sabato 26 marzo 2022

il fondo

Sono le 11 di mattina e per riuscire a scrivere questo post ho dovuto spegnere la musica, perché sono così confusa che non riesco a scrivere e ascoltare musica insieme. Sono le 11 di mattina, e sono già esausta, ho lavato mia mamma e va be', poi però lei ha avuto una crisi potente, di quelle che ci lasciano inermi perché non sappiamo come risolvere, nello specifico se non usando una pialla e levando le scale a questa casa. Sono esausta, fortunatamente mio padre mi ha lasciato un'ora libera, che è quasi finita, ma mi è servita come aria per far passare l'attacco di panico e cercare di ricapire che sono al mondo anche io, inteso io come entità singola separata da lei, da loro. Non riesco a farmene una ragione, non riesco a capire perché sia toccato a noi, credevo 22 anni di panico fossero una merda sufficiente e poi non riesco a capire come andare avanti, adesso con lei, dopo senza di lei. Mio padre è tornato dal mare, e non vede l'ora di ritornarci, e io continuo a essere in bambola, in balia di un presente che è troppo pesante e di un futuro che si prospetta come un incubo. A meno che, in qualche modo che ora mi sfugge, io riesca davvero a ricentrarmi su di me e a costruire quello che potrà essere. Sono così stanca che non vedo quasi nulla al di là di queste 4 mura. I mondiali ad esempio: 4 anni fa ci rimasi malissimo dell'esclusione dell'Italia, ma male male. Questa volta è solo un dettaglio su uno sfondo molto lontano, le poche energie sono ovviamente concentrate su altro nel mondo, ma sono proprio io che fatico a percepire anche dimensioni esterne. E c'è sempre questa paura di non farcela a reggere la vita in senso stretto, sola e senza garanzie. Forse allora era vero che non avevo ancora toccato il fondo per poter risalire. Credo che questa volta ci siamo. Vedremo che succederà. 

giovedì 24 marzo 2022

mi sto perdendo del tutto.

Se tutto va secondo piani, mio padre è in viaggio e circa tra 3 ore dovrebbe essere a casa. Bilancio di questi 4 gg senza di lui? Per certi versi meglio del previsto, più facili, per altri devastanti, perché se è vero che la parte 'pratica' dell'assistenza a mia madre stanca, è quella psicologica, fatta anche di cose piccole e banali viste dall'esterno, che mi sta demolendo letteralmente. Un paio d'ore fa l'apice, una scenata che non riesco ancora a capire, o nemmeno a ricostruire se devo essere onesta, a lei è passata, io sono fuori di testa dall'angoscia. (E continuo a chiedermi se potrei avere effetti fisici concreti nel cervello e nel cuore con un'angoscia e un dolore del genere.) Alla fine di tutti sti discorsi, mi sono allontanata, ma poi lei è venuta a cercarmi fino in camera facendomi chiudere ancora di più in un silenzio che è pregno di solitudine. Non ne posso più, non ce la faccio più e oltre questo la consapevolezza di una solitudine su cui sto per affacciarmi che mi leva il fiato e la certezza di non essere assolutamente in grado di vivere. Non solo per il mio mantenimento economico, ma proprio per tutto quello che significa vivere, decisioni da prendere, scelte, relazioni... la costruzione di un progetto che è la propria vita. Non sono capace, lo so, e sapere che a breve sarò totalmente in mezzo al nulla mi terrorizza, sono già sola per certi versi, visto il legame padre-zio, ma la presenza di mia madre e della sua malattia costringe tutti su binari prestabiliti e non lascia tempo a nulla di più. Copre le magagne che ci sono in questa casa. Ma non durerà a lungo, né tanto meno io sarei in grado di reggere a lungo e dall'altra parte, il baratro. Solitudine? Fobia sociale? Insicurezza e bassa autostima a livelli impressionanti? Tutto può essere, fatto sta che prima, con i miei, mi sembrava che certi limiti, certi contorni, certe direttive, seppure minime, c'erano ed erano quelle che mi impedivano di evaporare nel niente. SPeravo di avere il tempo di risolvere la cosa con il loro aiuto, e invece nada, anzi per ora ancora tutto in sospeso e rimandato perché le priorità sono dolorosamente altre, e poi? Come si impara a vivere partendo da zero a 40 anni da soli? Ho bisogno di dire che non me lo meritavo, non dopo 22 anni di schifo con il panico, ma ho bisogno soprattutto di capire come fare. SIcuramente una terapia farmacologica adesso ci vuole, e meno male che è arrivata anche se con vie traverse, ma poi ci sarà bisogno di una terapia psicologica che non finirà più. Il problema è come fare a non impazzire dalla paura per adesso e per dopo. Mi sto disintegrando.

venerdì 18 marzo 2022

Non riesco a capacitarmi del tempo che passa, davvero. Il fatto è che sono talmente stanca che anche scrivere mi costa una fatica immane. Soprattutto perché non c'è di fatto nulla di rilevante da dire. In casa è il caos perenne, e più passa il tempo più siamo esausti tutti, più nervosi. La vera novità è che oggi ho iniziato, quasi di corsa e per caso, un percorso con una psichiatra. Psichiatra, quindi vai di farmaci, però spero mi tengano in piedi. E che alla lunga mi possa aiutare. Perché se è vero che in questi 18 giorni dall'ultimo posto non è cambiato nulla, è vero che i cambiamenti invece arriveranno eccome quanto prima. Oggi devo dire che uscendo un attimo da qui, per un secondo, ho visto un barlume di futuro (guerra permettendo mi viene da dire..) concreto e verosimile. E che parte dal presupposto della mia realtà, non di sogni campati in aria o di cose inverosimili. Ho davanti un percorso difficilissimo, l'importante è che riesca a non crollare. E forse questi farmaci serviranno anche a tenermi un po' in piedi, visto che sono anche antidepressivi. Non lo so. Il controllo è il 10 di maggio, il 9 mia mamma ha un controllo al fegato che dopo anni di fegato grasso ora sembra avere qualche cosa di altro che traspare dall'ecografia. Settimana prossima mio padre va al mare 5 gg, e la settimana dopo c'è la visita per la commissione medica per vedere se ha diritto all'accompagnamento. Ok, forse di novità ce ne sarebbero anche state, ma l'energia no. Oggi scrivo un po' sull'onda della piccola carica per questo nuovo percorso. Ho intravisto qualcosa appunto, che è più di quanto abbia provato in tutti i mesi scorsi. Vedremo che succederà. Non riesco nemmeno a immaginare quanto sarà dura. 

martedì 1 marzo 2022

Ore  23.46, ho appena rimesso a letto mia mamma, cambiata di tutto punto e già in piedi per la seconda volta da che è andata a dormire... ci aspetta una notte calma :/ Ci si aspetterebbe che almeno in questi giorni la percezione che ho della sua malattia debba essere diversa, ridimensionata se non altro. Siamo alle prese con qualcosa di drammatico e potenzialmente devastante, tutte le guerre lo sono sempre ma con il nucleare che aleggia sul mondo c'è qualcosa di più demoniaco nell'aria, qualcosa di più definitivo. Ci si aspetterebbe... e invece no. Sono esausta. Passo le giornate sola con lei a cambiare pannolini e a dare corda a discorsi senza senso o, come oggi e quasi ogni giorno, a tamponare sue crisi di pianto che sono devastanti. Sta male, malissimo e io con lei. Ogni giorno è più devastante del precedente per la mia psiche, sto perdendo tutto, mi lego a cose che non esistono e me ne sento anche subito esclusa. Non ho più nulla. Sono consumata dal dispiacere e dalla fatica, sento che sto perdendo contatto con tutto e che il mio fisico sta cedendo. Mi sento già così vecchia. Con il destino segnato. Vorrei trovare un nuovo punto di vista, un nuovo punto di contatto, un qualcosa su cui fare leva per affrontare tutto in modo un po' più semplice, visto che è inevitabile, ma non ci riesco e mi sto letteralmente consumando. HO di quelle emicranie mai viste, vedo macchie nere davanti agli occhi, sento il cuore che perde battiti, sto in piedi solo grazie agli ansiolitici... so di non durare, e ho come la sensazione che mio padre non voglia prendere sul serio questo mio stare male, forse non sa cosa fare per aiutarmi, del resto la quasi totalità delle ore del giorno la seguo io, lui si occupa di cucinare e altre cose anche fuori casa che con il mio panico ci metterei 100 volte in più a fare, ma io non ce la faccio più. Anche se in mezzo al dolore e alla disperazione, ho bisogno di fare la mia strada, di provarci almeno, o per lo meno ho bisogno di un po' di tempo per me, per fare qualcosa. Qualunque cosa. Ho davanti l'inferno e vorrei essere così saggia da ridimensionarlo visto come va il mondo oggi, ma non riesco perché lei proprio davanti a questo dramma mi manca ancora di più. Mi manca il suo coraggio, la sua forza... ne avessi anche solo un decimo sarei a cavallo. Sono distrutta. E obiettivamente, purtroppo, la solitudine davanti a noi si allarga ancora di più. Perdiamo tutti i pezzi per strada, che già erano pochi... è una malattia di merda, leva tutto. Cazzo, leva tutto.