sabato 29 maggio 2021

dirlo lo rende più vero, ma in fondo lo è, vero

sto male. Continuo a pensare ai gesti e alle attenzioni di mia mamma fino a qualche mese fa, la sto perdendo un piccolo secondo alla volta. Non riesco a credere a tutto il male che le ho fatto, con il mio stare male e tutti gli obiettivi mancati di cui ho privato anche lei. In ogni ora c'è tanto dolore e tanta fatica. Quante scelte tutte sbagliate per arrivare fino a questo punto. Non riesco ad immaginare la mia vita senza lei, sebbene stia cominciando a succedere, ma sono solo sprazzi. Fa e farà un male cane. non ce la faccio...

giovedì 27 maggio 2021

Ho come la sensazione che il concetto di futuro sia sparito da casa mia, dalla mia anima, non so mio padre come sta vivendo, è triste, ma non so se quel senso di rassegnazione che manifesta sia vero o un'illusione. Sto impazzendo, e continuo a vedere spezzoni di un futuro in cui non sarò in grado di vivere. Prima mi sono bloccata davanti ad una presa elettrica e mi sono detta: come farò a gestire anche un elettricista? Non sono capace. Mi soffermo su dettagli idioti perché una vita completa è impossibile anche da immaginare senza di lei. Quanto tempo sprecato... quanti anni nei quali le ho sempre detto dopo o un'altra volta. Quante esperienze le ho negato. Senza di lei, e poi senza mio padre ho la quasi certezza di perdere di consistenza, di perdere i confini, di dissolvermi in un niente. Come se senza di lei non esistessi io, ma solo dolore. Mi sento così sola. Riuscirò a trovare la mia strada prima o poi?

mercoledì 26 maggio 2021

 non riesco ad accettare quella che è diventata la mia realtà da un 50 giorni circa. Non ce la faccio. Non ce la faccio. Vivo mia mamma come in 3d. Mi manca da morire il passato, mi terrorizza il presente e del futuro non riesco nemmeno ad immaginare...

domenica 23 maggio 2021

si impazzisce di dolore ma poi si può tornare in sé?

Vorrei fare un bel discorso sensato, vorrei dire che è stata una domenica costruttiva. La verità é che ho avuto una paura a livelli tali che pensavo di svenire e ammattire. Non attacchi di panico, ma proprio paura. Ovviamente per il futuro e per il presente. Questa mattina una mia zia ha pressato di nuovo mia mamma sul fatto che devo fare qualcosa, che devo gestire la casa, fino a robe tipo che non mi lavo e non mi curo. Mia mamma è tornata a casa in lacrime, io sono rimasta di merda. Con rispetto per le buone intenzioni a quella persona direi: calma. Intanto perché pare non abbia capito la fragilità di mia mamma e le sue condizioni, è stata agitata tutto il giorno-bel risultato davvero, e poi perché calma eh! Apprezzo l'interesse ma in 20 anni di gente che parla senza sapere di cosa ne ho avuta intorno non poco e a sto punto mi sarei anche rotta, soprattutto perché, appunto, è una situazione di merda già di base. Tutto questo verso le 16 mi ha mandata in tilt: una paura fottuta di non essere in grado di organizzare le mie giornate future, quando sarò sola, ammesso di risolvere il problema economico. Per assurdo, vedendo una televendita di costumi da bagno, mi sono immaginata sulla spiaggia senza nemmeno essere in grado di decidere a che ora rientrare per il pranzo. Come se sentissi di essere potenzialmente allo sbando totale. Oggi finisce il campionato di calcio, mi sembra che anche quello lasci un vuoto nella struttura delle mie giornate che si avvalevano spessissimo di alcuni programmi su tv regionali che mi facevano divertire qualche mezz'ora. 

Cosa posso mettere sul piatto? Per cambiare la situazione di mia mamma nulla, per avere un riscontro economico non saprei. Ieri pensavo all'ipotesi che i miei romanzetti sarebbero perfetti per diventare quei filmetti come quelli che guardo io a volte. Sarebbe bello... pensa se quei libri avessero avuto un minimo riscontro: la mia situazione sarebbe diversa. Il presente farebbe schifo uguale ma avrei una speranza in più per il futuro per me. 

Si può impazzire di dolore, ma poi si può tornare in sé?  

venerdì 21 maggio 2021

Oggi proprio non ci siamo. A parte che mi sono svegliata sulla scia di un incubo in cui ci si faceva fuori come se nulla fosse, dico a parte questo... sto per esplodere. Chiudo gli occhi vedo il mare, penso alle vacanze con mio padre e mi sento disperata di non poterle più vivere. Mi fa così male. Sono disperata e arrabbiata per il fatto di dover già rinunciare a qualcosa che mi faceva comunque bene. Ma perché da 20 anni a questa parte funziona solo per sottrazione? Se c'è una mezza cosa che va bene si può star sicuri che sparisce subito. Sono disperata. Non so come evolverà la cosa, ma sono già esausta. Da che mi sono svegliata ho passato un pò di tempo con mia mamma e mi manca. Mi manca quella che era fino a qualche mese fa, di lei ora ho paura, ho paura di quello che dice. Quando sbaglia la mia età, quando si confonde su cose con cui ha a che fare da decenni...non le reggo ste batoste. Non le reggo. 

martedì 18 maggio 2021

Tra un'ora si va a portare i referti. Dire che sono terrorizzata non rende l'idea manco per il cazzo. Perché so di non essere in grado di gestire gli esiti. Io 'mi auguro' che questa totale incapacità di affrontare la realtà dipenda dai miei trascorsi, perché l'idea che tutti stiano sempre così mi fa domandare come il mondo possa andare avanti. Davvero. 

sabato 15 maggio 2021

la gente vive, io ho 3/4 anni di ricordi

 Oggi c'è stato il matrimonio di mia cugina, solo cerimonia in chiesa per ovvi motivi. Un giorno di festa, per gli altri. Io ne sono uscita con le ossa rotte. Che noia eh... le cerimonie mi fanno male da anni, da quando sottolineavano uno scollamento sempre più grande tra la vita degli altri, che avrei voluto avere, e quella che riuscivo a vivere. Su tutti l'enorme privilegio di avere delle amicizie, di coltivare rapporti sempre al proprio fianco. Ma oggi è stato diverso, oggi guardando mia mamma avevo la consapevolezza di un mondo che per me si è chiuso. Con la malattia di mia mamma si chiude anche la speranza di un qualcosa poi. Sola e incapace di vivere. La mia cuginetta... alcuni ricordi con lei fanno parte di quel paio di anni che ho vissuto in qualche modo. Avevo 15 anni circa, lei 7. Lei è andata avanti. Io ho qualche ricordo. 

Ad un certo punto in chiesa mi sono agitata, avevo paura che mia mamma facesse qualcosa di sconveniente, avevo paura (di nuovo) che il banco non reggesse il peso mio e di mio padre, ero così tesa che stava spuntando un attacco di panico. Poi è passato. Sebbene sia molto agitata, sebbene stia di merda fisicamente, ho la sensazione che in questa fase la paura che provo surclassi il panico. Sono così spaventata che non c'è occasione per il panico. Non riesco ad abbassare la guardia a sufficienza perché spunti. IN pratica sono molto oltre il panico e questo significa che sono davvero a rischio per la salute. C'è chi vive, io ricordo e sempre più spesso provo la sensazione di non essere capace di vivere, di non esserne in grado, di non reggere la vita. Cosa significa? Mh... sicuramente troppo dolore che porta a non poterne più che porta a... non voglio nemmeno dirlo. 

venerdì 14 maggio 2021

Questa mattina provo più paura di quella che provavo ieri. Non che ci sia un motivo valido per questo, sono solo 1000 pensieri che mi girano in testa e che non riesco a fermare. Ho l'impressione di essere entrata in un tunnel da cui ne uscirò tra 5 anni con tutto diverso e sola. Un tunnel da cui non si può tornare indietro, ma in cui bisogna solo andare avanti affrontando tutto quello che si troverà sul percorso, senza possibilità di appello. Ne uscirò sola, sfinita, e ora mi chiedo, con quali mezzi di sostentamento. Ok, è chiaro che nell'ultimo mese mi si sta friggendo il cervello perché continuo a vedere cambiamenti (leggi problemi) e non le soluzioni o per lo meno qualche cambiamento in positivo. Esempio spicciolo di oggi: alla gestione dell'armadio di mio padre e mio zio ci ha sempre pensato mia mamma, ecco oggi mio padre è alla ricerca di una maglia elegante, l'unica che ha probabilmente, per domani e non sappiamo dove cercarla, perché mia mamma non sa più dove è. Questa è una sciocchezza rispetto ai mille problemi inerenti a tutti i contratti intestati a lei, alla casa e al terreno intestato a lei, a quello che sarà il passaggio di proprietà e al costo. Io ho già considerato che con uno stipendio normale non riuscirei mai a coprire le loro spese e manco ho quello, e non so nemmeno come arrivarci. E poi penso, abbastanza seriamente, che se vado avanti così di problemi non ce ne saranno perché sono talmente fusa che ci resterò secca prima. Sono disperata.  

giovedì 13 maggio 2021

Sono molto stanca. Questa mattina abbiamo portato mia mamma dalla parrucchiera, a causa del solito parcheggio fuori uso a causa di manutenzione, per paura che mia mamma non sapesse dove andare, io e mio padre abbiamo fatto davvero un caos ad un certo punto. Senza entrare in dettagli inutili, è stato pesante anche perché è l'impatto della sua malattia sul concreto. Mi sento impazzire e sono tanto arrabbiata: se penso a come bramavo il momento in cui i miei fossero stati entrambi vaccinati... ed invece usciamo da un incubo, il covid, per entrarne in un altro ben più definitivo. Sono arrabbiata per i mille motivi che ripeto da un po': non sono all'altezza di gestire questi problemi, ho paura per le ripercussioni su mio padre, e ho paura di non cavarmela da sola. Senza contare tutto quello a cui devo dire addio senza ancora averlo nemmeno vissuto. Martedì si avvicina e l'idea di dover essere io ad andare a sentire il verdetto mi paralizza. Mi sento male solo al pensiero. Dio, non so a cosa posso attaccarmi per non lasciarmi andare in terra. Sono 20 anni che vivo con il panico, ma sono 40 giorni che ho nelle ossa il terrore puro. Sono stravolta. 

lunedì 10 maggio 2021

Mi sto facendo trascinare in un buco dalla depressione. Ieri sera mi sono ritrovata a vedere alcuni episodi della serie Psych trasmessa in Italia su rete 4 all'inizio a partire dal 2008 circa. Ricordo che ne facevano un paio di episodi al sabato d'estate credo. Era una serie simpatica e ricordo che i momenti in cui la vedevo erano di relativo benessere. 12 anni fa... 25 anni e sebbene con il panico, una famiglia che reggeva. E una speranza per il futuro. Ora si sta sgretolando tutto. Sto malissimo fisicamente ma anche psicologicamente. Non riesco a trovare un appiglio a qualcosa. E sono arrabbiata, continuo a pensare al passato, anche recente, a come era mia mamma. Non riesco ad accettare che sia così adesso, soprattutto perché sto sempre peggio. Dio, avevo un 5% scarso di possibilità di cavarmela, ma seguire anche mia mamma, non ce la faccio. E mi manca, mi manca perché era l'unica persona con cui condividevo davvero il mio malessere profondo. Non so realmente come andare avanti. Certo, avere un lavoro fuori casa sarebbe un bel diversivo. Ma d'altronde se fossi riuscita ad avere un lavoro fuori casa non sarei conciata così. Non vedo soluzione. Non ne vedo manco mezza. Aiuto. 

domenica 9 maggio 2021

Sento una mia vicina salutare, se ne sta andando. Speravo si sarebbe fermata di più con mia mamma. Sentirli parlare mi da qualche secondo di normalità. Ma la normalità è solo illusoria. Venerdì mio padre ha ritirato i referti, non li capisco del tutto, ma c'è più di qualcosa che non va e si tende verso qualcosa di ancora più brutto dell'alzheimer mi sa, un altro tipo di demenza, più rapida nella sua conclusione, più tosta. Mi sento impazzire dalla rabbia e dal dolore. Il 18 quando porterò i referti dal neurologo mi sembra lontano, con il suo verdetto che mi toglie già ora il respiro. Alle 4 questa mattina era sveglia con gli occhi sbarrati e il cuore a mille pensando a cosa occorre fare quando un genitore non c'è più. E quando poi se ne va anche l'altro... io sola, senza lavoro, senza possibilità di guadagnare... come farò? E dove andrò a prendere adesso la forza per affrontare questo dolore? Sono terrorizzata e arrabbiata. Non ce la faccio più.  

venerdì 7 maggio 2021

Cerco di dare un senso al tempo che passa, alle ore che inesorabili trascorrono. Passano i giorni, le settimane; prima era solo la mia vita che non riuscivo a gestire, adesso invece ho l'angoscia anche di non riuscire a gestire il tempo di mia mamma, come se fossi io a doverle riempire le giornate. Sono stanca, ho bisogno di normalità, ho bisogno di qualcosa a cui aggrapparmi. Ho bisogno della mia vita, ma mi sento come se fosse già tardi, troppo tardi, soprattutto dagli episodi di mia mamma. Sono stanca, preoccupata. Non capisco più niente. 

giovedì 6 maggio 2021

nostalgia 2019

Dopo un anno e mezzo, anzi più, oggi c'è qui un mio cugino pensionato che aiuta mio padre nell'orto. Prima della pausa covid erano già un paio di anni che veniva ad aiutarlo, poi causa sta disgrazia di cui si è anche ammalato l'anno scorso, torna oggi dopo i lavori nell'autunno 2019. Mentre ero giù a pranzo con loro, tenevo d'occhio mia madre e i suoi discorsi. Possiamo dire che era come un anno e mezzo fa? No. C'è più confusione indubbiamente, ma è anche vero che non gliene lascio passare una. Nemmeno io sono quella di un anno e mezzo fa, nessuno lo è con la paura che abbiamo provato. Non voglio dire che va tutto bene, affatto, ma forse anche pensare che siamo già ai capitoli finali non aiuta. Certo, i cambiamenti che noto sono rapidi, troppo, leggendo tutte le tempistiche standard su cui si basa l'alzheimer non ci siamo. Ok, io spero ancora che sia qualcosa d'altro, un mix di carenza di b12, depressione, stress per il covid e pure la storia dello zio. Spero ma non ci credo. Nel frattempo ho letto alcuni costi per una badante h24 o per i ricoveri nelle rsa. Aiuto. Sono cifre che stanno sui 25000 euro all'anno di media. Il problema soldi è onnipresente, ad ogni livello. Quello che so è che oggi, ad un certo punto, per una comunicazione ufficiale, ho chiamato il piano di sotto e quando ha risposto mia mamma ho cercato mio padre perché istintivamente per le cose serie non riesco più a fidarmi della sua concentrazione/memoria. Davvero si ha la percezione di iniziare a piangere quella persona, un lutto prolungato. E chissà che conseguenze anche su mio padre... per questo poi c'è la tentazione di pensare che possa essere altro. Mia mamma mi fa paura e mi manca già. E questo mio modo di rapportarmi con lei è dannoso, lo so. Dio, spero di trovare la forza, ma nel frattempo mi sto imbottendo di ansiolitici. Che nostalgia del 2019... :(

mercoledì 5 maggio 2021

5 maggio

 5 maggio, è passato un anno esatto dalla lite in casa. Quante lacrime, quanta paura... inutile quasi a questo punto se penso allo spavento successivo con mia mamma. Se prima mi sembrava quasi sbagliato, faticoso, concentrarmi sul bello e sull'altro, adesso non riesco più nemmeno a vedere che c'è altro. Per questo il futuro diventa sempre più nebuloso e difficile, perché non riesco a mettere un mattone apposto per costruire qualcosa. Nemmeno uno. Nemmeno per sbaglio. Il responso degli esami di mia mamma arriverà venerdì. Ieri, ad un certo punto ho ripensato alla mia depressione, alla mia non vita, a come sono stata male nell'ultimo anno, dopo gli altri... ho ripensato a tutto questo cercando di vederlo dall'esterno, dal punto di vista di mia mamma. Molto pesante come situazione, devastante. Non è difficile pensare che la mia depressione sia rimbalzata anche su di lei. E abbia causato anche questo suo stato. Ho paura. Ho paura di non avere più possibilità, tempo. Ho paura di non averla più al mio fianco per aiutarmi, ascoltarmi. Ho paura, paura...

lunedì 3 maggio 2021

Oggi mia mamma va a fare gli esami, elettrocardiogramma e encefalogramma. Onestamente sono preoccupata, ma non quanto mi aspetterei. Sono quasi... speranzosa, nel senso che ho bisogno di capire cosa sta succedendo e sono quasi ottimista in merito ad una prognosi spero positiva. me lo sento. O forse ne ho solo la necessità, perché in un incubo del genere io non posso starci. 

Quando un anno fa è scoppiata la pandemia, mi sono come congelata. Molte cose sono rimaste ferme, anche oggetti. Quando c'è stata la lite in casa anche. Me ne accorgo perché molti oggetti di uso comune/quotidiano non sono più riuscita ad usarli, mi sono bloccata davanti alla tv, davanti a televendite, mentre i libri delle ripetizioni si impilavano inutilizzati, così come i libri da leggere, così come i mestieri da fare, così come la ciclette inutilizzata. Un calendario da tavolo che ho sulla scrivania, sotto una pila di roba, è ancora al marzo 2020... Proviamo ad immaginare cosa è successo nell'ultimo mese da quando mia mamma ha avuto quella crisi. Riesco solo a fare una cosa: gestire il ciclo dei vestiti da lavare (e forse solo perché vista la mia mole non ne ho così tanti da potermi permettere di non sistemarli per lunghi periodi.) Per il resto niente di niente, sono 3 settimane che non esco di casa nemmeno per quel giro più o meno quindicinale di posta+farmacia. Sono bloccata, inchiodata cercando di non impazzire nell'attimo presente, ma la programmazione futuro non esiste più. In questo modo ogni mio problema antecedente a questo ultimo anno, invece di farsi strada per essere risolto, viene seppellito da sempre più strati di altro. Di paure. Prima del covid, poi della relazione zio/padre, infine anche di mia mamma. Sì, per come stanno le cose, ho paura anche di lei. Non sono pronta a gestire una demenza seria. Ho tanta paura, per questo confido negli esami di oggi. 

sabato 1 maggio 2021

ho paura della morte

 Ho una paura fottuta della morte, anche della sofferenza. Oramai non riesco a pensare ad altro, più l'idea di solitudine (e i pragmatici problemi economici...) Ieri sera ero sull'orlo della disperazione. Quando in passato mi ingrippavo in pensieri del genere, capitava non spesso ma capitava, la strategia era concentrarmi sul presente, appiccicarmi come una cozza ai miei, per lo meno all'idea della loro presenza. Nello specifico questa cosa oggi non funziona. Anzi, la paura mi divora proprio a partire dal presente. Mia mamma non sta bene e a dirla tutta mi sembra che peggiori talmente alla svelta per certi aspetti che persino l'alzheimer non è compatibile. (Forse lo sarebbe quasi di più una depressione potente, ma non saprei che dire.) Forse è stata parecchio colpa mia, insomma è così difficile ipotizzare che una persona di quasi 80 anni sia distrutta dalla perenne depressione di sua figlia? E alla fine ieri continuavo a pensare alla morte, a quanto fa paura l'idea di saperla vicina. Vorrei qualcuno a fianco solo per me, e allo stesso tempo so che nemmeno lo sopporterei. Non ne sono capace, non sono abituata. Mi mancano sbocchi sul futuro e dal presente sto prendendo solo spaventi. Non sono capace di vivere, non sono capace di stare bene, non sono capace di affrontare la sofferenza. Non sono capace a far niente. Ad un anno, circa, dalla lite questa ulteriore mazzata non me la aspettavo manco per niente. Proprio non mi veniva nemmeno in mente, avevo notato che mia mamma non diventa più giovane, ma questa mazzata proprio no. Mi manca l'unica persona che mi ascoltava, con cui parlavo, con cui anche riuscivo ancora a sognare almeno un pochino. Ho paura.