Capodanno, prevedibilmente non sono serena, è difficile sperare nel 2022 quando sai che non succederà nulla di buono. Ho paura e mi sento in colpa per non aver vissuto con mia mamma le esperienze che avrei potuto se fossi stata bene. Ma questa sera c'è un aspetto specifico che mi agita, non so come starò qui senza di lei, e poi senza anche mio padre, e allora mi capita di pensare a quando ero piccola al mare. C'era un senso di solitudine a volte in alcuni momenti per me, ed era ovvio, non avevo là tutte le persone che avevo qua, non era il mio habitat, eppure quando ci penso sento come se il discorso non fosse chiuso, come se Alassio avesse ancora tanto da darmi... ma in che modo? Sarei ancora più sola che qua. Il fatto è che ho paura perché sento il dolore di tutti, e soprattutto mi sento come spaccata in due, potrei prendere il meglio dei due mondi se capissi come fare e invece tutto mi sa di occasioni perse, fosse anche solo perché non si può essere da due parti in contemporanea. Credo che in parte anche la mia esperienza con il panico mi abbia impedito di costruire un giusto equilibrio tra i due mondi, ed ora ho paura che, come per molte cose, sia ormai troppo tardi. Ho paura, paura che quello che non ho vissuto mi impedisca a sua volta di progredire, di capire, di vivere... per cui in questo buon 2022 c'è forse poca convinzione. Ma proprio per questo un gran bisogno di speranza come mai prima. Ho paura ma il 2022 arriverà, e poi il 2023... e poi... magari qualcosa di inaspettato. AUGURI.
venerdì 31 dicembre 2021
martedì 28 dicembre 2021
Il Natale è passato... come se non lo fosse, nel senso che non ho sentito nulla se non paura. E tristezza e ansia per il domani. Mia mamma è di nuovo nella fase pianti+voglio andare a casa mia, il problema è che io sono esausta e mio padre non è lontano da quel punto. In questi giorni si è sentita una storia brutta in merito ad un marito e sua moglie malata da 10 anni di alzheimer. Siamo al limite. Ho paura di quando il limite sarà superato. Ho paura di ciò che accadrà ancora perché si superi. siamo stanchi, confusi, come confusa e disperata è mia mamma. come si fa a reggere? impossibile...
martedì 21 dicembre 2021
Voglio scappare. Poco fa un'amica di mia mamma, quella che la chiama più spesso, ha telefonato. Ci ho parlato io e poi ci siamo dovuti salutare perché doveva guardare a dei suoi pronipoti. Mia cugina ha portato mia madre dalla parrucchiera e poi è dovuta scappare verso chissà che impegni con la sua famiglia. Poco dopo mia mamma era già in fastidio nel salire qui di sopra, verso posti che non sono i suoi nella sua mente. E io volevo solo scappare: è la stessa angoscia di quando ero sola con mia nonna tanti anni fa con una parte in più, non ho nessuno oltre a mia madre e mio padre. Tutti hanno famiglie, io no. Io voglio scappare perché non reggo più il dolore, ma non saprei nemmeno dove scappare. Di solito scappavo per tornare qui, scappavo da situazioni fuori per tornare qui. Tranne all'epoca di mia nonna, anche allora volevo scappare fuori, ma era ante panico, e soprattutto avevo qualcuno a cui aggrapparmi. Ora non più. Scapperei verso la solitudine. Scapperei nel nulla. Dolore, nulla... sto impazzendo, non ce la faccio più, è troppo troppo troppo. Voglio solo stare bene. E non so più come si fa. E non so come farò. Non so come fare adesso, non so come preparami per quello che mi aspetta, non so come aiutarla, e ripeto, non so come prepararmi al dopo. Ho una paura da matti e sono così stanca... non ce la faccio più.
domenica 19 dicembre 2021
Un'ora fa ho riascoltato la canzone BLU di Zucchero, è assurdo il fiume di emozioni che mi generi dentro. Ma il motivo è semplice, è una canzone che mi piace un sacco e che mi trasmette due sensazioni fondamentali 1- una serenità infinita, 2-un sottofondo marcatamente erotico. Entrambe sono emozioni che richiamano ad una mia intimità come donna, ad una mia intimità come esistenza di persona, non necessariamente legata ad altre. Non è un caso che ogni volta che la ascolto mi immagino nel mio cortile, su un dondolo, ma senza né mio zio, né i miei. Chiave di lettura? Facile, fin troppo: da un decennio a questa parte, come mi aveva a suo tempo fatto notare la terapeuta, la loro vita ha schiacciato la mia, peggio: loro hanno schiacciato me come persona.
Ho ricordi felici in questa casa con la mia famiglia da piccola, sebbene già allora vivessi in modo molto autonomo. Ero sana anche dal punto di vista degli affetti, sentivo i legami ma coltivavo me stessa. Con la morte di mia nonna ogni cosa è cambiata, per correre dietro ai casini di mio zio, sia ma madre che io, abbiamo dovuto cambiare casella di ruolo e responsabilità. Io come persona singola e indipendente cominciavo già a mettermi da parte, a passare in secondo piano dietro ai bisogni di quell'adulto mai cresciuto, poi ancora di più perché c'era da bilanciare non solo i problemi di mio zio, ma anche la relazione tra lui e mio padre, perché giustamente mio padre non aveva voglia di fare da padre anche a mio zio, ma purtroppo mia madre invece gli faceva da madre sì, e noi ci siamo dovuti attaccare. Sicuramente è solo una parte del problema, ma ero già una ragazzina responsabile da prima, quindi quanto male mi ha fatto questo ulteriore carico di responsabilità è difficile da calcolare con precisione ma non da immaginare. Ed è andata sempre peggio con mio zio sempre più inadeguato nel ruolo di adulto che non vive da solo e non può fare quel cazzo che gli pare, mio padre sempre più stufo di tamponare anche economicamente, mia madre in mezzo e io sempre più esasperata dalla tensione. Poi tutto ko. E vaffanculo. Adesso le carte fanno schifo, e sono costretta a mettermi da parte ancora, ma poi basta, cazzo. Poi sarà il mio turno e dispiacerà che mia madre non ci sarà per vederlo, ma poi toccherà a me. E in qualche modo troverò una soluzione anche per i soldi, ma cazzo se toccherà a me. E magari tornerà in mio aiuto la ragazzina sana di prima, capace di coltivare se stessa. Forse per questo, tra le altre cose, non sarei più una buona madre. Ho troppo bisogno di rimettermi al centro della mia vita. Pazienza. Però davvero: adesso basta, l'ultimo bonus lo ha gioco forza mia madre. Ma poi basta. E di nuovo vaffanculo a tutti quelli che mi hanno intossicato la vita. E nemmeno se ne accorgono. E nemmeno pensano di chiedere scusa.
sabato 18 dicembre 2021
sabato 11 dicembre 2021
#dove siamo? #lui chi è?
Per la prima volta dopo parecchie settimane, fatta esclusione per quel giorno una ventina di gg fa quando non sono stata bene, mi sono fatta un'ora e mezza di tv, mentre mia madre era, ed è, di sotto con mio padre. Sono andata in poltrona perché ero esausta, stiamo dormendo troppo poco da troppe notti. Mio padre domani va una settimana il liguria per sbrigare alcune cose domani, e se non altro riuscirà a farsi qualche notte di sonno decente. E io mi sto cagando sotto, ma farò quello che posso. E mia mamma peggiora sì, oramai alla cosa di non riconoscere mai la casa ( e proprio mai durante il giorno tutti i giorni-questa mattina ha persino rubato le chiavi per poter uscire-scappare traduco io), c'è che è sempre convinta che ci sia un altro Carlo (che è mio padre/suo marito) che non sa bene chi sia. E allora notti insonni e oggi tv, e che cosa sono riuscita a guardare? Qualche film carino e divertente? No, la cronaca vera di un ragazzo che 4 anni fa ha ucciso altri 4 ragazzi, l'unica cosa che riuscivo a reggere tra una pubblicità di natale e l'altra. Natale... niente albero, niente presepio, solo le lucette esterne perché le ha volute lei per il resto nulla e non credo di fare nulla. Non mi va, mi da fastidio, non ne ho le forze. Vedevo quelle pubblicità e stavo di merda, speravo in altri bei Natali da condividere insieme, speravo la famiglia si sarebbe allargata e invece sarò sola presto e mi viene un magone! Ieri mattina mio zio ha avuto l'ennesimo comportamento che me lo sta facendo odiare, io non capisco come si possa essere così imbecilli e irriconoscenti, ma ha anche insinuato che io e mio padre non facciamo quello che dobbiamo per mia madre. Lui non fa niente del tutto. E sembra non essere l'unico tra tutti i fratelli stando ai suoi racconti... che bello schifo. Alla fine ci diranno quasi che è colpa nostra se si è ammalata. Una delusione questa famiglia che mai avrei pensato. E mi ha fatto stare di un male che non so nemmeno renderlo in parole. Sono uno straccio. Il fatto è che poi mi rendo conto, tradotto in parole sembra sempre razionalizzato e quindi meno doloroso. Non è per niente vero, anzi. Però mi rendo conto che lo sembra. E in mezzo a questo dolore infinito che sto provando, mi rendo sempre più conto che immaginare un futuro ex novo da sola fa meno male che immaginare quello con le cose che in parte ho già, perché quello ex novo di fatto è pura invenzione e nella pura invenzione posso pure inventare che starò bene; pensare a come farò quello che faccio ora è indicibile dal dolore perché questo sarà verosimile e qui sì che vedrò la differenza e il dolore. Soprattutto perché quello che è successo ieri con mio zio, e che apre un altro squarcio di merda sul domani: sarà facile stare qi senza mia madre eh... uno spasso. L'idea di vendere tutto e prendere un appartamentino in centro più a mia misura si fa sempre più largo. E anche solo scrivere qua sopra mi ha fatta stare malissimo, o forse lo stavo già, sono balorda e quindi guardare lo schermo mi fa stare peggio, per cui passo e chiudo e vai di ansiolitici.
venerdì 3 dicembre 2021
Guardo fuori dalla finestra e vedo in lontananza la strada e mi mette tristezza. Perché è sempre il solito discorso: vedo le auto e immagino le persone al loro interno oramai filtrate con il mio modo di essere, cioè il panico. E allora non vedo persone che vivono, ma vedo persone che soffrono come soffrirei io nell'uscire di casa... bello schifo. E allo stesso tempo vedo la città dove abito da sempre solo attraverso gli occhi di quello che ho fatto o avrei dovuto fare con mia mamma. Ogni posto è legato a lei, o come presenza o come l'assenza di ricordi vissuti insieme, come le colazioni che avremmo potuto fare al bar, o i giri alle bancarelle del mercato... e poi penso a dove è cresciuta lei, ai ricordi che svaniscono tra le generazioni man mano che le persone mancano, prima i miei nonni, poi i miei zii, poi mia madre... e con lei forse me ne vado pure io che non ho imparato ad esistere in nessun modo senza di lei, in autonomia. non riesco a capire come farò ad esistere senza di lei, come se sparissi quasi al 50% se non di più, e quello che resta... come diavolo farò a mantenermi? Come farò a sbrigare ciò che la vita richiede? Non riesco a pensare di farcela, assolutamente. Quello che sto provando non è solo un dolore devastante, che ci starebbe, ma è un dolore devastante e che rischia di portarmi alla follia, alla completa implosione della mia vita. Non esisterò più. Non ne sono capace.