Ieri poi non ho più scritto nulla in merito all'incontro in comune, perché non sapevo che dire. Di fatto è andato tutto ok, devo solo compilare e riconsegnare un modulo e di quando in quando la polizia locale, credo, passerà per sincerarsi che vivo davvero qui. (Sarebbe quasi ironico considerando che in pratica ci sto mettendo le radici in questa casa.) Il problema però è quel senso di disagio che mi è rimasto addosso. Non un senso vago, è qualcosa di quasi paragonabile allo schifo, al disgusto. Come si può gestire una cosa del genere?
La seconda questione che dovrei risolvere per mio padre e la cedola secca resta ancora aperta e nei prossimi giorni ci penserò. Nel frattempo anche oggi ho avuto la conferma di come qui in casa stia cambiando tutto in peggio. Sono mille le cose che mi si stanno ribaltando addosso, nell'ultimo anno stanno aumentando del 95%. Mi dispiace per come sta diventando fragile mia madre che ha sempre tirato la carretta, e mi spaventa per ciò che mi è piombato addosso nel giro di pochi mesi. E mi lascia totalmente fuori fase visto come ogni piccolo impegno mi fa sentire. Io non so come muovermi. Dovrei essere speranzosa per il mio romanzo che sto per auto pubblicare in un'altra piattaforma, ma non ho nemmeno il tempo per pensarci. Negli ultimi 15 mesi c'è stato un cambiamento troppo grosso perché io riesca a gestirlo con i minimi passi avanti che ho fatto. Troppo grosso perché io riesca a metabolizzarlo senza finirci di nuovo stritolata in mezzo. Troppe cose stanno finendo con il presentare il conto a me. Non capisco a cosa aggrapparmi, a parte gli ansiolitici che chiaramente non possono essere la soluzione. Ho paura.
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