Nevica... un anno qualsiasi diverso da questo mi avrebbe resa felicissima: adoro la neve e gli anni nei quali non è nevicato mi è sempre mancato un sacco. Ma non questo. Ieri sera mia mamma ha avuto di nuovo una crisi profonda, voleva andare a casa, voleva che la portassimo a casa, non è stato il primo ma mi è sembrato più intenso, anche lei era più disperata, o forse si è lasciata andare di più. Quanto sta capitando spesso... io sono distrutta, tra due settimane mio padre si deve allontanare ancora per andare in liguria e io sono a pezzi, perché non ce la faccio più per la fatica e allo stesso tempo so cosa significherà quando non farò più fatica: lei non ci sarà più. Sono arrabbiata con il destino per questo passaggio obbligato nella mia vita, dopo già 20 anni di merda. E non mi sento in grado di affrontare quello che è un passaggio naturale: la vita senza i genitori. Non sono in grado , non ho i mezzi, né materiali né psicologici per andare avanti e sono stanca, stanchissima. Ho bisogno di una mano e non so dove raccattare le forze. Anche oggi, anche in mezzo a questo spettacolo imbiancato e improvviso.
domenica 28 novembre 2021
giovedì 25 novembre 2021
Ok, sono fusa ma sono pronta per riprendere il racconto che avevo interrotto. Mi ci è voluto un po' perché mettere nero su bianco è più dura che raccontarlo a voce. La faccio breve: settimana scorsa, da un momento all'altro, mia mamma non riconosceva più mio padre, ma non solo, forse per giustificare la sua presenza in casa, lo ha trasformato nel mio compagno. Compagno che per inciso non le andava bene, perché, parole sue, -poi per carità va tutto bene, ma è davvero troppo vecchio per te-. Il giorno dopo ha ripreso il discorso sostenendo che se mia nonna fosse stata ancora viva, non ne sarebbe stata per niente contenta. Oltre al dispiacere immediato per questo ulteriore peggioramento, mi è rimasto addosso un enorme senso di disagio. Perché è tutto sbagliato. Io sto malissimo, non serve dirlo. E ho paura e non serve dire nemmeno questo. Passo e chiudo.
domenica 21 novembre 2021
Per questa sera mi voglio concedere un post solo mio. Quello che è successo con mia mamma lo lascio a domani, questa sera ci sono solo io. E ci sono io che navigo su Twitch e mi ritrovo sballottata tra mille canali che mi irritano oltre modo (chi lecca orecchie per intenderci), tra chi mi diverte e tra qualche canale tematico che sbuca fuori quasi per caso e che mi colpisce molto. Così leggo la bio della streamer e scopro che a 31 anni circa è già al suo 3^ corso di laura, conseguito non solo iniziato eh, che poi sfocerà nel 4^ per crearsi un percorso lavorativo su misura e mi ritrovo estasiata. Ammirata e invidiosa. Una parte di me, più o meno consistente, ha sempre saputo di nn essere fatta esattamente per la strada convenzionale. Il punto però quando si sa questo, è cercare quella meno battuta e portarla a termine. Capire cosa vorresti davvero e impegnarti per ottenerlo, usando la fantasia per cercare appigli, strade nuove, nuove opportunità e se non ci sono crearle anche da zero. Usare la fantasia, la creatività, la voglia di rispecchiarti nel mondo che vivi. Io no, il mio percorso è una lista di obiettivi non raggiunti e basta. A volte nemmeno iniziati. Il panico devastante che ho avuto è una giustificazione più che valida, lo so bene vista la sofferenza, ma allora perché questo perenne senso di fallimento? Cioè, diciamolo meglio: non dovrei essere un po' più rassegnata? Certo, forse tra una strada fatta su misura e il nulla, lo spazio è vasto e magari la rassegnazione si trova in una delle mille sfumature nel mezzo, non nell'estremo dove sono io ora. Ora che ho perso anche quelle poche attività che mi legavano alla società e che in alcuni frangenti, fatte con le dovute maniere, mi hanno dato tante soddisfazioni e la percezione che lì, in quella direzione stava la mia strada da costruire, dicevo ora che non ho più nulla appare impossibile ottenere qualcosa. Ma da questo empasse forse più avanti dovrò uscire gioco-forza. E allora verso cosa posso dirigermi? Cosa posso sperare e sognare? Come si piò ricominciare da zero a 40 anni con un ventennio di soli fallimenti? Sapevo ascoltare le persone, sapevo capirle molto prima che loro capissero anche di avere un problema, il panico mi aveva dato una chiave di lettura meno assolutistica della vita, perché non sempre se vuoi puoi, mi piaceva scrivere e condividere emozioni, storie e percorsi. Avevo in mano le carte per giocare una bella partita... non mi sono nemmeno seduta al tavolo per iniziarla. Ora quelle carte le ho ancora, ma non so più se il gioco esiste ancora.
sabato 13 novembre 2021
Un paio d'ore fa, ho passato 30/40 minuti guardando su amazon eventuali nuove decorazioni per l'albero, per decorarlo con un altro set di colori. Non ho comprato nulla, ma per qualche minuto mi sono sentita di nuovo normale, e non come la figlia di una persona che sta perdendo la ragione. Da una parte è stato bello, dall'altra quando poi mi sono staccata e ho riguardato intorno mi sono sentita malissimo, letteralmente come se il dolore mi fagocitasse, come se mi facesse implodere su me stessa. Sono molto stanca, oggi mia mamma ha cercato mia nonna, morta 20 anni fa, poi credeva avessi 8 anni, senza contare l'interminabile problema del 'questa non è casa mia'. Un paio di giorni fa ha avuto una crisi bruttissima quando l'abbiamo messa a letto, come potevamo permetterci di spostarla senza dirglielo, cosa mi era saltato in mente di farle quello scherzo... serata super di crisi e giorno dopo idem. Arrivo sempre allo stesso punto: quale è il limite mio? Quale quello di mio padre? Perché è chiaro che ci arriveremo tra non molto, e poi che succederà? 7 mesi che lei sta svanendo. Continuo a pensare a quando sarà morta e l'unico aspetto concreto che mi si palesa è quello economico, forse perché è il più facile da delimitare. Confermo che tanti parenti, alcuni in particolare, sono spariti e questo mi crea molto dolore, perché lei comunque li cerca, ma anche tanta rabbia perché lei si è sempre spesa in prima persona per tutti. Temo comunque che questo mi resterà ancora come l'ennesima prova che non ci si può fidare degli altri. Non so quando mia mamma morirà, è chiaro che per come procedono i sintomi mentali non mancherà molto. Credo di sentirmi tipo imbambolata/anestetizzata in merito alla faccenda, forse per la grande fatica che facciamo ogni giorno io e mio padre. (nel frattempo mia madre sono 4 volte che fa cucina-camera-bagno cercando il letto, cioè va in camera dove c'è il letto poi va in cucina e cerca il letto... in momenti così è come se qualcuno mi spaccasse la testa in due con un bastone dal dolore psico fisico che provo... come se non ci vedessi nemmeno più bene, tutto intorno a me si distorce come una bolla, non si può pensare di poter andare avanti a lungo. Oltre al dolore credo subentri una specie di forma di auto-conservazione.) Vedremo cosa succederà, o quanto in fretta, ma credo che la delusione per certe persone durerà a lungo... effetti collaterali: la famiglia che mia mamma tanto decantava, la sta abbandonando, forse potrei non perdonarlo mai a quelle persone. Lo scopriremo col tempo.
mercoledì 10 novembre 2021
Ieri pomeriggio sono uscita. Un incubo: era da giovedì che continuavo a rimandare, vado nel pomeriggio, domani mattina, oggi pomeriggio... ieri però ero a corto di ansiolitici; così verso le 16.30 ho cavalcato un briciolo di coraggio e sono uscita, quando mia mamma avrebbe cominciato a scendere per cena, perché non posso lasciarla da sola, ma combinare questo suo modo di essere con il mio panico è qualcosa di terribile. Sono uscita un po' di corsa, sapevo che poi sarei stata male ma va bene, l'avevo messo in conto. Una bella mazzata eh, guidare in quelle condizioni non è mai facile e mi manda in tilt. Soprattutto però, complice anche il buio, ho sentito il dolore travolgermi, e non ho potuto fare a meno di chiedermi come sarà quando mia mamma, a breve temo, non ci sarà più. Ero ferma ad un semaforo rosso ed ero così confusa e rintronata dalla paura e dal dolore che mi sono chiesta, quando sarò senza di lei, come farò a gestire queste emozioni almeno per poter andare in giro senza tirare sotto qualcuno. Era già quasi troppo e non è ancora arrivato il vero dramma. Tornando a casa poi, alle 18 tutto buio, sono scoppiata a piangere, la via quasi deserta, la casa tutta spenta, tranne una flebile luce dalla cucina dove erano i miei. Che sensazione orrenda! Annuncio di solitudine, di vuoto. E una volta di più ho pensato che forse, da sola, starei meglio in un bilocale in paese. Almeno sentirei la presenza di vicini. Il problema, a parte la questione economica, è che non riesco a vedermi da nessuna altra parte che non sia qui. Colpa del fatto di non aver fatto mai esperienze. Certo, una volta da sola questa casa avrebbe bisogno di mille ritocchi, inutile tenerla aperta tutta, e sarebbero belle alcune modifiche a mio gusto, ma sento di appartenerle davvero. O forse sento di non avere alternative. Ma nel frattempo è la perfetta rappresentazione dell'agonia che stiamo vivendo. Potrebbe essere bellissima come un tempo, è solo un insieme di dolore e potenziale solitudine. La stessa solitudine che provavo quando rientravo da qualche pranzo o vacanza da piccola, nella fase pre panico, perché in effetti ero proprio spesso sola. Quando ha iniziato a stare male mia nonna era il posto dove non riuscivo a stare. Quando ho iniziato a stare male io è diventata un rifugio, e fino ad un paio di anni fa, qualcosa in più, l'unico posto dove riuscivo a sentirmi benino. Questa casa vive la storia della mia famiglia, ma in un certo senso vive le emozioni che vivo io. Se potrò mantenerla tornerà ad essere un bel posto, ma nel frattempo sarà impregnata di dolore e sofferenza. Forse perché sono emozioni vere, da provare, da attraversare. Con persone diverse certo, potrebbe tornare a vivere, facendo anche onore a mia mamma, a mia nonna... a chi mi ha preceduta. Sono loro che in certi frangenti mi hanno tolto la forza, può essere che siano proprio loro, anche senza la presenza fisica, a ridarmela? Ho bisogno di fissare un punto nel futuro per tirare avanti, e ho bisogno di immaginarmelo positivo. Sembra un po' poco realistico visti i miei ultimi 21 anni, ma è innegabile che io percepisca tutto questo come un lunghissimo cerchio che si sta per chiudere, e prima che iniziasse io stavo bene. Ho pagato conseguenze di salute in prima persona di cose che nemmeno mi riguardavano, ma forse con questa chiusura del cerchio, con questo dolore da attraversare, forse potrebbe esserci qualcosa di bello che mi aspetta. Fa male pensare che mia mamma non possa viverle con me, ma qualche bel ricordo seppur lontano l'abbiamo condiviso. Ho bisogno di pensare a questa soluzione perché l'alternativa mi porterebbe a buttarmi di sotto. Alle 6 mi sono svegliata con un attacco di panico bestiale, fortissimo, ma non inatteso, e poi ho passato 3 ore a ripetere a mia mamma che questa è casa nostra, sento il cervello che mi si atrofizza: se non credo almeno ad una speranza di un futuro decente, sebbene diverso dalle aspettative, sono fottuta. Il tunnel del dolore è intrapreso, e deve essere per forza attraversato tutto, con tutto quello che significa. Sperare che dall'altra parte ci sarà finalmente un po' di felicità anche per me è mera sopravvivenza.
lunedì 8 novembre 2021
La cosa triste è che, sebbene non passino mesi tra un post e l'altro, purtroppo anche a distanza di pochi giorni ci sono sempre evidenti peggioramenti in mia mamma.Da qualche giorni infatti passa letteralmente tutto il giorno tra crisi di pianto e di rabbia per essere qui, questa mattina si è arrabbiata con me per averla portata in questa casa. Al momento ho retto la botta, poi una volta sola per circa mezz'ora ero talmente stordita che non sono riuscita a muovere un muscolo, sono stata seduta al tavolo immobile. Qualunque cosa sia questa malattia fetente, corre in fretta. E io ho paura, paura di soccombere al dolore, paura di non essere più serena: gli unici momenti di serenità degli ultimi 20 anni li ho passati in casa, senza lei direi che è impossibile sperare, paura per il lato economico. Quindi nel mio presente c'è l'arrivo del più grande dolore che proverò e il futuro mi rimanda solo scene di quotidianità che non avrò più. Sarò sola senza la mia mamma :'( Un dolore enorme. Ancora oggi mi sono ritrovata a sperare che sia un bluff, un qualcosa che passerà, quel troppo brutto per essere vero di cui parlavo mesi fa. Rivoglio mia mamma, non voglio essere sola.E ho paura di come sarà in mezzo a mio padre e mio zio. Non ho un'ancora a cui appigliarmi e sento che sto per andare alla deriva, Sto per disintegrarmi in un universo di dolore senza una minima rotta, senza uno straccio di salvagente.
mercoledì 3 novembre 2021
Ok, se non mi do una calmata questa sera ci lascio le penne: è l'una di notte passata e sono incavolata con tutti. Mia mamma si è alzata da poco perché doveva cambiarsi e ovviamente dove va per cambiarsi pannolone? In cucina... ok... ora è tornata a letto, ma comincia a venirmi davvero l'ossessione che qualcuno deve essere sempre sveglio per riportarla a letto. E oggi ad un certo punto mi ha detto che io e lei non ci conoscevamo da tanto, a mio padre ha chiesto come mi chiamavo... mi sembra che mio padre ed io ci stiamo sforzando come matti per niente. Tutto sta deragliando ad un velocità assurda. Nel frattempo e qui ci sono rimasta malissimo, sabato scorso mio padre parlando del mio futuro ha detto che dovrei farmi tipo seguire da una delle mie cugine, come se avessi bisogno della loro tutela legale, come se non fossi in grado di intendere e di volere. Sapevo che lui aveva una visione meno ottimista di mia madre sul mio futuro, ma così mi ha spiazzata. Ci sono rimasta di merda, ma non ho nemmeno avuto il tempo di starci a pensare troppo. Infine oggi mio zio è arrivato lamentandosi che non gli avevo ancora lavato i panni sporchi della stalla dopo alcuni giorni. Non ci ho visto più e sono data fuori, sarà una sua difesa ma che non capire un cazzo della situazione! Che egoismo! Oltre a tutto il resto il rapporto tra lui e mio padre senza mia madre lo vedo impossibile, e ancora una volta sarò io a farne le spese. CHE COGLIONI! Sono stufa marcia di subire le conseguenze delle scelte di tutti, sono davvero stufa marcia. Ma poi chissà, magari la rabbia aiuta ad affrontare il dolore. Sono 21 anni che sto male, ma mi sa che arriverà un finale coi botti. Quanti rimpianti, quanto dolore, quante occasioni perse, quante sfumate... Fa tutto schifo.