sabato 19 dicembre 2020

Mio padre è rientrato oggi. Devo dire che è stata una parentesi davvero dura, in mezzo a tutto il covid ha solo accentuato un malessere che cmq sarebbe stato altissimo in ogni caso. Sono veramente a pezzi, e ho una paura assurda, pochi giorni fa mio zio ha avuto di nuovo un exploit per una bazzecola che gli da fastidio di mio padre. Nel sentirlo sbraitare, anche se a 2 piani di distanza, ho iniziato a tremare come una foglia e a piangere. Mio padre quando è arrivato si è già lamentato per una cosa che ha fatto mio zio. Ne fanno entrambi questioni di principio, ma anche se mi spiace criticare chi ha 72anni, perché davvero temo che sia difficile fare i conti con i propri fallimenti a quell'età, nel merito ha ragione mio padre, ma schierarsi sembra più dura di quello che sembra, perché davvero mio zio non capisce le cose più basilari, come tutto quello che è costato sistemare tutti i suoi i casini. Un minimo di riconoscenza in più sarebbe gradita. Solo che io ho paura. Aleggia ancora troppo nervosismo. Così io continuo a richiudermi in me stessa, non ho altro, non ho l'appoggio di mia mamma, confusissima in questi giorni. E in me stessa anche io non posso che specchiarmi in tutti i miei fallimenti: nello studio, nel lavoro, nell'avere una relazione, nell'avere amici. Tutto sbagliato, tutto perso. Non mi capacito di essere precipitata così in basso. Non ho nulla. Ma in tutto questo esistere solo attraverso la paura, sto svanendo. Non ho nulla e mi sembra di non essere nemmeno più nulla. Tutto si sta cancellando. Io sto sparendo.

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