anni fa, ma non sono nemmeno messa bene. Quindi? Cosa è che mi sono persa in questa strada verso la sicurezza? Perché in fondo quello che a me pesa (obesità e lauree) è il frutto di un non essere in grado di affrontare la vita ogni giorno, in ogni sfumatura, in ogni impegno, in ogni obiettivo. E' frutto di non sentirsi in grado di rispondere al telefono, ad una mail, di non sentirsi in grado di affrontare un incontro, un colloquio, un esame, una camminata per strada. E forse il passato non c'entra niente ma ci sarà un motivo se sono conciata così, o no? E io questo sto cercando, un motivo per questa insicurezza bestiale.
Tempo fa, guardando un serie di ragazzi che perdevano un mucchio di peso diete e ginnastica, ricordo che una ragazza disse: "Ora so di cosa sono capace, perché se sono riuscita in questo so di poter fare di tutto."
Ovviamente era una bella frase ad effetto per chiudere una puntata ma c'è del vero. Immagino siano i risultati a fare la differenza, gli obiettivi raggiunti invece di quelli persi. Ma se questo può essere, diventare, un circolo virtuoso, da dove cavolo si comincia? Il punto è sempre quello.
Quale può essere la mia leva per sollevare il mondo?
Quale può essere quella cosa che può scardinare quella gabbia di insicurezza in cui sono immersa???Che rende tutto difficile, pesante... impossibile.
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giovedì 5 ottobre 2017
seduta, ma quanto mi costi!!!
Le ultime sedute di terapia mi stanno costando un sacco, e non parlo di soldi. Parlo forse di frustrazione; per quanto mi riguarda l'obiettivo finale ora deve essere STARE MEGLIO nel senso di essere più a mio agio con gli altri, in generale, non fare quindi una fatica immane con tutto, di modo che gli impegni tornino ad essere ostacoli dalle giuste proporzioni e che tra uno e l'altro mi resti spazio, inteso come energie,, per altro.
Qui ci si arena, perché il punto è questo ma non riesco a trovare una soluzione, perché il semplice dai e dai non mi basta, perché a fronte di minimi passi avanti, reputo un investimento di energia non recuperata che può portare a stare peggio, a esaurirmi. Di fatto vorrei soluzioni e nemmeno per il futuro, ma per il presente. Io non voglio cose strane, voglio fare meglio e con maggior facilità ciò che faccio già.
Trovo ci sia una sorta di rottura anche con la psicologa, forse è il limite insito in questa disciplina, ma io, al di là del fatto che a volte trovi utile rivangare il passato, vorrei risposte concrete ora, su come si sta meglio ora, ma queste risposte non le ho mai.
Forse siamo ad un punto di svolta, ma di fronte alla mia terapista che mi propone l'analisi, e quindi ricominciare tutto da capo, con i tempi dell'analisi, 3/4 sedute alla settimana per anni, be' mi sono sentita un po' avvilita. E mi è sorta spontanea una domanda: ma se è l'analisi la mia strada, che vado a fare dalla psicoterapista?
Sono stanca. Mi è stato chiesto di immaginare il mio futuro tra 5 anni. Ok, potrei anche farlo, sogni nel cassetto ne ho e non pochi, ma ha senso a fronte di tutte le difficoltà che riscontro nel quotidiano? Dal parlare al telefono, al guidare in auto, al tenere una lezione...
In realtà, sebbene a volte dica il contrario, non è ciò che voglio che non so, in realtà vorrei fin troppe cose, scrivere romanzi, scrivere saggi, gestire un'associazione per aiutare i ragazzi più disagiati nel doposcuola inteso a 360 gradi, vorrei ballare, leggere, andare spesso al mare, vorrei un compagno ma solo dopo essere riuscita a trovare la mia strada per stare bene, vorrei adottare un figlio, vorrei avere un bar dove andare spesso, e qualche amica con cui incontrarmi un paio di volte al mese almeno ma con cui sentirci spesso e raccontarci le piccole cose quotidiane, vorrei fare bene le mie lezioni e guadagnare, vorrei gestire la casa al mare, vorrei fare volontariato e stare tra la gente senza rinunciare ai miei spazi per stare sola, vorrei dimagrire...
è il come ottenerle che mi sfugge viste le mie difficoltà/disagio in ogni cagata.
ma nel frattempo, come volevasi dimostrare, vorrei riuscire ad accendere il telefono senza il timore che qualcuno mi contatti. Mi sembra assurdo pensare a tutti questi vorrei in queste condizioni. C'è qualcosa che mi blocca, e più che passi avanti, servirebbe solo il tasto ON/OFF
se il disagio è frutto dell'insicurezza, come si combatte davvero questa???
non so, mi sembra di essere diventata un filo cinica sull'argomento.
Qui ci si arena, perché il punto è questo ma non riesco a trovare una soluzione, perché il semplice dai e dai non mi basta, perché a fronte di minimi passi avanti, reputo un investimento di energia non recuperata che può portare a stare peggio, a esaurirmi. Di fatto vorrei soluzioni e nemmeno per il futuro, ma per il presente. Io non voglio cose strane, voglio fare meglio e con maggior facilità ciò che faccio già.
Trovo ci sia una sorta di rottura anche con la psicologa, forse è il limite insito in questa disciplina, ma io, al di là del fatto che a volte trovi utile rivangare il passato, vorrei risposte concrete ora, su come si sta meglio ora, ma queste risposte non le ho mai.
Forse siamo ad un punto di svolta, ma di fronte alla mia terapista che mi propone l'analisi, e quindi ricominciare tutto da capo, con i tempi dell'analisi, 3/4 sedute alla settimana per anni, be' mi sono sentita un po' avvilita. E mi è sorta spontanea una domanda: ma se è l'analisi la mia strada, che vado a fare dalla psicoterapista?
Sono stanca. Mi è stato chiesto di immaginare il mio futuro tra 5 anni. Ok, potrei anche farlo, sogni nel cassetto ne ho e non pochi, ma ha senso a fronte di tutte le difficoltà che riscontro nel quotidiano? Dal parlare al telefono, al guidare in auto, al tenere una lezione...
In realtà, sebbene a volte dica il contrario, non è ciò che voglio che non so, in realtà vorrei fin troppe cose, scrivere romanzi, scrivere saggi, gestire un'associazione per aiutare i ragazzi più disagiati nel doposcuola inteso a 360 gradi, vorrei ballare, leggere, andare spesso al mare, vorrei un compagno ma solo dopo essere riuscita a trovare la mia strada per stare bene, vorrei adottare un figlio, vorrei avere un bar dove andare spesso, e qualche amica con cui incontrarmi un paio di volte al mese almeno ma con cui sentirci spesso e raccontarci le piccole cose quotidiane, vorrei fare bene le mie lezioni e guadagnare, vorrei gestire la casa al mare, vorrei fare volontariato e stare tra la gente senza rinunciare ai miei spazi per stare sola, vorrei dimagrire...
è il come ottenerle che mi sfugge viste le mie difficoltà/disagio in ogni cagata.
ma nel frattempo, come volevasi dimostrare, vorrei riuscire ad accendere il telefono senza il timore che qualcuno mi contatti. Mi sembra assurdo pensare a tutti questi vorrei in queste condizioni. C'è qualcosa che mi blocca, e più che passi avanti, servirebbe solo il tasto ON/OFF
se il disagio è frutto dell'insicurezza, come si combatte davvero questa???
non so, mi sembra di essere diventata un filo cinica sull'argomento.
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mercoledì 4 ottobre 2017
stanchezza e ansia
Tra poco meno di mezz'ora uscirò per andare a lezione, dopodiché, finita quella, senza aver il tempo di tornare a casa, dovrò andare diritta ad una riunione. Dalle 8 oggi sto lavorando e mi fermo ora per la prima volta. Per dieci minuti di pausa prima di ripartire. Dunque, posso dire che sono felice di fare il mio dovere? Sì, lo posso dire ma in tutta onestà... come si può andare avanti così davvero? Non ho tempo per nulla che mi piace, che mi rilassa, non avrei tempo nemmeno per una vita sociale. Al di là che comunque questa è a zero, quanto credo di reggere?
Avrei voglia di lasciarmi andare sulle note di un valzer... curiosa sensazione, ma che mi sembra piena di libertà. E che forse vuole solo dirmi che panico a parte, serve qualcosa di piacevole. SERVE PROPRIO, non è un di più. Prima o poi la capirò. Forse.
Avrei voglia di lasciarmi andare sulle note di un valzer... curiosa sensazione, ma che mi sembra piena di libertà. E che forse vuole solo dirmi che panico a parte, serve qualcosa di piacevole. SERVE PROPRIO, non è un di più. Prima o poi la capirò. Forse.
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martedì 3 ottobre 2017
domande, troppe!
Ieri, dopo 4 mesi di stop, ho ripreso a studiare. E' stata dura, non per lo studio in sé, sebbene la concentrazione non sia proprio alta, ma per il tempo. Di nuovo quella strisciante sensazione che non ce la farò a fare tutto, che non ne ho le forze né la capacità per organizzarmi. E così passano le ore, cercando di districarti tra le varie tappe degli impegni che dovrebbero costellare la giornata. Passano le ore, ma per ogni missione raggiunta, pesa quella che hai lasciato indietro. E di nuovo paura. E di nuovo quel disagio strisciante verso gli altri. Quella cosa alla bocca dello stomaco che ti fa venire voglia di urlare mandando al diavolo tutto e tutti. Già, mandare al diavolo ogni cosa, ma per tendere dove?
Il problema è che, disagio per disagio, tanto vale almeno capire per cosa vale la pena provarlo. Cioè, in realtà non ne vale mai la pena ma se almeno serve per arrivare a qualcosa che interessa... ma così non ci capisco più nulla. Con ste emozioni così amplificate non so più capire cosa mi interessa, cosa no... e il tempo passa e io ho paura.
Riuscirò a liberarmi di sta paura?
Sicuramente i soldi sono un obiettivo ma fino a che punto? Se la fatica per guadagnarli mi fa stare male tanto da spenderne un sacco tra terapia e ansiolitici...
A volte sti discorsi mi fanno venire la nausea. Mi fa venire la nausea ciò che sono diventata.
Non va bene.
Mi piacerebbe sapere quando è stata l'ultima volta che non mi sono sentita così.
Il problema è che, disagio per disagio, tanto vale almeno capire per cosa vale la pena provarlo. Cioè, in realtà non ne vale mai la pena ma se almeno serve per arrivare a qualcosa che interessa... ma così non ci capisco più nulla. Con ste emozioni così amplificate non so più capire cosa mi interessa, cosa no... e il tempo passa e io ho paura.
Riuscirò a liberarmi di sta paura?
Sicuramente i soldi sono un obiettivo ma fino a che punto? Se la fatica per guadagnarli mi fa stare male tanto da spenderne un sacco tra terapia e ansiolitici...
A volte sti discorsi mi fanno venire la nausea. Mi fa venire la nausea ciò che sono diventata.
Non va bene.
Mi piacerebbe sapere quando è stata l'ultima volta che non mi sono sentita così.
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domenica 1 ottobre 2017
non si vive, si sogna
Fantasticare ha sempre fatto parte di me, non è una novità né dell'ultimo periodo né legata alla comparsa del panico. La differenza era che prima esisteva una vita ben definita anche al di fuori del sogno, poi sempre meno. Fino a che i sogni erano davvero tutto ciò che mi restava. Ma ci sono sempre stati 2 tipi di sogni, uno era quello dei sogni quasi normali, cioè la vita come avrei potuto viverla senza il panico, l'altro era il gruppo dei sogni più 'sogni', meno fattibili anche senza il panico di mezzo. Ad un certo punto però, quando i sogni sono più o meno tutto quello che hai, l'investimento emotivo su di essi diventa enorme... al punto che, per me, pure i sogni sono diventati faticosi perché capita entrino in contrasto tra loro. Guarire probabilmente per me significherà ridimensionare moltissime emozioni.
pensieri regalo d'ottobre
Una domenica pomeriggio apparentemente come tante ma con pensieri non come i soliti.
Prima di tutto improvvisamente mi sono resa conto di aver capito quale potrebbe essere il mio futuro lavorativo, nel concreto, in grado di unire tutto, studi, interessi, esigenze... è un progetto complicato di cui non voglio nemmeno parlare per ora ma essere riuscita a fare almeno una teorica quadratura del cerchio è importante per me.
Mi sono anche resa conto però che quell'amicizia con le tre ragazze del liceo, be'... forse non esiste più, o meglio probabilmente potrebbe continuare a esistere così, per anni, vedersi, sentirsi due o tre volte all'anno...ma io ho bisogno d'altro. Niente potrà mai eguagliare ciò che loro sono state per me ma ora so che ho bisogno di un'amica con cui condividere momenti, attimi, ore, non una o due volte all'anno. E mi sono anche resa conto che in realtà non so nemmeno più come si fa a trovare quell'amica. Ma, e questo è il bello, so che in qualche modo è possibile. Non so ancora come ma so che si può fare.
E francamente so che lo farò!
Prima di tutto improvvisamente mi sono resa conto di aver capito quale potrebbe essere il mio futuro lavorativo, nel concreto, in grado di unire tutto, studi, interessi, esigenze... è un progetto complicato di cui non voglio nemmeno parlare per ora ma essere riuscita a fare almeno una teorica quadratura del cerchio è importante per me.
Mi sono anche resa conto però che quell'amicizia con le tre ragazze del liceo, be'... forse non esiste più, o meglio probabilmente potrebbe continuare a esistere così, per anni, vedersi, sentirsi due o tre volte all'anno...ma io ho bisogno d'altro. Niente potrà mai eguagliare ciò che loro sono state per me ma ora so che ho bisogno di un'amica con cui condividere momenti, attimi, ore, non una o due volte all'anno. E mi sono anche resa conto che in realtà non so nemmeno più come si fa a trovare quell'amica. Ma, e questo è il bello, so che in qualche modo è possibile. Non so ancora come ma so che si può fare.
E francamente so che lo farò!
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