martedì 26 ottobre 2021

Di solito mia mamma comincia ad andare a letto alle 21.15. Dico comincia perché se tutto va bene, e non ci sono scenate tipo lacrime perché non sa dove è ma accetta tranquillamente il letto, a dormire ci va tra le 22.30/23. A quel punto ci sono più o meno un paio d'ore prima che si svegli di nuovo per il bagno. Ecco, di solito in quelle 2 ore lì riesco a tirare un po' il fiato e riesco a vedere qualcosa o un telefilm o un film (o meglio un pezzo), così sabato sera ho guardato una commediola americana di liceali, nulla di speciale, anzi ne ho viste 1000 più belle, ma è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così mi sono ritrovata alle 2 a piangere come una disperata nel letto. Il tempo che ho perso in passato oramai è una voragine che però il più delle volte accetto, ma adesso che sto capendo che arriverò come niente ai 40 anni senza nessun senso, unendo tutto, 24 anni di niente sono troppi da sopportare, e sono troppi da superare. Non basterà schiacciare un bottone e dire ok, adesso si cambia. La malattia di mia nonna di 22 anni fa, che si sta ripetendo paro paro con mia mamma, mi ha messa fuori combattimento per più di 20 anni, seguendo questo schema arriverò a 60. E se non ha senso fare questo confronto così, è però molto verosimile immaginare che la realtà non sarà molto diversa. E in questi giorni, sentendo davvero la paura e la voglia di scappare via di qui, ho ricordato in modo molto vivido l'inizio del mio panico, da sempre correlato con quel bisogno di scappare, unito alla paura di perdere il controllo. Tutto si ripete e ho davvero paura che questa volta sia un'ipoteca troppo grossa da gestire sul resto del mio futuro. Non ce la faccio nel presente perché mia mamma mi sta logorando (che tristezza che spezza il cuore dire una cosa così), ma anche il futuro svanisce poco alla volta.  

sabato 23 ottobre 2021

Ho come la sensazione che il peggio stia già arrivando di corsa: dopo la crisi dell'altra sera, sono ormai 2 giorni che anche durante il giorno a mia mamma capitano momenti che non conosce più niente di questa casa. L'altro pomeriggio è stato bruttissimo cercare di tranquillizzarla e farle capire che era a casa sua. C'è qui una sua amica, l'unica che passa... mi fa strano sentirle insieme, è come l'illusione momentanea di normalità, ma dura poco e quando passa fa un male cane. Il terremoto è qui dietro l'angolo e ho paura. Paura di non aiutarla, paura di non farcela. Paura. E sono stanca e il mio panico è a livelli altissimi, un disastro.  

giovedì 21 ottobre 2021

demenza, panico e limiti

Tutti noi abbiamo dei limiti, tutti noi li scavalchiamo spesso e volentieri. A volte questo ci rende più forti e sposta i nostri limiti un po' più in là, a volte ci distrugge. Sono giorni che mia mamma continua a piangere perché non riesce più ad usare la macchina da cucire, sono giorni che non sa dove dormire, ma ieri sera è stato tutto molto peggio. Non solo non trovava il suo letto, non riconosceva la sua stanza, non solo si è messa a piangere, ma non accettando quello che le diceva mio padre, si è arrabbiata con lui. Alla fine dopo quasi un'ora sono riuscita a metterla a letto. Ma io ero devastata, vedere la disperazione nel suo sguardo, la paura, è una cosa che fa un male da morire. Pensavo avrei avuto un attacco di panico, pensavo non sarei riuscita a chiudere occhio, falso. HO preso certo le mie gocce dopo perché ero tesa come una corda di violino, ero seduta sul mio letto e non riuscivo nemmeno a mettere a fuoco ciò che avevo intorno, ogni rumore mi spaventavo pensando fosse lei che ricominciava a vagare, mi sembrava di sentire dei passi, in realtà, è assurdo, era il rumore del mio battito cardiaco che sentivo nelle orecchie. E poi mi sono addormentata e ho dormito, e ho sognato, e nel sogno c'era mio padre, dei miei parenti, una mia vicina, ma non mia mamma. Al risveglio mi sono messa a piangere, con il suo sguardo terrorizzato in mente. Quello che nella malattia di alzheimer accade in alcuni anni, a mia mamma sta succedendo in alcuni mesi. E io ho paura, paura di non riuscire ad aiutarla, anzi questa è una certezza, paura che mio padre non supererà il lutto, paura che non riusciremo a stare noi 2 con l'ombra di mio mio zio, paura per il mio futuro. Sono limiti troppo grandi da affrontare, si cui ragionare, semplicemente ad un certo punto gli sbatti contro, che si allontanino o che ti distruggano non si sa. 21 anni di panico e questo... non la vedo bene. 

martedì 12 ottobre 2021

 Ieri sono uscita per quello che una volta avrei chiamato il solito giro posta+farmacia; poiché era più di un mese che non uscivo di casa, adesso di solito direi che non c'è più nulla. Come le altre uscite, ero fuori e mi guardavo intorno immaginandomi con mia mamma nei posti dove andavamo, ricordando quello che abbiamo fatto insieme e soprattutto immaginando tutto quello che non abbiamo fatto e che non potremo più fare, che è ovviamente più tanto. Come berci qualche caffè insieme al bar: l'avremo fatto neanche 5 volte in tutta la vita, colpa del mio panico più di recente, colpa dei suoi impegni prima, poco conta. Conta che, temo, mi ritroverò a fare i conti con i sensi di colpa per una vita intera. E siccome la mente a volte è stronza, non vorrei che mi auto-boicottasse proprio perché se non ho raggiunto nulla prima per far felice anche mia mamma, allora non mi merito nulla nemmeno dopo. Eh... la mente lo fa. In 21 anni di panico l'ha fatto eccome. Capisco in pieno i motivi per cui il panico arriva, e ripensando alla mia esperienza so anche perché io abbia focalizzato tutto sulla perdita di controllo, perché per anni nella mia fase pre panico, il controllo l'avevo dovuto mantenere a 1000 per gestire tutto quello che c'era qui in casa, per aiutare, per nn dare fastidio, con nonni anziani, papà lontano, uno zio pieno di casini in eterno... capisco che con la perdita di mia nonna io sia andata in tilt, ma 20 anni? Perché? E allora sì, ho realisticamente paura che sarà peggio dopo... cioè che per un po' sia peggio ci può anche stare, ma io temo davvero di distruggermi. Soprattutto perché, e me ne accorgo ogni cazzo di volta, non sono integrata in nulla nella mia città o altrove. E senza mia mamma mi sembra di essere sollevata-nel senso di scollegata-senza radici anche con il resto dei parenti. Come se fossi sospesaa 2 metri da terra senza appigli, agganci nella vita vera. L'unico era lei. Forse un po' mio padre, ma in modo diverso e molto meno. 

E' un momento strano. Mentre lei fa 1000 domande al giorno, dove sei, dove ho i vestiti, dove vado a dormire, io sento come il bisogno di iniziare ad elaborare il lutto. La sera ci mette 2 ore prima di dormire, Io sono esausta, dormo male, non mi riesco a riposare mai, e mi sembra di uscire distrutta da ogni conversazione con lei. Il cervello cerca una fuga in avanti, ma l'avanti è senza di lei, da qui il bisogno di iniziare ad elaborare il lutto. Poi ha una mezza giornata buona e allora è come ricominciare da capo, sempre più disperati e logorati. Fa tutto un po' schifo, per dire. 



giovedì 7 ottobre 2021

Mia mamma ha lavorato una vita con i malati di alzheimer, ne ho sempre sentito parlare anche io. Si sa che è una malattia lunga. Mia mamma sembra peggiorare di giorno in giorno in modo visibile. Da una settimana fissa andare a dormire è un'agonia perché non sa più dove è la sua stanza, ogni sera è come se scoprisse un posto nuovo dove dormire e ci vuole più di un'ora prima che vada a letto sul serio. Ho sempre più paura e sono arrabbiata: rimanere sola in mezzo a mio padre e mio zio sarà un delirio che mi spaventa già ora, un bel modo per avvicinarmi all'essere sola del tutto. Non riesco a parlare con mio padre, non so come affronteremo quello che sta per arrivare e nemmeno il dopo. Non avere un compagno che mi sostenga, non avere uno stipendio che mi aiuti a imporre eventuali mie opinioni... non so davvero che inferno ho davanti, e sarà lunga e continuerà a cambiare faccia fino a che sarò sola del tutto, non so come potrò farcela. Troppo dolore e troppa paura su più fronti. Non posso farcela. 

sabato 2 ottobre 2021

Il vicino di via che nemmeno due settimane fa ha saputo di essere malato, è morto ieri sera. L'atmosfera di tutta la via è triste. Ho davvero la sensazione che risparmiati dal covid, ora sia partito un effetto domino che non risparmierà nessuna famiglia della zona. Sensazioni dovute forse alla paura, non lo so. Ieri sera io di paura con mia mamma ne ho avuta molta, dopo essere andata in camera per dormire, un'ora dopo esce e alla mia domanda su dove stesse andando, ha risposto che cercava la sua stanza, ci era dentro. Non riuscivo a convincerla, il bagno pensava fosse occupato da non so chi, poi dopo essersi fatta un giro per tutta casa, e passata quasi un'ora, è tornatanella sua stanza e ha detto "Ecco, qui so di averci dormito qualche volta." Addormentata alle 11, alle 5 è venuta a chiamarmi tutta vestita che la colazione era pronta e l'aveva già fatta, l'ho convinta a tornare a letto e quando poi ci siamo 'riviste' un paio di ore dopo, mi ha chiesto se non stavo bene perché ero pallidissima. Dopo le paure provate era già tanto che stessi in piedi... il mio presente è questo, il mio futuro mi terrorizza. Non so come salvarmi. Dico davvero. Oggi mi sono tenuta in piedi ad ansiolitici. Più che dire che sono paralizzata dalla paura davvero non so cosa aggiungere... 

venerdì 1 ottobre 2021

Venerdì, se tutto va bene tra48 ore mio padre sarà rientrato. Sono stanca in un modo impossibile, e più che 7giorni, mi sembra lui sia via da 70. E poi c'è sempre quel dolore costante che deriva dalla consapevolezza che anche con lui qui, fatto salvo meno fatica su alcuni fronti, mia mamma non starà comunque meglio. E iniziano i sensi di colpa per tutto quello che non le ho permesso di vivere come mamma, diventare nonna, vedermi serena, vedermi stare bene, vedermi tirare insieme qualcosa. Il mio cervello sta impazzendo perché ho bisogno di trovare soluzioni subito al mio domani e invece non è possibile, non ora. In questo periodo quando posso non esiste né tv né lettura,ma campo su twitch, roba di cui non conoscevo l'esistenza fino a qualche mese fa, metà seguendo gli hmatt per la parte divertente, metà seguendo alcune streamers di asmr, alcune che lo fanno davvero, altre che leccano per ore un microfono. Queste ultime mi mandano al manicomio, perché mi fa incazzare vedere cosa guadagnano al giorno leccando e succhiando un microfono mentre mostrano le tette strizzate in top assurdi. Invidia? Probabilmente sì, intendiamoci l'idea di fare per mesi sta roba mi fa impazzire dalla noia, ma in una situazione come la mia, come si fa a sputare addosso alle cifre che guadagnano queste? Per 200 euro al giorno lo leccherei pure io un microfono con le orecchie. Che mondo assurdo che abbiamo tirato insieme... ma in fondo che il sesso venda, non lo scopriamo certo adesso, però è assurdo arrivare ad invidiare certe cose. Non solo assurdo, per me è anche doloroso, ma per i miei problemi di salute io non ho costruito nulla, stavo in piedi solo per i miei, e ora che sta crollando tutto, io ho paura e vorrei solo un appiglio sicuro, concreto, credibile... che però non ho.

E allora mentre aspetto che mia mamma mi chieda di nuovo dove è il bagno, eccomi qui a guardare una tizia dall'altra parte del mondo che succhia con enfasi due orecchie finte su un microfono,  guardo e mi sento disgustata, ma invidiosa e, detto tra noi, pure eccitata. Così alla fine sono ancora più confusa anche da me stessa.