Questi pomeriggi di metà settembre/inizio scuola per me sono sempre stati caratterizzati da una tristezza latente, più o meno forte in base a come stavo io in generale. In ogni caso, eccezion fatta per l'anno scorso un po' complicato, negli ultimi anni è sempre stato il periodo della tristezza combattuta con la dolcezza/tenerezza del pensare all'essere con la mia famiglia. Ora si sta sgretolando anche questa certezza. Mi sto rendendo conto di quanto io sia realmente sola, scollegata dalla mia realtà. 20 anni di panico, di paure, di chiusura in casa mi hanno portato a questo. Sono sola, terrorizzata da quello che succederà e da come potrò continuare ad esistere. Vivo attraverso il panico e gli altri, ma ho come la sensazione di non esserci da sola, non ho costruito nulla, non ho legato con nessuno, non ho un ambiente di lavoro, relazioni. Mi guardo intorno in casa mia e capisco che non sono capace di vivere. Non sono in grado nemmeno di prendere una decisione del tipo: esco di casa per fare un giro. Non sarò mai capace di gestire questa casa, né quella al mare. Allo stesso tempo non sarò nemmeno in grado di decidere di vendere. Io non esisto, a maggior ragione senza mia madre. E mia mamma sta già svanendo piano piano da qualche mese. Io con lei, in parte perché forse è naturale sia così, in parte perché non so davvero come attaccarmi alla realtà che ho intorno senza di lei. A volte provo a dirmi: immagina di fare come X o come Y, senza figli... inciampo sempre in 2 problemi: mancanza di soldi, attacchi di panico. E così l'immagine più credibile è di me davanti alla tv h24 fino a che non mi staccano tutto. Come si aggiustano le tende? Come si cambia un tappeto? C'è qualcosa di perverso nel piangere una persona quando questa è ancora di fianco a te, ma ci sta. Un po' meno ci sta essere così sicuri di non avere speranze alla mia età. Qualcosa può succedere, prima o poi qualcosa cambierà in meglio anche per me o no? Del resto dopo aver superato i lutti più gravi per una sola e senza figli dovrebbe essere tutto in discesa. Il punto però sta in quel verbo, superare, che per ora non mi sembra proprio possibile.
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