Dopo un anno e mezzo, anzi più, oggi c'è qui un mio cugino pensionato che aiuta mio padre nell'orto. Prima della pausa covid erano già un paio di anni che veniva ad aiutarlo, poi causa sta disgrazia di cui si è anche ammalato l'anno scorso, torna oggi dopo i lavori nell'autunno 2019. Mentre ero giù a pranzo con loro, tenevo d'occhio mia madre e i suoi discorsi. Possiamo dire che era come un anno e mezzo fa? No. C'è più confusione indubbiamente, ma è anche vero che non gliene lascio passare una. Nemmeno io sono quella di un anno e mezzo fa, nessuno lo è con la paura che abbiamo provato. Non voglio dire che va tutto bene, affatto, ma forse anche pensare che siamo già ai capitoli finali non aiuta. Certo, i cambiamenti che noto sono rapidi, troppo, leggendo tutte le tempistiche standard su cui si basa l'alzheimer non ci siamo. Ok, io spero ancora che sia qualcosa d'altro, un mix di carenza di b12, depressione, stress per il covid e pure la storia dello zio. Spero ma non ci credo. Nel frattempo ho letto alcuni costi per una badante h24 o per i ricoveri nelle rsa. Aiuto. Sono cifre che stanno sui 25000 euro all'anno di media. Il problema soldi è onnipresente, ad ogni livello. Quello che so è che oggi, ad un certo punto, per una comunicazione ufficiale, ho chiamato il piano di sotto e quando ha risposto mia mamma ho cercato mio padre perché istintivamente per le cose serie non riesco più a fidarmi della sua concentrazione/memoria. Davvero si ha la percezione di iniziare a piangere quella persona, un lutto prolungato. E chissà che conseguenze anche su mio padre... per questo poi c'è la tentazione di pensare che possa essere altro. Mia mamma mi fa paura e mi manca già. E questo mio modo di rapportarmi con lei è dannoso, lo so. Dio, spero di trovare la forza, ma nel frattempo mi sto imbottendo di ansiolitici. Che nostalgia del 2019... :(
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