Oggi, dopo non so più quanti giorni, solito giro della mia solita triade farmacia+posta+supermercato. Ora, in zona rossa in teoria non si potrebbe fare molto di più, in pratica lasciamo stare... stavo male all'uscita, ne avrei fatto a meno, solita storia. Nota di colore: una tizia in posta ha avuto una sfuriata assurda, e per me immotivata, con l'impiegata. Mi sono spaventata, avvertivo un enorme disagio. Come sempre, come ovunque. Era un pomeriggio molto caldo, troppo caldo, ma anche piacevole se non fosse per il covid. E se non fosse per le preoccupazioni mie. In casa mia è cambiato tutto troppo in fretta, oramai passo il tempo ad essere per metà spaventata per eventuali sviluppi della storia padre-zio e per metà per mia madre. IL risultato è che ho sempre paura, forse in realtà 65/70% preoccupata per mia madre e 35/30% per la storia padre-zio, e sono sempre triste. Ieri ad un certo punto sembrava che mia madre non ricordasse più la casa al mare, poi forse è stato un qui pro quo, ma è grave, dimenticarsi di quel posto è dimenticarsi di una fetta importante della vita. Questa cosa mi ha sconvolta e tanto per cambiare, ho passato tutto il pomeriggio a piangere, quando questa mattina verso le 5 mi sono svegliata per andare in bagno, mi è tornato in mente e mi sono paralizzata dalla paura. Mio padre dopodomani parte per un mese, il tempo del vaccino prima e seconda dose: io ho paura a restare qui sola con mia mamma. Forse non avrò bisogno di tapparmi le orecchie per non sentire, ma ho paura. Ho due genitori anziani, 75 anni mio padre, 80 mia madre, io non vado bene. Avrebbero bisogno di altro, non di una che causa ansia trema ad andare in posta ogni 10 gg. E d'altro lato, anche io avrei bisogno di un supporto diverso; è un casino e non mi capacito di come peggiori velocemente e di quanto il mio futuro stia diventando sempre più precario, sempre più alla svelta. Per cui nella mia testa ci sono vari strati di angoscia prima di poter godere della bella giornata. Sono tanti anni che sto male, ma quest'ultimo è stato profondamente diverso, peggiore. Sono seriamente preoccupata di non reggere psicologicamente, di avere davvero IL crollo nervoso che metta la parola fine al mio futuro, di impazzire del tutto. Ho paura. Tanta, tantissima.
martedì 30 marzo 2021
domenica 28 marzo 2021
Questa mattina mia mamma è andata a fare la 1^ dose di vaccino. Per ora tutto ok, vediamo come va. Lei e mio padre sono usciti di casa presto, il luogo di somministrazione è a 30 km da qui, non conoscevano la strada per cui, armati di indicazioni, sono partiti con anticipo. Allora... indubbiamente un po'di tensione l'avevano, soprattutto proprio per la strada che non conoscevano, ma sono andati. Io? Io, mentre loro si preparavano, ho avuto un attacco di panico da manicomio. Siamo alle comiche: vanno loro e sto comunque male io. Sicuramente un filo di preoccupazione per la situazione c'era, ma non è quello il punto. Il punto è che di fronte al bisogno io non ci sono. Ma nemmeno nelle situazioni normali. Un anno fa mi ritrovavo a pensare che in fondo io ero abituata a stare in casa, che per una volta ero avvantaggiata rispetto a chi aveva sempre vissuto decentemente. Be', questa sensazione è durata poco, ora siamo tornati alla 'normalità' e questa normalità mi fa paura. Ieri pomeriggio mi sono messa a piangere per la paura di rimanere da sola. Curiosamente ho anche qualche breve istante in cui capisco che è il momento di pensare a me, di dedicarmi a me, di cominciare una strada. Spero sia se non altro un buon segno, che ho dentro ancora un filo di speranza, che forse è la cosa più importante visto tutto. Comunque mi sono anche resa conto che questa spaccatura tra qui e il mare è pesante. Immagino lo sia per mio padre molto più che per me, ma sento sempre di aver più bisogno di una integrazione dei due luoghi, e capisco che l'età avanzata di mio padre (la sua scomparsa o mancanza di indipendenza) sarà un ostacolo. Sono tanti gli ostacoli e mi spaventano, ma occorre andare avanti possibilmente senza dare di matto. Ce la faremo? Chissà...
sabato 27 marzo 2021
come stai?
Fortunatamente l'anno scorso, quando qualcuno, facendo riferimento alle pandemie del passato, diceva che ci sarebbero voluti almeno 2 anni per venirne fuori, io non ci credevo. Adesso sappiamo che è così, almeno per la parte eminentemente legata al covid, per le altre emergenze anche psicologiche ci vorrà molto di più, ma l'anno scorso personalmente non sarei stata in grado di reggere quell'ipotesi. Crediamo a quello che ci fa più comodo, credo sia una sorta di prima difesa mentale. Ma ne usciamo male, di tanti aspetti quanto male lo capiremo solo nei prossimi mesi. E allora sorge spontaneo domandarsi quanta rabbia verrà fuori, quanto verrà fuori il peggio di noi. E allora sarà importante chiedersi con vero interesse "Come stai?" e ascoltare davvero la risposta. Come stai oggi?
mercoledì 24 marzo 2021
Questa mattina mia mamma è venuta a svegliarmi, mancava qualcosa alle 8 ma stavo ancora dormendo e sognando alla grande. Sognavo che partecipavo ad una specie di festa in spiaggia e, udite udite, non avevo il panico a rompermi. Negli ultimi 2 giorni i sintomi fisici sono più forti, ovviamente, ma in quello sprazzo di sogno non c'era niente, se non la possibilità di divertirmi insieme ad altri. Mia mamma è entrata nella mia stanza e mi ha svegliata chiedendo dove fossero i suoi pannoloni. Non è una cosa grave, eppure come sempre, mi ha fatto male. La mia fantasia del sogno ha ceduto subito posto ad un'altra realtà, una realtà dove quello che succede a mia madre, succede sempre più in fretta. Non sono pronta, forse nessuna figlia lo è mai, ma i 20 anni che ho alle spalle non mi fanno avere la forza per affrontare questo, perché non mi hanno permesso di costruirmi alterative, una vita fuori di qui. Il mal di stomaco non mi da tregua, la testa mi sembra sempre più confusa, tanto che anche stampare 4 documenti per 4 cose diverse mi sta mettendo in difficoltà e devo scrivere ogni passaggio. Ho paura di perdere contatto con la realtà. Ho paura di non avere più possibilità future per costruirmi qualcosa, per stare bene. Ho troppa paura.
lunedì 22 marzo 2021
22.20... ho appena finito di farmi una doccia, sebbene stessi a malapena in piedi, ma l'alternativa, ovvero farla domani mattina, era fuori questione perché le mattine sono di nuovo già momenti di merda senza anche questa incombenza. (sì, sono di nuovo in questa fase.) Ieri sera ho visto un film, Pet, che avevo scovato per sbaglio su wikipedia mentre andavo alla ricerca del film d'animazione Pet. Quello che ho visto io, del 2016 mi pare, è un mix di thriller/orrore che mi ha fatto davvero senso, ma che mi incuriosiva. Onestamente era molto più orrore che thriller, e quando ho finito di vederlo ieri sera, ho sentito il vantaggio che provo sempre nel vedere ste cose: non mi fanno sembrare la mia vita una merda. Ho finito di vederlo verso le 23.45, potevo andare a dormire invece ho fatto un errore madornale: ho visto tutti gli spezzoni più romantici e divertenti di 6 commedie romantiche. Ho smesso alle 2 passate, mentre ero letteralmente in lacrime per la mancanza di un compagno. Dalle lacrime ho ripreso questa mattina, per l'amore che manca, per la mia vita che non c'è... per mia mamma. Dio, avrei un bisogno disperato di come era anche solo fino a tutto il 2019. Sono stata malissimo oggi, panico e una tristezza infinita. Un dolore che mi è restato appiccicato per tutto il giorno. E di nuovo brutti pensieri. Non credo siano davvero reali, ma ci penso sempre più spesso. Il 25 sono 20 anni che è mancata mia nonna, pensare a come è passato questo tempo mi devasta. Vorrei solo qualche anno sereno... mi sembrerebbe anche un desiderio normale. Mio padre tra pochi giorni tornerà il Liguria in attesa del suo turno per il vaccino, quanto starà via non si sa. In tutta onestà ho quasi paura a stare qui da sola con mia mamma. Non esiste più niente di quella famiglia dei tempi passati... di sicuro non esisto più io. Mi sento così sola.
venerdì 19 marzo 2021
Nei giorni scorsi sono peggiorata ancora un pochino: di fatto ogni un tot di cose che mia mamma fa o dice che testimoniano che sta peggio, crollo un po'; forse nulla che non fosse già in atto ma il peggioramento accelera. Così ieri mattina, infilandomi di corsa i tappi di cotone nelle orecchie per non sentire, ho pensato ad una mia amica e alle sue due bimbe e ho paragonato la sua vita alla mia. Errore madornale. Dopo una giornata così, ieri sera ho avuto una mezz'ora positiva. Pensavo sarebbe stato bello ripassare fisica, chimica e matematica, prepararmi per quando magari riprenderò con quale ripetizione. Nella mia testa ho fatto un piano, insomma per una mezz'ora ho trovato un barlume di senso. Poi è arrivato l'sms per il vaccino di mia mamma. Dopo le 23. Convocazione tra 10 giorni ma a 30 km da qui. Io non sono in grado di portarla. E quel poco di carica è finita nel cesso. Mi sono sentita completamente inutile, incapace. E così la nottata è passata tra incubi di vario genere, coinvolgendo anche la lite di mio zio in casa. Questa mattina mi sono svegliata con lo stomaco rotto. E la giornata è stata uno strazio. Tristezza, ansia, e poi noia in un miscuglio micidiale. Quel genere di emozioni che ti manda in pappa il cervello e ti fa fare brutti pensieri, perché il malessere è sempre troppo da gestire... Da quel primo attacco di panico ad oggi devo aver fatto un milione di scelte sbagliate, e ora che le cose non dipendono più solo da me e le scelte giuste (con la salute di mia mamma e mio zio), io non riesco più a trovare nemmeno un briciolo di equilibrio. Cavoli, essere serena sembra più fuori portata che andare su Giove. Non ho più risorse, non ho più speranze. Non riesco più ad immaginare un futuro che vada più in là di un mese. Voglio stare bene.
martedì 16 marzo 2021
Se non mi sbaglio, c'è stato un periodo durante il quale, al posto del solito 'in cerca di equilibrio', si diceva essere in cerca del proprio centro. Come tutte le mode, molto spesso era una frase usata così tanto per, eppure ha un senso profondo, nella misura in cui senza questo centro, viene a mancare anche l'appoggio per stare in piedi. In questi termini, sono scentrata al massimo. Provo un mix di rabbia, noia e paura talmente difficili da gestire che mi sento come un pallone al limite prima di scoppiare, vorrei strapparmi la pelle da dosso. Paura, paura delle reazioni di mio padre, di quelle di mia madre... del mio futuro.. del mio presente. Continuo a pensare al passato, a come era bello, a come era facile, a come mi sembri impossibile essere arrivata a questo punto. Non so che fare. Tutte le notizie sul covid, sulla crisi economica, sui vaccini, sono voci sempre più insistenti che rimbombano nella mia testa. Sono questioni serie che mi levano altre forze, altre prospettive. Quando continuo a ripetermi che non ce la faccio più, ho la certezza che ogni volta lo dico con maggior gravità, perché capisco di avvicinarmi sempre di più ad un limite. C'è ancora la piccola, piccolissima speranza che questo limite mi faccia, per così dire, evolvere, verso una versione più forte di me stessa, più centrata: esplode uno stato per permettere la nascita di quello successivo. Non ce la faccio più. E ciò che mi sembra più triste è che non sento, non trovo, appoggi. Mio padre mi ha lasciato alcuni soldi per le prossime bollette, speravo in qualcosa di più per avere qualche soldo da spendere per me. Quando non li ho visti, mi è venuto da piangere, mi sono sentita sprofondare. Reazione eccessiva di per sé, ma sensata in virtù di quello che significa: non guadagno, non faccio nulla, non ho una direzione. Sono una specie di ameba obesa che gironzolo per casa. E sono così stanca.
giovedì 11 marzo 2021
Mi sono chiesta tante volte quanto fallimento può sopportare una persona prima di perdere totalmente non solo la stima di se stessa, ma anche la percezione di potercela fare in questo mondo. A volte mi sono anche detta che faccio parte del periodo sbagliato. Penso anche che dopo un anno di pandemia, non esista chi in un modo o nell'altro, non ha accusato contraccolpi psicologici. Però tutto questo oramai si è accartocciato su se stesso e tutte le situazioni un po' particolari, i miei limiti, quelli della mia famiglia, stanno presentando il conto tutti insieme. Ci sono dei momenti che le problematiche cognitive di mia madre sembrano peggiorare di settimana in settimana, francamente mi sembra persino strano che disturbi/ malattie progrediscano così rapide alla sua età, poi c'è mio padre che deve ritornare in Liguria in attesa anche del suo vaccino, in mezzo alcune visite di mia madre in zone della provincia che non sono in grado di raggiungere in auto e la paura nel vederla cambiare quasi di giorno in giorno. Ieri sera (quasi notte) mi sono abbuffata di patatine e dolci, avevo un disperato bisogno di sentirmi piena, gratificata... il cibo mi ha fatto da stampella, se non che poi alle 4 mi sono svegliata con un mal di stomaco metà per l'ansia e le preoccupazioni, metà per l'abbuffata appunto. Ho paura per tutti i cambiamenti che ci sono stati in questo ultimo anno e nemmeno uno bello, è un dato di fatto, ho paura perché con mia mamma così, ho perso l'ultimo appoggio, e sono a terra per come mi sento una fallita: non c'è una cosa seria e urgente che sono in grado di fare. Non guido, non guadagno... sono handicap pesanti, soprattutto vista l'età dei miei genitori, non sono d'aiuto a loro ma non sarò in grado di occuparmi nemmeno di me stessa. E il problema è che tutto viene a galla tutto insieme e ne sono stanca morta. Non vedo soluzioni. E non è che i soldi risolverebbero chissà che, ma guadagnando per esempio, potrei pagare anche solo un taxi se serve per spostarsi. Non so più nemmeno cosa sono in grado di fare, ma la realtà è che sono cose totalmente irrilevanti e inutili nella gestione di una vita concreta, ed è una consapevolezza difficile da gestire a questo punto.
domenica 7 marzo 2021
Una parte di me sta sperando che le medicine che mia madre sta prendendo facciano il miracolo, spero di notare subito la differenza, non è così e non sarà così. Non faccio che ricordare eventi della mia infanzia/prima adolescenza e finisco sempre con il piangere. Sono anche molto arrabbiata, provo rabbia verso il fato, il caso... avrei avuto bisogno di un po' di normalità, è finito con l'andare a puttane quel poco di normale che ancora avevo nella mia vita. Mi mancano i discorsi che facevo con mia mamma, perché erano stimolanti e perché, anche, era una delle poche persone con cui ne facevo. Arrivare a rimpiangere gli ultimi anni è indicativo di quanto sto male, ma soprattutto, che è anche peggio, non vedo via d'uscita. Vorrei avere più tempo, vorrei andare al mare con mio padre come negli ultimi anni, vorrei riuscire a rilassarmi davvero. Vorrei lasciarmi andare: sto vivendo in tensione h24, non credevo nemmeno fosse possibile. Ho la sensazione che tutto sia fuori dal mio controllo, è una sensazione orrenda. Vorrei scappare lontano dalla mia angoscia, finisco con il riempirmi di ansiolitici seduta in poltrona. Indietro non si torna, così avanti non si va e ferma nel presente non posso stare, sono fuori dal tempo. Sono fuori dalla vita.
giovedì 4 marzo 2021
per riprendere da dove mi ero interrotta... quando l'altro giorno credevo mio zio alterato in merito alla questione pianta mi sbagliavo: semplicemente parlando da una parte all'altra del prato tra lui e mia madre non si sentivano, ergo ha alzato la voce. Ma è un dettaglio, se non era in quel caso ho sempre paura possa esplodere da un momento all'altro, prova ne è che martedì pomeriggio sono stata una gelatina con vari dolori: stomaco, testa, cuore... L'ho già detto: a volte mi trovo a sperare quasi che mio zio torni con la coda tra le gambe chiedendo scusa dopo aver combinato l'ennesimo casino. Ma è un pensiero orribile, che cerco di buttare via, anche perché poi magari le cose succedono, ma sempre diverse da come le si era ipotizzate, sempre peggio. Fino ad un paio di anni fa speravo succedesse qualcosa (di non troppo grave ma questa parte deve essere sfuggita al karma) che distogliesse l'attenzione dai miei fallimenti scolastici in casa. Be', un pandemia, una lite e non ultimo mia mamma che perde colpissimi sono 3 risposte diverse alla mia domanda. La mia è una battuta amara perché si basa su un fondo di realtà, quando ammetto che sto rimpiangendo anni in cui stavo di merda ma almeno in casa era tutto ok, direi che faccio la sintesi di come sto. Rimpiangere la serenità del passato molto passato poi va be', è troppo facile, era tutto bellissimo, c'era ancora mia nonna e io stavo anche bene, tutti stavamo bene. Oggi meno, questa mattina ho accompagnato mia madre dalla dottoressa, le ha prescritto delle visite, tac, encefalogramma... la fatica che ho fatto ad accompagnarla è facilmente immaginabile, la strizza per il responso anche, la frustrazione del sapere che, se le visite si terranno in ospedali diversi da quelli di due paesi confinanti, io non sarò in grado di portarla, altrettanto ovvia e dolorosa. Cambia tutto e io non sono pronta a che questo succeda. Non ancora. Devo ammettere che nei vari scenari negli anni non ho mai e poi mai ipotizzato un cedimento mentale di mia madre, se non verso i 90 anni, come mia nonna, ero più preoccupata da tumori e problemi cardiaci. Invece le cose accadono, così io sono sempre incasinata, la mia famiglia perde pezzi in malo modo, mia mamma perde un po' la testa, la mia regione rischia di tornare rossa per una pandemia che è un concetto che fino ad un anno fa, 13 mesi meglio, non era minimamente nei miei radar, la pianta è stata tagliata, io prendo una marea di ansiolitici al giorno, il tempo passa.
Per questo è ovvio che quando, come oggi parlo al telefono con mio zio paterno in Liguria, sento nostalgia, nostalgia dei tempi estivi passati là. Là, una zona ricca ancora di bei luoghi con ricordi di gioia e serenità e non tutti sporcati da 20 anni di panico. Vado in cerca di serenità. E spero non sia solo legata alla leggerezza dell'infanzia, che quella indietro non tornerà mai. Ma magari qualcosa di bello potrà succedere ancora anche a me, e potrò essere ancora serena. Forse...
martedì 2 marzo 2021
a breve taglieranno una bellissima pianta vicino casa, è cresciuta con dei cavi dell'elettricità tra i rami e con tutti i temporali fuori scala che ci sono oramai anche qui spesso e volentieri, stava diventando un pericolo e per i cavi e per le case vicine. Onestamente mi piange il cuore perché è bellissima, maestosa, ma è oramai troppo rischioso. Mi sembra anche questo un segnale che sta davvero tutto cambiando (in peggio); che tutto il mio passato è davvero finito, non esiste più. Come quella che era la mia famiglia fino a poco fa: tutta saltata e alla fine tutto diverso il poco rimasto. Ma non basta: quando mia mamma lo ha detto a mio zio (che dopo domani taglieranno la pianta), mi è sembrato che lui si alterasse. Cotone nelle orecchie, musica accesa per non sentire, perché avevo il terrore che si degenerasse, che anche mio padre si mettesse in mezzo, come fosse una scelta sua il taglio e non un consiglio da parte dei fornitori di energia. Per l'ennesima volta puro terrore, stomaco schiacciato, un mal di testa immediato e perforante, nausea, tremori vari, insomma paura vera di un ennesimo scontro tra quei due. Fortunatamente dopo 15 minuti mio padre doveva accompagnare mia mamma per la prova di apparecchi acustici, e siamo in una sorta di tregua, ma io non posso campare a lungo così. Davvero non posso. Giovedì mattina porterò mia mamma dalla dottoressa per capire cosa si può fare per la sua testa, sono spaventata dal fatto che sarà sempre peggio e alla svelta, se poi ci si alterna la paura come poco fa, io sono ad un niente dal dare di matto. Mi fa male il cuore, e non in senso metaforico, che poi sia il mio cervello ad amplificare le paure è vero, ma parte da dati di realtà che non riesco a leggere diversamente e tutto viene trasformato in bombe anche per il mio fisico, (lasciamo perdere a livello di ansia che ciao...), finirò con l'avere un infarto mentre mi tappo le orecchie per non sentire. E il brutto è che non vedo soluzioni. Mi sento uno straccio, ho davvero paura che finirà male per me.
lunedì 1 marzo 2021
Sabato a pranzo c'è stato un fatto che mi ha davvero impressionata, si parlava di vaccini, dei ritardi, scadenze... mia mamma con sta storia va subito in tilt, e per l'ennesima volta ha chiesto quando le sarebbe toccato, risposte non ce ne sono e questo le abbiamo ripetuto per l'ennesima volta. Non so però cosa sia successo ma ha capito che io la stessi prendendo in giro, quando in realtà ero sull'orlo delle lacrime nel vedere la confusione che le aleggia in testa. Si è messa a piangere e ne è scaturita una scena che mi ha stroncata; giovedì mattina ha un appuntamento con la dottoressa per capire come muoversi, per capire che succede... spero vada mio padre perché io non sono in grado. Chiaramente il mio malessere da panico si è alzato ulteriormente, ci ho messo due giorni per riuscire a parlarne qui sopra perché quella scenata è stata qualcosa di troppo grave per come si è svolta. Ho una gran paura di quello che dirà la dottoressa, ho una paura folle di quello che succederà, e poi ho paura per me. Mi sento più che mai sola, senza un appoggio. Sono seria nel dire che dopo 20 anni di panico, di vita non vita, non ho le forze per reggere niente. Sicuro non questa situazione. Ho troppa paura, di tutto e per tutto.