Per i miei standard è tantissimo che non scrivo più. Il fatto è che, onestamente, per la prima volta credo, mi sembra davvero inutile farlo. Scrivere qui per condividere l'ennesimo attacco di panico mi dava sollievo, scrivere qui di come sta mia mamma no. E il loop è sempre lo stesso: come sta ora, come peggiorerà, come potremo far fronte alle spese, come reagirà mio padre (io di merda non serve pensarlo), e alla fine come sarò conciata io con anche i problemi finanziari. Non ci sono pause in questo pensiero, è unico e si avvita costantemente su stesso, diventando sempre più grande e devastante. Poco fa è scoppiato un temporale, l'avevo detto a mio padre, ma lui è voluto andare lo stesso a fare la spesa, io non volevo, non volevo restare a casa da sola con mia mamma, non volevo che lui uscisse con sto tempo bruttissimo. Poco prima che uscisse di casa ha telefonato la tipa dell'agenzia, nulla di che, ma io me la sono fatta sotto temendo problemi e la reazione di mio padre. Sono fusa oramai. Seriamente. Sono fusa. Una volta questo tempo mi avrebbe fatto solo venir voglia di sedermi sul divano felice di essere protetta, adesso penso se la grandine dovesse rompere il tetto, con mia mamma non più in grado, chi dovrebbe occuparsi di provvedere a chiamare chi di dovere. Nel frattempo hanno chiamato al telefono e io non capisco più se mia mamma può rispondere o no, non mi da più garanzie che capisca bene e riferisca le cose importanti... va be.
Mi sono accorta che è cominciata una nuova versione de 'il pranzo è servito'... dio che emozioni... non so quanti anni avevo all'epoca, ma pochi comunque. Ed era bello e mi è venuta nostalgia... e adesso un mal di testa da matti. E poi stop. Tutto ritornerà, si ripeterà tra lacrime e nostalgia e una paura maledetta.