giovedì 13 maggio 2021

Sono molto stanca. Questa mattina abbiamo portato mia mamma dalla parrucchiera, a causa del solito parcheggio fuori uso a causa di manutenzione, per paura che mia mamma non sapesse dove andare, io e mio padre abbiamo fatto davvero un caos ad un certo punto. Senza entrare in dettagli inutili, è stato pesante anche perché è l'impatto della sua malattia sul concreto. Mi sento impazzire e sono tanto arrabbiata: se penso a come bramavo il momento in cui i miei fossero stati entrambi vaccinati... ed invece usciamo da un incubo, il covid, per entrarne in un altro ben più definitivo. Sono arrabbiata per i mille motivi che ripeto da un po': non sono all'altezza di gestire questi problemi, ho paura per le ripercussioni su mio padre, e ho paura di non cavarmela da sola. Senza contare tutto quello a cui devo dire addio senza ancora averlo nemmeno vissuto. Martedì si avvicina e l'idea di dover essere io ad andare a sentire il verdetto mi paralizza. Mi sento male solo al pensiero. Dio, non so a cosa posso attaccarmi per non lasciarmi andare in terra. Sono 20 anni che vivo con il panico, ma sono 40 giorni che ho nelle ossa il terrore puro. Sono stravolta. 

1 commento:

  1. e aggiungerei l'ennesima postilla: se penso a due tra le mie zie più vicine, capisco che loro, come madri, nonne... sono al centro di gruppi famigliari di 7/8 persone, bambini a parte solo per età, tutti sani e realizzati e capaci. Noi qui siamo 3. E io sono una chiavica. Non ce la farò mai a reggere tutto questo. Mai.

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