Ho guardato alcuni episodi della serie tv BABY, basata su fatti realmente accaduti nel 2013 di uno scandalo che ha coinvolto lo sfruttamento di ragazzine nell'ambito della prostituzione minorile a Roma. La serie forse è un po' romanzata, o forse no, forse l'accesso ad un certo mondo per quelle ragazze è stato davvero così casuale. Il dolore fa fare le cose più strane. Poiché io non riesco oramai a scindere nulla dal mio percorso, ho immaginato come il dolore mi abbia spinto in una direzione direi opposta, quelle ragazze si sono letteralmente date ad un mondo estraneo parandosi dietro l'illusione del controllo dato dal sesso, io mi sono isolata persino dal mio. Non voglio paragonarmi a loro, quanto notare come il cuore spinga ad affrontare le cose in modi così diversi! Il cuore o la paura.
O la speranza di stare meglio.
Sono le 20 e esco adesso, almeno in parte, da 3 ore di panico a livelli altini, e stare male sapendo di essere qui sola oggi è stato più pesante del solito. Ho avuto paura di dover affrontare questo panico da sola. Sola… parola che è un po' la cifra di tutto, del passato e lo sarà anche del futuro.
Se penso alla serie tv penso solo che per quelle ragazze è stato davvero troppo facile farsi del male. Ma dove erano tutti? Sole anche loro. Con i soliti adulti che hanno abdicato al ruolo.
Sono esausta e ancora un po' in panico, lo sono oggi, lo sarò domani. Confusa, spaventata.
Lo erano anche loro.
C'è qualcosa di difficile da affrontare in questo mondo. Animi troppo sensibili, resi fragili da qualcosa che forse non ha funzionato come avrebbe dovuto.
C'è ancora tempo?
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