giovedì 31 agosto 2017

possibilità o le solite incertezze?

Al termine di questa giornata sono esausta. Al di là delle implicazioni psicologiche del crollo di tutti, non credo ci sia in realtà motivo per essere così esausta. Ma la mente conta eccome nel computo di tutto questo dispendio energetico. Ho l'umore sotto le scarpe, sono stanca, e non sono sicura che domani potrà davvero cambiare qualcosa.
Venerdì 1^ settembre, un nuovo mese, nuove possibilità o le solite incertezze?

e finisce anche l'agosto 2017

Pur con tutta la mia stanchezza, l'incontro con la terapeuta oggi è stato importante, o forse proprio per questa stanchezza. Capisce tutto il discorso sulla mancanza di fiducia ma sostiene che ora sono adulta e posso fare fronte io alla questione.
Io non ne sono così sicura, mi sento troppo in bilico e in balia di quello che succede. Ho paura dei miei genitori, una paura legata all'insicurezza ma forte. Ho paura di dire quello che penso perché mia madre sta male e sembra andare in pezzi da un secondo all'altro. Così io mi blocco, stile statua di sale, niente più lacrime che almeno servono a sfogarsi, il sangue rallenta e sembra andare al contrario, riportando dentro di me il dolore e il malessere che un sano pianto buttano fuori, mia madre mi fa paura, io mi blocco, e il veleno resta dentro di me.
Riuscirò mai a cambiare qualcosa? A trovare la forza per affrontare la vita? fidarmi degli altri, costruire dei legami? 
La testa mi scoppia, non sto bene. E di nuovo mi sento sola. E di nuovo sento che devo contare solo su me stessa, che francamente è proprio l'opposto della fiducia.
E così finisce anche questo agosto 2017.

Mi chiedo solo...

... se ad un certo punto si arrivi semplicemente a non riuscire più nemmeno a sognare. Se la realtà riesca a prendere il sopravvento definitivo privandoci anche della scappatoia di un mondo fatto di diversità, pienezza e sorrisi.
Me lo chiedo perché ora come ora mi sento così: senza sogni.
Senza stelle.

mercoledì 30 agosto 2017

mesi strani e faticosi

Trovo che in alcuni periodi, i pensieri abbiano la tendenza ad accartocciarsi ritmicamente su se stessi, rincorrendosi sempre nelle medesime formule. In queste settimane per me è successo proprio questo.
Domani ho il colloquio con la psicoterapeuta, ma non mi va. E' come se non avessi più niente da dire, né la voglia di farmi altre domande, perché tutto continua a girare a vuoto. Non porta a niente ma comporta un enorme dispendio di energie. Vorrei ancora un po' di pausa e vorrei anche il coraggio di poterlo dire.
Sono stanca... mi chiedo se sia ricomparsa un po' di depressione all'orizzonte.
Poi penso alla mia vita, a tutto quello che non ho e mi chiedo come sia possibile che io non l'abbia, un po' di depressione.
Che estate strana e faticosa.

ansia e relazioni famigliari, 2^

... è passata un'ora e un dubbio ora mi attraversa la mente rispetto al post di prima.
In effetti, messa da un'altra angolazione, ha davvero senso che sia io a diventare matta sul comportamento delle persone, i presunti adulti che avrebbero dovuto crescermi, che sono bambini mai cresciuti?
Sono anni che smonto e rimonto ogni cosa, sempre titubante dello scaricare la colpa su altri, perché non mi è stato insegnato questo. Ma ogni volta arrivo sempre alla stessa conclusione: la colpa l'hanno, e non solo in passato, ma quel senso di nullità che mi deriva dal loro comportamento continua anche ora perpetrando in me quella sorta di perenne cappa che diventa la sensazione, la convinzione di non essere in grado. Di fare cosa? Qualsiasi cosa. Valere quanto un pezzo di merda, essere una testa di cazzo... sono epiteti che restano indelebili nella mente di una ragazza se detti dal padre, e in modo meno violento, comunque rimarcati dalle opinioni di uno zio solo perché io mio modo di vivere sarebbe stato molto diverso dal suo.
Per cui non ti senti in grado di guidare, di avere una relazione, di prendere una decisione...
era la realtà un tempo, lo è anche ora.
E sì, se l'ho capito è perché ho pensato al passato. Ma pensarci ancora, adesso, non modifica il mio presente.
Il mio presente verrebbe modificato se finalmente riuscissi a fregarmene del loro atteggiamento/parole. Ma per farlo dovrei essere forte, e proprio per il loro comportamento, forte non sono.
Non essere riuscita ad uscire di casa per 10 giorni ne è una evidente conferma.
Ma pensare al passato ora come ora, cosa può darmi? Oltre a farmi un male cane, credo niente.
Quello che serve è mettersi davanti ad uno specchio e ripetersi fino allo sfinimento:
IO NON SONO UN'INCAPACE ASSOLUTA!
A ripetizione, fino a che finalmente, ci crederò.
Per questo il panico mi tormenta: perché non vuole che io continui a credere di essere una merda!
Può essere la mia salvezza. E mi affido a questo sentire.

ansia e relazioni famigliari

Molte volte mi ritrovo a leggere pagine e pagine di esperti riguardo l'importanza o meno di capire il passato per stare meglio nel presente. C'è chi sostiene sia inutile, o al più, un elemento utile ma non necessario. Forse dipende dal singolo caso, da quanto tempo è passato dalla comparsa della sindrome da attacchi di panico, dal carattere del soggetto... non so, quello che so è che in alcuni casi è fondamentale, e non per chissà che motivi teorici ma per evitare di ripetere nel presente quello che non va. Ma se quello che non va non dipendesse esattamente da noi? Ma dal comportamento di chi ci sta vicino?
Dopo quanto sta accadendo in casa mia in questi giorni, con mio padre che sembra costantemente in preda all'ira, pur sapendo che fisicamente non farebbe male ad una mosca, l'impatto emotivo delle sue parole è tosto. Mi sento come avessi l'influenza. Tutta indolenzita. Ora, secondo questo schema che non cambia, che potrei fare? andarmene di casa? Non posso permettermelo. Allora forse capire qualcosa di questo suo modo di fare, che insieme ad altre componenti mi ha fatta stare male e parecchio per più di un decennio, non sarebbe la strada giusta? Posso concentrarmi sul presente e ignorare tutto, ma così facendo, che cambierebbe che non è cambiato fino ad ora?
Forse impelagarsi totalmente nel passato è sbagliato, ma ignorarlo per me lo è altrettanto.

notte

Sono le 02.45 di notte, tra poco mi costringerò a dormire. Domani, oggi, sarà durissima alzarsi dal letto ma questa sera era impossibile staccarmi dai telefilm. Realtà alternativa, qualcosa che compensa il dolore di questa giornata. Mi sento così sbagliata, così fuori posto. Mi sento come se fossi un peso anche in casa perché non posso leggere altrimenti il comportamento di mio padre. Se ci tenesse almeno un po' nn farebbe così.
O forse non riesce a fare altrimenti ma fa comunque male e le storie sono un anestetico perfetto. ALmeno fino a che la giornata ricomincerà e il confronto tra finzione e realtà farà ancora più male.
Già...

martedì 29 agosto 2017

al cuore del problema.

Nella mia patologia esistono momenti, attimi, ore, dipende, durante i quali la rete che sta sotto tutto, la ragnatela di motivi si dipana fino ad arrivare a quella insicurezza così patologica che fa temere la vita intera. Questa sera a cena c'ero. Mio padre, mio zio. Due persone totalmente diverse che però hanno fatto della loro insicurezza, delle loro incapacità, il tratto distintivo di comportamenti ai limiti del ridicolo. Difficili da affrontare uno per volta, quasi impossibili se ci si ritrova nel mezzo. E questo mi è successo: sono finita in mezzo a due adulti che di crescere non sono mai stati capaci. Che occupavano un ruolo senza essere in grado di farlo, generando solo caos, paure e disagio. Ed eccomi qui: cliché tra i cliché: incapace di farcela perché cresciuta tra altri incapaci di farcela e che si sono odiati da subito.
Mentre ero a cena questa sera fisicamente mi sentivo schiacciata, come dentro una morsa che mi permeava da capo a piedi.
è dura combattere. è dura se l'insicurezza e la paura sono le cifre con cui sono diventata grande. A volte sogno il momento che riuscirò a mandarli al diavolo fregandomene delle conseguenze.
A volte sogno il momento in cui riuscirò ad ignorarli e basta. Nel frattempo la mia vita è di nuovo ad un bivio, da una parte sono chiamata ad andare avanti per me, dall'altra sono frenata da loro. So cosa vorrei fare, so cosa riesco a fare: poco, niente.
E sento una rabbia che mi divora con una voglia di vendetta che mi spaventa.
Domani è l'ennesimo 'altro giorno', io vorrei solo un po' di sicurezza in più.

mi manco

Sto ascoltando una canzone degli anni '80. Una canzone che io ho scoperto quando ero in vacanza studio in Inghilterra nell'estate del 1996. Avevo 13 anni. Da allora, quella canzone mi ha accompagnata in maniera più o meno costante sbucando fuori all'improvviso ogni tanto ma restando sempre legata a quelle prime volte che la sentivo, dentro un college, con un sacco di altri ragazzi... ero davvero io quella? Sembra impossibile che io, relegata in casa, possa avere a che fare qualcosa con quella ragazzina. Una ragazzina per dovere di cronaca che non era sempre sicura al mille per mille, che non era sempre forte, che a volte era anche un po' timida ma che però viveva e si divertiva alla grande. e stava bene e faceva mille cose.
Quella ragazzina mi manca.

uscire

Mi sono appena resa conto che è da lunedì 21 agosto che non esco di casa. Il pensiero di questa cosa mi fa piangere. Ci stavo pensando perché dovrei uscire, ma non ce la faccio. Quando poi mi sono resa conto di quanto tempo è passato, non sono certo stata meglio. 8 giorni senza andare oltre il cortile, una cosa da pazzi, soprattutto per una stagione che doveva fare delle uscite la sua bandiera. Soprattutto perché ora sto male ma nei giorni passati non così, e avrei dovuto fare un po' di sforzi in più.
E ora all'idea di uscire mi prende una paura folle, paura che possa succedermi qualcosa, paura che possa rompersi l'auto con le scenate di mio padre. Paura di tutto, una paura che paralizza e ti spinge a dire: che esci a fare? Cosa rischi se poi davvero non ne hai bisogno?
Già... perché in effetti non ho bisogno di cambiare tutto questo... :/ che disastro!

E adesso? Adesso... NOI!

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Stefania se la ride, io un po' meno perché questo è un problema enorme dal momento che da qualche mese temo che la questione mi stia leggermente sfuggendo di mano.

Le sue mani, la sua voce, il suo sguardo… ogni cosa di lui ha il potere di accendermi, e quella sua leggera timidezza… Dio, mi farà andare al manicomio.

 

Al massimo della frustrazione infilo una mano sotto la stoffa bagnata e comincio a toccarmi, quasi con violenza e rabbia, l’orgasmo non ci mette molto ad arrivare ma è solo sfogo, non vero piacere.

Sono le quattro di mattina di un venerdì di fine giugno, mi sono appena masturbata in un modo alquanto triste e l’unica cosa che vorrei è urlare con tutta la voce che ho. Lui mi eccita, mi piace e se vado avanti così, sarà la mia rovina.

Faccio una capatina in bagno per rinfrescarmi prima di tornare a letto e cercare di dormire ancora un paio d’ore in attesa che la sveglia suoni e la giornata cominci.

Mentre mi guardo allo specchio, mi faccio anche un po' pena.

“Davvero una vita da sogno eh bella mia…”

Levo la camicia da notte fradicia e penso che, nonostante il caldo, condividerei volentieri il letto con qualcuno.

Ma questo qualcuno non c’è e l’unica cosa che arriverà a farmi compagnia sarà l’ennesimo sogno, del tipo peggiore.

Quello che poi, una volta aperti gli occhi, ti lascia senza fiato dal male che fa.

 

Cerco di concentrarmi sul rumore che proviene dalla finestra aperta.

Rumore d’estate. Mi piace. Sento una musica che proviene da una cascina qui vicino, ci sono sempre tanti ragazzi che suonano e si divertono.

Beati loro, le scuole sono finite da poco e giustamente si godono il relax. Avverto un leggero moto di nostalgia ripensando al liceo, mah… forse è giusto sia così, immagino significhi essere cresciuti...
Così, persa in queste riflessioni pseudo filosofiche, riesco a riaddormentarmi tutto sommato piuttosto in fretta.

Bisogno d'aria...

Temo che sarà una giornata pesante. Sono sveglia da un paio d'ore ma l'ansia ha già preso il sopravvento, sintomo di oggi?  Mi sembra di non riuscire a respirare. Forse sarà per l'afa, non so, ma il respiro mi si ferma a metà. Invece di respiri profondi, ho come la sensazione che l'aria non arrivi dove dovrebbe.
Mi era già successo ovviamente, ma mai così tanto come questa estate. E ripeto, può darsi che sia uno dei sintomi più legati al caldo e all'afa, ma è molto spiacevole. Del resto mi rendo conto che a volte ho come la sensazione di interrompere volontariamente il respiro per qualche secondo, come se completare l'atto respiratorio fosse troppo faticoso. E sì, è una questione di ansia perché capita solo quando mi ci soffermo sopra con il pensiero ma non è proprio l'ideale.
Ho un po' paura della fine di questa estate. Paura di come me la ricorderò, se solo come una perdita, l'ennesima, di tempo.
Tra pochi giorni rivedo la psicologa dopo la pausa estiva. Non mi va, non so nemmeno che dirle.
Forse solo cose senza rilevanza?
Vedremo.

lunedì 28 agosto 2017

PROGETTO: un'estate al mare

Una volta tornate ai nostri lettini, Daniela tolse dal suo zaino una busta e me la porse.

          “Che cosa è?”

“Leggila.”

Cominciai e più leggevo, più andavo rapidamente alla riga successiva.

Non potevo credere a quello che stavo leggendo.

“Un contratto?”, domandai sbalordita.

“Un contratto che tu ora firmerai davanti a me.”

Riuscii a trattenermi a stento dal dirle dove avrebbe dovuto metterselo quel contratto.

“No guarda, puoi anche evitare di fare quella faccia, perché sono sicura che se non ti dai delle regole non se ne farà niente.”

“Regole? Ma non è anche da quelle che dovrei prendermi una pausa?”

Daniela ridacchiò.

“Sì. Ci hai provato, apprezzo il tentativo ma non mi freghi con le parole. Qui servono, eccome.”

Riguardai il foglio.

“Be’, allora per amore di precisione, la regola è una sola: vuoi che esca almeno con 10 ragazzi.”

“Già… ma come vedi ho programmato una media di uno a settimana, escludendo quando avrai le tue cose…”

“ESCLUDI SUBITO CHE IO VADA A LETTO CON 10 RAGAZZI DIVERSI IN UN’ESTATE!”

“Puff, figurati se pensavo ad una cosa del genere. Non ci andrai in tutta la tua vita…”

Scherzava e io le risposi con una linguaccia.

“No, scherzi a parte, certo che non intendo quello, per quanto se dovesse capitare… più che altro la mia idea sarebbe quella che tu uscissi di casa per fare qualsiasi cosa, un cinema, una passeggiata… possibilmente con un ragazzo, tanto per non dimenticarti come si fa. E poi succeda quel che succeda, che siano quattro chiacchiere o un po' di pomiciate stile seconda media, e se proprio con uno ci scappasse del sesso, be’ GODITELO!”

Di fronte all’irruenza delle sue parole non potei che scoppiare a ridere, attirando ancora l’attenzione di quei ragazzini di prima.

“Oh Deb, mi raccomando però! Che sia maggiorenne!”

Mezzo secondo dopo, la mia salvietta le atterrò in faccia.

“Così impari a dire cretinate.”

“No, è che adesso va così di moda con i toy boys che magari…”

Questa volta a volare fu il mio abitino.

“Ok, ok, ho capito.”
.....

tu chiamale se vuoi emozioni....

Mi capita spesso di vedermi come una che vive solo nel passato, o meglio in una enorme nostalgia del passato. Immagino che in parte sia vero, immagino che la semplicità di allora, che però allora per dire non percepivo come tale perché mi sembrava solo vita, mi faccia gola quando anche andare in paese a prendere qualcosa diventa un incubo, tra attacchi di panico e simili.
Ma in effetti non so se è proprio il passato che rivorrei quando piuttosto rivivere quella sensazione di essere 'apposto con me stessa' che da un secolo non provo più.
Era quella soddisfazione di fondo che era esaltante. Soddisfatta di me.
Il passato non torna, quella sensazione forse sì e allora speriamo di lavorare per potermi risentire così...

e il fitness 2.0

Mi piace questa dicitura '2.0'; la si aggiunge a qualsiasi cosa anche se poi di fatto, almeno per me, non cambia mai un fico secco dalla versione 1.0 e intermedie...
Comunque... fitness... oggi mi sono dedicata di nuovo ai miei allenamenti in dvd. Da mercoledì, più nulla fino ad oggi, sabato e domenica preventivati in quanto fine settimana, giovedì e venerdì perché non riuscivo a sollevare nemmeno i piedi da terra per come ero messa. Oggi ce l'ho fatta di nuovo, vedremo come starò domani.
Era abbastanza ovvio che mi avrebbe stesa e sarà così fino a che non riprenderò un filo di allenamento, anche se parlare per me di allenamento è quasi comico. Ma sono anche l'unica cosa che ha fatto davvero la differenza e che mi rendevano più forte.
Certo, a vedermi oggi durante gli esercizi a terra immagino sarei passata ancora per uno scarafaggio gigante in difficoltà, una moderna, ma non meno inquietante, metamorfosi kafkiana, ma ce l'ho fatta e quello che succederà domani dipenderà solo da come mi comporterò al momento giusto. Credo però sia davvero arrivata l'ora di non mollare su questo punto, perché aimè, la bilancia conferma che sono ancora circa 122 kg, il che significa che tra alti e bassi, di fatto in questi mesi mediamente non è cambiata una virgola. Non era quello che speravo.
Ma come dicevo ieri, oramai sembro sempre pronta per ricominciare... per cui... per l'ennesima volta, panico volendo,... RICOMINCIAMOOOOOOOOOO

ma, così tanto per dire... il fatto che dicano servano almeno 8 ore di sonno per dimagrire per evitare effetti di ormoni legati all'ansia, potrebbe essere un SUGGERIMENTO UTILE DA SEGUIRE CAVOLACCI!, così come alzarsi ad un'ora decente per poter fare tutto quello che la mia giornata dovrebbe comprendere ma che, se mi alzo alle 9, ovviamente non sono più in grado di fare. Per certi versi sono davvero una zuccona...

il vento caldo dell'estate...🎶🎶🎶🎶

🎶 🎶 🎶 🎶 Il vento caldo dell'estate ci sta portando via... 🎶 🎶 🎶 🎶
Adoro questa canzone. Come molte di quei decenni. Non so, forse è per il testo semplice, o per una sonorità delicata... ma mi avvolgono. Mi danno calore, forza. Sono sentimenti positivi.
E sì, ora che l'estate è agli sgoccioli, e gli esami dei debiti delle superiori che cominciano oggi ne sono una prova, ho voglia di sentirmi così. Perché anche se un'altra estate è passata, io voglio solo credere di avere ancora molte strade da percorrere davanti a me.
Qualcosa è andato bene, qualcosa no... di sicuro non serve arrendersi, di sicuro non serve illudersi. Serve vivere, andando avanti, consapevole che il passato non torna, ma che il futuro, almeno per una buona parte è nelle mie mani.
Consapevole che le cose non sono facili, ma che ho diritto a stare meglio, a raggiungere ciò che conta di più per me.
Consapevole però che HO ANCHE IL DOVERE DI FARE LA MIA PARTE, di condividere ciò che mi riesce bene, ciò che ho, e non in senso materiale. Consapevole che anche il mio comportamento può fare la differenza per qualcuno.
Consapevole che ho l'obbligo di mirare a qualcosa di più.
sono nuove sfide che si profilano all'orizzonte.
Ecco tutto.
Con il panico con me ma sempre meno, spero, contro di me.

domenica 27 agosto 2017

Però... anche oggi, una delle ultime domeniche d'estate, io sono qui da sola in casa mia

Ho l'impressione che fino ad un po' di tempo fa, il mio cervello seguisse andamenti più lineari, ciclici sempre ma con intervalli più lunghi. Un giorno fallivo in un passo avanti e per un po' ci rimuginavo sopra, piano piano poi la frustrazione calava e pensavo ad un modo per migliorare. Ma tutto questo poteva richiedere settimane. Certo, la delusione/frustrazione non restava ai livelli di guardia per tutto il periodo, ma un vago sentore di aver sbagliato sì.
Oggi è tutto diverso. Tutto va più veloce.
Oggi ad esempio ci sarebbe stato un pranzo con parenti, uno di quelli che mi mette sempre un po' in crisi, non perché mi scatenano veri e propri attacchi di panico- fortunatamente non succede più in quelle circostanze- ma perché mi stancano. Cioè si è passati dal panico ad un disagio sicuramente meno intenso, ma di fatto dopo un'ora per lo più di convenevoli, mi sento letteralmente esausta. Come se  non riuscissi più a reggere conversazioni lunghe con le persone. Potrebbe essere: non sono più abituata  a stare con le persone, se non per brevi periodi e in limitati ambienti. Sono consapevole del fatto che anche il tipo di persone con cui mi trovo ha un suo peso in particolare se so di trovarmi di fronte a persone che considerano alcune questioni per me fondamentali, tutte sbagliate. Ma sono anche consapevole che a prescindere da questo, non è così che voglio essere e questo mi riporta sempre ad una parola:  ALLENAMENTO.
La cosa curiosa però, è che ora il mio cervello ci mette pochissimo a trovare un nuovo obiettivo su cui concentrarmi per mostrare qualche passo avanti.
è un bene non rimanere a tormentarsi sul passato? Immagino di sì, d'altro canto però credo sia anche pericoloso continuare a vedere alternative e nuove opportunità come se piovesse.
Perché non è così, le possibilità ci sono, non lo nego, ma se il mio atteggiamento non cambia, io sarò sempre qui a sognare quelle future lasciando perdere quelle presenti.
Una sorta di auto-assolvimento: oggi non è andata però domani...
Però domani sarà come oggi se non entro a gamba tesa nel problema.
L'ho detto, più sto meglio e più voglio. E dal momento che si parla di volere qualcosa che ancora non è la luna nel pozzo, è un atteggiamento sano direi.
Però... anche oggi, una delle ultime domeniche d'estate, io sono qui da sola in casa mia.
Dov'è il passo avanti?

Non lo so, ma più parlo della mia esperienza, più mi sembra assurdo aver 'resistito' fino ad ora e allo stesso tempo, più mi sembra che la questione sia talmente radicata dentro il mio modo di vivere da non riuscire a separarlo dalle altre possibilità.
Poi sogno il mare, una realtà diversa, una vita diversa... per forza! Ma servirà a qualcosa?

chat & co.

Durante questi ultimi anni, molto spesso la solitudine ha avuto un ruolo determinante nelle mie azioni, nel senso che, incapace di conoscere gente dal vivo, mi sono rifugiata dentro il mondo delle chat. Mi sono divertita, anche giocando forse con il fuco con messaggi un po' hot e facendo anche quello che ora si chiama sexting ma sempre, puntualmente, tutto finiva con me che mollavo la presa. Mi è capitato un paio di volte di conoscere qualcuno e di sviluppare un rapporto on line che avrebbe potuto forse sfociare in altro, tra sms stupidi, hot, o banali, è scattato del feeling. Io adoravo quella fase, quando con trepidazione aspettavi una mail, un contatto... ma sapevo anche che sarebbe durato poco, perché il passo successivo sarebbe stato qualcosa di più reale. Un incontro magari? Soprattutto se il ragazzo in questione viveva vicino a casa mia? Be', vicino o lontano, il mio problema con il panico e l'obesità che non accettavo (e non accetto nemmeno ora mi sa), mi impedivano di trasformare il virtuale in reale. E così ogni legame veniva interrotto lasciandomi letteralmente più sola di come mi sentissi prima che tutto prendesse il via.
Per questo negli anni mi sono allontanata dalle chat. Definitivamente.
Per qualche strano motivo risulto abbastanza simpatica nel mondo virtuale, ma non reggo per niente quello reale, per cui ogni tentativo di amicizia finiva in un niente a causa mia.
Ogni tanto ci penso e sento il desiderio di riprovare.
Ma poi? Sarei in grado di abbandonare lo schermo di un pc per finire nella realtà?
Staremo a vedere quello che succederà...
Intanto la solitudine avanza...

sabato 26 agosto 2017

cosa resterà di questa estate?

La domanda è più che lecita. Cosa resterà? La consapevolezza che sto meglio e per questo voglio di più. La consapevolezza che è ancora tutto molto lontano.
E poi soprattutto la consapevolezza che 15 giorni al mare hanno riportato, anche se in modo soft, a galla un sentimento per un ragazzo che è lui ma è anche il simbolo di qualcosa che non ho vissuto. Sono tornata da più di due mesi ma il suo sguardo, colto di sfuggita, mi fa tremare ancora il cuore. è il simbolo di una vita lontana o di una vita che in qualche modo, magari senza riguardare lui direttamente, mi chiama a sé, per essere finalmente vissuta?
Perché è certo che tra i mille obiettivi falliti, di questa estate resterà anche una nuova e profonda riscoperta, e accettazione, di me stessa.

venerdì 25 agosto 2017

diamo valore a ciò che facciamo

Oggi a pranzo, grazie a quelle splendide conversazioni che partono da un punto per finire da tutt'altra parte, ho avuto la conferma confermata che sì, in effetti quello che faccio io non vale, e cito testualmente, nemmeno raccogliere patate. Ora, sia ben chiaro che non ho proprio nulla contro chi raccoglie patate e ortaggi in generale, mia nonna lo faceva, mio padre lo fa, però che dire, se non altro mi aspetterei di essere al pari.
Mi fa male questo discordo, ma nn è una sorpresa, e soprattutto mi riporta a quanto detto altrove: sono io a dover dare valore a ciò che faccio, credendoci di più, facendo forse di più, senza paura e con impegno.
Aver a che fare con gli altri, cercare di farli stare bene è un campo minato, sicuramente meno lineare della raccolta di patate. Fai un passo avanti e poi ti sembra di farne tre indietro. Ma ne potrei fare a meno? No. qui si tratta piuttosto di dare una svolta più concreta e drastica al mio lavoro, in qualsiasi forma io lo faccia.
è un'epoca stranissima, in cui invece di accettare i nostri difetti li scarichiamo tutti sugli altri, odio, rancori, violenze. Non siamo più capaci di guardarci dentro e il mostro è sempre l'altro.
I ragazzi vanno educati, cresciuti, ascoltati, accolti.
Per farlo però bisogna essere forti perché nelle loro sfide, nelle loro paure, si rischia di andare alla deriva se non è si è ben ancorati alla realtà.
Per questo devo stare meglio.
Perché ogni persona con cui entro in contatto vale più di una patata e io devo essere in grado di aiutarla, voglio sia così. Voglio almeno provarci.
Quindi è colpa mia nella misura in cui continuo a menar il can per l'aia e non prendo in mano una volta per tutte la mia vita. Rendendola ciò che deve essere, ciò che voglio che sia.

giovedì 24 agosto 2017

però domani...

Oggi... che giornata è stata oggi? Non saprei nemmeno dire. Tutto sommato il panico è stato sotto controllo, l'umore non era male ma poi?
Mi sento come avulsa dalla realtà. Forse dopo tanti anni passati ad isolarmi è questo che succede, anche nelle giornate quasi buone. Domani per alcune lezioni che riprendono una sorta di definizione parziale dell'estate, mi porta a dire che forse l'estate sta finendo. Non posso essere delusa da me stessa in toto, anzi... eppure mancano così tanti pezzi.
E questo mondo così carico d'odio mi fa paura. Paura che forse le prossime estati rimpiangerò ancora di più di non aver vissuto in queste.
E senza scomodare il mondo, anche la mia mente mi spinge a credere la stessa cosa. Quanto tempo perso, quanto speso malamente dietro paure inutili, pensieri ripiegati su se stessi... quanta vita persa!
Domani forse si ricomincia.
E io spero sempre che sia la volta buona.
Buona per tutto, soprattutto per rincorrere quella serenità che ho perso da un decennio.

mercoledì 23 agosto 2017

beata ingenuuità... pure con due 'u'!!!

Ore 18.46, mi sembra di essere una natura morta... @.@

Ogni tanto, quando mi prendeva un'impennata necessità di risolvere il problema peso o quando ero invasata da una speranza un po' curiosa che le cose fossero facili, ho fatto il pieno di dvd di fitness domestico.
Andando alla ricerca di quelli che duravano meno perché nella mia testolina un po' naif quello doveva essere sinonimo di qualcosa alla mia portata. ERRORE!! di fatto questi dvd più sono corti e più ti segano le gambe!!! Ma con il tempo sono riuscita a fare una cernita di sti 20 aggeggi, che per lo più ora prendono polvere, e ne ho scelti 3 che tutto sommato, seguendo la versione per principianti e mettendo in conto che dopo la doccia sono un'ameba sul divano, mi sono vagamente fattibili.
Ora, per prima cosa... funzionano! Lo so perché l'ho già provato sulla mia pelle, solo che all'epoca non riuscivo ad evitare di mangiare una barca di cibo (dolci/patatine) alla sera per cui il problema era ancora molto psicologico. Ora direi che è più biofisico, meccanico... quindi, sebbene io abbia la sensazione di non avere tempo (che frase scema a volte) per farli, forse invece conviene puntarci un po' perché se voglio qualche cambiamento, occorre davvero cambiare modo di fare, e ho usato cambiare 2 volte di proposito. Senza cose nuove, non ci saranno risultati...
per cui oggi fatto... andata meno peggio del previsto ma cmq da paura.
Speriamo di farcela. Speriamo di avere la forza di provare un po' per vedere che succede... e senza contare gli attacchi di panico che sbucheranno ad ogni piè sospinto...
help! help!!!!

pezzi di vita, pezzi di me

Come la serata di ieri sera, così anche questa mattinata passata in un limbo di nulla, mi sta mandando al manicomio. Vedo che è piuttosto una costante: ogni volta che qualche passo avanti viene fatto, arrivano momenti in cui stando ferma, vedo tutto quello che non va nella mia vita, cioè che letteralmente non si muove. Questa mattina la causa scatenante è stata la pulizia domestica, o meglio, la mancata pulizia domestica. Di fatto non sto facendo niente. Non ho il pallino della cura della casa, aimè, ma credo comunque che un po' di pulizia ogni tanto sia il minimo sindacale di decoro e igiene. Nonostante ciò NON STO FACENDO NULLA!
Ci sono così tante cose da sistemare nella mia vita che davvero non so come fare.
Sono qui che centellino 20 gocce di ansiolitico da un'ora, mentre mi accorgo che forse c'è motivo per essere così ansiosa, che vita sto portando avanti? Amo leggere ma davvero voglio trincerarmi dietro i libri 4/5 ore tutti i giorni a scapito di tutto il resto?
Il punto è che per vari motivi, 'tutto il resto' mi costa una fatica enorme e quindi evito, ma questo evitare mi spinge in una dimensione che non è quella che voglio davvero.
Ci possono essere un paio di giorni al mese che passo interamente leggendo, non 30.
Posso leggere un'ora o due tutti i giorni, non 4/5.
Perché ci sono mille altre cose da fare, cose che VOGLIO FARE, ma che costano fatica, tra panico, ansia, i miei 120 kg e compagnia bella.
Si fa fatica, è vero ma ho sempre più la sensazione che questa vita che vuole emergere dall'interno, se non verrà ascoltata, mi disintegrerà.
Dal fronte panico/ uscite ho alle spalle mesi interessanti e con molti passi avanti, è ora di prendere questi passi avanti e usarli come spinta per recuperare altri pezzi di vita. Altri pezzi di me.

obesità e movimento

L'altra mattina mi sono pesata. Purtroppo nessuna variazione. Di fatto sono mesi che oscillo sempre tra 3/4 kg su e giù in base al periodo del ciclo mestruale, a livelli di ansia e gonfiore e cose simili. A questo punto, con un'alimentazione che è comunque piuttosto regolare e regolata, mi rendo conto che c'è da intervenire da un punto di vista del movimento, che dovrebbe diventare  più impegnativo. Il problema è che non credo di averne le energie. Seriamente.
Anche gestire gli impegni che ho ora, anche a causa dell'ansia/panico e relativi ansiolitici che prendo, mi lascia giusto un po' di forza per la ciclette, non per qualcosa in più. Del resto, evidentemente così non si arriva da nessuna parte per cui occorrono cambiamenti.
E quindi sono di nuovo in uno stallo. Non so che passi fare.
O meglio, saprei che fare ma non come farlo... :( aiuto...
non appena riesco a fare un passo in qualche direzione, mi rendo conto che devo ripartire da capo in altro... :/
mannaggia a sti cavolo di chili di troppo...

martedì 22 agosto 2017

oggi...

Sono circa le 21.30 e me ne sto in camera, sul letto alternando giochi su facebook  a pensieri in libertà.
Oggi non sono uscita, senza un motivo non mi sono nemmeno sforzata e ovviamente ho fatto male, perché mi sono annoiata, ho preso le gocce per l'ansia 3 volte, dopo tutto il giorno tra pc e lettura non c'è un osso che non mi faccia male e sono molto irrequieta. Vorrei cose concrete, attività, amicizie, amori... ma se non mi impegno di più per ste cavolo di uscite non arriverò a nulla. Verso le 19, all'ora di cena, stavo male, avevo gli ultimi colpi di coda di un mini attacco di panico. Però non posso fare a meno di chiedermi se in fondo non me lo vada a cercare, facendo in pratica tutto quello che so che mi farà star male, compreso non prendere nemmeno 5 minuti di aria fresca sul balcone. Meno male che ho fatto almeno un po' di ciclette... ma c'è poco da stare allegri.

immagini...💖 💖 💖 💖 💖

💖💖💖💖💖
Si dice che un'immagine vale più di mille parole. Non posso che essere d'accordo, soprattutto quando persino la mente rinchiude in un immagine, in un fotogramma mentale, tutto ciò che desidera. Le sfumature di colori, le sensazioni che vengono sprigionate... sentimenti potenti, efficaci.
Qual è la mia immagine da mille e più parole ora?
La spiaggia, in un pomeriggio d'autunno, quando il sole non ha ancora ceduto il posto all'oscurità, quando in giro la follia dell'estate è finita e non ci sono più né sdraio, né ombrelloni ma solo sabbia, qualche gabbiano e qualche raro turista in cerca di poesia.
La spiaggia e Marco con me.
Lo so, è assurdo che lui occupi così spesso, ancora, i miei pensieri, eppure nel quadro di quell'immagine, io sono davvero io e sono con lui. Serena, amata, appagata,
Chissà se nel mio futuro ci sarà almeno qualcosa di questa immagine da 10 e lode???

                                                                      💖💖💖💖💖

lunedì 21 agosto 2017

sogni senza voce

Mi sono accorta oggi che da un po' di tempo non faccio più un sogno che mi ha accompagnata per anni, un sogno nel quale, al di là di alcune variazioni di scenario, c'era sempre una costante: io non riuscivo a parlare, provavo a gridare ma non mi usciva mai la voce. Forse non serve scomodare Freud per capire che il concetto di base era l'impossibilità di esprimere me stessa.
Be', ora sembra che le cose siano diverse...
Buon segno no?
Tra l'altro, credo che sia un sogno abbastanza diffuso, la spiacevole sensazione di non poter dire, non poter comunicare, ciò che si è.

Però ogni volta che penso a tutto questo c'è sempre qualcosa che mi blocca un po'... è possibile che stia succedendo anche perché sto diventando più grande? Cioè, quando si è più piccoli è difficile seguire una strada che non sia quella che indicano i genitori, per cui, non so, trovo la cosa molto molto legata ad un fattore età che per altri versi mi sembra molto lontana dalla vera essenza dei problemi di panico. Eppure per essere se stessi, occorre la possibilità di esserlo e non sono sicura che fino ad una certa età sia possibile a meno di non avere intorno persone molto capaci intellettualmente e l'idea che i giovani siano più "condannati" a subire questa cosa mi spaventa e non mi piace.

#SORRISI A COLAZIONE

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Valeria ha dedicato gli ultimi anni a dare forma al progetto del suo B&B, ma ad un certo punto si rende conto che non può esistere solo il lavoro nella sua vita. Così, quando comincia a desiderare qualcosa di più, ecco che arriva Simone, un ospite. E' un incontro veloce, qualcosa che non dovrebbe avere conseguenze, ma se così non fosse? Se il colpo di fulmine esistesse davvero? Saranno in grado di seguirlo, di cambiare le loro vite per amore o la paura e la routine avranno la meglio sui sogni e i sentimenti?
 
 
 

 

commissioni che diventano epopee

Questa mattina, per fare un favore a mio padre e per fare qualcosa che facesse comunque bene a me, avevo l'impegno di andare in posta per pagare una bolletta.
Siamo al 20 di agosto, tanti sono in ferie, molti sono già al lavoro, in una città come la mia che non è esattamente una metropoli,  pensavo che la posta verso le 11.30/12 non sarebbe dovuta essere una babele, per cui mi sembrava che come impegno quotidiano non fosse tra i più impegnativi.
Sono stata bene fino alle 11, da quel momento in poi è stata un'agonia. L'attacco di panico ha cominciato a fare la sua comparsa con mal di stomaco, mal di pancia, tachicardia... e tutto quello che fa parte del campionario.
Sono andata lo stesso, più per paura di essere ripresa che per reale convinzione, e questo è ovviamente un male.
Come prevedevo la gente era poca, il viaggio in auto non è stato tra i più facili ma in qualcosa più di mezz'ora ero di nuovo a casa.
Stremata e confusa.
Confusa perché questo attacco di panico ha la capacità di mandare tutto il sistema in tilt, persino le prime avvisaglie di fame sono diventate mal di stomaco da star male.
Ma poi... perché stare male dovendo fare una commissione in posta? Tanto per tornare sulla questione, il dio PAn ci vuole autentici e veri e fuor di metafora, essere in grado di fare una commissione in posta fa parte dei miei obiettivi, sono quelle cose, quelle piccole autonomie indispensabili per vivere oggi, per cui, perché apparentemente oppormi così?
Forse perché più che altro mi opponevo al fatto che il pensiero di rinunciare stridesse più con un'eventuale incazzatura di mio padre che con una mancata opportunità per me?
Non lo so, so che voglio trovare la mia strada e percorrerla, per fare questo devo uscire, andare, mettere al centro del discorso quello che interessa a me.
Solo superata questa fase potrò fare qualcosa per gli altri, per un mondo che ha bisogno di tutti.
E in cui voglio da morire fare la mia parte.
Ogni giorno di più.
Per questo credo nella scrittura, come mezzo per veicolare idee, per stimolare riflessioni. Ma per arrivare a quella scrittura, serve farsi le ossa con qualcosa di più semplice.
Ho 33 anni, non sono un'adolescente ma lo sbaglio più grande che io possa fare al momento è credere di essere 'troppo vecchia' per seguire il mio cuore e scimmiottare invece gli altri.
Vale tutto l'opposto invece, è davvero ora che io mi conceda la possibilità di essere me stessa.
Con tutto quello che significa.
Punto e basta.

domenica 20 agosto 2017

attimi di me

Voglio credere...
Voglio credere che ho davanti a me momenti felici.
Voglio credere che avrò l'amore, avrò la serenità.
Ci saranno estati calde e dolci, attimi in cui fare l'amore, condividere tutto.
Voglio credere che non sarò più sola, che il mio cuore batterà al ritmo della vita.
Batterà al ritmo di una passione.
Attimi di desiderio, di piacere, di appagamento.
Attimi di me.

un regalo che è davvero un dono prezioso

Ogni anno c'è una ragazza che in ricordo dell'infanzia che abbiamo passato insieme, mi fa un regalo di compleanno. Tornata lei da poco dalle vacanze, il regalo l'ho avuto oggi. Ogni volta è un gesto che mi commuove, perché come mi viene detto, lei ci tiene a me. Perché le ho regalato momenti sereni in passato, perché in parte abbiamo condiviso attimi.
Lei ha qualche anno più di me, e una vita per certi versi molto diversa, per altri, piuttosto simile. Oggi però quel regalo mi ha colpita molto. Ha sempre molta accortezza nel farmeli, c'è sempre un aspetto che me li fa piacere, li fa pensando davvero a me. è bello e sorprendente visto che in realtà non passiamo più del tempo insieme da non so più nemmeno quando. è dolce ma potente perché fa aprire gli occhi: amici, amore, compagnia... c'è qualcuno anche per noi. C'è qualcuno a cui andiamo a genio per quello che siamo, profondamente imperfetti.
C'è qualcuno che a volte può farci presente che le cose possono essere più facili.
Il panico alla lunga ti isola, ti rende insicura, ti fa credere che non esista il tuo spazio, o meglio il panico è qualcosa che ti vuole portare sulla strada giusta solo che non capendolo ci facciamo travolgere da lui e finiamo isolati.
Gesti come quello di oggi ti dicono che invece non solo esiste il tuo spazio, ma esiste anche quello con gli altri.
Uno spazio in cui una ragazza pensa a te anche dall'altra parte del mondo, perché anni fa ci hai condiviso momenti.
Lei mi ha fatto un regalo ma in dono c'è la speranza.

sabato 19 agosto 2017

diventiamo ciò che siamo

Forse per l'essere umano è normale, quando l'attualità propone una scia di violenza e fatto orribili, ripiegarsi su se stesso. Non per cattiveria ma per andare avanti.
Non so, so che alla lunga è un atteggiamento molto pericoloso ma è quello che mi sta succedendo in queste ore. Come a volermi isolare dal mondo esterno, sto pensando al mio mondo interiore.
Forse è solo umano, non so...

E rintanata in questo mio 'mondo dentro', proprio a confronto con la gravità del fuori, mi appare così evidente che siamo davvero nati non per seguire un unico sentiero, ma per percorrere strade diverse, per essere noi stessi, per stare con gli altri, per cercare di essere felici. Ora me ne sto rendendo conto davvero. E forse comincio anche a venire a patti con il mio passato, se la strada non è fatta solo delle medesime mete da raggiungere tutti insieme a seconda dell'età, allora anche un percorso più contorto, può essere difficile, più lungo, ma riportare comunque sulla strada giusta.
Giusta per chi la percorre.
Credo che l'unico punto sia però arrivare a qualcosa. Ecco, io voglio arrivare a qualcosa. E questo qualcosa per me è soprattutto la scrittura, nella quale mettere idee, con la quale trasmettere ciò che per me è importante.
Riuscire a fare di questo un lavoro, mi aprirebbe varie opzioni anche sul come usare il resto del tempo. Lavoro, impegno, entusiasmo... Io voglio crederci un po' di più. E vorrei tanto che qualche risultato cominciasse a farsi vedere.
La paura domina in alcune circostanze, vivere secondo il proprio cuore può essere una strada. Che sia lavoro, affetti, svago... l'unico modo è concedersi la libertà di diventare ciò che si è.

giovedì 17 agosto 2017

miglioramenti

Questa mattina sono uscita per accompagnare mia madre nel fare un paio di commissioni. Avevo un entusiasmo... :/ ho fatto fatica e si potrebbe obiettare: e dove sta la novità? La novità sta nel fatto che sono riuscita ad uscire e stare fuori per quasi 2 ore senza ansiolitici. Anche se abbiamo dovuto aspettare un po', sono stata quasi bene. Dico quasi perché un po' di tensione addosso l'avevo. MA gestibile.
Ecco in mattine come questa posso dire che sì, forse qualche passo avanti c'è stato e l'esercizio che sto facendo da aprile sta forse dando i suoi frutti. sì, nel mio discorso ci sono un sacco di 'forse' ma credo sia ovvio. sono troppo insicura per essere più definitiva, almeno per ora.
C'è però un fatto curioso: da che ho ricominciato a sbrigare alcune commissioni, in questi mesi sono finita spesso in una parte della cittadina che evitavo da anni. NOn di proposito ma perché se non vai in determinati negozi non è di strada a chi come me, percorreva i 2 metri strettamente necessari. E che posso dire, mi è piaciuto attraversare quei posti, un po' perché a differenza delle altre zone è meno contaminata da ricordi di episodi di panico. Un po' perché, curiosamente, ha una struttura e una conformazione che più di altre zone, mi ricorda il luogo dove sono stata in vacanza, forse per i bar, i negozi di scarpe e vestiti, un ristorante... e quindi ha un'aria più rilassata. Mi risulta difficile non contaminare un luogo con il mio malessere ma forse, e ribadisco il forse, ora si può fare.
Adesso sono stanca e il panico sta bussando alla finestra ma è bello dire che in un paio di frangenti, questa mattina mi sono quasi divertita.
Chissà che i miglioramenti possano farsi vedere più spesso ora.

mercoledì 16 agosto 2017

opinioni, verità, post-verità...

Non è facile gestire le opinioni diverse. Con il tempo l'insicurezza che è derivata dalla mia forma di depressione, ansia, panico, ansia sociale e chi più ne ha, più ne metta, è penetrata così in profondità che nella mia testa un confronto tra opinioni diverse è quasi sempre una specie di scontro in cui puntualmente si mette in dubbio il valore intrinseco della persona, di una delle due parti.
Ovviamente è sbagliato e, conoscendo i meccanismi, ci si può sforzare di correggere il tiro. In fondo ognuno ha le sue opinioni, che per forza di cose mettono in posizioni subalterne quelle discordanti ma credo che ce la si possa fare a gestirle, con impegno.
Quello che ora mi spaventa da matti è quel fenomeno per cui ogni bufala, se ben urlata, si eleva al grado di verità. E una verità indiscutibile, immobile, certa e sacra.
MI spaventa che ad essere elette a questo titolo, riescano però a passare anche delle falsità facilmente verificabili, se solo ci si impegnasse un minimo per scoprirle.
Sarà che con le mie insicurezze, ho bisogno di certezze, ma la facilità con cui tante castronerie finiscono per diventare verità inconfutabili e virali, mi terrorizza.
Perché ci saranno sempre molti aspetti su cui confrontarsi ma se non si riesce più nemmeno a trovare un punto di partenza in comune, come si fa a capirsi davvero?
le chiamano post-verità, a me sembrano solo un gran casino,

martedì 15 agosto 2017

invidia

ok, ammetto che, curiosamente, l'umore di oggi non è malaccio. Anzi... il giorno del mio compleanno di per sé non mi destabilizza mai, voglio dire il 13 agosto avevo 32 anni, il 14 33 ma fondamentalmente non è un problema di date, quanto del fatto di aver passato i 30 da un pezzo per cui no, non risento particolarmente della sindrome da compleanno disperato. Se mai quello che fa male è aver saputo di tutta una sequela di cugine in vacanza con i loro fidanzati. Ovvio e beate loro, ma e io???
L'umore è ok, l'ansia non è ai suo massimi storici ma un paio di accenni di attacco di panico li ho avuti pure oggi. Quindi il problema non è che da ieri dopo le 10 di mattina è cominciato il mio 34° anno, ma che da 17 sto così. Il problema non è che non un ragazzo ora, ma che non l'ho mai avuto e comincio a credere che non sarò mai in grado di averlo. E questo mi fa paura, la solitudine mi fa paura.
Cosa mi sono regalata per il mio compleanno? Un paio di orgasmi solitari. Meglio di un pugno nei denti ma non ci sono alternative: sebbene creda di aver fatto passi avanti, e li ho fatti lo so!, ne servono altri, più definitivi, più serrati, più costanti e frequenti.
Perché il tempo passa, io voglio sempre di più una vita più vera ma se non faccio qualcosa, sarà sempre più vuota e fasulla con il risultato che sarò sempre più invidiosa delle persone che, fortunate loro, hanno qualcosa. Ma l'invidia non è una gran compagnia.
Per niente.

libri...libri...LIBRI!!!

A volte quando sento alla tv i sondaggi che dicono che una percentuale esorbitante di persone non legge nemmeno un libro all'anno ho una specie di mancamento. Io non so come sia possibile non leggere, davvero. Cioè, capisco che le persone  di solito, a differenza mia, ad un certo punto abbiano una vita vera di cui occuparsi, ma un libro all'anno?!? Sul serio???
Ricordo ancora quando una mattina i nostri maestri delle elementari ci hanno accompagnato in biblioteca, l'emozione nel fare la tessera... lo zaino pieno di libri che portavo a casa, che leggevo, che restituivo per poi prenderne degli altri...
Ricordo che ero quasi triste del doverli restituire, come se rischiassi di perdere degli amici. Quando ho iniziato a comprarli è stato un mondo che si è aperto.
amo leggere, amo il fatto che generi diversi possano venirci incontro in momenti diversi della vita, che facciano sognare, che siano anche d'ispirazione.
Credo che se ci fosse la possibilità di guadagnarsi anche da vivere con la lettura, e la scrittura, sarebbe un sogno.
Secondo me sono ancora in troppi a sottovalutare il potere di un libro al momento giusto.
Per cui viva i libri!

però...
Come i telefilm, spesso anche i libri sono stati, (sono?), l'unico appiglio a qualche emozione nei momenti di depressione più forte. E se ne avessi abusato? Se non avessi avuto questo sfogo, forse mi sarei costretta a sbirciare nella vita vera più spesso? Prima? Anche per una accanita sostenitrice della lettura come me, qualche dubbio è lecito se riguarda in primis la salute.

lunedì 14 agosto 2017

auguri a me!

Sono più o meno 48 ore che sto 'sputando veleno' e non sono sicura che la cosa sia finita qui. Sono a pezzi fisicamente e psicologicamente ma tutto questo potrebbe farmi un gran bene per capire che tutti possono sbagliare, anche in buona fede, ma che il futuro va affrontato lasciando andare il passato. Non so se sia finita, non credo, ma parlare degli sbagli in eterno a che serve? Che prospettive può lasciare? Probabilmente pensavo di non essere quel tipo di persona che si si lega al dito qualsiasi cosa per anni, o forse speravo non fosse così. Ma la vita è una girandola contorta e forse sto iniziando a capire che tra quello che gli altri hanno fatto e il modo in cui io ho interpretato le cose non c'era esattamente un nesso stretto.
Occorre rendersene conto per andare oltre.
Chissà, oggi al mio 33^ compleanno, già, proprio oggi, questo mal di stomaco che mi stende può essere il segno di un inizio nuovo.
In cui tornare a credere un po' di più in me, nei miei sogni, nelle mie possibilità e anche negli altri.

domenica 13 agosto 2017

io vivrò... amerò proprio fino all'ultimo

La musica ha sempre fatto parte della mia vita, da che ne ho memoria, cominciando con le sigle dei cartoni animati.
Ma ci sono album, o meglio musicassette di tanti anni fa che sono ancora speciali. A volte solo per affetto o nostalgia, a volte perché riascoltandoli a distanza di quasi 20 anni li si capisce davvero. Ieri mi è ricapitato tra le mani un album di Eros del 1996... favoloso.
e certe canzoni be', se all'epoca le cantavo per la melodia, oggi assumono un significato così vero.
Ma del resto è questo che fanno le belle canzoni, travalicano il tempo e in qualche modo magico sanno sempre dirti qualcosa di nuovo, di importante, qualcosa in cui riesci sempre a riconoscerti.
La musica è davvero vita.

sabato 12 agosto 2017

obiettivi e dintorni

Se uno dovesse chiedermi perché voglio guarire, la risposta ovvia è per stare meglio. Per cambiare tutto e stare bene, è la risposta ovvia, ma in alcuni contesti è totalmente inadeguata perché troppo vasta, varia e in fin dei conti fumosa. Ieri sera ad esempio avevo un obiettivo ben preciso: voglio stare bene per poter fare finalmente sesso perché in questo stato lasciarmi andare al punto da condividere quell'atto mi è impossibile.
Voglio stare bene, voglio cambiare, voglio guarire. Ma forse la chiave è proprio non vedere più il problema nella sua interezza, cioè ovviamente i miglioramenti, se dovessero arrivare, arriverebbero a cascata con conseguenze su tutto ma forse, e dico ancora forse, per ora è quasi più saggio dividere gli obiettivi.
Ieri, ma anche oggi, 12 agosto 2017, io voglio guarire perché ho una voglia matta di fare sesso.
Stop.

venerdì 11 agosto 2017

rabbia

Mi sembra piuttosto curioso rendermi conto che ora, dopo tutto questo tempo e questo malessere, ogni sovrastruttura dei miei sentimenti scompare. Io non ci sono, l'insicurezza mi ha impedito di evolvere, ma alla base resta una profonda e radicata RABBIA. Sono arrabbiata nei confronti degli adulti della mia vita. Sono arrabbiata per quello che hanno fatto, o non fatto, alla ragazzina di 14 anni e per l'adulta che mi hanno fatta diventare. E sì, per anni ho finto di non essere quel genere di persona che porta rancore, ma non è così, lo porto, eccome. E con Pan dalla mia parte, è più facile dire che sono arrabbiata da matti per tutto quello che ho perso.
Ma so anche che la rabbia non è un fattore positivo a questi livelli, va superato ma io per ora non so come.
Non ho perdonato loro, non riesco a perdonare me stessa. Per questo sono bloccata per questo spero che quell'1 x 1000 che ho di diverso ora, possa darmi la forza per girare questa fottuta pagina e riprendermi la vita.

giovedì 10 agosto 2017

e quel Pan...

Il 'bello' dei libri sul panico, come su ogni cosa immagino, è che messi insieme dicono tutto e il contrario di tutto. Per un autore che esclude tutta la teoria a beneficio della sola pratica, eccone un altro che non solo parla di teoria ma va a spulciare pure la mitologia, per spiegare da dove arriva il termine panico e farci fare la conoscenza con il dio Pan.
In realtà non è la prima volta che ne sento parlare, già 14 anni fa quando lessi il primo libro sull'argomento, la storia di Pan era spiegata, ma all'epoca, a circa 19 anni il concetto di un Dio che premeva solo per farti ascoltare la tua voce interiore, per farti seguire la tua natura e il tuo istinto,, cioè farti essere quella che davvero sei, mi sembrava poco pertinente., o meglio mi sembravano solo parole al vento. Ero ancora nella fase senso di colpa per tutto, anche ora in realtà ma con qualche spiraglio in più, e più che pensare di essermi ridotta così perché non avevo ascoltato la mia voce interiore, credevo fosse perché non avevo ascoltato abbastanza quella dei miei genitori. 
Ma ora... mi sembra tutto diverso.
Cioè, per assurdo quel personaggio mezzo uomo mezzo caprone, che urla e strepita per farmi seguire la MIA strada, comincia a starmi simpatico.In un mondo di finzione, qualcuno che lotta perché tu non ti perda nei meandri di mille maschere, bè... mi piace.
E dirò di più: per certi versi mi dà anche sicurezza perché è una sorta di bussola che dice, anzi urla, "Ehi! Finché ci sarò io nei paraggi, tu non ti perderai, non perderai mai del tutto la tua essenza, i tuoi desideri."
Mi piace.

martedì 8 agosto 2017

si può sempre migliorare!

Questo pomeriggio, verso le 17, ero così fuori di testa tra panico, gocce per calmarlo e noia che sentivo il mio corpo friggere. Dopo questa fase mi è venuto un tale sonno che mi stavo per addormentare appoggiata al tavolo della sala e quando un sms ha fatto vibrare il mio telefono mi sono così spaventata che il cuore ha preso a battere all'impazzata.
Mi fa male non uscire di casa, e devo dire che da che ho cominciato a muovermi di più, la mia tolleranza a giorni senza uscite si è abbassata, ed è un bene, non abbastanza però per spronarmi ad uscire; in effetti quando poi sto così uscire è impossibile perché mi sembra di non avere nemmeno l'equilibrio.
In ogni caso mi ritrovo a sera con 2/3 degli obiettivi giornalieri NON raggiunti.
Non posso negare di avere fatto passi avanti in questi ultimi mesi, ma non abbastanza affinché io faccia un salto di qualità di vita.
Per permettere questo salto serve di più. Più regolarità, più rigore, più programmi, più azione, e quindi meno pensieri.
Da domani proverò a dare di più. Non è un ricominciare da capo, sarebbe ingiusto per le cose positive, è più un aggiornamento, un aggiustamento, un miglioramento.
E si sa: si può sempre migliorare!

e tra 1100 giorni, cioè 3 anni, tutto deve essere diverso e sottolineo in senso migliore!

Panico, adulti, giovani e...

Non so a cosa sia legato di preciso, ma durante l'estate, la prima parte della mattinata, appena alzata, è più difficile e se non ci sono cose particolari durante il giorno da affrontare che mi mettono in allarme, è la parte più pesante. Come se dopo il riposo della notte, io mi svegliassi senza il controllo del mio corpo, dei miei sintomi, e così l'ansia aumenta. In un quarto d'ora poi più o meno tutto si sistema ma non è certo il modo migliore per iniziare le giornate.
Tra i problemi in casa, il ciclo e il caldo, queste ultime settimane sono state davvero toste. Da un libro (l'ennesimo) che ho letto, pare che se il 25% più o meno, della popolazione, soffre almeno una volta di crisi d'ansia/panico, per circa il 2% diventa una malattia che cambia completamente lo stile di vita. In termini numerici non sembra nemmeno tanto il 2% eppure 20 persone su 1000 con la vita a scatafascio per questo, bè non mi piace.
Tra l'altro se è vero che le stime stanno sempre di più aumentando, mi sembra anche di non poter evitare di notare quanto i sintomi del panico siano anche quelli che si vanno via via sempre più diffondendo nelle generazioni di giovani, sempre più spaventati, fragili e insicuri verso il mondo esterno ma anche verso se stessi. Come se ogni adulto che soffre di panico, stia preparando la strada agli stessi sintomi meno acuti ma più diffusi in un ragazzo. Meno acuti ma più diffusi perché sembrano cominciare a permeare la loro vita in una maniera quasi inevitabile.
Forse non siamo ancora pronti a tutti questi cambiamenti.
Forse non lo saremo mai, ma non possiamo permetterci di ignorare la cosa.

lunedì 7 agosto 2017

domande

Quando ci si mette, la testa  è davvero in grado di metterti in circolo domande enormi. La mia vita ad esempio... è vuota, non perché faccio cose sbagliate ma perché non faccio niente del tutto. Eppure, in mezzo a questo vuoto, oramai sempre più spesso si fa largo in me una fastidiosa sensazione che mi suggerisce che comunque quello che ho intorno sarebbe asfissiante per me, insufficiente, sbagliato?
Ho letto che spesso chi riesce ad uscire dal panico cambia, perché privato dai limiti autoimposti dalla malattia si concede il 'lusso' di poter fare davvero ciò che vuole, non solo il poco che riesce a fare. Mi sta succedendo questo anche se non ne sono ancora uscita? Almeno nella mia immaginazione vedo ciò che vorrei, o almeno ciò che non vorrei?
Per ora sono solo domande...

domenica 6 agosto 2017

e un mondo fatto di #cancelletti

Fino a pochi anni fa, sinceramente non sapevo nemmeno a cosa potesse servire questo simbolo sul telefono, #, il cancelletto come lo chiamavamo all'epoca.
Oggi non c'è conversazione in cui il famoso #hashtag non faccia la sua comparsa. Ed è strano perché in un mondo in cui sembra tutti parlino in continuazione, di fatto si dice molto poco e male. E quando mi rendo conto di come questo influisca sulle generazioni dei più giovani vado in allarme rosso. Tutti, tanti, studi recenti mostrano come i ragazzi siano vittime di questa dipendenza da internet in tutte le sue salse fino a manifestare in modo acuto i sintomi più classici e molesti del panico, con vere e proprie crisi di astinenza quando si rimane disconnessi per un po'.
Sarà banale ma questa consapevolezza mi fa male e non posso fare a meno di chiedermi perché. Mentre il mondo adulto sperimenta un'impennata di diffusione altissima di ansia e panico, i più giovani sono messi in condizione di sperimentare questo malessere già nella prima adolescenza.
Generazioni diverse entrambe infilate in un gioco perverso di maschere, finzione e non accettazione del sé.
Quando, invece, il mondo ha un gran bisogno di persone autentiche, forti perché capaci di accettarsi deboli, di accettarsi umane.

venerdì 4 agosto 2017

04-08-2017... vuoi vedere che...

Allora... ore 18.45 e tutti i tre andirivieni del giorno, più la lezione, sono passati. E sono passati bene!
Dio, mi sembra quasi uno scherzo scriverlo ma sono andati bene! Al netto del caldo dell'accidente che fa.
Questa sera inoltre, mentre aspettavo mia madre in un parcheggio, mi sono resa conto di una cosa fenomenale: la giornata di oggi è stata, ed è stata fatta in pratica non solo in teoria, un passo piccolo ma decisivo per riappropriarmi della mia città. Accorgermene mi ha resa felice, e non poco.
Del resto, al netto dello schifo passato nei giorni scorsi, la consapevolezza che la mia vita non deve cambiare nei contenuti ma in come faccio quello che faccio, be', oggi mi sono sentita sulla strada giusta.
FINALMENTE!!!
Che qualcosa cominci a cambiare davvero?
Poi, certo, oh se ci sono cose da cambiare ancora! Tipo tutto il tempo che continuo a perdere tra un impegno e l'altro, però, per una sera sono serena e fiduciosa.
;)

Panico. Punto.

Se oggi andrà come da programma, tra lezioni e altro, andrò avanti e indietro dal paese per 3 volte. Ora, alle 11.40 la prima è andata. Ed è sorprendente rendersi conto di quanto sia stato per certi versi... FACILE, invece che con le maiuscole vorrei quasi scriverlo sottovoce per paura di rompere un incantesimo e invece no! va detto e va detto chiaro.
Poi alle 16 e alle 18 le altre due uscite.
Parlando di panico e dintorni, si sente spesso parlare di gruppi di aiuto, come quelli per gli alcolisti, o anche per gli obesi in realtà.
Ora io non mi sono mai sentita a mio agio con questo genere di cose. Forse sbaglio, certo, ma il punto è che spesso, quando sento altre esperienze, sì, in un primo passo mi sento capita, sento di non essere la sola, ma poi ho come la sensazione forte di introiettare e fare mie anche le diverse sfaccettature dei problemi altrui. Quindi se sento un sintomo che di solito non ho, be', mi arriva! Come dire, invece di buttare fuori i miei sintomi, introietto anche quelli degli altri.
Magari tra un po' la penserò diversamente ma per ora è così.
Vedremo...

mercoledì 2 agosto 2017

obesità e qualche dintorno

Questa mattina alle 8.50 sono uscita, destinazione non paradiso, per fortuna, ma farmacia. Mi servivano gli ansiolitici e stando così le cose in casa, la voglia di chiedere a mio padre di andare non l'avevo proprio. Se devo dire un effetto subito evidente di questi giorni, è che forse sarà aumentata la paura, di sicuro l'insicurezza e quindi il bisogno di fare da sola. E non è un bene come sembra, perché ero già piuttosto carente in fatto di fiducia verso gli altri...
Comunque, visto il caldo ho cercato di andare il prima possibile, e le 8.50 non è stato male. In un'ora me la sono cavata, arrivata a casa sudata da far schifo ma in tempi decenti.
E oggi è stata una di quelle classiche giornate durante le quali l'obesità mostra uno dei suoi problemi più sul lato  estetico che di salute vera e propria ma comunque importanti: l'abbigliamento. DI fatto tutte le signore che ho incontrato, tra abitini, sandali, gonnelline o al massimo pantaloni chiari, avevo bandito la mia unica divisa: maglia larga e pantaloni lunghi neri con scarpe da ginnastica, perché il peso sui miei piedi non è un gran ché.
Insomma, anche se i pantaloni erano i più leggeri che ho, anche se la t-shirt era la più chiara e fresca... d'estate non sono mai vestita adeguata alla stagione.
Così, ogni estate quando si presenta questo caldo, io me ne dico di tutti i colori per non essermi preparata, perché quando fa già molto caldo fuori, doversi portare appresso quasi 60 kg in più del normale e vestirsi come fosse sempre al massimo primavera, non va bene. Non mi aiuta e accentua poi ogni problema anche del panico.
Ho così tanta carne al fuoco che davvero mi chiedo che penso a fare. Non dovrei nemmeno aver tempo per pensare.
Io vorrei scrivere, guadagnarmi da vivere così, tra una storia e una specie di saggio più impegnato. Conosco il dolore, riesco forse a trasmetterlo quando scrivo ma se non riesco ad aiutarmi, a guarire me stessa, sarà impossibile riuscire essere in grado di trasmettere qualcosa di vagamente realistico.
Per parlare di questioni più frivole, probabilmente, dovrei essere in grado di viverle. Dovrei esserci arrivata anche nella realtà.
E quindi... che posso dire se non
BUON LAVORO