Ed eccomi nuovamente ad Alassio per due settimane, spero, di relax. Oramai ho paura persino a pensarlo perché sono sempre pronta a qualche novità, ma davvero speriamo in bene. Il viaggio oggi è andato bene, e al netto di tutto mi rendo davvero conto che ogni volta è più facile, sempre meno ansia, e questo è bellissimo. Se penso a quando sono stata male (leggi in ansia da matti) per settimane prima di partire la prima volta, a giugno 2017! Mentre venivo giù, guardando mio padre guidare, pensavo sia a quello che non riesco, vedi guidare appunto, ma soprattutto a ciò che ho fatto, al ruolo che mi sto ritrovando addosso on casa/famiglia e che è pesante. Servono i miei spazi, serve che io li preservi. E mentre viaggiavo, senza l'ansia del viaggio, mi si spalancava davanti agli occhi tutto ciò che posso avere, a cui posso aspirare, anche ora, anche a 35 anni passati per gran parte in modo strano. L'essenza essenza del viaggio: capire tutto ciò che puoi essere uscendo dagli schemi preimpostati che limitano la mente. Mi sento sempre un po' più libera da me stessa quando vengo qui.
E oggi mi sono sentita un po' più libera anche dal panico, dall'ansia, da quella perenne morsa allo stomaco, da quelle vertigini, da quella mancanza di controllo su ogni cosa. Sì, sto migliorando, ed è bene prendere le misure per i passi successivi. Devo ritrovare il mio equilibrio. Affrancarmi dal panico, scegliere la mia nuova strada, aiutare il più possibile mantenendo però uno spiraglio per me. Ho detto niente eh :)
Però oggi è andata bene! ;)
sabato 30 novembre 2019
martedì 26 novembre 2019
Come capita spesso, quando non scrivo per qualche giorno, penso troppo e sono stanca. La settimana scorsa si sono chiusi alcuni impegni, sono stata contenta di me stessa. perché pur tra attacchi d'ansia e panico, sono riuscita a fare lo slalom degli impegni e portare a casa il risultato. Da venerdì sera però ho avuto 48 ore di una stanchezza assurda. Non ne sono molto stupita in realtà, capivo che era anche qualcosa di mentale, legato allo stress di questi miei impegni passati. E alla consapevolezza di quanto sia cambiato tutto in casa, di come siano diventati improvvisamente tutti anziani, delle mie responsabilità e di come mi senta schiacciata da questo. Credo però che anche la questione fisica abbia la sua importanza. Negli ultimi mesi ho ripreso i chili persi. Supero di nuovo i 130. 131/132 circa, e non posso dire che non so il perché. Mangiato di più, anche a pranzo, mossa di meno. Quello che mi balza all'occhio è che succede ogni volta che per qualche tempo, per qualche motivo, non penso alla questione obesità, la situazione sfugge dal mio controllo. E quindi, visto che peso esattamente il doppio del massimo della fascia normopeso che dovrei vista l'altezza, è davvero così strano che nel mantenere gli impegni, io mi senta stravolta anche solo per il peso che mi porto dietro? No. Però ovviamente la questione, così posta, sembra ancora di più il cane che si morde la coda.
In realtà però queste settimane, mesi di impegni portati a casa avendola un po' vinta sull'ansia, mi hanno dato la proporzione dei passi avanti fatti in quel campo, perché questa volta, a differenza di mille altre, ci sono stati. Quindi mi chiedo se non sia arrivata quella volta che, a differenza delle mille altre prima, io possa mettere questi passi avanti a servizio della questione peso. Anche perché non vorrei che quello che ho guadagnato in termini di movimento/libertà da questi passi avanti con l'ansia vengano subito azzerati dall'avanzata, che prima o poi arriverà ad un punto di non ritorno, dei problemi legati all'obesità grave. Ciò detto, non servono nemmeno grandi piani, ma i soliti impegni quotidiani. Bo, speriamo di riuscire a fare qualche passo avanti, senza cento indietro.
In realtà però queste settimane, mesi di impegni portati a casa avendola un po' vinta sull'ansia, mi hanno dato la proporzione dei passi avanti fatti in quel campo, perché questa volta, a differenza di mille altre, ci sono stati. Quindi mi chiedo se non sia arrivata quella volta che, a differenza delle mille altre prima, io possa mettere questi passi avanti a servizio della questione peso. Anche perché non vorrei che quello che ho guadagnato in termini di movimento/libertà da questi passi avanti con l'ansia vengano subito azzerati dall'avanzata, che prima o poi arriverà ad un punto di non ritorno, dei problemi legati all'obesità grave. Ciò detto, non servono nemmeno grandi piani, ma i soliti impegni quotidiani. Bo, speriamo di riuscire a fare qualche passo avanti, senza cento indietro.
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giovedì 21 novembre 2019
:) :) :)
Anche gli impegni di questa mattina sono stati depennati. Lunedì richiesta impegnativa dal medico, ieri sono andata a prendere la ricetta, questa mattina sono andata a fare gli esami del sangue, esattamente come avevo programmato domenica. Sembrano bazzecole, ma per me sono grandissimi risultati. Programmare qualcosa più o meno a mia discrezione e portarlo a termine, eh… WOW!
Inoltre questa mattina ho fatto qualcosa che credo di non aver mai fatto negli ultimi 10/15 anni: dopo gli esami sono andata al bar a far colazione da sola. In parte mi sono sentita in imbarazzo, ma per un'altra parte, maggiore, sono riuscita a rilassarmi. Sembra sciocco come tante delle mille cose che tra panico, ansia e fobia sociale non ho più fatto, ma andare in un bar da soli finisce per essere meno scontato di quanto possa sembrare. Non lo so il perché ma quell'irrazionale senso di essere osservati e perennemente fuori posto resiste anche in un contesto del genere, quindi evitavo, ma oggi no! Quindi gustarmi il mio caffè macchiato e una brioches alla marmellata è stato davvero bello!
Mentre ero lì poi osservavo gli altri clienti. C'erano 2 gruppetti di mamme in due tavoli diversi, ma che poi si sono messe a parlare insieme perché i figli sono nella stessa classe. Il discorso era sui compiti, malattie e vari… visto da fuori è stato interessantissimo: sebbene il tutto si sia svolto in modo molto educato e garbato, gli sguardi dicevano tutt'altro, le intonazioni delle frasi anche. A volte mi chiedo se le noto solo io certe cose, se me lo sogno… se sia solo un proiettare sugli altri quello che provo su di me. Ma in ogni caso… ce l'ho fatta!!! ✌✌✌
Inoltre questa mattina ho fatto qualcosa che credo di non aver mai fatto negli ultimi 10/15 anni: dopo gli esami sono andata al bar a far colazione da sola. In parte mi sono sentita in imbarazzo, ma per un'altra parte, maggiore, sono riuscita a rilassarmi. Sembra sciocco come tante delle mille cose che tra panico, ansia e fobia sociale non ho più fatto, ma andare in un bar da soli finisce per essere meno scontato di quanto possa sembrare. Non lo so il perché ma quell'irrazionale senso di essere osservati e perennemente fuori posto resiste anche in un contesto del genere, quindi evitavo, ma oggi no! Quindi gustarmi il mio caffè macchiato e una brioches alla marmellata è stato davvero bello!Mentre ero lì poi osservavo gli altri clienti. C'erano 2 gruppetti di mamme in due tavoli diversi, ma che poi si sono messe a parlare insieme perché i figli sono nella stessa classe. Il discorso era sui compiti, malattie e vari… visto da fuori è stato interessantissimo: sebbene il tutto si sia svolto in modo molto educato e garbato, gli sguardi dicevano tutt'altro, le intonazioni delle frasi anche. A volte mi chiedo se le noto solo io certe cose, se me lo sogno… se sia solo un proiettare sugli altri quello che provo su di me. Ma in ogni caso… ce l'ho fatta!!! ✌✌✌
mercoledì 20 novembre 2019
una sera di speranza
Sul comodino, in bella mostra ci stanno due fogli. Uno è l'impegnativa per gli esami del sangue, l'altro ha gli estremi per il pagamento dell'auto pubblicazione del mio libro, UN ERRORE SPLENDIDO, entrambi i fogli verranno usati domani. Spero possa essere una nuova tappa del mio percorso. Una tappa positiva.
Alla fine il discorso cedola secca è caduto improvvisamente nel vuoto perché l'agenzia immobiliare, a differenza di quanto dettoci 10 giorni fa, se ne occuperà. Tanto meglio, ma come ha detto mia madre, io ho comunque fatto un po' di pratica per questioni che potrebbero comunque servirmi. Ma almeno mi sono levata una questione che mi stava angosciando non poco.
Oggi sono stata fuori con mia mamma per 3 ore e per 3 ore l'ho scarrozzata avanti e indietro in 4 posti diversi. La cosa degna di nota, per quanto mi riguarda, erano i tempi: non avevamo margini tra una tappa e l'altra. Fino a poco tempo fa, sarei diventata matta visto l'effetto dell'ansia e quel bisogno di fermarmi ogni 2x3. Oggi è andato tutto bene, sì avevo preso gli ansiolitici prima di uscire, ma l'andazzo è stato tutto diverso. Che differenza anche rispetto a pochi mesi fa! E pensavo, oggi è stato l'ultimo massaggio, per cui tutte le sue cure sono finite, è la prima volta da non so quanti anni che riesco a prendere un impegno e portarlo avanti tutto senza saltarne a causa dell'ansia. Per carità, l'ho avuta tutte le sante volte che uscivo, ma non mi ha bloccata. Quanto vorrei credere che c'è davvero qualcosa di diverso!
La strada è lunghissima, ma questa sera, almeno la consapevolezza di aver fatto un percorso netto mi da speranza.
Alla fine il discorso cedola secca è caduto improvvisamente nel vuoto perché l'agenzia immobiliare, a differenza di quanto dettoci 10 giorni fa, se ne occuperà. Tanto meglio, ma come ha detto mia madre, io ho comunque fatto un po' di pratica per questioni che potrebbero comunque servirmi. Ma almeno mi sono levata una questione che mi stava angosciando non poco.
Oggi sono stata fuori con mia mamma per 3 ore e per 3 ore l'ho scarrozzata avanti e indietro in 4 posti diversi. La cosa degna di nota, per quanto mi riguarda, erano i tempi: non avevamo margini tra una tappa e l'altra. Fino a poco tempo fa, sarei diventata matta visto l'effetto dell'ansia e quel bisogno di fermarmi ogni 2x3. Oggi è andato tutto bene, sì avevo preso gli ansiolitici prima di uscire, ma l'andazzo è stato tutto diverso. Che differenza anche rispetto a pochi mesi fa! E pensavo, oggi è stato l'ultimo massaggio, per cui tutte le sue cure sono finite, è la prima volta da non so quanti anni che riesco a prendere un impegno e portarlo avanti tutto senza saltarne a causa dell'ansia. Per carità, l'ho avuta tutte le sante volte che uscivo, ma non mi ha bloccata. Quanto vorrei credere che c'è davvero qualcosa di diverso! La strada è lunghissima, ma questa sera, almeno la consapevolezza di aver fatto un percorso netto mi da speranza.
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martedì 19 novembre 2019
emozioni emozioni emozioni... 2°
Ieri poi non ho più scritto nulla in merito all'incontro in comune, perché non sapevo che dire. Di fatto è andato tutto ok, devo solo compilare e riconsegnare un modulo e di quando in quando la polizia locale, credo, passerà per sincerarsi che vivo davvero qui. (Sarebbe quasi ironico considerando che in pratica ci sto mettendo le radici in questa casa.) Il problema però è quel senso di disagio che mi è rimasto addosso. Non un senso vago, è qualcosa di quasi paragonabile allo schifo, al disgusto. Come si può gestire una cosa del genere?
La seconda questione che dovrei risolvere per mio padre e la cedola secca resta ancora aperta e nei prossimi giorni ci penserò. Nel frattempo anche oggi ho avuto la conferma di come qui in casa stia cambiando tutto in peggio. Sono mille le cose che mi si stanno ribaltando addosso, nell'ultimo anno stanno aumentando del 95%. Mi dispiace per come sta diventando fragile mia madre che ha sempre tirato la carretta, e mi spaventa per ciò che mi è piombato addosso nel giro di pochi mesi. E mi lascia totalmente fuori fase visto come ogni piccolo impegno mi fa sentire. Io non so come muovermi. Dovrei essere speranzosa per il mio romanzo che sto per auto pubblicare in un'altra piattaforma, ma non ho nemmeno il tempo per pensarci. Negli ultimi 15 mesi c'è stato un cambiamento troppo grosso perché io riesca a gestirlo con i minimi passi avanti che ho fatto. Troppo grosso perché io riesca a metabolizzarlo senza finirci di nuovo stritolata in mezzo. Troppe cose stanno finendo con il presentare il conto a me. Non capisco a cosa aggrapparmi, a parte gli ansiolitici che chiaramente non possono essere la soluzione. Ho paura.
La seconda questione che dovrei risolvere per mio padre e la cedola secca resta ancora aperta e nei prossimi giorni ci penserò. Nel frattempo anche oggi ho avuto la conferma di come qui in casa stia cambiando tutto in peggio. Sono mille le cose che mi si stanno ribaltando addosso, nell'ultimo anno stanno aumentando del 95%. Mi dispiace per come sta diventando fragile mia madre che ha sempre tirato la carretta, e mi spaventa per ciò che mi è piombato addosso nel giro di pochi mesi. E mi lascia totalmente fuori fase visto come ogni piccolo impegno mi fa sentire. Io non so come muovermi. Dovrei essere speranzosa per il mio romanzo che sto per auto pubblicare in un'altra piattaforma, ma non ho nemmeno il tempo per pensarci. Negli ultimi 15 mesi c'è stato un cambiamento troppo grosso perché io riesca a gestirlo con i minimi passi avanti che ho fatto. Troppo grosso perché io riesca a metabolizzarlo senza finirci di nuovo stritolata in mezzo. Troppe cose stanno finendo con il presentare il conto a me. Non capisco a cosa aggrapparmi, a parte gli ansiolitici che chiaramente non possono essere la soluzione. Ho paura.
domenica 17 novembre 2019
emozioni troppo pesanti
Sono a stento le 18 e tra un po' collasso sulla tastiera. Domenica pesantuccia.
Questa mattina sono uscita con mille difficoltà per la mia solita attività domenicale, ma non è andata bene, sono rimasta quasi un'ora in auto sotto la pioggia scrosciante prima di riuscire a darmi una mossa per riuscire a prendere parte almeno alla seconda parte. Ieri sera dopo la doccia ho avuto di nuovo una crisi di
panico, così ho cenato tardi, appena sono riuscita, ho dormito male e oggi la giornata è cominciata come era finita quella di ieri. Va be'… in qualche modo alla mezza sono tornata a casa e di nuovo picco d'ansia a mille. Ho preso gli ansiolitici e mentre facevano effetto, parlottando, ascoltavo le teorie di mio zio in merito. Diciamo solo che, quanto meno, teneva a darmi un parere per darmi una mano, perché era quel solito discorso trito di cliché di confonde il panico con l'ansia più o meno normale che abbiamo tutti. Amen. Alle 15 avevo un altro impegno in oratorio con i genitori questa volta, non sapevo se sarei riuscita ad andare, ma alle 14.45, sono riuscita a riuscire, sotto il diluvio e fare ciò che dovevo. Un'ora e 45 minuti dopo, tutto era finito ed io sono andata al supermercato. Ne avevo bisogno. Il pomeriggio è stato più facile della mattina, senza ombra di dubbio, e non so nemmeno se c'è stato qualcosa di contingente, credo piuttosto che sia dipeso ancora dagli impegni che devo fare domani e quello che farò circa tra 2 settimane e mezzo. Ora, quello di domani spero di liquidarlo in fretta, nel senso che non dovrebbe essere nulla di particolare, ma almeno è domani e me lo levo dai piedi, perché ho il terrore di rimanere disturbata da tutta la faccenda per i prossimi 17 giorni. Mi conosco, so che potrei rimanere in ansia a livello altissimo per tutto il periodo e alla fine questo mi farebbe diventare un'ammasso di nervi e ansia. Ieri sera mentre ci pensavo (la mia camera bolla non ha funzionato), ho sentito di nuovo la pesantezza di una vita passata così. E ho avuto la certezza che non ce la farei. Semplicemente sarebbe insopportabile.
Oggi pomeriggio, mentre c'era la nostra riunione, nelle altre sale si svolgevano varie attività. Cose semplicissime. Forse potrei cercare di farci un salto, metterlo come impegno per l'anno nuovo. Chissà.
Questa mattina sono uscita con mille difficoltà per la mia solita attività domenicale, ma non è andata bene, sono rimasta quasi un'ora in auto sotto la pioggia scrosciante prima di riuscire a darmi una mossa per riuscire a prendere parte almeno alla seconda parte. Ieri sera dopo la doccia ho avuto di nuovo una crisi di
panico, così ho cenato tardi, appena sono riuscita, ho dormito male e oggi la giornata è cominciata come era finita quella di ieri. Va be'… in qualche modo alla mezza sono tornata a casa e di nuovo picco d'ansia a mille. Ho preso gli ansiolitici e mentre facevano effetto, parlottando, ascoltavo le teorie di mio zio in merito. Diciamo solo che, quanto meno, teneva a darmi un parere per darmi una mano, perché era quel solito discorso trito di cliché di confonde il panico con l'ansia più o meno normale che abbiamo tutti. Amen. Alle 15 avevo un altro impegno in oratorio con i genitori questa volta, non sapevo se sarei riuscita ad andare, ma alle 14.45, sono riuscita a riuscire, sotto il diluvio e fare ciò che dovevo. Un'ora e 45 minuti dopo, tutto era finito ed io sono andata al supermercato. Ne avevo bisogno. Il pomeriggio è stato più facile della mattina, senza ombra di dubbio, e non so nemmeno se c'è stato qualcosa di contingente, credo piuttosto che sia dipeso ancora dagli impegni che devo fare domani e quello che farò circa tra 2 settimane e mezzo. Ora, quello di domani spero di liquidarlo in fretta, nel senso che non dovrebbe essere nulla di particolare, ma almeno è domani e me lo levo dai piedi, perché ho il terrore di rimanere disturbata da tutta la faccenda per i prossimi 17 giorni. Mi conosco, so che potrei rimanere in ansia a livello altissimo per tutto il periodo e alla fine questo mi farebbe diventare un'ammasso di nervi e ansia. Ieri sera mentre ci pensavo (la mia camera bolla non ha funzionato), ho sentito di nuovo la pesantezza di una vita passata così. E ho avuto la certezza che non ce la farei. Semplicemente sarebbe insopportabile. Oggi pomeriggio, mentre c'era la nostra riunione, nelle altre sale si svolgevano varie attività. Cose semplicissime. Forse potrei cercare di farci un salto, metterlo come impegno per l'anno nuovo. Chissà.
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sabato 16 novembre 2019
Che pirla che sono, per tutto il giorno non sono riuscita a pensare ad altro che a sti casini tra l'imu e la cedola secca, non c'ho capito niente e non sono riuscita a staccare il pensiero per 10 minuti di fila, risultato? Ho buttato una giornata intera per niente e ho mal di testa. Non sono nemmeno riuscita a leggere, perché avevo la mente troppo piena per concentrarmi su altro. E adesso è per questo, poi potrebbe essere per qualsiasi altra cosa. Di fatto è sempre così. La tensione/preoccupazione che si riesce a raggiungere per una cagata è qualcosa di allucinante, se poi di per sé è un affare un filo più serio, addio. Se penso che da piccola bazzicavo qualsiasi tipo di ufficio, anche da sola per commissioni dei 'gradi'!!! Ho la testa bollente, come fosse in ebollizione, io non so che futuro mi aspetta, a meno di non assumere qualcuno per tenere tutto in ordine, perché in effetti ci sono proprio le premesse perché io possa permettermelo… già non riesco a lavorare… :/
immagino che anche in questo caso valga l'idea del migliorarsi un passo alla volta, ma la sensazione è di non reggere proprio il percorso e di finire fusa nel mentre. Mah...
immagino che anche in questo caso valga l'idea del migliorarsi un passo alla volta, ma la sensazione è di non reggere proprio il percorso e di finire fusa nel mentre. Mah...
venerdì 15 novembre 2019
ansia, inadeguatezza e uffici
A volte ho l'impressione che il mondo non sia fatto per le persone con qualche difficoltà. A volte più semplicemente, credo di essere io a non essere fatta per il mondo. Questa mattina mia madre ha chiamato in comune per delle questioni inerenti all'imu e si è scoperto che c'è qualcosa che non va, per cui settimana prossima si dovrà andare a sistemare la questione, dovrò andare anche io e sono terrorizzata. Oggettivamente mi rendo conto che è un inconveniente da nulla, ma ne sono spaventata. Ma cosa è che mi terrorizza così degli uffici e della gestione 'burocratica' della vita? E' solo perché nella mia testa si è associato il ricordo di quando stavo malissimo (più di ora) e per cui dover girare magari nella provincia per documenti mi devastava fisicamente? E' da quello che è nata questa sensazione di non valere nemmeno l'aria che respiro di quegli uffici, di sentirmi molto meno che inadeguata a frequentarli? No, perché di fatto ci sta che io di molte questioni non ne capisca, gli uffici esistono apposta. Razionalmente lo so, eppure mi sento trascinata in un vortice di paura, caos, senso di impotenza che sono difficili da spiegare.
In questi 40 giorni di andirivieni per portare mia madre in auto, mi sono resa conto di aver guadagnato un po' di autonomia nel muovermi, ansia tutti i momenti, ma difficilmente tali da mettermi davvero in difficoltà nell'uscita, a parte un paio di volte. Ma solo l'idea di aver a che fare con un ufficio mi fa sentire di merda, incapace, inadeguata. E visto l'andazzo in casa mia, so di non potermelo nemmeno permettere di stare così. Invece nella mia testa è tutto fuori scala, esagerato, amplificato.
Arrivati a questo punto le cose non cambieranno, a meno di non assumere una segretaria a tempo pieno. Avrò sempre più a che fare con questioni così e solo l'idea mi ha causato un attacco di panico. Perché?
In questi 40 giorni di andirivieni per portare mia madre in auto, mi sono resa conto di aver guadagnato un po' di autonomia nel muovermi, ansia tutti i momenti, ma difficilmente tali da mettermi davvero in difficoltà nell'uscita, a parte un paio di volte. Ma solo l'idea di aver a che fare con un ufficio mi fa sentire di merda, incapace, inadeguata. E visto l'andazzo in casa mia, so di non potermelo nemmeno permettere di stare così. Invece nella mia testa è tutto fuori scala, esagerato, amplificato.
Arrivati a questo punto le cose non cambieranno, a meno di non assumere una segretaria a tempo pieno. Avrò sempre più a che fare con questioni così e solo l'idea mi ha causato un attacco di panico. Perché?
martedì 12 novembre 2019
Ore 21.53 e sono alle prese con la terza crisi di panico della giornata. Sono esausta. Del resto non devo impazzire cercando le cause perché le so: sono preoccupata per le dinamiche che si stanno creando in casa, con mia madre sempre più fragile, mio zio sempre più testa di cavolo. Fortunatamente credo di star trovando più appoggio del previsto in mio padre, ma è dura. E poi c'è sempre quel sentirsi totalmente inadeguata rispetto alla mia realizzazione. Vorrei fare tante di quelle cose! Ma mi sento legata in ogni direzione. Che casino. Ho preso altri libri sull'ansia/depressione, sia mai di trovare la bacchetta magica in uno di quelli…
domenica 10 novembre 2019
Se c'è una cosa che ancora devo migliorare, e molto, è la mia capacità di staccare dalle questioni che non possono essere risolte sul momento. Oggettivamente la vita di tutti è una costante di questioni di cui doversi occupare, l'equilibrio sta nel sapersi ritagliare pause più o meno lunghe, in base al contesto, per staccare la spina. A volte può anche essere un'ora della giornata in mezzo a mille altre cose, ma va fatto. Ecco, io non riesco, per questo sono riuscita a prendermi una pausa di relax solo oggi, con tutto il pomeriggio libero. La sera nella mia stanza la mente è più protetta, ma nel resto del giorno… un pensiero perenne.
In ogni caso, oggi la paura me la sono presa, che strano, con un libro. Scontato anche se di fatto negli ultimi mesi sto leggendo pochissimo per i miei standard. Il libro che ho letto è un thriller. LA DONNA ALLA FINESTRA. Ciò che mi aveva colpito della trama, era che la protagonista non usciva di casa da mesi, finisco sempre attratta da storie con protagoniste non esattamente funzionali, perché mi sembra di capirle di più. Una buona lettura, ma che mi ha lasciato un dubbio: in libri come questo, con protagoniste donne con vari problemi, l'alcol è sempre parte integrante della scena: le protagoniste sono sempre brille, bevono tutto il giorno. Capisco che ai fini della trama permette sempre di arrivare a dubitare della veridicità di ciò che viene detto dalla 'donna che mescola alcol e psicofarmaci', ma non posso fare a meno di chiedermi se l'abbinamento problemi psicologici-alcol sia veramente così marcato e diffuso.
Nei libri lo è.
In ogni caso, oggi la paura me la sono presa, che strano, con un libro. Scontato anche se di fatto negli ultimi mesi sto leggendo pochissimo per i miei standard. Il libro che ho letto è un thriller. LA DONNA ALLA FINESTRA. Ciò che mi aveva colpito della trama, era che la protagonista non usciva di casa da mesi, finisco sempre attratta da storie con protagoniste non esattamente funzionali, perché mi sembra di capirle di più. Una buona lettura, ma che mi ha lasciato un dubbio: in libri come questo, con protagoniste donne con vari problemi, l'alcol è sempre parte integrante della scena: le protagoniste sono sempre brille, bevono tutto il giorno. Capisco che ai fini della trama permette sempre di arrivare a dubitare della veridicità di ciò che viene detto dalla 'donna che mescola alcol e psicofarmaci', ma non posso fare a meno di chiedermi se l'abbinamento problemi psicologici-alcol sia veramente così marcato e diffuso.
Nei libri lo è.
venerdì 8 novembre 2019
A volte le preoccupazioni sembrano girandole infinite, quell'effetto per cui le spirali si attorcigliano senza fine. Ieri sera stavo così. E tutto era come graduale, al primo posto dover scrivere un mini raccontino per domenica, poi risolvere un problema per la cedola secca dell'affitto, poi piani più alti, preoccupazioni maggiori inerenti al sistema complesso delle cose, non ultimo il clima di odio sempre più manifesto che circola. Piani diversi appunto, che mi hanno portata ieri sera a stare male. Era come se la testa mi andasse in fiamme. Pensavo a ciò che avrei dovuto fare oggi e non mi andava perché avevo bisogno di una pausa. E il cervello non la smetteva di girare e preoccuparsi. Fortunatamente, negli anni, ho imparato a erigere delle difese una volta entrata nella mia camera da letto. Qui, curiosamente, almeno nella maggior parte dei casi, riesco a impormi di non pensare. Una volta qui riesco a scollegare il cervello. Credo sia una grandissima conquista.
Del resto ieri sarei dovuta essere felice e in grado di godermi un pomeriggio molto interessante: dalle 15.10 alle 18.30 ho avuto il pomeriggio pieno tra portare mia mamma in due posti, tornare a casa per una lezione, andare a riprendere mia mamma e fare un altro paio di commissioni. Il tutto senza tempi morti in mezzo, senza tempi di margine, cosa che mi avrebbe mandato al manicomio fino a poco fa, e invece niente manicomio, e soprattutto niente ansia. E invece, al posto di godermela, sono subentrate altre preoccupazioni. E oggi? Oggi ho cominciato a capire come muovermi con il discorso della cedola secca, ho imbastito a grandi linee la storia, ho letto 2 ore, ho cantato un'altra ora. Insomma, ho fatto ciò che dovevo e ciò di cui avevo bisogno. Ma con un'ansia :(
Domani farò il bis. Con fatica, ma facendo, non solo pensando alle cose. Come oggi, come ieri, come altri giorni che, forse, cominciano a non essere più numericamente irrilevanti.
Del resto ieri sarei dovuta essere felice e in grado di godermi un pomeriggio molto interessante: dalle 15.10 alle 18.30 ho avuto il pomeriggio pieno tra portare mia mamma in due posti, tornare a casa per una lezione, andare a riprendere mia mamma e fare un altro paio di commissioni. Il tutto senza tempi morti in mezzo, senza tempi di margine, cosa che mi avrebbe mandato al manicomio fino a poco fa, e invece niente manicomio, e soprattutto niente ansia. E invece, al posto di godermela, sono subentrate altre preoccupazioni. E oggi? Oggi ho cominciato a capire come muovermi con il discorso della cedola secca, ho imbastito a grandi linee la storia, ho letto 2 ore, ho cantato un'altra ora. Insomma, ho fatto ciò che dovevo e ciò di cui avevo bisogno. Ma con un'ansia :(
Domani farò il bis. Con fatica, ma facendo, non solo pensando alle cose. Come oggi, come ieri, come altri giorni che, forse, cominciano a non essere più numericamente irrilevanti.
martedì 5 novembre 2019
Sono appena rientrata dal giro in posta, oramai potrei prendere casa lì, ci vado mille volte a settimana! Oggi però, a differenza delle bollette di ieri, ho spedito la seconda bozza del mio libro. Speriamo in bene. Tra domenica e ieri mi sono mossa molto in auto, anche sfruttando tempi brevi, cosa che fino a poco tempo fa non sarei riuscita a gestire, perché avrei avuto paura di rimanere bloccata per strada tra un impegno e l'altro, arrivando in ritardo. Posso ammettere di essere riuscita a sradicare alcuni miei limiti, sebbene sia in preda all'ennesimo mal di testa. Qualcosa è cambiato, indubbiamente, ma davvero non è tutto rose e fiori. Ieri sera ennesimo incontro per il mio volontariato, ennesima riunione che mi fa sentire come un niente. Ogni esperienza che viene raccontata, ogni competenza che viene evidenziata, mi fa sentire un'aliena. Ho vissuto fuori dal mondo e si vede, si vede in 1000 modi diversi, e questa sensazione fa sì che alla fine anche le poche cose che so fare, mi sembrino inutili. E non è una novità.
Purtroppo non è una novità nemmeno che senza concentrarmi espressamente sulla cosa, io finisca per mettere su peso. E infatti sono aumentata di nuovo. Speravo che la fatica mentale per il continuo andirivieni in auto si rispecchiasse anche sul peso, ma così non è stato. Per niente. :(
Ogni progetto avrebbe bisogno di tutto il mio impegno, ma come si fa?
Purtroppo non è una novità nemmeno che senza concentrarmi espressamente sulla cosa, io finisca per mettere su peso. E infatti sono aumentata di nuovo. Speravo che la fatica mentale per il continuo andirivieni in auto si rispecchiasse anche sul peso, ma così non è stato. Per niente. :(
Ogni progetto avrebbe bisogno di tutto il mio impegno, ma come si fa?
sabato 2 novembre 2019
Da qualche anno ho ripreso ad andare alla celebrazione in memoria dei defunti. Sarà banale ammettere che l'atmosfera è un po' particolare. Molto.
Eppure anche in circostanze così, ciò che fa davvero la differenza è come sto io. Il primo anno ho avuto addosso un magone che non mi andava giù, l'anno scorso ferma vicino alle tombe di tanti ragazzi morti nelle due guerre mondiali, ero allibita dalla potenza della Storia nella quotidianità e viceversa quante storie comuni (e non meno importanti) hanno fatto la Storia. Vedevo le foto di quei ragazzini, e non potevo che pensare all'orrore di quel dolore. Alla paura che avranno provato, così giovani in mezzo a questioni tanto più grandi di loro, come una guerra, eppure prive di ogni scusa. Oggi invece, camminando tra le tombe, ciò che mi ha molto rattristata, sono state quelle trascurate, abbandonate, addirittura con le lapidi cadute in terra. Solitudine, tanta. E quel modo di vedere i morti attraverso i nostri occhi di vivi, chiedendomi chi c'è dietro a quella tomba lasciata andare? Un anziano solo? Un'altra morte? Un viaggio lontano senza ritorno? Sembrava quasi che, insieme alla lapide, fossero andati persi tutti i ricordi e gli affetti. E questo sembra spaventare ancora di più.
Eppure anche in circostanze così, ciò che fa davvero la differenza è come sto io. Il primo anno ho avuto addosso un magone che non mi andava giù, l'anno scorso ferma vicino alle tombe di tanti ragazzi morti nelle due guerre mondiali, ero allibita dalla potenza della Storia nella quotidianità e viceversa quante storie comuni (e non meno importanti) hanno fatto la Storia. Vedevo le foto di quei ragazzini, e non potevo che pensare all'orrore di quel dolore. Alla paura che avranno provato, così giovani in mezzo a questioni tanto più grandi di loro, come una guerra, eppure prive di ogni scusa. Oggi invece, camminando tra le tombe, ciò che mi ha molto rattristata, sono state quelle trascurate, abbandonate, addirittura con le lapidi cadute in terra. Solitudine, tanta. E quel modo di vedere i morti attraverso i nostri occhi di vivi, chiedendomi chi c'è dietro a quella tomba lasciata andare? Un anziano solo? Un'altra morte? Un viaggio lontano senza ritorno? Sembrava quasi che, insieme alla lapide, fossero andati persi tutti i ricordi e gli affetti. E questo sembra spaventare ancora di più.
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