Ed eccomi giunta a destinazione. Nell' attesa, cercando di calmarmi, farò qualche parola crociata. Con questa che diventa l'immagine della giornata di oggi. L'alternativa sarebbe stata una foto delle medicine che andrò a prendere dopo. Visto che al supermercato per comprare porcherie non posso andare. ( meglio)
mercoledì 31 luglio 2019
Tra poco meno di mezz'ora devo accompagnare mia madre in paese. Sto tremando già da un quarto d'ora. Uffa. Combattere contro se stessi è una cosa estenuante. Giustificarsi contro chi non ha idea di cosa voglia dire il panico perenne, è avvilente. Che poi, sì, bisognerebbe dire ma scusarsi poi di che?!? Eppure è così che mi sento quasi ogni giorno. Come se facessi del male a qualcuno, e invece lo faccio a me. Per questo poi nasce il sentimento di rivalsa, come dicevo nel post prima. Ma se è sbagliata la sensazione iniziale, lo è anche di più volersi rifare su un non so chi non ben precisato. Occorre conservare le energie per poter portare a casa ogni piccola singola 'missione'.
Per cui… faccio un bel respiro, poi un altro… e via...
Per cui… faccio un bel respiro, poi un altro… e via...
A volte mia madre mi chiede cosa penserò di questi anni tra un po'. Nel senso, non mi pentirò di ciò che potrei aver fatto come passi avanti per la salute ma che non ho portato a casa? La sua domanda me la pongo spesso anche io, ma non so cosa dire. Ieri non riuscivo quasi a stare in piedi, domande così finiscono per sembrare inutili. Certo che però quello che di sicuro aumenta è la rabbia e il nervoso verso chi segue/si lega ad altri, non è una novità che io resti male, è che è sempre più evidente quanto poi sotto sotto io voglia fargliela pagare, e quanto, d'altro canto, mi immagini in situazioni nelle vesti eroina che risolve tutti i loro guai per sentirmi elogiata. Una deriva non molto lusinghiera del mio essere attenta gli altri di parecchi anni fa. Sono diventata rabbiosa e vendicativa. Ah, che bei passi avanti…
Ma forse anche l'idea di uscire quasi senza cambiamenti da questi ultimi 20 anni non era molto credibile. Ho bisogno di non essere più stronza. Ma non per gli altri, che nemmeno se ne rendono conto, ma per me, perché è sfibrante sentirsi sempre così. Si consumano un sacco di energie e non si ha nulla di buono in cambio.
Urge riflettere sulla questione.
MA sarò l'unica a cui il panico ha cambiato profondamente il carattere?
Ma forse anche l'idea di uscire quasi senza cambiamenti da questi ultimi 20 anni non era molto credibile. Ho bisogno di non essere più stronza. Ma non per gli altri, che nemmeno se ne rendono conto, ma per me, perché è sfibrante sentirsi sempre così. Si consumano un sacco di energie e non si ha nulla di buono in cambio.
Urge riflettere sulla questione.
MA sarò l'unica a cui il panico ha cambiato profondamente il carattere?
martedì 30 luglio 2019
Altra scenata rabbiosa nei sogni da parte mia, altra scenata vera nei miei confronti da parte di mia madre. Che brutta giornata. Già ieri per carità! Di fatto ieri ho fatto poco più che vegetare per tutto il giorno, mi sono pure addormentata verso le 17 per circa mezz'ora, cosa che mi sarà successa 5 volte in tutta la vita. E poi ansia, cuore a mille, cervello in pappa. Quando penso che il panico potrebbe finire, di fatto spesso non ci credo. Dopo 19 anni come si fa a pensare che, un giorno tutto finisca, dopo che questa cosa ha condizionato ogni aspetto della vita? Umore, sonno, forze, equilibrio, cuore, respiro, persino l'andare in bagno. Relazioni, rapporti, scenate. In questo momento non ci credo che se ne andrà. Se non ho avuto la forza di combatterlo fino ad oggi. Poi guardo fuori dalla finestra, il mio è un quartiere tranquillo, non ci sono persone che lavorano ai 4 angoli del globo, né che fanno rave party come se non ci fosse un domani. Eppure io sono davvero ferma al palo, nei confronti di tutti. Mi sono ridotta così solo un giorno alla volta per circa 6900 giorni. Un gioco al ribasso che ha coinvolto me e pure chi mi sta intorno, divorata dai sensi di colpa, dalla noia e dalla paura per quello che sarà, o non sarà. Gelosa e invidiosa di chiunque riesce a vivere, arrabbiata con tutti, esasperata. Sempre preda di emozioni troppo forti che mi fanno stare fisicamente male. Mi sembrava di aver intrapreso un percorso diverso da qualche mese, ma direi di no.
Ieri mia madre ha detto che la gente mi sta dimenticando. Mi ha fatto male, ma è la verità, e non può che essere così visto che non riesco a relazionarmi con nessuno, non di persona, non al telefono. Non voglio stare sola, non riesco a stare con gli altri. Il cane che si morde la coda.
Almeno il caldo si è placato.
Ieri mia madre ha detto che la gente mi sta dimenticando. Mi ha fatto male, ma è la verità, e non può che essere così visto che non riesco a relazionarmi con nessuno, non di persona, non al telefono. Non voglio stare sola, non riesco a stare con gli altri. Il cane che si morde la coda.
Almeno il caldo si è placato.
sabato 27 luglio 2019
Questa notte per la seconda volta in 3 notti, ho sognato di arrabbiarmi come una matta verso qualcuno. Sebbene i motivi fossero validi, i modi no, tanto è vero che poi mi sentivo in colpa da morire, sperando che fosse solo un sogno! La seconda volta in 3 notti, ma un numero oramai imprecisato dall'inizio dell'anno. Cosa significa?
Poco fa c'è stato un problema tra una vicina e mio zio, una bazzecola e in cui né io né i miei genitori centriamo, eppure mentre ne sentivo parlare mi sono sentita male. Quasi come se il cuore fosse al limite. Per paura? Credo che i sogni in cui esplodo come una matta siano solo l'altro lato della medaglia di questa paura. Mio padre, a volte, dice che è perché non sono capace di stare al mondo. Può essere, però io mi chiedo se non ci sia altro.
nota di colore interessante, nel mentre che sto scrivendo, la caldaia ha fatto un paio di bizze mentre mio padre è andato a fare la doccia. sono partite bestemmie contro 'questa cazzo di casa in cui non funziona mai niente.', mentre scrivo piango, ma è un bene, perché così mi sfogo subito. Il disprezzo con cui lo ha detto mi ha fatta sentire colpevole.
comunque… tornando all'inizio del discorso, non capisco se è 'solo' perché non sono emotivamente matura, e non capisco cosa posso farci. Questa mattina mia madre ha detto che sono un'asociale. Come può non essere così visto come reagisco ad ogni parte emotiva? Ma è molto difficile, molto difficile.
Ovviamente sono dovuta ricorrere agli ansiolitici.
passo e chiudo...
Poco fa c'è stato un problema tra una vicina e mio zio, una bazzecola e in cui né io né i miei genitori centriamo, eppure mentre ne sentivo parlare mi sono sentita male. Quasi come se il cuore fosse al limite. Per paura? Credo che i sogni in cui esplodo come una matta siano solo l'altro lato della medaglia di questa paura. Mio padre, a volte, dice che è perché non sono capace di stare al mondo. Può essere, però io mi chiedo se non ci sia altro.
nota di colore interessante, nel mentre che sto scrivendo, la caldaia ha fatto un paio di bizze mentre mio padre è andato a fare la doccia. sono partite bestemmie contro 'questa cazzo di casa in cui non funziona mai niente.', mentre scrivo piango, ma è un bene, perché così mi sfogo subito. Il disprezzo con cui lo ha detto mi ha fatta sentire colpevole.
comunque… tornando all'inizio del discorso, non capisco se è 'solo' perché non sono emotivamente matura, e non capisco cosa posso farci. Questa mattina mia madre ha detto che sono un'asociale. Come può non essere così visto come reagisco ad ogni parte emotiva? Ma è molto difficile, molto difficile.
Ovviamente sono dovuta ricorrere agli ansiolitici.
passo e chiudo...
mercoledì 24 luglio 2019
caldo e panico
E anche oggi il caldo non ha dato tregua… e lo dico quasi sentendomi in colpa, perché in effetti in casa mia, vicino ad una valle, un po' di frescura la si trova sempre di qua o di là, ma in ogni caso sono stata male. Come ogni volta che arrivano sti picchi assurdi, il mio fisico reagisce mandando attacchi di panico, non forti, ma frequenti. Un motivo in più per perdere peso e lasciarmi sto cavolo di panico alle spalle. Non riesco a mettere il naso fuori casa, e mi chiedo: ma le persone anziane e sole che non possono fare a meno di uscire? O che sono in un appartamentino bollente Abbiamo trasformato il dolce clima mediterraneo in un incubo fatto di eccessi di ogni tipo, ben fatto davvero. E questo si riflette su ogni malessere già preesistente. La soluzione, aria condizionata in ogni dove, funzionerà o peggiorerà le cose?
E ora che sono circa le 21.30 mi appresto a prendere le ultime gocce di ansiolitici della giornata, spero, mentre i gradi piano piano si abbasseranno un pochino per la notte, e senza pensare alle temperature di domani se no ciao… :(
E ora che sono circa le 21.30 mi appresto a prendere le ultime gocce di ansiolitici della giornata, spero, mentre i gradi piano piano si abbasseranno un pochino per la notte, e senza pensare alle temperature di domani se no ciao… :(
... speriamo :)
Da piccoli ci hanno insegnato (ora non lo so più) che chi sbaglia paga, chi fa del male non finirà bene e chi fa il bullo, alla fine le pagherà tutte. Forse ce lo insegnavano perché comportarsi bene, in senso lato ed etico, non è sempre la scelta più facile, ed è meno complicato spiegare ai bambini che se non ci si comporta così, poi la si pagherà, piuttosto che dire loro ci si comporta così solo perché è giusto. Così mi hanno cresciuta, per questo oggi non sopporto, per niente, che sbruffoni e violenti (magari anche in condizioni di potere) possano fare i loro porci comodi senza pagare mai nulla. Eppure, forse, è più questa la realtà che non quella che vi veniva propinata da piccoli. Ma non mi piace. Perché comportarsi bene è spesso faticoso, e anche per gli adulti spesso impossibile se non c'è la minaccia di qualche penale. Certo, poi parlo con mia mamma, una che del comportarsi bene ha sempre detto: "Non potrei fare diversamente, solo perché è giusto così.", e allora spero. Io non sono buona come lei, io sono rancorosa, vendicativa, un po' subdola, ma magari lei non è la sola, magari il buon esempio, quello vero e autentico, conterà ancora qualcosa. Magari usciremo da questi anni meglio di quanto non si pensi, di quanto io pensi.
Speriamo.
Buona giornata :)
Speriamo.
Buona giornata :)
lunedì 22 luglio 2019
Ok. Sembra incredibile a dirsi, ma questa sera sono riuscita a leggere i commenti che mi sono stati fatti sul blog. Metà erano pubblicità, ma io non potevo saperlo, quel che è certo è che finalmente ce l'ho fatta, sebbene il cuore in sottofondo fosse un po' un tamburo. Non so, è un passo minimo ma per me vuol dire tanto. Spero non sia solo un evento straordinario e non ripetibile. Spero che il rapporto con gli altri, nei vari modi in cui può presentarsi, mi agiti sempre un filo di meno. Ci sono altri ostacoli che mi aspettano e che spero di risolvere domani, ma nel frattempo oggi ho letto qui e i commenti sul mio account personale di twitter. Insomma, per me è un vero successo!!! Evviva :)
domenica 21 luglio 2019
tutta la verità su Alice
Tempo fa ho letto questo libro, tutta la verità su Alice di Jennifer Mathieu. Questa è la sinossi che si trova su alcuni siti di vendita.
Tutti sanno che Alice è andata a letto con due ragazzi nella stessa sera, a una festa. E quando Brandon Fitzsimmons - il quarterback della scuola, bello e famoso - muore in un incidente d'auto, viene fuori che mentre guidava stava chattando al cellulare con Alice: lei gli stava mandando messaggi ad alto tasso erotico. A scuola già si diceva che Alice fosse una ragazza facile, una poco di buono, ma dopo la morte di Brandon, la macchina del fango impazzisce. C'è chi sostiene che abbia abortito, chi dice che sia disposta a tutto per un aiuto in matematica, il bagno delle ragazze è costellato di insulti anonimi a lettere cubitali e indelebili. Ma la vita di Alice è davvero quella che tutti pensano di conoscere? Oppure molti proiettano su di lei i loro pin torbidi segreti? Jennifer Mathieu riesce a raccontare con dissacrante realismo la vita di una ragazza qualunque, senza aggrapparsi a stereotipi o vecchi cliché
Sembra abbastanza evidente che il tema centrale di un libro così, che ho trovato crudo e per questo utile, siano le oramai tanto famose fake news, la capacità di inventare panzane completamente dal nulla, o distorcendo a dismisura un fatto senza provare il minimo senso di vergogna. Mi fanno paura queste bugie diffuse con ogni mezzo. Mi fanno paura perché se non c'è più nemmeno una sorta di etica che tutela, tutti possono dire qualsiasi stronzata passi loro in mente, e alla fine questa varrà tanto quanto che ci mette impegno e costanza per arrivare alla verità. Sono stanca di questa situazione, sono stanca che tutto valga, che non ci siano limiti, regole, rispetto, pudore. Non è progresso questo, è solo uno schifo. E sì, i riferimenti anche alla politica nostrana sono puramente voluti. Basta bugie.
sabato 20 luglio 2019
Mi piacciono molto i colori dell'estate. Mi fanno sentire bene, soprattutto mi fa sentire bene il verde che mi circonda, mi trasmette calma, serenità, sensazione di respirare pur in mezzo al mio panico semi perenne. Mi piace il mare, ci sto bene qualche settimana. Mi chiedo piuttosto come reagirei se fossi in centro ad una metropoli, magari in un condominio, senza sbocco all'esterno. Non sono domande a caso, molte volte mi sono detta che vivendo in centro città avrei avuto meno difficoltà ad uscire per delle piccole cose, sarei riuscita ad affrontare delle brevi commissioni che non dovevano diventare epopee solo per la distanza. Ma soprattutto ultimamente, visto il fastidio che mi danno il caldo e soprattutto i rumori, è l'idea di vivere in una grande città a mettermi ansia. Si dirà: e che me lo immagino a fare? Non lo so, forse perché semplicemente voglio capire i miei limiti a che punto stanno, cosa sarei davvero in grado di reggere e cosa no.
venerdì 19 luglio 2019
Sono le 16.51 e sono esausta. Prima, verso le 14, mentre stavo finendo di lavare i piatti, ho iniziato a non sentirmi bene. Ho cercato di tenere duro finendo quello che dovevo fare e poi sono salita nel mio soggiorno, nel mio rifugio… appena in tempo per sedermi prima che un attacco di panico mi si fiondasse addosso. Uno di quelli tosti, ma sul serio… vedevo il tavolo muoversi, mi sembrava che la testa non stesse ferma e che pesasse un quintale, cuore in gola, sensazione di perdere il controllo della vescica, un senso di estraniamento dalla realtà allucinante. Sul fatto che ne ho meno di attacchi di panico non si discute, ma è vero anche che sono davvero molto più forti. Un quarto d'ora dopo, mentre cercavo di riprendere il contatto con la realtà, mi sono chiesta di nuovo come posso ambire a qualcosa di più di quello che faccio ora stando così. Sì, sono frasi dettate dallo sconforto, ma non sono totalmente prive di fondamento. Ho preso le gocce, ne prenderò anche adesso perché sento una sorta di ritorno dell'attacco. Poi farò un po' di ciclette e colorerò un po', mentre questa giornata volge al termine. E non posso fare a meno di chiedermi se, quel telefono che è ancora spento, non finisca con il mettermi ancora più sottopressione. Non sono in grado di rispondere, ma mi fa malissimo restare così in balia. Spero, un giorno non molto lontano, di capire come fare per affrontare la questione.
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Sono belli i colori dell'estate, sono intensi… per qualche secondo, guardandoli, sembra quasi di riuscire a dimenticarsi l'ansia e tutto il resto, sembra quasi di stare bene.
L'altro giorno ho tralasciato, volutamente, forse la cosa più importante. Mentre ero in paese ho incontrato una mia ex compagna di liceo, una di quelle persone che ha saputo davvero far diventare la sua vita qualcosa di magico. Ci siamo salutate velocemente perché i tempi per me e mia madre erano stretti, non ho avuto il "tempo" di sentirmi a disagio con lei. Solo che poco dopo mi ha scritto sul cell per invitarmi una mattina a bere un caffè. Non le ho ancora risposto e ho spento il telefono. Che vita patetica… ho paura. Ho paura del disagio che proverei sicuramente nei suoi confronti nel dirle il niente che ho combinato io in tutti questi anni, ho paura di tutti gli altri no che dovrei dirle se non fosse solo un caffè isolato, se dovessi uscire, guidare… e allora scappo. Quello stesso giorno ho fatto io tutte le commissioni, in posta, in farmacia… niente di particolare ma sono riuscita senza farmi venire l'ansia. Forse, soprattutto in posta, quello che ho fatto questa volta solo un anno fa mi sarebbe stato impossibile. Forse.
E forse è normale voler gestire solo un passo alla volta. Ma un caffè cazzo, che diavolo dovrebbe succedere? Eppure eccomi qui, di nuovo con il cellulare spento. L'ho detto mille volte e lo ripeto ancora, se mi avessero detto come sarei stata a 30-35 anni, non gli avrei creduto minimamente. E forse centra o forse no, ma come posso pensare che alcuni miei progetti, come anche la scrittura e il blog, possano funzionare se ho così paura del contatto con le persone? Se mi sento così inadeguata ad interagire con loro? Sono emozioni troppo intense, quasi come se fossi sull'orlo dello svenimento o di un infarto ogni volta. E sembrano più cose da terapia che da farmaci, ma dopo tutti questi anni non so davvero più cosa pensare.
L'altro giorno ho tralasciato, volutamente, forse la cosa più importante. Mentre ero in paese ho incontrato una mia ex compagna di liceo, una di quelle persone che ha saputo davvero far diventare la sua vita qualcosa di magico. Ci siamo salutate velocemente perché i tempi per me e mia madre erano stretti, non ho avuto il "tempo" di sentirmi a disagio con lei. Solo che poco dopo mi ha scritto sul cell per invitarmi una mattina a bere un caffè. Non le ho ancora risposto e ho spento il telefono. Che vita patetica… ho paura. Ho paura del disagio che proverei sicuramente nei suoi confronti nel dirle il niente che ho combinato io in tutti questi anni, ho paura di tutti gli altri no che dovrei dirle se non fosse solo un caffè isolato, se dovessi uscire, guidare… e allora scappo. Quello stesso giorno ho fatto io tutte le commissioni, in posta, in farmacia… niente di particolare ma sono riuscita senza farmi venire l'ansia. Forse, soprattutto in posta, quello che ho fatto questa volta solo un anno fa mi sarebbe stato impossibile. Forse.
E forse è normale voler gestire solo un passo alla volta. Ma un caffè cazzo, che diavolo dovrebbe succedere? Eppure eccomi qui, di nuovo con il cellulare spento. L'ho detto mille volte e lo ripeto ancora, se mi avessero detto come sarei stata a 30-35 anni, non gli avrei creduto minimamente. E forse centra o forse no, ma come posso pensare che alcuni miei progetti, come anche la scrittura e il blog, possano funzionare se ho così paura del contatto con le persone? Se mi sento così inadeguata ad interagire con loro? Sono emozioni troppo intense, quasi come se fossi sull'orlo dello svenimento o di un infarto ogni volta. E sembrano più cose da terapia che da farmaci, ma dopo tutti questi anni non so davvero più cosa pensare.
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mercoledì 17 luglio 2019
dedicato a me, a noi.
E questa mattina ennesimo incontro con la dottoressa… con il solito ferro quasi a zero, salta fuori pure la pressione alta. Una cosa su cui ho sempre contato in positivo, sempre 80 su 120, oggi è salita pure quella. Probabilmente è il conto che l'obesità comincia a presentarmi, insieme agli zuccheri quasi al limite. E ieri sera mi sono ingozzata ancora di Nutella. Devo avere i neuroni scollegati… :/
Del resto, parlando solo del panico, va molto meglio. Molto. In 2/3 mesi di pastiglia al mattino, ho ridotto a 1/3 gli ansiolitici e attacchi di panico brutti brutti ne avuti quasi il 90% di meno. E allora non posso fare a meno di pensare che in 7 anni di psicoterapia non ci sono nemmeno andata vicina a miglioramenti del genere. E non posso fare a meno di pensare se in fondo, a volte, non serva più la chimica che neanche la psicologia. E io ci credo alla psicologia. Ma ogni caso è a sé e forse hanno ragione quelli che consigliano di intraprendere la terapia doppia, farmacologico-psicologica. Ma qui dopo 20 anni di panico, è stato quasi solo un caso che io abbia cominciato questo trattamento.
Be', in ogni caso basta recriminazioni. Quel che è stato è stato ed ora occorre andare avanti. E soprattutto devo continuare a lottare per perdere peso. Perché credo di essere davvero ad un punto delicatissimo per alcune questioni di salute. Il punto di non ritorno.
E allora forza!!!
E forza a tutti quelli che devono combattere con le conseguenze del panico.
Del resto, parlando solo del panico, va molto meglio. Molto. In 2/3 mesi di pastiglia al mattino, ho ridotto a 1/3 gli ansiolitici e attacchi di panico brutti brutti ne avuti quasi il 90% di meno. E allora non posso fare a meno di pensare che in 7 anni di psicoterapia non ci sono nemmeno andata vicina a miglioramenti del genere. E non posso fare a meno di pensare se in fondo, a volte, non serva più la chimica che neanche la psicologia. E io ci credo alla psicologia. Ma ogni caso è a sé e forse hanno ragione quelli che consigliano di intraprendere la terapia doppia, farmacologico-psicologica. Ma qui dopo 20 anni di panico, è stato quasi solo un caso che io abbia cominciato questo trattamento.
Be', in ogni caso basta recriminazioni. Quel che è stato è stato ed ora occorre andare avanti. E soprattutto devo continuare a lottare per perdere peso. Perché credo di essere davvero ad un punto delicatissimo per alcune questioni di salute. Il punto di non ritorno.
E allora forza!!!
E forza a tutti quelli che devono combattere con le conseguenze del panico.
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domenica 14 luglio 2019
Puff… venerdì quando sono uscita, sono andata al supermarket per comprare alcune porcherie, unica consolazione alla fatica assurda che ho fatto per uscire. All'appello mancano 2 ciambelle, 2 krapfen alla crema, 2 focaccine e un pacchetto di caramelle., sparite in 2 sere. Sono immersa di nuovo in quella sensazione che mi fa dire di non aver nessun controllo per il cibo. Nelle ultime 2 settimane sono aumentata già di 2 chili. Basta qualsiasi impedimento di ansia, di caldo, di malessere, di impegni… qualsiasi cosa riesce a spezzare quel filo sottile di buona volontà per affrontare il problema dell'obesità. In alcuni periodi mi sembra di fare qualche passo avanti, ma difficilmente è una vera capacità di controllo. Di solito sono sempre 'interferenze' esterne. Ad esempio quando ha fatto quella settimana di caldo torrido non avevo voglia di ingozzarmi, ma solo per l'estremo caldo, se poi il caldo non è estremo ma solo caldo, allora mangiare mangio, ma probabilmente non riesco a fare movimento. Idem con l'ansia. Se è altissimissima non mangio extra, ma se è solo alta, magio eccome!
Ultimamente mi sembra, tra le persone di cui sono a conoscenza, che riescano ad avere risultati solo coloro che si operano in qualche forma allo stomaco. E io non sono pronta nemmeno a sentirne parlare. Chissà se qualcosa prima o poi mi farà cambiare idea.
Ultimamente mi sembra, tra le persone di cui sono a conoscenza, che riescano ad avere risultati solo coloro che si operano in qualche forma allo stomaco. E io non sono pronta nemmeno a sentirne parlare. Chissà se qualcosa prima o poi mi farà cambiare idea.
sabato 13 luglio 2019
qualcosa dentro di me
In qualche cassetto ho una foto di quando avevo più o meno 2 anni, me ne andavo in giro con un album da disegno che invece io riempivo, pagina dopo pagina, di scarabocchi volti ad imitare la scrittura in corsivo. Quando sono andata alle elementari, ho cominciato a fare un gioco, a casa immaginavo di essere una maestra con una classe di 12 allievi, avevo un quadernone che fungeva da registro e mi divertivo a far fare ai miei allievi pure le verifiche, che ovviamente scrivevo sempre io, e le interrogazioni erano le lezioni che dovevo studiare davvero io per la scuola. Sono andata avanti moltissimo con questo gioco, fino a che non ho iniziato a dare davvero ripetizioni. Ed è bello. Ed è una cosa che mi ha sempre, o quasi, dato soddisfazioni. Credo di aver iniziato 11 anni fa, sebbene prima lo facessi con la cuginetta. 11 anni anche difficili, perché il panico e l'insicurezza mi hanno mostrato sempre il percorso molto più difficile del previsto, anni di stress e confusione. Ma sotto sotto c'è sempre stata la soddisfazione. Bene… questa è la prima estate completamente libera. Non mi ha cercata nessuno, e io alterno momenti in cui mi dispiace, e non solo per i soldi, ad altri che penso sia meglio così, che non ne avrei la forza, e che forse potrei concentrarmi su altro. La verità è che le vacanze ci possono stare, ho davvero molto altro da fare per la salute, ma non dovrei temere questo impegno. E sarà possibile solo con serenità in più e capacità di non farsi travolgere. Obiettivo ambizioso per il mio status, lo so. Ma così è... per riappropriarmi di qualcosa che è da sempre parte di me.
venerdì 12 luglio 2019
Mh… oggi dovevo andare in posta per spedire un libro. Mi sono sentita quasi a casa… nel senso che è stata durissima. Un'ansia prima di uscire! C'era parecchia gente, fortunatamente l'ambiente era rinfrescato, ma uscire mi è costato davvero tanto e non me lo aspettavo. La città sapeva d'estate, nel senso che ci si accorge che non è dicembre, e forse mi è venuta anche un bel po' di nostalgia di nuovo per i tempi andati. Per i viaggi passati, per quando l'estate era divertimento anche in città. Potrebbe essere l'umore per il ciclo in arrivo, non so. Ma quando mi sono messa in auto tremando, ero proprio giù di corda. Balorda e stanca già dalle 9 del mattino. Va be', però sono riuscita a fare ciò che dovevo, un passettino alla volta. Sebbene sia costantemente travolta da tutto quello che non va, dal bisogno di soldi, di amici, di saper stare al mondo; è un aspetto del panico che non avevo preso in considerazione fino ad alcuni anni fa, confrontarsi con il vuoto che mi sono creata da sola. Statisticamente dovrei essere in buona compagnia, ogni volta che mi trovo tra le gente me lo chiedo: chi starà passando quello che passo io? Me lo chiedo, ma non ho una risposta. E nel frattempo mi do alcuni impegni, per esempio interagire su internet. Ma non riesco manco in quello. :)
E pace… ancora un giorno alla volta.
Buon pomeriggio con ansia… ;)
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Buon pomeriggio con ansia… ;)
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giovedì 11 luglio 2019
Parlando con mia madre, poco fa, in una conversazione tranquilla, senza polemica, lei se ne è uscita dicendo che, se avessi saputo quanto mi avrebbero dato fastidio alcune cose della dinamica interna a questa famiglia, avrei dovuto prendere altre decisioni anni fa. Mi ha fatta pensare, soprattutto in merito a quella rabbia che provo oramai h24 nei confronti della mia situazione famigliare. In effetti l'osservazione di mia madre è lecita, e credo sia proprio questo che mi fa stare così male, a causa del panico, del fatto di non riuscire ad essere indipendente, mi sono legata a doppio/triplo filo a quello che succedeva in casa, non sono riuscita a sentirmi libera e sciolta, e poi proprio per questo, anche in colpa se non riuscivo a subentrare al loro posto. Il panico mi ha impedito di prendere la mia strada, e istintivamente mi arrabbio con chi è intorno a me. Sia chiaro, mi arrabbio moltissimo anche con me, ma in questo caso scarico anche su di loro. Recuperare la mia dimensione sarà una battaglia piuttosto lunga, perché dovrò combattere non solo con loro, ma anche con me stessa e quel legame a triplo filo che mi ha un po' soffocata.
Nelle ultime settimane mi sono vista THE SINNER e La verità sul caso Harry Quebert, di cui tra l'altro ho letto il libro l'anno scorso ma non mi ricordavo molto tranne che mi era piaciuto. Le ho trovate serie molto ben fatte, come anche la prima stagione di TRUE DETECTIVE. Una caratteristica di queste serie è che ogni puntata, possiamo dire, aumenta il 'caos' invece che scioglierlo e tutti i fili vengono risolti solo nell'ultima. Non so, a volte trovo quasi strano che, al giorno d'oggi, vadano per la maggiore serie di questo tipo. Non abbiamo più pazienza per nulla, figuriamoci per aspettare due mesi prima di capire qualcosa di una storia inventata. Certo, ci sono molte serie che vengono rilasciate tutte intere, ma non sempre. Quello che so è che io non riesco più a reggere l'attesa. Preferisco vedere tutto insieme, alla fine. Sì, questa sono io, non tutti siamo così, ma la sensazione è che non siamo più capaci di aspettare. Tutto deve essere pronto e deve esserci subito. Temo che alla lunga questo fatto non giochi a nostro favore.
Notazione a margine, anche oggi ho avuto la sensazione che, in generale, siamo sempre più propensi a dare i numeri in men che non si dica. Poca pazienza, intolleranza, nervosismo… sembriamo una gabbia di matti.
Notazione a margine, anche oggi ho avuto la sensazione che, in generale, siamo sempre più propensi a dare i numeri in men che non si dica. Poca pazienza, intolleranza, nervosismo… sembriamo una gabbia di matti.
mercoledì 10 luglio 2019
Ieri avevo deciso che non avrei nominato il fatto che lunedì mi sono mossa soprattutto per gli altri. Avrei voluto mantenere un po' di controllo anche oggi ma direi che non ci siamo. Sento dentro una rabbia che è qualcosa di oscuro persino. Rabbia unita alla stanchezza e anche ad un filo di ansia. Vorrei avere la possibilità di mandare al diavolo e scavalcare tutto quello che non fanno gli altri (leggi padre/zio), quell'atteggiamento da bambini dell'asilo che giocano a chi fa meno. Il problema è che per gestire qualsiasi cosa servono soldi. Che non ho, e allora passare dalla rabbia verso gli altri alla delusione per la mia vita è un attimo. Bisogna quasi implorarli per fare due ca**o di lavori in casa che spettano a loro, io non so che modo di fare è questo. Un modo di fare che se ne sbatte bellamente di tutti. Sono stanca. E so perfettamente che questa rabbia non aiuta, ma che ci posso fare?
Le emozioni a volte diventano qualcosa di tossico. Non voglio negarle, non servirebbe, sarebbe sbagliato, però non fa bene nemmeno farsi divorare da esse. Sono stanca, ho l'ansia, e una gran voglia di dare di matto.
Bel mercoledì sera tutto sommato…
Sto raccogliendo fondi per in lotta con il panico. Clicca per donare: https://www.gofundme.com/in-lotta-con-il-panico&rcid=r01-1557848018,41-15107ca1076f43c3&pc=tw_co_campmgmt_w via @gofundme
Le emozioni a volte diventano qualcosa di tossico. Non voglio negarle, non servirebbe, sarebbe sbagliato, però non fa bene nemmeno farsi divorare da esse. Sono stanca, ho l'ansia, e una gran voglia di dare di matto.
Bel mercoledì sera tutto sommato…
Sto raccogliendo fondi per in lotta con il panico. Clicca per donare: https://www.gofundme.com/in-lotta-con-il-panico&rcid=r01-1557848018,41-15107ca1076f43c3&pc=tw_co_campmgmt_w via @gofundme
martedì 9 luglio 2019
Ieri per me è stata una giornata piuttosto impegnativa. Dico sempre per me perché so perfettamente che di solito gli standard sono un po' più alti, ma per me, appunto, esami del sangue+ uscita al supermercato vicino+ deviare di un paio di chilometri per far benzina+ dar retta per più di un'ora all'elettricista in casa è una gran cosa. Sono riuscita a non prendere gocce perché a parte qualche minuto prima degli esami e prima di cena, non ne ho sentito il bisogno. Poi va be', ero stanca morta ma mi sono addormentata solo alle 2 e oggi mi sono alzata con un mega mal di testa, ma ieri è andata bene. Le mie battaglie sono un po' queste, e non voglio star a pensare al fatto che almeno metà delle cose fatte ieri non erano per me, non oggi per lo meno. Penso piuttosto a come guarderò a questo periodo tra un po' di anni. Sto facendo passi avanti, lo so eppure con le persone no. A volte scapperei dentro casa e sigillerei la porta. Che fatica relazionarsi! Che paura di tutti, che senso di inferiorità perenne. Ma tutta questa solitudine è destinata a scemare un po' alla volta anche solo facendo quello che faccio o non basterà comunque? Non riesco a stare con gli altri, ma ho una grande paura di restare sola. Un altro lato del panico. In fondo solo uno dei tanti.
domenica 7 luglio 2019
Verrebbe un po' da dire trova le differenze eh… in meno di una settimana qui ho già fatto fuori un sacco di gocce di ansiolitici, sicuramente molte di più che in una settimana al mare; tanto per dire oggi le ho prese 3 volte. Motivo? La mia famiglia. Più passano le settimane più mi si stringono addosso. Questa cosa mi leva il fiato. Uguale e diverso a quando tutto è cominciato. Non voglio dover rimpiangere questi momenti quando non ci saranno più, ma non va bene così. Non va bene per me. Non andrebbe bene probabilmente nemmeno se fossi una trentacinquenne sana, per dire, perché sto finendo in mezzo ad una marea di questioni, e in mezzo significa proprio in mezzo, come se dovessi assorbire ogni cosa che esce da uno dei tre nei confronti degli altri. E sullo sfondo sempre la solita scena: mio padre che inveisce con tutti, mio zio che sembra cadere già da una pianta tutti i momenti e scarica mille incombenze su di noi e mia madre che guai a dire male di suo fratello.
Così domani ricomincia una settimana così. E domani devo fare gli esami del sangue, di nuovo, e di nuovo non ho i soldi, li ho chiesti a mia madre e tutti i discorsi che ha fatto… se li avessi rubati mi sentirei meno merda. Come se non mi facessi già venire i nervi da sola per il fatto di non essere indipendente in niente. Sarà una lunga estate. Spero davvero di riuscire a perdere almeno qualche chilo, perché senza qualcosa che funziona ho paura di tonare esattamente a come stavo all'inizio. 19 anni fa.
Così domani ricomincia una settimana così. E domani devo fare gli esami del sangue, di nuovo, e di nuovo non ho i soldi, li ho chiesti a mia madre e tutti i discorsi che ha fatto… se li avessi rubati mi sentirei meno merda. Come se non mi facessi già venire i nervi da sola per il fatto di non essere indipendente in niente. Sarà una lunga estate. Spero davvero di riuscire a perdere almeno qualche chilo, perché senza qualcosa che funziona ho paura di tonare esattamente a come stavo all'inizio. 19 anni fa.
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Ah che bellezza! Sono le 9.30 di mattina e ho già l'ansia, e bella forte! :(
L'ansia… che roba strana. Ancora adesso dopo quasi 19 anni faccio fatica ad inquadrarla. Non mi sento molto a mio agio nel rendere gli altri partecipi di questa malattia, quasi come se fosse presente della vergogna, ma del resto quando delle persone che dovrebbero conoscermi bene, se ne escono con frasi che mi fanno capire che non sanno niente di questa mia ansia, resto ancora più male. Motivo? Semplicemente mi chiedo cosa devono pensare della mia vita, cioè senza il motivo principale per cui tante cose sono andate come sono andate, quale giustificazione danno al mio stile di vita a zero risultati? Che mi diverto a non fare un cavolo? Che godo a fare la mantenuta a 35 anni? Che sono mi sento troppo superiore anche solo per delle relazioni con qualcuno?
Mi sembra quasi che ogni stagione io debba rifare i conti/bilanci sulla malattia e come mi relaziono con essa, e come mi barcameno nell'opinione che gli altri potrebbero avere di essa.
Certo che la vergogna dovrebbe proprio sparire!
L'ansia… che roba strana. Ancora adesso dopo quasi 19 anni faccio fatica ad inquadrarla. Non mi sento molto a mio agio nel rendere gli altri partecipi di questa malattia, quasi come se fosse presente della vergogna, ma del resto quando delle persone che dovrebbero conoscermi bene, se ne escono con frasi che mi fanno capire che non sanno niente di questa mia ansia, resto ancora più male. Motivo? Semplicemente mi chiedo cosa devono pensare della mia vita, cioè senza il motivo principale per cui tante cose sono andate come sono andate, quale giustificazione danno al mio stile di vita a zero risultati? Che mi diverto a non fare un cavolo? Che godo a fare la mantenuta a 35 anni? Che sono mi sento troppo superiore anche solo per delle relazioni con qualcuno?
Mi sembra quasi che ogni stagione io debba rifare i conti/bilanci sulla malattia e come mi relaziono con essa, e come mi barcameno nell'opinione che gli altri potrebbero avere di essa.
Certo che la vergogna dovrebbe proprio sparire!
sabato 6 luglio 2019
w le emozioni che si trasformano in forza
Sto ascoltando il cd summer hits. Mi piace, sono canzoni adatte all'estate davvero. Anzi, sanno fare estate, hanno quella leggerezza e quel ritmo adatto a questi mesi. In questa mezz'ora credo di aver sentito più estate di tutto il mese passato… emozioni basate su ricordi, su ciò che è stato, che è lontano, ma che fa battere ancora il cuore. Che fanno voglia di essere ancora libera, di lasciar perdere ogni zavorra inutile. Come la sensazione di quando si cammina a piedi nudi. Voglio di più, voglio il coraggio di spiccare il volo, voglio la libertà dell'anima.
Continuo a fare sogni che manifestano tutte le mie paure e tutte le mie insicurezze. Sono lì, chiare e precise. Eppure in ogni giorno posso scavare una sorta di tunnel per far entrare la luce, l'aria, per far uscire me stessa. Sono riuscita a non mollare del tutto per 20 anni, ora che sembra di stare meglio posso farcela a fare ancora qualche passo avanti. Certo che posso. w l'estate e w le emozioni che si trasformano in forza.
Continuo a fare sogni che manifestano tutte le mie paure e tutte le mie insicurezze. Sono lì, chiare e precise. Eppure in ogni giorno posso scavare una sorta di tunnel per far entrare la luce, l'aria, per far uscire me stessa. Sono riuscita a non mollare del tutto per 20 anni, ora che sembra di stare meglio posso farcela a fare ancora qualche passo avanti. Certo che posso. w l'estate e w le emozioni che si trasformano in forza.
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venerdì 5 luglio 2019
L'altro giorno sono uscita per accompagnare mia madre. Sono andata in banca e ho sbrigato una commissione che ho in sospeso da 1 anno e più. Ho impiegato più o meno 2 minuti, non ho avuto nessun commento, nessuna domanda, era una vera e propria cagata, che però non sono stata in grado di sbrigare per un anno, e che in questo frangente ho sbrigato solo perché sarei comunque dovuta andare per accompagnare mia madre. Mi guardo in giro e vedo persone che chiacchierano mentre qui no, sono gelosa persino se due signore di 80 anni parlano tra loro escludendo mia madre. Sì, ieri sono riuscita ad uscire di casa in auto senza ansiolitici, ma le lacune della mia vita si stanno manifestando ovunque. A volte mi chiedo: se dovessi venire a contatto con delle persone, magari anche giovani, che manifestano in toto quello che sto provando io, seriamente come reagirei? Secondo me gli o le darei il tormento fino a quando non avrebbe risolto la situazione. Ci sono strade diverse per molte cose, i soldi servono, la salute anche. Al di là del rimpianto per ciò che non ho vissuto però, ad oggi ho la sensazione sempre più pressante che la mia lacuna più grande stia nella relazione con le persone, cosa che dovrebbe essere il sapore, il gusto, di ogni giorno. E che invece mi sta provocando un sacco di invidia verso tutti.
mercoledì 3 luglio 2019
Ma, una volta i sogni non erano un po' più sfumati con i loro significati nascosti?
La scora notte ho fatto un sogno che definire caotico è niente, sono riuscita in qualche scena a infilare tutti i casini della mia vita. Alla fine il succo del sogno, che si è poi trasformato in incubo, è che tutti, conoscenti, parenti, amici, mi voltavano le spalle. Persino un ragazzo che mi piaceva alle superiori e che non vedo da allora è comparso nel sogno dicendo che era felice di non aver saputo della mia cotta di allora perché se ne sarebbe vergognato. Ba… che poi, alla fin fine il messaggio, il senso del sogno era molto facile: non solo sento che il mio comportamento sociale non sia stato il massimo per mantenere le relazioni sociali, non solo mi spiace perché sono quasi sola, ma mi sento anche in colpa in merito a questo.
Ma, una volta i sogni non erano un po' più sfumati con i loro significati nascosti? Così, per dire… che poi uno ci leggeva un po' quello che voleva??? ;)
Ma, una volta i sogni non erano un po' più sfumati con i loro significati nascosti? Così, per dire… che poi uno ci leggeva un po' quello che voleva??? ;)
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martedì 2 luglio 2019
diamoci voce.
Oggi avrei voluto dedicarmi un po' alla lettura ma non ce l'ho fatta. Questa mattina sono uscita con mia mamma per alcune commissioni per mio zio, fortunatamente senza l'ausilio di ansiolitici, sono arrivata a casa, sempre sudata, e ho avuto due capogiri fortini, a quel punto mi arriva un sms sul cellulare per un problema della casa al mare. Ho cercato di gestirlo senza coinvolgere mio padre. Risultato? Tutto il pomeriggio passato come sospesa. Volevo leggere, non sarei riuscita a concentrarmi neanche per il titolo, e così verso le 16 vai di ansiolitici. E poi mi sono messa a guardare un episodio di blu notte. Così per rilassarmi…
La verità è che anche oggi ho fatto la spola tra i bisogni di mio zio e gestire quello che dovrebbe fare, senza dare i numeri, mio padre. Non è che mi dispiaccia darmi da fare, anzi. Visto che non lavoro ci può stare, e non è neanche il fatto che mi sia piombato addosso tutto di colpo, troppo per il mio stato. E' che di nuovo, anche oggi, mi sono sentita annullata da tutti gli altri in casa. Che loro, soprattutto gli uomini di casa, se ne approfittino è un dato di fatto.
Che io debba imparare ad essere più stabile e resistente, anche. Devo darmi voce pur continuando a dare il mio contributo. Le due cose non sono inconciliabili, anzi!!!
Ma credo che per chi soffre di panico da tanto, darsi voce sia difficile. Molto.
La verità è che anche oggi ho fatto la spola tra i bisogni di mio zio e gestire quello che dovrebbe fare, senza dare i numeri, mio padre. Non è che mi dispiaccia darmi da fare, anzi. Visto che non lavoro ci può stare, e non è neanche il fatto che mi sia piombato addosso tutto di colpo, troppo per il mio stato. E' che di nuovo, anche oggi, mi sono sentita annullata da tutti gli altri in casa. Che loro, soprattutto gli uomini di casa, se ne approfittino è un dato di fatto.
Che io debba imparare ad essere più stabile e resistente, anche. Devo darmi voce pur continuando a dare il mio contributo. Le due cose non sono inconciliabili, anzi!!!
Ma credo che per chi soffre di panico da tanto, darsi voce sia difficile. Molto.
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