giovedì 24 marzo 2022

mi sto perdendo del tutto.

Se tutto va secondo piani, mio padre è in viaggio e circa tra 3 ore dovrebbe essere a casa. Bilancio di questi 4 gg senza di lui? Per certi versi meglio del previsto, più facili, per altri devastanti, perché se è vero che la parte 'pratica' dell'assistenza a mia madre stanca, è quella psicologica, fatta anche di cose piccole e banali viste dall'esterno, che mi sta demolendo letteralmente. Un paio d'ore fa l'apice, una scenata che non riesco ancora a capire, o nemmeno a ricostruire se devo essere onesta, a lei è passata, io sono fuori di testa dall'angoscia. (E continuo a chiedermi se potrei avere effetti fisici concreti nel cervello e nel cuore con un'angoscia e un dolore del genere.) Alla fine di tutti sti discorsi, mi sono allontanata, ma poi lei è venuta a cercarmi fino in camera facendomi chiudere ancora di più in un silenzio che è pregno di solitudine. Non ne posso più, non ce la faccio più e oltre questo la consapevolezza di una solitudine su cui sto per affacciarmi che mi leva il fiato e la certezza di non essere assolutamente in grado di vivere. Non solo per il mio mantenimento economico, ma proprio per tutto quello che significa vivere, decisioni da prendere, scelte, relazioni... la costruzione di un progetto che è la propria vita. Non sono capace, lo so, e sapere che a breve sarò totalmente in mezzo al nulla mi terrorizza, sono già sola per certi versi, visto il legame padre-zio, ma la presenza di mia madre e della sua malattia costringe tutti su binari prestabiliti e non lascia tempo a nulla di più. Copre le magagne che ci sono in questa casa. Ma non durerà a lungo, né tanto meno io sarei in grado di reggere a lungo e dall'altra parte, il baratro. Solitudine? Fobia sociale? Insicurezza e bassa autostima a livelli impressionanti? Tutto può essere, fatto sta che prima, con i miei, mi sembrava che certi limiti, certi contorni, certe direttive, seppure minime, c'erano ed erano quelle che mi impedivano di evaporare nel niente. SPeravo di avere il tempo di risolvere la cosa con il loro aiuto, e invece nada, anzi per ora ancora tutto in sospeso e rimandato perché le priorità sono dolorosamente altre, e poi? Come si impara a vivere partendo da zero a 40 anni da soli? Ho bisogno di dire che non me lo meritavo, non dopo 22 anni di schifo con il panico, ma ho bisogno soprattutto di capire come fare. SIcuramente una terapia farmacologica adesso ci vuole, e meno male che è arrivata anche se con vie traverse, ma poi ci sarà bisogno di una terapia psicologica che non finirà più. Il problema è come fare a non impazzire dalla paura per adesso e per dopo. Mi sto disintegrando.

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