lunedì 30 aprile 2018
scelte???
13.35-15.20 circa un'ora di servizio taxi per mia madre. Non posso certo dire di essermela spassata... ma posso dire di averlo fatto. Prima di uscire, passando davanti ad uno specchio mi sono fatta impressione, stazza a parte, ero trasandata come abbigliamento e avevo un'espressione tristissima. Sono passata in una frazione di secondo e non ho potuto fare a meno di pensare che però essere così è un po' una scelta, una mia scelta. Certo, solitamente una scelta comporta un pensiero, comporta un vantaggio... be', non mi è chiaro quale vantaggio possa esserci nello stare così, ma è come se avessi sentito la consapevolezza di avere margini di manovra più ampi di quanto non direi.
non c'è sempre #tempo
Mi sono svegliata:
-spaventata per quello che devo fare, e non è una novità;
-con un bell'attacco di panico comprensivo di vertigini e nausea in corso, e non è una novità;
-pesando ancora i mie 130 kg abbondanti e nemmeno questa è una novità.
Non ce ne sono di novità, ed è proprio questo il punto. Al di là di tutte le chiacchiere sul tempo passato, che non ho vissuto, bla bla bla... può essere che il problema invece sia che una parte di me crede che di tempo ce ne sarà sempre? Che ci sarà sempre un'altra occasione?
L'anno scorso, tornata dal mare mi dicevo convinta che: basta, l'estate prossima potrò andare anche io in spiaggia senza patemi, avrò perso peso e me la godrò... (sì, ok, dovrei farlo lo stesso ma realisticamente con il mio peso si fa fatica a sentirsi a proprio agio ovunque, figuriamoci in spiaggia!!!), riuscirò a muovermi meglio, non patirò così il caldo etc etc... Bene, un anno dopo, circa, peso 10 kg in più... e al di là della frustrazione che è molta, un qualcosa dentro di me è già pronto a spostare l'obiettivo per l'estate 2019. Ora, meno male che c'è la speranza, posso proprio dirlo, è l'unica cosa che mi ha tenuta a galla in più di un'occasione, ma ho l'impressione che alle volte giochi a mio svantaggio. Intanto perché non è vero che c'è sempre tempo, non è proprio possibile, ma poi perché il tempo speso male fa stare male! il tempo che non impiego al 200% per cercare di stare meglio, in ogni variante che ha per me questa frase, è sempre più frustrante e intossica l'anima.
-spaventata per quello che devo fare, e non è una novità;
-con un bell'attacco di panico comprensivo di vertigini e nausea in corso, e non è una novità;
-pesando ancora i mie 130 kg abbondanti e nemmeno questa è una novità.
Non ce ne sono di novità, ed è proprio questo il punto. Al di là di tutte le chiacchiere sul tempo passato, che non ho vissuto, bla bla bla... può essere che il problema invece sia che una parte di me crede che di tempo ce ne sarà sempre? Che ci sarà sempre un'altra occasione?
L'anno scorso, tornata dal mare mi dicevo convinta che: basta, l'estate prossima potrò andare anche io in spiaggia senza patemi, avrò perso peso e me la godrò... (sì, ok, dovrei farlo lo stesso ma realisticamente con il mio peso si fa fatica a sentirsi a proprio agio ovunque, figuriamoci in spiaggia!!!), riuscirò a muovermi meglio, non patirò così il caldo etc etc... Bene, un anno dopo, circa, peso 10 kg in più... e al di là della frustrazione che è molta, un qualcosa dentro di me è già pronto a spostare l'obiettivo per l'estate 2019. Ora, meno male che c'è la speranza, posso proprio dirlo, è l'unica cosa che mi ha tenuta a galla in più di un'occasione, ma ho l'impressione che alle volte giochi a mio svantaggio. Intanto perché non è vero che c'è sempre tempo, non è proprio possibile, ma poi perché il tempo speso male fa stare male! il tempo che non impiego al 200% per cercare di stare meglio, in ogni variante che ha per me questa frase, è sempre più frustrante e intossica l'anima.
domenica 29 aprile 2018
sento già le catene mentali che me lo impediranno
Se adesso dovessi descrivere il mio sogno ad occhi aperti direi...
...una calda sera d'estate, una cena a casa di amici con persone conosciute, altre da conoscere. Profumo di fiori e di buon cibo nell'aria, conversazioni, sorrisi, piani, programmi, flirt...
assurdo come la stessa immagine possa diventare anche il mio incubo più grande: tutto come prima ma condito da un'agitazione tale da impedirmi di godere di qualsiasi cosa. Come ce la si fa? Come si resiste in una vita tutta diversa da quella che vorremmo senza nessun motivo esterno? Come si fa senza perdere del tutto lucidità e speranza?
Vorrei dire: domani mattina mi alzo e da allora sarà tutto diverso, mi impegnerò a qualunque costo per riprendermi una vita 'normale', con tutta l'accezione positiva che io do al termine. Vorrei riuscire a farlo... ma le sento già le catene mentali che me lo impediranno.
...una calda sera d'estate, una cena a casa di amici con persone conosciute, altre da conoscere. Profumo di fiori e di buon cibo nell'aria, conversazioni, sorrisi, piani, programmi, flirt...
assurdo come la stessa immagine possa diventare anche il mio incubo più grande: tutto come prima ma condito da un'agitazione tale da impedirmi di godere di qualsiasi cosa. Come ce la si fa? Come si resiste in una vita tutta diversa da quella che vorremmo senza nessun motivo esterno? Come si fa senza perdere del tutto lucidità e speranza?
Vorrei dire: domani mattina mi alzo e da allora sarà tutto diverso, mi impegnerò a qualunque costo per riprendermi una vita 'normale', con tutta l'accezione positiva che io do al termine. Vorrei riuscire a farlo... ma le sento già le catene mentali che me lo impediranno.
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voglio di più
Da giovedì mattina sono passati quasi tre giorni e mezzo. Sono uscita di casa terrorizzata per andare dal dentista cercando di capire come rimanere in piedi. Responso: una mini cariettina che curerò l'8 maggio, direi un successo visti i miei precedenti...
Poi, negli ultimi giorni ho fatto le cose che dovevo a anche di più, in più di una occasione ho avuto la sensazione di avere, come si dice in gergo, un modo di fare funzionante. Dovrei essere serena, ma non lo sono perché il pensiero torna a quegli incontri che ho a breve e che, sono sicura, non riuscirò a gestire, che annullerò... e le domande abbondano: come farò ad andare davvero avanti? Non solo per il passare del tempo, ma per vivere davvero. Per ogni cosa che mi riesce, non faccio che pensare a quelle che non funzionano. Forse è un bene? Forse sono solo stufa e voglio uscirne senza più mezze misure? Forse sono stufa di restare dietro le quinte e vedere solo gli altri andare avanti? Forse, forse... quanti forse... la certezza è quello che mi bloccherà nei giorni prossimi, la certezza è ciò che ancora ho fallito dopo l'anno scorso in termini di obiettivi, speranze... quindi, continueranno ad aggiungersi ricordi non vissuti insieme a quelli che già ci sono. Per esempio la serenità dei primi flirt, delle prime cotte corrisposte, delle prime libertà dell'adolescenza, a cui poi si sarebbero aggiunte le prime cose serie... i primi grandi risultati. E invece nada de nada... ieri i miei sono stati ad un matrimonio tra le 13 e 'una di notte. Se ci fossi stata io credo avrei avuto almeno 4 o 5 attacchi di panico. Che tristezza.
Voglio la normalità, voglio la normalità con tutta me stessa, una normalità per una ragazza della mia età. Voglio ricominciare, voglio sentirmi più sicura di affrontare le cose che mi aspettano. o quello che succederà, sarà l'ennesima sfilata di giornate tutte uguali e tutte vuote.
Voglio di più.
Poi, negli ultimi giorni ho fatto le cose che dovevo a anche di più, in più di una occasione ho avuto la sensazione di avere, come si dice in gergo, un modo di fare funzionante. Dovrei essere serena, ma non lo sono perché il pensiero torna a quegli incontri che ho a breve e che, sono sicura, non riuscirò a gestire, che annullerò... e le domande abbondano: come farò ad andare davvero avanti? Non solo per il passare del tempo, ma per vivere davvero. Per ogni cosa che mi riesce, non faccio che pensare a quelle che non funzionano. Forse è un bene? Forse sono solo stufa e voglio uscirne senza più mezze misure? Forse sono stufa di restare dietro le quinte e vedere solo gli altri andare avanti? Forse, forse... quanti forse... la certezza è quello che mi bloccherà nei giorni prossimi, la certezza è ciò che ancora ho fallito dopo l'anno scorso in termini di obiettivi, speranze... quindi, continueranno ad aggiungersi ricordi non vissuti insieme a quelli che già ci sono. Per esempio la serenità dei primi flirt, delle prime cotte corrisposte, delle prime libertà dell'adolescenza, a cui poi si sarebbero aggiunte le prime cose serie... i primi grandi risultati. E invece nada de nada... ieri i miei sono stati ad un matrimonio tra le 13 e 'una di notte. Se ci fossi stata io credo avrei avuto almeno 4 o 5 attacchi di panico. Che tristezza.
Voglio la normalità, voglio la normalità con tutta me stessa, una normalità per una ragazza della mia età. Voglio ricominciare, voglio sentirmi più sicura di affrontare le cose che mi aspettano. o quello che succederà, sarà l'ennesima sfilata di giornate tutte uguali e tutte vuote.
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giovedì 26 aprile 2018
non serve tempo... estratto
Codice amazon ASIN: B01M4ONFAF
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Ho quasi finito di stendere, le voci in giardino si
sono allontanate per cui, anche se il telo in cui sono avvolta comincia a
cedere, non me ne preoccupo più di tanto.https://kdp.amazon.com/amazon-dp-action/it/dualbookshelf.marketplacelink/B01M4ONFAF
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In realtà non ho in testa solo quella domanda, forse
per controbilanciare, la mia testa si concentra anche su altro: cioè su una
storia che ho scritto ieri sera. Una scena piuttosto piccante devo ammetterlo e
lo strusciare del telo sui miei capezzoli mentre mi muovo, accentua vibrazioni
che già mi percorrono, eccitandomi all’istante.
Adoro quando vengo presa da questa voglia repentina.
Lascio momentaneamente da parte la cesta dei panni e
mi lascio sedere sul pavimento. Questo è l’angolo più isolato della casa per
cui non è un caso che nel piccolo armadietto nell’angolo si trovi il mio amico
vibratore. Lo levo dalla custodia e lo cospargo di gel lubrificante. Apro il
telo e comincio a toccarmi. Le mie mani scorrono veloci sul mio corpo,
concentrandosi sul centro pulsante del mio piacere. In un battibaleno sono già
bagnata e qualche gemito sfugge dalle mie labbra. I contorni della stanza
intorno a me si fanno più sfumati, mentre il battito del cuore accelera.
Con un gesto deciso infilo il vibratore e con un
paio di movimenti decisi sento l’estasi sempre più vicina.
Immagino qualcuno davanti a me pronto a succhiarmi i
capezzoli, e a leccarmi tra le pieghe del mio piacere più intimo… contraggo le
cosce sempre più, immaginando una lingua calda che mi assaggia…
Brividi mi percorrono tutta.
Un calore esplosivo si diffonde dal mio ventre. Sono
bollente.
“Sto venendo! Sto venendo…”, esclamo all’aria prima
di lasciarmi andare… il vibratore scivola fuori da me bagnato dai miei umori.
Mi concedo alcuni attimi per riportare il respiro ad
un ritmo regolare.
Sto diventando sempre più efficiente e rapida nel
masturbarmi. Potrebbe essere una qualità non indifferente.
Mi lascio andare ad una risata liberatoria.
“Segni particolari: raggiungere un orgasmo tramite
masturbazione in pochissimi minuti.”
Mi rialzo e cerco di sistemarmi addosso il telo ma
faccio solo un nodo.
E faccio male, perché quando mi piego per
raccogliere un calzino, la parte sopra si apre lasciandomi i seni, ancora
turgidi per la recente eccitazione, scoperti.
“Ma che diavolo…”, cerco di ricompormi.
“Cavoli, wow!”
Spaventata all’inverosimile da questa voce caccio un
urlo, poi sollevo lo sguardo e, aggrappandomi all’asciugamano, avvampo prima di
mettere a fuoco, davanti a me, una visione celestiale.
“Tu chi sei? Che cavolo ci fai qui?”, la mia voce
rasenta l’isteria eppure si sente ancora una traccia del mio recentissimo
orgasmo.
O almeno io la sento.
Credo mi risponda ma francamente non sto sentendo
una parola, sono troppo imbarazzata e letteralmente senza fiato, un po' perché
sono quasi nuda e poi…
Davanti a me c’è in pratica un adone. È quasi
spiccicato a quell’attore, come si chiama… Bradley qualche cosa... Che occhi!
Mi si avvicina e mi tende la mano.
“Cooper…”, dice.
Sì, immagino che glielo abbiano detto in molti che
assomiglia a quel tipo famoso ma il fatto che lui per primo giochi sulla cosa
con una perfetta sconosciuta, mezza nuda, mi sorprende.
“Ah, ah, spiritoso. Io sono Jennifer.”
Provo a buttarla lì anche io, del resto tutta la
situazione è assurda.
Scoppia a ridere. Evidentemente deve aver visto i
vari film in cui quei due hanno recitato insieme.
Poi però corregge il tiro.
“No, non sono così vecchio.”
Infatti, avrà all’incirca la mia età.
“E io non sono così giovane.”, aggiungo vista che la
tizia in questione credo abbia almeno cinque o sei anni meno di me, e anche una
ventina di chili in meno, se per questo, ma direi che ciò è evidente senza che
se ne faccia menzione.
Ora, tutto questo teatrino in cui io sembro aver la
battuta pronta, è solo un diversivo che spero metta in secondo piano il fatto
che sto letteralmente facendo la contorsionista per rimettere la salvietta al
suo posto.
Ma
si è per caso ristretta in questi ultimi dieci minuti?!
“No, ma che fai? Mi piace quello che vedo!”
Un senso di disagio mi si dipana dalla pancia e
qualcosa scatta dentro me.
Va bene tutto ma essere presa così spudoratamente in
giro non mi piace, prima di mettermi a piangere come un’idiota cerco di
ricompormi e riprendo in mano la situazione per cui ci riprovo.
“Senti mi vuoi dire che cavolo ci fai in casa mia?”
Si fa serio.
“Certo, scusa. Sono qui con i miei genitori, mio
padre non può guidare e li ho accompagnati io. Sono fuori con tua madre, io
avevo bisogno del bagno ma credo di aver sbagliato ingresso.”
Che sguardo…
Tiro un sospiro di sollievo, ignorando volutamente
di pensare che potrebbe avermi sentita anche prima, quando mi stavo, ehm,
divertendo; almeno in parte c’è una logica nella situazione.
“Scusami tanto, mi rendo conto solo ora che ti ho
spaventata davvero.”
Non scherza più, c’è una certa dolcezza nei suoi
occhi.
“No, ok. Ero persa nei miei pensieri e non ti ho
sentito arrivare. Vieni, ti mostro il bagno.”
Persa nei miei pensieri… ah ah, l’eufemismo del
secolo!
E dopo essermi separata da lui, tiro un sospiro di
sollievo, vado a vestirmi, i capelli sono ancora bagnati ma si stanno già
formano i riccioli.
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#panico & #emotività
ok, tra circa mezz'ora uscirò di casa direzione dentista. Sto malissimo, che strano eh?
Ieri sera non riuscivo a smettere di pensare a questa cosa del sentire ogni emozione decuplicata. E cercavo domande sul collegamento con il panico, una specie di 'è nato prima l'uovo o la gallina' tra emotività alle stelle e panico. So con certezza di avere sempre avuto questo modo di relazionarmi alle emozioni, ma era una specie di arma in più, qualcosa che mi dava una mano, non che mi segava completamente le gambe. So anche da dove è saltato fuori il panico, quello che mi chiedo è se queste due componenti alla fine, pur diverse, non abbiano finito con l'alimentarsi a vicenda. Perché è ovvio che ora il problema potrebbe essere solo emotivo, per dire, ma poi finisce con lo sfociare in un attacco di panico perché non si può gestire un'agitazione di quel livello. Non a lungo, non per le cose che dovrebbero essere piacevoli. In effetti sono anni che dico che qualsiasi contatto interpersonale mi risulterebbe difficile. Tutto fuori portata, e, in questa specie di scala, è chiaro che i legami intimi con un compagno sono quasi al livello più alto. Dolore, piacere, tutto è mescolato in un unico grande casino.
E adesso mi rendo conto che è questo che c'è alla base delle mie difficoltà con i ragazzi, con i genitori, nel vedere le mie amiche...
in un modo ancora più secco del panico, ogni saggio che ho letto in proposito di questa ansia sociale/emotiva non ha che una soluzione unica: semplicemente non fermarsi mai. insistere girono dopo giorno nel fare ciò che si deve. Sarà... ma quando hai la sensazione che il cuore ti scoppi 10 volte al giorno, bè è difficile andare avanti, comunque e senza tentennamenti.
Ieri sera non riuscivo a smettere di pensare a questa cosa del sentire ogni emozione decuplicata. E cercavo domande sul collegamento con il panico, una specie di 'è nato prima l'uovo o la gallina' tra emotività alle stelle e panico. So con certezza di avere sempre avuto questo modo di relazionarmi alle emozioni, ma era una specie di arma in più, qualcosa che mi dava una mano, non che mi segava completamente le gambe. So anche da dove è saltato fuori il panico, quello che mi chiedo è se queste due componenti alla fine, pur diverse, non abbiano finito con l'alimentarsi a vicenda. Perché è ovvio che ora il problema potrebbe essere solo emotivo, per dire, ma poi finisce con lo sfociare in un attacco di panico perché non si può gestire un'agitazione di quel livello. Non a lungo, non per le cose che dovrebbero essere piacevoli. In effetti sono anni che dico che qualsiasi contatto interpersonale mi risulterebbe difficile. Tutto fuori portata, e, in questa specie di scala, è chiaro che i legami intimi con un compagno sono quasi al livello più alto. Dolore, piacere, tutto è mescolato in un unico grande casino.
E adesso mi rendo conto che è questo che c'è alla base delle mie difficoltà con i ragazzi, con i genitori, nel vedere le mie amiche...
in un modo ancora più secco del panico, ogni saggio che ho letto in proposito di questa ansia sociale/emotiva non ha che una soluzione unica: semplicemente non fermarsi mai. insistere girono dopo giorno nel fare ciò che si deve. Sarà... ma quando hai la sensazione che il cuore ti scoppi 10 volte al giorno, bè è difficile andare avanti, comunque e senza tentennamenti.
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mercoledì 25 aprile 2018
#oggi... come #ieri
eccoli qui alcuni dei miei compagni di questo 25 aprile di festa... tante parole ma poco calore...
Domani controllo dal dentista... alla fine come compromesso ho disdetto l'igiene e ho mantenuto solo il controllo carie. Mantenuto il controllo... suona bene! Peccato non possa dirsi il mantra della mia vita. Come compromesso sembra accettabile ma non lo è, perché non è più tempo dei compromessi, questo dovrebbe essere il tempo in cui tirare fuori le palle e ridare alla mia vita il senso, il valore, che si merita. Però non riesco. E quello che resta è un gioco costante al ribasso, con un rialzo del disagio che provo verso me stessa, tirarmi indietro rende solo tutto più difficile, eppure è l'unica cosa che riesco a fare.
Oggi è arrivato persino a farmi male il sedere da tanto che sto seduta... credevo davvero che ad u certo punto qualcosa, se non intelligenza almeno senso di sopravvivenza, mi avrebbe spinta verso altre direzioni. Mi sbagliavo.
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martedì 24 aprile 2018
#emozioni... #valore aggiunto...
Nelle ultime notti ho sognato una me versione adolescente, anno più anno meno. Sono sogni che mescolano l'invenzione dei fatti al ricordo delle emozioni, nel senso che non sono fatti veri ma le emozioni lo sono eccome, le ho provate per davvero, ma con una nota di speranza in più. E' come se la mia mente stesse cercando di creare per me un percorso alternativo nel passato, in grado di arrivare sino all'oggi, per darmi un presente diverso. E sa il cielo quanto ne ho bisogno. Ieri sono stata malissimo, non a livello di ansia, che è stato relativamente bassa, ma come umore. E' che sono terrorizzata alle emozioni che provo, dall'intensità con cui le vivo, sono troppo, troppo forti, troppo intense, troppo troppo. Non posso evitare di chiedermi come sarò in grado di vivere, di far fronte alle cose in generale quando ogni evento mi ribalta in questo modo. Non ha senso, non va bene. Vorrei poter dire che è solo un momento così, dovuto a qualcosa di specifico di adesso, ma so bene che non è la verità. Questa sono io ma così non si va avanti. Fatti per lo più insignificanti mi mettono a tappeto... e la vita non è fatta di soli fatti insignificanti, per cui come si impara a vivere?
Per questo alcuni ricordi della mia prima adolescenza sono così cari per me... perché colorati di una serenità speciale, sentivo mille emozioni anche allora, ma erano un valore aggiunto, non un impedimento alla vita.
Per questo alcuni ricordi della mia prima adolescenza sono così cari per me... perché colorati di una serenità speciale, sentivo mille emozioni anche allora, ma erano un valore aggiunto, non un impedimento alla vita.
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domenica 22 aprile 2018
profumo d'estate
Si sente nell'aria il profumo dell'estate... quella dolcezza della brezza estiva... un'anticipazione di quello che sarà. E nella mia testa l'estate è sole, mare, spiaggia, vestitini svolazzanti sopra bikini colorati. Libertà, desiderio, passione, voglia di divertirsi e di trasgredire. Insomma, tutto quello che nella realtà non è mai stato per me, ma che a volte vorrei. Tra ansia, panico, disagio, insicurezza, l'idea di un rapporto, l'idea dell'amore è qualcosa di faticoso, di poco gestibile, ci spero sempre ma è come un miraggio lontano e allora ogni tanto prende corpo il desiderio della libertà, mi immagino dieci giorni al mare, a godere del sole, del mare e del sesso. Sì, ogni tanto mi piace sognare vacanze così, magari senza strascichi sentimentali, ma in balia del desiderio puro. desiderio... passione...
poi guardo il mio corpo, i miei 130 kg e mi chiedo quale desiderio possa trasmettere. Sono sempre stata convinta che l'essere grassi non debba pregiudicare nulla, tanto meno la felicità, ma quando mi guardo non vedo una persona grassa, vedo una persona che fa di tutto per incasinarsi la vita, anche a suon di mille calorie per volta, anche nascondendosi dietro un pacchetto di biscotti, ed è questa persona che non sarebbe in grado di godere di niente.
La prossima volta che mi guardo vorrei vedere una persona che lotta per ciò che desidera, che lotta per cambiare la sua vita sul serio.
poi guardo il mio corpo, i miei 130 kg e mi chiedo quale desiderio possa trasmettere. Sono sempre stata convinta che l'essere grassi non debba pregiudicare nulla, tanto meno la felicità, ma quando mi guardo non vedo una persona grassa, vedo una persona che fa di tutto per incasinarsi la vita, anche a suon di mille calorie per volta, anche nascondendosi dietro un pacchetto di biscotti, ed è questa persona che non sarebbe in grado di godere di niente.
La prossima volta che mi guardo vorrei vedere una persona che lotta per ciò che desidera, che lotta per cambiare la sua vita sul serio.
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idee bizzarre
Oggi ho passato il pomeriggio a leggere. Ne avevo bisogno, dopo giorni e giorni di lezioni in cui mi sono sentita letteralmente prosciugata dal comportamento dei miei allievi, oggi avevo solo bisogno di silenzio, per ricaricarmi le pile. Ne avevo bisogno davvero tanto visto come ero conciata anche ieri, ma avrei preferito avere bisogno di altro...
Da qualche giorno, anche se non è la prima volta che ci penso, la mia mente proietta un'immagine di me, come compagna di un uomo vedovo con figli. Mi rendo conto che è una cosa assurda ma credo sia l'unico modo che il mio inconscio riesce a immaginare come soluzione a due emozioni diverse: una, prima o poi vorrei essere mamma, due, sono consapevole che non riuscirei mai a gestire una gravidanza, un post gravidanza... e allora ecco spuntare questa immagine di una famiglia già formata. Bah... forse non c'è proprio limite alle baggianate che uno può pensare... è solo che trovo difficile pensare che magari tra un anno la mia vita sarà tutta diversa, non dopo 17 anni in cui non è cambiato niente, ma allo stesso tempo non accetto che la mia vita possa davvero essere tutta qui... mi sento sola e allo stesso tempo incapace di creare, cercare, relazioni... come se ne esce???
Da qualche giorno, anche se non è la prima volta che ci penso, la mia mente proietta un'immagine di me, come compagna di un uomo vedovo con figli. Mi rendo conto che è una cosa assurda ma credo sia l'unico modo che il mio inconscio riesce a immaginare come soluzione a due emozioni diverse: una, prima o poi vorrei essere mamma, due, sono consapevole che non riuscirei mai a gestire una gravidanza, un post gravidanza... e allora ecco spuntare questa immagine di una famiglia già formata. Bah... forse non c'è proprio limite alle baggianate che uno può pensare... è solo che trovo difficile pensare che magari tra un anno la mia vita sarà tutta diversa, non dopo 17 anni in cui non è cambiato niente, ma allo stesso tempo non accetto che la mia vita possa davvero essere tutta qui... mi sento sola e allo stesso tempo incapace di creare, cercare, relazioni... come se ne esce???
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sabato 21 aprile 2018
A che mi appiglio?
Ieri, avendo avuto un paio di disdette per le mie lezioni, ho accompagnato mia mamma in giro. Una fatica assurda, ma se non altro mi sono offerta di fare qualcosa che non era necessario... Questa mattina sono uscita per il mio solito impegno dopo essere stata male per un'ora... panico ansia, ansia panico... tutto ruota intorno a quello.
Nelle prossime 3 settimane mi aspettano 3 impegni: incontrare un'amica, partecipare ad una cerimonia e il controllo dal dentista. Non so, mi metterei a piangere da tanto che queste 3 cose mi creano disagio. Ed è assurdo perché non è possibile stare così male per tre cagate del genere. Ho paura che finirò con l'annullarle tutte ma non può essere normale, la mia vita non può essere sempre così. E allora mi chiedo: se io mi sforzo, c'è una possibilità che magari al 4^, 5^, 6^ impegno, io stia un po' meglio? Perché in caso contrario io non capisco davvero come posso reggere, come posso affrontare il prossimo mese, o il prossimo anno.
Vedo 2 ragazzini che si abbracciano e provo invidia/nostalgia per il passato che non ho vissuto, sto male e non riesco a godere del presente, non capisco se almeno il futuro potrà essere diverso. A che mi appiglio?
Nelle prossime 3 settimane mi aspettano 3 impegni: incontrare un'amica, partecipare ad una cerimonia e il controllo dal dentista. Non so, mi metterei a piangere da tanto che queste 3 cose mi creano disagio. Ed è assurdo perché non è possibile stare così male per tre cagate del genere. Ho paura che finirò con l'annullarle tutte ma non può essere normale, la mia vita non può essere sempre così. E allora mi chiedo: se io mi sforzo, c'è una possibilità che magari al 4^, 5^, 6^ impegno, io stia un po' meglio? Perché in caso contrario io non capisco davvero come posso reggere, come posso affrontare il prossimo mese, o il prossimo anno.
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giovedì 19 aprile 2018
#girare a vuoto
La giornata di ieri si è poi conclusa con un'enorme fatica. Non lo so, è sempre la solita storia: per far fronte a più cose, e quindi un po' di panico in più, e dico po' più o meno in tono ironico visto quanto vale alle volte quel 'po' ', mi sono fatta una bella dose di ansiolitici. Risultato, quando la tensione cala, arriva una stanchezza che ti sega in due, per cui anche le cose più banali costano molta fatica. Mi sento rallentata e stanchissima.
Proprio un annetto fa, iniziavo ad uscire di casa 3/4 volte più di frequente, quindi in una scala di valutazione tutta mia personale, in effetti faccio di più, ma per riuscire a farvi fronte, mi imbottisco di più di ansiolitici, così sono sempre stanca. Se a questo aggiungiamo l'effetto degli ultimi 5-6 chili messi su, io non capisco proprio come potrei gestire la routine di una vita vagamente coerente con la mia età, e i miei bisogni.
Però è certo che il problema del peso è diventato in assoluto quello più pressante, eppure non riesco a fare un passo che sia uno verso la risoluzione della cosa. No, è tutto un girare a vuoto e in tondo mentre sprofondo sempre di più nella melma.
Proprio un annetto fa, iniziavo ad uscire di casa 3/4 volte più di frequente, quindi in una scala di valutazione tutta mia personale, in effetti faccio di più, ma per riuscire a farvi fronte, mi imbottisco di più di ansiolitici, così sono sempre stanca. Se a questo aggiungiamo l'effetto degli ultimi 5-6 chili messi su, io non capisco proprio come potrei gestire la routine di una vita vagamente coerente con la mia età, e i miei bisogni.
Però è certo che il problema del peso è diventato in assoluto quello più pressante, eppure non riesco a fare un passo che sia uno verso la risoluzione della cosa. No, è tutto un girare a vuoto e in tondo mentre sprofondo sempre di più nella melma.
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mercoledì 18 aprile 2018
#obiettivo del #giorno? rispondere ad un #messaggio
Già, l'obiettivo con cui ho iniziato la giornata era questo: rispondere ad un semplice messaggio del tipo come va. Sono riuscita a farlo qualche ora dopo, per poi spegnere il telefono timorosa del resto della conversazione.
Prima ho accompagnato mia madre al massaggio, tenendo l'ansia sotto controllo con i miei soliti ansiolitici in quantità industriale, verso le 17.15 devo uscire di nuovo per la lezione e l'incontro di questa sera e vedremo come andrà.
Quello che mi domandavo ieri sera era: il fatto che io domani farò una fatica assurda per rispondere ad un messaggio (soprattutto per la conversazione che probabilmente ne scaturirà) è una cosa ridicola, ma un conto sarebbe se questa fatica, un giorno dopo l'altro, portasse a dei benefici, un altro se fosse tutto inutile e il tal caso verrebbe da chiudere bottega.
Mentre aspettavo mia madre mi guardavo in giro, prati fioriti, uccellini che cantavano... la vita non è tutta così ma non riesco davvero a capire come posso autoescludermi da tutto da 17 anni. poi ho paura di incontrare le persone, per forza! MI sento a disagio per un confronto, mi sento a disagio perché non ho niente e ogni volta che tento di fare qualcosa di più, ho la sensazione di investire in tutto questo una energia che non ho. Se anche le cose che dovrebbero risultare piacevoli, alla fine mi risultano impossibili, quelle davvero un po' difficili/fastidiose/da vita vera sono assolutamente fuori portata. E sì, non sono pensieri nuovi, ma mi frullano in testa in modo diverso, di fatto per ogni 1% di facilità in più con cui svolgo le cose 'sfidando' il panico, tutta la mia vita viene messa sotto una lente di ingrandimento e mi piace il 50% in meno, e per forza! E' vuota! Però non sono ancora forte abbastanza per cambiare davvero e rientrare nel mondo sociale per cui... per cui sto male. Punto. E mi ritrovo terrorizzata da un telefono.
Che stanchezza... se avessi detto alla me quattordicenne come sarebbe stata la me trentaquatrenne sarei scoppiata a ridere.
Prima ho accompagnato mia madre al massaggio, tenendo l'ansia sotto controllo con i miei soliti ansiolitici in quantità industriale, verso le 17.15 devo uscire di nuovo per la lezione e l'incontro di questa sera e vedremo come andrà.
Quello che mi domandavo ieri sera era: il fatto che io domani farò una fatica assurda per rispondere ad un messaggio (soprattutto per la conversazione che probabilmente ne scaturirà) è una cosa ridicola, ma un conto sarebbe se questa fatica, un giorno dopo l'altro, portasse a dei benefici, un altro se fosse tutto inutile e il tal caso verrebbe da chiudere bottega.
Mentre aspettavo mia madre mi guardavo in giro, prati fioriti, uccellini che cantavano... la vita non è tutta così ma non riesco davvero a capire come posso autoescludermi da tutto da 17 anni. poi ho paura di incontrare le persone, per forza! MI sento a disagio per un confronto, mi sento a disagio perché non ho niente e ogni volta che tento di fare qualcosa di più, ho la sensazione di investire in tutto questo una energia che non ho. Se anche le cose che dovrebbero risultare piacevoli, alla fine mi risultano impossibili, quelle davvero un po' difficili/fastidiose/da vita vera sono assolutamente fuori portata. E sì, non sono pensieri nuovi, ma mi frullano in testa in modo diverso, di fatto per ogni 1% di facilità in più con cui svolgo le cose 'sfidando' il panico, tutta la mia vita viene messa sotto una lente di ingrandimento e mi piace il 50% in meno, e per forza! E' vuota! Però non sono ancora forte abbastanza per cambiare davvero e rientrare nel mondo sociale per cui... per cui sto male. Punto. E mi ritrovo terrorizzata da un telefono.
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martedì 17 aprile 2018
oggi, protagonista il telefono
Questa mattina era sola in casa, i miei erano usciti e, ad un certo punto si è messo a suonare il telefono. Sapevo che non avrei risposto ma quando mi sono resa conto che si trattava di una mia zia, e che aveva un'insistenza inusuale per lei, ho cominciato a preoccuparmi. Nel giro di due secondi ho iniziato a immaginare scenari assursi, per cui continuavo a non rispondere per paura, poi ha chiamato una seconda volta e a quel punto sono andata letteralmente nel panico, infine mi ha telefonato sul cellulare e mi sono costretta a rispondere, perché non avevo scuse. Il messaggio che doveva darmi era solo una comunicazione di servizio, per così dire, nulla di allarmante eppure è assurdo il male fisico che ho provato per l'ansia, la paura, che fosse successo qualcosa. Il punto non è che potrebbe succedere, negli anni di telefonate brutte, ma brutte brutte, ne sono arrivate, il punto è però perché dover subito mettersi in allarme in anticipo. Il punto è il dolore ai nervi che ho provato dalla paura.
il punto è il disagio con il telefono anche quando si tratta di rispondere ad un come va? Perché non va bene, nn riesco a cambiare, sono stufa di fare confronti da cui esco a pezzi.
E poi di nuovo... ascolto il telegiornale, sento il dramma che succede e mi chiedo: MA COME è POSSIBILE PER UNA PERSONA AUTOSABOTARSI FINO A QUESTO PUNTO???
Domani riaccenderò il telefono, risponderò ad un messaggio e di nuovo mi sentirò in balia del niente che è la mia vita. Mi sentirò male e poi, alla fine, mi sentirò SCEMA.
il punto è il disagio con il telefono anche quando si tratta di rispondere ad un come va? Perché non va bene, nn riesco a cambiare, sono stufa di fare confronti da cui esco a pezzi.
E poi di nuovo... ascolto il telegiornale, sento il dramma che succede e mi chiedo: MA COME è POSSIBILE PER UNA PERSONA AUTOSABOTARSI FINO A QUESTO PUNTO???
Domani riaccenderò il telefono, risponderò ad un messaggio e di nuovo mi sentirò in balia del niente che è la mia vita. Mi sentirò male e poi, alla fine, mi sentirò SCEMA.
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lunedì 16 aprile 2018
Dove non arriva la testa, forse può arrivare la biologia...
Lunedì 16 aprile... una data, una precisa che potrebbe essere una qualunque. Mi alzo dal letto e poco dopo sono seduta qui, davanti ad un tavolo dove starò per tutto il giorno o quasi... sì, la mia vita spesso mi sembra claustrofobica, oltre che ovviamente triste e vuota, ma nonostante questo, non riesco a cambiare di una virgola. Tutto mi sembra così confuso, difficile... c'è da cambiare troppo, così finisco per non fare nemmeno un passo.
Questa mattina bilancia, ancora ferma sui 130. Direi ovviamente... è un problema, non che 120 fossero pochi, per carità, ma a livello di difficoltà motoria, questi 10 chili in più si fanno sentire più di tutti gli ultimi 30 insieme.
Per cui la domanda è: perché non riesco ad entrare nell'ottica di fare concretamente qualcosa? Costa fatica, ovvio, ma un piccolo passo alla volta, se lo avessi fatto da tutto un anno, sarei arrivata da qualche parte! Invece no, invece niente, si pensano ai grandi cambiamenti, ai grandi numeri, come se un giorno dovessi alzarmi e fare tutto senza più la minima fatica. Come se non dovessi combattere ogni sera contro quel bisogno di aver bisogno di mangiare dolci per avere, almeno in quello, la possibilità di una gratificazione immediata. (mi viene la nausea solo a dirlo, ma ieri notte 2 krapfen al cioccolato, due ciambelle zuccherate innaffiate da una lattina di cola..), così poi sono costretta a stare sveglia per cercare di digerire quell'intruglio, dormo poco, la mattina mi sveglio a fatica e il giro ricomincia. I piccoli passi non offrono risultati a breve, proprio per niente, e comunque mi costano fatica per questo finisco per sognare soluzioni assurde, per questo non arrivo mai a niente.
Però... è veramente così che voglio passare la mia vita?
C'è davvero qualcosa che non va nella mia testa, e non posso fare a meno di domandarmi se, più che di colloqui psicoterapeutici, non avrei bisogno di qualcosa tipo psicofarmaci. Dove non arriva la testa, forse può arrivare la chimica...
Questa mattina bilancia, ancora ferma sui 130. Direi ovviamente... è un problema, non che 120 fossero pochi, per carità, ma a livello di difficoltà motoria, questi 10 chili in più si fanno sentire più di tutti gli ultimi 30 insieme.
Per cui la domanda è: perché non riesco ad entrare nell'ottica di fare concretamente qualcosa? Costa fatica, ovvio, ma un piccolo passo alla volta, se lo avessi fatto da tutto un anno, sarei arrivata da qualche parte! Invece no, invece niente, si pensano ai grandi cambiamenti, ai grandi numeri, come se un giorno dovessi alzarmi e fare tutto senza più la minima fatica. Come se non dovessi combattere ogni sera contro quel bisogno di aver bisogno di mangiare dolci per avere, almeno in quello, la possibilità di una gratificazione immediata. (mi viene la nausea solo a dirlo, ma ieri notte 2 krapfen al cioccolato, due ciambelle zuccherate innaffiate da una lattina di cola..), così poi sono costretta a stare sveglia per cercare di digerire quell'intruglio, dormo poco, la mattina mi sveglio a fatica e il giro ricomincia. I piccoli passi non offrono risultati a breve, proprio per niente, e comunque mi costano fatica per questo finisco per sognare soluzioni assurde, per questo non arrivo mai a niente.
Però... è veramente così che voglio passare la mia vita?
C'è davvero qualcosa che non va nella mia testa, e non posso fare a meno di domandarmi se, più che di colloqui psicoterapeutici, non avrei bisogno di qualcosa tipo psicofarmaci. Dove non arriva la testa, forse può arrivare la chimica...
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venerdì 13 aprile 2018
la #realtà è più #complicata del previsto
Ieri incontro con la psicologa che ha mostrato una certa dose di preoccupazione per i miei attacchi particolarmente forti degli ultimi tempi e per il troppo 'sentire' verso i miei allievi che mi prosciugano di energie. Forse per via dell'effetto dello sfogo, ieri pomeriggio mi sentivo su di giri, nel senso che pensavo che probabilmente, almeno in teoria, sto meglio di quanto non mi racconti. C'è un po' di caos legato alla questione universitaria che necessiterà di tempo per essere risolto, ma vedevo comunque la possibilità di un percorso comunque concreto e meno complicato del previsto, di fatto ho pensato che smetterla di considerarmi malata e agire di conseguenza in termini di impegno avrebbe potuto portarmi risultati sorprendenti. Be', a meno di 24 ore di distanza sento ancora la validità del pensiero ma mi sembra tutto più difficile. Forse può essere che io abbia marciato un po' sui miei problemi, in un passato più o meno lontano o recente, ma la conclusione è comunque che oramai è tutto super mescolato. Che io stia male perché stavo male o perché fingevo di stare anche peggio per non so bene che motivo, il risultato di come sto ora non cambia. Ed è un risultato che mi confonde da morire. Perché mi blocca tanto da farmi girare a vuoto ma non abbastanza da smettermi di farmi almeno sognare di arrivare ad un dunque.
Forse per questo sentivo così importante perdere peso, perché nel frattempo che capivo come stavano le cose su un piano, ne avrei almeno sistemato un altro. Invece rispetto all'anno scorso sono pure aumentata, ed è ovvio sia così: mi muovo poco, mangiò troppi dolci aumento. Se non altro questo ha una sua logica.
E' questo tira e molla che mi spaventa: una parte di me crede di poter andare avanti, di poter accedere a tutto ciò che fino ad ora mi sono impedita di raggiungere, proprio perché mi dico: se sono io che mi impedisco una cosa, posso anche essere io a smettere di impedirmi di farla... ma la realtà è più complicata del previsto. Forse non sul piano teorico, ma su quello pratico... è un disastro e ora sto male per le lezioni del pomeriggio, per il gruppo dei ragazzi di domani mattina, per il peso che sale, per l'estate che si avvicina, perché domani è sabato sera e sarò come sempre a casa da sola, perché avrei voglia di fare l'amore con qualcuno ma quel qualcuno non c'è, perché avrei voglia di tante cose che però non ci sono.
Forse per questo sentivo così importante perdere peso, perché nel frattempo che capivo come stavano le cose su un piano, ne avrei almeno sistemato un altro. Invece rispetto all'anno scorso sono pure aumentata, ed è ovvio sia così: mi muovo poco, mangiò troppi dolci aumento. Se non altro questo ha una sua logica.
E' questo tira e molla che mi spaventa: una parte di me crede di poter andare avanti, di poter accedere a tutto ciò che fino ad ora mi sono impedita di raggiungere, proprio perché mi dico: se sono io che mi impedisco una cosa, posso anche essere io a smettere di impedirmi di farla... ma la realtà è più complicata del previsto. Forse non sul piano teorico, ma su quello pratico... è un disastro e ora sto male per le lezioni del pomeriggio, per il gruppo dei ragazzi di domani mattina, per il peso che sale, per l'estate che si avvicina, perché domani è sabato sera e sarò come sempre a casa da sola, perché avrei voglia di fare l'amore con qualcuno ma quel qualcuno non c'è, perché avrei voglia di tante cose che però non ci sono.
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mercoledì 11 aprile 2018
un #passo #indietro, uno #avanti.
Eccomi di nuovo a casa... dopo che la serata è andata esattamente come mi aspettavo. Se non altro però la prima parte è stata facile, niente ansia, niente panico... lavorare sodo ma in modo tranquillo. Come dovrebbe essere, impegno al punto giusto senza farsi venire il volta stomaco. Insomma prendere le giuste distanze. Quello che non sempre mi riesce con le altre alunne che seguo, motivo per cui davvero mi vengono i nervi a fior di pelle ogni volta. Giuste misure... in fondo è proprio per queste misure sbagliate che le cose a volte vanno e fanno male, anche se alla partenza sono le cose in cui si crede di più, solo che ci si butta dentro tutto e male e troppo e alla fine arriva il mal di stomaco, a bene vedere le nauseate più forti si prendono proprio esagerando con i cibi che ci piacciono di più. E gli ambienti dell'oratorio e delle lezioni sono i due ambiti in cui mi è successo questo: vi ho investito troppo e i risultati sono che a volte mi sale l'orticaria solo a sentirne parlare. Serve un passo indietro, soprattutto considerando che con la mia emotività sono comunque sempre troppo avanti.
E certo che però, facendo un passo indietro in quello, si palesa il vuoto nel resto della mia vita. Quella sociale. Mi mancano degli amici, veri e mi inquieta l'idea di non sapere come farmeli. Oggi in un parcheggio sentivo due ragazze ridere per una cover prima di salire in macchina. Era un discorso che ovviamente potevano capire solo loro, un piccolo mondo privato tra amici... mi sono sentita ancora più sola. Di fatto è come se su alcuni fronti ritenessi ogni gioco chiuso, per via dell'età, per via dell'ansia... eppure non dovrebbe essere così, giusto???
E certo che però, facendo un passo indietro in quello, si palesa il vuoto nel resto della mia vita. Quella sociale. Mi mancano degli amici, veri e mi inquieta l'idea di non sapere come farmeli. Oggi in un parcheggio sentivo due ragazze ridere per una cover prima di salire in macchina. Era un discorso che ovviamente potevano capire solo loro, un piccolo mondo privato tra amici... mi sono sentita ancora più sola. Di fatto è come se su alcuni fronti ritenessi ogni gioco chiuso, per via dell'età, per via dell'ansia... eppure non dovrebbe essere così, giusto???
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Ho ricevuto il mio primo diario segreto a 8 anni, copertina in raso, lucchetto... una roba seria insomma. Ricordo che lo guardavo ammirata, capivo che mi affascinava ma, in tutta onestà, non avevo idea di come usarlo. Ci sono voluti un paio d'anni perché il diario diventasse una presenza assidua in quasi tutte le mie giornate, e non serviva più né lucchetto né copertina di raso, quello che serviva era spazio, pagine grandi da riempire. Tante pagine da riempire, tantissime... per cui, non so, mi sembra strano in queste ultime settimane rendermi conto che ho sempre meno voglia di scrivere. Perché non so che dire? Perché sono stufa marcia di ripetere sempre le stesse cose? Perché mi sembra di essere troppo stanca anche solo per cercare di stare dietro al flusso di pensieri e metterli su carta? Onestamente non lo so, anche se sono ipotesi quasi in contraddizione mi sembrano vere tutte.
Ho appena avuto un mini attacco di panico nella sua forma più bizzarra: quella della sensazione di depersonalizzazione, unita a vertigine improvvisa. Velocissima, una voragine improvvisa sotto i piedi e poi basta. Come uno sfogo... è tutto il giorno, da ieri veramente che mi sto intossicando per preparare una cosa per l'incontro di questa sera con i ragazzi, attività di cui non avevo per nulla voglia, forse perché so che al 90% sarà inutile... ma è sorprendente il tasso di nervosismo che questa cosa mi ha provocato. L'idea che sarà ancora così per 7/8 settimane mi ha molto disturbato. E così voragine in testa, come se ci volessi buttare questa cosa per non sentirne più nemmeno parlare.
Mi piace che il mio corpo mi rimandi indizi chiari su ciò che faccio, su ciò che provo... gradirei però fossero meno intossicanti... così, per dire eh!
Ho appena avuto un mini attacco di panico nella sua forma più bizzarra: quella della sensazione di depersonalizzazione, unita a vertigine improvvisa. Velocissima, una voragine improvvisa sotto i piedi e poi basta. Come uno sfogo... è tutto il giorno, da ieri veramente che mi sto intossicando per preparare una cosa per l'incontro di questa sera con i ragazzi, attività di cui non avevo per nulla voglia, forse perché so che al 90% sarà inutile... ma è sorprendente il tasso di nervosismo che questa cosa mi ha provocato. L'idea che sarà ancora così per 7/8 settimane mi ha molto disturbato. E così voragine in testa, come se ci volessi buttare questa cosa per non sentirne più nemmeno parlare.
Mi piace che il mio corpo mi rimandi indizi chiari su ciò che faccio, su ciò che provo... gradirei però fossero meno intossicanti... così, per dire eh!
lunedì 9 aprile 2018
potrebbe #andare molto #peggio
Da questo pomeriggio non faccio che pensare ad una cosa: perché tendiamo sempre a confrontarci solo con le cose che gli altri hanno e noi no?
Voglio dire, basta un'occhiata veloce a qualsiasi notiziario per venire a conoscenza di fatti orribili, e anche tra le persone che ci sono vicine, aimè, il dolore non manca, ma allora perché viene sempre mille volte più facile fare il bilancio con quello che gli altri sono riusciti ad avere e noi no? Intendiamoci, non credo che crogiolarci perennemente nel fatto 'potrebbe andare molto peggio' sia il massimo, forse spingerebbe a dormire un po' troppo sugli allori, senza impegnarsi ma il fatto è che in effetti POTREBBE DAVVERO ANDARE MOLTO PEGGIO e non rendersene conto almeno un po', fa dormire sugli allori lo stesso, perché ci si sente tagliati fuori da tutto, anche e soprattutto dalla possibilità che le cose cambino.
Voglio dire, basta un'occhiata veloce a qualsiasi notiziario per venire a conoscenza di fatti orribili, e anche tra le persone che ci sono vicine, aimè, il dolore non manca, ma allora perché viene sempre mille volte più facile fare il bilancio con quello che gli altri sono riusciti ad avere e noi no? Intendiamoci, non credo che crogiolarci perennemente nel fatto 'potrebbe andare molto peggio' sia il massimo, forse spingerebbe a dormire un po' troppo sugli allori, senza impegnarsi ma il fatto è che in effetti POTREBBE DAVVERO ANDARE MOLTO PEGGIO e non rendersene conto almeno un po', fa dormire sugli allori lo stesso, perché ci si sente tagliati fuori da tutto, anche e soprattutto dalla possibilità che le cose cambino.
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aiutare gli altri, aiutare me stessa
... è che una passa buona parte della sua vita immaginando il suo futuro, immaginando di fare qualcosa di bello per poter dare una mano agli altri, darsi da fare, magari fare anche la differenza per qualcuno e poi arriva a 33 anni senza essere in grado di aiutare nemmeno se stessa. Non sono solo obiettivi mancati, è proprio tutta una vita che viene messa in discussione. E' che dare una mano concreta a chi ne avesse avuto bisogno, magari inventandomi anche strade e strategie, mi sembrava il minimo sindacale, semplicemente perché giusto così...
e sa il cielo se non lo penso anche adesso... solo che quello che prima era un progetto, ora tra panico, crisi, ansiolitici... è pura fantascienza.
e la cosa mi dispiace così tanto da non riuscire nemmeno a pensarci senza piangere.
e sa il cielo se non lo penso anche adesso... solo che quello che prima era un progetto, ora tra panico, crisi, ansiolitici... è pura fantascienza.
e la cosa mi dispiace così tanto da non riuscire nemmeno a pensarci senza piangere.
domenica 8 aprile 2018
come si fa???
Tanto per cambiare, non sto bene. Non ho ansia, ma sono molto nervosa e triste. La sensazione di essere sempre più vicina ad una caduta nella depressione è sempre più forte. Ma se non cambio tutto, saranno guai.
Ieri sera mi sono ritrovata ad addormentarmi verso le 02.30 e non perché non avessi avuto sonno prima, tutt'altro! Ma perché ho messo in atto nuovamente quel comportamento contorto e perverso che contraddistingue oramai tutte le sere: impuntarsi di restare sveglia per mangiare porcherie e guardare film come compensazione alla vita fatta di niente che ho durante il giorno. E sottolineo la parola impuntarsi, perché verso le 23.30 se mi fossi lasciata andare, mi sarei addormentata come un sasso. Ma no... ingozziamoci di dolci e stiamo svegli fino a tutte le ore!
Cosa che non mi riempie certo di belle esperienze, ma mi ha garantito l'ennesimo risveglio di merda.
Dopodiché, nel giro di un'ora, tra le 10 e le 11 seguendo semplicemente un paio di discorsi, mi sono ritrovata in tilt perché mi sono stati ricordati due impegni che una persona normale non cataloga nemmeno come impegni (incontrare delle persone). IO invece mi sono ritrovata in tilt, all'inizio per il disagio verso questi impegni e poi sopraffatta dal senso di paura di quello che è la mia vita, di quello che potrà essere, più probabilmente di quello che non potrà essere. 33 anni e mezzo, e non sono assolutamente in grado di gestire niente. MA come si fa??? Come cazzo si fa!!!
Ieri sera mi sono ritrovata ad addormentarmi verso le 02.30 e non perché non avessi avuto sonno prima, tutt'altro! Ma perché ho messo in atto nuovamente quel comportamento contorto e perverso che contraddistingue oramai tutte le sere: impuntarsi di restare sveglia per mangiare porcherie e guardare film come compensazione alla vita fatta di niente che ho durante il giorno. E sottolineo la parola impuntarsi, perché verso le 23.30 se mi fossi lasciata andare, mi sarei addormentata come un sasso. Ma no... ingozziamoci di dolci e stiamo svegli fino a tutte le ore!
Cosa che non mi riempie certo di belle esperienze, ma mi ha garantito l'ennesimo risveglio di merda.
Dopodiché, nel giro di un'ora, tra le 10 e le 11 seguendo semplicemente un paio di discorsi, mi sono ritrovata in tilt perché mi sono stati ricordati due impegni che una persona normale non cataloga nemmeno come impegni (incontrare delle persone). IO invece mi sono ritrovata in tilt, all'inizio per il disagio verso questi impegni e poi sopraffatta dal senso di paura di quello che è la mia vita, di quello che potrà essere, più probabilmente di quello che non potrà essere. 33 anni e mezzo, e non sono assolutamente in grado di gestire niente. MA come si fa??? Come cazzo si fa!!!
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non mi interessano più le #domande giuste, nemmeno le #risposte
Il tempo... ultimamente sembra diventato una mia ossessione. Tempo passato, tempo che non c'è più, tempo che non ci sarà in futuro... ho paura di tutto quello che non potrà essere per me, per me con le persone a cui tengo... tempo che non c'è. Tempo che passa male...
In questi giorni l'unica cosa rilevante del mio tempo è che sto lavorando un po'... ma il tempo per le cose davvero importanti per la mia vita? Relazioni, rapporti, progetti... è tutto solo per il qui e l'ora. Tempo che passa ma solo su un calendario perché se penso a 10 anni fa, capelli grigi a parte, che c'era di diverso nella mia vita? Niente di davvero rilevante. Questo è uno degli aspetti più tristi.
oggi verso le 18, anche se ero molto stanca, a causa di lezioni e ansiolitici, ho voluto uscire, una toccata e fuga di una mezz'ora ma va bene così, perché era già da mercoledì che non uscivo ed era importante farlo. Dopo più di un'ora di tentennamenti credevo non ce l'avrei più fatta e invece sì ed è stata una bellezza avere il potere di farlo, di uscire quando oramai credevo di non farlo, la bellezza della libertà di scelta. E fuori, senza ansia, mi sentivo quasi persa... perché il niente di cui è fatta la mia vita perde ogni barlume di senso senza ansia, per questo mi sento così confusa in questo periodo, e allora forse non è vero che non sta cambiando nulla, forse sta cambiando proprio ora. Oggi che mi sembrato assurdo essere uscita senza ansia, ora che questa sembra ancora una conquista degnissima di nota...
ora che non mi interessano più le domande giuste, nemmeno le risposte... solo la concretezza di una vita vissuta.
In questi giorni l'unica cosa rilevante del mio tempo è che sto lavorando un po'... ma il tempo per le cose davvero importanti per la mia vita? Relazioni, rapporti, progetti... è tutto solo per il qui e l'ora. Tempo che passa ma solo su un calendario perché se penso a 10 anni fa, capelli grigi a parte, che c'era di diverso nella mia vita? Niente di davvero rilevante. Questo è uno degli aspetti più tristi.
oggi verso le 18, anche se ero molto stanca, a causa di lezioni e ansiolitici, ho voluto uscire, una toccata e fuga di una mezz'ora ma va bene così, perché era già da mercoledì che non uscivo ed era importante farlo. Dopo più di un'ora di tentennamenti credevo non ce l'avrei più fatta e invece sì ed è stata una bellezza avere il potere di farlo, di uscire quando oramai credevo di non farlo, la bellezza della libertà di scelta. E fuori, senza ansia, mi sentivo quasi persa... perché il niente di cui è fatta la mia vita perde ogni barlume di senso senza ansia, per questo mi sento così confusa in questo periodo, e allora forse non è vero che non sta cambiando nulla, forse sta cambiando proprio ora. Oggi che mi sembrato assurdo essere uscita senza ansia, ora che questa sembra ancora una conquista degnissima di nota...
ora che non mi interessano più le domande giuste, nemmeno le risposte... solo la concretezza di una vita vissuta.
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venerdì 6 aprile 2018
e quelle #abbuffate che diventano #show della #sera
Oggi sono scoppiata a piangere due volte. Tensione? Sicuramente ma soprattutto paura. La paura di non riuscire più nemmeno ad immaginare, a sognare la vita che vorrei.
Ore 01.14, bilancio della serata?
una confezione di mini biroches alla crema da 60 grammi (270 calorie), una confezione di biscotti da 90 grammi (440 calore), mezza lattina di coca cola e altri 3 biscotti che non riesco a valutare. Totale 710 calore sicure più altre extra. Così, senza sapere poi nemmeno bene perché dal momento che nemmeno avevo molta voglia, ma è difficile combattere quel vuoto dentro che risucchia ogni cosa. Ogni tanto provo a vedere la scena dal di fuori: 130 kg che si ingozzano di dolci... non dovrebbe bastare questo per farmi desistere dal mangiare? ma no, non funziona così. Perché qualcosa dentro me ha bisogno di riempirsi per sentirsi completa, appagata (per quanto poi? 5 minuti?), per sentirsi e basta... perché qualcosa dentro di me ha bisogno di avere l'obiettivo di comprare dolci per riuscire ad uscire di casa.
Dolci che poi mangio la sera tardi, quando magari mi sforzo anche di stare sveglia per cercare di godere di qualche mezz'ora di relax che non ho, di rincorrere un benessere che non percepisco.
ma non riesco a cambiare e domani sera sarà di nuovo l'ennesimo, disastrato, show.
Ore 01.14, bilancio della serata?
una confezione di mini biroches alla crema da 60 grammi (270 calorie), una confezione di biscotti da 90 grammi (440 calore), mezza lattina di coca cola e altri 3 biscotti che non riesco a valutare. Totale 710 calore sicure più altre extra. Così, senza sapere poi nemmeno bene perché dal momento che nemmeno avevo molta voglia, ma è difficile combattere quel vuoto dentro che risucchia ogni cosa. Ogni tanto provo a vedere la scena dal di fuori: 130 kg che si ingozzano di dolci... non dovrebbe bastare questo per farmi desistere dal mangiare? ma no, non funziona così. Perché qualcosa dentro me ha bisogno di riempirsi per sentirsi completa, appagata (per quanto poi? 5 minuti?), per sentirsi e basta... perché qualcosa dentro di me ha bisogno di avere l'obiettivo di comprare dolci per riuscire ad uscire di casa.
Dolci che poi mangio la sera tardi, quando magari mi sforzo anche di stare sveglia per cercare di godere di qualche mezz'ora di relax che non ho, di rincorrere un benessere che non percepisco.
ma non riesco a cambiare e domani sera sarà di nuovo l'ennesimo, disastrato, show.
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giovedì 5 aprile 2018
#abbuffate e #senso
Ieri sera dopo la lezione, sono andata al supermercato. Non ho fatto particolari razzie, 2 brioches e 2 pacchetti di patatine, ma non posso fare a meno di dirmi che è stato comunque uno sbaglio. Non posso fare a meno di chiedermi perché. Ora, ovviamente non ce l'ho contro il togliersi qualche sfizio, anche più volte alla settimana se sono cose da poco... Quello che mi chiedo davvero è:
Perché essere andata al supermercato è stato il momento più sereno della giornata? Come è possibile essere arrivati a questo punto?
E, domanda 2, come è possibile che io non riesca a trasformare la coscienza del male che mi faccio con questo comportamento alimentare in azioni? Ho mangiato quelle brioches, o meglio krapfen al cioccolato, tra le 23 e le 24 farcite di patatatine.
Peso 130 kg e tra un attacco di panico e l'altro, tra la paura di rispondere al telefono, la fatica delle lezioni, il disagio verso il mondo intero, la solitudine, solo nel cibo trovo qualcosa. Qualcosa che apparentemente mi fa bene per 1 e in realtà mi fa male per 1000.
Io vorrei solo capire perché è così difficile usare un po' di sto cavolo di cervello che mi ritrovo e provare a guarire... almeno un po'.
Perché essere andata al supermercato è stato il momento più sereno della giornata? Come è possibile essere arrivati a questo punto?
E, domanda 2, come è possibile che io non riesca a trasformare la coscienza del male che mi faccio con questo comportamento alimentare in azioni? Ho mangiato quelle brioches, o meglio krapfen al cioccolato, tra le 23 e le 24 farcite di patatatine.
Peso 130 kg e tra un attacco di panico e l'altro, tra la paura di rispondere al telefono, la fatica delle lezioni, il disagio verso il mondo intero, la solitudine, solo nel cibo trovo qualcosa. Qualcosa che apparentemente mi fa bene per 1 e in realtà mi fa male per 1000.
Io vorrei solo capire perché è così difficile usare un po' di sto cavolo di cervello che mi ritrovo e provare a guarire... almeno un po'.
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Continuo ad vere flash sul mio passato, ma un passato parecchio lontano... 15-16 ma anche 20 anni fa, perché? Devo dire che da quando ho iniziato a pensare a tutta la mia epopea con il panico, riflettere sul passato a volte mi sembra l'unico modo per capire, per andare avanti, se non altro per non rifare sempre gli stessi errori. Ma forse non è così, se non altro dopo certi punti. Sono uscita di casa oggi e stavo malissimo, di nuovo tanto per cambiare. Però sono andata, sono uscita... e alla fine anche se parecchia tensione è rimasta anche fuori casa, la situazione è stata gestibile. MA sono tesa, nel giro di poco tempo, frugando tra gli scaffali ho trovato qualcosa come 230 libri da rimettere in vendita, cioè o che non mi sono piaciuti, o che nemmeno mi interessavano o che erano il 5^ libro per spiegare matematica in prima superiore. 230 libri e in alcune parti della libreria la selezione è stata molto superficiale. Senza contare quelli, e sono molti, che non ho ancora letto. 230 libri... oramai il paragone con il cibo è evidente: abbuffate compulsive, di calorie, di parole. Abbuffate per compensare una vita che non c'è. Oggi mentre ne stavo per spostare l'ennesima pila ho avuto un senso di soffocamento allucinante con il bisogno di buttare via tutto. Fare piazza pulita. Fare spazio intorno a me.
Sì, la spinta è il bisogno di soldi, ma si sta trasformando in qualcosa di diverso, una volta la mia terapeuta mi ha detto che si ha tutto il diritto di lasciar perdere libri che non interessano, perché il tempo è troppo poco per spenderlo in cose di cui non ci frega nulla. E' quello che sta succedendo anche a me, chissenefrega se mi perdo qualcosa, è il tempo che devo preservare, il tempo prezioso da impiegare nella giusta maniera. I libri sono miei amici, ma non sono la mia vita e non devono più soffocarmi.
Sì, la spinta è il bisogno di soldi, ma si sta trasformando in qualcosa di diverso, una volta la mia terapeuta mi ha detto che si ha tutto il diritto di lasciar perdere libri che non interessano, perché il tempo è troppo poco per spenderlo in cose di cui non ci frega nulla. E' quello che sta succedendo anche a me, chissenefrega se mi perdo qualcosa, è il tempo che devo preservare, il tempo prezioso da impiegare nella giusta maniera. I libri sono miei amici, ma non sono la mia vita e non devono più soffocarmi.
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mercoledì 4 aprile 2018
Ci sarà un #modo per #ricominciare nel verso #giusto...
OHM...OHM... per forza di cose questa mattina mi devo dare allo yoga, se no finisco con il dare testate al muro... Mi sono pesata, fissa sui 130, tra 45 giorni devo pagare una tassa da far spavento e ho più o meno da parte 1/15 della quota, ho letto una ventina di pagine di un libro sul panico e l'avrei buttato di sotto, tra statistiche, numeri e sintomi mi ha fatto girare la testa (e francamente pure le scatole...), oggi devo andare a lezione e sono già agitata adesso... sinceramente non so più che fare. Poi mi torna in mente tutto il mio grande, enorme casino università... e caccerei un urlo.
Ma io mi chiedo, ma come ho fatto ad incasinarmi fino a sti punti??? Per forza che poi uno sente il bisogno di dare un taglio netto e cominciare da zero, perché con tutta la buona volontà, come caspita si fa a far fronte a mille cose grosse insieme??? Francamente, a sti punti, l'attacco di panico è matematico, e così non si riesce a fare neanche una cosa piccola, non le mille grandi che dovrei. Sono preoccupata, non vedo soluzioni, e mi sento sempre di più stretta in una morsa. (potrebbero anche essere i pantaloni che stringono sempre di più vista la situazione...)
Ci sarà un modo per ricominciare nel verso giusto... io però non lo trovo.
Ma io mi chiedo, ma come ho fatto ad incasinarmi fino a sti punti??? Per forza che poi uno sente il bisogno di dare un taglio netto e cominciare da zero, perché con tutta la buona volontà, come caspita si fa a far fronte a mille cose grosse insieme??? Francamente, a sti punti, l'attacco di panico è matematico, e così non si riesce a fare neanche una cosa piccola, non le mille grandi che dovrei. Sono preoccupata, non vedo soluzioni, e mi sento sempre di più stretta in una morsa. (potrebbero anche essere i pantaloni che stringono sempre di più vista la situazione...)
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buona notte di sogni magici, speranze coraggiose e voglia di vivere tutto questo nella passione del giorno che verrà...
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martedì 3 aprile 2018
tentare di #ricominciare un'altra #volta.
Questo pomeriggio sono uscita, dalle 18 alle 19. Un'uscita più o meno obbligata, obbligata da me. Perché non so, dopo due giorni in casa finisco per sentirmi di nuovo in balia di quella strana cosa per cui uscire di casa è un'attività al di sopra delle mie possibilità, e allora l'unica strada era uscire, cercando di non pensarci, uscire e basta. Non è andata male, anzi... la destinazione però, prevedibilmente è stata un supermercato e la spesa 28 euro di dolci e tre pacchi di assorbenti. Mentre andavo là però, in mezzo al traffico della gente che tornava a casa dal lavoro, ero quasi, anzi senza quasi, esterrefatta dalle tante persone in giro. Ho visto un ragazzo bellissimo sconosciuto, poi un'amica... ho visto un mucchio di gente che era lì, pronta a vivere. E ho capito che supermercato o no, ho fatto bene ad uscire. Quella era la priorità. Una volta fatti tutti i miei giri, sono arrivata alle casse del supermercato, c'era una fila allucinante e io me ne stavo lì, in piedi, cercando di capire come mi sentivo inscatolata in quelle file, quasi ferme, per un mucchio di tempo. Come mi sentivo... bene, mi sentivo bene. Sono felice di essere uscita, sono felice perché è davvero l'unica strada.
Da una settimana circa penso spesso alla mia 4^ superiore. Avevo il panico da più di un anno, ma solo dopo le vacanze di Pasqua di 4^, tra quelle e le vacanze estive, cominciavo a capire davvero quello a cui il panico mi stava facendo rinunciare in termini di esperienze, di amicizie, di flirt, di divertimento... avverto ancora adesso il dolore, il disagio. Forse ci sto pensando tanto adesso perché sono stufa di rinunciare alla vita per il panico. Forse è una specie di cerchio che si chiude. Onestamente di preciso non lo so, ma dubito sia un caso. Quindi eccomi qui... a tentare di ricominciare un'altra volta.
Da una settimana circa penso spesso alla mia 4^ superiore. Avevo il panico da più di un anno, ma solo dopo le vacanze di Pasqua di 4^, tra quelle e le vacanze estive, cominciavo a capire davvero quello a cui il panico mi stava facendo rinunciare in termini di esperienze, di amicizie, di flirt, di divertimento... avverto ancora adesso il dolore, il disagio. Forse ci sto pensando tanto adesso perché sono stufa di rinunciare alla vita per il panico. Forse è una specie di cerchio che si chiude. Onestamente di preciso non lo so, ma dubito sia un caso. Quindi eccomi qui... a tentare di ricominciare un'altra volta.
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#Nonvoglio più essere #sola
Tra le varie cose, in questo periodo continuo a pensare a come sarebbe la mia vita se avessi intrapreso un lavoro fuori casa, in mezzo alla gente, magari in una redazione di un giornale... (l'ambientazione specifica cambia, questa mi è venuta adesso perché sto guardando un film in cui la protagonista lavora per una rivista...)
Sarebbe una cosa per me estremamente faticosa, non posso negarlo, eppure sento che ne avrei bisogno da matti. Quello che fa più male è che io non sono essenzialmente una persona solitaria, anzi! Ma da 17 anni, questo panico del cavolo mi ha trasformata... e sono stufa.
Voglio amici, colleghi, un compagno... voglio le code davanti ad una fotocopiatrice, alla macchinetta del caffè... le chiacchiere nei bagni, in mensa... le riunioni, i sorrisi...
Non voglio più essere sola...
Sarebbe una cosa per me estremamente faticosa, non posso negarlo, eppure sento che ne avrei bisogno da matti. Quello che fa più male è che io non sono essenzialmente una persona solitaria, anzi! Ma da 17 anni, questo panico del cavolo mi ha trasformata... e sono stufa.
Voglio amici, colleghi, un compagno... voglio le code davanti ad una fotocopiatrice, alla macchinetta del caffè... le chiacchiere nei bagni, in mensa... le riunioni, i sorrisi...
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domenica 1 aprile 2018
buona #pasqua
Pasqua... a casa mia giorno di tradizioni famigliari come Natale. Nei giorni passati non ne ho parlato perché volevo glissare sulla cosa, ma il pranzo da parenti di oggi mi ha messa in allarme praticamente da mercoledì. Non dico sia il motivo dell'ansia a livelli preoccupanti dei giorni passati ma ha di certo contribuito. Dire che invece è andato tutto bene, e che se si escludono 10minuti in auto, 5 all'andata, 5 al ritorno un po' sul filo, TUTTO è ANDATO BENE, ma ciò non toglie il fatto di aver passato 4 giorni preoccupatissima. E' stata una bella giornata di sole e il sole aiuta, serve la luce, ma sole o non sole, è stata una giornata piacevole. Perché il mio cervello non riesce a trattenere gli esempi positivi? Perché si focalizza solo e sempre su quelli negativi? Forse ne servono di più? Forse serve più costanza? Dico così perché sono sicura che alla prossima occasione starò ancora così. Ed è un problema, in generale ma anche nello specifico perché avrei avuto bisogno di sfruttare queste vacanze per rilassarmi e ricaricarmi davvero le pile per i prossimi impegni con i ragazzi, per affrontare le ultime 10 settimane. E invece nada. Però forse il punto è... al diavolo quello che pensavo, oggi è andata bene. Punto. Domani lavorerò perché anche domani vada bene. Due punti.. :)
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