venerdì 31 dicembre 2021

buon 2022

Capodanno, prevedibilmente non sono serena, è difficile sperare nel 2022 quando sai che non succederà nulla di buono. Ho paura e mi sento in colpa per non aver vissuto con mia mamma le esperienze che avrei potuto se fossi stata bene. Ma questa sera c'è un aspetto specifico che mi agita, non so come starò qui senza di lei, e poi senza anche mio padre, e allora mi capita di pensare a quando ero piccola al mare. C'era un senso di solitudine a volte in alcuni momenti per me, ed era ovvio, non avevo là tutte le persone che avevo qua, non era il mio habitat, eppure quando ci penso sento come se il discorso non fosse chiuso, come se Alassio avesse ancora tanto da darmi... ma in che modo? Sarei ancora più sola che qua. Il fatto è che ho paura perché sento il dolore di tutti, e soprattutto mi sento come spaccata in due, potrei prendere il meglio dei due mondi se capissi come fare e invece tutto mi sa di occasioni perse, fosse anche solo perché non si può essere da due parti in contemporanea. Credo che in parte anche la mia esperienza con il panico mi abbia impedito di costruire un giusto equilibrio tra i due mondi, ed ora ho paura che, come per molte cose, sia ormai troppo tardi. Ho paura, paura che quello che non ho vissuto mi impedisca a sua volta di progredire, di capire, di vivere... per cui in questo buon 2022 c'è forse poca convinzione. Ma proprio per questo un gran bisogno di speranza come mai prima. Ho paura ma il 2022 arriverà, e poi il 2023... e poi... magari qualcosa di inaspettato. AUGURI.

martedì 28 dicembre 2021

Il Natale è passato... come se non lo fosse, nel senso che non ho sentito nulla se non paura. E tristezza e ansia per il domani. Mia mamma è di nuovo nella fase pianti+voglio andare a casa mia, il problema è che io sono esausta e mio padre non è lontano da quel punto. In questi giorni si è sentita una storia brutta in merito ad un marito e sua moglie malata da 10 anni di alzheimer. Siamo al limite. Ho paura di quando il limite sarà superato. Ho paura di ciò che accadrà ancora perché si superi. siamo stanchi, confusi, come confusa e disperata è mia mamma. come si fa a reggere? impossibile... 

martedì 21 dicembre 2021

Voglio scappare. Poco fa un'amica di mia mamma, quella che la chiama più spesso, ha telefonato. Ci ho parlato io e poi ci siamo dovuti salutare perché doveva guardare a dei suoi pronipoti. Mia cugina ha portato mia madre dalla parrucchiera e poi è dovuta scappare verso chissà che impegni con la sua famiglia. Poco dopo mia mamma era già in fastidio nel salire qui di sopra, verso posti che non sono i suoi nella sua mente. E io volevo solo scappare: è la stessa angoscia di quando ero sola con mia nonna tanti anni fa con una parte in più, non ho nessuno oltre a mia madre e mio padre. Tutti hanno famiglie, io no. Io voglio scappare perché non reggo più il dolore, ma non saprei nemmeno dove scappare. Di solito scappavo per tornare qui, scappavo da situazioni fuori per tornare qui. Tranne all'epoca di mia nonna, anche allora volevo scappare fuori, ma era ante panico, e soprattutto avevo qualcuno a cui aggrapparmi. Ora non più. Scapperei verso la solitudine. Scapperei nel nulla. Dolore, nulla... sto impazzendo, non ce la faccio più, è troppo troppo troppo. Voglio solo stare bene. E non so più come si fa. E non so come farò. Non so come fare adesso, non so come preparami per quello che mi aspetta, non so come aiutarla, e ripeto, non so come prepararmi al dopo. Ho una paura da matti e sono così stanca... non ce la faccio più.  

domenica 19 dicembre 2021

Un'ora fa ho riascoltato la canzone BLU di Zucchero, è assurdo il fiume di emozioni che mi generi dentro. Ma il motivo è semplice, è una canzone che mi piace un sacco e che mi trasmette due sensazioni fondamentali 1- una serenità infinita, 2-un sottofondo marcatamente erotico. Entrambe sono emozioni che richiamano ad una mia intimità come donna, ad una mia intimità come esistenza di persona, non necessariamente legata ad altre. Non è un caso che ogni volta che la ascolto mi immagino nel mio cortile, su un dondolo, ma senza né mio zio, né i miei. Chiave di lettura? Facile, fin troppo: da un decennio a questa parte, come mi aveva a suo tempo fatto notare la terapeuta, la loro vita ha schiacciato la mia, peggio: loro hanno schiacciato me come persona. 

Ho ricordi felici in questa casa con la mia famiglia da piccola, sebbene già allora vivessi in modo molto autonomo. Ero sana anche dal punto di vista degli affetti, sentivo i legami ma coltivavo me stessa. Con la morte di mia nonna ogni cosa è cambiata, per correre dietro ai casini di mio zio, sia ma madre che io, abbiamo dovuto cambiare casella di ruolo e responsabilità. Io come persona singola e indipendente cominciavo già a mettermi da parte, a passare in secondo piano dietro ai bisogni di quell'adulto mai cresciuto, poi ancora di più perché c'era da bilanciare non solo i problemi di mio zio, ma anche la relazione tra lui e mio padre, perché giustamente mio padre non aveva voglia di fare da padre anche a mio zio, ma purtroppo mia madre invece gli faceva da madre sì, e noi ci siamo dovuti attaccare. Sicuramente è solo una parte del problema, ma ero già una ragazzina responsabile da prima, quindi quanto male mi ha fatto questo ulteriore carico di responsabilità è difficile da calcolare con precisione ma non da immaginare. Ed è andata sempre peggio con mio zio sempre più inadeguato nel ruolo di adulto che non vive da solo e non può fare quel cazzo che gli pare, mio padre sempre più stufo di tamponare anche economicamente, mia madre in mezzo e io sempre più esasperata dalla tensione. Poi tutto ko. E vaffanculo. Adesso le carte fanno schifo, e sono costretta a mettermi da parte ancora, ma poi basta, cazzo. Poi sarà il mio turno e dispiacerà che mia madre non ci sarà per vederlo, ma poi toccherà a me. E in qualche modo troverò una soluzione anche per i soldi, ma cazzo se toccherà a me. E magari tornerà in mio aiuto la ragazzina sana di prima, capace di coltivare se stessa. Forse per questo, tra le altre cose, non sarei più una buona madre. Ho troppo bisogno di rimettermi al centro della mia vita. Pazienza. Però davvero: adesso basta, l'ultimo bonus lo ha gioco forza mia madre. Ma poi basta. E di nuovo vaffanculo a tutti quelli che mi hanno intossicato la vita. E nemmeno se ne accorgono. E nemmeno pensano di chiedere scusa. 

sabato 18 dicembre 2021

sabato 11 dicembre 2021

#dove siamo? #lui chi è?

Per la prima volta dopo parecchie settimane, fatta esclusione per quel giorno una ventina di gg fa quando non sono stata bene, mi sono fatta un'ora e mezza di tv, mentre mia madre era, ed è, di sotto con mio padre. Sono andata in poltrona perché ero esausta, stiamo dormendo troppo poco da troppe notti. Mio padre domani va una settimana il liguria per sbrigare alcune cose domani, e se non altro riuscirà a farsi qualche notte di sonno decente. E io mi sto cagando sotto, ma farò quello che posso. E mia mamma peggiora sì, oramai alla cosa di non riconoscere mai la casa ( e proprio mai durante il giorno tutti i giorni-questa mattina ha persino rubato le chiavi per poter uscire-scappare traduco io), c'è che è sempre convinta che ci sia un altro Carlo (che è mio padre/suo marito) che non sa bene chi sia. E allora notti insonni e oggi tv, e che cosa sono riuscita a guardare? Qualche film carino e divertente? No, la cronaca vera di un ragazzo che 4 anni fa ha ucciso altri 4 ragazzi, l'unica cosa che riuscivo a reggere tra una pubblicità di natale e l'altra. Natale... niente albero, niente presepio, solo le lucette esterne perché le ha volute lei per il resto nulla e non credo di fare nulla. Non mi va, mi da fastidio, non ne ho le forze. Vedevo quelle pubblicità e stavo di merda, speravo in altri bei Natali da condividere insieme, speravo la famiglia si sarebbe allargata e invece sarò sola presto e mi viene un magone! Ieri mattina mio zio ha avuto l'ennesimo comportamento che me lo sta facendo odiare, io non capisco come si possa essere così imbecilli e irriconoscenti, ma ha anche insinuato che io e mio padre non facciamo quello che dobbiamo per mia madre. Lui non fa niente del tutto. E sembra non essere l'unico tra tutti i fratelli stando ai suoi racconti... che bello schifo. Alla fine ci diranno quasi che è colpa nostra se si è ammalata. Una delusione questa famiglia che mai avrei pensato. E mi ha fatto stare di un male che non so nemmeno renderlo in parole. Sono uno straccio. Il fatto è che poi mi rendo conto, tradotto in parole sembra sempre razionalizzato e quindi meno doloroso. Non è per niente vero, anzi. Però mi rendo conto che lo sembra. E in mezzo a questo dolore infinito che sto provando, mi rendo sempre più conto che immaginare un futuro ex novo da sola fa meno male che immaginare quello con le cose che in parte ho già, perché quello ex novo di fatto è pura invenzione e nella pura invenzione posso pure inventare che starò bene; pensare a come farò quello che faccio ora è indicibile dal dolore perché questo sarà verosimile e qui sì che vedrò la differenza e il dolore. Soprattutto perché quello che è successo ieri con mio zio, e che apre un altro squarcio di merda sul domani: sarà facile stare qi senza mia madre eh... uno spasso. L'idea di vendere tutto e prendere un appartamentino in centro più a mia misura si fa sempre più largo. E anche solo scrivere qua sopra mi ha fatta stare malissimo, o forse lo stavo già, sono balorda e quindi guardare lo schermo mi fa stare peggio, per cui passo e chiudo e vai di ansiolitici. 

venerdì 3 dicembre 2021

Guardo fuori dalla finestra e vedo in lontananza la strada e mi mette tristezza. Perché è sempre il solito discorso: vedo le auto e immagino le persone al loro interno oramai filtrate con il mio modo di essere, cioè il panico. E allora non vedo persone che vivono, ma vedo persone che soffrono come soffrirei io nell'uscire di casa... bello schifo. E allo stesso tempo vedo la città dove abito da sempre solo attraverso gli occhi di quello che ho fatto o avrei dovuto fare con mia mamma. Ogni posto è legato a lei, o come presenza o come l'assenza di ricordi vissuti insieme, come le colazioni che avremmo potuto fare al bar, o i giri alle bancarelle del mercato... e poi penso a dove è cresciuta lei, ai ricordi che svaniscono tra le generazioni man mano che le persone mancano, prima i miei nonni, poi i miei zii, poi mia madre... e con lei forse me ne vado pure io che non ho imparato ad esistere in nessun modo senza di lei, in autonomia. non riesco a capire come farò ad esistere senza di lei, come se sparissi quasi al 50% se non di più, e quello che resta... come diavolo farò a mantenermi? Come farò a sbrigare ciò che la vita richiede? Non riesco a pensare di farcela, assolutamente. Quello che sto provando non è solo un dolore devastante, che ci starebbe, ma è un dolore devastante e che rischia di portarmi alla follia, alla completa implosione della mia vita. Non esisterò più. Non ne sono capace.  

domenica 28 novembre 2021

Nevica... un anno qualsiasi diverso da questo mi avrebbe resa felicissima: adoro la neve e gli anni nei quali non è nevicato mi è sempre mancato un sacco. Ma non questo. Ieri sera mia mamma ha avuto di nuovo una crisi profonda, voleva andare a casa, voleva che la portassimo a casa, non è stato il primo ma mi è sembrato più intenso, anche lei era più disperata, o forse si è lasciata andare di più. Quanto sta capitando spesso... io sono distrutta, tra due settimane mio padre si deve allontanare ancora per andare in liguria e io sono a pezzi, perché non ce la faccio più per la fatica e allo stesso tempo so cosa significherà quando non farò più fatica: lei non ci sarà più. Sono arrabbiata con il destino per questo passaggio obbligato nella mia vita, dopo già 20 anni di merda. E non mi sento in grado di affrontare quello che è un passaggio naturale: la vita senza i genitori. Non sono in grado , non ho i mezzi, né materiali né psicologici per andare avanti e sono stanca, stanchissima. Ho bisogno di una mano e non so dove raccattare le forze. Anche oggi, anche in mezzo a questo spettacolo imbiancato e improvviso.  

giovedì 25 novembre 2021

Ok, sono fusa ma sono pronta per riprendere il racconto che avevo interrotto. Mi ci è voluto un po' perché mettere nero su bianco è più dura che raccontarlo a voce. La faccio breve: settimana scorsa, da un momento all'altro, mia mamma non riconosceva più mio padre, ma non solo, forse per giustificare la sua presenza in casa, lo ha trasformato nel mio compagno. Compagno che per inciso non le andava bene, perché, parole sue, -poi per carità va tutto bene, ma è davvero troppo vecchio per te-. Il giorno dopo ha ripreso il discorso sostenendo che se mia nonna fosse stata ancora viva, non ne sarebbe stata per niente contenta. Oltre al dispiacere immediato per questo ulteriore peggioramento, mi è rimasto addosso un enorme senso di disagio. Perché è tutto sbagliato. Io sto malissimo, non serve dirlo. E ho paura e non serve dire nemmeno questo. Passo e chiudo. 

domenica 21 novembre 2021

Per questa sera mi voglio concedere un post solo mio. Quello che è successo con mia mamma lo lascio a domani, questa sera ci sono solo io. E ci sono io che navigo su Twitch e mi ritrovo sballottata tra mille canali che mi irritano oltre modo (chi lecca orecchie per intenderci), tra chi mi diverte e tra qualche canale tematico che sbuca fuori quasi per caso e che mi colpisce molto. Così leggo la bio della streamer e scopro che a 31 anni circa è già al suo 3^ corso di laura, conseguito non solo iniziato eh, che poi sfocerà nel 4^ per crearsi un percorso lavorativo su misura e mi ritrovo estasiata. Ammirata e invidiosa. Una parte di me, più o meno consistente, ha sempre saputo di nn essere fatta esattamente per la strada convenzionale. Il punto però quando si sa questo, è cercare quella meno battuta e portarla a termine. Capire cosa vorresti davvero e impegnarti per ottenerlo, usando la fantasia per cercare appigli, strade nuove, nuove opportunità e se non ci sono crearle anche da zero. Usare la fantasia, la creatività, la voglia di rispecchiarti nel mondo che vivi.  Io no, il mio percorso è una lista di obiettivi non raggiunti e basta. A volte nemmeno iniziati. Il panico devastante che ho avuto è una giustificazione più che valida, lo so bene vista la sofferenza, ma allora perché questo perenne senso di fallimento? Cioè, diciamolo meglio: non dovrei essere un po' più rassegnata? Certo, forse tra una strada fatta su misura e il nulla, lo spazio è vasto e magari la rassegnazione si trova in una delle mille sfumature nel mezzo, non nell'estremo dove sono io ora. Ora che ho perso anche quelle poche attività che mi legavano alla società e che in alcuni frangenti, fatte con le dovute maniere, mi hanno dato tante soddisfazioni e la percezione che lì, in quella direzione stava la mia strada da costruire, dicevo ora che non ho più nulla appare impossibile ottenere qualcosa. Ma da questo empasse forse più avanti dovrò uscire gioco-forza. E allora verso cosa posso dirigermi? Cosa posso sperare e sognare? Come si piò ricominciare da zero a 40 anni con un ventennio di soli fallimenti? Sapevo ascoltare le persone, sapevo capirle molto prima che loro capissero anche di avere un problema, il panico mi aveva dato una chiave di lettura meno assolutistica della vita, perché non sempre se vuoi puoi, mi piaceva scrivere e condividere emozioni, storie e percorsi. Avevo in mano le carte per giocare una bella partita... non mi sono nemmeno seduta al tavolo per iniziarla. Ora quelle carte le ho ancora, ma non so più se il gioco esiste ancora. 

sabato 13 novembre 2021

Un paio d'ore fa, ho passato 30/40 minuti guardando su amazon eventuali nuove decorazioni per l'albero, per decorarlo con un altro set di colori. Non ho comprato nulla, ma per qualche minuto mi sono sentita di nuovo normale, e non come la figlia di una persona che sta perdendo la ragione. Da una parte è stato bello, dall'altra quando poi mi sono staccata e ho riguardato intorno mi sono sentita malissimo, letteralmente come se il dolore mi fagocitasse, come se mi facesse implodere su me stessa. Sono molto stanca, oggi mia mamma ha cercato mia nonna, morta 20 anni fa, poi credeva avessi 8 anni, senza contare l'interminabile problema del 'questa non è casa mia'. Un paio di giorni fa ha avuto una crisi bruttissima quando l'abbiamo messa a letto, come potevamo permetterci di spostarla senza dirglielo, cosa mi era saltato in mente di farle quello scherzo... serata super di crisi e giorno dopo idem. Arrivo sempre allo stesso punto: quale è il limite mio? Quale quello di mio padre? Perché è chiaro che ci arriveremo tra non molto, e poi che succederà? 7 mesi che lei sta svanendo. Continuo a pensare a quando sarà morta e l'unico aspetto concreto che mi si palesa è quello economico, forse perché è il più facile da delimitare. Confermo che tanti parenti, alcuni in particolare, sono spariti e questo mi crea molto dolore, perché lei comunque li cerca, ma anche tanta rabbia perché lei si è sempre spesa in prima persona per tutti. Temo comunque che questo mi resterà ancora come l'ennesima prova che non ci si può fidare degli altri. Non so quando mia mamma morirà, è chiaro che per come procedono i sintomi mentali non mancherà molto. Credo di sentirmi tipo imbambolata/anestetizzata in merito alla faccenda, forse per la grande fatica che facciamo ogni giorno io e mio padre. (nel frattempo mia madre sono 4 volte che fa cucina-camera-bagno cercando il letto, cioè va in camera dove c'è il letto poi va in cucina e cerca il letto... in momenti così è come se qualcuno mi spaccasse la testa in due con un bastone dal dolore psico fisico che provo... come se non ci vedessi nemmeno più bene, tutto intorno a me si distorce come una bolla, non si può pensare di poter andare avanti a lungo. Oltre al dolore credo subentri una specie di forma di auto-conservazione.) Vedremo cosa succederà, o quanto in fretta, ma credo che la delusione per certe persone durerà a lungo... effetti collaterali: la famiglia che mia mamma tanto decantava, la sta abbandonando, forse potrei non perdonarlo mai a quelle persone. Lo scopriremo col tempo. 

mercoledì 10 novembre 2021

Ieri pomeriggio sono uscita. Un incubo: era da giovedì che continuavo a rimandare, vado nel pomeriggio, domani mattina, oggi pomeriggio... ieri però ero a corto di ansiolitici; così verso le 16.30 ho cavalcato un briciolo di coraggio e sono uscita, quando mia mamma avrebbe cominciato a scendere per cena, perché non posso lasciarla da sola, ma combinare questo suo modo di essere con il mio panico è qualcosa di terribile. Sono uscita un po' di corsa, sapevo che poi sarei stata male ma va bene, l'avevo messo in conto. Una bella mazzata eh, guidare in quelle condizioni non è mai facile e mi manda in tilt. Soprattutto però, complice anche il buio, ho sentito il dolore travolgermi, e non ho potuto fare a meno di chiedermi come sarà quando mia mamma, a breve temo, non ci sarà più. Ero ferma ad un semaforo rosso ed ero così confusa e rintronata dalla paura e dal dolore che mi sono chiesta, quando sarò senza di lei, come farò a gestire queste emozioni almeno per poter andare in giro senza tirare sotto qualcuno. Era già quasi troppo e non è ancora arrivato il vero dramma. Tornando a casa poi, alle 18 tutto buio, sono scoppiata a piangere, la via quasi deserta, la casa tutta spenta, tranne una flebile luce dalla cucina dove erano i miei. Che sensazione orrenda! Annuncio di solitudine, di vuoto. E una volta di più ho pensato che forse, da sola, starei meglio in un bilocale in paese. Almeno sentirei la presenza di vicini. Il problema, a parte la questione economica, è che non riesco a vedermi da nessuna altra parte che non sia qui. Colpa del fatto di non aver fatto mai esperienze. Certo, una volta da sola questa casa avrebbe bisogno di mille ritocchi, inutile tenerla aperta tutta, e sarebbero belle alcune modifiche a mio gusto, ma sento di appartenerle davvero. O forse sento di non avere alternative. Ma nel frattempo è la perfetta rappresentazione dell'agonia che stiamo vivendo. Potrebbe essere bellissima come un tempo, è solo un insieme di dolore e potenziale solitudine. La stessa solitudine che provavo quando rientravo da qualche pranzo o vacanza da piccola, nella fase pre panico, perché in effetti ero proprio spesso sola. Quando ha iniziato a stare male mia nonna era il posto dove non riuscivo a stare. Quando ho iniziato a stare male io è diventata un rifugio, e fino ad un paio di anni fa, qualcosa in più, l'unico posto dove riuscivo a sentirmi benino. Questa casa vive la storia della mia famiglia, ma in un certo senso vive le emozioni che vivo io. Se potrò mantenerla tornerà ad essere un bel posto, ma nel frattempo sarà impregnata di dolore e sofferenza. Forse perché sono emozioni vere, da provare, da attraversare. Con persone diverse certo, potrebbe tornare a vivere, facendo anche onore a mia mamma, a mia nonna... a chi mi ha preceduta. Sono loro che in certi frangenti mi hanno tolto la forza, può essere che siano proprio loro, anche senza la presenza fisica, a ridarmela? Ho bisogno di fissare un punto nel futuro per tirare avanti, e ho bisogno di immaginarmelo positivo. Sembra un po' poco realistico visti i miei ultimi 21 anni, ma è innegabile che io percepisca tutto questo come un lunghissimo cerchio che si sta per chiudere, e prima che iniziasse io stavo bene. Ho pagato conseguenze di salute in prima persona di cose che nemmeno mi riguardavano, ma forse con questa chiusura del cerchio, con questo dolore da attraversare, forse potrebbe esserci qualcosa di bello che mi aspetta. Fa male pensare che mia mamma non possa viverle con me, ma qualche bel ricordo seppur lontano l'abbiamo condiviso. Ho bisogno di pensare a questa soluzione perché l'alternativa mi porterebbe a buttarmi di sotto. Alle 6 mi sono svegliata con un attacco di panico bestiale, fortissimo, ma non inatteso, e poi ho passato 3 ore a ripetere a mia mamma che questa è casa nostra, sento il cervello che mi si atrofizza: se non credo almeno ad una speranza di un futuro decente, sebbene diverso dalle aspettative, sono fottuta. Il tunnel del dolore è intrapreso, e deve essere per forza attraversato tutto, con tutto quello che significa. Sperare che dall'altra parte ci sarà finalmente un po' di felicità anche per me è mera sopravvivenza. 

lunedì 8 novembre 2021

La cosa triste è che, sebbene non passino mesi tra un post e l'altro, purtroppo anche a distanza di pochi giorni ci sono sempre evidenti peggioramenti in mia mamma.Da qualche giorni infatti passa letteralmente tutto il giorno tra crisi di pianto e di rabbia per essere qui, questa mattina si è arrabbiata con me per averla portata in questa casa. Al momento ho retto la botta, poi una volta sola per circa mezz'ora ero talmente stordita che non sono riuscita a muovere un muscolo, sono stata seduta al tavolo immobile. Qualunque cosa sia questa malattia fetente, corre in fretta. E io ho paura, paura di soccombere al dolore, paura di non essere più serena: gli unici momenti di serenità degli ultimi 20 anni li ho passati in casa, senza lei direi che è impossibile sperare, paura per il lato economico. Quindi nel mio presente c'è l'arrivo del più grande dolore che proverò e il futuro mi rimanda solo scene di quotidianità che non avrò più. Sarò sola senza la mia mamma :'( Un dolore enorme. Ancora oggi mi sono ritrovata a sperare che sia un bluff, un qualcosa che passerà, quel troppo brutto per essere vero di cui parlavo mesi fa. Rivoglio mia mamma, non voglio essere sola.E ho paura di come sarà in mezzo a mio padre e mio zio. Non ho un'ancora a cui appigliarmi e sento che sto per andare alla deriva, Sto per disintegrarmi in un universo di dolore senza una minima rotta, senza uno straccio di salvagente. 

mercoledì 3 novembre 2021

 Ok, se non mi do una calmata questa sera ci lascio le penne: è l'una di notte passata e sono incavolata con tutti. Mia mamma si è alzata da poco perché doveva cambiarsi e ovviamente dove va per cambiarsi pannolone? In cucina... ok... ora è tornata a letto, ma comincia a venirmi davvero l'ossessione che qualcuno deve essere sempre sveglio per riportarla a letto. E oggi ad un certo punto mi ha detto che io e lei non ci conoscevamo da tanto, a mio padre ha chiesto come mi chiamavo... mi sembra che mio padre ed io ci stiamo sforzando come matti per niente. Tutto sta deragliando ad un velocità assurda. Nel frattempo e qui ci sono rimasta malissimo, sabato scorso mio padre parlando del mio futuro ha detto che dovrei farmi tipo seguire da una delle mie cugine, come se avessi bisogno della loro tutela legale, come se non fossi in grado di intendere e di volere. Sapevo che lui aveva una visione meno ottimista di mia madre sul mio futuro, ma così mi ha spiazzata. Ci sono rimasta di merda, ma non ho nemmeno avuto il tempo di starci a pensare troppo. Infine oggi mio zio è arrivato lamentandosi che non gli avevo ancora lavato i panni sporchi della stalla dopo alcuni giorni. Non ci ho visto più e sono data fuori, sarà una sua difesa ma che non capire un cazzo della situazione! Che egoismo! Oltre a tutto il resto il rapporto tra lui e mio padre senza mia madre lo vedo impossibile, e ancora una volta sarò io a farne le spese. CHE COGLIONI! Sono stufa marcia di subire le conseguenze delle scelte di tutti, sono davvero stufa marcia. Ma poi chissà, magari la rabbia aiuta ad affrontare il dolore. Sono 21 anni che sto male, ma mi sa che arriverà un finale coi botti. Quanti rimpianti, quanto dolore, quante occasioni perse, quante sfumate... Fa tutto schifo. 

martedì 26 ottobre 2021

Di solito mia mamma comincia ad andare a letto alle 21.15. Dico comincia perché se tutto va bene, e non ci sono scenate tipo lacrime perché non sa dove è ma accetta tranquillamente il letto, a dormire ci va tra le 22.30/23. A quel punto ci sono più o meno un paio d'ore prima che si svegli di nuovo per il bagno. Ecco, di solito in quelle 2 ore lì riesco a tirare un po' il fiato e riesco a vedere qualcosa o un telefilm o un film (o meglio un pezzo), così sabato sera ho guardato una commediola americana di liceali, nulla di speciale, anzi ne ho viste 1000 più belle, ma è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso e così mi sono ritrovata alle 2 a piangere come una disperata nel letto. Il tempo che ho perso in passato oramai è una voragine che però il più delle volte accetto, ma adesso che sto capendo che arriverò come niente ai 40 anni senza nessun senso, unendo tutto, 24 anni di niente sono troppi da sopportare, e sono troppi da superare. Non basterà schiacciare un bottone e dire ok, adesso si cambia. La malattia di mia nonna di 22 anni fa, che si sta ripetendo paro paro con mia mamma, mi ha messa fuori combattimento per più di 20 anni, seguendo questo schema arriverò a 60. E se non ha senso fare questo confronto così, è però molto verosimile immaginare che la realtà non sarà molto diversa. E in questi giorni, sentendo davvero la paura e la voglia di scappare via di qui, ho ricordato in modo molto vivido l'inizio del mio panico, da sempre correlato con quel bisogno di scappare, unito alla paura di perdere il controllo. Tutto si ripete e ho davvero paura che questa volta sia un'ipoteca troppo grossa da gestire sul resto del mio futuro. Non ce la faccio nel presente perché mia mamma mi sta logorando (che tristezza che spezza il cuore dire una cosa così), ma anche il futuro svanisce poco alla volta.  

sabato 23 ottobre 2021

Ho come la sensazione che il peggio stia già arrivando di corsa: dopo la crisi dell'altra sera, sono ormai 2 giorni che anche durante il giorno a mia mamma capitano momenti che non conosce più niente di questa casa. L'altro pomeriggio è stato bruttissimo cercare di tranquillizzarla e farle capire che era a casa sua. C'è qui una sua amica, l'unica che passa... mi fa strano sentirle insieme, è come l'illusione momentanea di normalità, ma dura poco e quando passa fa un male cane. Il terremoto è qui dietro l'angolo e ho paura. Paura di non aiutarla, paura di non farcela. Paura. E sono stanca e il mio panico è a livelli altissimi, un disastro.  

giovedì 21 ottobre 2021

demenza, panico e limiti

Tutti noi abbiamo dei limiti, tutti noi li scavalchiamo spesso e volentieri. A volte questo ci rende più forti e sposta i nostri limiti un po' più in là, a volte ci distrugge. Sono giorni che mia mamma continua a piangere perché non riesce più ad usare la macchina da cucire, sono giorni che non sa dove dormire, ma ieri sera è stato tutto molto peggio. Non solo non trovava il suo letto, non riconosceva la sua stanza, non solo si è messa a piangere, ma non accettando quello che le diceva mio padre, si è arrabbiata con lui. Alla fine dopo quasi un'ora sono riuscita a metterla a letto. Ma io ero devastata, vedere la disperazione nel suo sguardo, la paura, è una cosa che fa un male da morire. Pensavo avrei avuto un attacco di panico, pensavo non sarei riuscita a chiudere occhio, falso. HO preso certo le mie gocce dopo perché ero tesa come una corda di violino, ero seduta sul mio letto e non riuscivo nemmeno a mettere a fuoco ciò che avevo intorno, ogni rumore mi spaventavo pensando fosse lei che ricominciava a vagare, mi sembrava di sentire dei passi, in realtà, è assurdo, era il rumore del mio battito cardiaco che sentivo nelle orecchie. E poi mi sono addormentata e ho dormito, e ho sognato, e nel sogno c'era mio padre, dei miei parenti, una mia vicina, ma non mia mamma. Al risveglio mi sono messa a piangere, con il suo sguardo terrorizzato in mente. Quello che nella malattia di alzheimer accade in alcuni anni, a mia mamma sta succedendo in alcuni mesi. E io ho paura, paura di non riuscire ad aiutarla, anzi questa è una certezza, paura che mio padre non supererà il lutto, paura che non riusciremo a stare noi 2 con l'ombra di mio mio zio, paura per il mio futuro. Sono limiti troppo grandi da affrontare, si cui ragionare, semplicemente ad un certo punto gli sbatti contro, che si allontanino o che ti distruggano non si sa. 21 anni di panico e questo... non la vedo bene. 

martedì 12 ottobre 2021

 Ieri sono uscita per quello che una volta avrei chiamato il solito giro posta+farmacia; poiché era più di un mese che non uscivo di casa, adesso di solito direi che non c'è più nulla. Come le altre uscite, ero fuori e mi guardavo intorno immaginandomi con mia mamma nei posti dove andavamo, ricordando quello che abbiamo fatto insieme e soprattutto immaginando tutto quello che non abbiamo fatto e che non potremo più fare, che è ovviamente più tanto. Come berci qualche caffè insieme al bar: l'avremo fatto neanche 5 volte in tutta la vita, colpa del mio panico più di recente, colpa dei suoi impegni prima, poco conta. Conta che, temo, mi ritroverò a fare i conti con i sensi di colpa per una vita intera. E siccome la mente a volte è stronza, non vorrei che mi auto-boicottasse proprio perché se non ho raggiunto nulla prima per far felice anche mia mamma, allora non mi merito nulla nemmeno dopo. Eh... la mente lo fa. In 21 anni di panico l'ha fatto eccome. Capisco in pieno i motivi per cui il panico arriva, e ripensando alla mia esperienza so anche perché io abbia focalizzato tutto sulla perdita di controllo, perché per anni nella mia fase pre panico, il controllo l'avevo dovuto mantenere a 1000 per gestire tutto quello che c'era qui in casa, per aiutare, per nn dare fastidio, con nonni anziani, papà lontano, uno zio pieno di casini in eterno... capisco che con la perdita di mia nonna io sia andata in tilt, ma 20 anni? Perché? E allora sì, ho realisticamente paura che sarà peggio dopo... cioè che per un po' sia peggio ci può anche stare, ma io temo davvero di distruggermi. Soprattutto perché, e me ne accorgo ogni cazzo di volta, non sono integrata in nulla nella mia città o altrove. E senza mia mamma mi sembra di essere sollevata-nel senso di scollegata-senza radici anche con il resto dei parenti. Come se fossi sospesaa 2 metri da terra senza appigli, agganci nella vita vera. L'unico era lei. Forse un po' mio padre, ma in modo diverso e molto meno. 

E' un momento strano. Mentre lei fa 1000 domande al giorno, dove sei, dove ho i vestiti, dove vado a dormire, io sento come il bisogno di iniziare ad elaborare il lutto. La sera ci mette 2 ore prima di dormire, Io sono esausta, dormo male, non mi riesco a riposare mai, e mi sembra di uscire distrutta da ogni conversazione con lei. Il cervello cerca una fuga in avanti, ma l'avanti è senza di lei, da qui il bisogno di iniziare ad elaborare il lutto. Poi ha una mezza giornata buona e allora è come ricominciare da capo, sempre più disperati e logorati. Fa tutto un po' schifo, per dire. 



giovedì 7 ottobre 2021

Mia mamma ha lavorato una vita con i malati di alzheimer, ne ho sempre sentito parlare anche io. Si sa che è una malattia lunga. Mia mamma sembra peggiorare di giorno in giorno in modo visibile. Da una settimana fissa andare a dormire è un'agonia perché non sa più dove è la sua stanza, ogni sera è come se scoprisse un posto nuovo dove dormire e ci vuole più di un'ora prima che vada a letto sul serio. Ho sempre più paura e sono arrabbiata: rimanere sola in mezzo a mio padre e mio zio sarà un delirio che mi spaventa già ora, un bel modo per avvicinarmi all'essere sola del tutto. Non riesco a parlare con mio padre, non so come affronteremo quello che sta per arrivare e nemmeno il dopo. Non avere un compagno che mi sostenga, non avere uno stipendio che mi aiuti a imporre eventuali mie opinioni... non so davvero che inferno ho davanti, e sarà lunga e continuerà a cambiare faccia fino a che sarò sola del tutto, non so come potrò farcela. Troppo dolore e troppa paura su più fronti. Non posso farcela. 

sabato 2 ottobre 2021

Il vicino di via che nemmeno due settimane fa ha saputo di essere malato, è morto ieri sera. L'atmosfera di tutta la via è triste. Ho davvero la sensazione che risparmiati dal covid, ora sia partito un effetto domino che non risparmierà nessuna famiglia della zona. Sensazioni dovute forse alla paura, non lo so. Ieri sera io di paura con mia mamma ne ho avuta molta, dopo essere andata in camera per dormire, un'ora dopo esce e alla mia domanda su dove stesse andando, ha risposto che cercava la sua stanza, ci era dentro. Non riuscivo a convincerla, il bagno pensava fosse occupato da non so chi, poi dopo essersi fatta un giro per tutta casa, e passata quasi un'ora, è tornatanella sua stanza e ha detto "Ecco, qui so di averci dormito qualche volta." Addormentata alle 11, alle 5 è venuta a chiamarmi tutta vestita che la colazione era pronta e l'aveva già fatta, l'ho convinta a tornare a letto e quando poi ci siamo 'riviste' un paio di ore dopo, mi ha chiesto se non stavo bene perché ero pallidissima. Dopo le paure provate era già tanto che stessi in piedi... il mio presente è questo, il mio futuro mi terrorizza. Non so come salvarmi. Dico davvero. Oggi mi sono tenuta in piedi ad ansiolitici. Più che dire che sono paralizzata dalla paura davvero non so cosa aggiungere... 

venerdì 1 ottobre 2021

Venerdì, se tutto va bene tra48 ore mio padre sarà rientrato. Sono stanca in un modo impossibile, e più che 7giorni, mi sembra lui sia via da 70. E poi c'è sempre quel dolore costante che deriva dalla consapevolezza che anche con lui qui, fatto salvo meno fatica su alcuni fronti, mia mamma non starà comunque meglio. E iniziano i sensi di colpa per tutto quello che non le ho permesso di vivere come mamma, diventare nonna, vedermi serena, vedermi stare bene, vedermi tirare insieme qualcosa. Il mio cervello sta impazzendo perché ho bisogno di trovare soluzioni subito al mio domani e invece non è possibile, non ora. In questo periodo quando posso non esiste né tv né lettura,ma campo su twitch, roba di cui non conoscevo l'esistenza fino a qualche mese fa, metà seguendo gli hmatt per la parte divertente, metà seguendo alcune streamers di asmr, alcune che lo fanno davvero, altre che leccano per ore un microfono. Queste ultime mi mandano al manicomio, perché mi fa incazzare vedere cosa guadagnano al giorno leccando e succhiando un microfono mentre mostrano le tette strizzate in top assurdi. Invidia? Probabilmente sì, intendiamoci l'idea di fare per mesi sta roba mi fa impazzire dalla noia, ma in una situazione come la mia, come si fa a sputare addosso alle cifre che guadagnano queste? Per 200 euro al giorno lo leccherei pure io un microfono con le orecchie. Che mondo assurdo che abbiamo tirato insieme... ma in fondo che il sesso venda, non lo scopriamo certo adesso, però è assurdo arrivare ad invidiare certe cose. Non solo assurdo, per me è anche doloroso, ma per i miei problemi di salute io non ho costruito nulla, stavo in piedi solo per i miei, e ora che sta crollando tutto, io ho paura e vorrei solo un appiglio sicuro, concreto, credibile... che però non ho.

E allora mentre aspetto che mia mamma mi chieda di nuovo dove è il bagno, eccomi qui a guardare una tizia dall'altra parte del mondo che succhia con enfasi due orecchie finte su un microfono,  guardo e mi sento disgustata, ma invidiosa e, detto tra noi, pure eccitata. Così alla fine sono ancora più confusa anche da me stessa. 

mercoledì 29 settembre 2021

 Sono stanca. Mio papà è a metà della sua settimana via, fortunatamente gli esami del sangue sballati per la sua dottoressa non sono rilevanti. Ovviamente mi fa piacere, perché sono letteralmente ko. Ma ko davvero. Non riesco nemmeno a pensare a quando mia mamma non ci sarà più, il mio cervello lo vede come un buco nero, ma la verità è che anche adesso io non ce la faccio già più ad andare avanti: mia mamma non trova le stanze, non capisce che giorno è, piange, si arrabbia, io cerco di fare qualcosa ma sono così stanca; non posso sapere se sarebbe più facile senza i miei 20 anni di panico alle spalle, se sarebbe più facile con una vita mia personale normale, ma credo di sì. Questa mattina ho ricevuto una chiamata da un sito su cui vendo i libri in seconda mano, da 15 giorni devo fare una spedizione e l'acquirente si è lamentato. In realtà il contratto prevede 30 giorni di tempo, ma va be'... ho fatto annullare l'ordine e sto persino pensando di cancellare l'account. In questi giorni poi inizia anche l'anno di catechesi e io, dopo 19 anni non ci sarò. Zero ripetizioni, zero vacanze. Dopo 6 mesi la malattia di mia mamma, come la vivo io ovviamente, mi ha già tolto tutto quel poco che avevo, lasciandomi nel caos più totale: sono sempre più convinta che senza di lei questa casa non abbia più senso d'essere per me ma anche per mio padre, è il frutto di scelte che non riguardano solo noi e non c'è più nessuno. Comunque io non so come arrivare a domenica, quando dovrebbe tornare mio padre, figuriamoci pensare di andare oltre. Sono logora.  

sabato 25 settembre 2021

Mio padre è di nuovo al mare, partito oggi per una settimana. Cose che deve fare ma è dura. Durissima. Anche perché da una settimana ho in mano i suoi esami del sangue che lunedì farà vedere alla sua dottoressa e c'è qualcosa che non va: ci sono due valori sballati, quei valori che sono un po' sentinelle di qualcosa anche di pericoloso. Quando l'ho saputo sono stata male tutto il giorno, adesso mi sembra di non avere nemmeno le forze di pensare che possa stare male anche lui perché se no impazzisco. Ho una paura... nel frattempo sono qui da sola con la mamma, l'ultima volta è stato giugno, e mi sembra passato un secolo anche in senso di fatica. Sto dando i numeri e ho come l'impressione di non riuscire più a mantenere nemmeno un punto fermo che mi garantisca un minimo di normalità, un'ora al giorno di tranquillità... Adesso punto a lunedì per i risultati del papà, ma abbiamo davanti un purgatorio e ho paura. Tanta.  

martedì 14 settembre 2021

Questi pomeriggi di metà settembre/inizio scuola per me sono sempre stati caratterizzati da una tristezza latente, più o meno forte in base a come stavo io in generale. In ogni caso, eccezion fatta per l'anno scorso un po' complicato, negli ultimi anni è sempre stato il periodo della tristezza combattuta con la dolcezza/tenerezza del pensare all'essere con la mia famiglia. Ora si sta sgretolando anche questa certezza. Mi sto rendendo conto di quanto io sia realmente sola, scollegata dalla mia realtà. 20 anni di panico, di paure, di chiusura in casa mi hanno portato a questo. Sono sola, terrorizzata da quello che succederà e da come potrò continuare ad esistere. Vivo attraverso il panico e gli altri, ma ho come la sensazione di non esserci da sola, non ho costruito nulla, non ho legato con nessuno, non ho un ambiente di lavoro, relazioni. Mi guardo intorno in casa mia e capisco che non sono capace di vivere. Non sono in grado nemmeno di prendere una decisione del tipo: esco di casa per fare un giro. Non sarò mai capace di gestire questa casa, né quella al mare. Allo stesso tempo non sarò nemmeno in grado di decidere di vendere. Io non esisto, a maggior ragione senza mia madre. E mia mamma sta già svanendo piano piano da qualche mese. Io con lei, in parte perché forse è naturale sia così, in parte perché non so davvero come attaccarmi alla realtà che ho intorno senza di lei. A volte provo a dirmi: immagina di fare come X o come Y, senza figli... inciampo sempre in 2 problemi: mancanza di soldi, attacchi di panico. E così l'immagine più credibile è di me davanti alla tv h24 fino a che non mi staccano tutto. Come si aggiustano le tende? Come si cambia un tappeto? C'è qualcosa di perverso nel piangere una persona quando questa è ancora di fianco a te, ma ci sta. Un po' meno ci sta essere così sicuri di non avere speranze alla mia età. Qualcosa può succedere, prima o poi qualcosa cambierà in meglio anche per me o no? Del resto dopo aver superato i lutti più gravi per una sola e senza figli dovrebbe essere tutto in discesa. Il punto però sta in quel verbo, superare, che per ora non mi sembra proprio possibile.  

domenica 12 settembre 2021

Ieri ventennale dell'11 settembre... 20 anni... ho guardato uno dei vari speciali andati in onda sulla tv, ed è vero quello che è stato più volte detto: tutti ricordano esattamente dove erano quando l'hanno saputo e tutti hanno avuto la coscienza che nulla sarebbe stato più come prima. Era il racconto di alcune storie diverse dalle solite, era il racconto visto dagli occhi di queste persone che 20 anni si ritrovano a fare ancora i conti con il senso del lutto, dell'essere sbagliati perché sopravvissuti, degli attacchi di panico...

Francamente mi era impossibile non paragonare la mia situazione a Quella, e ovviamente la mia l'ho capita ancora meno. Per un po' mi sono sentita parte di un qualcosa talmente più grande che quello che succede a me, a mia madre, diventa irrilevante, sebbene continuassi a pensare a come gestirò il funerale di mia madre a confronto di queste persone che per non so quanto hanno portato il loro lutto in mezzo alle più disparate cerimonie di cordoglio e ricordo. Roba da svenire ogni volta... eppure, questa mattina il mio presente ha sovrastato di nuovo ogni evento epocale. Mi sono svegliata alle 7,30 con la nausea, oggi c'era un pranzo da miei parenti, e l'idea di uscire mi era impossibile, solita ansia al 99% ma non vedevo oltre. Così ho convinto mio padre a lasciarmi a casa, non ha fatto molta resistenza in realtà, l'ansia è scesa ma resta la stanchezza. Da che è stata male all'inizio di aprile, credo sia la prima volta che passo mezza giornata lontano da mia mamma. EMotivamente me ne accorgo, sono a pezzi. Eppure ora mi sento in colpa, e proprio per questo va bene così. Non so come, non so in che modo, ma devo cominciare a staccarmi un po' da lei. Curiosamente non sono mai stata appiccicata come ora, nemmeno quando avrebbe fatto comodo a me, men che meno da piccola, ora serve a lei ovvio,  ma devo trovare il modo di creare un canale alternativo, qualcosa che resterà anche dopo, qualcosa che mi permetterà di non andare in pezzi, di non impazzire dal dolore. Mi manca, se penso anche solo ad un anno fa... non è possibile che la mia vita sia solo un rimpiangere periodi di merda sostituiti da altri più di merda ancora da 20 anni. Il 2019 mi sembra l'anno dei miracoli... tutto è cambiato da allora eppure sono ancora qui legata a quello che resta. Sono stanca, arrabbiata che non sia successo ad altri, brutto ma è così, sola, preoccupata per ciò che sarà a breve, e per il vuoto che mi aspetta in futuro. Devo creare la mia strada e in questa strada, giocoforza, per ora sarò sola. Sono disperata. 

domenica 5 settembre 2021

Ok, l'unica cosa positiva dell'altro giorno con quel mal di pancia bestiale, era riuscire a non pensare al poi. Fase superata. Questa mattina mi sono svegliata tra incubi assurdi e un sonno pesante con il cuore a mille, un'agitazione e una paura da manicomio. Ho paura del mio futuro, per ora sono totalmente bloccata, non vedo possibilità e l'aspetto economico mi sega le gambe in ogni senso. E l'idea di restare con mio padre e mio zio, mamma mia che ansia. Ho 37 anni e rischio davvero di non riuscire più a venirne fuori. 37 anni non sono pochi, lasciamo perdere confronti inutili con miei coetanei, ma pensiamo solo a me: le possibilità di riprendere le redini e combinare qualcosa si fanno sempre più poche, rimanere incastrata per anni in questo incubo me le leva del tutto. Sto cercando di confrontarmi con situazioni ben più gravi, vedi Afghanistan, ma egoisticamente non trovo sollievo. E torna il pensiero che se i romanzetti che ho scritto mi fruttassero qualcosa, non parlo di best seller ma di uno stipendio normale, sarebbe già un passo avanti. Per 5 anni sono stati un lavoro a tempo pieno, francamente speravo davvero in qualcosa di significativo come risultato. Non cancellerebbe il dolore di adesso, ma mi darebbe una minima speranza in più. E non è cosa da poco, perché davvero sono in una situazione in cui non vedo soluzioni. 

Nell'ultimo periodo continuano a venirmi in mente ricordi di ogni tipo legati a mia mamma, situazioni di mille anni fa a cui non pensavo da mai... non riesco a credere a come mi sono ridotta. E allora, nella mia testa, è tutto un film sul passato. Del resto mai come quest'anno mi sembra che anche in tv, nella società in generale, sia tutto un richiamo a 20 anni fa. Perché del passato ho memoria, ma davvero non riesco a vedermi assolutamente a 40 anni. Tra 3, con una vita buttata nel cesso per il panico e un futuro che per me non esiste. Non posso credere a come sto conciata. 

giovedì 2 settembre 2021

Sto collassando. Tutto quello che ho provato fino a qualche mese fa davvero non è niente in confronto a quanto sto male ora. Il mio fisico è in allarme pieno, tutti i giorni ne ho una e la pancia non mi da tregua. In più sono terrorizzata per il fatto che non guadagno e che non so come farò poi. Ma in questo momento/pomeriggio sono talmente esausta per il presente che non riesco nemmeno a preoccuparmi del futuro, confido di poter avere qualche chance a tempo debito. Il problema è l'adesso. sono totalmente in paranoia,e non la reggo più questa situazione, esattamente come 20 anni fa con mia nonna. Solo che ora in prima linea, con mio padre che però sta perdendo davvero pazienza di corsa negli ultimi giorni, ci sono io. E io non ce la faccio più. Sono disperata. Assolutamente disperata.   

lunedì 30 agosto 2021

Alla fine la festa di ieri, con tanta gente, è andata meglio di sabato per mia mamma. Certo ieri sera ero terrorizzata perché la notte prima si è svegliata alle 2.30 e per più di due ore non voleva più dormire, o non so a cosa pensasse. Ieri mattina ero in coma, e preoccupata per tutto il da farsi, ma poi invece è andato tutto bene. Ma io ho paura, una paura oscena che non mi si stacca di dosso e parlarne con i parenti, come un po' anche ieri, ma solo un po', so che di base aiuta a medio-lungo termine ma sulla breve distanza mi fa male, perché mi impedisce di ignorare almeno per un altro po' la faccenda. Vorrei scappare lontano, sebbene il problema non si possa risolvere. Vorrei riuscire  sentirmi sicura. Scappare, sentirsi sicura... i due pilastri che stanno alla base degli attacchi di panico. Ora che è tutto vero per davvero con il panico, non ho un buco dove sentirmi sicura. Ci saranno solo cambiamenti che, per l'ennesima volta, saranno in peggio. Questa storia è un incubo, sento che sto impazzendo. Non ce la faccio già più... 

sabato 28 agosto 2021

Oggi è il compleanno di mia mamma, 80 anni... quando ci pensavo negli anni passati, pensavo ad un festone in cui mi sarei sentita decisamente a disagio. Quel problema non c'è più... ieri mattina si è svegliata piangendo perché non riconosceva la stanza, qualche ora dopo ha ribadito il concetto convinta di aver ragione "Perché altrimenti vorrebbe dire che non capisco più niente", è stato il suo commento che mi ha levato il fiato. Oggi e domani sarà tutto un via vai di parenti... voglio solo capire come verrà fuori sto caos. Arriva gente senza avvisare. Riprendo questo post circa 12 ore dopo: tutto il pomeriggio via vai e domani aiuto. Mi fa piacere che i parenti abbiano piacere a venire a trovarla, temo per domani, per come si agiterà. E temo anche per me, sono le giornate come questa che mi fanno dubitare di potercela fare quando sarò sola, o meglio che mi tolgono quel 2% di speranza di farcela. Il mio dolore, il suo dolore e quello di mio padre: non vedo altro, non percepisco altro. In questo momento vorrei essere una di quelle persone che vivono fuori casa lontano da tutti. Percepisco il futuro di merda che mi aspetta, ho paura che sarà un disastro, che la mia vita sarà davvero finita, perché senza un lavoro e con la paura della gente che mi ritrovo io non so come farò. Non so che fare, tremo dalla paura. Io non so come fare. E sono già esausta. 

Questo compleanno mi sembra un po' come il canto del cigno. Ho una paura tremenda. 

giovedì 26 agosto 2021

Settimana scorsa ho fatto la 2^ dose di vaccino, un paio di giorni di ko tecnico con 38 e più di febbre, ma nulla di grave. Però mia mamma non mi ha dato tregua un momento poverina. Continuava a chiamarmi, voleva vedere come stavo ma mi ha fatto capire che se stessi male per qualche motivo, sarebbe davvero dura. Già ora non considera più il mio panico, come se lo avesse rimosso. ma io no e sto di schifo. Notti, giorno... poteva andare in 1000 modi, ma questo non lo avevo proprio messo in preventivo, ed è uno schifo. Oggi l'ho portata a fare la sua terapia per i piedi e di nuovo non riconosceva la strada di casa. Non so, alla fine dovrei farmene una ragione e nn stupirmi tutte le volte, ma non riesco. Ho paura di avere davanti un dolore che non sarò in grado di affrontare e mi dispiace anche per lei, che meritava qualcosa in più. Non per la malattia, che nessuno si merita niente, ma come persone capaci di seguirla. Oddio sono esausta e preoccupata da morire. 4 anni fa ricordo di aver avuto un crollo forte, non so perché, e per la prima volta, oltre al dispiacere di non poter condividere traguardi con i miei, come nipoti e successi lavorativi, ero terrorizzata dal fatto di non potermi mantenere. Mia mamma, sempre equilibrata, aveva concluso che no, non sarebbe stato piacevole o soddisfacente, ma che comunque al peggio potevo rassegnarmi al mio tran tran di quasi nulla e stare tranquilla perché sul fronte economico sarei stata comunque coperta. Le cose sono cambiate e tanto. Questa tranquillità non c'è più, e così non riesco a pensare ad una dimensione che mi dia calma, non riesco a vedere un orizzonte dove, superato il dolore, io possa davvero credere di poter stare bene, almeno relativamente parlando. Non so come andare avanti, a cosa aggrapparmi. E intanto tutto mi sfugge dalle mani. E non vedo soluzioni. Mio padre settimana scorsa ha perso la pazienza con mia mamma. Doveva succedere prima o poi, ma la reazione di mia mamma mi ha fatto capire quanto siamo tutti e 3 in bilico in questo momento. Non so davvero come potremo reggere. Non c'è speranza che lei possa stare meglio, sarà sempre più faticoso fino a che lei non ci sarà più. Il mio cervello non riesce proprio a elaborare questo; è troppo doloroso, troppo brutto. 

sabato 14 agosto 2021

Oggi è il mio compleanno e per la prima volta, la scorsa notte mia mamma ha bagnato il letto. Nonostante quello che mi dicono alcuni parenti, i peggioramenti sono visibili e tangibili settimana dopo settimana. Fortuna che i saggi che avevo letto parlavano anche di momenti di apparente miglioramento. Oggi è il mio compleanno, ma onestamente me lo stavo dimenticando pure io. Tre giorni fa e l'altro ieri sono stata malissimo a livello di ansia. Il problema è che io continuo a stare male, anche più di prima, ma la realtà intorno a me mi dice che non posso permettermelo. E allora ieri mi sono proprio resa conto di quante volte nella mia vita, io abbia assunto ruoli non miei in vece di mia nonna, di mia mamma...e ora pago tutto. sì, in realtà so che la vita non funziona così, ma sembra davvero io stia pagando per 20 anni di panico e per essermi assunta ruoli da adulta in casa anche prima del tempo. Sono arrabbiata, triste, ma questi discorsi non servono a niente, non hanno una logica, è solo voler razionalizzare e magari controllare, qualcosa che semplicemente oramai va così. E anche non pensare a quanto mi fa male questa storia. A quanto sono preoccupata, al dolore che dovrò attraversare senza esserne in grado,  e alla paura di non farcela da sola. Io spero solo di capire come fare una volta o l'altra. Così non si va avanti. E io ho tanta paura. E sto crollando. 

giovedì 29 luglio 2021

Passa tantissimo tempo tra un post e l'altro e non è che non voglia scrivere, ma è come non me la sentissi, come se non riuscissi a mettere insieme i pensieri, come se fosse troppo faticoso. E questo è un male. Domenica siamo andati a pranzo da parenti. La prima uscita da che mia mamma non sta bene. Ero estremamente preoccupata, in realtà fatta esclusione per come sono stata io con la mia ansia del cavolo, è andato tutto più o meno bene, compatibilmente al fatto che le cose non sono più quelle di prima. Una mia cugina mi ha detto una cosa che avrei detto a mia mamma per parlarne con lei, ma dal momento che è una cosa da non spifferare non mi è più sembrato il caso, mi manca, mi mancano i nostri discorsi. Negli ultimi due o tre giorni forse ho fatto un quarto di passo avanti nell'accettazione della situazione, meglio 1/10, sebbene se mi soffermo a pensarci su mi giri la testa immediatamente e l'odore sempre più diffuso di pipì nell'aria inizi a darmi la nausea. Credo che il motivo sia che mi isolo sempre più spesso davanti a canali youtube che mi fanno ridere e mi tengono compagnia con le reaction a una sfilza di programmi che altrimenti non avrei mai guardato, Love island, Temptetion island, la caserma, primo appuntamento, cambio moglie, quasi quasi cambio i miei... guardo ste reaction e rido come una matta, di gusto e sinceramente, e se è vero che ridere fa bene alla salute, forse fa effetto davvero. Ieri nel ho visto 40 minuti prima di pranzo, e tornare alla mia realtà è stato pesantissimo, una sorta di schock termico delle emozioni. Mi rendo conto che quel lieve stare meglio è dato da un isolarmi ancora di più dal mondo, e che potrebbe non essere il massimo, ma onestamente in questa fase non so che altro fare. Oramai sono 4 mesi che non dormo bene, sono stanca e preoccupata (per usare un eufemismo) per il mio futuro, non so come andare avanti dopo nè adesso: tutto quello che mi da un attimo di tregua mentale mi sembra essenziale come l'aria. Su twitch poi continuo a vedere persone che tentano di campare e diventano famosi giocando ai videogames, rispetto ai nerd di quando ero piccola io, isolati da tutti, questi riescono a creare intorno a se una rete di contatti assurda, e a questo punto, con tutto quello che fanno, credo siano molto veri come rapporti, e veri modi di vita, sebbene alternativi allo standard, che forse si sta anche un po' sfaldando proprio nel suo significato essenziale di fondo. Potenzialmente è una buona cosa no? L'idea che ci siano più alternative, più possibilità. Ma restare fuori da tutte è ancora peggio che rimanere esclusi da una sola. Nelle settimane passate ho guardato in tv, su dmax, varie serie de 'la corsa all'oro' e mi dava conforto. Motivo? Vero motivo? Vedere persone vivere una vita lontano dalle proprie famiglie, essere lontani dalla famiglia senza andare in pezzi. Che a ben vedere, è ciò che devo imparare. In effetti mi rendo conto che spesso, davanti alla tv, mi fermo a riflettere sul fatto che chi sto vedendo parli spesso o meno dei propri genitori, come a dire che cerco esempi di chi ce la fa al di fuori della famiglia, è assurdo ma è proprio così. Non so, immagino di sperare che alla fine mi resti attaccato qualcosa in tal senso, qualche possibilità di farcela a mia volta, qualche segreto,  forse la serena accettazione di quella che è una cosa completamente naturale: che i figli vadano avanti, sopravvivano ai loro genitori. Poi il come farlo è tutta un'altra storia. 

domenica 18 luglio 2021

aiuto... mentre facevo colazione ho acceso la tv e su mediasetextra sono incappata nel festivalbar 2000 :( estate 2000 l'ultima estate in cui sono stata bene. Questa notte mia mamma si è alzata un po' di volte, alla fine ho dormito 4 ore e poco più. Mi manca mia mamma, e mi fa paura allo stesso tempo. Non ho la forza per questo e capisco da morire l'importanza che avrebbe avere una mia vita al di fuori dei genitori. Ma questa vita non c'è, così l'unica cosa che riesco a fare è annullarmi per qualche momento davanti a qualche cretinata in tv e riempirmi di ansiolitici quando la situazione di disperazione diventa insostenibile. E non posso nemmeno cercare di pensare al dopo, quando avrò superato tutto, perché senza soldi e sola il dopo mi terrorizza lo stesso. L'altro giorno sono incappata su twitch, l'ennesimo social di cui non capisco una fava, quello che so è che subito nella home ho trovato vari canali di ragazze 'formose' che guadagnano un sacco di soldi leccando un microfono con le orecchie. Mah... non sto capendo proprio più niente di questo mondo. E sì, lo dico anche con rabbia e invidia visto che non so come farò. Guardo la mia casa e sì, prima del 2000 è costellata di bei ricordi, ma oramai ce ne sono 21 di brutti. Anche molto brutti. Ci sono moltissime cose che mi stanno riportando al 2000, un vero cerchio che si chiude... come ho detto, spero non al collo.37 anni e non vedo un minimo futuro, nemmeno a 73 avrebbe senso. Non so che fare. ho solo paura mista ad un dolore atroce. Così è.  

sabato 10 luglio 2021

Quando, lunedì pomeriggio, facendo zapping tra le mie solite cagate del pomeriggio, mi sono imbattuta nel lancio di agenzie sulla morte di Raffaella Carrà sono rimasta di merda. Quando ero piccola e andavo ad Alassio d'inverno, mia mamma diceva che, in un ambiente tutto nuovo per me, quando vedevo 'pronto Raffaella' le facevo le feste, le battevo le mani e ridevo tutta contenta. Devo dire che in modo molto egocentrico, mi sembra l'ennesimo segno di un enorme cerchio che si sta per chiudere. Non ho ancora capito se mi si stringerà al collo come un cappio o no. Sto male, anche questa mattina l'attività principale è stata caricare la lavatrice di vestiti un po' bagnati di pipì. Mi gira la testa, ho la nausea. Il passato continua a mescolarmisi in testa, vedo una mia ex vicina, quella che ha cambiato casa da qualche mese, venuta in visita dalla nonna con il suo nuovo amico, credo. vedo tante cose, e io ho la certezza di essere stata totalmente schiacciata dalle dinamiche famigliari. Per ogni fascia di età, potrei dire cosa c'era di più urgente a cui dover badare. Ma sono cmq a questo punto: sola e terrorizzata per quello che mi aspetta. Tutto quello che prima mi rendeva triste, il panico, non aver un compagno, non avere entrate economiche, non aver la capacità di mantenere rapporti con gli altri, be', tutto questo ora mi spaventa a morte e mi paralizza perché è il futuro in cui sarò sola, ed è evidente quanto sia fuori dalla mia portata e di fatto è già qui. Da che si è ammalata mia nonna, per me non ha funzionato più niente, e dubito fortemente che il fatto che ora tocchi a mia mamma sia la chiave per sistemare tutto, in un modo perversamente simmetrico. Ero una ragazzina capace, indipendente, assennata, che si fidava di se stessa e degli altri. Ora no. non ho fiducia in me, ma nemmeno negli altri, non è presunzione, è che mi fanno paura, che non mi capiscano e che mi lascino sola. La malattia di mia mamma è 'solo' il carico da 90, o 9090 sarebbe meglio dire, su una vita di merda. Una vita di cui non ho assolutamente il controllo, ma in cui mi si chiede semplicemente qualcosa che va oltre le mie possibilità, non so se è molto o troppo in senso assoluto, relativamente a me sì. 

giovedì 8 luglio 2021

Ieri ho fatto la 1^ dose di vaccino. Prevedibilmente, visto come sono pappamolle, si è fatto sentire più del previsto, ma nulla di grave. La notte scorsa mia mamma ha vagato per casa, ce ne siamo accorti perché ha lasciato le luci accese e questo un po' più grave lo è. Ha sempre più problemi di incontinenza perché tutti i sintomi sembrano peggiorare in fretta. Ho paura nel pensare come saremo messi a ottobre, o magari sotto Natale. Fuori dalla porta del bagno c'è un sacco di pannoloni usati enorme. Segnano di pari passo i peggioramenti, e ogni settimana ne servono di più. E nel sottofondo, sotto i detersivi, comincia a sentirsi la base di odore di pipì che aleggia nelle stanze. Dopo la morte di mia nonna ci sono voluti anni per far perdere quell'odore alla sua stanza. Tutto si ripete di nuovo. Solo che ora io sono più esposta. Me la faccio addosso dalla paura, per adesso e per quello che sarà il dopo. Continuo a dirlo, continuo a pensarci, ma non trovo soluzioni. Mentre questa casa mi da sempre più disagio, mi fa sentire fuori posto, mi fa provare angoscia e paura. Come la mia città. Bisogna andare indietro di 22 o 23 anni perché tutto sia colorato di serenità, poi la morte di mia nonna, il panico la mia vita che non va e ora questo. La casa, la città non c'entrano nulla, eppure sanno di dolore. Mia mamma è in bagno a cambiare l'ennesimo pannolone della giornata. Arriva l'odore fino a qui. Tra un po' andrò in poltrona davanti alla tv, cercando di isolarmi, di non pensare per un paio d'ore. Ma non funzionerà, non funziona più. La paura è nelle ossa. Vibra ad ogni mio respiro. Mi sembra di perdere la ragione. Forse non è solo una sensazione. 

giovedì 1 luglio 2021

Ieri sera ho visto il film VITA SMERALDA, considerando che è del 2006 ci ho messo poco per vederlo... in tutta franchezza non sono i generi che preferisco, sebbene, se non altro non ci siano state sequele di scene di tette al vento. Ma, come era prevedibile, alla fine mi ha fatto provare un'invidia pure quella storia campata per aria. Spensieratezza, avventure, desiderio, gioco... non serve dire che mi sveglio già stanca ma è così. Non so veramente dove andare a sbattere la testa, mi sta cambiando tutto sotto i piedi e non riesco a fermare questa ruota che ho in testa. Non riesco a vedere una strada, un futuro realisticamente praticabile. Ieri alla fine mi immaginavo di nuovo n un appartamentino lavorando come cassiera e stop. Certo nel quadro manca tutto il contorno: la solitudine, ma quella c'è pure ora senza un cavolo di piano. Mi rendo conto che parlare di piano senza recuperare un minimo di salute è fantascienza, ma ho paura. E nel giro di poco potrei davvero trovarmi a non avere più una fonte di reddito per campare. E allora andiamo con i mi piacerebbe: mi piacerebbe scrivere, fare lezioni ma solo in certe situazioni, mi piacerebbe avere un bar/libreria come fantasticavamo tanti anni fa una mia cara amica ed io, mi piacerebbe avere almeno ancora una speranza, non solo paura e invidia. 

mercoledì 30 giugno 2021

Per i miei standard è tantissimo che non scrivo più. Il fatto è che, onestamente, per la prima volta credo, mi sembra davvero inutile farlo.  Scrivere qui per condividere l'ennesimo attacco di panico mi dava sollievo, scrivere qui di come sta mia mamma no. E il loop è sempre lo stesso: come sta ora, come peggiorerà, come potremo far fronte alle spese, come reagirà mio padre (io di merda non serve pensarlo), e alla fine come sarò conciata io con anche i problemi finanziari. Non ci sono pause in questo pensiero, è unico e si avvita costantemente su stesso, diventando sempre più grande e devastante. Poco fa è scoppiato un temporale, l'avevo detto a mio padre, ma lui è voluto andare lo stesso a fare la spesa, io non volevo, non volevo restare a casa da sola con mia mamma, non volevo che lui uscisse con sto tempo bruttissimo. Poco prima che uscisse di casa ha telefonato la tipa dell'agenzia, nulla di che, ma io me la sono fatta sotto temendo problemi e la reazione di mio padre. Sono fusa oramai. Seriamente. Sono fusa. Una volta questo tempo mi avrebbe fatto solo venir voglia di sedermi sul divano felice di essere protetta, adesso penso se la grandine dovesse rompere il tetto, con mia mamma non più in grado, chi dovrebbe occuparsi di provvedere a chiamare chi di dovere. Nel frattempo hanno chiamato al telefono e io non capisco più se mia mamma può rispondere o no, non mi da più garanzie che capisca bene e riferisca le cose importanti... va be.

Mi sono accorta che è cominciata una nuova versione de 'il pranzo è servito'... dio che emozioni... non so quanti anni avevo all'epoca, ma pochi comunque. Ed era bello e mi è venuta nostalgia... e adesso un mal di testa da matti. E poi stop. Tutto ritornerà, si ripeterà tra lacrime e nostalgia e una paura maledetta. 

domenica 20 giugno 2021

Sento mia mamma in cortile per la solita chiacchierata con la solita vicina della domenica. O meglio, sento la vicina che parla, mia mamma non so neanche se risponde a malapena. Provo un dolore che non so dire, è tanto che non scrivo, non so più nemmeno a che serve. Ho come l'impressione che sia peggiorata ancora, questa notte mio padre parte per una settimana per la liguria per questioni che non può rimandare e io sono terrorizzata. Spero non succeda nulla di grave in questi giorni, ho fatto la scorta di ansiolitici e ne prenderò a badilate, ma mi manca tanto mia mamma, quella che in questa stagione se ne stava in cortile a leggere all'ombra, con i suoi occhiali e la voglia di fare due chiacchiere con tutti quelli che passavano, e che poi mi riprendeva perché non uscivo mai. Lei fuori, mio padre magari in sala a guardare dello sport, io di sopra, e mi dava un gran senso di sicurezza. Mi manca così tanto... e ho paura di quello che succederà. Come farò a provvedere a me stessa. Sola, senza soldi... e tutto il dolore da attraversare, non ce la farò mai. non siamo eterni, lo so, ma non è giusto... non ce la faccio... 

venerdì 11 giugno 2021

 Oggi è stata, ed è tutt'ora, una giornata davvero pessima. Le ultime 2/3 non erano state buone, affatto, ma oggi è stata devastante. Ho anche quasi di nuovo finito le gocce, non sono riuscita ad andare a prenderle oggi, per cui non riesco nemmeno a prenderle per cercare di stare meglio, perché lascio quelle che ho per una crisi notturna forte. Domani in qualche modo dovrò trascinarmi in paese. Sono cominciati gli europei e come sempre mi capita nelle ultime manifestazioni, mi chiedo alla prossima chi ci sarà ancora dei miei. Solo che se prima era una domanda sentita ma che scacciavo via come un brutto pensiero, oggi mi sembra l'ennesima faccia di una realtà che fa schifo. Non riesco a gestire quello che sta succedendo qui in casa. Mia mamma continua a piangere tutti i giorni, soprattutto con me e io ho paura. E sono tanto arrabbiata. E ho paura, del presente, del mio futuro. Non vedo via d'uscita, non riesco a vedere uno scenario realistico in cui io ce la possa fare. Mi vedo seduta in un angolo in una casa che va a pezzi, senza soldi, senza salute, sola... un incubo terrificante da cui non riesco a svegliarmi. Non riesco a tranquillizzare la mente, non c'è un secondo che mi dia serenità, che non mi spaventi a morte. Non si può andare avanti così. Non voglio che mia mamma stia male, vorrei urlare, vorrei solo che tutto questo non fosse vero. Non ho nemmeno una possibilità di farcela. Nessuna. Nessuna. Nel mentre non riesco a uscire (sono stata tra mattina e pomeriggio quasi 3 ore seduta sul letto cercando di prepararmi per uscire ma niente), non riesco ad aprire una mail dall'agenzia immobiliare... senza i miei sono spacciata. Sento che è tardi, troppo tardi anche per me. Non solo non ho dato nessuna soddisfazione ai miei, ed è dolorosissimo, ma non ho dato nemmeno a me alcuna possibilità. Ho paura da morire. Non ce la faccio. 

martedì 8 giugno 2021

Ogni giorno sto peggio del precedente. La notte scorsa, per la prima volta, ho sognato la malattia di madre. Non riesco più a non pensarci, piango come una disperata perché lo sono. Il mio cervello continua ad elaborare le cose che mi stanno chiudendo in faccia. Nel frattempo mi manca mia mamma, è cambiata già così tanto... ho paura, mi sento sola, sto uno schifo, la situazione mi è già sfuggita di mano. Sono così arrabbiata, cazzo, ma possibile che io mi meriti questo? Sono 23 anni che non ho serenità, che non ho salute, e con la mente di mia mamma sembra svanire anche la speranza. Non riesco più a fare progetti, chiudere la giornata è il solo obiettivo che mi pongo alla mattina. E così ho la sensazione che se ne vadano anche gli anni a disposizione con mio padre. Sta svanendo tutto in una bolla di solitudine e dolore. Mi fa male constatare che ancora fino ad oggi i parenti sono spariti tutti. Restano un paio di persone che non sanno, e una sua amica che sa e che chiama più spesso del solito. Gli altri bo, spariti. Forse non dovevo dire la verità, forse qualcuno sarebbe passato a trovarla più spesso... non lo so. Quello che so è che sono oltre il terrorizzato. Sono nel baratro. Svanisce lei, svanisco io, svanisce la nostra famiglia. La rivedo seduta in cortile a leggere, godendosi i primi accenni d'estate, fino all'anno scorso... mi manca. E mi spaventa allo stesso tempo. Non riesco ad accettare quello che sta succedendo. E mi manca il mare, l'unica parvenza di normalità che riuscivo a vivere. Sento parlare di lento ritorno alla normalità e mi viene una rabbia. Sto male da troppo per saper affrontare anche questo. Non voglio e ho troppa paura. Non ce la faccio già più.  

sabato 5 giugno 2021

un giorno di festa per gli altri 2

Ci risiamo, magari non proprio al 100% come ieri, ma anche questa mattina provo una paura dell'accidente. Apparentemente mia mamma questa mattina stava bene, ma non c'è verso: io vedo solo quello che non sarà più e ne sono terrorizzata. Ho paura di perdere lei, ho paura di perdere anche il tempo che mi resta con mio padre. Ho paura punto e basta e non ho più nessuna prospettiva. Se penso a come erano le cose fino a due anni fa, mi sento molto stupida e ingrata. E ora mi si sta davvero sgretolando tutto tra le dita. Non vedo futuro, solo giornate che si autoconcludono in se stesse. Impazziremo tutti e 3?  

venerdì 4 giugno 2021

Questa mattina ho provato una paura che non ho mai provato prima. Non era panico, era terrore puro. La salute di mia mamma, quella di mio padre, e l'inevitabile, tranne se crepo prima io, situazione in cui sarò sola. Ho pianto, ma nemmeno tanto perché ero così terrorizzata da essere più o meno paralizzata in ogni muscolo. Nel tardo pomeriggio è andata un pochino meglio, grazie anche ad un'amica di mia mamma che dopo essere passata l'altro giorno, mi ha telefonato per rincuorarmi un po'. Non aveva bacchette magiche, né soluzioni ma mi ha fatta sentire un filo meno sola ed è stato importantissimo, soprattutto perché tutti gli altri sembrano spariti, non so se è solo una mia idea... L'attacco di panico era arrivato verso le 14, brutto brutto brutto e quello che mi ha spaventata è che, a differenza delle altre volte, mia mamma praticamente non mi ha nemmeno calcolata: non se ne è quasi accorta, anzi voleva che la aiutassi. Sola con i miei problemi. Una voragine che si apre sotto i miei piedi. Non ho nemmeno la forza di rimpiangere il passato, sebbene lo veda scorrere come in un film, e ora non c'è più tempo. Che agonia. Capirò cosa fare? non ero pronta per tutto questo. punto. 

sabato 29 maggio 2021

dirlo lo rende più vero, ma in fondo lo è, vero

sto male. Continuo a pensare ai gesti e alle attenzioni di mia mamma fino a qualche mese fa, la sto perdendo un piccolo secondo alla volta. Non riesco a credere a tutto il male che le ho fatto, con il mio stare male e tutti gli obiettivi mancati di cui ho privato anche lei. In ogni ora c'è tanto dolore e tanta fatica. Quante scelte tutte sbagliate per arrivare fino a questo punto. Non riesco ad immaginare la mia vita senza lei, sebbene stia cominciando a succedere, ma sono solo sprazzi. Fa e farà un male cane. non ce la faccio...

giovedì 27 maggio 2021

Ho come la sensazione che il concetto di futuro sia sparito da casa mia, dalla mia anima, non so mio padre come sta vivendo, è triste, ma non so se quel senso di rassegnazione che manifesta sia vero o un'illusione. Sto impazzendo, e continuo a vedere spezzoni di un futuro in cui non sarò in grado di vivere. Prima mi sono bloccata davanti ad una presa elettrica e mi sono detta: come farò a gestire anche un elettricista? Non sono capace. Mi soffermo su dettagli idioti perché una vita completa è impossibile anche da immaginare senza di lei. Quanto tempo sprecato... quanti anni nei quali le ho sempre detto dopo o un'altra volta. Quante esperienze le ho negato. Senza di lei, e poi senza mio padre ho la quasi certezza di perdere di consistenza, di perdere i confini, di dissolvermi in un niente. Come se senza di lei non esistessi io, ma solo dolore. Mi sento così sola. Riuscirò a trovare la mia strada prima o poi?

mercoledì 26 maggio 2021

 non riesco ad accettare quella che è diventata la mia realtà da un 50 giorni circa. Non ce la faccio. Non ce la faccio. Vivo mia mamma come in 3d. Mi manca da morire il passato, mi terrorizza il presente e del futuro non riesco nemmeno ad immaginare...

domenica 23 maggio 2021

si impazzisce di dolore ma poi si può tornare in sé?

Vorrei fare un bel discorso sensato, vorrei dire che è stata una domenica costruttiva. La verità é che ho avuto una paura a livelli tali che pensavo di svenire e ammattire. Non attacchi di panico, ma proprio paura. Ovviamente per il futuro e per il presente. Questa mattina una mia zia ha pressato di nuovo mia mamma sul fatto che devo fare qualcosa, che devo gestire la casa, fino a robe tipo che non mi lavo e non mi curo. Mia mamma è tornata a casa in lacrime, io sono rimasta di merda. Con rispetto per le buone intenzioni a quella persona direi: calma. Intanto perché pare non abbia capito la fragilità di mia mamma e le sue condizioni, è stata agitata tutto il giorno-bel risultato davvero, e poi perché calma eh! Apprezzo l'interesse ma in 20 anni di gente che parla senza sapere di cosa ne ho avuta intorno non poco e a sto punto mi sarei anche rotta, soprattutto perché, appunto, è una situazione di merda già di base. Tutto questo verso le 16 mi ha mandata in tilt: una paura fottuta di non essere in grado di organizzare le mie giornate future, quando sarò sola, ammesso di risolvere il problema economico. Per assurdo, vedendo una televendita di costumi da bagno, mi sono immaginata sulla spiaggia senza nemmeno essere in grado di decidere a che ora rientrare per il pranzo. Come se sentissi di essere potenzialmente allo sbando totale. Oggi finisce il campionato di calcio, mi sembra che anche quello lasci un vuoto nella struttura delle mie giornate che si avvalevano spessissimo di alcuni programmi su tv regionali che mi facevano divertire qualche mezz'ora. 

Cosa posso mettere sul piatto? Per cambiare la situazione di mia mamma nulla, per avere un riscontro economico non saprei. Ieri pensavo all'ipotesi che i miei romanzetti sarebbero perfetti per diventare quei filmetti come quelli che guardo io a volte. Sarebbe bello... pensa se quei libri avessero avuto un minimo riscontro: la mia situazione sarebbe diversa. Il presente farebbe schifo uguale ma avrei una speranza in più per il futuro per me. 

Si può impazzire di dolore, ma poi si può tornare in sé?  

venerdì 21 maggio 2021

Oggi proprio non ci siamo. A parte che mi sono svegliata sulla scia di un incubo in cui ci si faceva fuori come se nulla fosse, dico a parte questo... sto per esplodere. Chiudo gli occhi vedo il mare, penso alle vacanze con mio padre e mi sento disperata di non poterle più vivere. Mi fa così male. Sono disperata e arrabbiata per il fatto di dover già rinunciare a qualcosa che mi faceva comunque bene. Ma perché da 20 anni a questa parte funziona solo per sottrazione? Se c'è una mezza cosa che va bene si può star sicuri che sparisce subito. Sono disperata. Non so come evolverà la cosa, ma sono già esausta. Da che mi sono svegliata ho passato un pò di tempo con mia mamma e mi manca. Mi manca quella che era fino a qualche mese fa, di lei ora ho paura, ho paura di quello che dice. Quando sbaglia la mia età, quando si confonde su cose con cui ha a che fare da decenni...non le reggo ste batoste. Non le reggo. 

martedì 18 maggio 2021

Tra un'ora si va a portare i referti. Dire che sono terrorizzata non rende l'idea manco per il cazzo. Perché so di non essere in grado di gestire gli esiti. Io 'mi auguro' che questa totale incapacità di affrontare la realtà dipenda dai miei trascorsi, perché l'idea che tutti stiano sempre così mi fa domandare come il mondo possa andare avanti. Davvero. 

sabato 15 maggio 2021

la gente vive, io ho 3/4 anni di ricordi

 Oggi c'è stato il matrimonio di mia cugina, solo cerimonia in chiesa per ovvi motivi. Un giorno di festa, per gli altri. Io ne sono uscita con le ossa rotte. Che noia eh... le cerimonie mi fanno male da anni, da quando sottolineavano uno scollamento sempre più grande tra la vita degli altri, che avrei voluto avere, e quella che riuscivo a vivere. Su tutti l'enorme privilegio di avere delle amicizie, di coltivare rapporti sempre al proprio fianco. Ma oggi è stato diverso, oggi guardando mia mamma avevo la consapevolezza di un mondo che per me si è chiuso. Con la malattia di mia mamma si chiude anche la speranza di un qualcosa poi. Sola e incapace di vivere. La mia cuginetta... alcuni ricordi con lei fanno parte di quel paio di anni che ho vissuto in qualche modo. Avevo 15 anni circa, lei 7. Lei è andata avanti. Io ho qualche ricordo. 

Ad un certo punto in chiesa mi sono agitata, avevo paura che mia mamma facesse qualcosa di sconveniente, avevo paura (di nuovo) che il banco non reggesse il peso mio e di mio padre, ero così tesa che stava spuntando un attacco di panico. Poi è passato. Sebbene sia molto agitata, sebbene stia di merda fisicamente, ho la sensazione che in questa fase la paura che provo surclassi il panico. Sono così spaventata che non c'è occasione per il panico. Non riesco ad abbassare la guardia a sufficienza perché spunti. IN pratica sono molto oltre il panico e questo significa che sono davvero a rischio per la salute. C'è chi vive, io ricordo e sempre più spesso provo la sensazione di non essere capace di vivere, di non esserne in grado, di non reggere la vita. Cosa significa? Mh... sicuramente troppo dolore che porta a non poterne più che porta a... non voglio nemmeno dirlo. 

venerdì 14 maggio 2021

Questa mattina provo più paura di quella che provavo ieri. Non che ci sia un motivo valido per questo, sono solo 1000 pensieri che mi girano in testa e che non riesco a fermare. Ho l'impressione di essere entrata in un tunnel da cui ne uscirò tra 5 anni con tutto diverso e sola. Un tunnel da cui non si può tornare indietro, ma in cui bisogna solo andare avanti affrontando tutto quello che si troverà sul percorso, senza possibilità di appello. Ne uscirò sola, sfinita, e ora mi chiedo, con quali mezzi di sostentamento. Ok, è chiaro che nell'ultimo mese mi si sta friggendo il cervello perché continuo a vedere cambiamenti (leggi problemi) e non le soluzioni o per lo meno qualche cambiamento in positivo. Esempio spicciolo di oggi: alla gestione dell'armadio di mio padre e mio zio ci ha sempre pensato mia mamma, ecco oggi mio padre è alla ricerca di una maglia elegante, l'unica che ha probabilmente, per domani e non sappiamo dove cercarla, perché mia mamma non sa più dove è. Questa è una sciocchezza rispetto ai mille problemi inerenti a tutti i contratti intestati a lei, alla casa e al terreno intestato a lei, a quello che sarà il passaggio di proprietà e al costo. Io ho già considerato che con uno stipendio normale non riuscirei mai a coprire le loro spese e manco ho quello, e non so nemmeno come arrivarci. E poi penso, abbastanza seriamente, che se vado avanti così di problemi non ce ne saranno perché sono talmente fusa che ci resterò secca prima. Sono disperata.  

giovedì 13 maggio 2021

Sono molto stanca. Questa mattina abbiamo portato mia mamma dalla parrucchiera, a causa del solito parcheggio fuori uso a causa di manutenzione, per paura che mia mamma non sapesse dove andare, io e mio padre abbiamo fatto davvero un caos ad un certo punto. Senza entrare in dettagli inutili, è stato pesante anche perché è l'impatto della sua malattia sul concreto. Mi sento impazzire e sono tanto arrabbiata: se penso a come bramavo il momento in cui i miei fossero stati entrambi vaccinati... ed invece usciamo da un incubo, il covid, per entrarne in un altro ben più definitivo. Sono arrabbiata per i mille motivi che ripeto da un po': non sono all'altezza di gestire questi problemi, ho paura per le ripercussioni su mio padre, e ho paura di non cavarmela da sola. Senza contare tutto quello a cui devo dire addio senza ancora averlo nemmeno vissuto. Martedì si avvicina e l'idea di dover essere io ad andare a sentire il verdetto mi paralizza. Mi sento male solo al pensiero. Dio, non so a cosa posso attaccarmi per non lasciarmi andare in terra. Sono 20 anni che vivo con il panico, ma sono 40 giorni che ho nelle ossa il terrore puro. Sono stravolta. 

lunedì 10 maggio 2021

Mi sto facendo trascinare in un buco dalla depressione. Ieri sera mi sono ritrovata a vedere alcuni episodi della serie Psych trasmessa in Italia su rete 4 all'inizio a partire dal 2008 circa. Ricordo che ne facevano un paio di episodi al sabato d'estate credo. Era una serie simpatica e ricordo che i momenti in cui la vedevo erano di relativo benessere. 12 anni fa... 25 anni e sebbene con il panico, una famiglia che reggeva. E una speranza per il futuro. Ora si sta sgretolando tutto. Sto malissimo fisicamente ma anche psicologicamente. Non riesco a trovare un appiglio a qualcosa. E sono arrabbiata, continuo a pensare al passato, anche recente, a come era mia mamma. Non riesco ad accettare che sia così adesso, soprattutto perché sto sempre peggio. Dio, avevo un 5% scarso di possibilità di cavarmela, ma seguire anche mia mamma, non ce la faccio. E mi manca, mi manca perché era l'unica persona con cui condividevo davvero il mio malessere profondo. Non so realmente come andare avanti. Certo, avere un lavoro fuori casa sarebbe un bel diversivo. Ma d'altronde se fossi riuscita ad avere un lavoro fuori casa non sarei conciata così. Non vedo soluzione. Non ne vedo manco mezza. Aiuto. 

domenica 9 maggio 2021

Sento una mia vicina salutare, se ne sta andando. Speravo si sarebbe fermata di più con mia mamma. Sentirli parlare mi da qualche secondo di normalità. Ma la normalità è solo illusoria. Venerdì mio padre ha ritirato i referti, non li capisco del tutto, ma c'è più di qualcosa che non va e si tende verso qualcosa di ancora più brutto dell'alzheimer mi sa, un altro tipo di demenza, più rapida nella sua conclusione, più tosta. Mi sento impazzire dalla rabbia e dal dolore. Il 18 quando porterò i referti dal neurologo mi sembra lontano, con il suo verdetto che mi toglie già ora il respiro. Alle 4 questa mattina era sveglia con gli occhi sbarrati e il cuore a mille pensando a cosa occorre fare quando un genitore non c'è più. E quando poi se ne va anche l'altro... io sola, senza lavoro, senza possibilità di guadagnare... come farò? E dove andrò a prendere adesso la forza per affrontare questo dolore? Sono terrorizzata e arrabbiata. Non ce la faccio più.  

venerdì 7 maggio 2021

Cerco di dare un senso al tempo che passa, alle ore che inesorabili trascorrono. Passano i giorni, le settimane; prima era solo la mia vita che non riuscivo a gestire, adesso invece ho l'angoscia anche di non riuscire a gestire il tempo di mia mamma, come se fossi io a doverle riempire le giornate. Sono stanca, ho bisogno di normalità, ho bisogno di qualcosa a cui aggrapparmi. Ho bisogno della mia vita, ma mi sento come se fosse già tardi, troppo tardi, soprattutto dagli episodi di mia mamma. Sono stanca, preoccupata. Non capisco più niente. 

giovedì 6 maggio 2021

nostalgia 2019

Dopo un anno e mezzo, anzi più, oggi c'è qui un mio cugino pensionato che aiuta mio padre nell'orto. Prima della pausa covid erano già un paio di anni che veniva ad aiutarlo, poi causa sta disgrazia di cui si è anche ammalato l'anno scorso, torna oggi dopo i lavori nell'autunno 2019. Mentre ero giù a pranzo con loro, tenevo d'occhio mia madre e i suoi discorsi. Possiamo dire che era come un anno e mezzo fa? No. C'è più confusione indubbiamente, ma è anche vero che non gliene lascio passare una. Nemmeno io sono quella di un anno e mezzo fa, nessuno lo è con la paura che abbiamo provato. Non voglio dire che va tutto bene, affatto, ma forse anche pensare che siamo già ai capitoli finali non aiuta. Certo, i cambiamenti che noto sono rapidi, troppo, leggendo tutte le tempistiche standard su cui si basa l'alzheimer non ci siamo. Ok, io spero ancora che sia qualcosa d'altro, un mix di carenza di b12, depressione, stress per il covid e pure la storia dello zio. Spero ma non ci credo. Nel frattempo ho letto alcuni costi per una badante h24 o per i ricoveri nelle rsa. Aiuto. Sono cifre che stanno sui 25000 euro all'anno di media. Il problema soldi è onnipresente, ad ogni livello. Quello che so è che oggi, ad un certo punto, per una comunicazione ufficiale, ho chiamato il piano di sotto e quando ha risposto mia mamma ho cercato mio padre perché istintivamente per le cose serie non riesco più a fidarmi della sua concentrazione/memoria. Davvero si ha la percezione di iniziare a piangere quella persona, un lutto prolungato. E chissà che conseguenze anche su mio padre... per questo poi c'è la tentazione di pensare che possa essere altro. Mia mamma mi fa paura e mi manca già. E questo mio modo di rapportarmi con lei è dannoso, lo so. Dio, spero di trovare la forza, ma nel frattempo mi sto imbottendo di ansiolitici. Che nostalgia del 2019... :(

mercoledì 5 maggio 2021

5 maggio

 5 maggio, è passato un anno esatto dalla lite in casa. Quante lacrime, quanta paura... inutile quasi a questo punto se penso allo spavento successivo con mia mamma. Se prima mi sembrava quasi sbagliato, faticoso, concentrarmi sul bello e sull'altro, adesso non riesco più nemmeno a vedere che c'è altro. Per questo il futuro diventa sempre più nebuloso e difficile, perché non riesco a mettere un mattone apposto per costruire qualcosa. Nemmeno uno. Nemmeno per sbaglio. Il responso degli esami di mia mamma arriverà venerdì. Ieri, ad un certo punto ho ripensato alla mia depressione, alla mia non vita, a come sono stata male nell'ultimo anno, dopo gli altri... ho ripensato a tutto questo cercando di vederlo dall'esterno, dal punto di vista di mia mamma. Molto pesante come situazione, devastante. Non è difficile pensare che la mia depressione sia rimbalzata anche su di lei. E abbia causato anche questo suo stato. Ho paura. Ho paura di non avere più possibilità, tempo. Ho paura di non averla più al mio fianco per aiutarmi, ascoltarmi. Ho paura, paura...

lunedì 3 maggio 2021

Oggi mia mamma va a fare gli esami, elettrocardiogramma e encefalogramma. Onestamente sono preoccupata, ma non quanto mi aspetterei. Sono quasi... speranzosa, nel senso che ho bisogno di capire cosa sta succedendo e sono quasi ottimista in merito ad una prognosi spero positiva. me lo sento. O forse ne ho solo la necessità, perché in un incubo del genere io non posso starci. 

Quando un anno fa è scoppiata la pandemia, mi sono come congelata. Molte cose sono rimaste ferme, anche oggetti. Quando c'è stata la lite in casa anche. Me ne accorgo perché molti oggetti di uso comune/quotidiano non sono più riuscita ad usarli, mi sono bloccata davanti alla tv, davanti a televendite, mentre i libri delle ripetizioni si impilavano inutilizzati, così come i libri da leggere, così come i mestieri da fare, così come la ciclette inutilizzata. Un calendario da tavolo che ho sulla scrivania, sotto una pila di roba, è ancora al marzo 2020... Proviamo ad immaginare cosa è successo nell'ultimo mese da quando mia mamma ha avuto quella crisi. Riesco solo a fare una cosa: gestire il ciclo dei vestiti da lavare (e forse solo perché vista la mia mole non ne ho così tanti da potermi permettere di non sistemarli per lunghi periodi.) Per il resto niente di niente, sono 3 settimane che non esco di casa nemmeno per quel giro più o meno quindicinale di posta+farmacia. Sono bloccata, inchiodata cercando di non impazzire nell'attimo presente, ma la programmazione futuro non esiste più. In questo modo ogni mio problema antecedente a questo ultimo anno, invece di farsi strada per essere risolto, viene seppellito da sempre più strati di altro. Di paure. Prima del covid, poi della relazione zio/padre, infine anche di mia mamma. Sì, per come stanno le cose, ho paura anche di lei. Non sono pronta a gestire una demenza seria. Ho tanta paura, per questo confido negli esami di oggi. 

sabato 1 maggio 2021

ho paura della morte

 Ho una paura fottuta della morte, anche della sofferenza. Oramai non riesco a pensare ad altro, più l'idea di solitudine (e i pragmatici problemi economici...) Ieri sera ero sull'orlo della disperazione. Quando in passato mi ingrippavo in pensieri del genere, capitava non spesso ma capitava, la strategia era concentrarmi sul presente, appiccicarmi come una cozza ai miei, per lo meno all'idea della loro presenza. Nello specifico questa cosa oggi non funziona. Anzi, la paura mi divora proprio a partire dal presente. Mia mamma non sta bene e a dirla tutta mi sembra che peggiori talmente alla svelta per certi aspetti che persino l'alzheimer non è compatibile. (Forse lo sarebbe quasi di più una depressione potente, ma non saprei che dire.) Forse è stata parecchio colpa mia, insomma è così difficile ipotizzare che una persona di quasi 80 anni sia distrutta dalla perenne depressione di sua figlia? E alla fine ieri continuavo a pensare alla morte, a quanto fa paura l'idea di saperla vicina. Vorrei qualcuno a fianco solo per me, e allo stesso tempo so che nemmeno lo sopporterei. Non ne sono capace, non sono abituata. Mi mancano sbocchi sul futuro e dal presente sto prendendo solo spaventi. Non sono capace di vivere, non sono capace di stare bene, non sono capace di affrontare la sofferenza. Non sono capace a far niente. Ad un anno, circa, dalla lite questa ulteriore mazzata non me la aspettavo manco per niente. Proprio non mi veniva nemmeno in mente, avevo notato che mia mamma non diventa più giovane, ma questa mazzata proprio no. Mi manca l'unica persona che mi ascoltava, con cui parlavo, con cui anche riuscivo ancora a sognare almeno un pochino. Ho paura. 

venerdì 30 aprile 2021

Non ho nulla di nuovo da dire, ma voglio scrivere. Per un istante, breve, mentre scrivo qua sopra, mi sembra di essere meno sola. Mio padre è tornato da meno di un giorno, sono quasi riuscita a fargli ammettere che la mamma sta peggio di quanto pensasse. Lunedì pomeriggio si avvicina, ma non so se non ho ancora metabolizzato o cosa, ma invece di temerlo questo esame, lo aspetto con ansia. Perché confido in una diagnosi facile da correggere. Voglio tempi felici. Voglio poterci credere ancora. Mia mamma era ormai l'unica confidente che avevo. Questa casa si è svuotata quasi completamente, lasciando uno 'scheletro' e tanta solitudine. Io sono stata incapace di andare oltre con la strada, con la mia vita. Vedo mezzo minuto di luce e speranza e poi si richiude tutto. Sono tanto stanca. 

giovedì 29 aprile 2021

Mio padre è tornato. Chi sa, le mie due zie, diceva che mi avrebbe aiutato. Certo, capisco l'intento. Io invece non sto meglio, perché trascinare anche lui nell'incubo che sto vivendo io non credo aiuti nessuno. Lunedì si avvicina, e io non so se temo di più una diagnosi o una non diagnosi. Certo, ok, dipende dalla diagnosi, lo so, ma anche non sapere è qualcosa di esageratamente pesante da gestire. Vedere mio padre con gli occhi cerchiati e rossi mi ha distrutta. Tutti si meritano il meglio, lo so, ma le cose qui sono sempre state difficili, forse soprattutto per lui. Io cerco sostegno in mia madre, è sempre stato così, ma lo ammetto anche. Per lui, come uomo e marito, forse la sofferenza è più da tenere nascosta. Vorrei solo potessimo stare davvero bene per un po'. Quanto tempo sprecato con sto panico di merda e in liti inutili. Il mio cervello continua a viaggiare su 3 binari. 1- è troppo brutto per essere vero, c'è stato un problema serio ma si potrà curare, 2- è troppo brutto ma è vero e ci aspetteranno anni di dolore, 3- sarà tutto brutto e rapido e io mio padre dovremo gestire una perdita e tutta una parte di vita di nuovo da inventare. Un po' qua un po' ad Alassio. Tra mille problemi, anche economici. (e di nuovo... se sti cazzo di libri mi avessero fatto guadagnare...) Mio padre è tornato, ma i cuori piangono ancora, tutti e 3. e piangeranno. E siamo tutti soli. E lo saremo ancora.  

mercoledì 28 aprile 2021

Cosa penso? Penso che è tutto troppo brutto per essere vero. Sento un disagio fin nelle ossa, disagio per me è sinonimo di brutto, di malessere. Ma ce ne sono almeno di 2 tipi: uno è il disagio che provavo fuori casa quando non mi sentivo all'altezza, ma che si attenuava pensando di tornare a casa, e poi c'è quello più brutto che ho provato con la 1^ e 2^ litigata dello zio: quello che è più stravolgente perché a casa non passa, anzi. Permea ogni aspetto della vita proprio per questo suo essere legato alla casa. Ovviamente la situazione di adesso con mia mamma è di questo 2^ tipo all'ennesima potenza. Eppure... eppure al di là della paura sento davvero qualcosa come: è troppo brutto per essere vero. Come se, per quello che è successo, ci sia un spiegazione e si possa porvi rimedio. Comincio a sentirlo. Comincio a crederci, al di là del terrore puro che provo anche adesso, ed è strano perché certe cose me le sento davvero. Resta che comunque è un avvertimento essenziale: tutti i problemi che ho messo sul tavolo, nero su bianco anche qua sopra, sono reali. Sono da affrontare. Per questo mi spiace che i libri che ho scritto non abbiano funzionato: una mini rendita da quel fronte sarebbe stata un'enorme sollievo e qualcosa su cui comunque continuare ad investire tempo ed energie, cosa che non faccio più da più di un anno, forse due, proprio visti i non risultati. Sto malissimo, anche ora, anche adesso, ma forse è troppo brutto per essere vero, per davvero. 

lunedì 26 aprile 2021

Mio padre dovrebbe star facendo, o aver appena fatto, la 2^ dose di vaccino. Se tutto va bene, tornerà presto. Nel  frattempo mi ha chiamata, per cui aspettando nelle prossime ore, per ora tutto ok.

Sabato, ad un certo punto per un momento mi sono sentita meglio. Stavo guardano i miei soliti quadri e per un momento sono stata meglio. In realtà ad un certo punto poco prima avevo avuto anche una sorta di pensiero/intuizione del tipo: non può andare così male, sono sicura che mia mamma starà meglio, che è stato un attimo dovuto a mille cose diverse, ma passerà, magari non sarà esattamente come prima dell'episodio della casa, ma starà molto meglio. Intuizione... mi piacerebbe, forse è più una speranza, anzi un desiderio disperato. Poi in serata ho sentito mio padre, e forse era lui a tenere una posa, ma mi sembrava tranquillo. Troppo tranquillo, tanto è vero che ho proprio pensato: per me non ha capito la gravità della situazione. E giù a piangere di nuovo per il dolore che proverà lui quando si renderà conto di quello che sta succedendo davvero. Quando poi l'altra notte, per andare a messa alle 9, mia mamma si è alzata e vestita alle 2.30, ogni senso di stare meglio è svanito. Non ho più dormito. Poi quando siamo andate a messa, sembrava un pochino stanca ma abbastanza lucida, anche nei confronti degli altri. Nel pomeriggio è passata ancora la zia dell'atro giorno, speravo fosse una visita proprio solo di cortesia, per far passare una mezz'oretta serena. Errore: ha tirato fuori tutti i miei problemi, che vanno risolti, che devo guadagnare, che devo uscire di qui, che devo essere indipendente, che etc etc... tutto valido giusto e serio. Da quanto mi pongo questi problemi? Tanti anni,e in special modo nell'ultimo. Mi ha fatto male però sentirlo. So che è la verità, ma avere davanti al naso tutti i fallimenti degli ultimi anni non mi aiuta con la paura che sto provando per mia mamma. Non si può credere di risolvere quello che non fatto fino ad ora adesso. Non mi è possibile. 

Resta che l'idea della solitudine di mio padre mi spianta. Ieri quasi tutti i miei parenti della zona (che sono confinanti e hanno un giardino in comune quindi anche tra zone rosse e gialle) hanno pranzato in cortile tutti insieme. Mi ha fatto male che non lo abbiano chiesto anche a noi, ok mi fa male tutto e io non mi sarei sentita di andare ma è una questione di principio. 

Il problema è la paura della solitudine. Lo ripeto e lo ribadisco: come potrebbe adeguarsi mio padre senza di lei qui? Sentirebbe il bisogno di stare al mare? E io che fine farei? Non avevo idea che fossimo tutti in equilibrio così precario. Non così tanto. Sono spaventatissima. 

venerdì 23 aprile 2021

Non riesco a pensare a come erano le cose qui solo 4 mesi fa, nel 2020. (e sì, mi rendo conto che allora facevo lo stesso ragionamento pensando al pre 5 maggio- giorno della lite in casa, ma questo fa anche capire come vada sempre più giù.) Oggi ho avuto un paio di crolli di pianto, uno più legato a mio padre e a come vivrà tutto questo, uno legato a mia mamma, a quando non ci sarà più. Anzi, 3 crolli perché in uno ero più che altro preoccupata per me quello che potrò fare, al dolore che proverò. C'è una pubblicità di un'associazione che aiuta chi vive per casa nella quale un senzatetto, intervistato, ammette di aver perso cognizione della sua vita dopo la morte di sua madre. Ho paura. E non riesco a concedermi il lusso di pensare che forse potrebbero esserci strade meno drastiche di quelle che penso. Anche oggi mia mamma ha fatto riferimenti alla 'casa', forse di sfuggita, forse bo. Sono due settimane che va avanti questa storia, e sono due settimane che la mia vita si è ribaltata, che mi manca la terra sotto i piedi. Mi sento come se avessi già cominciato a dirle addio. Vacillo e non ho più appigli a cui aggrapparmi. Quante volte in passato, in mezzo a momenti di enorme tristezza e paura del perdere i miei, scansavo il pensiero e mi rintanavo vicino a loro. Adesso non è più possibile. Ed è devastante. Devo trovare un punto d'appiglio perché i prossimi mesi saranno qualcosa di allucinante, senza una valvola di sfogo sarò finita in un niente.

giovedì 22 aprile 2021

quando il troppo è davvero troppo?

 Oggi con mia mamma non è stata una bella giornata. Non ce ne sono più da almeno 13 giorni, ma ogni giorno sembra diventare più difficile del precedente. Immagino sia normale che avvenga questo. Però poi questa sera, quando già ero cotta, arriva mio zio e inizia di nuovo a dargli contro a mio padre. Quando per l'ennesima volta, dopo vari passaggi, gli ho ricordato che sono quasi 30 anni che vive in una casa tecnicamente non sua senza che nessuno gli abbia mai chiesto un cavolo e che un minimo di coscienza di questo sarebbe gradita, è caduto di nuovo dalle nuvole, esattamente come un paio di mesi fa, o poco meno. Poi una telefonata lo ha fatto andare via senza terminare la conversazione. O meglio l'ennesima litigata. Sento il cervello che vibra. Non vedo l'ora che torni mio padre, anche se mi dispiace per lui, perché ho sempre la sensazione che non consideri davvero questo ambiente come suo, e con mia mamma che non sta bene sarà anche peggio. Ci manca solo uno mai cresciuto né mai capace di prendersi le sue responsabilità a dargli il carico da 90. Troppo, è troppo. troppo per me che sto impazzendo. Senza nessuno su cui contare, con cui confidarsi, è stato bello sfogarmi ieri con mia zia, e il brutto del mio panico è che mi ha tolto la possibilità di farmi degli amici, di avere legami, cosa che adesso mi servirebbe come l'aria. Ho paura perché senza mia mamma io qui ho pochissimi legami, ma mio padre ancora meno. Sentirà il bisogno di starsene in liguria, con suo fratello? Vorrei rintanarmi in un angolo tranquilla, vorrei che stessimo ancora bene. Vorrei non avere questa paura che mi divora. In fondo forse ha ragione anche mia mamma: nemmeno a me questa sembra più casa mia. Spero che domani non stia peggio a causa di questa scenata. Sono terrorizzata e vedo solo dolore. Non ce la faccio più. E prima o poi davvero non ce la farò più. Manca pochissimo, e poi che succederà?