giovedì 31 ottobre 2019

Ok, è evidente che per me i periodi non sono tutti uguali. Per nessuno immagino, ma in questo c'è davvero qualcosa che non va. Fortunatamente nella mia camera mi sento come protetta, e sento che la mente è tranquilla, perché per il resto è davvero tutto un disastro. Panico a parte, continua ad aumentare quell'idea di disagio che permea ogni cosa. Non riesco più ad uscire senza che scattino i confronti con la vita degli altri, lavoro, famiglia, viaggi, impegni giornalieri… questa sera sono dovuta uscire per una riunione. Mi sono ritrovata a dover parlare di come sto, perché se no non si spiega come mai io non faccia niente dalla mattina alla sera, ero sull'orlo delle lacrime e si sentiva anche nella voce, ma soprattutto, cazzo, me ne vergognavo un casino. Già ero lì tra altre 3 persone e l'unica cosa che avvertivo era di valere mezza unghia del loro mignolo, che razionalmente so non essere vero non cambia come mi sia sentita davanti a loro, poi partono mille cose da fare che gli altri incastravano tra i loro mille impegni con nessun problema rispetto a come mi sentivo io inserendoli nel niente che faccio, dulcis in fundo spiegone di come mi sento. già, 19 anni di panico, facilissimo da spiegare per chi non ha la minima idea di cosa voglia dire.
La mia testa non regge più niente. Non le cattiverie che leggo a gogò sui social, non i commenti del cavolo che sento in casa. La mia testa amplifica al mille per mille quello che mi arriva da fuori, mi sembra di avere la testa vicina alla rottura. E anche questa attività di volontariato, be' mi sembra mi levi energie che non ho. Non ho più niente da dare, e di sicuro non ricevo nulla in cambio.
… è un po' come avere qualcosa di marcio dentro che contamina tutto, che corrode tutto.

mercoledì 30 ottobre 2019

Che fatica sarà mai uscire di casa???

La moda del momento, per quanto mi riguarda, è camminare per casa stando appiccicata ai muri, la percezione di non stare in piedi è fortissima. Questa sera ho un impegno a 5 minuti d'auto da casa, credo che partito un'ora prima. I sintomi sono molto forti, ma non è questo a crearmi più difficoltà. Questa mattina ho avuto una discussione piuttosto pesante con mia madre, come sempre quando il nervosismo aumenta, anche oggi mi sono sentita dire che non faccio niente, e chissà mai che fatica sarà stata portarla in giro in auto nell'ultimo mese. Ecco queste sono le frasi che mi fanno mancare il fiato, le più dolorose, perché sono lo specchio di ogni cosa. Che fatica sarà mai uscire di casa??? Per una che soffre di dap da quasi 20 anni in modo piuttosto invalidante, visto che non sono riuscita a fare un ca**o né professionalmente né in termini del crearsi una famiglia, è la domanda che svilisce ogni cosa. Io non lo so che fatica è, ma c'è, e ha condizionato TUTTO. Detto da chi mi ha sotto gli occhi ogni singolo giorno, mi fa pensare che, se nemmeno lei se ne rende conto, che speranze ho che lo capiscano gli altri? Che mi credano se non altro?
Mi ricordo come era vivere prima del panico, ricordo anche io com'era decidere di uscire e farlo senza patemi, salire una scala senza patemi, godere una serata in compagnai senza patemi. Me lo ricordo bene. Respirare senza problemi, mangiare senza problemi. Parlare senza problemi. Oggi per un paio d'ore mi sono ritrovata a balbettare, o meglio parlavo con parole spezzate perché non riuscivo a respirare e parlare contemporaneamente. Mi ricordo come era. Ma non è più così.

martedì 29 ottobre 2019

Che giornata anche oggi. Dopo la delusione di ieri, oggi mi sembra di aver passato le ore senza equilibrio. Metafora, ma anche realtà, l'ansia di nuovo si è manifestata così, l'equilibrio manca ed io ho la sensazione che ogni parete si muova slittando dall'altra parte. Non sono riuscita a fare molto, e quel poco che ho fatto non è stato per me, ma per mia madre, di nuovo quella sensazione di perdermi. 35 anni, e poi? un passo avanti, dieci indietro. E di nuovo quella cavolo di invidia per qualunque cosa le persone abbiano più di me. Mi sono sentita sola, su twitter ho letto i ricordi del primo bacio. Mai avuto. Un bacio, un ti amo, l'esistere insieme ad un compagno. Niente. E poi domani starò ancora male solo per 3 km in auto per fare qualcosa a cui aggrappo tutte le speranze per il mio futuro, ma che non mi regala niente nel presente. Mi sento sola. A dover combattere per il mio futuro, e per il presente di chi vive in casa con me. Mia madre, mio padre… non riesco a smettere di paragonarci alla nostra versione di 20 anni fa. Quando io sapevo vivere, semplicemente, non ancorata al nulla dalla paura, quando ogni cosa era più facile, o per lo meno possibile. Non sento apertura, aria, possibilità. Sono sola, con il mio boccetto di ansiolitici in mano, e sogni che sembrano troppo astratti persino per essere solo sogni.

lunedì 28 ottobre 2019

Oggi avrei tanto voluto scrivere che finalmente, dopo 16 anni di patente, ero riuscita a guidare con un'altra auto che non fosse quella di mia mamma. Provando con quella di mio padre. Invece non ci sono riuscita, e non solo ci sono rimasta di merda, ma ho pure saputo che mio padre mi ha criticata alle spalle perché non sono riuscita nemmeno a farla stare accesa. Inoltre oggi a pranzo, partendo su un commento assolutamente neutro sul fatto che mia madre si siede sempre storta e mio padre deve stare sul bordo del tavolo, ho finito per sentirmi dire da mio zio che anche io occupo più spazio. Perché sono evidentemente più larga di quanto dovrei. Era un commento del tutto fuori luogo da parte sua, ed è la seconda volta nel giro di poco che mi attacca, sebbene io non centrassi nulla con il discorso di quel momento. Sono forse piccole cose viste da fuori, ma oggi mi hanno demolita. Soprattutto perché almeno nel caso di mio zio, so che mi tira in mezzo solo per colpire mio padre. Sono stanca. In questa fase in cui sto cercando di fare il possibile per tamponare ciò che non riesce più a mia madre cercando di combattere contro il ventennale panico, anche e soprattutto per mio zio, certi atteggiamenti mi demoliscono, tra un. Invece di arrabbiarmi mi sento come se non valessi più niente, di fatto perché già lo penso di  mio.
Che dire, oggi va così.

venerdì 25 ottobre 2019

E anche oggi il servizio personale di taxi a mia mamma ha funzionato. Dalle 10.30 di mattina 2 ore per scarrozzarla in giro. Oggi però stavo veramente male quando sono uscita. Certo, la mia riposta è diversa da prima, questo è chiaro. Ma anche questa mattina ho risentito anche dell'aver mangiato 2 bomboloni al cioccolato la scorsa notte verso mezzanotte. Ora, all'inizio di tutta la vicenda, quasi non riuscivo a cenare se sapevo che la mattina dopo sarei dovuta uscire. Niente colazione, poco a cena, era una situazione del cavolo e non andava bene. Ora riesco a fare 99% delle volte colazione/pranzo/cena anche prima di uscire, ma perché devo intossicarmi con due bombe che ci vuole un mese per digerire? Prima mi bloccava la paura, ora non potrebbe subentrare il buonsenso? uff!!!
Comunque mentre ero in un vivaio con mia mamma, mi sono chiesta come sarebbe stata la mia vita se di fronte ai primi anni di panico, io avessi mollato tutto lo studio per dedicarmi ad un lavoro come quello, un lavoro pratico e in mezzo alla natura. Un cambio netto di rotta insomma. Me lo sono chiesta perché, ora che riesco (!!!) ad uscire un po' più spesso e con un filo di facilità in più, sento sempre più chiaro il dubbio che a furia di concentrarmi su ciò che non riuscivo a fare (carriera universitaria e seguito), io di fatto abbia sbarrato le porte ad altre, diverse, potenziali attività. Ho paura di aver davvero chiuso gli occhi e smesso di vedere troppe cose, troppe alternative.

giovedì 24 ottobre 2019

Dalle voci che sento al piano di sotto, deduco che mia madre è rientrata: aveva un pranzo con le sue ex colleghe. Difficilmente partecipa, soprattutto quando sono di sera, ma visto che oggi era per pranzo è andata. Non stupisce, credo, più di tanto sapere che ero più agitata io di lei. Nel senso, lei non era agitata per niente, io invece sì, perché mi immedesimavo, come se ci fossi io al suo posto e non ce l'avrei fatta, almeno nel pensiero. Perché poi la pratica dice anche qualcosa di diverso: ieri mattina ho accompagnato mio padre, rientro per pranzo e poi ho portato mia madre. Avanti e indietro per 4 ore, arrivata a casa ho fatto la doccia e mi sembrava di essere reduce dalla scalata del Monte Bianco, ma non è andata male! Uscita dopo uscita, preservando colazione e pranzo, ieri ho gestito qualcosa che probabilmente fino a mezzo anno fa non sarei stata in grado di portare avanti. I passi avanti ci sono, sono evidenti. La strada è lunga, ma mi sto muovendo. Il problema credo sia la percezione che ho di questi eventi: troppo pochi e troppo tardi. Vero o no, è così che mi sento. Forse dopo 20 anni ce ne vorranno parecchie di dimostrazioni per cambiare la mentalità.
Comunque… nel frattempo ieri ho mandato il mio romanzo UN ERRORE SPLENDIDO in un altro sito. Sempre per una sorta di auto pubblicazione, un filo più professionale. Non ci spero neanche in quello troppo, ma un pochino sì. Niente di esorbitante, solo un minimo riconoscimento economico, che mi permetta di credere che possa essere un lavoro. Bene o male la realizzazione di una persona passa attraverso questi step, per cui speriamo!

martedì 22 ottobre 2019

… ed eccomi di ritorno, un mal di testa da campioni, ma la serata dal punto di vista dell'ansia è andata molto meglio del previsto. Una riunione tra noi impegnati nel volontariato della domenica. Curiosamente, sbrigata la parte urgente dell'incontro, la conversazione ha toccato tanti discorsi diversi, interessanti. Il problema grosso è che quasi tutti mi fanno ancora sentire inadeguata. Parlano dei ragazzi di oggi, di quello che fanno come esperienze? Io penso a quello che non sono riuscita a fare alla loro età. Parlano della famiglia? Penso che non ne ho una. Parlano di gite, andare di qua e di là, parlano di qualsiasi cosa e io mi rendo conto che invece io no. Non riesco a trovare un minimo di appiglio. Non riesco a trovare il mio valore. Possono sembrare discorsi solo intrisi di retorica, ma la verità è che oggettivamente io mi sono tagliata fuori da tutto. E anche le attività mi risultano spesso difficili se escono appena dal solito proprio per l'impegno nel preparare/incontrarsi etc etc.
A seconda delle fasce d'età di cui si parla, vedo le 100 vite diverse che non ho avuto. Non riesco a superare questo confronto perenne. Se poi considero anche l'aspetto esteriore non c'è proprio partita. Quindi rientro a casa, per metà soddisfatta che il panico non mi ha messa ko del tutto, per metà spiantata dal senso di inferiorità. Poi il pensiero degli altri si allontana, lasciando però un buco che dentro di me si allarga a dismisura, una voragine di paura. Mi rivedo ragazzina, rivedo i sogni e le speranze. E poi uno dopo l'altro tutti gli anni di delusione ed impotenza che si mescolano in un mix di rimpianti, rabbia e compassione. Non riesco a voltare pagina, non riesco a reggere la pesantezza di fallimento che dura da 19 anni. Manca il fiato, il petto è schiacciato, la vista si fa sfocata. Dopo tutti i pezzi che ho perso, non so più cosa è restato, non so più chi sono.

lunedì 21 ottobre 2019

Tra un'oretta mi tocca uscire e invece mi metterei a letto all'istante. Le ultime 36 ore sono state un pochino difficili, già da ieri mattina quando uscita di casa con l'ansia, mi è toccato stare in piedi un'ora davanti a tutta la gente. E poi sono bastati 4 passi per farmi sudare un casino, così tornata a casa, ero stanca morta. Stanchezza, ansia, ansiolitici e di nuovo stanchezza in un bel circolo vizioso. Sono nervosissima. Ho passato tutta la scorsa settimana avanti e indietro a fare da taxi a mia madre, mi sembrava proprio di rendermi conto un giorno dopo l'altro che la fatica aumentava. Ammazza quanto sono debole! :( 
Il tempo è passato veloce. Ma più come qualcosa che mi è sfuggito dalle mani che come qualcosa di cui ho goduto. L'ansia è andata meglio, forse la strada è comunque quella giusta.

venerdì 18 ottobre 2019

Oggi ho scritto di nuovo sul mio diario 'di carta' dopo circa 4 mesi. Sarà che tengo un diario da quando ero in prima media e che i miei problemi di ansia sono stati scritti e sviscerati in ogni modo, ma mi risulta più pesante scrivere là sopra di periodi che sono sempre senza novità. Oggi mi è tornata voglia, forse perché il modo in cui ho gestito gli impegni delle uscite con mia mamma in questa settimana, sono davvero una novità! Sono riuscita ad uscire tutti i giorni, a volte con un po' più ansia, ma ce l'ho fatta. Non sono distanze siderali, ma oggettivamente qualcosa di diverso c'è.
Ma c'è stata anche quella tristezza per il tempo che è passato, per gli anni che sono volati. L'altro ieri ho visto lo zio di una mia amica delle medie, ho ripensato a quei tempi, e di nuovo al tempo che non c'è più, al tempo passato, ai miei genitori di allora, alla me di allora. Che macigno sul cuore. E non è sano, lo so. Ma sono circondata perennemente da comportamenti dei miei, soprattutto di mia madre, che me la fanno vedere sempre più anziana, fragile, e mi fa male. Vorrei essere riuscita a godermi gli anni passati, per me, con lei, con loro. E invece no. E adesso vado in giro per farmacie comprando pannoloni per adulti. Per carità, vista la sua età, sta benone, sia chiaro. Ma banalmente non è più quella di 20 anni fa, nemmeno io lo sono, e le cose stanno così, punto e basta, senza possibilità di appello. E questo mi fa paura, mi spaventa, mi agita. Tempo perso, tempo che non c'è più. Opportunità perse. E in mezzo a questo l'egoistica paura della solitudine. Mh… pensieri pericolosi.

mercoledì 16 ottobre 2019

… e poi l'ansia ritorna. Oggi ho faticato molto nell'accompagnare mia madre e nel fare le solite commissioni. La cosa curiosa è che me ne sono resa conto non appena ho aperto gli occhi, nonostante un buon sonno, ero ancora stanca, avevo già la tachicardia e gli impegni mi sembravano troppo pesanti. Anche fisicamente. Spero di essere in grado di aumentare un po' la mia autonomia.
In ogni caso mentre aspettavo mia mamma, guardandomi in giro, ho notato la targa di un'automobile. Le prime due lettere corrispondevano alle iniziali del mio nome e di un ragazzo. Le ultime due alle iniziali dei nostri due cognomi. Questo ragazzo è stato il primo che verso i 16 anni mi ha fatta sentire davvero attratta in senso sessuale da qualcuno. La mia prima cotta che mi ha fatto ribollire il sangue. Ovviamente non mi si è mai filato. In ogni caso, verso i 21 anni ho avuto una specie di ricaduta. All'epoca vedevo 'segni del destino' in ogni dove. Immagino che una targa come quella di oggi mi avrebbe fatta andare in estasi… :)
Altri tempi.
Ci credevo ancora, credevo ancora in un lieto fine. Ora ho come la sensazione di non credere più in quasi niente. Passo i giorni, uno dopo l'altro affrontando situazioni talmente terra a terra, tipo uscire 20 minuti senza avere panico, che non ho più nemmeno le energie per sognare.
Come sono cambiata… Un po' mi dispiace.
No, mi dispiace molto, non un po'.

lunedì 14 ottobre 2019

Anche oggi la giornata è stata buona, lo dico sempre sottovoce perché ancora non ci credo. Ho accompagnato mia madre, sono andata a riprenderla, sono andata a fare la spesa, ho fatto faccende domestiche. E poi ho tirato fuori la mia nuova macchina da cucire. E mi sono divertita. Credo potrebbe piacermi questo nuovo interesse. E forse la chiave sta proprio in questo: essere consapevole che davvero di fronte a ciò che non è andato bene, ho altre alternative. Devo solo imparare a vedere la mia vita come possibile, come reale anche se diversa rispetto ai piani originari.
E questi sono i primi tentativi… :)

domenica 13 ottobre 2019

Questa, dal punto di vista ansiogeno, è stata una settimana strana a dir poco. In alcuni giorni sono andata avanti e indietro in auto 6 volte per accompagnare mia madre, ma in ogni caso, a parte mercoledì, mi sono sempre mossa. Tutto più o meno sotto controllo a livello di ansia.  L'unica questione degna di nota è stata venerdì mentre tornavo a casa da sola, perché mi sono accorta, come già mi è capitato, che ad un certo punto mi sentivo persa, senza ansia, senza panico era come fossi senza riferimenti, della serie non so più come si sta senza?
Poi che succede? Succede che ieri ero a casa, non dovevo uscire e mentre stavo lavando i piatti, è arrivato un bell'attacco di panico. Così, dal niente e per niente. Ho cominciato a sentire le gambe rigide, e poco dopo mi sono incollata al muro perché pensavo di finire per terra. Mi sono seduta un po', ma poi con calma ho finito di fare ciò che dovevo. Il cuore batteva all'impazzata e anche solo percorre 2 metri rimanendo in piedi mi sembra un'impresa. Curioso che alla fine la mazzata l'abbia avuta solo ieri. Poi il peggio è passato, ma sono rimasta un po' sull'agitato andante per tutto il giorno, così ho ritirato fuori i colori e mi sono messa a colorare. Oggi uscire di casa è stato difficile, risentivo ancora della strizzata di ieri, ma sono uscita e alla fine tutta la giornata è andata molto meglio del previsto. Credo che questa settimana sia stata abbastanza significativa, qualcosa sta cambiando, senza dubbio. Cerchiamo di seguire per bene la strada.

giovedì 10 ottobre 2019

Attentato in Germania, nuova guerra contro i Curdi. Ogni volta che succedono questi fatti sembra che l'atmosfera si fossilizzi. Violenza su violenza. Sembra quasi sbagliato essere qui, in posto tranquillo.
Il mondo fuori grida, e pensare solo a se stessi è un qualcosa che mi da persino fastidio, quell'essere ripiegati sempre e solo sul proprio ombelico. Eppure a volte è solo una strategia di difesa, per non essere travolti dagli eventi. Certo è un'operazione che possiamo permetterci solo noi che ne siamo fuori. Mi chiedo spesso chi vive in quelle situazioni cosa provi, che livello di terrore possa scorrergli nelle vene. Terrore allo stato puro. Ogni angolo di casa e di strada può diventare un cimitero.
Bisognerebbe avere sempre il coraggio di fare la cosa giusta. Non scappare almeno di fronte al prendere coscienza di ciò che accade, è un dovere per chi scappare non può proprio.

domenica 6 ottobre 2019

Che brutta giornata ieri, che brutta giornata, CHE BRUTTA GIORNATA. Onestamente ieri sera, tra un attacco di ansia, uno starnuto e le lacrime, me la sono vista davvero brutta, perché il punto non è tanto il concetto di depressione in sé, ma la sensazione che quando sono oramai 19 anni che giri in tondo, è praticamente impossibile uscirne.
Questa mattina ho avuto la mia solita attività, l'ansia era sotto controllo e le 3 ore fuori casa mi hanno fatto bene. Come una ventata d'aria pulita che ha spazzato via i pensieri brutti. Resta evidente che fare e stare con gli altri è essenziale per la salute mentale delle persone. Resta anche che, ormai, il tempo ha chiuso quasi tutti i rapporti che avevo, e che è solo nel viverne di nuovi che ho qualche chance.
Mi rendo conto solo adesso che non ho preso nemmeno una goccia di ansiolitico, fino ad ora (18.30). Certo, gli aspetti da tenere sotto controllo mi sembrano essere parecchi, sul fronte salute intendo, perché qualcosa che non quadra c'è: sudo, sudo sempre troppo e tra colpi di aria, sole e freddo non va bene. Poi c'è sempre quella sensazione di essere troppo affaticata di respiro/cuore poi altri fastidi, come se fossi confusa e un po' fuori fuoco, e poi questo, poi quello… Ma tutto deve passare necessariamente da qui, non ci sono alternative, non ora. NON POSSO PERMETTERMI DI NON USCIRE DI CASA PER TROPPI GIORNI. La mia salute mentale ne esce malissimo. Adesso ci sono alcuni impegni per mia madre che mi possono offrire lo spunto per uscire per almeno 3 settimane quasi tutti i giorni da lunedì a venerdì, c'è la domenica. Forse c'è qualcosa di nuovo anche per me. Forse serve un tipo diverso di impegno, ma ne serve, e parecchio.
Quello che è certo è che non posso nemmeno paragonarmi a ieri sera. E tanto basta.

sabato 5 ottobre 2019

Pessima giornata, pessima.
Credo sia la terza volta nel giro di poche settimane, un mese al massimo, che sento forte la presa della depressione che si agguanta a me. Per chi l'ha già provata credo sia chiaro ciò che intendo, quel qualcosa che la rende molto diversa da un semplice giorno triste. Ti avvolge come una melma scura che ricopre ogni pensiero; è un qualcosa che ti fa percepire tutto come sfalsato dalla realtà, ma il dolore è verissimo. Ho paura, un casino di paura. Mi sento così esposta, così sola. Sono 20 anni che devo combattere contro me stessa e la mia testa e sono stanca. All'improvviso ogni fallimento sembra pesare 10 volte tanto, e ho paura di non farcela a recuperare. Non credo realisticamente che le cose possano cambiare. E ho paura di non avere nessuno vicino per combattere questa cosa, che poi non so nemmeno come si combatte. Oddio, ma come se ne esce? Tutti i tentativi fatti sono evidentemente falliti, per cui, che si fa? Il futuro mi spaventa, anche più del presente...
La scorsa notte ho fatto una sorta di collage di sogni, non esagero, ma ne avrò messi insieme almeno una decina di spezzoni. Alcuni, quelli più angoscianti, sono sempre gli stessi, la seconda parte invece era nuova, piena di speranza e di esperienze, finiva con me che mi scoprivo incinta. Nel sogno ho evidentemente inserito alcune suggestioni di un paio di telefilm che ho visto ieri sera, ma la base, l'essenza, restava molto realistica. Il punto di svolta, per così dire, era alla fine del 3/4 segmento, quando, in modo molto convinto e crudo, mandavo al diavolo la psicologa che voleva convincermi a cercare ancora di rimestare nel passato (ecco questo non è verosimile per niente) mentre io mi convincevo che non era andando alla ricerca del passato che sarei stata meglio. A quel punto gli spezzoni si sono susseguiti come me che incontravo una vecchia amica (la ragazza che ho rivisto a luglio nel parcheggio), che le raccontavo tutta la mi storia. Lei mi aiutava, andavamo pure al mare e alla fine incontravo un ragazzo.
Detta così sembra nulla, il sogno era un manicomio basato però sul presupposto che, ansia o non ansia, il mondo fuori mi chiamava e non poteva più ridursi al muro del mio soggiorno.
Ho appena saputo che è venuto a mancare un ragazzo. Lo conoscevo anche meno che di vista, sapevo proprio solo chi fosse, non sapevo nemmeno fosse ammalato. Ma ogni giorno succede di tutto senza che io ne sappia mai niente. Il mondo esiste fuori da qui e io sono 20 anni che lo chiudo fuori. Non lo vivo in lungo e in largo, ma non so nulla nemmeno di quello che succede qui vicino. I miei problemi mi hanno isolata, io mi sono isolata. Per questo i sogni mi spronano ad altro.
Ieri verso le 18 ero eccitata, tantissimo. Sono andata in camera e mi sono toccata, sono venuta in qualcosa come 30 secondi. E poi mi sono sentita a disagio. Succede sempre quando sono così su di giri, mi sento a disagio per essere in casa con i miei e mio zio, per non aver mai incontrato nessuno, per non aver avuto nessuno al mio fianco anche per questo aspetto, la sessualità, della mia vita.
Sesso, amore, dolore, morte. Tutto questo, e molto altro, fa della vita, la vita. Io sono viva, ma mi manca la vita. E non so come riprendermela.
Quando, prima del panico, capitava di sentire parlare di persone che non uscivano mai di casa, non riuscivo a capirle. Non capivo nella mia mente di ragazzina che andava avanti e indietro mille volte al giorno, come fosse possibile scegliere di comportarsi così. Poi sono cresciuta, e mi sono resa conto che spesso non scegli di fare così, succede e basta. E succede sempre più spesso. Però forse si può scegliere un'altra strada.
...se solo capissi come si fa.

venerdì 4 ottobre 2019

semplicemente qualcosa

Ok, confessione abbastanza prevedibile: faccio parte di quella parte di persone che vanno letteralmente ko per un raffreddore. Tecnicamente la cosa può avere anche un filo di senso, dal momento che già l'ansia limita e non di poco la mia capacità di respiro, il naso tappato spesso mi complica le cose. A prescindere da ciò, non so se con il contributo anche della pressione che fa i capricci, oggi mi sono sentita nervosissima. Anche ora, mi leverei la faccia, orecchie bollenti, naso che prude, labbra screpolate. Nulla di grave comunque, ovviamente. In ogni caso tutto fa brodo e alla fine della fiera, con questo nervosismo galoppante, finisco per far confluire tutto in un unico pensiero: mi guardo allo specchio e mi chiedo che fine ha fatto la mia vita. Ok, forse i passaggi tra il raffreddore e questo non sono chiarissimi, eppure è ciò che penso. Mi sono guardata allo specchio e mi è venuta in mente la vacanza studio a Londra quando avevo 13 anni. Pensavo sarebbe stato l'inizio, non sapevo che due anni dopo, sarei già stata in involuzione. Mi sono guardata allo specchio e le emozioni che ho provato erano la mancanza per un lavoro utile, qualcosa di soddisfacente e che facesse la differenza per qualcuno. Del resto amo i momenti topici dei film quando la protagonista, una professionista di qualunque tipo, riesce a prendere in mano la situazione e sistemare il caos. (Per un periodo, anni fa, mi sono addirittura trovata a sognare di essere nei piani alti di un'industria sottoposta a pressioni 365 giorni all'anno). Onestamente fatico a conciliare anche solo a livello mentale, questo mio bisogno di essere al centro con la mia situazione da calma piattissima se no il panico mi manda in tilt, ma immagino sia solo una sorta di desiderio di compensazione. Anche se so che voler essere al centro della scena è comunque una parte del mio carattere.
Però tra l'idea di salvare il mondo/girare il mondo e non uscire nemmeno di casa c'è una gamma piuttosto vasta di possibilità. Forse in fin dei conti, è solo la mia parte sana che vorrebbe per me semplicemente qualcosa...

giovedì 3 ottobre 2019

etciù...etciù sono già al mio primo raffreddore stagionale, un'ottima partenza non c'è che dire :)
In questi giorni mi sembra di essere sull'altalena. Domenica sono andata a fare ciò che dovevo, un po' di ansia ma senza ansiolitici per tutto il giorno. Lunedì ero ko. Martedì ho gironzolato dalle 10 alle 14 con mia mamma per degli impegni, e sono stata bene. Ieri ho fatto un sacco di cose, mi sono stancata da matti, avevo le gambe che mi facevano malissimo e l'ansia piuttosto alta. Riuscire a reggere almeno un giorno sì e uno no per me sarebbe già un enorme passo avanti, ma non credo sia sempre possibile questa alternanza. Il fatto è che ad ogni mese che passa ho come la sensazione che ciò che mi si riversa addosso in termini di impegni/doveri aumenti in modo quasi esponenziale. E purtroppo senza un ritorno economico, perché nn faccio entrare soldi in più in casa facendo ciò che devo per aiutare i miei, per cui ogni tanto (cioè ogni poco)ho una crisi isterica: ho sempre più da fare, non guadagno niente e l'ansia mi tiene tra le sue grinfie. Così a volte mi sembra proprio di bloccarmi, impalata, tipo il computer quando si impalla. E finisce che io mi senta esposta, sola, con la percezione di poter contare sempre più solo su me stessa, una me stessa sempre sbilenca. E se tutto va bene, cioè se non resto davvero sola in casa, siamo solo all'inizio…