giovedì 29 luglio 2021

Passa tantissimo tempo tra un post e l'altro e non è che non voglia scrivere, ma è come non me la sentissi, come se non riuscissi a mettere insieme i pensieri, come se fosse troppo faticoso. E questo è un male. Domenica siamo andati a pranzo da parenti. La prima uscita da che mia mamma non sta bene. Ero estremamente preoccupata, in realtà fatta esclusione per come sono stata io con la mia ansia del cavolo, è andato tutto più o meno bene, compatibilmente al fatto che le cose non sono più quelle di prima. Una mia cugina mi ha detto una cosa che avrei detto a mia mamma per parlarne con lei, ma dal momento che è una cosa da non spifferare non mi è più sembrato il caso, mi manca, mi mancano i nostri discorsi. Negli ultimi due o tre giorni forse ho fatto un quarto di passo avanti nell'accettazione della situazione, meglio 1/10, sebbene se mi soffermo a pensarci su mi giri la testa immediatamente e l'odore sempre più diffuso di pipì nell'aria inizi a darmi la nausea. Credo che il motivo sia che mi isolo sempre più spesso davanti a canali youtube che mi fanno ridere e mi tengono compagnia con le reaction a una sfilza di programmi che altrimenti non avrei mai guardato, Love island, Temptetion island, la caserma, primo appuntamento, cambio moglie, quasi quasi cambio i miei... guardo ste reaction e rido come una matta, di gusto e sinceramente, e se è vero che ridere fa bene alla salute, forse fa effetto davvero. Ieri nel ho visto 40 minuti prima di pranzo, e tornare alla mia realtà è stato pesantissimo, una sorta di schock termico delle emozioni. Mi rendo conto che quel lieve stare meglio è dato da un isolarmi ancora di più dal mondo, e che potrebbe non essere il massimo, ma onestamente in questa fase non so che altro fare. Oramai sono 4 mesi che non dormo bene, sono stanca e preoccupata (per usare un eufemismo) per il mio futuro, non so come andare avanti dopo nè adesso: tutto quello che mi da un attimo di tregua mentale mi sembra essenziale come l'aria. Su twitch poi continuo a vedere persone che tentano di campare e diventano famosi giocando ai videogames, rispetto ai nerd di quando ero piccola io, isolati da tutti, questi riescono a creare intorno a se una rete di contatti assurda, e a questo punto, con tutto quello che fanno, credo siano molto veri come rapporti, e veri modi di vita, sebbene alternativi allo standard, che forse si sta anche un po' sfaldando proprio nel suo significato essenziale di fondo. Potenzialmente è una buona cosa no? L'idea che ci siano più alternative, più possibilità. Ma restare fuori da tutte è ancora peggio che rimanere esclusi da una sola. Nelle settimane passate ho guardato in tv, su dmax, varie serie de 'la corsa all'oro' e mi dava conforto. Motivo? Vero motivo? Vedere persone vivere una vita lontano dalle proprie famiglie, essere lontani dalla famiglia senza andare in pezzi. Che a ben vedere, è ciò che devo imparare. In effetti mi rendo conto che spesso, davanti alla tv, mi fermo a riflettere sul fatto che chi sto vedendo parli spesso o meno dei propri genitori, come a dire che cerco esempi di chi ce la fa al di fuori della famiglia, è assurdo ma è proprio così. Non so, immagino di sperare che alla fine mi resti attaccato qualcosa in tal senso, qualche possibilità di farcela a mia volta, qualche segreto,  forse la serena accettazione di quella che è una cosa completamente naturale: che i figli vadano avanti, sopravvivano ai loro genitori. Poi il come farlo è tutta un'altra storia. 

domenica 18 luglio 2021

aiuto... mentre facevo colazione ho acceso la tv e su mediasetextra sono incappata nel festivalbar 2000 :( estate 2000 l'ultima estate in cui sono stata bene. Questa notte mia mamma si è alzata un po' di volte, alla fine ho dormito 4 ore e poco più. Mi manca mia mamma, e mi fa paura allo stesso tempo. Non ho la forza per questo e capisco da morire l'importanza che avrebbe avere una mia vita al di fuori dei genitori. Ma questa vita non c'è, così l'unica cosa che riesco a fare è annullarmi per qualche momento davanti a qualche cretinata in tv e riempirmi di ansiolitici quando la situazione di disperazione diventa insostenibile. E non posso nemmeno cercare di pensare al dopo, quando avrò superato tutto, perché senza soldi e sola il dopo mi terrorizza lo stesso. L'altro giorno sono incappata su twitch, l'ennesimo social di cui non capisco una fava, quello che so è che subito nella home ho trovato vari canali di ragazze 'formose' che guadagnano un sacco di soldi leccando un microfono con le orecchie. Mah... non sto capendo proprio più niente di questo mondo. E sì, lo dico anche con rabbia e invidia visto che non so come farò. Guardo la mia casa e sì, prima del 2000 è costellata di bei ricordi, ma oramai ce ne sono 21 di brutti. Anche molto brutti. Ci sono moltissime cose che mi stanno riportando al 2000, un vero cerchio che si chiude... come ho detto, spero non al collo.37 anni e non vedo un minimo futuro, nemmeno a 73 avrebbe senso. Non so che fare. ho solo paura mista ad un dolore atroce. Così è.  

sabato 10 luglio 2021

Quando, lunedì pomeriggio, facendo zapping tra le mie solite cagate del pomeriggio, mi sono imbattuta nel lancio di agenzie sulla morte di Raffaella Carrà sono rimasta di merda. Quando ero piccola e andavo ad Alassio d'inverno, mia mamma diceva che, in un ambiente tutto nuovo per me, quando vedevo 'pronto Raffaella' le facevo le feste, le battevo le mani e ridevo tutta contenta. Devo dire che in modo molto egocentrico, mi sembra l'ennesimo segno di un enorme cerchio che si sta per chiudere. Non ho ancora capito se mi si stringerà al collo come un cappio o no. Sto male, anche questa mattina l'attività principale è stata caricare la lavatrice di vestiti un po' bagnati di pipì. Mi gira la testa, ho la nausea. Il passato continua a mescolarmisi in testa, vedo una mia ex vicina, quella che ha cambiato casa da qualche mese, venuta in visita dalla nonna con il suo nuovo amico, credo. vedo tante cose, e io ho la certezza di essere stata totalmente schiacciata dalle dinamiche famigliari. Per ogni fascia di età, potrei dire cosa c'era di più urgente a cui dover badare. Ma sono cmq a questo punto: sola e terrorizzata per quello che mi aspetta. Tutto quello che prima mi rendeva triste, il panico, non aver un compagno, non avere entrate economiche, non aver la capacità di mantenere rapporti con gli altri, be', tutto questo ora mi spaventa a morte e mi paralizza perché è il futuro in cui sarò sola, ed è evidente quanto sia fuori dalla mia portata e di fatto è già qui. Da che si è ammalata mia nonna, per me non ha funzionato più niente, e dubito fortemente che il fatto che ora tocchi a mia mamma sia la chiave per sistemare tutto, in un modo perversamente simmetrico. Ero una ragazzina capace, indipendente, assennata, che si fidava di se stessa e degli altri. Ora no. non ho fiducia in me, ma nemmeno negli altri, non è presunzione, è che mi fanno paura, che non mi capiscano e che mi lascino sola. La malattia di mia mamma è 'solo' il carico da 90, o 9090 sarebbe meglio dire, su una vita di merda. Una vita di cui non ho assolutamente il controllo, ma in cui mi si chiede semplicemente qualcosa che va oltre le mie possibilità, non so se è molto o troppo in senso assoluto, relativamente a me sì. 

giovedì 8 luglio 2021

Ieri ho fatto la 1^ dose di vaccino. Prevedibilmente, visto come sono pappamolle, si è fatto sentire più del previsto, ma nulla di grave. La notte scorsa mia mamma ha vagato per casa, ce ne siamo accorti perché ha lasciato le luci accese e questo un po' più grave lo è. Ha sempre più problemi di incontinenza perché tutti i sintomi sembrano peggiorare in fretta. Ho paura nel pensare come saremo messi a ottobre, o magari sotto Natale. Fuori dalla porta del bagno c'è un sacco di pannoloni usati enorme. Segnano di pari passo i peggioramenti, e ogni settimana ne servono di più. E nel sottofondo, sotto i detersivi, comincia a sentirsi la base di odore di pipì che aleggia nelle stanze. Dopo la morte di mia nonna ci sono voluti anni per far perdere quell'odore alla sua stanza. Tutto si ripete di nuovo. Solo che ora io sono più esposta. Me la faccio addosso dalla paura, per adesso e per quello che sarà il dopo. Continuo a dirlo, continuo a pensarci, ma non trovo soluzioni. Mentre questa casa mi da sempre più disagio, mi fa sentire fuori posto, mi fa provare angoscia e paura. Come la mia città. Bisogna andare indietro di 22 o 23 anni perché tutto sia colorato di serenità, poi la morte di mia nonna, il panico la mia vita che non va e ora questo. La casa, la città non c'entrano nulla, eppure sanno di dolore. Mia mamma è in bagno a cambiare l'ennesimo pannolone della giornata. Arriva l'odore fino a qui. Tra un po' andrò in poltrona davanti alla tv, cercando di isolarmi, di non pensare per un paio d'ore. Ma non funzionerà, non funziona più. La paura è nelle ossa. Vibra ad ogni mio respiro. Mi sembra di perdere la ragione. Forse non è solo una sensazione. 

giovedì 1 luglio 2021

Ieri sera ho visto il film VITA SMERALDA, considerando che è del 2006 ci ho messo poco per vederlo... in tutta franchezza non sono i generi che preferisco, sebbene, se non altro non ci siano state sequele di scene di tette al vento. Ma, come era prevedibile, alla fine mi ha fatto provare un'invidia pure quella storia campata per aria. Spensieratezza, avventure, desiderio, gioco... non serve dire che mi sveglio già stanca ma è così. Non so veramente dove andare a sbattere la testa, mi sta cambiando tutto sotto i piedi e non riesco a fermare questa ruota che ho in testa. Non riesco a vedere una strada, un futuro realisticamente praticabile. Ieri alla fine mi immaginavo di nuovo n un appartamentino lavorando come cassiera e stop. Certo nel quadro manca tutto il contorno: la solitudine, ma quella c'è pure ora senza un cavolo di piano. Mi rendo conto che parlare di piano senza recuperare un minimo di salute è fantascienza, ma ho paura. E nel giro di poco potrei davvero trovarmi a non avere più una fonte di reddito per campare. E allora andiamo con i mi piacerebbe: mi piacerebbe scrivere, fare lezioni ma solo in certe situazioni, mi piacerebbe avere un bar/libreria come fantasticavamo tanti anni fa una mia cara amica ed io, mi piacerebbe avere almeno ancora una speranza, non solo paura e invidia.