Ieri sono uscita per quello che una volta avrei chiamato il solito giro posta+farmacia; poiché era più di un mese che non uscivo di casa, adesso di solito direi che non c'è più nulla. Come le altre uscite, ero fuori e mi guardavo intorno immaginandomi con mia mamma nei posti dove andavamo, ricordando quello che abbiamo fatto insieme e soprattutto immaginando tutto quello che non abbiamo fatto e che non potremo più fare, che è ovviamente più tanto. Come berci qualche caffè insieme al bar: l'avremo fatto neanche 5 volte in tutta la vita, colpa del mio panico più di recente, colpa dei suoi impegni prima, poco conta. Conta che, temo, mi ritroverò a fare i conti con i sensi di colpa per una vita intera. E siccome la mente a volte è stronza, non vorrei che mi auto-boicottasse proprio perché se non ho raggiunto nulla prima per far felice anche mia mamma, allora non mi merito nulla nemmeno dopo. Eh... la mente lo fa. In 21 anni di panico l'ha fatto eccome. Capisco in pieno i motivi per cui il panico arriva, e ripensando alla mia esperienza so anche perché io abbia focalizzato tutto sulla perdita di controllo, perché per anni nella mia fase pre panico, il controllo l'avevo dovuto mantenere a 1000 per gestire tutto quello che c'era qui in casa, per aiutare, per nn dare fastidio, con nonni anziani, papà lontano, uno zio pieno di casini in eterno... capisco che con la perdita di mia nonna io sia andata in tilt, ma 20 anni? Perché? E allora sì, ho realisticamente paura che sarà peggio dopo... cioè che per un po' sia peggio ci può anche stare, ma io temo davvero di distruggermi. Soprattutto perché, e me ne accorgo ogni cazzo di volta, non sono integrata in nulla nella mia città o altrove. E senza mia mamma mi sembra di essere sollevata-nel senso di scollegata-senza radici anche con il resto dei parenti. Come se fossi sospesaa 2 metri da terra senza appigli, agganci nella vita vera. L'unico era lei. Forse un po' mio padre, ma in modo diverso e molto meno.
E' un momento strano. Mentre lei fa 1000 domande al giorno, dove sei, dove ho i vestiti, dove vado a dormire, io sento come il bisogno di iniziare ad elaborare il lutto. La sera ci mette 2 ore prima di dormire, Io sono esausta, dormo male, non mi riesco a riposare mai, e mi sembra di uscire distrutta da ogni conversazione con lei. Il cervello cerca una fuga in avanti, ma l'avanti è senza di lei, da qui il bisogno di iniziare ad elaborare il lutto. Poi ha una mezza giornata buona e allora è come ricominciare da capo, sempre più disperati e logorati. Fa tutto un po' schifo, per dire.
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