Ho una paura fottuta della morte, anche della sofferenza. Oramai non riesco a pensare ad altro, più l'idea di solitudine (e i pragmatici problemi economici...) Ieri sera ero sull'orlo della disperazione. Quando in passato mi ingrippavo in pensieri del genere, capitava non spesso ma capitava, la strategia era concentrarmi sul presente, appiccicarmi come una cozza ai miei, per lo meno all'idea della loro presenza. Nello specifico questa cosa oggi non funziona. Anzi, la paura mi divora proprio a partire dal presente. Mia mamma non sta bene e a dirla tutta mi sembra che peggiori talmente alla svelta per certi aspetti che persino l'alzheimer non è compatibile. (Forse lo sarebbe quasi di più una depressione potente, ma non saprei che dire.) Forse è stata parecchio colpa mia, insomma è così difficile ipotizzare che una persona di quasi 80 anni sia distrutta dalla perenne depressione di sua figlia? E alla fine ieri continuavo a pensare alla morte, a quanto fa paura l'idea di saperla vicina. Vorrei qualcuno a fianco solo per me, e allo stesso tempo so che nemmeno lo sopporterei. Non ne sono capace, non sono abituata. Mi mancano sbocchi sul futuro e dal presente sto prendendo solo spaventi. Non sono capace di vivere, non sono capace di stare bene, non sono capace di affrontare la sofferenza. Non sono capace a far niente. Ad un anno, circa, dalla lite questa ulteriore mazzata non me la aspettavo manco per niente. Proprio non mi veniva nemmeno in mente, avevo notato che mia mamma non diventa più giovane, ma questa mazzata proprio no. Mi manca l'unica persona che mi ascoltava, con cui parlavo, con cui anche riuscivo ancora a sognare almeno un pochino. Ho paura.
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