Ok, l'unica cosa positiva dell'altro giorno con quel mal di pancia bestiale, era riuscire a non pensare al poi. Fase superata. Questa mattina mi sono svegliata tra incubi assurdi e un sonno pesante con il cuore a mille, un'agitazione e una paura da manicomio. Ho paura del mio futuro, per ora sono totalmente bloccata, non vedo possibilità e l'aspetto economico mi sega le gambe in ogni senso. E l'idea di restare con mio padre e mio zio, mamma mia che ansia. Ho 37 anni e rischio davvero di non riuscire più a venirne fuori. 37 anni non sono pochi, lasciamo perdere confronti inutili con miei coetanei, ma pensiamo solo a me: le possibilità di riprendere le redini e combinare qualcosa si fanno sempre più poche, rimanere incastrata per anni in questo incubo me le leva del tutto. Sto cercando di confrontarmi con situazioni ben più gravi, vedi Afghanistan, ma egoisticamente non trovo sollievo. E torna il pensiero che se i romanzetti che ho scritto mi fruttassero qualcosa, non parlo di best seller ma di uno stipendio normale, sarebbe già un passo avanti. Per 5 anni sono stati un lavoro a tempo pieno, francamente speravo davvero in qualcosa di significativo come risultato. Non cancellerebbe il dolore di adesso, ma mi darebbe una minima speranza in più. E non è cosa da poco, perché davvero sono in una situazione in cui non vedo soluzioni.
Nell'ultimo periodo continuano a venirmi in mente ricordi di ogni tipo legati a mia mamma, situazioni di mille anni fa a cui non pensavo da mai... non riesco a credere a come mi sono ridotta. E allora, nella mia testa, è tutto un film sul passato. Del resto mai come quest'anno mi sembra che anche in tv, nella società in generale, sia tutto un richiamo a 20 anni fa. Perché del passato ho memoria, ma davvero non riesco a vedermi assolutamente a 40 anni. Tra 3, con una vita buttata nel cesso per il panico e un futuro che per me non esiste. Non posso credere a come sto conciata.
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