domenica 10 novembre 2019

Se c'è una cosa che ancora devo migliorare, e molto, è la mia capacità di staccare dalle questioni che non possono essere risolte sul momento. Oggettivamente la vita di tutti è una costante di questioni di cui doversi occupare, l'equilibrio sta nel sapersi ritagliare pause più o meno lunghe, in base al contesto, per staccare la spina. A volte può anche essere un'ora della giornata in mezzo a mille altre cose, ma va fatto. Ecco, io non riesco, per questo sono riuscita a prendermi una pausa di relax solo oggi, con tutto il pomeriggio libero. La sera nella mia stanza la mente è più protetta, ma nel resto del giorno… un pensiero perenne.
In ogni caso, oggi la paura me la sono presa, che strano, con un libro. Scontato anche se di fatto negli ultimi mesi sto leggendo pochissimo per i miei standard. Il libro che ho letto è un thriller. LA DONNA ALLA FINESTRA. Ciò che mi aveva colpito della trama, era che la protagonista non usciva di casa da mesi, finisco sempre attratta da storie con protagoniste non esattamente funzionali, perché mi sembra di capirle di più. Una buona lettura, ma che mi ha lasciato un dubbio: in libri come questo, con protagoniste donne con vari problemi, l'alcol è sempre parte integrante della scena: le protagoniste sono sempre brille, bevono tutto il giorno. Capisco che ai fini della trama permette sempre di arrivare a dubitare della veridicità di ciò che viene detto dalla 'donna che mescola alcol e psicofarmaci', ma non posso fare a meno di chiedermi se l'abbinamento problemi psicologici-alcol sia veramente così marcato e diffuso.
Nei libri lo è.

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