ieri mattina sono andata in posta, per sbrigare due commissioni. Ho fatto fatica, tanta, ero molto agitata all'idea di uscire, ma non è una novità. La cosa particolare è stata al rientro, verso un quarto a mezzogiorno. Gente poca ovviamente per più motivi, non ultimo l'ora, la neve accumulata ai bordi delle strade sporca, come è ovvio per lo smog delle auto, decorazioni natalizie spente. Insomma atmosfera un po' triste… sapeva di solitudine. Mi sono chiesta se quando sarò sola, sarà la cifra di ogni mio attimo. Può essere. Eppure era una sensazione più tranquilla di quella che provavo. LA situazione in casa, almeno nella mia testa, si è talmente ingarbugliata che ho perennemente paura. Le feste oramai giungono al termine, l'anno è ricominciato e mi sembra tutta una strada in salita. Ho paura per ciò che succederà, ho paura di non farcela. Il mondo fuori mi mette molto a disagio, quello dentro mi fa paura. Diventa difficile pensare di affrontare qualcosa che non sia il mio angolo poltrona+televendita. Eppure devo farmi spazio, infilandomi nelle pieghe di questa vita di merda. Scardinandola un millimetro alla volta. Prima che cominci a credere davvero che starò meglio quando sarò rimasta sola. (che brutto pensiero)
E come sempre quando è quasi ora di sbaraccare albero e lucine varie, mi chiedo come sarò conciata quando verrà il momento di tirarle fuori di nuovo tra 11 mesi circa.
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