Anche oggi sono stata a tanto così dal buttare tutto all'aria. Invece nella seconda parte della giornata, uno dopo l'altro, ho affrontato tutti i miei obiettivi. Compresa l'uscita, durante la quale sono stata bene a livello di ansia perché stavo già uno schifo. Motivo? il comportamento di mio padre. Lui e le sue esplosioni di rabbia che sono due giorni che mi stanno facendo piangere da inzuppare fazzoletti d lacrime. Lui e la sua perenne frustrazione che si butta su di noi, mio zio con la sua aria da so tutto io a cui però occorre correre sempre dietro... ho passato 17 giorni al mare in una serenità assurda in casa, c'erano i miei due milioni di pensieri, ok, ma nessuna lite, nessuna tensione... e ora questo.
Tra l'altro sentirsi dire sempre frasi poco piacevoli, pur dettate dalla rabbia, alla fine l'autostima la minano sul serio. Spesso ho paura di mio padre, delle sue reazioni.
Forse crescere con il panico era quasi obbligatorio.
In ogni caso oggi, tremante e con le lacrime che mi cadevano sulla maglia, ho deciso di uscire perché avevo bisogno di aria. DI levarmi da qui e dalle rogne. Così sono stata fuori un'ora. Sì, ho comprato dei dolci ma credo di essere in grado di resistere.
Comunque sono felice di essere uscita, fino ad un po' di tempo fa davanti ad una cosa del genere non sarei riuscita ad uscire, perché sarei stata malissimo. Oggi stavo malissimo ed è stata la spinta per muovermi.
Le cose forse cambiano davvero.
SPeriamo.
giovedì 29 giugno 2017
mercoledì 28 giugno 2017
e anche oggi mi impegnerò per stare meglio domani...
a fronte di una giornata che è stata talmente assurda da risultare stupida, mi ritrovo ad iniziare l'ennesima serata delusa da me stessa.
Ad un certo punto, verso le 17 avevo così bisogno d'aria che volevo uscire a tutti i costi. Cioè, di fatto stavo male perché non ero uscita. Che potrebbe essere un buon segno, e comunque credo sia uno dei lasciti dei 17 giorni ad alassio, se non li butto subito nel cesso...
Piove, anzi, c'erano dei bei temporaloni, per cui era intelligente sapere dove andare, per non passare del tempo sotto l'acqua. Prima scelta, ovviamente supermercato. Comprare una scatola di biscotti per gustarmeli stasera davanti ad un film. Mi sono cambiata, preparata, e poi mi sono bloccata. Biscotti? Davvero? Il mio cervello ha iniziato a elaborare l'informazione percependola come il male assoluto, ok, quindi niente biscotti... dove vado??? Di fronte a questa domanda mi sono bloccata. Poi la pioggia è ridiventata temporale e be', ovviamente non sono uscita. Quindi, per evitare di sbattere la testa al muro, mi sono infilata sotto la doccia che fortunatamente in questo caso ha diminuito l'ansia, cosa non del tutto scontata, anzi, che in percentuale avviene forse una volta su 2.
Comunque in questo caso ha funzionato e io ho evitato di prendere delle gocce perché ero un fascio di nervi perché non ero uscita.
Che onestamente mi sembra quasi più scemo che prenderli per aiutarmi ad uscire... sarà pur vero che di solito per il panico non si diventa matti ma se vado avanti per questa strada credo che poco ci manchi.
Il caldo, i temporali, il vento... la neve... può essere che gli agenti atmosferici quando sono eccessivi, siano un problema, ma qui il problema è costante.
Ragion per cui il problema è un altro.
in primis la forza di volontà.
in secondo luogo devo essere pratica, e concentrarmi sulle priorità.
Ovvio che non è un bene comprare dei biscotti, ciò nonostante per me è più importante uscire, ai biscotti posso pensarci, meglio non pensarci, dopo.
Idem l'uscita, certo che l'idea di 'imparare' ad uscire solo al mattino è ridicola. Non è guarire, è solo allentare un po' un millimetro di elastico, ma l'alternativa? quando rimando al pomeriggio 9 volte su 10 non esco più...
e poi a dirla tutta, non so nemmeno che senso ha continuare ad analizzare la cosa, visto che non cambia niente...
quello che so è che mi sento sola, peggio mi sento come se nemmeno esistessi.
Ad un certo punto, verso le 17 avevo così bisogno d'aria che volevo uscire a tutti i costi. Cioè, di fatto stavo male perché non ero uscita. Che potrebbe essere un buon segno, e comunque credo sia uno dei lasciti dei 17 giorni ad alassio, se non li butto subito nel cesso...
Piove, anzi, c'erano dei bei temporaloni, per cui era intelligente sapere dove andare, per non passare del tempo sotto l'acqua. Prima scelta, ovviamente supermercato. Comprare una scatola di biscotti per gustarmeli stasera davanti ad un film. Mi sono cambiata, preparata, e poi mi sono bloccata. Biscotti? Davvero? Il mio cervello ha iniziato a elaborare l'informazione percependola come il male assoluto, ok, quindi niente biscotti... dove vado??? Di fronte a questa domanda mi sono bloccata. Poi la pioggia è ridiventata temporale e be', ovviamente non sono uscita. Quindi, per evitare di sbattere la testa al muro, mi sono infilata sotto la doccia che fortunatamente in questo caso ha diminuito l'ansia, cosa non del tutto scontata, anzi, che in percentuale avviene forse una volta su 2.
Comunque in questo caso ha funzionato e io ho evitato di prendere delle gocce perché ero un fascio di nervi perché non ero uscita.
Che onestamente mi sembra quasi più scemo che prenderli per aiutarmi ad uscire... sarà pur vero che di solito per il panico non si diventa matti ma se vado avanti per questa strada credo che poco ci manchi.
Il caldo, i temporali, il vento... la neve... può essere che gli agenti atmosferici quando sono eccessivi, siano un problema, ma qui il problema è costante.
Ragion per cui il problema è un altro.
in primis la forza di volontà.
in secondo luogo devo essere pratica, e concentrarmi sulle priorità.
Ovvio che non è un bene comprare dei biscotti, ciò nonostante per me è più importante uscire, ai biscotti posso pensarci, meglio non pensarci, dopo.
Idem l'uscita, certo che l'idea di 'imparare' ad uscire solo al mattino è ridicola. Non è guarire, è solo allentare un po' un millimetro di elastico, ma l'alternativa? quando rimando al pomeriggio 9 volte su 10 non esco più...
e poi a dirla tutta, non so nemmeno che senso ha continuare ad analizzare la cosa, visto che non cambia niente...
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martedì 27 giugno 2017
ennesimo fallimento
... sono così delusa di me stessa... che cambiare modo di vivere non sarebbe stato facile era ovvio, ma onestamente speravo che ci avrei messo un po' più di, non so, passione? grinta? entusiasmo?
Nemmeno oggi sono uscita, mi sono riappiccicata ad alcuni giochini di facebook e ho letteralmente buttato via tre ore. In effetti forse c'era un motivo se ad un certo punto li odiavo... dopo cena è passato un mio cugino, io ero già di sopra ma l'ho sentito. Per lavoro e piacere lo vedrò andare avanti e indietro almeno sei volte al giorno, pensavo... come potrei spiegargli che io anche oggi tentavo di uscire ma di fatto ero come incollata alla sedia piena di apatia, e per cambiare ansia? a volte credo che chi non ha mai provato questa cosa non creda nemmeno si possa stare così... legati al palo dalla propria mente, che di fatto di allontana da ogni obiettivo che hai...
Comunque, nota a margine... caldo o no, credo che mirare ad uscire al mattino sia più realistico che al pomeriggio, perché dopo aver passato tutto il giorno a pensarci alla fine non ci vado quasi mai e nel frattempo è diventato un impegno enorme.
Non ho fatto ginnastica, non ho scritto...
Non conta solo l'elenco delle cose da fare ma anche scegliere gli orari giusti, quelli che diano alla giornata un senso e che facilitino il passare da un impegno all'altro...
non oso nemmeno immaginare come starò a settembre se non sarò riuscita a migliorare in niente... un incubo.
Nemmeno oggi sono uscita, mi sono riappiccicata ad alcuni giochini di facebook e ho letteralmente buttato via tre ore. In effetti forse c'era un motivo se ad un certo punto li odiavo... dopo cena è passato un mio cugino, io ero già di sopra ma l'ho sentito. Per lavoro e piacere lo vedrò andare avanti e indietro almeno sei volte al giorno, pensavo... come potrei spiegargli che io anche oggi tentavo di uscire ma di fatto ero come incollata alla sedia piena di apatia, e per cambiare ansia? a volte credo che chi non ha mai provato questa cosa non creda nemmeno si possa stare così... legati al palo dalla propria mente, che di fatto di allontana da ogni obiettivo che hai...
Comunque, nota a margine... caldo o no, credo che mirare ad uscire al mattino sia più realistico che al pomeriggio, perché dopo aver passato tutto il giorno a pensarci alla fine non ci vado quasi mai e nel frattempo è diventato un impegno enorme.
Non ho fatto ginnastica, non ho scritto...
Non conta solo l'elenco delle cose da fare ma anche scegliere gli orari giusti, quelli che diano alla giornata un senso e che facilitino il passare da un impegno all'altro...
non oso nemmeno immaginare come starò a settembre se non sarò riuscita a migliorare in niente... un incubo.
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lunedì 26 giugno 2017
bisogni...
Oggi... non sono uscita. Ma va eh?
Ci ho provato, davvero. Cercando di uscire camminando, oppure uscire e basta in auto... non ci sono riuscita.
poi ho visto un libro di un esame. Uno di quelli che in teoria doveva essere già dato e ho avuto una scossa di panico: se rimando ancora senza che questa estate mi aiuti per la salute... dove vado a finire???
L'assurdo è aver passato un'ora e mezza oggi leggendo un libro su come affrontare il panico... non so se ridere o piangere...
Il fatto è che non mi posso permettere altri mesi così. Insomma da qualche parte entro la fine dell'estate devo essere arrivata. Perché ne ho bisogno.
Ma così non funziona e non so come cambiare.
Non so dove prendere la forza.
Ci ho provato, davvero. Cercando di uscire camminando, oppure uscire e basta in auto... non ci sono riuscita.
poi ho visto un libro di un esame. Uno di quelli che in teoria doveva essere già dato e ho avuto una scossa di panico: se rimando ancora senza che questa estate mi aiuti per la salute... dove vado a finire???
L'assurdo è aver passato un'ora e mezza oggi leggendo un libro su come affrontare il panico... non so se ridere o piangere...
Il fatto è che non mi posso permettere altri mesi così. Insomma da qualche parte entro la fine dell'estate devo essere arrivata. Perché ne ho bisogno.
Ma così non funziona e non so come cambiare.
Non so dove prendere la forza.
scrivere per essere
Sì, la fiducia, la sicurezza in noi stessi dovrebbe essere qualcosa che non dipende dagli altri ma nasce direttamente in noi. Nel mondo reale però il confronto con gli altri è la prassi, non siamo fatti per stare da soli e difficilmente il nostro metro di giudizio è solo autoreferenziale. Le esperienze, i risultati, delle persone intorno a noi, sono anche un po' la scala con cui valutiamo i nostri progressi, le nostre esperienze. Entro certi limiti credo sia una cosa assolutamente scontata e normale. Non so bene quando smetta di essere tale e diventi un'ossessione/patologia. SO che però per reggere il confronto, verso gli altri ma anche verso noi stessi, abbiamo bisogno di risultati, di obiettivi raggiunti, di qualcosa di spuntato che ci aiuti a definire chi siamo. Cosa vogliamo, e anche verso cosa ci stiamo dirigendo. Se non è la sfera privata può essere il lavoro, o viceversa, insomma qualcosa che possa fare da perno, qualcosa che ci dica "Ehi, ok... non sarò arrivata dappertutto ma questo l'ho portato a casa..."
Io, a questo punto, non so proprio cosa sono riuscita a portare a casa. Ho questa predisposizione alla chiacchiera, alla scrittura, alla condivisione... avrei tanto voluto che fosse il mio "Ehi, qui ci sono arrivata...", qualcosa di definito che possa fare da àncora mentre lavoro sul resto. Che mi faccia guadagnare e sentire realizzata...
Qualcosa che in effetti sarebbe proprio MIO, che sento mio e che può anche essere un modo per condividere ciò che ho con gli altri, che potrebbe diventare utile anche per gli altri come condivisione di emozioni, esperienze...
Dopo più di tre anni le cose non stanno andando minimamente come speravo. E mi dispiace, perché non sono ancora pronta a rinunciare a questa strada ma non ci siamo.
Scrivere è sempre stato il mio sogno, perché non solo si creano storie, mondi paralleli, speranze... ma si condivide anche il dolore, la realtà, la forza.
Scrivere... non per diventare ma solo per essere quello che già si è.
Non sono pronta a rinunciare al mio sogno. Forse il mio sogno mi chiede un po' di impegno in più... anche se prima o poi sarò costretta a fare i conti con la realtà.
O no???
Io, a questo punto, non so proprio cosa sono riuscita a portare a casa. Ho questa predisposizione alla chiacchiera, alla scrittura, alla condivisione... avrei tanto voluto che fosse il mio "Ehi, qui ci sono arrivata...", qualcosa di definito che possa fare da àncora mentre lavoro sul resto. Che mi faccia guadagnare e sentire realizzata...
Qualcosa che in effetti sarebbe proprio MIO, che sento mio e che può anche essere un modo per condividere ciò che ho con gli altri, che potrebbe diventare utile anche per gli altri come condivisione di emozioni, esperienze...
Dopo più di tre anni le cose non stanno andando minimamente come speravo. E mi dispiace, perché non sono ancora pronta a rinunciare a questa strada ma non ci siamo.
Scrivere è sempre stato il mio sogno, perché non solo si creano storie, mondi paralleli, speranze... ma si condivide anche il dolore, la realtà, la forza.
Scrivere... non per diventare ma solo per essere quello che già si è.
Non sono pronta a rinunciare al mio sogno. Forse il mio sogno mi chiede un po' di impegno in più... anche se prima o poi sarò costretta a fare i conti con la realtà.
O no???
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domenica 25 giugno 2017
voglio guarire o no?!?
Secondo alcuni standard la giornata di oggi è stata per me relativamente semplice, non ha fatto troppo caldo, il mal di testa da ciclo se ne è andato, l'ansia, dopo un lieve accenno verso le 10, è stata relativamente bassa...
Eppure non posso certo dire di essere soddisfatta, anzi!
L'unica cosa che salva la giornata sono stati i 90 di ciclette ma non so quanto valgano di fronte a 12 ore di semi immobilità. Sì, ci sarebbe la scusa che almeno durante il fine settimana posso allentare la presa, ma non regge, perché sinceramente per ora non ho proprio fatto nulla che giustifichi un 'allentare la presa'.
E su questo nessuno mi può dare una mano, se non mi rimbocco le maniche i giorni sul calendario continueranno a scorrere inutili. Il panico posso affrontarlo e guarire, ma non con giornate insulse come quella di oggi.
Sta a me decidere e vorrei che per una volta al voler guarire, seguisse un impegno concreto degno di questo cazzo di nome!
e mi spiace che lo scrivere continui a non avere risultati. Avrei bisogno di qualcosa di positivo ma del resto non posso comunque trincerarmi dietro uno schermo. Serve GUARIRE!
Eppure non posso certo dire di essere soddisfatta, anzi!
L'unica cosa che salva la giornata sono stati i 90 di ciclette ma non so quanto valgano di fronte a 12 ore di semi immobilità. Sì, ci sarebbe la scusa che almeno durante il fine settimana posso allentare la presa, ma non regge, perché sinceramente per ora non ho proprio fatto nulla che giustifichi un 'allentare la presa'.
E su questo nessuno mi può dare una mano, se non mi rimbocco le maniche i giorni sul calendario continueranno a scorrere inutili. Il panico posso affrontarlo e guarire, ma non con giornate insulse come quella di oggi.
Sta a me decidere e vorrei che per una volta al voler guarire, seguisse un impegno concreto degno di questo cazzo di nome!
e mi spiace che lo scrivere continui a non avere risultati. Avrei bisogno di qualcosa di positivo ma del resto non posso comunque trincerarmi dietro uno schermo. Serve GUARIRE!
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sabato 24 giugno 2017
caldo
Mi è capitato di leggere su alcuni libri con argomento il panico, che il caldo amplifica molto la comparsa degli attacchi perché crea nel fisico alcune reazioni fisiche, tipo la sudorazione, battito accelerato..., che generalmente si hanno durante tali attacchi appunto, così il corpo è come ingannato, crede di essere sul punto di una crisi di panico e questa poi, puntualmente avviene. In effetti, pur non avendolo letto prima, lo avevo notato nelle estati passate. Non che mi faccia piacere... ma
...ma in effetti ora come ora quello che mi preoccupa di più è che il caldo diventi l'ennesima scusa per non fare ciò che devo. Tra gli effetti del ciclo e del caldo nei giorni passati ho saltato un paio di uscite ed inoltre anche l'attività fisica è stata meno, molto meno, di quanto è in programma.
Occorre un po' di rigidità in più nei miei confronti. Dico davvero.
Perché questa estate 2017 deve cambiare le cose. Per forza.
...ma in effetti ora come ora quello che mi preoccupa di più è che il caldo diventi l'ennesima scusa per non fare ciò che devo. Tra gli effetti del ciclo e del caldo nei giorni passati ho saltato un paio di uscite ed inoltre anche l'attività fisica è stata meno, molto meno, di quanto è in programma.
Occorre un po' di rigidità in più nei miei confronti. Dico davvero.
Perché questa estate 2017 deve cambiare le cose. Per forza.
sabbie mobili bye bye?
Dopo essere tornata al mare dopo anni, sta cambiando un'altra cosa che risale esattamente all'ultima mia visita al mare. Ed è curioso. Nel 2011 tra l'altro ho anche iniziato la psicoterapia, dando il via a questi sei anni che se da un lato hanno portato a qualche miglioramento, dall'altro mi sembrano francamente più che altro un lungo stallo. Come se dopo un paio di passi, anche importati e non lo nego, avanti io mi fossi impantanata senza più proseguire, raggiungere obiettivi, costruirmi una vita, un futuro...
Ora questi cambiamenti, insieme mi sembrano curiosi...
E per non volersi far mancare niente, perché non vederli come una possibilità di superare questo impasse? Ovviamente con la fatica e l'impegno, senza i quali bella mia, non vado proprio da nessuna parte.
Ora questi cambiamenti, insieme mi sembrano curiosi...
E per non volersi far mancare niente, perché non vederli come una possibilità di superare questo impasse? Ovviamente con la fatica e l'impegno, senza i quali bella mia, non vado proprio da nessuna parte.
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venerdì 23 giugno 2017
pensieri liberi ( o forse no)
... di fatto è da ieri sera che vegeto davanti alla pagina facebook dello stabilimento balneare di Marco senza nemmeno aver il coraggio di cliccare 'mipiace', un po' perché so che cmq non servirà a niente... un po' perché bruciato quel contatto che mi resta?
No, non so stata ossessionata da lui in questa settimana, e sono seria. Però un po' ci ho pensato. Soprattutto come l'ennesimo ragazzo che avrei voluto ma che non mi ha mai degnata di uno sguardo. Mai. Sono lunghi 33 anni sempre a desiderare qualcuno che non ricambia mai... lunghissimi.
Come anche 17 passati a cercare di stare bene senza che questo succedesse.
Oggi mi sono pesata, in questi 4 giorni non ho perso un etto. Potrebbe voler dire che la ginnastica che faccio non è abbastanza.
Potrebbe essere un problemone.
Ma forse il trucco è cercare di essere elastica, essere pronta a cambiare strategia ogni volta che servirà.
L'importante alla fine dei tre mesi estivi sarà essere arrivata da qualche parte. In qualche modo.
No, non so stata ossessionata da lui in questa settimana, e sono seria. Però un po' ci ho pensato. Soprattutto come l'ennesimo ragazzo che avrei voluto ma che non mi ha mai degnata di uno sguardo. Mai. Sono lunghi 33 anni sempre a desiderare qualcuno che non ricambia mai... lunghissimi.
Come anche 17 passati a cercare di stare bene senza che questo succedesse.
Oggi mi sono pesata, in questi 4 giorni non ho perso un etto. Potrebbe voler dire che la ginnastica che faccio non è abbastanza.
Potrebbe essere un problemone.
Ma forse il trucco è cercare di essere elastica, essere pronta a cambiare strategia ogni volta che servirà.
L'importante alla fine dei tre mesi estivi sarà essere arrivata da qualche parte. In qualche modo.
giovedì 22 giugno 2017
ma...
Onestamente più che 'ma' davvero non so che dire. Questa mattina incontro con la psicoterapeuta. Sebbene immagino che sentire per un'ora alcune cose sia diverso che percepire che ne parlo tutti i giorni, la sensazione è che ogni casella oramai sia al suo posto.
Devo continuare a uscire e con sempre maggiore costanza ma, soprattutto, anche per lei, Alassio deve diventare una meta regolare della mia vita. NOn per stravolgimenti radicali tipo vivere là (Anche se... ;) ) quanto per un arricchimento della mia esistenza.
Ok, cercherò di fare come dice... ;)
Potrebbe davvero regalarmi qualche momento di 'gioco' di cui vado allo ricerca oramai senza dubbi.
Secondo lei l'obiettivo sarebbe quello, impegni permettendo, un venerdì pomeriggio di riuscire a partire per fare un fine settimana via. Così improvvisamente semplicemente perché MI SENTO LIBERA di farlo.
Insomma... ogni casella è al suo posto. Quindi occorre viverle. Percorrerle.
Il problema è che io sto male.
Sto male oggi, parecchio. Il ciclo un po' molesto, il caldo e il panico sale alle stelle.
Ma ce la devo fare, non c'è alternativa.
Perché anche se la scrittura, un domani magari vicino... *-*, potesse essere la mia strada, devo e voglio stare bene! Affinché sia una scelta, non un ripiego.
Per cui... un giorno alla volta, un'ora alla volta.
Anche se costa fatica.
Devo continuare a uscire e con sempre maggiore costanza ma, soprattutto, anche per lei, Alassio deve diventare una meta regolare della mia vita. NOn per stravolgimenti radicali tipo vivere là (Anche se... ;) ) quanto per un arricchimento della mia esistenza.
Ok, cercherò di fare come dice... ;)
Potrebbe davvero regalarmi qualche momento di 'gioco' di cui vado allo ricerca oramai senza dubbi.
Secondo lei l'obiettivo sarebbe quello, impegni permettendo, un venerdì pomeriggio di riuscire a partire per fare un fine settimana via. Così improvvisamente semplicemente perché MI SENTO LIBERA di farlo.
Insomma... ogni casella è al suo posto. Quindi occorre viverle. Percorrerle.
Il problema è che io sto male.
Sto male oggi, parecchio. Il ciclo un po' molesto, il caldo e il panico sale alle stelle.
Ma ce la devo fare, non c'è alternativa.
Perché anche se la scrittura, un domani magari vicino... *-*, potesse essere la mia strada, devo e voglio stare bene! Affinché sia una scelta, non un ripiego.
Per cui... un giorno alla volta, un'ora alla volta.
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mercoledì 21 giugno 2017
e quelle frasi che...
Ci vogliono mesi, anni, per costruirsi un'identità. Un lavoro impegnativo su se stessi, venire a patti con i propri limiti, le proprie capacità... quello che è stato fatto, quello da fare...
Ci vuole moltissimo.
Dall'altra parte però esistono frasi che in venti secondi riescono a disintegrarti. Come quelle che mia madre mi ha appena detto, "... le tue coetanee fanno...", "Tu a 15 anni però..."... Sono quelle frasi da cui uno cerca di scappare a gambe levate per preservare quella sanità mentale e quella forza per andare avanti, per sforzarsi, per capire che ok, la strada fatta fin qui non è il massimo ma si può cambiare...
Invece quelle frasi anche se dette con le migliori intenzioni ti spaccano. E non le voglio nemmeno sentire perché non ha senso sentirmi così di fronte a mia madre a 33 anni. Sono stufa di stare così, di sentirmi così, inadeguata verso di me, di lei, degli altri.
Ma essere stufi non serve, non basta...
Comunque nei manuali del panico dovrebbero parlare di più di quello che succede dopo più di dieci anni che non lo affronti, se avessi letto esperienze come la mia sul nascere del problema, se avessi avuto un'idea di quello che mi sarebbe successo, credo che all'epoca sarei uscita anche a costo di collassare 20 volte al giorno.
Ci vuole moltissimo.
Dall'altra parte però esistono frasi che in venti secondi riescono a disintegrarti. Come quelle che mia madre mi ha appena detto, "... le tue coetanee fanno...", "Tu a 15 anni però..."... Sono quelle frasi da cui uno cerca di scappare a gambe levate per preservare quella sanità mentale e quella forza per andare avanti, per sforzarsi, per capire che ok, la strada fatta fin qui non è il massimo ma si può cambiare...
Invece quelle frasi anche se dette con le migliori intenzioni ti spaccano. E non le voglio nemmeno sentire perché non ha senso sentirmi così di fronte a mia madre a 33 anni. Sono stufa di stare così, di sentirmi così, inadeguata verso di me, di lei, degli altri.
Ma essere stufi non serve, non basta...
Comunque nei manuali del panico dovrebbero parlare di più di quello che succede dopo più di dieci anni che non lo affronti, se avessi letto esperienze come la mia sul nascere del problema, se avessi avuto un'idea di quello che mi sarebbe successo, credo che all'epoca sarei uscita anche a costo di collassare 20 volte al giorno.
giorni di maturità, presente e passata...
Questa mattina sono cominciati gli esami di maturità e il pensiero corre subito a quando sono toccati a me. Giugno 2003... sono passati solo 14 anni.
La cosa più triste è che dopo di allora non ho più avuto obiettivi degni di nota raggiunti, patente a parte.
Non ricordo tutti i dettagli di quei giorni, ma in realtà già poco tempo dopo era così. Erano una bolla, una parentesi vissuta in qualche modo in mezzo al progredire del panico che era ormai già conclamato da un paio di anni e mi aveva tolto già molto.
Quello che ricordo però è che ero relativamente tranquilla. Già, io ero più tranquilla di molti che non avevano nulla. Prima che si cronicizzasse ai livelli di ora il mio panico questo giochino me lo faceva: nelle situazioni in cui essere agitati sarebbe stato normale, per me che lo ero per niente 24 ore su 24, ero tranquilla. Anche per gli esami che ho sostenuto in seguito, il problema non era l'esame in sé, quanto essere tranquilla abbastanza per studiare prima.
Un'insicurezza talmente grande da levarmi ogni certezza su me stessa, frutto a sua volta di una severità esorbitante nel giudicare sbagli fatti a 15 anni.
Qualcosa che in molti giuravano sarebbe scomparsa una volta chiusa la parentesi liceo... e invece...
E invece non solo non è scomparsa ma ha procurato un buco talmente grosso nella mia vita, che non può che causare ulteriore ansia, condita con un bel po' di depressione, per tutto ciò che non c'è stato: una vita.
E sì, in teoria si potrebbe ricominciare da capo, da oggi, da subito... ma sono tante le cose da mettere apposto, ci vorranno anni, e ci vorrebbe una forza che non ho.
Di solito quando si deve affrontare una sfida si cerca di motivarsi usando la testa, il cervello... ma quando è proprio il cervello che è un filo in tilt?
Probabilmente nei casi come il mio forse è l'ISTINTO che può dare una mano, quella naturale e spontanea VOGLIA DI VIVERE che abbiano dentro.
Forse serve pensare un po' meno e SENTIRE di più.
in prima e seconda liceo mi sono lasciata andare, più divertimento, meno impegno, più amici, meno casa... ok, non era il massimo ma non era nemmeno nulla di grave, eppure ho visto me stessa attraverso gli occhi del fallimento, e quel panico che voleva solo dirmi di riequilibrare un po' la mia vita, non solo non è stato compreso ma è stato messo nella condicione di poter degenerare. La me di 16 anni è diventata una sorta di giudice spietato che ha visto in due anni un po' esuberanti un fallimento, facendo sì che la me di 33 anni il fallimento lo vivesse sul serio. Isolandomi da tutti perché timorosa potessero vedere quanto non valevo niente...
Ma quando penso a quanto tempo è effettivamente passato così, sono presa da una specie di vertigine. Perché non è possibile!
Però credo di dover andare oltre. Continuare a pensare al passato è facile ma dannoso.
Cambiare sarà molto impegnativo ma di fatto l'unica opzione per andare avanti.
Perdonare me stessa per gli sbagli fatti ma essere intransigente per la strada da percorrere ora.
vorrei che al prossimo giro di maturità io possa finalmente dire di essere uscita dal tunnel.
La cosa più triste è che dopo di allora non ho più avuto obiettivi degni di nota raggiunti, patente a parte.
Non ricordo tutti i dettagli di quei giorni, ma in realtà già poco tempo dopo era così. Erano una bolla, una parentesi vissuta in qualche modo in mezzo al progredire del panico che era ormai già conclamato da un paio di anni e mi aveva tolto già molto.
Quello che ricordo però è che ero relativamente tranquilla. Già, io ero più tranquilla di molti che non avevano nulla. Prima che si cronicizzasse ai livelli di ora il mio panico questo giochino me lo faceva: nelle situazioni in cui essere agitati sarebbe stato normale, per me che lo ero per niente 24 ore su 24, ero tranquilla. Anche per gli esami che ho sostenuto in seguito, il problema non era l'esame in sé, quanto essere tranquilla abbastanza per studiare prima.
Un'insicurezza talmente grande da levarmi ogni certezza su me stessa, frutto a sua volta di una severità esorbitante nel giudicare sbagli fatti a 15 anni.
Qualcosa che in molti giuravano sarebbe scomparsa una volta chiusa la parentesi liceo... e invece...
E invece non solo non è scomparsa ma ha procurato un buco talmente grosso nella mia vita, che non può che causare ulteriore ansia, condita con un bel po' di depressione, per tutto ciò che non c'è stato: una vita.
E sì, in teoria si potrebbe ricominciare da capo, da oggi, da subito... ma sono tante le cose da mettere apposto, ci vorranno anni, e ci vorrebbe una forza che non ho.
Di solito quando si deve affrontare una sfida si cerca di motivarsi usando la testa, il cervello... ma quando è proprio il cervello che è un filo in tilt?
Probabilmente nei casi come il mio forse è l'ISTINTO che può dare una mano, quella naturale e spontanea VOGLIA DI VIVERE che abbiano dentro.
Forse serve pensare un po' meno e SENTIRE di più.
in prima e seconda liceo mi sono lasciata andare, più divertimento, meno impegno, più amici, meno casa... ok, non era il massimo ma non era nemmeno nulla di grave, eppure ho visto me stessa attraverso gli occhi del fallimento, e quel panico che voleva solo dirmi di riequilibrare un po' la mia vita, non solo non è stato compreso ma è stato messo nella condicione di poter degenerare. La me di 16 anni è diventata una sorta di giudice spietato che ha visto in due anni un po' esuberanti un fallimento, facendo sì che la me di 33 anni il fallimento lo vivesse sul serio. Isolandomi da tutti perché timorosa potessero vedere quanto non valevo niente...
Ma quando penso a quanto tempo è effettivamente passato così, sono presa da una specie di vertigine. Perché non è possibile!
Però credo di dover andare oltre. Continuare a pensare al passato è facile ma dannoso.
Cambiare sarà molto impegnativo ma di fatto l'unica opzione per andare avanti.
Perdonare me stessa per gli sbagli fatti ma essere intransigente per la strada da percorrere ora.
vorrei che al prossimo giro di maturità io possa finalmente dire di essere uscita dal tunnel.
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martedì 20 giugno 2017
cambiare è difficile.
Non è bello da dire, ma dopo 5 giorni che sono qui mi sento ancora sfasata, fuori fuoco direi. Mi sembra tutto estraneo, diverso.
Sì, oggi non sono né uscita e né ho fatto movimento. Motivo? Mi sono dedicata troppo ad una cosa questa mattina e il piano di lavoro è saltato. Non va. Se ho fatto un programma con tanto di minutaggio per ogni attività è proprio perché se no quelle più essenziali, e faticose, anche per via del caldo, sono le prime che saltano. Male male MALE!!!
Anche perché questa estate ha senso se mi concentro su quegli obiettivi, altrimenti è ancora solo tempo perso per gli altri, che però senza la salute non possono essere raggiunti e quindi è solo altro tempo perso.
Ne sono anche consapevole perché mi rendo conto che la questione delle amicizie, dei legami, del farsene di nuovi, recuperando quelli vecchi, è sempre più pressante per me. Ne ho proprio bisogno.
Ma anche questa sfera, per essere affrontata, necessita che io riesca ad uscire con un po' più di facilità e che abbia perso un po' di peso, non perché non posso avere amici obesa ma perché faccio troppa fatica a fare qualsiasi cosa!
Tra un po', forse, la malinconia per il mare si attenuerà, spero non si attenui però quello su cui il mare mi ha fatta riflettere. Sono mesi di grandi cambiamenti.
Ed occorre affrontarli ingranando la quarta!!!
Ho paura, ma l'abisso che ho visto dentro di me in quelle interminabili riflessioni sulla spiaggia me ne fa molta di più.
Sì, oggi non sono né uscita e né ho fatto movimento. Motivo? Mi sono dedicata troppo ad una cosa questa mattina e il piano di lavoro è saltato. Non va. Se ho fatto un programma con tanto di minutaggio per ogni attività è proprio perché se no quelle più essenziali, e faticose, anche per via del caldo, sono le prime che saltano. Male male MALE!!!
Anche perché questa estate ha senso se mi concentro su quegli obiettivi, altrimenti è ancora solo tempo perso per gli altri, che però senza la salute non possono essere raggiunti e quindi è solo altro tempo perso.
Ne sono anche consapevole perché mi rendo conto che la questione delle amicizie, dei legami, del farsene di nuovi, recuperando quelli vecchi, è sempre più pressante per me. Ne ho proprio bisogno.
Ma anche questa sfera, per essere affrontata, necessita che io riesca ad uscire con un po' più di facilità e che abbia perso un po' di peso, non perché non posso avere amici obesa ma perché faccio troppa fatica a fare qualsiasi cosa!
Tra un po', forse, la malinconia per il mare si attenuerà, spero non si attenui però quello su cui il mare mi ha fatta riflettere. Sono mesi di grandi cambiamenti.
Ed occorre affrontarli ingranando la quarta!!!
Ho paura, ma l'abisso che ho visto dentro di me in quelle interminabili riflessioni sulla spiaggia me ne fa molta di più.
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lunedì 19 giugno 2017
punto della situazione
Allora... ore 21.50 di sera.
- 90 minuti di movimento (ciclette) fatti. Contapassi segnava più di 9000
- 1 ora e mezza di lavoro per scrivere, fatto.
- 1ora di lettura di saggi sull'adolescenza per il mio lavoro, fatto.
- un po' di lettura fatta.
- uscita, fatta. Di circa 45 minuti per andare a finire di pagare il dentista... (sob sob)
Cosa manca all'appello? una pausa al sole.
Mi sono alzata poco prima delle 9, certo sarebbe stato meglio un po' prima ma il problema non è quello. Il fatto è che dopo aver fatto colazione, tra le 9.15 e le 11.30 (quando poi mi sono decisa ad uscire), non ho fatto nulla. Il punto è che, anche se non ero tranquilla (e quando mai lo sono), ero anche molto lontana dalle situazioni di panico più critico, eppure per quasi due ore ero circa imbambolata, anzi direi incementata alla seggiola. E qui c'è stata la perdita di tempo.
Non so quanto andrò avanti nel resoconto dettagliato, ma vorrei solo trovare il sistema di far funzionare le cose una buona volta. Renderle più facili, più gestibili.
in questo far funzionare le cose, c'è anche la questione amicizie. Seriamente non so come fare a farmene di nuove. Come si fa? Frequentare corsi? serate? di gente ne conosco e ne potrei anche frequentare parecchia. Con un pò di anni più di me, e non è certo un problema. Ma se volessi conoscere qualcuno della mia età, con cui condividere delle esperienze, opinioni, qualcuno che ancora non sia vincolato ad una famiglia? COme si fa? Bello vedere che la mia malattia di fatto mi ha resa incapace pure di socializzare.
Non ho bisogno di nuove amiche del cuore. Solo di qualcuno con cui condividere momenti.
Già... ma poi viene da chiedersi... quali momenti se non riesci a fare nulla? e quindi torniamo all'inizio dell'avventura. Agli obiettivi del progetto estate.
Perché se poi uno semplicemente esce di casa, le persone le incontra.
di solito succede così. Punto.
- 90 minuti di movimento (ciclette) fatti. Contapassi segnava più di 9000
- 1 ora e mezza di lavoro per scrivere, fatto.
- 1ora di lettura di saggi sull'adolescenza per il mio lavoro, fatto.
- un po' di lettura fatta.
- uscita, fatta. Di circa 45 minuti per andare a finire di pagare il dentista... (sob sob)
Cosa manca all'appello? una pausa al sole.
Mi sono alzata poco prima delle 9, certo sarebbe stato meglio un po' prima ma il problema non è quello. Il fatto è che dopo aver fatto colazione, tra le 9.15 e le 11.30 (quando poi mi sono decisa ad uscire), non ho fatto nulla. Il punto è che, anche se non ero tranquilla (e quando mai lo sono), ero anche molto lontana dalle situazioni di panico più critico, eppure per quasi due ore ero circa imbambolata, anzi direi incementata alla seggiola. E qui c'è stata la perdita di tempo.
Non so quanto andrò avanti nel resoconto dettagliato, ma vorrei solo trovare il sistema di far funzionare le cose una buona volta. Renderle più facili, più gestibili.
in questo far funzionare le cose, c'è anche la questione amicizie. Seriamente non so come fare a farmene di nuove. Come si fa? Frequentare corsi? serate? di gente ne conosco e ne potrei anche frequentare parecchia. Con un pò di anni più di me, e non è certo un problema. Ma se volessi conoscere qualcuno della mia età, con cui condividere delle esperienze, opinioni, qualcuno che ancora non sia vincolato ad una famiglia? COme si fa? Bello vedere che la mia malattia di fatto mi ha resa incapace pure di socializzare.
Non ho bisogno di nuove amiche del cuore. Solo di qualcuno con cui condividere momenti.
Già... ma poi viene da chiedersi... quali momenti se non riesci a fare nulla? e quindi torniamo all'inizio dell'avventura. Agli obiettivi del progetto estate.
Perché se poi uno semplicemente esce di casa, le persone le incontra.
di solito succede così. Punto.
DIARIO ALIMENTARE
126 kg.
Avevo ragione: i pantaloni non mentono. Rispetto a fine maggio ho su pure due chili in più. Ma a quello nello specifico non faccio caso: probabilmente ho un po' giocato con la bilancia all'epoca. In ogni caso... da qui si riparte. Allora la domanda è: visto che sono un po' di mesi che mi sembra di essere attenta alla questione, di preciso cosa non ha funzionato?
Indubbiamente la tensione non è amica del mangiare regolare, questo lo so. E questo potrebbe essere un problema visti i mesi che ho davanti. Soprattutto per quanto mi pesa anche l'uscire. Con il caldo che arriva poi...
Quindi... procediamo solo un giorno alla volta. So cosa devo fare tutti i giorni, so che starò male, so che la lettura e la musica possono aiutare in questo e che mangiare schifezze complica solo le cose.
Ovviamente ho paura di non riuscire a trovare un appiglio. Qualcosa al quale aggrapparmi per tentare per l'ennesima volta il percorso.
Anche se forse, a ben pensarci, l'appiglio, il mio appiglio, sono io...
Avevo ragione: i pantaloni non mentono. Rispetto a fine maggio ho su pure due chili in più. Ma a quello nello specifico non faccio caso: probabilmente ho un po' giocato con la bilancia all'epoca. In ogni caso... da qui si riparte. Allora la domanda è: visto che sono un po' di mesi che mi sembra di essere attenta alla questione, di preciso cosa non ha funzionato?
Indubbiamente la tensione non è amica del mangiare regolare, questo lo so. E questo potrebbe essere un problema visti i mesi che ho davanti. Soprattutto per quanto mi pesa anche l'uscire. Con il caldo che arriva poi...
Quindi... procediamo solo un giorno alla volta. So cosa devo fare tutti i giorni, so che starò male, so che la lettura e la musica possono aiutare in questo e che mangiare schifezze complica solo le cose.
Ovviamente ho paura di non riuscire a trovare un appiglio. Qualcosa al quale aggrapparmi per tentare per l'ennesima volta il percorso.
Anche se forse, a ben pensarci, l'appiglio, il mio appiglio, sono io...
domenica 18 giugno 2017
mare che non c'è e ansia più forte... bo????
Sono tornata da 48 ore circa e in questi due giorni ho già preso più ansiolitici che nell'ultima settimana. Non capisco bene che contraccolpo sia questo. Sì, guardo fuori dalla finestra e il bel verde che vedo non è nulla rispetto al blu del mare, ma non capisco: la tristezza si somatizza in ansia? Spero di non essere al punto in cui ogni singola emozione si trasforma in qualcosa d'altro... :/ ah quel profumo di mare, spiaggia... quell'atmosfera da sogno del cielo di sera... quel posto deve far parte della mia vita per FORZA!!! 😍 😍 😍
nel frattempo cerchiamo di capire che cavolo mi succede adesso e come affrontare gli impegni che ho di fronte...
nel frattempo cerchiamo di capire che cavolo mi succede adesso e come affrontare gli impegni che ho di fronte...
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Diario alimentare e non solo
Domani mattina mi peserò in modo ufficiale, per ora posso solo dire che dubito di aver perso qualcosa, me ne accorgono da come mi tirano i pantaloni. Speravo ma nell'ultima settimana, tra il caldo e il panico, non ho camminato molto a fronte di qualche gelatino di troppo mi sa.
Ma non posso più perdere tempo, se voglio che l'estate dia dei frutti in tal senso, non posso permettermi di aspettare oltre. Sicuramente mi sono dimostrata di potere resistere ai dolci a tarda sera più di quanto mi aspettassi, ma il panico in tal senso dà una mano.
Il punto è: CONTROLLO TOTALE. Sulla ginnastica e sul cibo che ingurgito. Anche, oramai, durante i pasti, perché gli extra non sono più in quantità determinante.
Ok, questo vuol probabilmente dire accumulare una tensione altissima. Di quelle che mi fanno stare male, ma, di nuovo, ok. Uscire e perdere peso sono le uniche due cose su cui mi devo concentrare. Per cui, a fronte di pochissime lezioni, potrò svagarmi con la musica, che per qualche strano motivo, è passata nel dimenticatoio. Non la ascolto più e non so perché, è come se non mi sentissi mai abbastanza rilassata da poter abbassare la guardia nell'ascoltare musica. Male e comunque tutto questo dovrà cambiare necessariamente.
Musica, telefilm e lettura saranno le valvole di sfogo.
La scrittura, in quanto più impegnativa, dovrà subentrare solo in un secondo momento.
Faccende domestiche: saranno le benvenute, entro certi limiti, perché sono comunque attività fisica.
Ora visto il caldo occorre - valutare l'ora migliore per l'uscita e per l'attività fisica. A cui aggiungere anche un'ora di sole al giorno che aiuta anche l'umore.
Ok, la mia giornata sarà una specie di tabellone con i turni ma se ci penso, nonostante tutto, sono anche fortunata di potermelo permettere.
Ho paura sia l'ennesimo fallimento ma spero davvero che tutto quello che ho provato in queste settimane al mare sia invece lo stimolo per poter affrontare le cose, che mi diano la forza per fare quei cambiamenti di cui ho un disperato bisogno.
Speriamo...
Ma non posso più perdere tempo, se voglio che l'estate dia dei frutti in tal senso, non posso permettermi di aspettare oltre. Sicuramente mi sono dimostrata di potere resistere ai dolci a tarda sera più di quanto mi aspettassi, ma il panico in tal senso dà una mano.
Il punto è: CONTROLLO TOTALE. Sulla ginnastica e sul cibo che ingurgito. Anche, oramai, durante i pasti, perché gli extra non sono più in quantità determinante.
Ok, questo vuol probabilmente dire accumulare una tensione altissima. Di quelle che mi fanno stare male, ma, di nuovo, ok. Uscire e perdere peso sono le uniche due cose su cui mi devo concentrare. Per cui, a fronte di pochissime lezioni, potrò svagarmi con la musica, che per qualche strano motivo, è passata nel dimenticatoio. Non la ascolto più e non so perché, è come se non mi sentissi mai abbastanza rilassata da poter abbassare la guardia nell'ascoltare musica. Male e comunque tutto questo dovrà cambiare necessariamente.
Musica, telefilm e lettura saranno le valvole di sfogo.
La scrittura, in quanto più impegnativa, dovrà subentrare solo in un secondo momento.
Faccende domestiche: saranno le benvenute, entro certi limiti, perché sono comunque attività fisica.
Ora visto il caldo occorre - valutare l'ora migliore per l'uscita e per l'attività fisica. A cui aggiungere anche un'ora di sole al giorno che aiuta anche l'umore.
Ok, la mia giornata sarà una specie di tabellone con i turni ma se ci penso, nonostante tutto, sono anche fortunata di potermelo permettere.
Ho paura sia l'ennesimo fallimento ma spero davvero che tutto quello che ho provato in queste settimane al mare sia invece lo stimolo per poter affrontare le cose, che mi diano la forza per fare quei cambiamenti di cui ho un disperato bisogno.
Speriamo...
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sabato 17 giugno 2017
#RebekkaF. e il bene che mi fa 💖 💟 💖 💟
Rebekka F. & Lady Purple
·
Una vacanza per ricominciare a sognare.
·
Un errore splendido.
·
E se ci volesse il mare?
progetto: un'estate al mare
progetto: un'estate al mare
·
Sospiri nell’anima
·
Tutto il tempo del mondo- le mille note di un
amore.
sorrisi a colazione
·
Non serve tempo! Quando lo sai, lo sai!
·
Perché la vita mi ha portato fino a te!
·
Cara Azzurra…
·
E adesso? Adesso… NOI!!!
·
Primavera… la rinascita del cuore
·
Una rosa petali di piacere
·
Della mia vita.
·
“Scrivo perché…”
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Una casa, tre piani da vivere, tre piani
d’amore.
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a questo punto
Curioso che io non abbia scritto da due giorni. Curioso e significativo. Come ieri del resto, quando sono arrivata a casa... è come non voler dare ulteriore peso alle sensazioni che sto provando.
E cosa sto provando... be', un senso di disagio. Casa mia mi sembra un po' estranea al momento, non c'è il mare fuori dalla finestra, non c'è Marco a mezzo chilometro da qui... non ci sono i gabbiani con il loro verso... né il treno che passa.
Di fatto c'è la mia vita da sistemare e la curiosità di cosa quel posto debba voler dire davvero nella mia vita quotidiana, e se non altro stagionale.
Comunque... nel complesso la vacanza è stata come mi aspettavo: tanti pensieri e un po' d'ansia. E anche se ci sono stati momenti complessi, meno panico forte di quanto avessi messo in preventivo, :) , ma molta più introspezione... :/
A questo punto la domanda da un milione di dollari: come penso di mettere il pratica il piano che mi porterà da una partenza in salita ad una prima tappa interessante? Visto anche che tolto il concetto di dover uscire (ma per fare cosa?), non so come procedere?
Sì, nel vago ci sono alcuni appuntamenti lungo l'estate a cui potrei partecipare, ma sono pochi. Serve molto di più.
C'è da mettere in preventivo un'ora al giorno per letture impegnative. Almeno due per scrivere. Forse qualche lezione, ma poche e non subito credo.
Prendere un po' di sole. Così quel filo di colore che ho preso può servire da base e con qualche ora alla settimana posso passare un'estate senza avere il mio solito colore bianco grigiastro.
Ok, forse l'abbronzatura non è la cosa essenziale ma dà comunque un colorito sano e SANA deve diventare la parola chiave della mia vita.
Ma non succederà con la bacchetta magica, ci vorrà impegno, molto impegno da parte mia.
Cominciamo?
E cosa sto provando... be', un senso di disagio. Casa mia mi sembra un po' estranea al momento, non c'è il mare fuori dalla finestra, non c'è Marco a mezzo chilometro da qui... non ci sono i gabbiani con il loro verso... né il treno che passa.
Di fatto c'è la mia vita da sistemare e la curiosità di cosa quel posto debba voler dire davvero nella mia vita quotidiana, e se non altro stagionale.
Comunque... nel complesso la vacanza è stata come mi aspettavo: tanti pensieri e un po' d'ansia. E anche se ci sono stati momenti complessi, meno panico forte di quanto avessi messo in preventivo, :) , ma molta più introspezione... :/
A questo punto la domanda da un milione di dollari: come penso di mettere il pratica il piano che mi porterà da una partenza in salita ad una prima tappa interessante? Visto anche che tolto il concetto di dover uscire (ma per fare cosa?), non so come procedere?
Sì, nel vago ci sono alcuni appuntamenti lungo l'estate a cui potrei partecipare, ma sono pochi. Serve molto di più.
C'è da mettere in preventivo un'ora al giorno per letture impegnative. Almeno due per scrivere. Forse qualche lezione, ma poche e non subito credo.
Prendere un po' di sole. Così quel filo di colore che ho preso può servire da base e con qualche ora alla settimana posso passare un'estate senza avere il mio solito colore bianco grigiastro.
Ok, forse l'abbronzatura non è la cosa essenziale ma dà comunque un colorito sano e SANA deve diventare la parola chiave della mia vita.
Ma non succederà con la bacchetta magica, ci vorrà impegno, molto impegno da parte mia.
Cominciamo?
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mercoledì 14 giugno 2017
è stata solo la partenza, vedremo poi la prima tappa
Alla fine appellandomi non so a che santo, verso le 18 sono riuscita a mettere il naso fuori dalla porta. Stavo uno schifo, ma 40 minuti fuori, due passi, un po' di contemplazione del mare, qualche sbirciata (sigh) a Marco, mi hanno rimessa al mondo, o almeno mi hanno fatta stare un po' meglio. Oggi ero davvero preoccupata, stavo malissimo, adesso invece è importante un filo di relax in più per affrontare le ultime 40 ore circa, viaggio compreso. Se no impazzisco durante il viaggio!!! Sob.
Comunque non è stata una vacanza facile e si sapeva, mi spiace solo che sia stato un peggioramento graduale. Ero partita tutto sommato benone mi pare, almeno in confronto a come sta finendo...
Ma l'ho detto: questa è stata solo la partenza, vedremo poi la prima tappa...
tra un anno
Comunque non è stata una vacanza facile e si sapeva, mi spiace solo che sia stato un peggioramento graduale. Ero partita tutto sommato benone mi pare, almeno in confronto a come sta finendo...
Ma l'ho detto: questa è stata solo la partenza, vedremo poi la prima tappa...
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come si fa...
... a non avere nostalgia del passato quando il presente è un tale casino da impedire di vedere persino un futuro?
????????????????
Dunque... all'incirca da sabato/domenica scorsi, stavo vivendo una sorta di doppia dimensione, da una parte la stanchezza di essere qui, la tensione, anche dovute al caldo, e quindi il desiderio di andarmene a casa, 18 giorni sembravano troppi e decidere di partire il prossimo sabato un po' azzardato; dall'altra be' la consapevolezza che comunque tutto questo mi mancherà tanto da stare male e che Marco ha un significato che non riesco bene a decifrare ma molto importante. Quindi un'ansia crescente e prevista. Ma poi ieri ha chiamato mia mamma per dire che dobbiamo andare via venerdì perché da sabato è stata affittata, onestamente non mi fa schifo guadagnare qualcosa ma da ieri alle 16.50, cioè quando ho ricevuto la chiamata, è un macello e sto malissimo. Intanto l'idea di DOVER andare mi mette in crisi, come se non ci fosse margine per malesseri vari. E quindi ovviamente STO GIà MALISSIMO. Quindi quel malessere progressivamente sempre più forte ma che ero convinta di riuscire a gestire, si è trasformato in un mostro che mi sta facendo dare di matto. Mi sembra davvero di impazzire come raramente mi è successo. Questa mattina c'era una discreta arietta sulla passeggiata, probabilmente fare due passi non sarebbe stato così malvagio e invece non sono riuscita. Sto tremando come una foglia. L'unico momento sereno è stato quando ho raccontato a mio padre del responso, positivo, scolastico che una ragazza che ho seguito tutto l'anno mi ha riportato questa mattina.
Oggi mancano 48 ore, ieri 72. Non so descrivere questa situazione in nessun altro modo che ASSURDA e PERVERSA.
Non si può essere ridotti così. Avrei voglia di fare una cantata delle mie. Sono un fascio di nervi.
In mezzo a tutto questo, persino pensare AL PENSARE A MARCO è ridicolo. Mi ripeto, ma che spazio può trovare un ragazzo, una relazione, magari pure a distanza, in mezzo a questo marasma?
Non riesco a calmarmi. Non riesco.
Spero un po' di musica faccia il miracolo... :/ :(
Oggi mancano 48 ore, ieri 72. Non so descrivere questa situazione in nessun altro modo che ASSURDA e PERVERSA.
Non si può essere ridotti così. Avrei voglia di fare una cantata delle mie. Sono un fascio di nervi.
In mezzo a tutto questo, persino pensare AL PENSARE A MARCO è ridicolo. Mi ripeto, ma che spazio può trovare un ragazzo, una relazione, magari pure a distanza, in mezzo a questo marasma?
Non riesco a calmarmi. Non riesco.
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lunedì 12 giugno 2017
e quel bisogno di cambiare tutto
Oggi è successo di
nuovo: me ne stavo a casa preoccupata per il mio futuro (non futuro) scolastico-lavorativo
e trangugiavo ansiolitici come fossero succo di frutta. Verso le 18.30 un non
meglio precisato bisogno di spuntare una voce dalla lista, unito al desiderio
di comprare dei pasticcini, mi ha spinta a prepararmi ed uscire.
Sono arrivata alla
pasticceria più vicina, poi non sono entrata ma non perché presa da una
ammirevole forza di volontà, quanto piuttosto dalla vergogna di entrare e
chiedere dolci. Me ne sono tornata indietro, 35 minuti di camminata. 35 minuti in cui avevo caldo, ovvio, un dolore assurdo alle gambe perché il mio dolce peso questo provoca, e dulcis in fundo, un panico perenne che mi stava per far scoppiare a piangere in mezzo a tutti. Ad un certo punto un signore, chiaramente un turista mi è passato accanto, profumava di buono, profumava di estate e di vacanze. Profumava di quell’idea di vacanze che non riesco a vivere più. Poco prima ero passata accanto ad un’auto con dentro 3 ragazzi e una ragazza. Stavano guardando un video sul telefono, uno di loro fa “Mi butto?”, e io, anche se sapevo che non era quello che intendeva, ho pensato: FA CHE NON INTENDA CON ME.
E poi ho pensato perché non sarei in grado di gestirlo, non sarei in grado di gestire un invito, un’uscita, un cinema, una cena. NIENTE. Non sarei in grado di gestire niente.
A questo punto sono. Così stanno le cose.
Allora ha davvero senso pensare di essere in grado di affrontare lo studio a questo punto? Io non credo.
Io non capisco cosa non funzioni in me, se fobia sociale, se paura degli altri, del confronto, del giudizio, se una routine che ora non ha più motivo d’essere ma che è rimasta… non so nulla ma so che devo cambiare.
Da due mesi mi sto impegnando ad uscire, ho bisogno di tempo per me per guarire, poi di tempo per me per giocare insieme agli altri, solo in seguito sarò pronta a responsabilità.
Ora sono al livello uno. Prendere confidenza con l’uscire e perdere peso.
Io non ho idea di che razza di mesi mi aspettino ma non ci sono strade alternative. Devo passare di qui per forza.
Anche se esattamente non so nemmeno cosa sia questo ‘qui’.
Ma devo riprendere coscienza delle mie possibilità, delle mie capacità, per costruirmi una vita. Perché gli anni non vissuti fanno male, ma quelli che potrei perdere ancora, sarebbero anche peggio.
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punto della situazione...
FA UN CALDO DELL'ACCIDENTE. la mia è una domanda seria: ma i bagnini come diavolo fanno a resistere un'estate intera così sotto il sole cocente? E l'estate non è nemmeno cominciata... :/ io credo ci resterei secca. Non so, vengono allenati sin da piccoli? No, perché seriamente... come diavolo fai a stare su quella torretta come un pollo allo spiedo con il sole cocente di mezzogiorno? mah... a parte il piccolo dettaglio che non so nuotare, questo davvero non sarebbe il lavoro per me... :P
Comunque... ho fatto il mio giro quotidiano, circa 30 minuti, sai che fatica, ma con sto caldo davvero non ce la facevo di più. E poi i vestiti, sono due settimane che viaggio con la mia solita tenuta d'ordinanza: pantaloni neri. Di fatto ho solo quelli ma non sono il massimo con sto tempo.
Comunque 2... ho visto Marco, era sulla torretta appunto, quel tanto che basta per farmi venire la mia dose di magone quotidiano per cui direi che per oggi sono apposto, ho spuntato tutte le voci dalla mia lista.
Ah, in più stanno lavorando per strada per la fibra ottica per cui c'è un casino dell'accidente.
così stanno le cose. Per questo poi mi riprometto ogni volta che non tornerò al mare fino a che non sarò effettivamente in grado di andare in spiaggia e entrare in acqua!!!
Forse un filo di senso ce l'ha come ragionamento. eh!
Comunque... ho fatto il mio giro quotidiano, circa 30 minuti, sai che fatica, ma con sto caldo davvero non ce la facevo di più. E poi i vestiti, sono due settimane che viaggio con la mia solita tenuta d'ordinanza: pantaloni neri. Di fatto ho solo quelli ma non sono il massimo con sto tempo.
Comunque 2... ho visto Marco, era sulla torretta appunto, quel tanto che basta per farmi venire la mia dose di magone quotidiano per cui direi che per oggi sono apposto, ho spuntato tutte le voci dalla mia lista.
Ah, in più stanno lavorando per strada per la fibra ottica per cui c'è un casino dell'accidente.
così stanno le cose. Per questo poi mi riprometto ogni volta che non tornerò al mare fino a che non sarò effettivamente in grado di andare in spiaggia e entrare in acqua!!!
Forse un filo di senso ce l'ha come ragionamento. eh!
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domenica 11 giugno 2017
mi si pareranno davanti tutte le mie più profonde paure
Oggi è il primo giorno che non esco per niente, né mattino né sera. Ora, la scusa ufficiale, comunque vera, è che grazie al fatto che sto vivendo come una reclusa da 10 anni, sono riuscita a scottarmi persino da vestita... mamma mia che impiastro... :/ , la scusa ufficiosa però è che ero, sono stanca, stanca di camminare portandomi dietro più di 120 kg sotto il sole, stanca di interminabili camminare in cui non faccio che pensare. Una parte di me avrebbe voluto comunque uscire per vedere, o sarebbe meglio dire intravedere, Marco. L'altra parte invece, quella che ha anche voglia di tornare a casa, no, e vorrebbe già dichiarare la questione Marco chiusa per poter andare avanti.
<solo che anche tornata a casa, forse mi sentirò più rilassata per certi versi ma so cosa mi aspetta. E sarà durissima, perché il panico non sparirà da un giorno all'altro, perché il peso non si dimezzerà per magia, perché sarò comunque sola. e perché Marco mi mancherà e con lui tutta la spensieratezza degli anni non vissuti, tutta la paura del tempo che non ho più.
L'insicurezza enorme rispetto alle mie capacità di fare ora e di cavarmela da sola poi.
perché 17 anni di panico mi hanno fatto questo: mi hanno tolto vita e mi hanno resa incapace di pensarmi autonoma e il fatto di essere sola non aiuta.
ho davanti mesi, anni?, assurdi. Spero di trovare un appiglio che mi possa aiutare. Sarebbe bello se riuscissi ad avere un contatto con Marco, un'amicizia virtuale, un qualcosa di bello e di nuovo che mi dimostri che le cose belle possono succedere e che i cambiamenti non sono solo portatori di brutte notizie.
Ho davanti mesi di merda perché mi si pareranno davanti tutte le mie più profonde paure.
E non so cosa succederà.
Se recupererò qualcosa, se sarò in grado di vivere quello che verrà. Non so niente di niente.
<e sono terrorizzata!
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sabato 10 giugno 2017
carissima me...
Questa mattina il mondo sembrava molto più sereno e coloroso e ciccì e coccò... :D Questo pomeriggio le cose sono state PARECCHIO più COMPLICATE.
Verso le 14 ho iniziato a leggere un libro che mi è piaciuto, mi ha presa per più di 2 ore. Quando poi mi sono staccata dal libro, perché era quasi ora di uscire, mi sono pentita di aver letto così a lungo. Intendiamoci, leggere due ore per me non è affatto molto, ma quando lo fai ti scolleghi dal mondo e, a volte, rientrarci, non è facile. Motivo per cui, mentre si avvicinava l'ora standard dell'uscita, tutto ha iniziato a farsi difficile, con mille sintomi, dalla testa, alla pancia... credevo non sarei riuscita ad uscire. Ed era un peccato, uno perché volevo tanto arrivare al molo, due, comprarmi un dolcetto... ebbene sì, ma la pasticceria è vicina al molo, dunque non avrei fatto una cosa senza l'altra. Alla fine, memore del fatto che tutto sommato, comunque una parte di me aveva voglia di uscire, anche solo dietro l'angolo per respirare un po' di aria di mare, sono uscita e poco alla volta sono stata meglio, e ho fatto tutto. Gita al molo, e pasticceria, compresa... (e questo non era proprio necessario... :/).
Così, visto che mi ero un po' accaldata invece di andare a casa, ho proseguito nell'altra direzione, quella dove c'è la spiaggia di Marco per intenderci, perché dopo le 18 è più
fresca e si sta bene... certo solo per quello... ma per piacere!!!
L'ho visto da lontano e man mano che mi avvicinavo a dove era lui, vicino alla passeggiata, guardavo sempre più davanti a me così che lui sparisse dal mio campo visivo. Ora, io so perché faccio così. Perché Ho vergogna, perché ho paura che possa prendermi in giro. Come se a più di 30 anni fosse la sua priorità. E sì, in passato per un sovrappeso nemmeno paragonabile all'obesità di ora, è successo che qualcuno mi prendesse in giro. Ok... ma lui che c'entra?
Intendiamoci, non è che mi voglio mettere a fare conversazione dalla passeggiata con lui che è in spiaggia, ma se per caso, che so, in mezzo a tutto un guardarsi in giro, i nostri sguardi si incrociassero? Sarebbe così disdicevole sorridergli???
No, perché in effetti, in questo gioco mongolo che è la timidezza cronica, potrebbe anche darsi che quella che passa per spocchiosa diventi io. So che lui non è lì ad aspettare che io lo saluti, ma è lì, e francamente non ci sarebbe nulla di male nel salutarlo! Anche solo un sorriso se gli sguardi entrano in traiettoria. Voglio dire... una volta, tanti anni fa, ci si salutava...
Con il lavoro che fa sarà abituato a salutare in pratica chiunque, e se di fatto come mentre ritornavo, lui si trova in un punto in cui io per evitare il suo sguardo devo camminare con la testa rigida come avessi un bastone nel collo, perché camminando naturalmente il mio sguardo lo intercetterebbe volente o nolente, non passo io per quella che si atteggia? sì, lui non noterà un bel niente, me ne rendo conto ma non fa bene a me. >Perché se ci fosse una possibilità su un milione che lui volesse contraccambiare, be', che cosa contraccambierebbe? Il fatto che guardo praticamente tutti tranne lui???
Cara ragazza mia... così proprio non ci siamo!!! :/ :/ :/
Verso le 14 ho iniziato a leggere un libro che mi è piaciuto, mi ha presa per più di 2 ore. Quando poi mi sono staccata dal libro, perché era quasi ora di uscire, mi sono pentita di aver letto così a lungo. Intendiamoci, leggere due ore per me non è affatto molto, ma quando lo fai ti scolleghi dal mondo e, a volte, rientrarci, non è facile. Motivo per cui, mentre si avvicinava l'ora standard dell'uscita, tutto ha iniziato a farsi difficile, con mille sintomi, dalla testa, alla pancia... credevo non sarei riuscita ad uscire. Ed era un peccato, uno perché volevo tanto arrivare al molo, due, comprarmi un dolcetto... ebbene sì, ma la pasticceria è vicina al molo, dunque non avrei fatto una cosa senza l'altra. Alla fine, memore del fatto che tutto sommato, comunque una parte di me aveva voglia di uscire, anche solo dietro l'angolo per respirare un po' di aria di mare, sono uscita e poco alla volta sono stata meglio, e ho fatto tutto. Gita al molo, e pasticceria, compresa... (e questo non era proprio necessario... :/).
Così, visto che mi ero un po' accaldata invece di andare a casa, ho proseguito nell'altra direzione, quella dove c'è la spiaggia di Marco per intenderci, perché dopo le 18 è più
fresca e si sta bene... certo solo per quello... ma per piacere!!!
L'ho visto da lontano e man mano che mi avvicinavo a dove era lui, vicino alla passeggiata, guardavo sempre più davanti a me così che lui sparisse dal mio campo visivo. Ora, io so perché faccio così. Perché Ho vergogna, perché ho paura che possa prendermi in giro. Come se a più di 30 anni fosse la sua priorità. E sì, in passato per un sovrappeso nemmeno paragonabile all'obesità di ora, è successo che qualcuno mi prendesse in giro. Ok... ma lui che c'entra?
Intendiamoci, non è che mi voglio mettere a fare conversazione dalla passeggiata con lui che è in spiaggia, ma se per caso, che so, in mezzo a tutto un guardarsi in giro, i nostri sguardi si incrociassero? Sarebbe così disdicevole sorridergli???
No, perché in effetti, in questo gioco mongolo che è la timidezza cronica, potrebbe anche darsi che quella che passa per spocchiosa diventi io. So che lui non è lì ad aspettare che io lo saluti, ma è lì, e francamente non ci sarebbe nulla di male nel salutarlo! Anche solo un sorriso se gli sguardi entrano in traiettoria. Voglio dire... una volta, tanti anni fa, ci si salutava...
Con il lavoro che fa sarà abituato a salutare in pratica chiunque, e se di fatto come mentre ritornavo, lui si trova in un punto in cui io per evitare il suo sguardo devo camminare con la testa rigida come avessi un bastone nel collo, perché camminando naturalmente il mio sguardo lo intercetterebbe volente o nolente, non passo io per quella che si atteggia? sì, lui non noterà un bel niente, me ne rendo conto ma non fa bene a me. >Perché se ci fosse una possibilità su un milione che lui volesse contraccambiare, be', che cosa contraccambierebbe? Il fatto che guardo praticamente tutti tranne lui???
Cara ragazza mia... così proprio non ci siamo!!! :/ :/ :/
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tra una settimana...
Questa mattina l'umore è migliore, e il giro non è stato un'agonia. Anzi, direi che è stato molto piacevole. Ora, la cosa curiosa è che ero rilassata e mille stimoli esterni, aerei che passano, il treno, il vociare dei bimbi, i gabbiani... insomma tutti i rumori, bel lungi dal darmi fastidio, assorbivano la mia attenzione, concentrata su di essi, i piccoli fastidi che in alcuni secondi ho provato, sono finiti fuori dal mio campo di interesse. Buono no? Tra una settimana, a quest'ora starò per arrivare a casa, probabilmente mi aspetteranno momenti difficili per altri versi. Riabituarsi al solito tram tram... purché non sia proprio il solito. Ho mille cose da cambiare, prima di tutto capire quale prospettiva scolastica realistica ho di fronte, poi attuare un piano d'azione per uscire tutti i giorni, e possibilmente come sto facendo qui, abbinato a del movimento. Anche oggi mi facevano parecchio male le gambe, la mia obesità non perdona. Fare in modo che uscire di casa non sia più una tortura e perdere qualche decina di chili, dovranno essere i fili conduttori dei prossimi mesi. Una volta messi in cassaforte questi obiettivi PRIMARI, potrò valutare nuove scale di intervento a livello sociale e scolastico. Ma davvero: UNA COSA PER VOLTA.
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venerdì 9 giugno 2017
troverai una strada
Torno ora da un giro che mi sono imposta dopo essere rimasta confinata in casa per tutta mattina. Cosa posso dire? 90 minuti di purgatorio.
Io sono proprio stanca. A parte il fastidioso fatto di essere fuori tempo massimo per qualsiasi cosa, mi chiedo... anche se non lo fossi, anche se riuscissi veramente a convincermi che non sono poi così vecchia, cosa cambierebbe se sto sempre così? Cielo ma non è possibile. Sono sulla passeggiata immersa in uno spettacolo bellissimo, sole, luci, non troppo caldo, persone senza esserci ressa, lo vedo che è tutto una meraviglia, lo vedo, e so quanto mi mancherà quando me ne sarò andata. Eppure io sono in crisi, con la sensazione perenne che mi scappi la pipì, che mi venga la nausea... e poi mi snervo di questo stato e vorrei solo urlare, e piangere. Vorrei godermi questa meraviglia di mare senza se e senza ma. Vorrei stare qui e STARE BENE cazzo.
Sono stanca.
Poniamo l'assurdo caso che Marco,o chi per lui, mi filasse... ma che cavolo faccio se nemmeno riesco ad aprire bocca per come sono conciata?
Io spero solo che queste emozioni, per certi versi già messe in preventivo, possano aiutarmi a dare una regolata alla mia vita, che questa sia davvero solo una partenza e che tra un anno, ad esempio, io possa godere della bellezza di questo posto e della vita.
Questo posto deve fare parte della mia vita, ma sarà impossibile se ogni volta farà così male perché mi costringe a fare bilanci, e sono sempre bilanci di merda.
Sono venuta qui regolarmente fino, credo, circa ai 23 anni. Poi nel 2011-2012 a 27/28 anni ed ora, a 33. Chiaramente sono anni speciali, tra i 25 e i 35, anni in cui di solito uno si realizza.
Ora, ho perso quelli tra i 17 e 25. Non ho realizzato un cazzo tra i 25 e i 35... non so che dire.
Non posso certo stupirmi se venendo qui ogni 5 anni mi rendo solo che la mia vita continua a fare schifo. E del resto che dovrei fare? Spesso mi è stato impossibile venire proprio per come stavo.
E allora ogni tanto fai una puntata qui... quasi per sbaglio. Stai ancora una merda per cui non prevedi cambiamenti a breve, risultati non ne hai avuti... passi il tempo tra un attacco di ansia e uno di pianto. Vedi che il tempo passa, che gli obiettivi si allontanano sempre. Vedi che nel frattempo hai perso quasi tutti per strada...
vedi che sei stanca... ma che una cellula del tuo cervello ha ancora voglia di sperare che ce la farai, che questa volta cambierai. Che non manderai ancora tutto all'aria, che il tempo è passato, ma che puoi sperare, e pretendere, di essere ancora felice, che dovrai lavorare sodo. Ma che una strada, che porti da Marco o soprattutto da me stessa, LA TROVERAI.
nel frattempo piangi, ok. Purché tu non perda la speranza. MAI
Io sono proprio stanca. A parte il fastidioso fatto di essere fuori tempo massimo per qualsiasi cosa, mi chiedo... anche se non lo fossi, anche se riuscissi veramente a convincermi che non sono poi così vecchia, cosa cambierebbe se sto sempre così? Cielo ma non è possibile. Sono sulla passeggiata immersa in uno spettacolo bellissimo, sole, luci, non troppo caldo, persone senza esserci ressa, lo vedo che è tutto una meraviglia, lo vedo, e so quanto mi mancherà quando me ne sarò andata. Eppure io sono in crisi, con la sensazione perenne che mi scappi la pipì, che mi venga la nausea... e poi mi snervo di questo stato e vorrei solo urlare, e piangere. Vorrei godermi questa meraviglia di mare senza se e senza ma. Vorrei stare qui e STARE BENE cazzo.
Sono stanca.
Poniamo l'assurdo caso che Marco,o chi per lui, mi filasse... ma che cavolo faccio se nemmeno riesco ad aprire bocca per come sono conciata?
Io spero solo che queste emozioni, per certi versi già messe in preventivo, possano aiutarmi a dare una regolata alla mia vita, che questa sia davvero solo una partenza e che tra un anno, ad esempio, io possa godere della bellezza di questo posto e della vita.
Questo posto deve fare parte della mia vita, ma sarà impossibile se ogni volta farà così male perché mi costringe a fare bilanci, e sono sempre bilanci di merda.
Sono venuta qui regolarmente fino, credo, circa ai 23 anni. Poi nel 2011-2012 a 27/28 anni ed ora, a 33. Chiaramente sono anni speciali, tra i 25 e i 35, anni in cui di solito uno si realizza.
Ora, ho perso quelli tra i 17 e 25. Non ho realizzato un cazzo tra i 25 e i 35... non so che dire.
Non posso certo stupirmi se venendo qui ogni 5 anni mi rendo solo che la mia vita continua a fare schifo. E del resto che dovrei fare? Spesso mi è stato impossibile venire proprio per come stavo.
E allora ogni tanto fai una puntata qui... quasi per sbaglio. Stai ancora una merda per cui non prevedi cambiamenti a breve, risultati non ne hai avuti... passi il tempo tra un attacco di ansia e uno di pianto. Vedi che il tempo passa, che gli obiettivi si allontanano sempre. Vedi che nel frattempo hai perso quasi tutti per strada...
vedi che sei stanca... ma che una cellula del tuo cervello ha ancora voglia di sperare che ce la farai, che questa volta cambierai. Che non manderai ancora tutto all'aria, che il tempo è passato, ma che puoi sperare, e pretendere, di essere ancora felice, che dovrai lavorare sodo. Ma che una strada, che porti da Marco o soprattutto da me stessa, LA TROVERAI.
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giovedì 8 giugno 2017
e quel caffè che...
non riesco a prendere. Se non altro posso almeno dire che in questi giorni non sto andando nelle spese. Di fatto non sto spendendo un fico secco. Mi immaginavo qualche caffè/colazione al bar, un gelato al pomeriggio... e invece niente. E' già una mezza impresa uscire, ingurgitare qualcosa è di fatto impossibile. Credo che comunque quando salirò sulla bilancia avrò una bella sorpresa. O almeno lo spero. Dopo cena non ho niente da mangiare come schifezze, e vorrei sottolineare, per quando sarò a casa, che non sto impazzendo dall'astinenza!!! Qualche oretta di movimento la faccio... speriamo in beneeeeee.
Insomma, se no riesco a usufruire dei bar in giro, speriamo almeno possa servire a qualcosa, visti anche gli eterni mal di gambe... :/
piccola postilla... Marco è STUPENDOOOOOOOO ;) ;)
Insomma, se no riesco a usufruire dei bar in giro, speriamo almeno possa servire a qualcosa, visti anche gli eterni mal di gambe... :/
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speriamo che...
Ieri è stata una giornata piuttosto confusa. Se il giorno prima è stata una tormenta emotiva, ieri lo è sembrata meno, l'idea di fondo resta una sola: con tutto da rifare, da rigestire, riprogrammare, nella dieta, nel sociale, lavoro, salute e così via... be', che cavoli di problemi ci sono a sognare che un giorno io e Marco vivremo qualcosa? ovviamente occorre pensarci con le dovute cautele o rischio di farmi travolgere dalla preoccupazione di gestire anche quello.. e sarebbe il colmo: pensare di non gestire qualcosa che ha l'1% di probabilità di avverarsi. Percentuale che mi serve solo per non mettermi a piangere ora sullo 0,0%. Però mi mancherà questo posto, la luce e le energie che circolano. Quando sarò tornata a casa che succederà? Finirò ancora per essere sempre sola in casa? al buio, senza aria? Almeno qui ho luce, calore, aria... ossigeno puro! cosa che non fa male. Insomma, spero davvero che questa vacanza in cui non credevo fino al momento della partenza, visto che mi ha aperto gli occhi in modo anche doloroso sulla mia vita, riesca a darmi anche uno spunto per rimetterla in piedi. Speriamo...
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mercoledì 7 giugno 2017
che barba...
A volte ci sono momenti, come ora, in cui mi sembra di vedere tutti i miei pensieri dal di fuori. E francamente mi sembrano tutti completamente inutili.
Come un qualcosa che continua a girare in tondo e a vuoto.
Che barba...
Come un qualcosa che continua a girare in tondo e a vuoto.
Che barba...
martedì 6 giugno 2017
tristezza a 360 gradi
Tra ansia e tristezza la giornata di oggi mi ha tipo masticata e sputata come una chewing gum oramai senza sapore. Nel giro di un paio d'ore credo di essere stata male per mille cose insieme.
La vita che non ho, il tempo che ho perso, la solitudine, Marco, l'idea di non avere fatto esperienze, di non essere in grado di cavarmela da sola, il tempo che non avrò con i miei genitori di 75 e 70 anni... l'idea di dover tornare a casa, l'idea di non esserci già. Insomma un minestrone di emozioni, rottura di equilibrio dicevo... be', alla grandissima. Poi, sì tutto giusto, tutto vero, ma alla fin fine anche tutto inutile se pensato così. Non riesco a vivere nel tempo presente. Mai. E questo è un problema. Mi veniva da piangere, ho pianto. Ora sto meglio. Ma questi sbalzi d'umore così... mi aspettavo che qui sarebbe stato tutto amplificato, del resto già affrontare questo dato di fatto faceva parte della prima tappa di guarigione, però è davvero troppo. In fondo in fondo ogni tanto mi chiedo se non sarebbe il caso di prendere qualcosa. Qualche farmaco, psicofarmaco che mi desse un filo di stabilità dell'umore in più. Ho molto da fare, e va bene esserne coscienti ma non tanto da starci esageratamente male, o corro seriamente il rischio di non concludere nulla.
Ora Marco... magari tra un mese non ci penserò più, ma ci sarà altro e queste emozioni sono sì un sentiero da seguire, ma non se mi ammazzano prima.
La vita che non ho, il tempo che ho perso, la solitudine, Marco, l'idea di non avere fatto esperienze, di non essere in grado di cavarmela da sola, il tempo che non avrò con i miei genitori di 75 e 70 anni... l'idea di dover tornare a casa, l'idea di non esserci già. Insomma un minestrone di emozioni, rottura di equilibrio dicevo... be', alla grandissima. Poi, sì tutto giusto, tutto vero, ma alla fin fine anche tutto inutile se pensato così. Non riesco a vivere nel tempo presente. Mai. E questo è un problema. Mi veniva da piangere, ho pianto. Ora sto meglio. Ma questi sbalzi d'umore così... mi aspettavo che qui sarebbe stato tutto amplificato, del resto già affrontare questo dato di fatto faceva parte della prima tappa di guarigione, però è davvero troppo. In fondo in fondo ogni tanto mi chiedo se non sarebbe il caso di prendere qualcosa. Qualche farmaco, psicofarmaco che mi desse un filo di stabilità dell'umore in più. Ho molto da fare, e va bene esserne coscienti ma non tanto da starci esageratamente male, o corro seriamente il rischio di non concludere nulla.
Ora Marco... magari tra un mese non ci penserò più, ma ci sarà altro e queste emozioni sono sì un sentiero da seguire, ma non se mi ammazzano prima.
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lunedì 5 giugno 2017
questa è una cornice, non la vita
Ok, possiamo dire che la mattinata è andata meglio della giornata di ieri, e io comunque spero sempre che un po' di allenamento, giorno dopo giorno, dia i suoi frutti e mi faccia stare meglio. In ogni caso oggi mi è sembrato di vedere le cose con un altro po' di lucidità in più. Questo posto, questo magnifico posto, è solo una splendida cornice. Non è la foto, non è il soggetto principale. Ergo, se la foto dentro è bella, la bella cornice la evidenzierà ancora di più, viceversa se la foto dentro fa schifo, la bella cornice la farà sembrare ancora più brutta. La foto è la mia vita. Alassio ora è una cornice. Punto. Può valorizzare quello che c'è dentro ma non lo cambia nella sostanza dei fatti. Quella tocca a me cambiarla.
Il significato di Marco in questa storia? Un sogno? una cotta? Chissà... credo comunque faccia parte anche lui della cornice, non della foto.
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prego, usare il cervello!!!
Ieri la giornata dal punto di vista ansiogeno, è stata davvero tosta. Faticosissima. Un ci sono rimasta male, un po' credo sia inevitabile passare in mezzo a tutti sti pensieri sulla mia vita e starci male. In ogni caso se il bisogno di sistemare la mia vita è normale, la sensazione che la cosa passi anche attraverso Marco e il bisogno di giocare (e basta???) con lui lo è meno, anzi è pericoloso. Devo stare attenta a non complicarmi la vita. Usiamo il cervello eh!!!
domenica 4 giugno 2017
la vita è imperfetta...
... così, circa recitava la scritta su una maglietta. Ed è vero. Allora perché impazziamo nel tentativo di ovviare alla cosa?
rientro ora dal mio giretto mattutino. Il sole era splendido, il mare anche... ci sono un sacco di persone. Ho intravisto Marco. Non ho avuto ansia, non ho preso le gocce... dovrebbe essere una bella giornata e non nego lo sia, ma io sono tristissima. è uno di quei momenti in cui, vedendo tutta quella gente insieme, non puoi fare a meno di chiederti: ma perché io sono rimasta sola? Perché in effetti se c'è una cosa di cui sono super convinta è che ci sia qualcuno per tutti, amori, amici... e chi resta solo, nella maggior parte dei casi, lo resta per scelta. Per cui di nuovo, perché IO HO DECISO DI RIMANERE SOLA??? perché mi sentivo così al di sotto di tutti da isolarmi? Credo davvero che le persone percepiscano questo stato di cose, che io voglio isolarmi. che poi succeda perché non mi sento all'altezza questa è un'altra storia che forse non arriva.
guardavo la spiaggia, la gente... e mi sono chiesta Perché CAVOLO TI SEI ESCLUSA DA TUTTO QUESTO? una mia cugina una volta mi ha detto che avendo lei la casa qui, sarebbe venuta ogni fine settimana. Ovviamente sarebbe impossibile ma 1 volta in 5 anni? che poi in realtà sono in effetti 3 in una decina, davvero??? ma perché?
non so, forse anche il solo porsi queste domande è il vero cambiamento perché cambia la prospettiva dal momento che non vedo più molto fondamento nelle convinzioni di inferiorità che avevo prima. forse ci siamo.
nel frattempo, come ho letto anche per il panico, sarà dura. durissima.
ma è un'intera rivoluzione nel modo di pensarmi ad essere messa in atto. che debba essere facile non sta scritto da nessuna parte.
rientro ora dal mio giretto mattutino. Il sole era splendido, il mare anche... ci sono un sacco di persone. Ho intravisto Marco. Non ho avuto ansia, non ho preso le gocce... dovrebbe essere una bella giornata e non nego lo sia, ma io sono tristissima. è uno di quei momenti in cui, vedendo tutta quella gente insieme, non puoi fare a meno di chiederti: ma perché io sono rimasta sola? Perché in effetti se c'è una cosa di cui sono super convinta è che ci sia qualcuno per tutti, amori, amici... e chi resta solo, nella maggior parte dei casi, lo resta per scelta. Per cui di nuovo, perché IO HO DECISO DI RIMANERE SOLA??? perché mi sentivo così al di sotto di tutti da isolarmi? Credo davvero che le persone percepiscano questo stato di cose, che io voglio isolarmi. che poi succeda perché non mi sento all'altezza questa è un'altra storia che forse non arriva.
guardavo la spiaggia, la gente... e mi sono chiesta Perché CAVOLO TI SEI ESCLUSA DA TUTTO QUESTO? una mia cugina una volta mi ha detto che avendo lei la casa qui, sarebbe venuta ogni fine settimana. Ovviamente sarebbe impossibile ma 1 volta in 5 anni? che poi in realtà sono in effetti 3 in una decina, davvero??? ma perché?
non so, forse anche il solo porsi queste domande è il vero cambiamento perché cambia la prospettiva dal momento che non vedo più molto fondamento nelle convinzioni di inferiorità che avevo prima. forse ci siamo.
nel frattempo, come ho letto anche per il panico, sarà dura. durissima.
ma è un'intera rivoluzione nel modo di pensarmi ad essere messa in atto. che debba essere facile non sta scritto da nessuna parte.
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non serve tempo... quando lo sai, lo sai!!!
Sarebbe una domenica qualunque per Vanessa se non fosse che una domanda le ronza in testa da ore: "Perché sei così?", le hanno chiesto. "Perché sono così?", continua a domandarsi, e d'un tratto ogni aspetto della sua vita da qualcosa in più che trentenne, ha assunto caratteri nuovi. Quindi che fare per darsi una risposta sincera? Chi riuscirà a darle una mano in un questo nuovo viaggio?
'Chilometro dopo chilometro non posso impedirmi però di nutrire una certa speranza. Chi avrebbe mai detto che saremmo riuscite a partire insieme?
Eppure è successo.
Chi avrebbe mai immaginato possibile quello che mi è capitato con Matteo?
Eppure è successo.
Tra queste partenze che diventano nuovi arrivi la vita può davvero trovare il modo di regalare sorprese bellissime.
Cioè, chissà quante altre cose piacevoli ci succederanno…
Quelle brutte, preparati o meno, arrivano sempre e in ogni modo, ma quelle belle, se uno si chiude a riccio e rifiuta il mondo, be’ sfuggono di mano senza lasciare traccia di sé.
Rendendo inoltre aridi gli animi, i cuori.
E non c’è età in cui questo abbia senso.
Ma ricominciando a sperare invece è come se si invertisse marcia.
È come se si dicesse ad alta voce: “Ok, alcune situazioni faranno sempre schifo ma io decido che voglio correre il rischio di essere felice, che voglio almeno provare a rendere più bello il mio mondo.”
Eppure è successo.
Chi avrebbe mai immaginato possibile quello che mi è capitato con Matteo?
Eppure è successo.
Tra queste partenze che diventano nuovi arrivi la vita può davvero trovare il modo di regalare sorprese bellissime.
Cioè, chissà quante altre cose piacevoli ci succederanno…
Quelle brutte, preparati o meno, arrivano sempre e in ogni modo, ma quelle belle, se uno si chiude a riccio e rifiuta il mondo, be’ sfuggono di mano senza lasciare traccia di sé.
Rendendo inoltre aridi gli animi, i cuori.
E non c’è età in cui questo abbia senso.
Ma ricominciando a sperare invece è come se si invertisse marcia.
È come se si dicesse ad alta voce: “Ok, alcune situazioni faranno sempre schifo ma io decido che voglio correre il rischio di essere felice, che voglio almeno provare a rendere più bello il mio mondo.”
Questo penso io ma lo vedo scritto anche negli occhi delle mie amiche.
Forse avevamo smesso di sperare un po' troppo presto.
Sono però piuttosto convinta che qualcosa sia cambiato.
Abbiamo deciso di credere un po' di più in noi stesse e in quello che ci aspetta.'
Forse avevamo smesso di sperare un po' troppo presto.
Sono però piuttosto convinta che qualcosa sia cambiato.
Abbiamo deciso di credere un po' di più in noi stesse e in quello che ci aspetta.'
sabato 3 giugno 2017
il gioco del panico
Ogni tanto mi rendo conto che la sintomatologia dei miei attacchi di panico cambia, o meglio... ogni tanto alcuni sintomi hanno la meglio sugli altri a fasi alterne. Rientrano nella gamma solita che ho più o meno costantemente ma, appunto, a periodi alcuni prevalgono su altri. Dopo la nausea, dopo le vertigini da spersonalizzazione, ora è il turno della perenne sensazione di dover andare in bagno, non tanto per la pipì ma per la popò... mi si perdoni il tono da bambini dell'asilo ma è un modo come un altro per cercare di sdrammatizzare. DI fatto è il motivo per cui oggi pomeriggio non sono uscita, sebbene lo volessi. Per certi versi, se mi si passa il termine, a volte ho la sensazione di essere presa per il culo due volte, uno per i sintomi, uno perché quando ti sembra di essere venuta a patti con uno ( nel senso che ti fai spaventare meno quando compare) ecco che arriva l'altro. Forse è proprio questo però il punto: il fasullo tentativo di tenere tutto sotto controllo, perché il panico non va 'tenuto sotto controllo', va capito, per imparare quello che ha da dirci e poi VA SCONFITTO!
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IO almeno direi che è il caso di provare 😉 😉 😉 😉
Ok, tanto per cambiare questa mattina avventurarmi fuori casa non è stato facile ma poi sono uscita (evviva :) ) e male male non è andata. Marco non c'era così invece di perdermi in fantasticherie su di lui, mi sono persa in fantasticherie/pensieri un po' più generici.
allora...
1- so cosa non vissuto/ho perso negli anni in termini di spensieratezza, avventure, cose carine.
2- so che mi dà fastidio, anche se non vorrei, essere piuttosto indietro sulla tabella di marcia delle mie coetanee, famiglia, figli... e che l'età avanzata dei miei genitori, e quello che potrei impedire di condividere con loro, mi spaventa un po'.
3- so, vista la fatica che sto facendo ora, che ci vorrà tempo solo per me per rimettermi in sesto fisicamente, non solo per l'obesità ma per tutto quello che il panico mi ha tolto negli anni. Devo riscoprire ciò che posso fare e per questo non ci sono storie: dovrò essere egocentrica per forza.
in effetti messe così le cose, sembra difficile trovare la quadratura del cerchio, è impossibile affrontare i tre punti in contemporanea. Una volta ammesso l'ovvio però mi sono accorta di una cosa. Sebbene avere una famiglia sia per me importante, mi rendo conto che ALMENO PER ORA CERCARE DI RECUPERARE QUALCOSA, QUALCHE SPAZIO DI AVVENTURA, giochi, flirt, MOMENTI SPECIALI MA LEGGERI, LO è DI Più. Altrimenti detto... non credo di essere in grado di affrontare il mondo sentimentale dei grandi senza prima recuperare un po' quello tipico di età con meno vincoli.
del resto non posso fare questo, se prima non attraverso la fase del punto 3.
Ciò detto ne consegue che forse per un paio di anni, potrei finire con l'essere più o meno propensa a giocare. nel frattempo potrei pensare alle lauree e poi, dai 35 in poi alla famiglia.
So perfettamente che la vita se ne frega dei piani che uno fa, l'ho provato sulla mia pelle, ma ora come ora è il percorso di cui ho bisogno. e francamente, detto con il cuore, c'è di peggio. di molto molto peggio.
quindi, che ne dici cara mia, se cominciamo a sperimentare un po' di leggerezza già ora, magari accettando questi prossimi anni con allegria, prendendo ciò che viene e basta? 😉 😉
IO almeno direi che è il caso di provare
allora...
1- so cosa non vissuto/ho perso negli anni in termini di spensieratezza, avventure, cose carine.
2- so che mi dà fastidio, anche se non vorrei, essere piuttosto indietro sulla tabella di marcia delle mie coetanee, famiglia, figli... e che l'età avanzata dei miei genitori, e quello che potrei impedire di condividere con loro, mi spaventa un po'.
3- so, vista la fatica che sto facendo ora, che ci vorrà tempo solo per me per rimettermi in sesto fisicamente, non solo per l'obesità ma per tutto quello che il panico mi ha tolto negli anni. Devo riscoprire ciò che posso fare e per questo non ci sono storie: dovrò essere egocentrica per forza.
in effetti messe così le cose, sembra difficile trovare la quadratura del cerchio, è impossibile affrontare i tre punti in contemporanea. Una volta ammesso l'ovvio però mi sono accorta di una cosa. Sebbene avere una famiglia sia per me importante, mi rendo conto che ALMENO PER ORA CERCARE DI RECUPERARE QUALCOSA, QUALCHE SPAZIO DI AVVENTURA, giochi, flirt, MOMENTI SPECIALI MA LEGGERI, LO è DI Più. Altrimenti detto... non credo di essere in grado di affrontare il mondo sentimentale dei grandi senza prima recuperare un po' quello tipico di età con meno vincoli.
del resto non posso fare questo, se prima non attraverso la fase del punto 3.
Ciò detto ne consegue che forse per un paio di anni, potrei finire con l'essere più o meno propensa a giocare. nel frattempo potrei pensare alle lauree e poi, dai 35 in poi alla famiglia.
So perfettamente che la vita se ne frega dei piani che uno fa, l'ho provato sulla mia pelle, ma ora come ora è il percorso di cui ho bisogno. e francamente, detto con il cuore, c'è di peggio. di molto molto peggio.
quindi, che ne dici cara mia, se cominciamo a sperimentare un po' di leggerezza già ora, magari accettando questi prossimi anni con allegria, prendendo ciò che viene e basta? 😉 😉
IO almeno direi che è il caso di provare
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venerdì 2 giugno 2017
e l'ansia che ritorna
Questo pomeriggio è stato tostissimo. Sono uscita tardi e mi sono diretta verso il molo. Visto il giorno di festa c'era molta gente. La mia ansia era alle stelle. La passeggiata è stata faticosissima. Mi sono persino imposta di entrare in un negozio a comprare qualcosa, non perché mi diverta spendere dei soldi ma perché fino ad ora non ho comprato nulla, tradotto mi sentivo quasi in difficoltà a entrare e comprare, o a chiedere ad un bar. Male cavolo. malissimo.
oggi ho visto Marco due volte, una di queste molto da vicino, avevo ragione, è diventato molto più bello di quando era ragazzino.
Sogno su Marco e mi rendo conto che non ho nessuno a cui confidarlo. negli anni mi sono isolata da tutti. dovrà cambiare tutto questo, quanto prima. su Marco non aggiungo altro. è un sogno, c'è lo 0,0000000000000000...01% che qualcosa un giorno cambi. nel frattempo c'è la voglia di vivere un'estate folle, non sarà questa, non sono pronta e l'ansia che provo è la conferma ma per la prima volta posso dire che ci sto lavorando per cui magari la prossima? sapevo che questi giorni avrebbero messo una luce su ogni cosa che non va e sono sicura che malgrado oggi ad un certo punto avrei quasi pianto dal malessere, tutto questo, la gente, la ressa, le luci... be' mi mancheranno una volta tornata a casa. e va bene così se voglio che le cose cambino.
oggi ho visto Marco due volte, una di queste molto da vicino, avevo ragione, è diventato molto più bello di quando era ragazzino.
Sogno su Marco e mi rendo conto che non ho nessuno a cui confidarlo. negli anni mi sono isolata da tutti. dovrà cambiare tutto questo, quanto prima. su Marco non aggiungo altro. è un sogno, c'è lo 0,0000000000000000...01% che qualcosa un giorno cambi. nel frattempo c'è la voglia di vivere un'estate folle, non sarà questa, non sono pronta e l'ansia che provo è la conferma ma per la prima volta posso dire che ci sto lavorando per cui magari la prossima? sapevo che questi giorni avrebbero messo una luce su ogni cosa che non va e sono sicura che malgrado oggi ad un certo punto avrei quasi pianto dal malessere, tutto questo, la gente, la ressa, le luci... be' mi mancheranno una volta tornata a casa. e va bene così se voglio che le cose cambino.
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perchè in fondo...
...quello che conta è ricominciare a farsi toccare dalle cose della vita, non sfuggirle tutte perché non ci si reputa all'altezza.
posso.
Anche oggi, malgrado la partenza poco promettente, il giretto è andato bene. Noto però un crescendo di ansia. Oggi più di ieri, ieri più dell'altro ieri. Ma, vedremo cosa succederà.
Nel frattempo oggi osservavo le persone in spiaggia. Accanto a ragazze/donne che non sfigurerebbero nei cataloghi di moda, ce ne erano altre di altre forme, misure, strutture... e spesso erano con il ragazzo ed è perfettamente logico che sia così. Ora... è fin troppo evidente notare come nella mia obesità io abbia visto limiti di relazioni che non erano insiti nell'obesità in quanto tale ma negli altri miei problemi. So che è un discorso ovvio eppure troppo spesso ho la sensazione che per me di ovvio non ci sia più niente, che tutto sia se non da reinventare, almeno da riscoprire. E non so se sono in grado di farlo. Come se i miei problemi, uniti alla mia 'età', mettessero dei blocchi insuperabili. Non è così e razionalmente lo so. Credo che la sfida sia però convincermi DAVVERO che POSSO, non importa di preciso cosa, ma POSSO.
Posso stare di nuovo bene, posso avere amici, l'amore, posso vivere momenti speciali, posso ottenere risultati nello studio e poi nel lavoro. Posso far rientrare Alassio nella mia routine...
Come ho detto prima di partire questa vacanza avrà principalmente lo scopo di rompere equilibri tossici. A quel punto POTRò COMINCIARE UN NUOVO CAPITOLO.
e dopo le uscite a gogò, bisognerà pensare a conoscere qualcuno di nuovo. Anche amiche. qualcuno con cui condividere la mia vita.
Nel frattempo oggi osservavo le persone in spiaggia. Accanto a ragazze/donne che non sfigurerebbero nei cataloghi di moda, ce ne erano altre di altre forme, misure, strutture... e spesso erano con il ragazzo ed è perfettamente logico che sia così. Ora... è fin troppo evidente notare come nella mia obesità io abbia visto limiti di relazioni che non erano insiti nell'obesità in quanto tale ma negli altri miei problemi. So che è un discorso ovvio eppure troppo spesso ho la sensazione che per me di ovvio non ci sia più niente, che tutto sia se non da reinventare, almeno da riscoprire. E non so se sono in grado di farlo. Come se i miei problemi, uniti alla mia 'età', mettessero dei blocchi insuperabili. Non è così e razionalmente lo so. Credo che la sfida sia però convincermi DAVVERO che POSSO, non importa di preciso cosa, ma POSSO.
Posso stare di nuovo bene, posso avere amici, l'amore, posso vivere momenti speciali, posso ottenere risultati nello studio e poi nel lavoro. Posso far rientrare Alassio nella mia routine...
Come ho detto prima di partire questa vacanza avrà principalmente lo scopo di rompere equilibri tossici. A quel punto POTRò COMINCIARE UN NUOVO CAPITOLO.
e dopo le uscite a gogò, bisognerà pensare a conoscere qualcuno di nuovo. Anche amiche. qualcuno con cui condividere la mia vita.
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dove il mare luccica...
Dopo una buona notte di 8 ore di sonno tranquille, la
mattinata si prospetta un po' ansiogena. Tra poco cercherò di uscire ma in
effetti, al di là degli sproloqui romantico/pazzoidi di ieri sera, altre idee
hanno fatto capolino nella mia testa. Sono sola. Davvero. Alla fine le amicizie
hanno davvero risentito di questa cosa e se sono sola qui nel camminare avanti
e indietro, lo sono anche a casa mia. Casa che, tra l’altro, a causa della sua
ubicazione, ha in un certo senso favorito questo mio isolamento. Voglio dire,
qui sono in un appartamento, anche a non essere una cittadina di turismo, è un
posto in cui davvero hai dei vicini di casa. A casa mia no. Una serie di
villette piuttosto distanziate le une dalle altre fanno sì che volendo tu
riesca a non incrociare mai nessuno. Per carità, adesso non è che mi metto a
dare la colpa alla casa, che adoro comunque, ma è chiaro che se non altro, ha
permesso un certo andamento, che un appartamento come quello dove sono ora, non
avrebbe consentito.
Insomma…la strada è lunga assai, ma lo sapevo no?
Buona giornata…
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giovedì 1 giugno 2017
e poi succede che 2
e quindi poi succede che mi ritrovo seduta sulla panchina della passeggiata quasi parallela a Marco a prendere appunti su un blocchetto per una nuova storia che tanto per cambiare parlerà ancora di lui, di noi...
che farà di sicuro sognare me!!!
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e poi succede che...💖 💖 💖
... stavo leggendo un libro, uno dei 10 che mi sono portata appresso, che parla del panico e di come affrontarlo. L'assunto di base è un po' quello che pensavo io ultimamente: occorre forza di volontà, tempo da dedicare alla questione (nel libro parlano di 12 settimane, l'estate insomma) a scapito di altro ma come aggiunge l'autrice, quanto tempo abbiamo perso per il panico? Lavorare per sconfiggerlo è indubbiamente un buon investimento di tempo, ed infine la consapevolezza che almeno all'inizio il panico potrebbe peggiorare. Ottimo, se non altro pur senza aver letto il libro, dopo anni di psicoterapia avevo già le idee chiare.
Insomma, stavo leggendo questo libro quando, al momento di uscire ero piuttosto disturbata dal panico. Ho avuto molto di peggio ma ero quasi lì lì per rinunciare ad uscire (già...) quando proprio in virtù di quello che avevo letto mi sono sforzata. Difficili i primi 15 minuti poi molto meglio... e poi... poi succede che lo vedo! Marco, il 'mio' bagnino, quello che dai dodici anni in poi, ha popolato i miei sogni, se non altro a fasi alterne. diverso come è giusto sia dopo 6 anni che non lo vedo, ma sempre uguale, sempre lui. sempre beatamente inconsapevole di quello che mi suscita. Anche prima di stare male... ci sono stati altri luoghi di vacanza, altri bagnini, sicuramente altri ragazzi attraenti e la voglia di divertirmi con loro ma MAI nessuno è stato in grado di eguagliare quello che provo per lui. Un legame, sottile, sottilissimo per carità, ma sempre presente. Al punto che a volte sono arrivata anche a chiedermi: "nell'ipotesi impossibile che tra noi avvenga qualcosa, che succederà dopo? come la supero? perché non potrà finire tutto così..."
A volte credo che avrei avuto bisogno di giocare con lui qualche anno per poi diventare amici, ma amici veri. So che sembra ridicolo che io ci abbia speso del tempo eppure è così.
Marco è Marco. Per me è l'estate, il bisogno di giocare, la passione. Esiste in questa cornice. Ma esiste ed è forte.
Troppo facile ammettere che se avessi avuto qualcuno di vero, Marco sarebbe sparito dai miei pensieri ma non essendo successo eccomi ancora qui, con il mio legame sottile ed un futuro immaginario insieme.
Magari lui più di tutto il resto è il simbolo della vita persa e in un mondo a equilibrio perfetto, l'unico capace di farmi andare avanti.
Per ora sarà il motivo per cui riempirò pagine e pagine di diari e storielle...
di sicuro anche domani
Insomma, stavo leggendo questo libro quando, al momento di uscire ero piuttosto disturbata dal panico. Ho avuto molto di peggio ma ero quasi lì lì per rinunciare ad uscire (già...) quando proprio in virtù di quello che avevo letto mi sono sforzata. Difficili i primi 15 minuti poi molto meglio... e poi... poi succede che lo vedo! Marco, il 'mio' bagnino, quello che dai dodici anni in poi, ha popolato i miei sogni, se non altro a fasi alterne. diverso come è giusto sia dopo 6 anni che non lo vedo, ma sempre uguale, sempre lui. sempre beatamente inconsapevole di quello che mi suscita. Anche prima di stare male... ci sono stati altri luoghi di vacanza, altri bagnini, sicuramente altri ragazzi attraenti e la voglia di divertirmi con loro ma MAI nessuno è stato in grado di eguagliare quello che provo per lui. Un legame, sottile, sottilissimo per carità, ma sempre presente. Al punto che a volte sono arrivata anche a chiedermi: "nell'ipotesi impossibile che tra noi avvenga qualcosa, che succederà dopo? come la supero? perché non potrà finire tutto così..."
A volte credo che avrei avuto bisogno di giocare con lui qualche anno per poi diventare amici, ma amici veri. So che sembra ridicolo che io ci abbia speso del tempo eppure è così.
Marco è Marco. Per me è l'estate, il bisogno di giocare, la passione. Esiste in questa cornice. Ma esiste ed è forte.
Troppo facile ammettere che se avessi avuto qualcuno di vero, Marco sarebbe sparito dai miei pensieri ma non essendo successo eccomi ancora qui, con il mio legame sottile ed un futuro immaginario insieme.
Magari lui più di tutto il resto è il simbolo della vita persa e in un mondo a equilibrio perfetto, l'unico capace di farmi andare avanti.
Per ora sarà il motivo per cui riempirò pagine e pagine di diari e storielle...
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Di fronte ad un mare così, tutto è possibile...
Diciamo, per amore di cronaca, che la prima mattinata qui non è andata affatto male... alcuni giri da parenti e una brevissima passeggiata, sempre verso la mia spiaggia di tanti anni fa. Sempre alla ricerca di quel bagnino che forse c'è ancora, forse no ma che in ogni caso non sarebbe che un piccolo sogno ad occhi aperti. Mi sono resa conto di quanto negli anni passati io avessi voglia di lasciarmi andare a queste avventure estive senza mai viverle. Ma un conto era tornare ad una vita più o meno divertente/soddisfacente, un conto era, è, tornare nel vuoto più totale. Dove nemmeno i sogni hanno la forza per esistere. Non so se vivrò qualcosa di speciale in questi giorni, o se prenderò solo un filo di tintarella e magari a furia di camminare perderò qualche etto... spero però mi cambi dentro. Sciolga le incrostazioni che hanno la mia vita solo una succube del panico e della solitudine.
Di fronte ad un mare così, tutto è possibile...
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