Quando, lunedì pomeriggio, facendo zapping tra le mie solite cagate del pomeriggio, mi sono imbattuta nel lancio di agenzie sulla morte di Raffaella Carrà sono rimasta di merda. Quando ero piccola e andavo ad Alassio d'inverno, mia mamma diceva che, in un ambiente tutto nuovo per me, quando vedevo 'pronto Raffaella' le facevo le feste, le battevo le mani e ridevo tutta contenta. Devo dire che in modo molto egocentrico, mi sembra l'ennesimo segno di un enorme cerchio che si sta per chiudere. Non ho ancora capito se mi si stringerà al collo come un cappio o no. Sto male, anche questa mattina l'attività principale è stata caricare la lavatrice di vestiti un po' bagnati di pipì. Mi gira la testa, ho la nausea. Il passato continua a mescolarmisi in testa, vedo una mia ex vicina, quella che ha cambiato casa da qualche mese, venuta in visita dalla nonna con il suo nuovo amico, credo. vedo tante cose, e io ho la certezza di essere stata totalmente schiacciata dalle dinamiche famigliari. Per ogni fascia di età, potrei dire cosa c'era di più urgente a cui dover badare. Ma sono cmq a questo punto: sola e terrorizzata per quello che mi aspetta. Tutto quello che prima mi rendeva triste, il panico, non aver un compagno, non avere entrate economiche, non aver la capacità di mantenere rapporti con gli altri, be', tutto questo ora mi spaventa a morte e mi paralizza perché è il futuro in cui sarò sola, ed è evidente quanto sia fuori dalla mia portata e di fatto è già qui. Da che si è ammalata mia nonna, per me non ha funzionato più niente, e dubito fortemente che il fatto che ora tocchi a mia mamma sia la chiave per sistemare tutto, in un modo perversamente simmetrico. Ero una ragazzina capace, indipendente, assennata, che si fidava di se stessa e degli altri. Ora no. non ho fiducia in me, ma nemmeno negli altri, non è presunzione, è che mi fanno paura, che non mi capiscano e che mi lascino sola. La malattia di mia mamma è 'solo' il carico da 90, o 9090 sarebbe meglio dire, su una vita di merda. Una vita di cui non ho assolutamente il controllo, ma in cui mi si chiede semplicemente qualcosa che va oltre le mie possibilità, non so se è molto o troppo in senso assoluto, relativamente a me sì.
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