venerdì 30 agosto 2019

Sono seduta nel letto e riesco finalmente a tirare il fiato dopo 4 ore, ma in generale dopo più di 48. Tre giornate curiose, ricche. Giornate un po' pesanti, anche un filo abbondanti di ansiolitici, ma tutto sommato da valutare positivamente. Incontrato gente, fatto parecchie ore di faccende domestiche, oggi sono uscita per una commissione… attacchi di panico zero. Sì, certo, ero e sono parecchio stanca fisicamente, ma ci sta.
Questa notte però, alle 2.45 mentre ero in bagno mi sono chiesta se sia solo questo che mi aspetta, combattere il panico per fare pulizie in casa e faccende per me e i miei. Messa così è una prospettiva un po' deprimente, ma in effetti le cose stanno così solo fino ad un certo punto. Ogni volta che parlo con qualcuno, che esco, che faccio qualcosa, allargo un filo le mie possibilità, e dai e dai, qualcosa di bello succederà. Se per 20 anni non ho fatto altro che chiudermi, ritirarmi in me stessa, evitare cose… riaprirmi non può essere un fatto di un secondo, e da un certo punto di vista, la vera svolta c'è stata solo 5 mesi fa, quando ho cominciato a prendere quella pastiglia. Per cui… gambe in spalla. Riprendere confidenza con una certa normalità significa anche riappropriarsi della fisicità delle giornate, e ciò evidentemente può passare anche attraverso la routine delle faccende domestiche a 360 gradi. Ci vuole organizzazione e progettazione, non devo farmi travolgere, ma questa fase ha tutte le carte in regola per farmi bene in molti modi.
Tra l'altro… in una giornata tipo fino a qualche tempo fa contapassi alla mano, finivo a sera con 7/800 passi fatti, senza ginnastica, oggi, senza ginnastica, fino ad ora- 15,20 sono a 2600. Ed è più o meno così in questa fase, per cui un buon passo avanti. :)

martedì 27 agosto 2019

il suono della voce di chi sono

Giornata davvero tosta, non c'è che dire. Ora che sto meglio, posso dire che ancora una volta la causa di questo mio malessere è la risposta al comportamento che trovo in casa.
sto meglio, dicevo, sto meglio dopo aver passato più di un'ora e un quarto cantando, non canticchiando, ma cantando sul serio Ramazzotti, Pausini e 883. Ovvero la triade che ha fatto da colonna sonora fissa per tutte le mie scuole medie. Anni in cui ero davvero me stessa e mi divertivo un casino. Vedo momenti tipo flash di quegli anni. Non era sempre tutto facile, ma io ero stabile, concentrata sui miei obiettivi, felice di cogliere le opportunità, e cantavo sempre un sacco o comunque ero sempre con la musica accesa. C'è un verso di una canzone della Pausini che dice circa così: ora riconosco il suono della voce di chi sono. Mentre cantavo succedeva proprio quello, nell'intonazione la mia voce usciva forte, sicura, femminile, sentivo che nelle note vibrava la libertà di essere me stessa, un qualcosa di simile a quando sento arrivare l'orgasmo. Essere me stessa… non ci riesco quasi mai, soprattutto in casa davanti agli altri. Perché sono una maschera di ciò che loro si aspettano da me. Per questo non riesco a far fronte alle loro cazzate, perché non sono stabile io. A 35 anni invidio la ragazzina di 10-14 che ero. Lei, pur con le difficoltà del caso, era LEI, riusciva ad essere se stessa, forse perché alle spalle avevo relazioni famigliari ancora circa normali. Allora era la normalità, adesso no, ma devo smetterla di permettere a due uomini irrisolti, come sono mio padre e mio zio, di dirottare la mia vita.
Io devo ritrovare il suono della voce di chi sono.
Non è ancora troppo tardi.
Questa mattina, dopo la crisi di panico, mi sono sentita così stanca che mi stavo addormentando sul tavolo. LA cosa mi ha un po' spaventata perché non capisco da dove salti fuori una debolezza così. Comunque, un'ora dopo mi sono trovata tra mio zio e le sue chiacchiere sui soldi (non gli bastano mai e insinua quasi che siamo noi a prenderglieli), e mio padre che era in pieno ad una crisi di nervoso tra parolacce e rispostacce, apparentemente per cose che non riguardavo noi, ma in realtà filtrava una grossa frustrazione per tutto. Risultato? Sono scoppiata a piangere al tavolo e non riuscivo a smettere. Non riesco a scacciare il pensiero ed essere serena. Mi sento davvero tra l'incudine e il martello. Guardo fuori, cerco di scacciare i brutti pensieri, ma non ci riesco. Sento proprio la tristezza in testa, più che sul cuore. Non emozioni, ma pensieri tristissimi, e non riesco ad avvertire una sorta di valvola di depressurizzazione. Poi per carità, non è che sempre solo per questioni economiche, ma giocano anche quelle. Comunque resta il fatto che ad ora non sono in grado di far fronte alle situazioni interne. E mi riduco un ammasso di nervi e lacrime. Forse manca qualcosa al di fuori, ma mi manca una serenità duratura.
Olà magico mondo di internet… chissà cosa vi aspetta oggi di bello, oggi 27 agosto.
Per quanto mi riguarda alcuni lavoretti domestici. Vorrei andare a fare spesa, ma non ci andrò credo, e credo sia meglio, finirei solo per comprare da mangiare e non è il caso. Ieri sera mi sono fatta fuori una tortina intera da 250 grammi. La confezione diceva 50 grammi a porzione, sì, come no… Inutile dire che anche il piano per perdere peso di questa estate è andato a ramengo. Sono le 9 e ho già un'ansia pazzesca, ma non sono del tutto sicura che non sia una sorta di senso di colpa per quello che ho mangiato ieri sera. Senso di colpa e abbuffate, la coppia di ferro. Del resto se ripenso a ieri sera non so nemmeno dire come ho fatto a mangiarla tutta. Ho aperto la confezione e boccone dopo boccone era sparita. Per certi versi mi sembra anche assurdo: per calmare i nervi tesi come violini, bisogna ridursi a sentire teso pure lo stomaco. La soluzione sarebbe stata andare a dormire prima, semplice efficace, ma come spesso accade l'idea di privarmi di un film/telefilm di sera mi sembra troppo. Mi sembra crudele.
Invece rovinarmi la salute no eh? Ma semplicemente in quei momenti non si riesce ad usare il cervello. O almeno, io non riesco.
Be', adesso prenderò gli ansiolitici e un'altra giornata prenderà il via.
Buon giorno!
Questo pomeriggio ha piovuto, uno scroscio anche abbondante ma tranquillo. Quelle piogge estive rinfrescanti e piacevoli. Quello che mi ha stupito maggiormente è che prima, per più di un'ora, era tutto un susseguirsi di tuoni e fulmini. E questo non è come una volta. L'elettricità che si sente sfrigolare in cielo ad ogni tuono è qualcosa di assurdo, spesso fa davvero paura. Forse sarò io che leggo tutto 'a modo mio', ma si capisce anche da questi tuoni così 'sfrigolosi' che il clima è cambiato. Che noi abbiamo cambiato il clima. Ma poi anche il clima cambia noi, perché senza parlare delle emergenze climatiche, anche solo far fronte a tutta questa afa, caldo, umidità e elettricità nell'aria, è una bella impresa. Soprattutto per chi soffre già di qualche patologia.
MI piacciono i temporali, non dico da sempre perché da piccola credo mi spaventassero, ma ad un certo punto so che era diventato bello, allo scoppiare di un temporale, mollare tutto e accoccolarsi in casa. Crescendo ho cominciato ad apprezzarli per se stessi, così carichi di energia, di vita, di forza…
Solo che poi hanno cominciato a manifestare la forza enorme e allora sì, a volte fanno di nuovo paura. Una delle tante cose che stiamo rovinando.
Ed è un peccato, perché stiamo lasciando per strada troppe cose che rendevano più bella la nostra vita.

sabato 24 agosto 2019

quando i soldi levano quel poco di autistma che uno ha

.. proprio la giornata giusta, dopo aver pensato ai soldi tutto il giorno, questa sera abbiamo ricevuto una notizia che rischia di levarci un introito economico di circa 4000 euro per l'anno prossimo, introito fondamentale. Non è colpa mia, non è colpa nostra, è una questione fastidiosa che però non parte da noi. Ma a me che succede? Che mi sento in colpa per non poter far fronte a questa perdita eventuale, per non contribuire seriamente al bilancio della famiglia come dovrei fare a 35 anni. Sta diventando un peso davvero difficile da gestire. Non sono in grado di badare a me stessa, non sono in grado di aiutare la mia famiglia… percorso notevole, non c'è che dire…
 Sono sempre più preoccupata per i soldi. So di essere in buona compagnia, ma quest'ansia mi sta un po' sfuggendo di mano. Come faccio a dirlo? Perché da un po' di tempo a questa parte, alcune settimane, sto pensando sempre più seriamente di cercare di guadagnare lavorando a maglia, con la macchina da cucire e con i prodotti dell'orto. Ora non ci sarebbe nulla di male in nessuna delle 3 opzioni se non fosse che l'unica cosa che so fare è attaccare un bottone/cucire un buchetto che siano ben nascosti, visto il nodo che faccio e in merito all'orto, il 99% di insetti e vari mi fa fare un salto; è chiaro quindi che le probabilità realistiche di portare a casa un risultato così, sono davvero pochine, ma tra un attacco di panico e l'altro, la mancanza di soldi mi porta ad immaginare le più assurde delle opzioni. Se almeno avessi cercato di imparare prima, un po' per volta…
Si dice fare di necessità virtù, ma in questo caso temo siano un filo (😉 ) fuori portata sia la necessità che la virtù… :D  

giovedì 22 agosto 2019

dolci e vergogna

Mh, come era prevedibile, l'effetto dell'uscita serale di settimana scorsa è svanito, csì mi ritrovo a spiare come una matta dalla finestra ogni interazione del mio vicinato. Va be'…
Oggi i miei non ci sono, sono andati da dei miei zii in una baita in semi-montagna (ci si arriva con l'auto), un luogo dove da piccola andavo sempre con piacere, e che dall'era post primo attacco di panico, non frequento più da anni. Ho tanti bei ricordi di quel luogo da piccola, eppure curiosamente tra tutti, c'è un fatto che mi rimbalza in testa da un po'. Avrò avuto si e no 10 anni, e io e mia mamma eravamo andate a trovare mia zia. Era un pomeriggio piovoso di fine estate, inizio autunno, ora di preciso non ricordo. So che era stato piacevole, ho il sentore di qualcosa di bello che poi si era spezzato. Era l'ora della merenda, probabilmente the per la mamma e la zia, e io mi ero ritrovata davanti la nutella e dei wafer con il the. A casa mia dolci non ce ne erano mai. Del resto non era così strano che quelli della mia generazione siano cresciuti da piccoli con i dolci solo nelle occasioni speciali, o per quando c'era gente. Quindi, io da buona forchetta che ho fatto? Con un coltello, ho ricoperto il wafer di nutella. Un'esplosione di cacao.
Be', ricordo lo sguardo sbalordito/divertito di mia zia, ancora prima che ne assaggiassi un boccone. E quello imbarazzato di mia madre.
Sento ancora il senso di vergogna che mi ha pervasa. Sono rimasta malissimo. Ho mangiato quel biscotto e poi non ho più toccato nulla.
Capisco, con il senno di poi, che era forse un filo esagerato, sebbene nel tempo abbia mangiato, e visto mangiare, pure di peggio che un biscotto con la nutella. Ma non mi spiego lo sguardo di pietà di mia zia, quello di vergogna di mia madre. Mi sembrano reazioni francamente esagerate. Mi hanno vista e si sono bloccate, bloccati i discorsi, bloccati i gesti, si sono bloccate per guardarmi come mi fosse spuntata una seconda testa.
Curioso cosa resti in mente… sebbene siano passati almeno 25 anni, ma credo anche qualcosina in più.

martedì 20 agosto 2019

Allora… la giostra questa mattina è finita con me che alle 11.30, esausta per una crisi che non passava, ho mendicato un passaggio da mio padre. Bo, un po' come il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno, non sono andata da sola, ma sono quanto meno riuscita ad andare.
In realtà ho continuato a stare male per tutto il pomeriggio, e va be' oggi va così. Ma se mi si consente una battuta per sdrammatizzare la situazione, credo che ci sia anche qualche politico che proprio bene bene non sta in questo momento… per dire.
A proposito di politica, ma io non so come fanno sti politici. Dicono, promettono, non mantengono, e sono sempre lì convinti di avere ragione, o quanto meno con la faccia di bronzo per sostenerlo. Per chi è perennemente insicura, come la sottoscritta, sembrano creature mitologiche, non degne di ammirazione, ma comunque sorprendenti. Cioè, io probabilmente mi nasconderei in un bagno e non uscirei più.
Comunque, questo è quanto. La verità però è che sono molto arrabbiata anche con me, sulla crisi di panico così forte probabilmente potevo farci poco, sul fatto di essermi fatta fuori ieri sera 6 fette di pane in cassetta con la nutella magari qualcosa in più, perché questa mattina, oltre al resto, un po' di mal di stomaco magari veniva anche da quello spuntino di mezzanotte. Oggi, ieri sera, provo la solita sensazione di non avere il controllo su niente. Mentre il tempo passa.
E buona crisi a tutti...
Ok, tra poco dovrei uscire per le solite commissioni: poste e farmacia. Sto tremando e mi fa male lo stomaco. Sono le 9.24 e sono già esausta. Sto cercando di visualizzare che tra poco potrei essere di ritorno perché sono cose veloci, ma non funziona molto. Ispira espira... da oggi mi rimetto a colorare, in fondo se funziona perché ho smesso? Non posso permettermi di tralasciare nulla che può aiutare anche un 1%. Adesso prendo le gocce, poi mi metterò le scarpe e poi vedremo che succederà... 

lunedì 19 agosto 2019

In 34 anni le volte che ho fatto un pisolino durante il pomeriggio si sarebbero potute contare sulle dita di una mano, ultimamente invece ogni due per tre, se mi sdraio mi addormento. Come oggi, è forse è per questo che adesso non dormo. Per quello e per il fatto che continuo a pensare a chi sono, a chi sto diventando. Nei miei desideri più generici, la mia vita sarebbe dovuta andare in modo totalmente differente. Eppure sento un lieve senso di serenità per ciò che sto facendo. Forse l'errore più grande che io abbia fatto, è stato quello di non concedermi un vero piano alternativo. Non un piano con meno valore, ma solo un piano diverso in cui essere comunque felice. Forse il mio futuro è più concreto, più delineato di quanto non pensi. La vita cambia e ci cambia, evolvere insieme a lei, può essere la chiave. Voglio imparare a cucire, voglio saper coltivare un orto, voglio gestire una casa, mentre leggo, imparo, insegno e scrivo. Mi si apre una nuova prospettiva e devo dire che è molto in sintonia con ciò che ero anni fa, non perché io sia la stessa di allora, ma perché questa idea di vita mi fa vibrare le stesse corde che mi vibravano dentro con la vita di tanto tempo fa. A volte cambiare strada non è arrendersi, ma avere il coraggio di andare avanti. 

venerdì 16 agosto 2019

Mi sembra impossibile che la giornata del mio compleanno se ne sia andata, che tutto sia più o meno normale. Non è facile avere davanti una giornata che si presenta come incubo, viverla, superarla più che bene, divertirsi anche e poi trascorrere tutto come se niente fosse. La fatica è talmente fuori scala che resta un vuoto, resta un buco, un punto di domanda…
quello che è certo è che, dopo aver passato mercoledì sera quello che si avvicina di più ad una serata normalmente funzionale, sia ieri che oggi, guardando le persone della mia via chiacchierare tra loro, non ho sentito rabbia, né invidia. Forse non durerà a lungo, ma l'assaggio di qualcosa di sano, rende di nuovo verosimile vedere in positivo. E in positivo la vita non è a somma zero, se sono felici gli altri non devo essere infelice io. E in ogni caso la felicità degli altri non mi fa male.
La fatica è stata tanta, ma non posso permettermi di ripetere l'esperimento ogni mille secoli. Ho fatto un passo, serve dare continuità all'impresa.
Quante volte ho cominciato un progetto nuovo, tante ho fallito. Ma non deve essere per forza ancora così.

giovedì 15 agosto 2019

 
e quindi come è finita la storia di questa sera?...
… be' è finita che sono uscita. E una volta arrivata, a parte un po' di mal di testa, sono stata bene. E' finita che sono stati tutti molto contenti di vedermi, è finita che una mia cugina mi ha dato un bacio di auguri così sincero che mi ha commossa, anche quando mi accarezzava una spalla. E' finita che ho parlato con un po' di persone, più o meno facilmente, è finita che davvero erano felici di vedermi. Lo ripeto… :)
E' finita che mi sto quasi per mettere a piangere, perché questa sera ho visto un divertimento che è intorno a me. Senza cercarlo in capo al mondo. E' finita che mi hanno chiesto di partecipare ad una attività per l'anno prossimo. E' finita che mi sono sentita bene.
E' finita diversamente da come è cominciata. Oggi pomeriggio sono stata malissimo. Ma male male, è una settimana che sto male per questa sera, di più per il giorno in sé per le telefonate.
Stare tra la gente è alla mia portata, ma occorre impegnarsi all'inverosimile per combattere una paura che di base non ha nessuna ragion d'essere. Ma che c'è.
Questa sera è finita bene, ma domani la partita ricomincia.
Da me.

e questa è la foto del giorno di un bouquet che ho ricevuto.

mercoledì 14 agosto 2019

buon compleanno a me...

Ed eccoci qua, 14 agosto, mio compleanno. i 35 sono arrivati, portandosi dietro tutte le emozioni dei 34. Solo per rispondere al telefono a mio zio che mi ha fatto gli auguri, mi è venuto un malessere a mille.
Vorrei tante cose per questo mio nuovo anno che comincia, eppure credo poco a tutto. Non credo nei cambiamenti, forse non credo di avere la forza per farli.
Quello che so è che le emozioni mi stanno mettendo all'angolo. Ho paura degli altri, una paura anomala, che si manifesta con paure irrazionali, con un'emotività che sega le gambe e mi fa stare malissimo. Ma così è. Forse per troppo ho sottovalutato gli aspetti di questa singola parte del mio problema ansiogeno. Ora servono passi piccoli piccoli. Vivo emozioni troppo forti, che fanno male anche fisicamente, cuore, pressione…
Prendersi cura di se stessi è un impegno serio. Servono idee forse più chiare di quelle che ho e un piano.
Al momento sono sprovvista di tutto, ma probabilmente aver finalmente visto il problema nella sua enorme interezza, è un primo passo. Poi sarà quel che sarà.

lunedì 12 agosto 2019

Può sembrare strano per i miei standard, ma sono mesi che non leggo libri nuovi sul panico e affini. Non mi va, forse sono stanca di trovarmi sempre davanti le stesse cose. Non perché non ci creda, ma perché appunto, oramai, per certi versi le ho fatte mie. Il perno attorno al quale ruotano molti manuali è l'idea che ci sia qualcosa che disturba talmente tanto da metterci ko. Qualcosa che non riusciamo ad ammettere, e che quindi è costretto ad emergere in altri modi. Che posso dire? Spesso ho la sensazione di non essere libera, di essere costretta in un ruolo che non è esattamente il mio. Ma fino a che punto non so. L'invida che sto provando in questo periodo per ogni persona che vedo è sintomo di cose che forse non riesco davvero ad ammettere ad alta voce. Voglio un figlio, voglio un compagno, voglio un lavoro.
Però non ne sono in grado. E sebbene questo mi dispiaccia tanto che non so dire, dubito abbia davvero qualcosa a che fare con il mio malessere nell'uscire per andare al mercato, o ad una cena, od ad un incontro dove si vendono pentole.
Ovvio che se non riesco nelle interazioni sociali minime, creare relazioni intime/sentimentali, affrontare un lavoro, rientra in una sfera assolutamente fuori dalle mie competenze. E si torna alla domanda iniziale, cosa è che mi blocca? Non possono essere le conseguenze ad essere anche cause primarie.
A meno che oramai sia tutto un'enorme insoddisfazione che si autorigenera. E in tal caso, cosa posso fare oggi? Non lo so.

domenica 11 agosto 2019

Fondamentalmente se dovessi dire come sto, potrei dire, a ragion veduta, come l'Italia: in mezzo al caos. La pressione si è alzata ancora. Credo però ci sia un fatto, nella mia testa esistono 3 tipi di estate, quella bucolica che adoro e che spero arrivi ogni anno, quella del passato, bellissima, e poi quella reale, durante il quale l'afa mi stronca 9 giorni su 10. Probabilmente confidare sempre in questo periodo per arrivare a qualche risultato è sbagliato, perché il clima impone uno sforzo al mio fisico oltre le mie possibilità. Sì, poi non reggo nemmeno il freddo, in realtà non reggo un cavolo, ma temo che la triade afa+obesità+panico sia peggio di quella freddo+obesitò+panico.
Ieri pomeriggio sono stata a letto 3 ore, dalle 14 alle 17, perché l'idea di uscire a cena mercoledì, mi ha fatto dare di nuovo i numeri, sono stata malissimo, mia mamma poi ha reagito malissimo per come sono stata io, e in un baleno mi sono sentita una merda.
2 considerazioni, 1- la fobia sociale è un disastro, mi chiedo però se non sia arrivato il momento di cominciare ad accettare la realtà.
2- se dovessi riuscire ad andare mercoledì, l'unico rimando non sarebbe quello di avercela fatta, ma di tutto il malessere che ci è girato intorno, malessere che spunterebbe fuori subito al prossimo giro.
Non so come si combatte la fobia sociale, probabilmente come molti disagi psicologici, passi precisi, magari anche piccoli, ma ben definiti e costanti. Qualche salto nel buio ogni tanto non serve a niente.
Ieri sera sono rimasta nel mio cortile una mezz'ora… avevo paura che passasse qualcuno che conosco. Questo è quanto.

venerdì 9 agosto 2019

ieri è stata una buona giornata. Anche la pressione era a livelli accettabili, certo… è stata una giornata un po' fasulla, io a casa da sola, in mezzo a qualche lavoretto domestico, un libro e telefilm. Quelle giornate insomma che non possono fare molto testo per ansia e fobie varie.
Ieri sera però i miei mi comunicano che per settimana prossima, per il mio compleanno, hanno invitato due parenti per andare a cena in una sagra del paese. E lì è stato un macello, nel giro di pochi secondi ho iniziato ad avere mal di testa, vertigini e con le palpitazioni è arrivato una sorta di mal di cuore. I miei ci sono rimasti male, e io più di loro. Non mi capacito di quanto le persone mi mettano a disagio e mi facciano paura. Questa mattina la pressione è di nuovo alta, mi gira la testa. Dovevo andare in posta ma non ci riesco. Forse nel tardo pomeriggio… in ogni caso, sono allibita. Non so più cosa pensare di me stessa e del fatto di non essere in grado di gestire una serata tra le persone. Anno dopo anno mi sono ritirata sempre di più, isolandomi se non in determinate circostanze. Magari non rendendomi conto, o non volendo vedere, come stavano le cose. E ora, anche se non c'è niente di nuovo, anche se a volte mi sembra di stare meglio, sono terrorizzata dagli altri. Ma come la spieghi questa cosa agli altri? Come spieghi questa cosa a chi vive naturalmente in compagnia? Come spieghi che delle persone che non mi fanno niente, mi spaventino così?
per questo poi i vicini che parlano tra loro mi innervosiscono, perché li invidio, li vedo fare con naturalezza qualcosa che a me fa stare male e divento livida di gelosia.
Con tutte le cose che mi interessano, che vorrei portare avanti, di cui vorrei occuparmi… sono bloccata perché ho paura degli altri.
Che palle.

martedì 6 agosto 2019

Oggi sono triste e arrabbiata insieme. Non mi piace quello che sta diventando il nostro paese. C'è molto su cui riflettere E molto da fare. Questa mattina uscire di casa con mia madre è stato difficile, sebbene poi stia riuscendo a fare più giri del previsto. Ma esiste un'altra strada per stare meglio e poter far qualcosa di concreto per aiutare chi sta soffrendo se non darsi da fare in prima persona? Ieri sera non ho retto il confronto chi sta vivendo. Eppure a volte mi sembra che almeno a livello di idee, non sia da meno a molti. Passare dalle idee alla pratica sarà difficile, ma necessario. Non voglio essere una di quelle che, per motivi diversi, si gira dall' altra parte. Non più. 

lunedì 5 agosto 2019

 

Frutta… questa è l'immagine del giorno che ho scelto oggi. Motivo? Anche se fa ridere detto di un post, il profumo. Profumo di pesche e albicocche, questo per me è il profumo del pieno dell'estate di quando ero piccola, quando mio padre portava casse su casse di questi frutti per fare marmellate, dolci, o solo per gustarle così. Una vita fa, ricordi felici a cui torno volentieri. L'estate in questo quarti
ere è entrata nel vivo, per una decina di giorni seguiranno feste rionali, sagre, feste degli oratori… come dicevo in un altro post, erano i giorni più vacanzieri dell'estate a casa. Una vita fa, appunto.

Quando anche io partecipavo. Senza ansia, senza paure. In questo momento ne sto già perdendo una da miei parenti. Ma ne seguiranno molte altre. La pressione alle stelle mi ha fatto avere gioco facile con i miei per non andare, ma è la paura che provo il vero motivo. Paura di non essere all'altezza che mi fa stare male fisicamente come un sovraccarico di emozioni che mi sfianca. Paura di non essere all'altezza, e dolore per quel continuo confronto da cui non posso esimermi. Tra pochi giorni compirò 35 anni. Un'età strana al giorno d'oggi, l'ennesimo prolungamento dell'essere giovani… in cui è quasi tardi, eppure è anche troppo presto. Mi pesa essere sola, non avere figli, mi pesa eppure so che non ne sarei in grado. Non riesco a lasciarmi andare abbastanza per avere un legame, ho paura di troppo per avere un figlio. Ne sono sempre consapevole, eppure mi manca tutto. Mi sembra di essere in una specie di giostra che non si ferma, ma che girando su se stessa, non permette di arrivare da nessuna parte.
Per questo la frutta, per questo il profumo di quelle estati di mille anni fa. Perché allora ero felice, non solo: credevo che quello fosse l'unico modo di essere possibile.

domenica 4 agosto 2019

... e non basta...

Ogni tanto arrivo al fine settimana, sperando di non avere ansie. Non so perché dal momento che non cambia nulla, ma a volte è così. Ieri e oggi parecchia ansia, parecchissima. Eppure oggi pomeriggio mi sono costretta ad andare al supermercato, domenica pomeriggio al supermercato, mi sembrava quasi una piccola azione di rivolta. L'ho pensato e più o meno un'ora dopo sono andata. L'andata è stata qualcosa di surreale, riuscivo a sentirmi contemporaneamente come se stessi facendo la cosa più normale del mondo e terrorizzata. Ero attaccata al volante, le curve, gli incroci… ogni cosa mi sembrava semplice e difficile insieme. Dentro nel supermercato semideserto sono stata bene, e il ritorno, come quasi sempre, è stato più semplice. Glisso sui dolci che ho preso, temo siano stati la solita contropartita per una cosa decidere di uscire e farlo, più importante. Sta a me adesso fare in modo di non divorare tutto insieme. Anche perché, tra l'altro, a causa della pastiglia che sto prendendo la mattina, ho la pressione alta, la sto tenendo sotto controllo e sì, si è alzata, ergo controllare ancora di più l'alimentazione è importante.
In ogni caso, sono uscita alle 17 e la città era deserta, e mi ha fatto un effetto strano, brutto. Un vuoto pressante. Il mio successo è stato questo, uscire di casa 45 minuti senza dare di matto oltre un certo limite. Questa sono io?
Poi accendi la tv, ascolti quello che è successo in America e percepisci un altro tipo di paura. Più devastante, assoluta.
Sbagliato fare confronti, ma di fronte a quello mi chiedo sempre perché mi devo autoboicottare da sola. Non trovare la risposta mi rende solo più confusa. Il mondo avrebbe bisogno di persone pronte a dare, a mettersi in gioco, vorrei essere così.
Invece chiusa nella torre della mia ansia, guardo il mondo da uno schermo. E non basta.

sabato 3 agosto 2019

brilla

 
 
 
Questa è l'immagine del giorno, brilla come una stella.
Brilla, dai il meglio di te, colora il mondo. Brilla. Non aver paura di mostrarti per quello che sei. Brilla.
Sogna, e brilla nell'osare ciò che il cuore vuole.
Brilla anche quando avrai paura, perché puoi permetterti di essere debole.
Brilla, sogna, impara, sorridi.
Brilla e concediti il lusso di essere triste.
Brilla e concediti la grazia di essere felice.

venerdì 2 agosto 2019

invidia e gelosia

Ne sto parlando spesso in questi giorni, di quell'invidia che mi divora ogni giorno. Solo oggi in 3 circostanze diverse, ho avvertito una gelosia da matti. Ne parlo, lo scrivo, lo dico perché spero di poter smussare la cosa, ma per ora non ci siamo. Affatto.
Così continuo ad immaginarmi rivalse in ogni dove, verso chiunque. Come se poi riuscissi a portare a casa questi grandi progetti, come se poi agli altri fregasse qualcosa. Un po' amante dell'attenzione lo ero anche prima, del panico, ma fondamentalmente ero troppo impegnata a godermi la vita e le cose che facevo, e quelle in cui riuscivo, per pensare seriamente alla faccenda. Ma poi… poi è iniziato un disastro. A volte non è nemmeno più per quello che non ho io, ma per i successi degli altri. Invidia, gelosia… sono brutte bestie, capaci di pungere fin nel profondo. Uno spillo che continua a far male, quel tanto che basta per intossicare ogni singolo giorno. Successi degli altri, relazioni tra gli altri… tutto fa brodo, tanto si trasforma in rabbia. E in una gara così, io perdo.
Rimpiango il tempo in cui non ero così, temo non tornerà a breve.

agosto

Se dovessi scegliere un'immagine del giorno per oggi sarebbe una specie di mix tra un orologio, un calendario e il boccetto degli ansiolitici.
Questa mattina ho accompagnato ancora mia madre per delle commissioni, posta e asl. Un'ora e mezza abbondante e me lo ha detto solo dopo colazione. Fatto fatica? Eccome, ma ho cercato di lamentarmi il meno possibile, con lei, tra me e me sono stata un po' una lagna… Ma va?!?
Mentre ero in posta per pagare una bolletta, in piedi per 15 minuti circa, mi sentivo quasi galleggiare nell'ambiente, ma non in senso positivo, sempre con quella sensazione di perdere contatto con la realtà. A volte mi sembra che questo aspetto del panico stia prendendo sempre più piede, quasi come venissi scollegata dal resto. Poi mentre aspettavo mia madre davanti alla asl la sensazione è stata meno forte, forse perché ero seduta, anche concentrata su altro.
Siamo al 2 di agosto, il pieno dell'estate è cominciato. Lo è sempre stato per me, con agosto stava a casa mio padre, c'erano feste, uscite, il mio compleanno… fino al 15 l'estate era in crescendo, poi passato il 15, 20 al massimo, c'era un'inversione. Anche se poi sarei andata al mare in settembre, l'aria cambiava. E sì, manco a dirlo, la cosa mi intristiva, ma ci poteva stare perché all'epoca non era tutto triste o più triste. C'erano tanti momenti belli di cui, naturalmente alla fine, sentivo la mancanza. Anche se ero piccola, riuscivo più di oggi a dare senso alle cose. E questo mi manca.