Alla fine, in qualche modo, siamo arrivati alla conclusione di questa giornata, partita malissimo, finita molto meglio, passata tra un paio di soddisfazioni professionali e un punto di domanda a livello relazionale.
Tutto ok insomma.
Be' forse, perché, sebbene la soddisfazione di essere arrivata alla fine così sia una gran cosa, ho sempre però l'amaro in bocca della difficoltà e del malessere con cui ho cominciato. Ce l'ho fatta, questo è vero, ma se poi più che il successo, di oggi resterà il ricordo della fatica, in cosa verrò aiutata domani?
Non lo so, a volte sembra di muovermi su un percorso largo 5 centimetri: è molto facile fare un passo falso.
martedì 31 gennaio 2017
mah...
Tra circa 3/4 d'ora dovrei andare dalla psicoterapeuta. Curiosamente, da un anno a questa parte faccio quasi più fatica di prima ad andarci. Non so, forse perché finalmente si è arrivati al cuore del problema, o forse perché invece sto sbagliando tutto... La cosa 'bella' della psicologia è che per certi versi vale sempre tutto e il suo esatto contrario...
Queste ultime giornate non sono andate male, ma a costo di una fatica esagerata.
Vorrei solo che le cose tornassero ad essere un po' più semplici...
Solo un po'...
In compenso quest'ansia di sottofondo mi sta aiutando con il mangiare meno porcherie, vediamone l'aspetto positivo insomma...
lunedì 30 gennaio 2017
così stanotte voglio una stella...
✩✨✩✨✩✨✩
Amo la musica, credo sia una delle poche cose che davvero mi aiuta nei momenti più difficili. Ma nello specifico c'è qualcosa nella musica italiana degli anni '80 che mi avvolge. Un ritmo dolce, confortante...
Sarà che in quegli anni ci sono nata ma amo quei motivetti che sanno rasserenare. Allegri, spiritosi, forse perché mi ricordano bei momenti, forse perché hanno in sé qualcosa di tranquillizzante ma ogni volta che li sento, be', è qualcosa che arriva dritto al cuore.
la notte
Mi è sempre piaciuta molto la notte, l'idea di un mondo raccolto, protetto, fatto di segreti e di sogni.
Da quando però ho cominciato a stare male, la mia predilezione per questo mondo al rallentatore è diventata ancora più spiccata.
Perché? Perché era il giorno a essere diventato più pesante, un percorso ad ostacoli di impegni che non riuscivo a portare a termine se non con una fatica esagerata. Una sequela di situazione in cui sentirmi sempre inadeguata.
Eppure... se si è tranquilli e rilassati, che c'è di meglio dell'alba di un nuovo giorno per poter vivere i sogni fatti di notte, poterli fare diventare realtà? Per vivere qualche avventura?
Non vedo l'ora che il giorno smetta di farmi così paura.
Da quando però ho cominciato a stare male, la mia predilezione per questo mondo al rallentatore è diventata ancora più spiccata.
Perché? Perché era il giorno a essere diventato più pesante, un percorso ad ostacoli di impegni che non riuscivo a portare a termine se non con una fatica esagerata. Una sequela di situazione in cui sentirmi sempre inadeguata.
Eppure... se si è tranquilli e rilassati, che c'è di meglio dell'alba di un nuovo giorno per poter vivere i sogni fatti di notte, poterli fare diventare realtà? Per vivere qualche avventura?
Non vedo l'ora che il giorno smetta di farmi così paura.
domenica 29 gennaio 2017
bisogno di speranza
Cielo, si sentono tante di quelle notizie talmente allucinanti!
Alle volte è davvero necessario fermarsi e guardare le cose belle che abbiamo vicino o rischiamo di perderci in un mare di paura...
Dobbiamo educare i nostri ragazzi al bello, a vedere il bello in noi, a difenderlo.
Alle volte è davvero necessario fermarsi e guardare le cose belle che abbiamo vicino o rischiamo di perderci in un mare di paura...
Dobbiamo educare i nostri ragazzi al bello, a vedere il bello in noi, a difenderlo.
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#speranza,
serenità
diario semi serio e semi sconclusionato di una persona qualunque
👩💙👩
Può succedere che la diretta interessata ad un certo punto, stufa del diario in senso stretto che tiene da quando ha imparato a scrivere, decida di cimentarsi nell’invenzione delle storie, racconti in cui avere il lieto fine, o almeno un lieto finale di stagione se non proprio di serie, che, per inciso, spero arrivi più tardi possibile.Può succedere che poi questo sfugga di mano e i racconti diventino molteplici ma sempre ispirati alla vita che si vorrebbe avere.
Può succedere.
A me è successo. Certo non mi chiamo Rebekka, ma mi piace come pseudonimo, mi piace come suona, un po' esotico, un po' erotico, un po' frizzante ma forte.
Come la donna che vorrei essere insomma.
Beh, perché si scrive un diario? Per ricordare
ciò che si ha vissuto? Per avere un luogo dove le idee possano essere
riordinate? Da sempre mettere le parole nero su bianco aiuta a gestire i propri
pensieri. A differenza di un libro dove di solito i personaggi partono dal
punto A per giungere, alla fine della storia, ad un punto B, nel diario tutto
va a caso. È la vita che sceglie la trama per cui possono esserci interi mesi
di nulla, seguiti da settimane in cui succede di tutto.
Può anche succedere che questi mesi
di niente diventino anni, e poi decenni.Può succedere che la diretta interessata ad un certo punto, stufa del diario in senso stretto che tiene da quando ha imparato a scrivere, decida di cimentarsi nell’invenzione delle storie, racconti in cui avere il lieto fine, o almeno un lieto finale di stagione se non proprio di serie, che, per inciso, spero arrivi più tardi possibile.Può succedere che poi questo sfugga di mano e i racconti diventino molteplici ma sempre ispirati alla vita che si vorrebbe avere.
Può succedere.
A me è successo. Certo non mi chiamo Rebekka, ma mi piace come pseudonimo, mi piace come suona, un po' esotico, un po' erotico, un po' frizzante ma forte.
Come la donna che vorrei essere insomma.
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i racconti di Rebekka F.
Avere coraggio, lanciarsi nelle giornate, nel mondo... Vivere..
Nei racconti che scrivo c'è questo: la potenziale parte migliore di me. Racconti che possono essere uno specchio da cui trarre coraggio per le azioni nella vita vera, racconti che possono indicare il cammino di una nuova strada da percorrere... Insomma l'invito a cercare ogni giorno di fare, e di essere, un po' meglio di ieri.
Nei racconti che scrivo c'è questo: la potenziale parte migliore di me. Racconti che possono essere uno specchio da cui trarre coraggio per le azioni nella vita vera, racconti che possono indicare il cammino di una nuova strada da percorrere... Insomma l'invito a cercare ogni giorno di fare, e di essere, un po' meglio di ieri.
coraggio
Credo che il mondo di oggi abbia bisogno di coraggio declinato in mille forme diverse.
La società ha bisogno di persone coraggiose capaci di guardare ai veri bisogni degli altri anche a costo di rimetterci qualcosa nel personale.
Aiutare qualcuno che ti chiede aiuto, fare la tua parte, fare il tuo dovere: questo conta, anche se può capitare che in questo processo tu faccia arrabbiare qualcuno, magari anche un parente.
Può dispiacere ma a conti fatti se nell'aiutare qualcuno a te vicino che ha davvero bisogno, pena la perdita di salute, rischi di far innervosire una terza persona rendendo manifesta la sua meschinità e il suo egoismo, è davvero così grave? c'è da perderci il sonno?
O è sufficiente lasciare bollire questa persona gretta nel brodo della sua cattiveria?
Tutti prima o poi abbiamo bisogno di aiuto, la cosa migliore è sperare di avere vicino qualcuno che te lo possa dare.
La cosa essenziale è fare la tua parte quando ti tocca.
Non è voler essere eroi, è solo riuscire ad essere umani.
La società ha bisogno di persone coraggiose capaci di guardare ai veri bisogni degli altri anche a costo di rimetterci qualcosa nel personale.
Aiutare qualcuno che ti chiede aiuto, fare la tua parte, fare il tuo dovere: questo conta, anche se può capitare che in questo processo tu faccia arrabbiare qualcuno, magari anche un parente.
Può dispiacere ma a conti fatti se nell'aiutare qualcuno a te vicino che ha davvero bisogno, pena la perdita di salute, rischi di far innervosire una terza persona rendendo manifesta la sua meschinità e il suo egoismo, è davvero così grave? c'è da perderci il sonno?
O è sufficiente lasciare bollire questa persona gretta nel brodo della sua cattiveria?
Tutti prima o poi abbiamo bisogno di aiuto, la cosa migliore è sperare di avere vicino qualcuno che te lo possa dare.
La cosa essenziale è fare la tua parte quando ti tocca.
Non è voler essere eroi, è solo riuscire ad essere umani.
sabato 28 gennaio 2017
sul viale dei ricordi...
Per perdermi continuamente nel passato, tanto vale ricordare anche le cose positive...
Ricordo ancora perfettamente la prima volta che ho tentato di scrivere una storia.
Avevo 12 anni e una cotta repentina, non ricambiata, per un compagno di classe mi aveva spinta a prendere in mano carta e penna, niente computer, ancora non l'avevo e comunque niente era più bello del rumore carta mentre veniva riempita di parole, mentre veniva ricoperta di sogni. Non ho scritto molto, era solo il primo, imbranato approccio alla scrittura, ad un mondo che nemmeno credevo tutti potessero intraprendere. Semplicemente una sera avevo avuto voglia di scrivere e lo avevo fatto.
Mi sentivo così bene mentre componevo le frasi. Sono passati 20 anni eppure ricordo ancora quella sensazione inebriante del poter inventare una vita alternativa. Mi sentivo come custode di un segreto.
Scrivere fa questo effetto: regala segreti, regala sogni, dona un mondo in più, conferisce nuovi colori a quello che già c'è... 💖💖💖
Ricordo ancora perfettamente la prima volta che ho tentato di scrivere una storia.
Avevo 12 anni e una cotta repentina, non ricambiata, per un compagno di classe mi aveva spinta a prendere in mano carta e penna, niente computer, ancora non l'avevo e comunque niente era più bello del rumore carta mentre veniva riempita di parole, mentre veniva ricoperta di sogni. Non ho scritto molto, era solo il primo, imbranato approccio alla scrittura, ad un mondo che nemmeno credevo tutti potessero intraprendere. Semplicemente una sera avevo avuto voglia di scrivere e lo avevo fatto.
Mi sentivo così bene mentre componevo le frasi. Sono passati 20 anni eppure ricordo ancora quella sensazione inebriante del poter inventare una vita alternativa. Mi sentivo come custode di un segreto.
Scrivere fa questo effetto: regala segreti, regala sogni, dona un mondo in più, conferisce nuovi colori a quello che già c'è... 💖💖💖
e una seconda possibilità
La mia storia è la storia di un'adolescente che crede di dover essere 'perfetta' solo per raggiungere un livello sufficiente.
è la storia di una ragazza che non ce la fa a mantenere questa 'perfezione' e che quindi crede di non valere più nulla.
E poi è la storia di una giovane donna che cerca di fare pace con il passato per andare avanti.
Solo che non so quanto quest'ultimo passaggio sia avvenuto fino in fondo, perché a distanza di anni, sensi di colpa, senso di inadeguatezza... si mescolano ad una rabbia e una tristezza per aver perso più di un terzo della mia vita.
Si fondono ad una rabbia che mi fa sentire come imprigionata nelle sabbie mobili di un passato che non ho vissuto ma che mi sta rubando anche il presente.
Spesso in tv si sentono storie di persone che commettono errori molto gravi che poi, scontate le conseguenze, possono ricominciare. Giustamente perché tutti hanno diritto ad una seconda possibilità. Perché questa mi sembra normale per tutti ma non per me?
Perché il passato non mi lascia libera?
C'è forse qualcosa che continuo a sbagliare tutt'ora?
Il mio passato continuerà a starmi addosso fino a che io non lo lascerò stare, chiuso nel tempo che non è più.
Ho bisogno di alzarmi dal letto una mattina consapevole solo del mio presente, solo cosciente che il resto della mia vita è cominciato e ciò che è stato, è stato sì, ma NON è Più e non può continuare a intossicare l'oggi.
è la storia di una ragazza che non ce la fa a mantenere questa 'perfezione' e che quindi crede di non valere più nulla.
E poi è la storia di una giovane donna che cerca di fare pace con il passato per andare avanti.
Solo che non so quanto quest'ultimo passaggio sia avvenuto fino in fondo, perché a distanza di anni, sensi di colpa, senso di inadeguatezza... si mescolano ad una rabbia e una tristezza per aver perso più di un terzo della mia vita.
Si fondono ad una rabbia che mi fa sentire come imprigionata nelle sabbie mobili di un passato che non ho vissuto ma che mi sta rubando anche il presente.
Spesso in tv si sentono storie di persone che commettono errori molto gravi che poi, scontate le conseguenze, possono ricominciare. Giustamente perché tutti hanno diritto ad una seconda possibilità. Perché questa mi sembra normale per tutti ma non per me?
Perché il passato non mi lascia libera?
C'è forse qualcosa che continuo a sbagliare tutt'ora?
Il mio passato continuerà a starmi addosso fino a che io non lo lascerò stare, chiuso nel tempo che non è più.
Ho bisogno di alzarmi dal letto una mattina consapevole solo del mio presente, solo cosciente che il resto della mia vita è cominciato e ciò che è stato, è stato sì, ma NON è Più e non può continuare a intossicare l'oggi.
venerdì 27 gennaio 2017
giorno 1
ok, ora che sono quasi le 22 posso asserire che volendo provare a fare qualcosa per cambiare abitudini in 30 giorni, il 1^ è passato bene.
Sono riuscita ad uscire, anche se mezz'ora dopo di quanto avevo deciso, ho fatto lezione, ho scritto, ho fatto movimento...
Insomma, è stata una giornata quasi decente. L'ansia è stata relativamente bassa e veri e propri attacchi di panico non sono pervenuti; e io avverto le solite sensazioni contrastanti del caso: da una parte mi sento quasi un'eroina, dall'altra so di aver fatto il minimo sindacale nell'ambito di una vita 'normale'...
Però stiamo ai fatti, almeno questo primo giorno è andato bene per cui spero di non rovinare tutto nel finale abbuffandomi di dolci prima di dormire...
quindi 1/30 ok!!!
Sono riuscita ad uscire, anche se mezz'ora dopo di quanto avevo deciso, ho fatto lezione, ho scritto, ho fatto movimento...
Insomma, è stata una giornata quasi decente. L'ansia è stata relativamente bassa e veri e propri attacchi di panico non sono pervenuti; e io avverto le solite sensazioni contrastanti del caso: da una parte mi sento quasi un'eroina, dall'altra so di aver fatto il minimo sindacale nell'ambito di una vita 'normale'...
Però stiamo ai fatti, almeno questo primo giorno è andato bene per cui spero di non rovinare tutto nel finale abbuffandomi di dolci prima di dormire...
quindi 1/30 ok!!!
giovedì 26 gennaio 2017
e anche oggi...
Se dovessi fare un'analisi veloce ma veritiera su di me, direi che fondamentalmente è come se esistessero due versioni di me stessa.
Una tutto sommato è una persona interessante e interessata, curiosa, socievole, attenta ai problemi della gente. Una persona direi anche gradevole.
L'altra è quella che non riesce a uscire dalla porta e che quindi, delle caratteristiche positive della prima, non sa che farsene.
Immagino che per riuscire a stare bene occorra che queste due versioni facciano pace tra loro, collaborino e non finiscano agli antipodi come invece è.
Qualsiasi idea non banale della me uno, è inficiata dai limiti della me due.
Solo che sono stufa. Cioè, immagino che a qualsiasi età si vorrebbe poter applicare nella pratica le idee che si hanno in testa, ma questo è ancora più vero superati i trent'anni, superato insomma definitivamente il varco dell'età adulta.
Vorrei riuscire a costruire qualcosa, vorrei tornare ad esistere al di là del panico. vorrei che ciò che penso non venga perennemente a valere zero per la non-vita che conduco.
Mi chiedo se in alcune circostanze la psicologia possa funzionare spinta non solo dalla comprensione di sé ma anche dalla rabbia, perché in tal caso di questa ultimamente ne avrei in abbondanza.
Così arrivati a sera incavolata nera, fallito ogni tentativo, terminiamo la giornata dicendo che anche oggi, il nuovo percorso lo cominciamo domani.
Una tutto sommato è una persona interessante e interessata, curiosa, socievole, attenta ai problemi della gente. Una persona direi anche gradevole.
L'altra è quella che non riesce a uscire dalla porta e che quindi, delle caratteristiche positive della prima, non sa che farsene.
Immagino che per riuscire a stare bene occorra che queste due versioni facciano pace tra loro, collaborino e non finiscano agli antipodi come invece è.
Qualsiasi idea non banale della me uno, è inficiata dai limiti della me due.
Solo che sono stufa. Cioè, immagino che a qualsiasi età si vorrebbe poter applicare nella pratica le idee che si hanno in testa, ma questo è ancora più vero superati i trent'anni, superato insomma definitivamente il varco dell'età adulta.
Vorrei riuscire a costruire qualcosa, vorrei tornare ad esistere al di là del panico. vorrei che ciò che penso non venga perennemente a valere zero per la non-vita che conduco.
Mi chiedo se in alcune circostanze la psicologia possa funzionare spinta non solo dalla comprensione di sé ma anche dalla rabbia, perché in tal caso di questa ultimamente ne avrei in abbondanza.
Così arrivati a sera incavolata nera, fallito ogni tentativo, terminiamo la giornata dicendo che anche oggi, il nuovo percorso lo cominciamo domani.
mercoledì 25 gennaio 2017
trenta giorni per cambiare?
Settimana scorsa, in due occasioni diverse, sono venuta a conoscenza di due modi opposti di vedere le cose. Secondo quello che ho letto in un libro, alcune abitudini (nello specifico si parlava di abitudini alimentari, e di vita, che portano all'obesità grave) sono dure a morire, e anche chi dovesse riuscire a sconfiggerle, si troverebbe comunque a doverle combattere per tutta la vita per non ricascarci. Secondo l'opinione di un altro autore invece basterebbero 30 giorni per cambiare stile di vita. 30 giorni in cui ovviamente rigare super dritto ma che sono comunque 30 giorni. Ora... la domanda "quale opzione ti piace di più?" trova facilmente una risposta: quella dei 30 giorni per cambiare. Però, come sempre in questi casi, ci credo poco e ho come l'impressione che da qualche parte ci sia il trucco. Forse perché in realtà è più dura di quanto possa sembrare anche attraversare quei 30 giorni senza sgarrare. O forse perché temo che l'insidia sia ancora più forte nel riportare tutto al punto di partenza...
Però... sia quello che sia, non sarebbe un buon investimento tentare? Anche se mi rendo conto che, senza giusti appigli, anche 30 giorni, potrebbero sembrare un'eternità...
IL fatto è che di fronte a ciò che viene normalmente chiamato 'stile di vita', penso che le varianti in gioco siano molte ma che un sereno equilibrio nervoso/mentale sia probabilmente la condizione essenziale se si vuole arrivare da qualche parte.
E quando questo equilibrio non c'è... be' è come navigare a vista, senza punti di riferimento.
Però... sia quello che sia, non sarebbe un buon investimento tentare? Anche se mi rendo conto che, senza giusti appigli, anche 30 giorni, potrebbero sembrare un'eternità...
IL fatto è che di fronte a ciò che viene normalmente chiamato 'stile di vita', penso che le varianti in gioco siano molte ma che un sereno equilibrio nervoso/mentale sia probabilmente la condizione essenziale se si vuole arrivare da qualche parte.
E quando questo equilibrio non c'è... be' è come navigare a vista, senza punti di riferimento.
Sembrerebbe facile...
Guardando fuori, con il sole che brilla alla finestra, verrebbe quasi da dire: "Forza, che ci vuole a infilare la giacca e uscire? E' una bella giornata, mi farà bene!"
Certo, bene mi farebbe di sicuro ma non riesco.
Devo ammettere che questo primo mese del 2017 non è andato un granché bene, forse non mi aspettavo di nuovo un peggioramento nervoso del genere.
Forse il problema è sempre questo: visti i precedenti non credo mai davvero di stare meglio ma allo stesso tempo non mi aspetto mai di ricominciare a stare peggio...
Intanto, invece di prendere la giacca e uscire, tanto per cambiare... penso.
Certo, bene mi farebbe di sicuro ma non riesco.
Devo ammettere che questo primo mese del 2017 non è andato un granché bene, forse non mi aspettavo di nuovo un peggioramento nervoso del genere.
Forse il problema è sempre questo: visti i precedenti non credo mai davvero di stare meglio ma allo stesso tempo non mi aspetto mai di ricominciare a stare peggio...
Intanto, invece di prendere la giacca e uscire, tanto per cambiare... penso.
lunedì 23 gennaio 2017
avevo ragione
Ok, la giornata complicata che si profilava all'orizzonte questa mattina, ha trovato conferma nella realtà.
Dopo anni di terapia e un certo miglioramento, è dura ammettere che gli ultimi mesi non sono andati bene. Voglio di più, voglio altro, voglio stare bene.
Vivo a circa 3 chilometri dal centro città, quando ero ragazzina mi capitava, esclusa l'uscita per la scuola, di andare avanti e indietro anche tre o quattro volte al giorno. Non c'era nessuno che potesse scarrozzarmi e io volevo uscire, commissioni, incontri con amiche... cose semplici da ragazzi, e la strada non mi scoraggiava di certo. Ora credo di uscire una media di 10 volte al mese sì e no. Mi sono costruita una vita alternativa che non è proprio una seconda scelta, una seconda laurea in cui credo, lezioni private, scrivo e lo adoro... ma dietro tutto questo mi nascondo. Faccio cose che amo, ma nel farle mi costruisco mille alibi, il più quotato è non avere tempo di uscire. Cielo, solo a scriverlo mi fa ridere perché è ridicolo! Ma è comodo, visto come sto il 99% delle volte che devo uscire.
Probabilmente per ricominciare, ripartire, occorre farlo dalle cose semplici, uscire di casa probabilmente è una di queste cose. Semplice ma essenziale se mi voglio dare una possibilità.
Senza alibi. Senza scuse.
Ho come la sensazione di non avere più tempo, che se non sistemo le cose ora, non ce la farò mai più.
... solo a parlarne il cuore comincia a battere all'impazzata...
Dopo anni di terapia e un certo miglioramento, è dura ammettere che gli ultimi mesi non sono andati bene. Voglio di più, voglio altro, voglio stare bene.
Vivo a circa 3 chilometri dal centro città, quando ero ragazzina mi capitava, esclusa l'uscita per la scuola, di andare avanti e indietro anche tre o quattro volte al giorno. Non c'era nessuno che potesse scarrozzarmi e io volevo uscire, commissioni, incontri con amiche... cose semplici da ragazzi, e la strada non mi scoraggiava di certo. Ora credo di uscire una media di 10 volte al mese sì e no. Mi sono costruita una vita alternativa che non è proprio una seconda scelta, una seconda laurea in cui credo, lezioni private, scrivo e lo adoro... ma dietro tutto questo mi nascondo. Faccio cose che amo, ma nel farle mi costruisco mille alibi, il più quotato è non avere tempo di uscire. Cielo, solo a scriverlo mi fa ridere perché è ridicolo! Ma è comodo, visto come sto il 99% delle volte che devo uscire.
Probabilmente per ricominciare, ripartire, occorre farlo dalle cose semplici, uscire di casa probabilmente è una di queste cose. Semplice ma essenziale se mi voglio dare una possibilità.
Senza alibi. Senza scuse.
Ho come la sensazione di non avere più tempo, che se non sistemo le cose ora, non ce la farò mai più.
... solo a parlarne il cuore comincia a battere all'impazzata...
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paura
Devo anche ammettere che in giornate come questa ho davvero paura. Paura di non uscirne mai, e che la vita che mi aspetta sia solo una sequenza di giorni di rinuncia. Il fatto è che se, dopo tutti questi anni sono ancora a questo punto, faccio fatica a credere che le cose potranno davvero cambiare, cambiare parecchio. Ho 32 anni e vorrei molto di più ma per ora mi riesce difficile ipotizzare un futuro a colori.
speriamo...
💗💗💗
Ok... direi che la partenza della settimana non è stata delle migliori. La sveglia ha suonato alle 7.15 ma già da un quarto d'ora ero allerta, io e il mio panico a farmi compagnia. Così, alle 10 sono già esausta... ma ehi, tutto può ancora succedere e questa giornata può regalare ancora uno spiraglio di serenità.
Speriamo.
Buona settimana!!!
Ok... direi che la partenza della settimana non è stata delle migliori. La sveglia ha suonato alle 7.15 ma già da un quarto d'ora ero allerta, io e il mio panico a farmi compagnia. Così, alle 10 sono già esausta... ma ehi, tutto può ancora succedere e questa giornata può regalare ancora uno spiraglio di serenità.
Speriamo.
Buona settimana!!!
domenica 22 gennaio 2017
attualità 2.0
Spesso mia madre mi dice che me la prendo troppo di fronte ad alcune notizie, che farmi venire il sangue amaro non serve a nessuno, non solo non posso intervenire ma finisco con lo stare male anche io. Non ha torto, certo, eppure davvero la facilità con cui al giorno d'oggi si diffondono notizie false mi sconcerta. Tutti possono dire la loro e non importa sia vero o falso, quello che conta è solo riuscire a urlare più forte, poi quando la balla è stata detta, possono pure arrivare smentite e dati: non importa perché a quel punto ben pochi saranno disposti ad ammettere di aver preso un abbaglio. Così funziona: l'importante è spararla il più grossa possibile.
evviva...
evviva...
Penso che...
Sulla linea immaginaria che va da "non mi frega niente di niente" a "Io penso che...", io mi trovo sicuramente al punto: "ho una mia opinione praticamente su tutto".
Atteggiamento potenzialmente positivo se sapientemente dosato ma, nel mio caso, questo non avviene. Dopo anni di insicurezza ai massimi livelli per cui i miei pensieri erano solo per me e di una vita sempre più vuota e lontana da ciò che avrei voluto, ora la vena polemica del mio "io penso che..." rischia di crescere sempre di più. Non mi piace la rabbia che provo perché per evitare di esplodere finisco di nuovo per non dire la mia; del resto oggettivamente mi rendo conto che essere sempre così arrabbiati rischia di togliere valore anche ai contenuti, non solo alla forma.
Insomma... avere qualcosa da dire è importante, ma in un mondo in cui tutti urlano e fanno sempre a scaricabarile sugli altri, forse anche il modo in cui lo si dice torna ad essere essenziale per evitare che la rabbia e l'invidia siano gli unici elementi a balzare all'occhio di discorsi potenzialmente interessanti.
Atteggiamento potenzialmente positivo se sapientemente dosato ma, nel mio caso, questo non avviene. Dopo anni di insicurezza ai massimi livelli per cui i miei pensieri erano solo per me e di una vita sempre più vuota e lontana da ciò che avrei voluto, ora la vena polemica del mio "io penso che..." rischia di crescere sempre di più. Non mi piace la rabbia che provo perché per evitare di esplodere finisco di nuovo per non dire la mia; del resto oggettivamente mi rendo conto che essere sempre così arrabbiati rischia di togliere valore anche ai contenuti, non solo alla forma.
Insomma... avere qualcosa da dire è importante, ma in un mondo in cui tutti urlano e fanno sempre a scaricabarile sugli altri, forse anche il modo in cui lo si dice torna ad essere essenziale per evitare che la rabbia e l'invidia siano gli unici elementi a balzare all'occhio di discorsi potenzialmente interessanti.
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sabato 21 gennaio 2017
"Capiamoci..."
Credo che l'accoppiata attacchi di panico+obesità metta insieme due delle patologie tra le più stigmatizzate del momento, patologie per intenderci, per le quali, per molti, l'unica cosa che salta all'occhio è la poca forza di volontà di chi le ha, di combatterle e sconfiggerle. Ma se riguardo ai primi c'è un po' più di pudore perché spesso li si capisce poco, rispetto alla seconda i commenti sono taglienti e senza appello, perché chi più chi meno, chiunque nella sua vita ha fatto un tentativo e in molti affermano che:"Con impegno sono riuscito a perdere quei 4/5 chili. Basta volerlo."
Sono obesa da circa dodici anni e, forse perché i chili da perdere sono molti di più di 4/5, non c'è giorno che, in un modo o nell'altro, io non abbia pensato alla cosa. Mille tentativi diversi finiti in altrettanti fallimenti.
Non credo sia una cosa impossibile ma è indubbiamente più complessa di ciò che può sembrare. Tutti ne parlano eppure per certi versi è ancora un argomento tabù.
Non sono mai stata magra, ma fino a che la mia vita non è diventata un percorso ad ostacoli tra il panico ad oltranza ed è stata piena e gratificante, seppur golosa, non ho mai ricercato nel cibo la compensazione per altro e le cose sono rimaste sotto controllo.
Quando però le giornate hanno cominciato a svuotarsi di tutto, mi sono buttata a capofitto nei dolci. E' chiaro che -calorie/+movimento portano ad un risultato.
Ma se il movimento non riesci a farlo perché non riesci ad uscire, se il cibo diventa l'unico sostituto di ogni cosa che non hai più... be' forse ci vuole qualcosina di più di semplice forza di volontà per superare questo empasse.
E se la compassione degli altri non serve, magari un briciolo di comprensione in più, sì.
Sono obesa da circa dodici anni e, forse perché i chili da perdere sono molti di più di 4/5, non c'è giorno che, in un modo o nell'altro, io non abbia pensato alla cosa. Mille tentativi diversi finiti in altrettanti fallimenti.
Non credo sia una cosa impossibile ma è indubbiamente più complessa di ciò che può sembrare. Tutti ne parlano eppure per certi versi è ancora un argomento tabù.
Non sono mai stata magra, ma fino a che la mia vita non è diventata un percorso ad ostacoli tra il panico ad oltranza ed è stata piena e gratificante, seppur golosa, non ho mai ricercato nel cibo la compensazione per altro e le cose sono rimaste sotto controllo.
Quando però le giornate hanno cominciato a svuotarsi di tutto, mi sono buttata a capofitto nei dolci. E' chiaro che -calorie/+movimento portano ad un risultato.
Ma se il movimento non riesci a farlo perché non riesci ad uscire, se il cibo diventa l'unico sostituto di ogni cosa che non hai più... be' forse ci vuole qualcosina di più di semplice forza di volontà per superare questo empasse.
E se la compassione degli altri non serve, magari un briciolo di comprensione in più, sì.
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Io canto...
🎶🎶🎶🎶🎶🎶🎶🎶🎶
Una delle cose che mi accompagnano da quando ero piccola è il piacere di cantare. Non solo sotto la doccia o quel canticchiare che può capitare quando si è sovra pensiero. No, intendo proprio il dedicarsi anima e corpo per delle mezz'ore solo a cantare, possibilmente a tutto volume. C'è qualcosa di magico nel farlo, qualcosa che mi ricollega al presente, che mi riconcentra al qui e ora, senza paranoie, ansie o drammi.
Sento l'energia che passa nella gola, per emettere la voce. Ed è un'energia che pulisce, che mi ripulisce internamente da emozioni tossiche. Mi libera la mente, mi sgombra i pensieri e mi rende più di buon umore. Forse chi mi sta vicino alla fine non la pensa come me, ma ehi, pazienza! In fondo l'importante è il risultato, per me... ;P
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effetti imprevedibili degli effetti del panico
✿❀✿
Uno degli aspetti del panico con cui faccio sempre più fatica a relazionarmi, se così si può dire, è quella sensazione di assoluta perdita di controllo che arriva alle volte. Perché se è vero che con il tempo, e anni di terapia, i sintomi si stanno attenuando, è pur vero che quelli restanti a volte colgono davvero alla sprovvista. Cammini per strada e ti sembra di sprofondare in un metro di batuffoli di cotone, parli con qualcuno e non riesci più a spiccicare parola, ti sembra di non avere più la percezione di te stessa e allo stesso tempo ti sembra di avere coscienza di parti del tuo corpo che non hai mai sentito prima.
Dentro di te scattano allarmi di ogni tipo per poi magari scoprire alcuni minuti dopo che il tuo interlocutore nemmeno si è accorto che qualcosa non andava.
Così resti ancora più confusa a domandarti come cavolo sia possibile dal momento che in altre circostanze, per sintomi molto più lievi che ti era sembrato di controllare bene, chi ti era di fronte si è subito preoccupato per te perché avevi assunto il colore standard bianco-grigino corredato da occhiaie che neanche un panda...
Mah...
venerdì 20 gennaio 2017
e quindi?
💗❤💗
A 32 anni non mi sento così vecchia rispetto a loro, quanto meno non in senso assoluto, ma relativamente la distanza sembra un abisso. Molto spesso mi chiedo come si può fare per avvicinarsi a loro nel modo giusto. Appena entri nel loro raggio d'azione ti sfidano, come a voler subito mettere in chiaro che no, di te e di quello che vuoi dire loro, non gliene importa un fico secco. Arroganti, presuntuosi, sono l'esatta fotocopia di tanti adulti che magari vedono alla tv.
Poi scopri che sono estremamente impauriti, fragili e vorresti fare di più, fare meglio per farli stare meglio.
il problema però è come farlo, come riuscire a coniugare le loro enormi difficoltà con le loro innate doti, l'andare incontro senza abbassare troppo l'asticella. Far capire che nessuno pretende un'obbedienza totale ma che l'educazione non è poi così brutta come cosa. E che il rispetto, tra di loro, verso gli altri e quindi anche verso loro stessi è essenziale per crescere bene. Ci provi, a volte con pazienza, altre con meno... poi esci dall'incontro, senti un padre che chiama 'coglione' il proprio figlio, così senza nessun motivo e ti chiedi cosa potrà mai restare di quei 60 minuti passati a parlare di rispetto dell'altro.
Un po' di senti come in una guerra con i mulini a vento e ti chiedi: e quindi? Che parliamo a fare?
Solo un po' però... perché poi scatta di nuovo qualcosa che ti spinge a cercare una strada diversa, perché il prossimo incontro possa andare meglio e portare a qualcosa in più.
Funzionerà? Chi lo sa... rinunciare però non sembra mai un'opzione.
Così si va avanti, ancora per un po', ancora per un anno poi vedremo...
giovedì 19 gennaio 2017
Riflessioni a caso sui telefilm
👮👮👮
Nello specifico ultimamente apprezzo quelli di qualche annetto fa, i primi Law & order ad esempio. Ma anche la signora in giallo... :) che dire... ricordi d'infanzia che fanno sempre bene al cuore.
Credo mi piacciano i polizieschi per la trama semplice e confortante: i cattivi vengono sempre beccati, i misteri risolti e tutti alla fine vivono felici e contenti.
Più o meno...
In un'epoca in cui è sempre tutto relativo, ho bisogno di certezze! di qualunque tipo :)
Un po' di pulizie
💨💨💨💨💨💨💨💨💨💨💨💨💨💨
In linea di massima non sono un tipo amante delle pulizie e del fare piazza pulita. Tendo a tenere gli oggetti, mi ci affeziono e in ognuno sembra che io riversi parte di me, delle mie emozioni passate, di ciò che sono stata.
Forse è per questo che quando mi costringo a buttare via un po' di 'roba', finisco con il sentirmi meglio, se è vero che in quegli oggetti c'è parte del passato, be' evidentemente è salutare sbarazzarsene per lasciare posto al presente, e anche al futuro.
mercoledì 18 gennaio 2017
E queste sere in cui...
💕💕💕
Quando sono uscita di casa, verso le venti, avrei cacciato un urlo, in preda ad un attacco di panico andare ad occuparsi dell'animazione di una ventina di dodicenni scalmanati sembrava davvero una pessima idea.
Cercavo solo una scusa per evitare l'appuntamento, ma questa scusa non c'era, non c'era nessun motivo valido per annullare l'impegno... Impegno... temo questa parola, ogni volta che ne prendo uno mi chiedo in quante circostanze arriverò in fondo senza star male.
Così mi sono presentata tra i ragazzi, in ritardo, scombussolata, irrequieta... in una parola nel modo peggiore per cercare di costruire con loro una serata interessante. Infatti il disastro è stato inevitabile.
Poi torno a casa, arrabbiata con loro, delusa da me stessa.
Accendo la tv... e bastano venti secondi perché io mi vergogni profondamente. Io e il mio piccolo inconveniente serale che siamo di fronte a ciò che succede fuori?
Evidentemente niente e vorrei davvero non esserne travolta. Ma succederà ancora, rendendomi incapace di agire, quando invece vorrei essere forte, decisa, capace di fare scelte utili per aiutare chi soffre.
Non faccio che chiudermi, il mondo invece ha bisogno, in ogni dimensione, di persone aperte e disponibili per gli altri.
C'è così tanto da fare, così tanto che possiamo fare...
Cose che aspettano noi.
a volte...
💥💥💥
martedì 17 gennaio 2017
... Conta di più...
💟💟💟
SONO DAVVERO CONVINTA CHE A VOLTE CONTI DI Più
SAPERE DI AVER FATTO DEL
PROPRIO MEGLIO
CHE GARANTIRSI UN RISULTATO POSITIVO
A QUALUNQUE COSTO.
situazioni da PANICO (1)
Questa mattina sono dovuta uscire in auto per percorrere una distanza di circa dieci chilometri... una vera e propria traversata interstellare. eh?!.. 😒
eppure sono felice. Perché?
Perché sono riuscita ad andare e tornare in un tempo normale senza attacchi di panico. Sembra assurdo ma in più di un'occasione mi ci sono volute letteralmente ore. Essere ferma sul ciglio della strada senza riuscire a muovermi, senza riuscire a andare avanti, senza sapere quando sarei riuscita a rimettermi in moto... con la paura di rimanere bloccata per sempre con un grido strozzato in gola.
SO che è assurdo ma sì, ho avuto il terrore di non riuscire più a sbloccarmi. E quando poi ce la facevo e arrivavo a destinazione mi sentivo stordita, incapace di credere a quello che avevo vissuto. Incapace di capire come potessi sentirmi talmente esausta per un fatto così banale.
Ma con il panico sto imparando che di banale non c'è davvero niente.
NIENTE.
può infilarsi in ogni parte della quotidianità, stravolgendo qualsiasi concetto di "normalità".
eppure sono felice. Perché?
Perché sono riuscita ad andare e tornare in un tempo normale senza attacchi di panico. Sembra assurdo ma in più di un'occasione mi ci sono volute letteralmente ore. Essere ferma sul ciglio della strada senza riuscire a muovermi, senza riuscire a andare avanti, senza sapere quando sarei riuscita a rimettermi in moto... con la paura di rimanere bloccata per sempre con un grido strozzato in gola.
SO che è assurdo ma sì, ho avuto il terrore di non riuscire più a sbloccarmi. E quando poi ce la facevo e arrivavo a destinazione mi sentivo stordita, incapace di credere a quello che avevo vissuto. Incapace di capire come potessi sentirmi talmente esausta per un fatto così banale.
Ma con il panico sto imparando che di banale non c'è davvero niente.
NIENTE.
può infilarsi in ogni parte della quotidianità, stravolgendo qualsiasi concetto di "normalità".
lunedì 16 gennaio 2017
ottobre 2000
???
Quello che mi lascia perplessa è una banalissima considerazione: all'epoca io e il mio panico eravamo mosche bianche. Ora, sebbene le frasi fatte, le banalizzazioni e le incomprensioni abbondino ancora, questo panico sembra essersi diffuso a macchia d'olio.
è una constatazione triste e preoccupante.
... se la follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi, allora...
Dopo aver trascorso l'intera mattinata senza concludere nulla, mi viene spontaneo riflettere sulla famosa frase : Follia è fare sempre la stessa cosa ed aspettarsi risultati diversi
Me lo chiedo perché dopo un sacco di anni trascorsi cercando di risolvere alcuni problemi, mi rendo conto che le mie strategie per affrontarli non sono cambiate. Spero sempre di svegliarmi una mattina trasformata in un'altra persona, una persona in grado di fare mille cose insieme, per recuperare tempo, per recuperare vita?
Ma questo non accade mai... allora forse non sarebbe più saggio ammettere davvero i miei limiti? Puntare magari ad affrontare una questione alla volta?
Pensare ad una cosa alla volta non mi piace perché in una visione d'insieme, servirebbero anni per risolvere tutto.
Ma così? Che c'è di positivo nel perseverare su una strada che sembrerebbe più veloce ma che in realtà non mi fa muovere di un passo?
Potrebbe darsi che, cominciando con un obiettivo e raggiunto quello, l'autostima migliori e io mi ritrovi in grado di gestire due problemi e non solo uno...
O potrebbe darsi di no, ma intanto qualcosa sarebbe stata fatta.
Come sempre, ho più domande che risposte; quello che però è certo è che durante questi primi giorni del nuovo anno, i miei pensieri sono diventati quasi schizofrenici nel loro girare in tondo e, tra attacchi di panico e sensi di colpa, mi stanno prosciugando un sacco di energie.
Inutilmente.
Pensieri, pensieri, pensieri... MA I FATTI?
Me lo chiedo perché dopo un sacco di anni trascorsi cercando di risolvere alcuni problemi, mi rendo conto che le mie strategie per affrontarli non sono cambiate. Spero sempre di svegliarmi una mattina trasformata in un'altra persona, una persona in grado di fare mille cose insieme, per recuperare tempo, per recuperare vita?
Ma questo non accade mai... allora forse non sarebbe più saggio ammettere davvero i miei limiti? Puntare magari ad affrontare una questione alla volta?
Pensare ad una cosa alla volta non mi piace perché in una visione d'insieme, servirebbero anni per risolvere tutto.
Ma così? Che c'è di positivo nel perseverare su una strada che sembrerebbe più veloce ma che in realtà non mi fa muovere di un passo?
Potrebbe darsi che, cominciando con un obiettivo e raggiunto quello, l'autostima migliori e io mi ritrovi in grado di gestire due problemi e non solo uno...
O potrebbe darsi di no, ma intanto qualcosa sarebbe stata fatta.
Come sempre, ho più domande che risposte; quello che però è certo è che durante questi primi giorni del nuovo anno, i miei pensieri sono diventati quasi schizofrenici nel loro girare in tondo e, tra attacchi di panico e sensi di colpa, mi stanno prosciugando un sacco di energie.
Inutilmente.
Pensieri, pensieri, pensieri... MA I FATTI?
domenica 15 gennaio 2017
Chi ben comincia...
💓💓💓
Immagino per i più sia così, ma io ho un po' paura degli inizi. Ho 33 anni e di nuovi inizi per combattere il panico, la depressione e le conseguenze che questi hanno prodotto nella mia vita, ne ho affrontati parecchi. Anno nuovo? Diario nuovo? Ogni occasione era buona per dirmi: "Basta! Da oggi si cambia e vedrai che ce la faremo!" e puntualmente ogni volta era una delusione. Ogni volta sempre più grande.
Dopo 16 anni oramai con i proclami di grandi cambiamenti ci vado cauta.
Eppure...
Eppure c'è una parte di me che non vuole smettere di sognare, di sperare. Mi sento dire spesso che so capire gli altri, forse alla fine riuscirò a capire anche me stessa, chissà...
Nel frattempo eccomi qua... di fronte ad nuovo inizio.
Forse chi ben comincia non sarà a metà dell'opera, ma almeno ha iniziato e da qualche parte potrebbe anche arrivare...
Rebekka
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