mercoledì 29 settembre 2021

 Sono stanca. Mio papà è a metà della sua settimana via, fortunatamente gli esami del sangue sballati per la sua dottoressa non sono rilevanti. Ovviamente mi fa piacere, perché sono letteralmente ko. Ma ko davvero. Non riesco nemmeno a pensare a quando mia mamma non ci sarà più, il mio cervello lo vede come un buco nero, ma la verità è che anche adesso io non ce la faccio già più ad andare avanti: mia mamma non trova le stanze, non capisce che giorno è, piange, si arrabbia, io cerco di fare qualcosa ma sono così stanca; non posso sapere se sarebbe più facile senza i miei 20 anni di panico alle spalle, se sarebbe più facile con una vita mia personale normale, ma credo di sì. Questa mattina ho ricevuto una chiamata da un sito su cui vendo i libri in seconda mano, da 15 giorni devo fare una spedizione e l'acquirente si è lamentato. In realtà il contratto prevede 30 giorni di tempo, ma va be'... ho fatto annullare l'ordine e sto persino pensando di cancellare l'account. In questi giorni poi inizia anche l'anno di catechesi e io, dopo 19 anni non ci sarò. Zero ripetizioni, zero vacanze. Dopo 6 mesi la malattia di mia mamma, come la vivo io ovviamente, mi ha già tolto tutto quel poco che avevo, lasciandomi nel caos più totale: sono sempre più convinta che senza di lei questa casa non abbia più senso d'essere per me ma anche per mio padre, è il frutto di scelte che non riguardano solo noi e non c'è più nessuno. Comunque io non so come arrivare a domenica, quando dovrebbe tornare mio padre, figuriamoci pensare di andare oltre. Sono logora.  

sabato 25 settembre 2021

Mio padre è di nuovo al mare, partito oggi per una settimana. Cose che deve fare ma è dura. Durissima. Anche perché da una settimana ho in mano i suoi esami del sangue che lunedì farà vedere alla sua dottoressa e c'è qualcosa che non va: ci sono due valori sballati, quei valori che sono un po' sentinelle di qualcosa anche di pericoloso. Quando l'ho saputo sono stata male tutto il giorno, adesso mi sembra di non avere nemmeno le forze di pensare che possa stare male anche lui perché se no impazzisco. Ho una paura... nel frattempo sono qui da sola con la mamma, l'ultima volta è stato giugno, e mi sembra passato un secolo anche in senso di fatica. Sto dando i numeri e ho come l'impressione di non riuscire più a mantenere nemmeno un punto fermo che mi garantisca un minimo di normalità, un'ora al giorno di tranquillità... Adesso punto a lunedì per i risultati del papà, ma abbiamo davanti un purgatorio e ho paura. Tanta.  

martedì 14 settembre 2021

Questi pomeriggi di metà settembre/inizio scuola per me sono sempre stati caratterizzati da una tristezza latente, più o meno forte in base a come stavo io in generale. In ogni caso, eccezion fatta per l'anno scorso un po' complicato, negli ultimi anni è sempre stato il periodo della tristezza combattuta con la dolcezza/tenerezza del pensare all'essere con la mia famiglia. Ora si sta sgretolando anche questa certezza. Mi sto rendendo conto di quanto io sia realmente sola, scollegata dalla mia realtà. 20 anni di panico, di paure, di chiusura in casa mi hanno portato a questo. Sono sola, terrorizzata da quello che succederà e da come potrò continuare ad esistere. Vivo attraverso il panico e gli altri, ma ho come la sensazione di non esserci da sola, non ho costruito nulla, non ho legato con nessuno, non ho un ambiente di lavoro, relazioni. Mi guardo intorno in casa mia e capisco che non sono capace di vivere. Non sono in grado nemmeno di prendere una decisione del tipo: esco di casa per fare un giro. Non sarò mai capace di gestire questa casa, né quella al mare. Allo stesso tempo non sarò nemmeno in grado di decidere di vendere. Io non esisto, a maggior ragione senza mia madre. E mia mamma sta già svanendo piano piano da qualche mese. Io con lei, in parte perché forse è naturale sia così, in parte perché non so davvero come attaccarmi alla realtà che ho intorno senza di lei. A volte provo a dirmi: immagina di fare come X o come Y, senza figli... inciampo sempre in 2 problemi: mancanza di soldi, attacchi di panico. E così l'immagine più credibile è di me davanti alla tv h24 fino a che non mi staccano tutto. Come si aggiustano le tende? Come si cambia un tappeto? C'è qualcosa di perverso nel piangere una persona quando questa è ancora di fianco a te, ma ci sta. Un po' meno ci sta essere così sicuri di non avere speranze alla mia età. Qualcosa può succedere, prima o poi qualcosa cambierà in meglio anche per me o no? Del resto dopo aver superato i lutti più gravi per una sola e senza figli dovrebbe essere tutto in discesa. Il punto però sta in quel verbo, superare, che per ora non mi sembra proprio possibile.  

domenica 12 settembre 2021

Ieri ventennale dell'11 settembre... 20 anni... ho guardato uno dei vari speciali andati in onda sulla tv, ed è vero quello che è stato più volte detto: tutti ricordano esattamente dove erano quando l'hanno saputo e tutti hanno avuto la coscienza che nulla sarebbe stato più come prima. Era il racconto di alcune storie diverse dalle solite, era il racconto visto dagli occhi di queste persone che 20 anni si ritrovano a fare ancora i conti con il senso del lutto, dell'essere sbagliati perché sopravvissuti, degli attacchi di panico...

Francamente mi era impossibile non paragonare la mia situazione a Quella, e ovviamente la mia l'ho capita ancora meno. Per un po' mi sono sentita parte di un qualcosa talmente più grande che quello che succede a me, a mia madre, diventa irrilevante, sebbene continuassi a pensare a come gestirò il funerale di mia madre a confronto di queste persone che per non so quanto hanno portato il loro lutto in mezzo alle più disparate cerimonie di cordoglio e ricordo. Roba da svenire ogni volta... eppure, questa mattina il mio presente ha sovrastato di nuovo ogni evento epocale. Mi sono svegliata alle 7,30 con la nausea, oggi c'era un pranzo da miei parenti, e l'idea di uscire mi era impossibile, solita ansia al 99% ma non vedevo oltre. Così ho convinto mio padre a lasciarmi a casa, non ha fatto molta resistenza in realtà, l'ansia è scesa ma resta la stanchezza. Da che è stata male all'inizio di aprile, credo sia la prima volta che passo mezza giornata lontano da mia mamma. EMotivamente me ne accorgo, sono a pezzi. Eppure ora mi sento in colpa, e proprio per questo va bene così. Non so come, non so in che modo, ma devo cominciare a staccarmi un po' da lei. Curiosamente non sono mai stata appiccicata come ora, nemmeno quando avrebbe fatto comodo a me, men che meno da piccola, ora serve a lei ovvio,  ma devo trovare il modo di creare un canale alternativo, qualcosa che resterà anche dopo, qualcosa che mi permetterà di non andare in pezzi, di non impazzire dal dolore. Mi manca, se penso anche solo ad un anno fa... non è possibile che la mia vita sia solo un rimpiangere periodi di merda sostituiti da altri più di merda ancora da 20 anni. Il 2019 mi sembra l'anno dei miracoli... tutto è cambiato da allora eppure sono ancora qui legata a quello che resta. Sono stanca, arrabbiata che non sia successo ad altri, brutto ma è così, sola, preoccupata per ciò che sarà a breve, e per il vuoto che mi aspetta in futuro. Devo creare la mia strada e in questa strada, giocoforza, per ora sarò sola. Sono disperata. 

domenica 5 settembre 2021

Ok, l'unica cosa positiva dell'altro giorno con quel mal di pancia bestiale, era riuscire a non pensare al poi. Fase superata. Questa mattina mi sono svegliata tra incubi assurdi e un sonno pesante con il cuore a mille, un'agitazione e una paura da manicomio. Ho paura del mio futuro, per ora sono totalmente bloccata, non vedo possibilità e l'aspetto economico mi sega le gambe in ogni senso. E l'idea di restare con mio padre e mio zio, mamma mia che ansia. Ho 37 anni e rischio davvero di non riuscire più a venirne fuori. 37 anni non sono pochi, lasciamo perdere confronti inutili con miei coetanei, ma pensiamo solo a me: le possibilità di riprendere le redini e combinare qualcosa si fanno sempre più poche, rimanere incastrata per anni in questo incubo me le leva del tutto. Sto cercando di confrontarmi con situazioni ben più gravi, vedi Afghanistan, ma egoisticamente non trovo sollievo. E torna il pensiero che se i romanzetti che ho scritto mi fruttassero qualcosa, non parlo di best seller ma di uno stipendio normale, sarebbe già un passo avanti. Per 5 anni sono stati un lavoro a tempo pieno, francamente speravo davvero in qualcosa di significativo come risultato. Non cancellerebbe il dolore di adesso, ma mi darebbe una minima speranza in più. E non è cosa da poco, perché davvero sono in una situazione in cui non vedo soluzioni. 

Nell'ultimo periodo continuano a venirmi in mente ricordi di ogni tipo legati a mia mamma, situazioni di mille anni fa a cui non pensavo da mai... non riesco a credere a come mi sono ridotta. E allora, nella mia testa, è tutto un film sul passato. Del resto mai come quest'anno mi sembra che anche in tv, nella società in generale, sia tutto un richiamo a 20 anni fa. Perché del passato ho memoria, ma davvero non riesco a vedermi assolutamente a 40 anni. Tra 3, con una vita buttata nel cesso per il panico e un futuro che per me non esiste. Non posso credere a come sto conciata. 

giovedì 2 settembre 2021

Sto collassando. Tutto quello che ho provato fino a qualche mese fa davvero non è niente in confronto a quanto sto male ora. Il mio fisico è in allarme pieno, tutti i giorni ne ho una e la pancia non mi da tregua. In più sono terrorizzata per il fatto che non guadagno e che non so come farò poi. Ma in questo momento/pomeriggio sono talmente esausta per il presente che non riesco nemmeno a preoccuparmi del futuro, confido di poter avere qualche chance a tempo debito. Il problema è l'adesso. sono totalmente in paranoia,e non la reggo più questa situazione, esattamente come 20 anni fa con mia nonna. Solo che ora in prima linea, con mio padre che però sta perdendo davvero pazienza di corsa negli ultimi giorni, ci sono io. E io non ce la faccio più. Sono disperata. Assolutamente disperata.