Non ho nulla di nuovo da dire, ma voglio scrivere. Per un istante, breve, mentre scrivo qua sopra, mi sembra di essere meno sola. Mio padre è tornato da meno di un giorno, sono quasi riuscita a fargli ammettere che la mamma sta peggio di quanto pensasse. Lunedì pomeriggio si avvicina, ma non so se non ho ancora metabolizzato o cosa, ma invece di temerlo questo esame, lo aspetto con ansia. Perché confido in una diagnosi facile da correggere. Voglio tempi felici. Voglio poterci credere ancora. Mia mamma era ormai l'unica confidente che avevo. Questa casa si è svuotata quasi completamente, lasciando uno 'scheletro' e tanta solitudine. Io sono stata incapace di andare oltre con la strada, con la mia vita. Vedo mezzo minuto di luce e speranza e poi si richiude tutto. Sono tanto stanca.
venerdì 30 aprile 2021
giovedì 29 aprile 2021
Mio padre è tornato. Chi sa, le mie due zie, diceva che mi avrebbe aiutato. Certo, capisco l'intento. Io invece non sto meglio, perché trascinare anche lui nell'incubo che sto vivendo io non credo aiuti nessuno. Lunedì si avvicina, e io non so se temo di più una diagnosi o una non diagnosi. Certo, ok, dipende dalla diagnosi, lo so, ma anche non sapere è qualcosa di esageratamente pesante da gestire. Vedere mio padre con gli occhi cerchiati e rossi mi ha distrutta. Tutti si meritano il meglio, lo so, ma le cose qui sono sempre state difficili, forse soprattutto per lui. Io cerco sostegno in mia madre, è sempre stato così, ma lo ammetto anche. Per lui, come uomo e marito, forse la sofferenza è più da tenere nascosta. Vorrei solo potessimo stare davvero bene per un po'. Quanto tempo sprecato con sto panico di merda e in liti inutili. Il mio cervello continua a viaggiare su 3 binari. 1- è troppo brutto per essere vero, c'è stato un problema serio ma si potrà curare, 2- è troppo brutto ma è vero e ci aspetteranno anni di dolore, 3- sarà tutto brutto e rapido e io mio padre dovremo gestire una perdita e tutta una parte di vita di nuovo da inventare. Un po' qua un po' ad Alassio. Tra mille problemi, anche economici. (e di nuovo... se sti cazzo di libri mi avessero fatto guadagnare...) Mio padre è tornato, ma i cuori piangono ancora, tutti e 3. e piangeranno. E siamo tutti soli. E lo saremo ancora.
mercoledì 28 aprile 2021
Cosa penso? Penso che è tutto troppo brutto per essere vero. Sento un disagio fin nelle ossa, disagio per me è sinonimo di brutto, di malessere. Ma ce ne sono almeno di 2 tipi: uno è il disagio che provavo fuori casa quando non mi sentivo all'altezza, ma che si attenuava pensando di tornare a casa, e poi c'è quello più brutto che ho provato con la 1^ e 2^ litigata dello zio: quello che è più stravolgente perché a casa non passa, anzi. Permea ogni aspetto della vita proprio per questo suo essere legato alla casa. Ovviamente la situazione di adesso con mia mamma è di questo 2^ tipo all'ennesima potenza. Eppure... eppure al di là della paura sento davvero qualcosa come: è troppo brutto per essere vero. Come se, per quello che è successo, ci sia un spiegazione e si possa porvi rimedio. Comincio a sentirlo. Comincio a crederci, al di là del terrore puro che provo anche adesso, ed è strano perché certe cose me le sento davvero. Resta che comunque è un avvertimento essenziale: tutti i problemi che ho messo sul tavolo, nero su bianco anche qua sopra, sono reali. Sono da affrontare. Per questo mi spiace che i libri che ho scritto non abbiano funzionato: una mini rendita da quel fronte sarebbe stata un'enorme sollievo e qualcosa su cui comunque continuare ad investire tempo ed energie, cosa che non faccio più da più di un anno, forse due, proprio visti i non risultati. Sto malissimo, anche ora, anche adesso, ma forse è troppo brutto per essere vero, per davvero.
lunedì 26 aprile 2021
Mio padre dovrebbe star facendo, o aver appena fatto, la 2^ dose di vaccino. Se tutto va bene, tornerà presto. Nel frattempo mi ha chiamata, per cui aspettando nelle prossime ore, per ora tutto ok.
Sabato, ad un certo punto per un momento mi sono sentita meglio. Stavo guardano i miei soliti quadri e per un momento sono stata meglio. In realtà ad un certo punto poco prima avevo avuto anche una sorta di pensiero/intuizione del tipo: non può andare così male, sono sicura che mia mamma starà meglio, che è stato un attimo dovuto a mille cose diverse, ma passerà, magari non sarà esattamente come prima dell'episodio della casa, ma starà molto meglio. Intuizione... mi piacerebbe, forse è più una speranza, anzi un desiderio disperato. Poi in serata ho sentito mio padre, e forse era lui a tenere una posa, ma mi sembrava tranquillo. Troppo tranquillo, tanto è vero che ho proprio pensato: per me non ha capito la gravità della situazione. E giù a piangere di nuovo per il dolore che proverà lui quando si renderà conto di quello che sta succedendo davvero. Quando poi l'altra notte, per andare a messa alle 9, mia mamma si è alzata e vestita alle 2.30, ogni senso di stare meglio è svanito. Non ho più dormito. Poi quando siamo andate a messa, sembrava un pochino stanca ma abbastanza lucida, anche nei confronti degli altri. Nel pomeriggio è passata ancora la zia dell'atro giorno, speravo fosse una visita proprio solo di cortesia, per far passare una mezz'oretta serena. Errore: ha tirato fuori tutti i miei problemi, che vanno risolti, che devo guadagnare, che devo uscire di qui, che devo essere indipendente, che etc etc... tutto valido giusto e serio. Da quanto mi pongo questi problemi? Tanti anni,e in special modo nell'ultimo. Mi ha fatto male però sentirlo. So che è la verità, ma avere davanti al naso tutti i fallimenti degli ultimi anni non mi aiuta con la paura che sto provando per mia mamma. Non si può credere di risolvere quello che non fatto fino ad ora adesso. Non mi è possibile.
Resta che l'idea della solitudine di mio padre mi spianta. Ieri quasi tutti i miei parenti della zona (che sono confinanti e hanno un giardino in comune quindi anche tra zone rosse e gialle) hanno pranzato in cortile tutti insieme. Mi ha fatto male che non lo abbiano chiesto anche a noi, ok mi fa male tutto e io non mi sarei sentita di andare ma è una questione di principio.
Il problema è la paura della solitudine. Lo ripeto e lo ribadisco: come potrebbe adeguarsi mio padre senza di lei qui? Sentirebbe il bisogno di stare al mare? E io che fine farei? Non avevo idea che fossimo tutti in equilibrio così precario. Non così tanto. Sono spaventatissima.
venerdì 23 aprile 2021
Non riesco a pensare a come erano le cose qui solo 4 mesi fa, nel 2020. (e sì, mi rendo conto che allora facevo lo stesso ragionamento pensando al pre 5 maggio- giorno della lite in casa, ma questo fa anche capire come vada sempre più giù.) Oggi ho avuto un paio di crolli di pianto, uno più legato a mio padre e a come vivrà tutto questo, uno legato a mia mamma, a quando non ci sarà più. Anzi, 3 crolli perché in uno ero più che altro preoccupata per me quello che potrò fare, al dolore che proverò. C'è una pubblicità di un'associazione che aiuta chi vive per casa nella quale un senzatetto, intervistato, ammette di aver perso cognizione della sua vita dopo la morte di sua madre. Ho paura. E non riesco a concedermi il lusso di pensare che forse potrebbero esserci strade meno drastiche di quelle che penso. Anche oggi mia mamma ha fatto riferimenti alla 'casa', forse di sfuggita, forse bo. Sono due settimane che va avanti questa storia, e sono due settimane che la mia vita si è ribaltata, che mi manca la terra sotto i piedi. Mi sento come se avessi già cominciato a dirle addio. Vacillo e non ho più appigli a cui aggrapparmi. Quante volte in passato, in mezzo a momenti di enorme tristezza e paura del perdere i miei, scansavo il pensiero e mi rintanavo vicino a loro. Adesso non è più possibile. Ed è devastante. Devo trovare un punto d'appiglio perché i prossimi mesi saranno qualcosa di allucinante, senza una valvola di sfogo sarò finita in un niente.
giovedì 22 aprile 2021
quando il troppo è davvero troppo?
Oggi con mia mamma non è stata una bella giornata. Non ce ne sono più da almeno 13 giorni, ma ogni giorno sembra diventare più difficile del precedente. Immagino sia normale che avvenga questo. Però poi questa sera, quando già ero cotta, arriva mio zio e inizia di nuovo a dargli contro a mio padre. Quando per l'ennesima volta, dopo vari passaggi, gli ho ricordato che sono quasi 30 anni che vive in una casa tecnicamente non sua senza che nessuno gli abbia mai chiesto un cavolo e che un minimo di coscienza di questo sarebbe gradita, è caduto di nuovo dalle nuvole, esattamente come un paio di mesi fa, o poco meno. Poi una telefonata lo ha fatto andare via senza terminare la conversazione. O meglio l'ennesima litigata. Sento il cervello che vibra. Non vedo l'ora che torni mio padre, anche se mi dispiace per lui, perché ho sempre la sensazione che non consideri davvero questo ambiente come suo, e con mia mamma che non sta bene sarà anche peggio. Ci manca solo uno mai cresciuto né mai capace di prendersi le sue responsabilità a dargli il carico da 90. Troppo, è troppo. troppo per me che sto impazzendo. Senza nessuno su cui contare, con cui confidarsi, è stato bello sfogarmi ieri con mia zia, e il brutto del mio panico è che mi ha tolto la possibilità di farmi degli amici, di avere legami, cosa che adesso mi servirebbe come l'aria. Ho paura perché senza mia mamma io qui ho pochissimi legami, ma mio padre ancora meno. Sentirà il bisogno di starsene in liguria, con suo fratello? Vorrei rintanarmi in un angolo tranquilla, vorrei che stessimo ancora bene. Vorrei non avere questa paura che mi divora. In fondo forse ha ragione anche mia mamma: nemmeno a me questa sembra più casa mia. Spero che domani non stia peggio a causa di questa scenata. Sono terrorizzata e vedo solo dolore. Non ce la faccio più. E prima o poi davvero non ce la farò più. Manca pochissimo, e poi che succederà?
mercoledì 21 aprile 2021
Sono due giorni che non scrivo, perché? Perché avrei scritto di getto che mi sembrava che mia mamma stesse meglio, che stava magari smaltendo la paura per il covid, lo stress per il vaccino... ma non ho scritto perché temevo che poi sarebbe arrivata la mazzata, la prova che non era vero. Così è stato: per un giorno e mezzo mi è sembrata stare meglio, poi ieri pomeriggio, in mezzo ad una telefonata di una sua amica, è uscita una confusione che mi ha fatto strizzare le budella. Senza memoria, per lei, senza memoria svanisco anche io. Senza memoria svanisce anche mio padre. Io ho paura. Tra poco torna, 10 giorni, ma cosa succederà anche con lui? Quello che temo è che si lasci andare come me. Poi non ci sarà più lei, poi non ci sarà più lui... e io come vivrò? In queste settimane ho fatto arrivare 2 pacchi, non li ho nemmeno aperti. Non mi interessano perché non riesco nemmeno a concentrarmi su cose 'belle'. In realtà non riesco a concentrarmi su niente, continuo solo a vedere nella mia testa come in loop tutti i passi che porteranno al disastro. Ho paura. E ho anche la sensazione che questa fase sarà veloce. Come farò senza di lei? Come farò a sopravvivere senza di loro? Dio, se almeno avessi un cavolo di lavoro, se avessi un sostentamento... vedo all'orizzonte problemi enormi. Vedo una montagna di solitudine, dolore. Resterò sola e senza la possibilità di provvedere a me stessa. Sono discorsi diversi, anche contrapposti e cinici se vogliamo, ma senza prospettive ho davvero paura che la mia vita finirà a breve.
Poi esiste una piccolissima parte di me che crede davvero che la situazione di mia mamma derivi dalla somma esasperante dello stress covid + la tensione in casa che anche in questo inverno ha avuto momenti pesanti con la storia del riscaldamento ad esempio, e che quindi possa esserci una possibilità di recupero che permetta anche a me di avere tempo di mettere apposto qualcosa se non altro. Che conceda ancora un po' di tempo per fare due piani. Ma è talmente tanta la paura che non sia altro che una speranza vana che mi viene persino da scriverlo 'sotto voce', piano piano, senza grassetto, senza evidenza, senza enfasi. Quasi senza nemmeno il diritto di pensarlo. Così...
lunedì 19 aprile 2021
Non c'è niente da fare: sono divorata dalla paura, da quando mi addormento, incubi compresi, a quando mi sveglio e viceversa. Guardo l'orologio sperando che passino le ore, che passino i giorni, che torni mio padre. Poi mi rendo conto che ho paura lo stesso, perché la sua presenza non cambierà la realtà, metterà solo in mezzo anche lui. Poniamo ad esempio alle volte, non molte, ma necessarie che mio padre deve tornare giù, poniamo che lei vada con lui: potrebbe lasciarla a casa da sola là se lui esce? Poniamo che non riconosca più il posto? Che fa? Non la porta. E io resto qui, ancora sola, con lei? Mh... magari anche no, e le mie vacanze con mio padre? Svanite, è doloroso. Sono le 11.49, mia mamma è più o meno un'ora e 20 che è al telefono con 3 persone diverse che volevano sapere come stava dopo il vaccino. A sentirla parlare diresti che è tutto ok, non ok in senso assoluto, ma almeno ok pre 'questa non è casa mia', durerà? Non lo so. Io non so più niente, nel frattempo ha chiamato anche mio zio dal mare, parlare con lui di nuovo è la percezione forte e chiara di porte che si murano, non che si chiudono. Adesso è ora di pranzo e io ho paura di sedermi al tavolo con lei. Ho troppa paura, qualcosa di mai provato prima. Sento che mi sta consumando. Aiuto.
domenica 18 aprile 2021
Sono in uno stato pietoso, eppure apparentemente la giornata è stata 'tranquilla', eppure sento montare dentro di me un'irrequietezza che mi fa venir voglia di urlare e allo stesso tempo mi stringe il petto impedendomi anche di respirare. Fino a un paio di settimane fa, o in senso più stretto, un paio di mesi fa, mia mamma faceva di tutto: mestieri in casa, leggere, poi anche tv, chiacchiere al telefono (prima del covid di persona), adesso è un no quasi per tutto, quindi ho paura che si annoi e diventi irrequieta e poi le escano certe cose. Mi agita terribilmente il fatto che non sia più capace di gestire il suo tempo, e quindi se stessa. Vedo le altre signore sue coetanee, alcune stanno meglio altre meno, ma danno comunque tutte l'impressione che riescano a vivere sole. Qui no, non più. Nemmeno la gestione del tempo libero... prima ho parlato con mio padre, abbiamo nominato mio zio contento che fosse lì per un mese. Ho avuto l'impressione che gli si incrinasse la voce. Tutti i nodi stanno venendo al pettine, tutte le cose che hanno reso particolare la nostra vita stanno mostrando il lato negativo. Come si regge così? Se crolla, a ragione, anche mio padre siamo nella cacca più totale. La cosa assurda è che, se anche, per ipotesi, mia mamma dovesse stare meglio perché questo crollo è stato causato da motivi diversi dai previsti (esempio come depressione per la mancanza di contatti di persona in questo anno e la lontananza di mio zio), lo spavento che ho provato e che sto provando, mi resterà addosso. Continuo a ripensarla come era fino a poco fa, ma poco poco. Che dolore...
facciamo che era solo un avvertimento?
Mia mamma è andata a fare la seconda dose di vaccino, se tutto va bene tra meno di un'ora potrebbe anche già essere a casa. Quando l'ho vista uscire di casa, così fragile e traballante, tanto per cambiare, chiusa la porta alle spalle, sono scoppiata a piangere, sentendomi completamente inutile e incapace con tutto il mio panico e le mie cazzate. L'anno scorso, quando c'era stata da poco la lite e la separazione in casa, e io piangevo in continuazione (in questo sono coerente), mia mamma anche lei in lacrime dopo aver visto il mio stato pietoso ha detto: "Se vai avanti così mi farai ammalare.", questo particolare mi è venuto in mente ieri sera, lei stava ancora benone. Allora mi chiedo: ma non sarà davvero, oltre all'età, un crollo depressivo? Giustificherebbe anche perché è successo pochi giorni dopo la partenza del papà. In mezzo a tutto il caos ho dimenticato di dirlo anche ai medici, così come di dire che ha già sofferto di depressione in passato. E allora non possiamo fare finta che sia così? Che la depressione magari si recupera un pochino, la demenza no. Non possiamo far finta che è solo un avvertimento? Magari di muovermi? Di cercare di stare bene, di cominciare a vivere? Negli ultimi giorni con lei sta male non riesco a smettere di pensare a tutte le ripercussioni a cascata su tutto. Compresa la parte pratico/economica della mia vita. Al dopo dopo, quel dopo vuoto e senza prospettiva che dipende anche dalla mia assoluta non indipendenza (anche economica). Probabilmente mi illudo, lo so, ma l'alternativa è troppo spaventosa e apre a raffica una sfilza di problemi che al momento mi sembrano irrisolvibili. E allora facciamo che era solo un avvertimento? Per favore...
venerdì 16 aprile 2021
Verso le 4-45 questa mattina presto mi sono svegliata in preda ad un brutto attacco di panico. Come dico sempre quelli notturni sono i peggiori perché ti svegli quando sono all'apice, mentre da svegli lo senti arrivare e magari fai qualcosa per tamponarlo. Sono stata sveglia più di un'ora, sebbene la fase peggiore sia durata 15 minuti, con una nausea pazzesca. Va da sé che non sono affatto stupita di crisi così, già ieri sera sono arrivata alle 21 che mi sentivo logorata, poi mia mamma va a letto, io in camera mia ma non riesco a provare quella sorta di 'scudo' che provavo anche solo un mese fa: andavo in camera e le rogne di mio padre restavano fuori; no, qui la paura passa sotto la porta, sotto il letto, impregna le lenzuola: non esiste un luogo protetto. Tra un mese, regole covid permettendo, c'è il matrimonio di una mia cugina, che sta rimandando già da un anno. Saremo in mezzo ad altri esami di mia madre, credo che, se tutto va bene, andremo solo alla cerimonia qui vicino e nella mia testa questo è uno spartiacque, quando i problemi mentali creano il vuoto intorno. Ho una confusione nella mia testa che non riesco nemmeno a spiegare, ma 'perdere' mia mamma è anche perdere l'unica alleata vera che avevo contro questa sindrome da panico maledetta. Ho paura che resteremo soli, ho paura della sofferenza. Avrei solo voluto ancora qualche anno stando bene come l'anno scorso, che visto come stavo male io, non era esattamente un idillio, ma mi sarebbe bastato. So che sto dicendo sempre le stesse cose, ma ho bisogno di continuare a buttarle fuori, sperando di stare un po' meno male. Ho così tanta paura che persino il mondo fuori dalla finestra sembra di altri colori. E allora continuano i sogni totalmente slegati dalla realtà, nessun parente, nessun legame con la verità, questioni di sopravvivenza mentale immagino...
giovedì 15 aprile 2021
solitudine
martedì 13 aprile 2021
prima di pranzo mi ha chiamata mio zio dal mare. Una telefonata veloce anche vista l'ora e io non ho fatto nulla per prolungarla perché facevo davvero fatica a parlare. Mi ha chiesto come stavamo e allora vai con il solito 'bene' di rito, perché non sapevo che altro dire senza dover spiegare proprio tutto, un tutto che nemmeno io ancora capisco. Quando ci siamo salutati mi è venuto da piangere, una malinconia micidiale: è che mi sembra tutto sbagliato. Alassio da pochi anni è diventato una fetta essenziale per me, un qualcosa di necessario per la mia interezza. Ma questo far parte del presente funziona solo con i miei che stanno bene, perché in caso contrario si sta mostrando semplicemente impossibile. Così mi manca quel posto, mi manca il tempo che abbiamo passato là io e mio padre, mi manca, ebbene sì, ancora di più il tempo che non potremo più vivere. Mi sento divisa a pezzetti e questi pezzetti potranno ricomporsi solo più in là, molto più in là, (quando i miei non ci saranno più?) e con un disegno tutto diverso come dicevo l'altro giorno, purtroppo non ora, non con queste idee. Nel frattempo mi rendo conto di essere in una bella depressione, non posso aver di nuovo perso quel poco di bello che mi sembrava di aver acquisito nel 2019. Sono persa, persa, persa. Questa sera dovrei chiamare mio padre e non so davvero come reagirò alla telefonata. Con altre lacrime probabilmente. evvai.
una casa che non c'è
Faccio fatica a scrivere, perché scrivere è ancora di più ammettere un dolore che provo dentro. Sono 3 giorni che mia mamma continua con la storia della casa, ogni volta che ne parla mi sento impazzire. Ogni tanto sembra andare un po' meglio, poi ci risiamo, è successo ieri, è successo oggi che si è alzata tutta contenta perché era più convinta che fosse casa sua, per poi chiedermi se mio padre ci fosse mai stato, e dopo aver parlato con una mia vicina che ci frequenta da anni, domandarsi lo stesso di lei. Non so cosa dirà l'esito dell'encefalogramma tra 20 gg, credo che sia però finito tutto. E mi fa un male dell'accidente, perché non è solo lei che se ne va un po' per giorno, che è il dolore più grande, ma è come tagliare giorno per giorno i legami con gli altri, con le persone che frequentano lei, le sue amicizie, i parenti. Mi sembra l'anticamera di una solitudine all'ennesima potenza. Quello che era prima è finito, dopo c'è il vuoto, quanto sarà dolorosa e lunga questa fase intermedia non è dato saperlo. E come sempre in questi casi, i tempi prima, anche se orrendi, mi sembrano oro rispetto a questo. Tutte le volte che auspico un cambiamento, finisce che è sempre in peggio, molto in peggio, sono più di 20 anni che va così. Che alla fine abbia paura della 'vita' che va avanti forse non sorprende poi molto. Comincia ad esserci un po' troppo dolore nelle pieghe di questa casa, non sono sicura che riuscirò a starci ancora in un eventuale dopo.
domenica 11 aprile 2021
Per un istante mi sono venute in mente le passeggiate d Alassio sul lungo mare, nulla di vacanziero come mille anni fa, ma quelle che facevo anche solo l'estate/inverno scorsi. Mi è sembrato tutto fuori posto. Come un tassello che non ci azzecca più niente con la realtà. Un pezzo di un altro puzzle, di un'altra vita. L'allarme con mia mamma poi è rientrato e adesso è andata a dormire consapevole e cosciente che questa è la sua casa. Ma domani? Temo di avere davanti anni difficilissimi, forse prima o poi i pezzi torneranno al loro posto, in un disegno tutto diverso però. E allora anche quelle passeggiate al mare, con la dolcezza di sapere che mio padre era contento fossi giù, saranno solo un ricordo. Vorrei avere più tempo, anche se forse questo tempo in più non basterebbe mai. Sono terrorizzata.
Sono quasi 5 ore che mia madre è convinta che questa non sia casa sua, che siamo qua solo intanto che mio padre è via, come una vacanza. Ho pianto talmente tanto che ho la testa che mi scoppia, quindi, logicamente, lei è convinta che quella confusa sia io, così ha chiamato giù mio zio che non ha che confermato quello che dicevo io, cioè che vive qui da 60 anni. Lei non cambia idea, è solo un po' confusa ma nemmeno tanto, e nel frattempo mio zio ha trovato il modo di criticare mio padre perché è via, perché qui perché lì... come se fosse colpa sua di tutto. Sono così stanca... ma questa è la sintesi della mia vita per adesso. Mia mamma adesso sta parlando al telefono con una nostra vicina, sembra tutto normale. Io sono spaventatissima. Ho come l'impressione che con oggi sia morta l'ennesima parte della mia vita. Quella che comincia sarà peggio.
Anche questa mattina mia mamma è venuta a svegliarmi alle 6 vestita di tutto punto per sapere a che ora la sarebbero venuta a prendere per il vaccino, che è sempre il 18 aprile. Tachicardia a mille e lacrime di nuovo per non so quanto. Non ce la faccio anche oggi. Non ce la faccio, perché sono anche arrabbiata, per come sono andati gli ultimi 20 anni e di come quest'ultimo sia devastante. Ho paura, ho paura di non farcela mai.
sabato 10 aprile 2021
Lo dicevo nel finale ieri sera: questo blog è diventato tutt'altro da quello che doveva essere all'inizio, perché la vita ha cambiato tutte le carte in tavola. Ieri sera sono riuscita ad addormentarmi grazie ad una dose maxi di ansiolitici, prima o poi dovrò anche affrontare la questione di quanti ne sto prendendo...prima o poi, e poi è successo che ho sognato e nel sogno non c'era nessuno della mia famiglia, nessuno. Nel sogno stavo bene. Nella realtà se dovessi perdere tutti, prima di poter star bene, forse un giorno, starei di merda per anni, ma capisco che il mio cervello abbia bisogno di fuga, di aria, di decompressione, perché di fatto, appena aperti gli occhi, sono stata di nuovo di merda. Mi sento una fallita, perché davvero non riesco a pensare ad una cosa utile che sto facendo, né per me, né per i miei, né per la comunità in genere; sono spaventata da tutti e così non affronto niente, non riesco a guidare, né a gestire la fatica di lavori domestici, sono una cosa informe sempre piena di panico con i suoi mille sintomi. Ed ora terrorizzata per quello che sta succedendo a mia madre. E mi sento sola, quella solitudine così radicata che sembra impossibile da cambiare. Per questo probabilmente non scrivo quasi più sul mio diario di carta, ma qui sopra, perché voglio almeno l'illusione che qui sopra ci sia qualcuno che legge, che capisce, che sa...
venerdì 9 aprile 2021
Ho fatto male a non andare oggi, per carità non è stata esattamente una scelta, ma la prossima volta sarà peggio. Motivo? Verso le 16 mia mamma è arrivata da me chiedendomi da quanti giorni ci eravamo trasferiti qua. Al momento non ho capito ma poi sì, intendeva qua, nella casa dove vive da 60 anni e io da 37. Sono raggelata. E giù lacrime, lei non ha avuto crolli come nei giorni passati, ma poi si è accorta della confusione ed era un po' perplessa. Ma cosa diavolo sta succedendo? E cosa è andato storto nella visita dell'altro giorno? La vita se ne sbatte di come sono stata io in passato, ma io non sono in grado di reggere a questo, dico davvero. Sono ore che tremo come una foglia, ho paura di addormentarmi e svegliarmi nel cuore della notte con lei che vaga chissà dove. Io non ho la forza per affrontare questa cosa, e sono sola come un cane. Ho paura. Sto male e anche lunedì quando dovrò uscire, uscirò terrorizzata di lasciarla sola a casa, per cui starò una merda. Non sono in grado di prendermi cura di lei, avrei bisogno lei si prendesse ancora cura di me. Credevo di avere altro tempo, si crede sempre di avere altro tempo...
Sarei dovuta uscire oggi per il solito giro (posta+farmacia+supermercato). Non ce la faccio. Mi sembra di stare peggio del solito, ma probabilmente sono i soliti sintomi da panico, anche perché mia mamma continua a dire "Se esci non stare via troppo", che di base è quello che voglio anche io, ma poi in pratica succede sempre di tutto e alle volte passo le mezz'ore impanicata sul ciglio di una strada o in un parcheggio, quindi ci manca solo di pensare che si agita lei se non sono a casa io e buona notte a tutti, più che uscire mi infilerei a letto. Nel frattempo vedo persone per strada che si muovono per fare il giretto con il cane, o senza, chi si muove per lavoro o famiglia e mi gira la testa. Sono quasi le 16 e non credo in un colpo di scena finale della giornata, ma mi rendo conto che la pressione sta aumentando. Non sono più io la persona più fragile e problematica della famiglia, e questo fa sì che non possa più nemmeno 'permettermelo', ma la teoria è una cosa, la pratica stritola lo stomaco. Oggi, anche oggi, come sempre.
giovedì 8 aprile 2021
Sono alcuni giorni che non scrivo, non perché manchino le cose da dire, quanto perché mi è mancata l'energia mentale per formulare pensieri. Mi sembra di essere come un ingranaggio arrugginito senza lubrificanti: va, per un po', ma con quanto sforzo e tensione per ogni giro! E il rischio è fondere il motore. Oggi tanto per cambiare sono stata piuttosto maluccio, a parte che non capisco più nemmeno che giorno sia, ma il panico mi ha tenuta sotto scacco tutto il giorno. Eppure la visita di mia mamma al centro alzheimer è andata bene, si aspetta l'esito dell'encefalogramma ma pare sia tutto ok. Mah, non per mettere in dubbio il lavoro di professionisti però qualche dubbio mi resta... ieri pomeriggio e lunedì pomeriggio ha avuto delle crisi isteriche di pianto perché era convinta fossimo già al giorno del richiamo del vaccino che sarà il 18. MI hanno spiantata, e giù a piangere pure io. Una paura di non essere in grado di gestirla, che succedessero scene del genere per altri motivi, che non riuscissi a calmarla, a tenerla in casa, o farla dormire la notte... ipotesi, paure, lontane (?) per ora... E così altro panico, altra tensione, altro mettermi in secondo piano rispetto al resto. Mio padre è via da una settimana, 1^ dose vaccino fatta, tutto ok ma queste sono le mie alternative: o sola con mia mamma in tilt per quello che succede con lei (diagnosi a parte...), o magari una virgola meno tesa (ma sempre triste) se c'è mio padre a dar man forte ma con il terrore di suoi eventuali sproloqui verso di noi o verso lo zio. 10 e lode davvero, dopo tutto il mio passato mi sento come una maglia talmente lisa e consumata che basta un niente per rompere tutto, e mi arriva questo splendido 2020/2021 a darmi il colpo di grazia. Nel mentre ho paura di mandare un sms a una mia zia (fatto ieri con il terrore di averle creato chissà che disturbo e che poi mi richiamasse) e pure la paura di fare un ordine di una borsa vista in una televendita perché forse va fatto a voce e non basta un sms con whatsapp ( e perché comunque non sono sicura di potermi permettere quella spesa tranquillamente visto che soldi non ne ho mai.) Domani dovrei uscire, ma mi sembra un'impresa impossibile. Del resto anche martedì mattina, prima di portare mia mamma alla visita sono stata di merda, 15 minuti di viaggio, un freddo dell'accidente tanto che ha nevicato e io sarò stata l'unica arrivata a casa fradicia di sudore per la tensione. Non sono novità, ma la forza di affrontarle è sempre meno. Sono stanca fin nel midollo.
domenica 4 aprile 2021
buona Pasqua
Pasqua 2021... dopo quella dell'anno scorso sembra strano che anche quest'anno siamo ancora a questo punto. Anzi, se ci si pensa si sta pure peggio. Per ora la giornata di mia mamma sembra migliore di quella di ieri, ma staremo a vedere. Ma in mezzo a tutto questo, sento mille cose che mi spaventano, e più di tutti la percezione di non avere più la speranza di vivere certi momenti. Come un effetto domino, la percezione di non avere più tempo vero con mia mamma, con mio padre, che non avrò figli, e che non potrò mantenermi; che non ci saranno più vacanze al mare insieme, o da sola ma con mia mamma qui sana. Mio padre è giù con mio zio, e questo mi da l'idea di quelle strade, di quelle opzioni non scelte, di rimpianti, e ancora di cose che non si potranno più fare. Mi rendo conto che nella mia testa adesso c'è un mix di realtà, obiettività e parecchia depressione, ma ho come la sensazione che si sia aperta la stagione delle ultime volte. Senza che si sia aperta quella delle prime volte, resta davvero poco. O forse no, ma servirebbe la speranza di guardare avanti. E al momento ne sono sprovvista. Poi tutto può ancora cambiare, solo che nella mia esperienza è sempre stato in peggio. Non so, vorrei ancora tempo, vorrei la capacità di stare bene e di vivere finalmente. Forse è tardi, forse è troppo.
sabato 3 aprile 2021
Ci saranno giornate buone, altre meno buone. Oggi non è buona per niente. Questa mattina alle 6 mia mamma è venuta a svegliarmi chiedendomi a che ora doveva alzarsi per andare. Peccato non dovesse andare da nessuna parte e che ne avevamo parlato già tanto ieri. dopo mezz'ora stavo ancora piangendo. Alle 8 c'è stato il bis, la trovo vestita di tutto punto convinta che domani fosse il 18 e oggi ci fosse da andare chissà dove. Ho ricominciato a piangere. Mio padre è lontano e mi sento già persa, ma vorrei cercare di non fargli capire niente, è lontano, là deve stare e deve stare tranquillo. Io sto di merda, a parte piangere, sono un concentrato di ansia. Quanti anni buttati nel cesso. Curioso che non abbia mai pensato ad una situazione del genere, credo di averlo già detto: ho pensato a attacchi di cuore e tumori di ogni sorta, ma non a quella roba qua. Io non sono in grado di aiutarla, sono troppo fragile e troppo in bilico per gestire problemi di testa. Ho paura. E ho paura anche della visita neurologica di martedì. Ricordo a volte da piccola quando la accompagnavo dove lavorava con una coppia di malati di alzheimer, in due avevano un giro di 8 infermiere che li seguivano h24. Io ci sono già passata con gli ultimi 2 anni di mia nonna, ero più piccola ma stavo meglio per assurdo. Ho paura. E ho paura di perderla. Vorrei solo avere l'occasione che stessimo tutti bene ancora per un po'. Sono 20 anni che non sto bene, io non posso reggere questa cosa. Non posso.
giovedì 1 aprile 2021
Mio padre è partito, per quasi un mese, forse più visti i tempi del vaccino. Oggi è una bella giornata, forse più calda del normale, ma fa piacere, un po' come l'altro giorno. Quelle giornate che sarebbero anche molto belle se non ci fossero mille cose che comunque appesantiscono l'anima. Non so cosa aspettarmi da questo mese. Di certo le preoccupazioni sono , per mio papà lontano e il vaccino, per mia mamma e l'esame che deve fare martedì prossimo, un esame neurologico e chissà che ne uscirà, per me che non so se sono pronta per eventuali responsi. Poi mi ho paura per come si comporterà mia mamma in questo mese, se se ne uscirà con cose tipo quella dell'appartamento dell'altro giorno che mi ha devastata, e poi mi chiedo come si comporterà mio zio, se approfitterà dell'assenza di mio padre per criticarlo ogni volta ci si incontrerà, anche se devo dire che da quando c'è stato quell'episodio un mese e mezzo fa circa nel quale gli ho detto, questa volta senza mezzi termini e in modo un po' secco, quante cose e di che portata si è fatto per lui (mia madre ma di riflesso anche mio padre) anche da quando stava perdendo la casa con la banca circa 28 anni fa, e che di fatto pur non essendo più sua non gli si è fatto pagare mai niente, be' mi rendo conto che di grandi pretese non ne ha più avute, anzi. Tutto è molto in bilico, per motivi particolari ma in conclusione come credo stia capitando a tantissime famiglie in tutto il mondo. Oggi è una bella, calda, giornata, e per ora tranquilla. E forse, per un secondo mi è sembrato di sentire ancora la possibilità di stare bene. Con diversi equilibri, ma sembra ancora possibile. Mi manca il mare, tanto. Ma forse qualcosa di bello può ancora succedere. Francamente può succedere di tutto in questo mese, ma oggi, pur con la paura, sento anche un filo di speranza. Spero non mi venga portata via subito.