Questa mattina è passato il tecnico della caldaia per la revisione annuale, e io dove ero? Rintanata in camera con l'ansia che qualcuno potesse avere bisogno di me, perché sarei stata male se fossi dovuta entrare in scena. Alle 9.15 è andato e io sono salita in cucina per fare colazione, pensando al disagio appena vissuto. Poco dopo è suonato il telefono, c'ero solo io e un po' per rivalsa, un po' per paura di sentirle su, ho risposto. Dall'altra parte il proprietario di un'agenzia immobiliare che voleva sapere se qualcuno da queste parti era interessato a vendere/comprare. Ma non un proprietario a caso, si è presentato nome e cognome, e mi si è sciolto il cuore, era il ragazzo per cui sbavavo al liceo, uomo orami, quello che vedevo sempre in discoteca, che non mi si filava manco per ridere. Quando ho sentito la sua voce pronunciare il nome, è stato come se fosse esplosa una luce in testa. Dio, come rimpiango quei tempi. Certo a 16 anni non avrei mai creduto possibile che avrei lasciato andare in malora la mia vita fino a questo punto un pezzo alla volta. Al punto da nascondermi in casa mia, al punto di rimpiangere a ripetizione il passato. E ora per età e per la litigata, mi si sta portando via quel poco che ancora funzionava nella mia vita.
Le persone sono la somma delle loro esperienze, relazioni, amici, lavoro, amore… io ho 20 anni di buco. Cosa posso recuperare? E come?
Se quel ragazzo mi avesse dato retta? Se avessimo avuto una relazione, se avessi trovato qualcuno con cui condividere un pezzo di strada, se qualcuno mi avesse voluta anche solo per un po', per effetto di quella farfalla che sbatte le ali qui e provoca un uragano altrove, come sarei oggi? Avrei ancora così paura di tutto?