Guardo fuori dalla finestra e vedo in lontananza la strada e mi mette tristezza. Perché è sempre il solito discorso: vedo le auto e immagino le persone al loro interno oramai filtrate con il mio modo di essere, cioè il panico. E allora non vedo persone che vivono, ma vedo persone che soffrono come soffrirei io nell'uscire di casa... bello schifo. E allo stesso tempo vedo la città dove abito da sempre solo attraverso gli occhi di quello che ho fatto o avrei dovuto fare con mia mamma. Ogni posto è legato a lei, o come presenza o come l'assenza di ricordi vissuti insieme, come le colazioni che avremmo potuto fare al bar, o i giri alle bancarelle del mercato... e poi penso a dove è cresciuta lei, ai ricordi che svaniscono tra le generazioni man mano che le persone mancano, prima i miei nonni, poi i miei zii, poi mia madre... e con lei forse me ne vado pure io che non ho imparato ad esistere in nessun modo senza di lei, in autonomia. non riesco a capire come farò ad esistere senza di lei, come se sparissi quasi al 50% se non di più, e quello che resta... come diavolo farò a mantenermi? Come farò a sbrigare ciò che la vita richiede? Non riesco a pensare di farcela, assolutamente. Quello che sto provando non è solo un dolore devastante, che ci starebbe, ma è un dolore devastante e che rischia di portarmi alla follia, alla completa implosione della mia vita. Non esisterò più. Non ne sono capace.
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