venerdì 30 ottobre 2020

Si sente la pressione che torna, è anche nell'aria, nei suoni, nelle vibrazioni. Io mi ritrovo a pensare alla morte quasi come un flusso continuo, mescolando paura di covid, terrorismo… paura della morte, pensieri sulla morte h24, anche nei sogni; non riesco più a concentrarmi su niente, alla sera invece di guardare un film o un telefilm, finisco per guardare 10 minuti di uno, 10 dell'altro, senza un vero interesse, finché sono stanca a sufficienza per dormire. Ma tra sogni e realtà, la morte è sempre presente: penso sempre a 1000 cose, ieri pensavo a come si organizza un funerale, se avrei in casa le foto dei miei da usare, unito al fatto che non riesco a parlare al telefono, che l'ansia mi mangia anche senza sti pensieri. Pensavo a tutto ciò che dovrei fare e che so essere assolutamente fuori dalla mia portata.

Ci pensavo ieri, guardando mia mamma che sembra essere peggiorata ancora. Ci pensavo ricordando come era una volta, e arrabbiandomi perché prima, quando era più giovane, difficilmente passavamo tempo insieme, perché aveva sempre altro a cui pensare, casini di altri da risolvere… Ci pensavo ieri perché il fatto che mio padre abbia la residenza in un'altra regione rende complicate anche le cose più semplici, come prenotare sto vaccino antiinfluenzale.

Ultimamente, nell'ultimo paio d'anni intendo, parlavo di nodi che venivano al pettine, ma erano più questioni psicologiche, relazionali, adesso invece sono pratiche, concrete, e per questo più essenziali. E che siano fuori dalla mia portata mi sembra quindi ancora più grave e preoccupante. Come farò?

E ieri sera, sbirciando come dicevo 10 minuti un film- emotivi anonimi-, mi sono chiesta se il mio problema è più un'insicurezza paralizzante verso tutti o un'emotività esasperata. Me lo chiedevo sempre nell'ottica che capire con cosa si ha a che fare dovrebbe aiutare ad affrontarlo con percorsi specifici. Ma poi, in altri momenti, mi sembra tutto sfumato, qualcosa del tipo è nato prima l'uovo o la gallina.

lunedì 26 ottobre 2020

L'altra sera ho visto il film -IL DIRITTO DI OPPORSI, JUST MERCY-. Ho  capito solo in seguito che era basato su una storia vera, e devo dire che mi ha coinvolta da subito. Il discorso della pena di morte e delle disuguaglianze di giustizia in base alla 'razza' sono temi ancora sorprendentemente attuali per essere nel 2020. E la proporzione di condannati nel braccio della morte che poi risulta essere innocente è scioccante. 1 ogni 9. Ah quanto c'è da fare ancora per un mondo più decente. Non posso che ammirare chi mette la propria vita a servizio della giustizia, quella vera. Vorrei davvero poter fare la mia parte, spero che un giorno non molto lontano io riesca a capire come fare. Anche in piccolo, perché di sicuro ci sono miliardi di modi di vita più sensati rispetto al mio. Il coraggio di chi lotta conto grandi ingiustizie vs il mio essere impanicata e perennemente spaventata quasi dalla mia stessa ombra. puff.. che spreco.

credo di aver preso centinaia di migliaia di piccole scelte sbagliate per arrivare dopo 20 anni di panico a questo punto. Quali e quante giuste ne servirebbero per riuscire a guardarmi ancora allo specchio con un minimo di passione, entusiasmo e non solo delusione?

venerdì 23 ottobre 2020

Con i numeri covid che crescono, mi sono ritrovata a pensare di nuovo in modo molto forte ai soldi. Oramai si è capito che, se avremo la grazia di veder passare l'emergenza sanitaria, ci troveremo comunque a fare i conti con gli effetti economici di questa pandemia. Ed è proprio su questo discorso che si è fissato il mio pensiero l'altra sera. Vorrei poter far qualcosa per chi ne avrà bisogno, ma il punto è che non ho la minima idea di come guadagnare. Non ho capacità da far fruttare, né la salute per cercare chissà che cosa. Ogni tanto mi sembra di avere qualche input positivo, ma poi si arena tutto perché non riesco a vedere agganci con la realtà. Non so, mi sembra tutto così precario e complicato. Non riuscire a fare niente è psicologicamente un disastro. Dopo 20 anni non so nemmeno più cosa voglia dire arrivare in fondo ad un obiettivo.  Poco fa ho preso gli ansiolitici, la cosa curiosa è che oramai riesco a sentirmi stanca (per le gocce) e agitata allo stesso tempo. Magia degli ansiolitici…

mercoledì 21 ottobre 2020

Ieri subito dopo pranzo, ho avuto l'ennesimo attacco di panico forte. Gli strascichi me li porto dietro tutt'ora, e come sempre più spesso accade, gli attacchi stanno tornando ad essere più forti, e con forti sintomi legati al cuore, cosa che oltre certi livelli mi succedeva di rado in passato. Mi sono spaventata ieri, e lo sono anche adesso. Che ci sia un legame con quello che è successo in casa tra mio padre e mio zio è fuori di dubbio, di fatto sento sempre più l'esigenza di riuscire a 'staccarmi' da dinamiche altrui e concentrarmi su me stessa. L'altra sera pensavo che volendo, potrei ancora riprendere gli studi e prima dei 45 anni potrei aver finito tutto, avrei comunque qualche anno per sfruttare i risultati, ma questo potrebbe avere una possibilità solo se passassi i prossimi 2 anni (minimo) a rimettermi in salute. Non posso controllare quello che fanno gli altri, ma posso riprendere il controllo su qualcosa che riguarda me. La perdita di peso potrebbe essere la risposta a più domande e anche il cuore ne sarebbe avvantaggiato.

Ho un bisogno assoluto di riprendere il controllo su qualcosa. E direi che questa è la più urgente. Ci ho pensato un milione di volte, sulla carta potrebbe non esserci nulla di diverso dalle altre, io però spero di sì.

lunedì 19 ottobre 2020

L'altro giorno ero in bagno e su una mensola dove solitamente ci sono solo spazzole, si trovavano anche un paio di forbici. Un secondo per pensare a chi le avesse lasciate lì e poi l'immagine di me che me le ficco nel collo. Un'immagine improvvisa, decisa. E non è la prima volta in questi mesi. Non riesco a capire cosa sta succedendo, ma la 'facilità' con cui mi vengono certi pensieri mi inquieta. Ho troppa paura della morte per pensare davvero al suicidio, ma sono campanelli d'allarme che suonano sempre più forti. Sono esausta. Svegliarmi alla mattina è un purgatorio. E mi sento sempre più un fallimento, il fatto di non guadagnare nulla è doloroso, se avessi qualche soldo forse potrei far fronte a qualche spesa, senza che ogni cosa passi sotto il controllo di mio padre, soprattutto in merito a questioni legate a mio zio. Mi sembra di fare il mago, nel senso che devo giocare con ogni 10 euro per far sembrare di tamponare ogni cosa, ma anche se metto a disposizione tutti i miei soldi della paghetta (a 36 anni che vergogna…) sono sempre cifre troppo basse anche per pagare 2 bollette. Gli ultimi 5 anni in casa sono stati un peggioramento continuo, io non so più come fare.

 

venerdì 16 ottobre 2020

Subito dopo pranzo, Ieri, mio padre mi ha chiesto se questa mattina sarei potuta uscire per andare al supermercato a prendere 2 cose. dal momento che continuavo a pensarci, ho deciso di andare subito ieri pomeriggio prima che l'ansia anticipatoria degenerasse, aggiungendo anche una visita alla posta per una questione mia. Mi sono preparata e sono uscita, non stavo benissimo ma c'è stato parecchio di peggio. Un'ora e mezza dopo, o poco più, stavo rientrando dopo aver fatto una fatica quasi accettabile. Ad un certo punto tac, nel giro di meno di 5 secondi, è arrivato un attacco di panico così forte da costringermi a fermarmi in un parcheggio. Perché? Quando un'ora dopo ero sotto la doccia in lacrime, mi sono ritrovata a pensare a quanto più facile sarebbe vivere in un buco da sola. Verrebbe da dire, ma che c'entra con l'attacco di panico?

Oggi mio padre ha avuto una delle sue solite sfuriate contro mio zio. E mio zio rientrando in casa questa sera ha fatto un gesto che sa davvero di provocazione. Questa fase è così, ma se sono almeno 5 anni che vivo sulla mia pelle lo stress di questa specie di guerra fredda, temo che sia da sempre che respiro tensione, e paura e disagio. Quindi forse l'idea di vivere sola non è poi così scollegata dal panico, e magari chissà da quanto questa componente è determinante per il mio malessere.

Mi aspettano momenti dolorosi di perdita nel futuro, più o meno prossimo, avrei preferito un presente più sereno, anche perché, nel complesso la mia situazione va sempre peggio. Non ce la faccio più a vivere spaventandomi per ogni singolo rumore che sento. Non è giusto, non me lo merito.

mercoledì 14 ottobre 2020

ognuno festeggia ciò che può

In questo periodo ho ricevuto confetti dorati da parenti che hanno festeggiato le nozze d'oro. Io, in questa settimana, festeggio i 20 anni di ansia/panico. Ho scoperto che i 20 anni sono le nozze di cristallo. Due giorni fa scherzavo sul fatto che avrei potuto festeggiare anche io. Ma la voglia di scherzare mi è passata in fretta. Lunedì dovevo uscire, qualche problemino dovuto al ciclo mi ha bloccata in casa, perché ho perso il controllo. Ieri mi sono costretta ad uscire, che fatica… -.-' e di nuovo sale l'ansia per il covid, ho momenti durante i quali davvero mi sento invasa dal terrore e vorrei urlare. Durante questi giorni mi sono accorta che mi capita di tremare. Non so bene da cosa dipenda, forse solo ansia+ciclo. Comunque oggi ho fatto 15 minuti di ciclette… che fatica-- O.o mah… ci sarà da ridere nei prossimi giorni eh… :/ 

domenica 11 ottobre 2020

paura, sempre paura

Domani, dopo l primo avviso 5 anni fa, verranno stumulate, non so nemmeno come si dice, le tombe dei miei nonni. Di tutta la faccenda se ne occupano due miei zii, mia mamma ha preferito delegare già a suo tempo ed è meglio così. Il pensiero mi incupisce un po', sebbene sia una questione emotiva senza particolare senso oggettivo. Però mi ha fatta pensare, sono giorni che continuo a pensare al funerale dei miei. A chi mi potrà aiutare, a chi se ne andrà per primo… il punto è che, oltre al dolore enorme per la perdita, sto maturando una paura enorme del mio essere sola perché più passa il tempo, più mi sento incapace di affrontare la vita, di vivere, di gestire quello che è la normalità di una persona. Ho una paura da matti. Un'angoscia che davvero non riesco a mettere da parte. Ho la sensazione di stare per perdere ogni possibilità, ogni appiglio di farcela. Soldi, procedure varie per qualsiasi cosa… arrivo al ventesimo di vita così, con un accelerazione del malessere incredibile. Sempre più sola, sempre più stanca. Oramai passo le giornate davanti alle televendite in tv, come una bolla, qualcosa che dovrebbe proteggermi dal mondo. Ma il tempo passa e sto perdendo tutto.

giovedì 8 ottobre 2020

OHM OHM… Che giornate… i miei sono tornati, sono uscita un paio di volte per impegni soliti, che fatica. Sono una corda di violino. Un mal di stomaco perenne, tensione nelle spalle che non ti dico… mi rendo conto che non ho il controllo su nulla. Ho smesso totalmente anche di fare il minimo movimento della ciclette perché mi sembra di non avere più energie nemmeno per quello. Ma non va. Qui siamo ben oltre il navigare a vista. Sabato scorso l'unica cosa che ho fatto è stato spostare l'auto dal garage che usa mio padre al mio in previsione del loro arrivo, in sei minuti ho fatto divano-garage-divano, ovviamente, ma ci pensavo (in modo non tranquillo!) dal giorno prima. Martedì sera sono uscita per un incontro e mi è costato una fatica immane. Ieri mattina sono dovuta uscire per farmacia perché avevo finito gli ansiolitici, quindi non potevo rimandare, sono arrivata a casa da strizzare per tanto che ero sudata tra fatica e stress. Al ventesimo di panico ci arrivo benissimo. L'ipotesi di una vita normale è fantascienza, ma qui siamo andati bel oltre, aimè… :( Bah… nel frattempo tutte le notizie del covid di nuovo in aumento cominciano di nuovo ad agitarmi, nel senso che prima avevano smesso circa di un 1%... :/
e in mezzo a tutte queste mille difficoltà, (ieri mentre ero fuori così esasperata nonostante il niente che dovevo fare, mi sono davvero spaventata all'idea di dover mandare avanti una casa da sola, non ce la farò mai e quindi come farò?), mi chiedo: cosa voglio fare da grande? e continuo a pensare con troppa nostalgia, e dolore, ad un passato oramai molto molto passato.

venerdì 2 ottobre 2020

mentre canto mi sento me stessa

Mh… ho finito adesso di cantare. Per un'ora, in modo del tutto spontaneo, mi sono messa a cantare con la musica in cuffia. Bello… mi sono guardata negli occhi ora, è assurdo ma ho lo sguardo acceso, vivo, brillante. Cantare mi fa bene, è sempre stato così. Ma da troppo non lo faccio più. Fino a qualche anno fa ore di musica giornaliere erano la norma da che ho avuto accesso a radio, giradischi, mangiacassette e simili, e di queste una buona parte prevedeva la mia partecipazione diretta. Ma con il passare del tempo più questa cosa si è diradata, non da ultimo perché odiavo isolarmi acusticamente per poi scoprire magari che nel frattempo mio padre urlava come un matto. Ma questa sera si fottano tutti, è la mia vita che deve respirare. E con il canto lo fa, eccome. Mentre canto mi sento me stessa, e sa il cielo quanto è raro e importante per me questo. Mentre canto mi sento libera, me stessa… mentre canto un mondo dove non sto sempre male mi sembra quasi ancora possibile, dove uscire significa godersela e non stare male.
Mentre canto mi sento in equilibrio. Alla faccia degli altri, anche se il bisogno di silenzio per sentire tutto è il mio, forse dovrei farlo più spesso.

Quanti piani falliti

si possono reggere prima di dare i numeri del tutto? Ieri sera mi sono ritrovata a pensare al lavoro. Da prima che imparassi a scrivere giocavo a fare la maestra, più grandina ho proseguito, scrivendo temi per i miei alunni finti, facendo verifiche di matematica, interrogando loro mentre ripassavo per me... piano A: insegnare. Fallito. Ho sempre anche scritto. Piano B, scrivere. Fallito. Sogno di essere una consulente psicopedagogica, fallito. Piano D, insenare/aiutare anche in via non ufficiale… fallito pure quello. Piani trasversali: lavorare per guadagnare, fallito; lavorare per fare qualcosa, vedere qualcuno, uscire di casa, fallito; lavorare per aiutare gli altri, fallito.
Poi non devo certo stupirmi se mi immagino ad imparare a lavorare all'uncinetto, a cucire… ma ieri sera prima di andare a dormire, mi sono proprio resa conto che è tutto finito per davvero, che i miei piani/sogni/progetti devono essere lasciati andare per forza. Ovviamente poi non sono più riuscita a prendere sonno.
… è che diventa sempre più difficile affrontare e gestire il fallimento per ciò che non ho conseguito negli ultimi 20 anni unito alla paura per quello che sarà il mio futuro, come mi manterrò? Come potrò far fronte a emergenze, bisogni, malattie?
Tra pochi giorni saranno 20 anni dal primo attacco di panico. 20 stracazzo di anni.
Murata in una bolla. Non sto resistendo più.