mercoledì 2 dicembre 2020

Se tutto prosegue come deve, settimana prossima mio padre va in Liguria, avendo la residenza là, e dovendo andare dal suo medico di base, può spostarsi. Deve andare ed è giusto che vada, che io non sia tranquillissima è un altro discorso. A prescindere dalla particolarità della situazione, mi ha fatto ricordare quando gli anni passati andavo anche io con lui, quando lo accompagnavo allo studio medico, visite di controllo che si trasformavano in una passeggiata insieme. Di solito stavo sempre malissimo per l'ansia, eppure in questo momento ricordo quegli attimi con dolcezza. Avevo, e ho, bisogno di quei momenti passati con lui nelle sue zone. E così penso ancora: 1- al timore che mia mamma possa peggiorare così in fretta da non poter essere più lasciata da sola e che i miei viaggi con papà siano già finiti. Sarebbe tristissimo, per mia madre ovvio non parliamone nemmeno, ma anche proprio per quegli attimi con lui là che mi sembrano così necessari, forse non solo per me. 2- penso al dopo, a quando sarà sola, a come farò a conciliare, a trovare la sintesi tra questi due mondi, soprattutto da quando ho riscoperto che Alassio fa parte di me, che ne ho bisogno nella mia vita. Sono 2 giorni che dovrei uscire per andare in posta e non ce la faccio, come posso pensare di barcamenarmi tra due luoghi distanti 300 chilometri? Mi è impossibile trovare un modo per vivere ciò di cui sento di aver bisogno. Intanto il tempo passa sempre più veloce.

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